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venerdì 29 settembre 2017

Un altro ergastolo piomba sul collo del leader dei fratelli musulmani egiziani!

Un tribunale egiziano ha inflitto al leader della famigerata organizzazione della Fratellanza Musulmana (Ikhwan) Mohammed Badieh un nuovo ergastolo per il suo ruolo nelle violenze di piazza del 2013 che causarono diversi morti.

Badieh era già stato condannato al carcere a vita per istigazione all'omicidio, al terrorismo e alla violenza politica.

venerdì 5 ottobre 2012

Agente qaedista americano condannato all'ergastolo in Irak...era lì per conto della CIA?

Il cinquantatreenne Omar Rashad Khalil, cittadino Usa, é stato condannato all'ergastolo senza alcuna possibilità di libertà sulla parola o sconto di pena, in Irak; l'uomo, che andava anche sotto l'alias di 'Abu Mohammed' era parte di un network di terroristi wahabiti collegati con Al-Qaeda, responsabile di stragi, attentati, omicidi, rapimenti e dozzine e dozzine di altri reati.

Come mai il Dipartimento di Stato americano guidato dalla "Strega dell'Ovest" Hillary Clinton non si é mobilitato in favore di Omar Khalil come invece ha fatto per i piloti assassini del Cermis in Italia e con qualunque altro cittadino americano che si macchi di un qualunque reato, per quanto ripugnante e odioso in un altro paese del mondo? Forse Dama Clinton e i suoi colleghi della lobby sionista hanno paura che, attivandosi per trasferire Omar Khalil negli Usa e fargli scontare colà la pur severissima pena, possano emergere suoi collegamenti con la CIA?

Il fatto che la fantomatica "Al-Qaeda" non sia altro che la 'legione islamica' della CIA e della Casa Bianca e che venga scatenata solo e soltanto colà dove bisogna trescare e destabilizzare paesi ostili a Washington (Siria, Libano, Irak, Iran) o che sono sul punto di diventarlo (Mali, Yemen e altrove) é una specie di 'segreto di pulcinella' e l'ignavia di Washington verso questo suo cittadino condannato al "fine pena: mai" in Mesopotamia non fa che ribadirlo ulteriormente.
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mercoledì 14 marzo 2012

Tribunale egiziano condanna due imputati sionisti e un ucraino all'ergastolo per traffico d'armi!


Carcere a vita, questa la pena inflitta dalla corte a due cittadini del regime sionista di occupazione e un Ucraino colpevoli di traffico di armi attraverso il confine egiziano: dei tre imputati uno é latitante, mentre l'Ucraino e uno dei due sionisti hanno ascoltato la sentenza dal gabbiotto dei prigionieri e sono stati quindi ricondotti nel carcere dal quale non usciranno più per il resto delle loro esistenze.

L'Ucraino, manager di una compagnia turistica a Sharm, aveva ordinato un carico di armi a uno dei due imputati sionisti che le aveva spedite in varie casse, accompagnate dal terzo accusato; sottoposto a un controllo questi aveva finto di non essere al corrente del genere di carico che stesse scortando, ma alcune incongruenze nel suo contegno e nelle giustificazioni addotte alle autorità lo hanno fatto condannare come gli altri.

Arrestato negli uffici della sua compagnia l'imputato ucraino ha cercato di giustificarsi dicendo di 'necessitare' delle armi in questione per "proteggere sé stesso e i suoi dipendenti". Il processo e la sentenza arrivano durante un momento di intenso peggioramento dei rapporti tra regime ebraico ed Egitto, con il Parlamento del Cairo che recentemente ha approvato un documento in cui si definisce l'entità sionista "Primo e principale nemico del Paese".
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venerdì 24 giugno 2011

Ergastolo all'imprenditore egiziano vendutosi al Mossad!


La Suprema Corte per la Sicurezza dello Stato del Cairo ha inflitto la pena dell'Ergastolo a un uomo d'affari egiziano che si era prestato a diventare spia per Israele contro il suo stesso paese. L'arresto di Tareq Abdel Rezzeq Hussein, di 37 anni, era stato riportato su queste pagine all'epoca della scoperta del network spionistico sionista da parte degli uomini del Mukhabarat, ancor prima della caduta del regime di Mubarak.

I due contatti del Mossad che agivano da 'controllori' di Hussein, Edi Moishe e Yosef Demor, sono stati a loro volta condannati all'ergastolo, ma in absentia. Hussein aveva ricevuto dagli israeliani il compiuto di reclutare nella sua rete persone impiegate nelle telecomunicazioni e nella telefonia, campo in cui il Regime sionista cerca di estendere la sua influenza per poter danneggiare le capacità di pronta risposta alle sue aggressioni e alle sue provocazioni.

Il Capo redattore del quotidiano libanese Al-Deyar, Charl Ayoub, ha dichiarato che Hussein lo avrebbe accostato chiedendogli 'agganci' in Cina, Thailandia e Sud Africa, offrendogli in cambio una serie di regalie come voli aerei in prima classe, stanze d'albergo a cinque stelle e persino una carta di credito attivata a suo nome in Cina. La ramificazione della trama sionista alla Cina e all'Estremo Oriente conferma come ottimo il lavoro di estensione dell'inchiesta allo scacchiere asiatico compiuto prontamente dagli uomini del Mukhabarat già pochi giorni dopo l'arresto del traditore.

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giovedì 16 dicembre 2010

Ragazza palestinese separata in carcere dalla sorella si lascerà morir di fame per protesta


Lenan Abu Ghalma, 28 anni, é entrata nel suo quindicesimo giorno di digiuno, la ragazza ha iniziato lo sciopero della fame per protestare contro le autorità carcerarie sioniste che la tengono separata da sua sorella Taghreed, incarcerata anch'essa. Le sorelle Ghalma sono state catturate dagli agenti dell'occupazione israeliana lo scorso luglio, nel corso di una vasta operazione persecutoria condotta contro aderenti e simpatizzanti del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

La famiglia di Lenan ha pagato un pesante tributo alla causa della lotta contro lo Stato sionista: suo fratello Aheed Abu Ghalma, militante di spicco del FPLP, langue in una galera sionista, inchiodato da un'inumana condanna all'ergastolo, e fu proprio mentre si recava a visitarlo che la ragazza, allora poco più che ventenne, fu arrestata per la prima volta con le solite accuse nebulose e infondate di cui i legulei dell'apparato repressivo di Tel Aviv si servono per colpire i militanti palestinesi: dopo aver passato sei anni della sua giovinezza in carcere (sei anni che nessuno le potrà mai ridare), Lenan é stata scarcerata insieme ad altre diciannove prigioniere in cambio di una registrazione di due minuti di Gilad Shalit, il militare ebreo catturato dalla Resistenza.

La scorsa estate Lenan e Taghreed sono state prelevate dal loro domicilio di Nablus, nel corso di una vasta retata contro il Fronte Popolare, senza che contro di loro sia stata elevata nessuna accusa precisa (e sono passati già quasi cinque mesi), e sono state rinchiuse l'una (Lenan) nella galera di Hasharon, l'altra in quella di Damon; "Lenan", dichiara il Direttore delle comunicazioni per l'Alto Comitato nazionale per il Sostegno ai Detenuti, Riyadh al-Ashkar, "ha ripetutamente chiesto di poter restare a fianco della sorella più giovane, ma le autorità israeliane hanno fatto orecchio da mercante".

"La salute della giovane ha sofferto tantissimo a causa del reiterato sciopero della fame; Lenan non si era ancora ripresa da quello precedente, iniziato per lo stesso motivo e interrotto verso la fine di Novembre quando sembrava che la sua richiesta fosse sul punto di essere accolta. Quando é parso chiaro che così non era la giovane ha immediatamente ripreso a rifiutare il cibo, senza attendere di essersi rimessa in salute".

Aheed, Lenan, Taghreed...una famiglia separata dalle barriere degli sbirri e dei lacché dell'occupazione, ma unita dalla fede e dalla dedizione alla Causa Palestinese...Israele può fare quello che vuole, ma questo legame non riuscirà mai a spezzarlo, perché la fede in uno scopo tanto alto e nobile é più forte di ogni persecuzione, di ogni angheria, di ogni tortura.