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sabato 12 settembre 2020
Squadra navale russa schierata tra Cipro e Siria: imminente un bombardamento missilistico su Idlib?
Un gran numero di navi da guerra russe è stato recentemente monitorato al largo delle coste della Siria e di Cipro nella regione del Mediterraneo orientale, secondo quanto riportato dalla pubblicazione russa Avia.Pro.
Secondo la pubblicazione online, “gli esperti sono interessati per la presenza di almeno 15 navi da guerra e sottomarini russi al largo della Siria. Questa è la prima volta che una formazione militare così grande è stata vista qui, il che solleva sospetti sul fatto che la Russia abbia intenzione di impegnarsi in un'operazione militare speciale contro i jihadisti ancora presenti attorno a Idlib.
Più volte in passato raffiche di precissimi missili "Kalibr" lanciati da squadre navali russe nel Mediterraneo hanno aiutato le forze siriane ad avere ragione di ridotte e fortezze dei terroristi.
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venerdì 6 luglio 2018
Esercitazioni missilistiche davanti alla Siria per la squadra navale russa, nei giorni 11,12, 18, 19, 25 e 26 luglio!
Secondo una nota emessa dal Ministero della Difesa russo la squadra navale che incrocia nel Mediterraneo Orientale a protezione delle coste siriane si impegnerà in esercitazioni missilistiche nelle prossime giornate dell'11, 12, 18, 19, 25 e 26 luglio.
In ciascuno di questi giorni, dalle 10 di mattina alle sei post-meridiane il transito di aeroplani civili sarà deviato in tutta la zona che va dall'Est di Cipro fino a Tartous, per comprensibili motivi di sicurezza.
In ciascuno di questi giorni, dalle 10 di mattina alle sei post-meridiane il transito di aeroplani civili sarà deviato in tutta la zona che va dall'Est di Cipro fino a Tartous, per comprensibili motivi di sicurezza.
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mercoledì 11 aprile 2018
Sembra che Cipro abbia negato recisamente l'utilizzo delle proprie basi aeree per qualunque ipotesi di attacco contro la Siria!
Una mappa risalente a conflitti del passato accompagna questa nostra notizia esclusiva che vi riportiamo confermata (per ora) solo dalla fama di affidabilità della fonte che ce l'ha rivelata; sembrerebbe che le autorità della parte indipendente di Cipro (che molti legami culturali e religiosi uniscono con la Russia) abbiano negato l'utilizzo di ogni infrastruttura aeroportuale dell'isola a eventuali manovre d'attacco contro la Siria.
La notizia potrebbe dare un 'colpo' forse definitivo ai progetti occidentali di aggressione contro Damasco, visto l'aviazione inglese per colpire il Medio Oriente ha sempre fatto affidamento sull'isola del Mediterraneo orientale.
La notizia potrebbe dare un 'colpo' forse definitivo ai progetti occidentali di aggressione contro Damasco, visto l'aviazione inglese per colpire il Medio Oriente ha sempre fatto affidamento sull'isola del Mediterraneo orientale.
martedì 28 aprile 2015
Mosca intensifica le proprie sanzioni contro l'UE per le importazioni alimentari, specialmente su frutta e verdura!
Severa ma giusta come sempre, Madre Russia se da un lato rivede in senso liberalizzante le sanzioni agroalimentari imposte a produttori ungheresi, ciprioti e greci dall'altro le rinserra e le rende più stringenti verso quelle imprese europee di altri paesi che avevano cercato di aggirare il controembargo di Putin (lanciato in rappresaglia contro le sciocche sanzioni decise dall'UE per piaggeria verso Washington) esportando verso Mosca tramite la Bulgara.
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martedì 21 aprile 2015
Mosca rivedrà il blocco agroalimentare nei confronti di Ungheria, Grecia e Cipro...e l'Italia resta a guardare!
Il Governo russo ha annunciato che rivedrà presto il blocco alle importazioni di prodotti alimentari nei confronti di una decina di compagnie ungheresi, una decina di aziende greche e otto aziende cipriote.
E' evidente l'intenzione di Mosca di 'ricompensare' con un trattamento preferenziale le coraggiose posizioni assunte da questi paesi nell'offrire una sponda critica dall'interno dell'Europa alla subservienza ai 'diktat' americani che sono sfociati nelle assurde sanzioni economiche contro la Russia, cui é stata data adeguata risposta col blocco degli acquisti alimentari nei confronti dell'UE.
E' evidente l'intenzione di Mosca di 'ricompensare' con un trattamento preferenziale le coraggiose posizioni assunte da questi paesi nell'offrire una sponda critica dall'interno dell'Europa alla subservienza ai 'diktat' americani che sono sfociati nelle assurde sanzioni economiche contro la Russia, cui é stata data adeguata risposta col blocco degli acquisti alimentari nei confronti dell'UE.
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mercoledì 30 gennaio 2013
A giugno operativo il Gasdotto dell'Amicizia tra Iran e Irak: poi si estenderà fino al Libano e ad Amman!
In un comunicato ufficiale il Ministero delle Risorse Petrolifere iraniano ha rivelato come il progetto di estendere un grande gasdotto dalla Repubblica Islamica attraverso l'Iran e la Siria fino al Libano (e con ogni probabilità con una deviazione fino alla Giordania), sia ormai nelle fasi finali della preparazione iniziata nel 2011 subito dopo la firma dell'accordo trilaterale in merito e che già nel giugno 2013 sarà possibile iniziare a fare fluire il metano iraniano verso le centrali elettriche di Bagdad e, in secondo tempo, anche verso quelle di Damasco.
Il gasdotto, denominato "Dell'Amicizia", costituirà un importantissimo tassello nella politica energetica dell'Iran verso gli altri paesi dell'Asse della Resistenza, che pur essendo a oggi esportatori netti di idrocarburi (o sul punto di diventarli, come il Libano) non riescono a soddisfare i loro bisogni di elettricità. L'Iran invece, in conseguenza della guerra del 1980-88 e delle criminali sanzioni Usa e occidentali, é diventato totalmente autonomo in materia e ora può fare la parte dell' esportatore di corrente o di metano verso i suoi alleati.
L'oleodotto poi potrà rifornire anche la Giordania, giovando all'indipendenza energetica di Amman ora come ora costretta a rifornirsi da Egitto e Arabia Saudita; l'ingresso dell'Iran nel suo 'parco fornitori' farà abbassare i prezzi con un sistema di virtuosa concorrenza. In seguito sarebbe possibile dal Libano estendero o verso la Turchia (nonostante adesso come adesso le relazioni tra Ankara e il blocco della Resistenza siano ai minimi storici) oppure verso la parte greca di Cipro e da lì estenderlo in direzione dei Balcani e dell'Europa.
Il gasdotto, denominato "Dell'Amicizia", costituirà un importantissimo tassello nella politica energetica dell'Iran verso gli altri paesi dell'Asse della Resistenza, che pur essendo a oggi esportatori netti di idrocarburi (o sul punto di diventarli, come il Libano) non riescono a soddisfare i loro bisogni di elettricità. L'Iran invece, in conseguenza della guerra del 1980-88 e delle criminali sanzioni Usa e occidentali, é diventato totalmente autonomo in materia e ora può fare la parte dell' esportatore di corrente o di metano verso i suoi alleati.
L'oleodotto poi potrà rifornire anche la Giordania, giovando all'indipendenza energetica di Amman ora come ora costretta a rifornirsi da Egitto e Arabia Saudita; l'ingresso dell'Iran nel suo 'parco fornitori' farà abbassare i prezzi con un sistema di virtuosa concorrenza. In seguito sarebbe possibile dal Libano estendero o verso la Turchia (nonostante adesso come adesso le relazioni tra Ankara e il blocco della Resistenza siano ai minimi storici) oppure verso la parte greca di Cipro e da lì estenderlo in direzione dei Balcani e dell'Europa.
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lunedì 9 gennaio 2012
Attracca nel porto siriano di Tartous la flotta russa guidata dalla portaerei "Ammiraglio Kusnetzov"!
Come annunciato su queste pagine a tempo debito, dopo avere circumnavigato l'Europa, attraversato lo Stretto di Gibilterra e fatto rifornimento a Genova e a Cipro la flotta russa dispacciata per ordine di Vladimir Putin e di Medvedev all'apice delle violenze terroristiche in Siria (che ipocriti e interessati rappresentanti della lobby sionista dei media internazionali volevano gabellare come 'rivolte popolari') ha finalmente gettato l'ancora nel porto di Tartous.
Guidata dall'ammiraglia di flotta portaerei "Admyral Kusnetzov" e composta di navi di varie classi, tra cui un forte complemento sottomarino, il distaccamento navale russo testimonia come Mosca, nonostante tutti i cambiamenti geopolitici intervenuti negli ultimi vent'anni, abbia deciso di rimanere al fianco del suo più saldo e vecchio alleato nello scacchiere mediorientale; "La nostra permanenza nel porto siriano é mirata a rafforzare i già solidi legami di amicizia e fratellanza che legano i nostri popoli", ha dichiarato il Comandante dell'Ammiraglia Vladimir Anatolievich Yakushin, dopo di lui i comandanti di tutte le altre unità si sono alternati nell'estendere messaggi di simile tono agli abitanti di Tartous e di tutta la Siria.

Il Governatore della provincia di Tartous, Atef al-Nadaf da parte sua ha voluto "calorosamente ringraziare l'onorevole posizione assunta dal Governo russo, che ha coraggiosamente scelto di rimanere schierato a fianco della Siria persino in questo momento difficile che tuttavia mostra già decisi e importanti segnali di miglioramento".
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venerdì 2 dicembre 2011
Portaerei russa in rotta verso la Siria per proteggere Damasco da possibili 'colpi di mano' imperialisti!
Il canale televisivo di Stato "Russia Today" ha annunciato che lo Stato Maggiore della Marina russa ha dato ordine di inviare la portaerei 'Ammiraglio Kuznetsov' e alcune navi-scorta nel Mediterraneo Orientale, dove faranno scalo nel porto libanese di Beirut e in quello Siriano di Tartous. La mossa, che segue da presso la dislocazione di una prima flottiglia nel porto di Latakia, ha evidentemente lo scopo di porre un forte deterrente navale russo contro qualunque ipotesi di mosse aggressive della NATO o di altri paesi del blocco imperialista (Israele, per esempio) contro la Repubblica siriana, ultimamente vittima di numerosi tentativi di destabilizzazione terroristica.
Tartous é uno scalo abituale per la flotta di Mosca, fin dagli anni '60 del Ventesimo Secolo, e, attualmente, ben seicento tecnici russi vi stanno supervisionando lavori di allestimento di una base russa permanente. Interrogati in merito gli ammiragli della VMF hanno negato collegamenti immediati con la situazione interna in Siria, ma dopo le ripetute dichiarazioni del Cremlino contro progetti di 'regime change' a Damasco, l'evidenza é semplicemente innegabile. Mosca sostiene Bashir Assad con la stessa forza con cui il popolo siriano (tranne poche frange estremiste finanziate dai wahabiti di Casa Saoud) si é stretto attorno a lui per fare quadrato contro aggressioni e infiltrazioni straniere.
Lunga 300 metri e pesante quasi sessantamila tonnellate la 'Ammiraglio Kuznetsov' é la nave ammiraglia della flotta russa ed é armata, tra l'altro, di dodici lanciatori missilistici P-700 'Granit', diciotto cellule ottuple di missili antiaerei 'Khinzal' e porta una cinquantina di velivoli tra caccia Sukhoi-33 ed elicotteri Kamov-27. La portaerei arriverà a destinazione via Genova e Cipro.
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mercoledì 11 maggio 2011
Ancora caos negli aeroporti israeliani, la causa: "carburante contaminato!"
Continuano le tribolazioni per chi volesse in questi giorni lasciare lo Stato ebraico per via aerea, per la terza volta nel corso di una settimana gli aeroporti con la stella di Davide hanno dovuto arrendersi di fronte a quella che oramai appare sempre più come una vera "epidemia" di partite di carburante avio contraffatto e alterato da un misterioso 'inquinante' che costringe i controllori di volo ad annullare o posporre una partenza dopo l'altra.
Anche quando finalmente si decolla però i patimenti non sono finiti visto che le quantità di carburante 'sano' sono ormai tanto limitate in Israele che ogni aereo in partenza deve poi fare scalo per rifornirsi a Beirut o a Cipro, accumulando ulteriori ritardi e gravando i passeggeri di un supplemento di disagio. Nella giornata di ieri é stato l'aeroporto internazionale Ben Gurion a venire colpito dalla sindrome della 'benzina sporca', proprio poche ore dopo che il Ministro dei Trasporti Yisrael Katz (foto sotto) era intervenuto sui media ad annunciare il "cessato allarme", rimediando invece una figuraccia epocale.
| "Bring me Solo..." |
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