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mercoledì 15 agosto 2018

HA LA FACCIA COME IL CULO! Mohammed bin Salman prima bombarda i bambini yemeniti poi manda 'condoglianze' a Genova!

Come tutti ben sapete ieri una campata e un pilone del ponte autostradale A10 che a Genova scavalca il torrente Polcevera tra Certosa e Campi sono crollati, causando numerose vittime.

Per fortuna il vostro amabile caporedattore (che tra il 2010 e il 2014 lavorava proprio in quella zona della città) si trovava al sicuro impegnato a lavorare per voi; similmente tutte le persone a lui congiunte o care per qualche motivo non sono state toccate dalla grave tragedia.

Immaginate la sua stupefazione quando, ore più tardi, si é trovato di fronte il comunicato di cui sopra.

sabato 4 novembre 2017

La Gradinata Nord dello stadio di Genova onora la memoria di Issam Zahr Eddine!

4 Novembre 2017.

Festa della Vittoria e delle Forze Armate.

Incidentalmente, anche 115esimo Derby della Lanterna.

Allo stadio genovese, intitolato all'Eroe di Guerra Luigi Ferraris la Gradinata Nord, tempio della Genoanità, espone lo striscione che vedete qui sopra.

martedì 9 maggio 2017

I doganieri di Genova "captano" mega-carico da 37 tonnellate di 'pasticche del terrorista', prodotte in India e dirette in Libia!

Un mega-sequestro di quasi 38 tonnellate di pastiglie di captagon (la pseudo-anfetamina usata dai tagliagole takfiri per 'sballarsi') è stato effettuato nel porto di Genova, dove gli uomini del Nucleo Antifrode dell'Agenzia delle Dogane, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Distrettuale Federico Manotti, hanno bloccato tre grandi container nei quali la droga era nascosta in mezzo a tessuti e altri carichi all'apparenza legali.

venerdì 10 ottobre 2014

Homs: costruite a tempo di record residenze popolari per i cittadini rimasti senza casa!!

Nelle zone di Siria tornate saldamente sotto il controllo governativo a tempo di record si intraprendono iniziative volte a riparare i danni fatti dai terroristi stranieri; la foto che vedete mostra come ad Homs, si siano costruiti, a tempo di record (non per questo trascurando i criteri di sicurezza e stabilità) nuovi agglomerati di edilizia popolare per ridare un tetto a quanti hanno avuto le case distrutte o danneggiate durante i combattimenti contro i miliziani wahabiti.

Ma la Siria "ovviamente" é un regime antidemocratico, una 'dittatura' come dicono i corifei prezzolati del Sionismo internazionale che scrivono sulla 'Repubblica', sulla 'Stampa', che belano e ragliano a reti unificate sui nostri "liberissimi" canali TV...

...intanto nella nostra avanzata democrazia pluto-liberista a totale controllo ebraico una delle città più belle d'Europa agonizza per la terza volta in quattro anni sotto il peso delle precipitazioni atmosferiche perché a colpi di fondi pubblici insufficienti (la spesa pubblica é spreco! privatizzare!!), sequestri di cantieri ordinati da magistrati presenzialisti e applauditi dalla canaglia eco-decrescista (le grandi opere sono male! bisogna preservare la Natura!), corsi, ricorsi, appelli e controappelli, non si riesce a fare un programma efficace di gestione degli alvei dei torrenti e di scolmatura delle acque.


lunedì 9 gennaio 2012

Attracca nel porto siriano di Tartous la flotta russa guidata dalla portaerei "Ammiraglio Kusnetzov"!


Come annunciato su queste pagine a tempo debito, dopo avere circumnavigato l'Europa, attraversato lo Stretto di Gibilterra e fatto rifornimento a Genova e a Cipro la flotta russa dispacciata per ordine di Vladimir Putin e di Medvedev all'apice delle violenze terroristiche in Siria (che ipocriti e interessati rappresentanti della lobby sionista dei media internazionali volevano gabellare come 'rivolte popolari') ha finalmente gettato l'ancora nel porto di Tartous.

Guidata dall'ammiraglia di flotta portaerei "Admyral Kusnetzov" e composta di navi di varie classi, tra cui un forte complemento sottomarino, il distaccamento navale russo testimonia come Mosca, nonostante tutti i cambiamenti geopolitici intervenuti negli ultimi vent'anni, abbia deciso di rimanere al fianco del suo più saldo e vecchio alleato nello scacchiere mediorientale; "La nostra permanenza nel porto siriano é mirata a rafforzare i già solidi legami di amicizia e fratellanza che legano i nostri popoli", ha dichiarato il Comandante dell'Ammiraglia Vladimir Anatolievich Yakushin, dopo di lui i comandanti di tutte le altre unità si sono alternati nell'estendere messaggi di simile tono agli abitanti di Tartous e di tutta la Siria.


Il Governatore della provincia di Tartous, Atef al-Nadaf da parte sua ha voluto "calorosamente ringraziare l'onorevole posizione assunta dal Governo russo, che ha coraggiosamente scelto di rimanere schierato a fianco della Siria persino in questo momento difficile che tuttavia mostra già decisi e importanti segnali di miglioramento".










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venerdì 2 dicembre 2011

Portaerei russa in rotta verso la Siria per proteggere Damasco da possibili 'colpi di mano' imperialisti!


Il canale televisivo di Stato "Russia Today" ha annunciato che lo Stato Maggiore della Marina russa ha dato ordine di inviare la portaerei 'Ammiraglio Kuznetsov' e alcune navi-scorta nel Mediterraneo Orientale, dove faranno scalo nel porto libanese di Beirut e in quello Siriano di Tartous. La mossa, che segue da presso la dislocazione di una prima flottiglia nel porto di Latakia, ha evidentemente lo scopo di porre un forte deterrente navale russo contro qualunque ipotesi di mosse aggressive della NATO o di altri paesi del blocco imperialista (Israele, per esempio) contro la Repubblica siriana, ultimamente vittima di numerosi tentativi di destabilizzazione terroristica.

Tartous é uno scalo abituale per la flotta di Mosca, fin dagli anni '60 del Ventesimo Secolo, e, attualmente, ben seicento tecnici russi vi stanno supervisionando lavori di allestimento di una base russa permanente. Interrogati in merito gli ammiragli della VMF hanno negato collegamenti immediati con la situazione interna in Siria, ma dopo le ripetute dichiarazioni del Cremlino contro progetti di 'regime change' a Damasco, l'evidenza é semplicemente innegabile. Mosca sostiene Bashir Assad con la stessa forza con cui il popolo siriano (tranne poche frange estremiste finanziate dai wahabiti di Casa Saoud) si é stretto attorno a lui per fare quadrato contro aggressioni e infiltrazioni straniere.

Lunga 300 metri e pesante quasi sessantamila tonnellate la 'Ammiraglio Kuznetsov' é la nave ammiraglia della flotta russa ed é armata, tra l'altro, di dodici lanciatori missilistici P-700 'Granit', diciotto cellule ottuple di missili antiaerei 'Khinzal' e porta una cinquantina di velivoli tra caccia Sukhoi-33 ed elicotteri Kamov-27. La portaerei arriverà a destinazione via Genova e Cipro.

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venerdì 8 luglio 2011

Partono alla volta di Gaza i volontari genovesi di "Music for Peace", per accompagnare le 14 tonnellate di aiuti alla Striscia assediata!


Sono partiti stamane alle ore 6 di mattina Stefano Rebora, Gianluca Bettinotti, Sonia Marucci e Valentina Gallo, i quattro attivisti genovesi dell'ONG 'Music for Peace' che, sbarcando al Cairo e quindi dirigendosi verso Rafah cercheranno di accompagnare a destinazione gli 8 container da sei metri carichi di 140 tonnellate di aiuti umanitari per la Striscia di Gaza, raccolti dall'organizzazione nel corso di un anno di intensa campagna di solidarietà.

I container sono piedi di materassi per gli ospedali, barelle, sedie a rotelle, frigoriferi ospedalieri, coperte, alimenti non deperibili, stampelle, medicinali, ma anche kit didattici e persino biciclette e tricicli, perché nel più grande gulag a cielo aperto del mondo persino il gioco e lo svago dei bambini sono diritti negati dalla crudeltà degli Shylock sionisti.

Gli aiuti sono stati imballati e caricati su una nave nei giorni scorsi, ora tocca ai loro 'accompagnatori' viaggiare verso l'Egitto, dove li attende una situazione tutt'altro che ideale: le proteste popolari contro la timida e indecisa condotta della giunta militare di transizione sono infatti ancora in corso e, nella situazione volatile, potrebbero presentarsi seri e gravi ostacoli alla prosecuzione della missione umanitaria.

Tuttavia, forti dell'esperienza fatta in anni di sforzi e impegno a favore dei più deboli, siamo sicuri che Rebora e compagni difficilmente getteranno la spugna, invitiamo quindi tutti i lettori a seguire i loro report sulla pagina facebook dell'associazione in attesa di poter trasmettere notizie positive sul proseguio della loro spedizione.
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martedì 15 febbraio 2011

Da Via San Luca a Piazza Tahrir: riflessioni genovesi sull'Egitto e il futuro della sua Rivoluzione

Ieri incontro-dibattito da Assolibro, nel centro storico di Genova; quattro relatori, pubblico piuttosto numeroso per un pomeriggio di lunedì, molto interessato, discretamente vivace.
Lo spazio incontri di Assolibro in via San Luca (immagine di repertorio)
Uno dei relatori fa notare che resi i dovuti e fondamentali omaggi ai giovani che hanno organizzato, dal 2008 al 25 gennaio scorso, la rete di contatti informatici che ha dato abbrivio al movimento di protesta egiziano esso ha "detonato" solo e soltanto quando a esso si sono uniti, in massa, gli scioperanti delle fabbriche tessili, delle industrie, insomma, la Classe Lavoratrice.

I giovani sono stati la scintilla, Twitter e Facebook la miccia, ma, come tante, tante volte, la "gente che lavora" ha fornito la massa critica, l'esplosivo che ha fatto da mina sotto il trono del faraone.

Gli stessi blogger lo ammettono, lo riconoscono, leggo adesso una dichiarazione di Hossam El-Hamalawy che recita: "La prossima piazza Tahrir é nei posti di lavoro"; si sentono, si leggono parole che erano state date per morte e sepolte o quantomento per disperse negli ultimi quarant'anni, dal '68 in avanti: "democrazia diretta", "mobilitazione permanente", "organizzazione di consigli".

Benvenuti nel XXI Secolo.

Ma torniamo al qui e all'ora, anzi al "là", all'Egitto...tutti nel paese sanno che Washington, Tel Aviv e Ryiadh, per motivi e finalità diverse, hanno in uggia la nascita di una effettiva democrazia all'ombra della Sfinge, a questi avversari che possiamo considerare "irriducibili" (a meno che gli Usa non smettano di essere una potenza imperialista/neocolonialista, che Israele non smetta di essere uno stato etnocratico e militarista e che l'Arabia Saudita non smetta di essere una dinastia conservatrice e retriva, il che ora come ora é impossibile in tutti e tre i casi), a questi, dicevamo, bisogna aggiungere i "compradores" che erano abituati a fare buoni, ottimi affari con l'Egitto di Mubarak, che rappresentano una minaccia minore, ma che potrebbe dare molto fastidio se si unisse con una delle minacce maggiori (più probabilmente con le prime due).
Sami Hafez Anan (a sinistra) col Generale usa Steve Whitcomb.

Aspettiamoci pure che "almeno" un generale partecipi alle elezioni presidenziali: su di lui convergerebbe il supporto di tutta la classe privilegiata sotto Mubarak, sarebbe l'unica scelta sensata, Omar "il torturatore" Suleiman non ha alcuna chance di coalizzare attorno a sé alcun genere di seguito, molto molto meglio puntare su un cavallo militare, propabilmente Sami Anan, 63 anni, abbastanza 'giovane' per regnare un paio di mandati, in ottimi rapporti con il Pentagono, anche migliori di quelli che possa vantare il Maresciallo Tantawi.

Si scatenerà una corsa pazza a corteggiare la Fratellanza Musulmana: ci proveranno i Turchi, per estendere la loro influenza regionale e per rafforzare la posizione Erdoganiana dell'Islam politico moderato, ci potrebbe provare l'Iran, che ovviamente cercherà di puntare più sul sostegno ai Palestinesi e sull'affratellamento con Hamas per smorzare e smussare le divergenze dottrinali, ci proverà (non sappiamo ancora quanto goffamente) anche la CIA, forse spolverando qualche vecchio contatto "religioso" dell'epoca del 'grande gioco' della Jihad anti-sovietica (che pescava a piene mani negli 'scontenti' della Fratellanza Musulmana -che non ha mai controllato granché quanto ad ali o apparati militari-) e chiaramente ci proverà anche la Casa di Saud, con adeguato contorno di mazzi di dollaroni fruscianti.

I giochi sono aperti e ogni risultato é possibile: potremmo vedere una sopravvivenza di Mubarakismo sotto un altro nome e un altro viso (ipotesi pessima) o la nascita di un nuovo tipo di democrazia partecipata (ipotesi tanto ottima da sembrare quasi velleitaria) o un qualunque genere di risultato intermedio.

Ma quanto più il risultato nei fatti si discosterà dall'ipotesi pessima (Mubarakismo sotto ogni altro nome) allora tanto più fortemente il Nuovo Egitto porrà una questione praticamente inscindibile con qualunque genere di rottura, piccola o grande, con gli ultimi trent'anni di politica estera del Cairo: il rapporto con la Striscia di Gaza e con Israele.

Il controllo non-militare del Sinai, la vendita di quantità immani di gas naturale allo Stato ebraico a prezzi a dir poco 'scandalosi' e il mantenimento dello strangolamento economico sul ghetto assediato di Gaza sono tre delle questioni che spiccano, ma non necessariamente le uniche