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giovedì 24 settembre 2015

Tre decreti del Presidente Assad a favore di lavoratori e pensionati siriani!

Ultimamente, con il sempre più pesante (e speriamo decisivo) impegno della Russia di Vladimir Putin a favore della Repubblica Araba Siriana, abbiamo sentito persone anche decisamente e sinceramente anti-imperialiste e progressiste emettere giudizi un po' di "sufficienza" nei confronti dello Stato e del Governo siriano.

E' opportuno ricordare a tutti costoro che senza quattro anni di tenace, efficace, determinata Resistenza della Siria, l'inquilino numero uno del Cremlino non avrebbe nemmeno pensato a intervenire a suo favore, se, per fare un esempio, Assad si fosse comportato di fronte all'aggressione terroristica internazionale come un Gheddafi qualsiasi, Mosca si sarebbe tenuta ben lontana, considerando Damasco, a malincuore quanto vogliamo,  una causa ormai persa.

sabato 16 agosto 2014

Hilal Hilal (Baath): "La classe operaia siriana fondamentale nella vittoria!!"

Intervenendo al Consiglio Generale della Federazione sindacale dei lavoratori, il Segretario Regionale del partito siriano Baath, Hilal al-Hilal, ha dichiarato che la classe operaia siriana, ha compiuto grandi sacrifici e sforzi durante gli ultimi anni, tanto da diventare, insieme all'Esercito e alle milizie popolari, strumento essenziale nella vittoria contro la cospirazione imperialista che ha colpito il paese.

Il compagno Hilal ha sottolineato il ruolo dei lavoratori nel ritorno alla vita normale in diversi settori. Ha ribadito che la forza dei lavoratori siriani ha dimostrato a tutto il mondo il loro impegno per il paese e la loro fedeltà alla guida illuminata del Presidente Assad.

Hilal, infine ha sottolineato che la Siria, nonostante la guerra universale lanciato contro di essa, non rinuncerà alla Resistenza e manterrà costante il suo grande sforzo per affrontare l'entità sionista usurpatrice.

mercoledì 1 maggio 2013

Assad celebra il Primo Maggio alla Centrale Elettrica di Tishreen: "Voi sventate i piani di quanti vorrebbero l'Oscurità sulla Siria!"

Per celebrare la Giornata Internazionale dei Lavoratori e contemporaneamente dimostrare la sicurezza e la fiducia che ripone nel proprio popolo fedele il Presidente siriano Bashir Assad si é recato alla Centrale elettrica di Tishreen, visitandola in tutte le sue parti, ricevendo l'omaggio dei lavoratori e discutendo con rappresentanze dei tecnici, degli operai, dei sindacati e della dirigenza dell'impianto.
Ancora una volta si é visto come al contrario di quanto racconti lo spudorato "panzanificio" occidentale la Siria resista come un solido blocco alle offese e agli attacchi dell'internazionale imperialista-qaedista, unita in una apparentemente blasfema alleanza che é solo conseguente quando si ricordi quali origini abbia la diffusione del wahabismo a livello internazionale, usato come arma dalla CIA fin dall'inizio degli anni '80.

Parlando ai lavoratori Assad ha dichiarato: "La vostra opera quotidiana sventa e vanifica i tentativi di quanti vorrebbero precipitare la Siria nell'oscurità, sia in maniera metaforica, sia in maniera pratica e concreta, visto che permettete ai vostri compatrioti e concittadini di godere dell'energia necessaria a condurre normalmente le loro vite e il loro lavoro".

lunedì 30 luglio 2012

Militari sionazisti aprono il fuoco indiscriminatamente su furgone di lavoratori palestinesi: un morto e due feriti!

Militari delle forze di occupazione del regime ebraico hanno fatto segno un furgoncino carico di ben tredici pendolari palestinesi che stavano cercando di raggiungere i loro posti di lavoro nella città di Gerusalemme facendo una vittima innocente, ferendo gravemente un altro passeggero e più lievemente un terzo.

L'immotivata aggressione sionista ha avuto luogo stamane quando militari israeliani hanno arbitrariamente cominciato a fermare ogni veicolo con targa palestinese o occupanti palestinesi al posto di blocco di Zayem e a sottoporre i suoi passeggeri a lunghissime ed estenuanti 'procedure di sicurezza' che ovviamente non avevano nessun altro scopo se non distruggere la giornata dei malcapitati finiti in loro potere, impedendo a scolari e studenti di recarsi a lezione, ad anziani e malati di presenziare alle loro visite mediche e sedute terapeutiche, agli adulti di giungere in orario sul posto di lavoro.

Procedendo a passo d'uomo verso il blocco di Zayem il furgone carico di tredici lavoratori ricevette da un altro veicolo impegnato in una inversione di marcia l'avvertimento che i militari ebrei "stavano rendendo la vita impossibile" e che sarebbe stato meglio cercare un altro tragitto che aggirasse il posto di blocco; quando il furgone iniziò a imitare la manovra dell'altro veicolo immediatamente dal blocco sono partite raffiche di mitra che hanno traforato l'abitacolo e il vano passeggeri.

Hasan Badee Omar, 46 anni, colpito più volte al torace e all'addome, é morto nel tragitto verso l'ospedale, Ashraf Abdullah, colpito alla spalla e alla coscia, é invece ricoverato in gravi condizioni, mentre l'altro ferito, Khaled Imad Abdullah, colpito alla gamba destra, desta meno preoccupazioni.
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giovedì 9 febbraio 2012

Brillante operazione sudanese libera 29 lavoratori cinesi sequestrati dai burattini di Obama e Netanyahu!


Grazie ai mirabili sforzi del Governo di Omar Bashir e delle Forze Armate di Khartoum i ventinove lavoratori cinesi catturati nel Sud Kordofan da un gruppo terroristico sponsorizzato dal Sud-Sudan di Salva Kiir, marionetta degli interessi imperialisti e sionisti nel Continente Nero, sono stati liberati, imbarcati su un aereo della Croce Rossa nella cittadini di Kauda e consegnati all'ambasciata di Pechino a Nairobi, in Kenya.

Responsabili del ratto erano i militanti del SPLMN, una delle molte milizie asservite al vile e crudele 'Signore della Guerra' installato da Obama e Netanyahu a Giuba, nella porzione di Sudan strappato alla madrepatria con il fittizio "referendum" di luglio 2011, da allora preda di instabilità e violenze. L'interferenza con i fruttuosi e intensi rapporti commerciali tra Cina e Sudan é un interesse primario degli imperialisti stranieri, che vorrebbero far tornare l'Africa alla fase neocolonialista quando le avide multinazionali occidentali erano i soli referenti per i governi locali. Ora invece Cina, India, Brasile, Iran e altre potenze emergenti offrono ai paesi di quel continente alternative più valide ed eque per poter avviare reali e duraturi processi di sviluppo.

Il Ministero degli Esteri della Repubblica Popolare ha emesso un comunicato esprimendo gratitudine a Khartoum e al Preidente Bashir, nonché alla Croce Rossa, affermando che al loro arrivo in Kenya tutti gli ex-ostaggi erano in salute e di ottimo umore. I lavoratori erano impegnati nella costruzione di una strada ed erano stati rapiti negli ultimi giorni di gennaio 2012. Attualmente ci sono circa 10mila lavoratori cinesi in Sudan impegnati nella realizzazione, tra l'altro, di oleodotti, raffinerie, terminal mercantili e altre infrastrutture.
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martedì 13 settembre 2011

Quattro Palestinesi sepolti vivi dal crollo del tunnel cui lavoravano sono stati salvati in extremis dalla Difesa civile di Gaza!


Quattro lavoratori palestinesi, impegnati a ripristinare a tempo di record i "tunnel della vita" che permettono al ghetto assediato di Gaza di sopravvivere all'insensato e crudele assedio sionista rifornendo la popolazione dei generi di più urgente necessità, sono rimasti coinvolti nel crollo della volta di una galleria, rimanendo sepolti sotto quintali di terriccio e detriti.

Prontamente avvisati dai loro compagni di lavoro i membri dei servizi di emergenza della Striscia si sono mobilitati e, in una vera e propria corsa contro il tempo, sono riusciti a trarre i quattro malcapitati in superficie ancora vivi, seppur gravemente feriti. Le vittime, che riportavano sintomi da schiacciamento ed erano semisoffocate sono state immediatamente trasportate all'Ospedale Abu Yousuf al-Najar, presso la vicina cittadina di Rafah.

Durante i loro recenti raid assassini contro l'enclave palestinese assediata i jet e le artiglierie sioniste si sono concentrate sadicamente contro la zona dei "tunnel della vita", ben sapendo che ogni canale che interrompevano e danneggiavano avrebbe automaticamente condannato a morte neonati, malati, anziani, tutti coloro (e sono migliaia e migliaia) che nella Striscia di Gaza dipendono da articoli che possono essere forniti esclusivamente attraverso i tunnel; come il latte in polvere, i medicinali contro il diabete o l'ipertensione e altri generi di sopravvivenza.
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domenica 17 luglio 2011

Najib Mikati visita il Sud del Libano e rilascia dichiarazioni sul suo impegno a favore dei lavoratori!


Il Primo Ministro libanese Najib Mikati sta effettuando un tour del Sud del Libano, visitando unità dell'Esercito ivi schierate e reparti della Forza di Interposizione ONU (UNIFIL) che vigilano sulla tregua seguita all'ennesima invasione sionista del 2006. Il neo-premier é accompagnato dal Ministro della Difesa Fayez Ghosn e dal Capo di SM dell'Esercito, Generale Jean Qahwaji.

Nella giornata di venerdì Miqati ha sottolineato che il Governo ha iniziato ad affrontare le questioni politiche, economiche e sociali più gravi ed urgenti, specialmente per quanto riguarda i bisogni e le esigenze della classe lavoratrice: "Comprendiamo che il fardello sulle spalle dei cittadini e le loro difficoltà di fronte ai ripetuti aumenti dei prezzi, le loro preoccupazioni per il futuro; per questo il Governo si é da subito impegnato nella questione, con l'impegno prioritario di trovare una soluzione a questi problemi".

"Ovviamente non esiste un 'bottone magico' da premere per manifestare una soluzione, ma siamo disposti a lavorare duramente per raggiungerla comunque; già annunciando i nostri principi politici e gli impegni di questo esecutivo sulla scena interna speriamo di aver dato un segnale sufficientemente forte in tal senso".

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venerdì 18 febbraio 2011

I lavoratori egiziani paralizzano il paese, la Rivoluzione non é finita con la cacciata del faraone!



Un sms, un singolo, misero, inutile sms.


Ecco tutta la "pressione" che le potenti forze armate egiziane si sono sentite di "scatenare" contro le masse lavoratrici in lotta per i loro diritti e il loro futuro, attraverso dozzine e dozzine di scioperi che stanno letteralmente paralizzando l'economia del Paese delle Piramidi, causando perdite per centinaia di milioni di dollari.
Joe Camel ci invita a concederci una vacanza all'ombra della Sfinge...
In Egitto febbraio segnala l'inizio dell'alta stagione turistica, che si protrae fino a maggio; più avanti, infatti, le temperature si fanno insopportabili per i gusti dei turisti europei e nordamericani, che infatti si fanno rivedere solo nella seconda metà di settembre.

Certo, con la situazione tuttora fluida e incerta, la maggior parte dei viaggi e dei pacchetti vacanza prenotati per questo periodo sono stati già cancellati, ma un paese praticamente bloccato dagli scioperi farà molto per scoraggiare anche quei 'turisti a tutti i costi' che non avevano ancora telefonato a tour operator e compagnie aeree, magari avendo riservato voli e soggiorni per le settimane venture.

Naturalmente, le forze di terra dell'Esercito avrebbero tutta la forza necessaria a caricare dimostranti e scioperanti come in una ripetizione di Tienanmen, magari anche fino ad arrossare di sangue le acque del Nilo, ma quello che paralizza il braccio armato della repressione militare è il tarlo dell'incertezza: di fronte a proteste così massicce e trasversali (protestano i tessili, i metallurgici, i dipendenti pubblici, persino le guide delle piramidi e degli altri siti archeologici e storici) sarebbe necessario mobilitare decine, forse centinaia di migliaia di uomini...chi dice che risponderanno agli ordini? Chi dice che apriranno il fuoco e guideranno i blindati sopra la folla? Chi dice, invece, che non vi si uniranno?

Chi scrive ricorda Tienanmen e ricorda come l'Esercito cinese fece compiere il massacro a reparti convocati apposta dalle più remote province asiatiche della Repubblica Popolare, in maniera che nulla, nemmeno quasi la lingua, li legasse a coloro che erano chiamati a reprimere e massacrare. Per fortuna, i generali egiziani non hanno questa possibilità.

Da qui il messaggino.

"Le Forze Armate fanno appello ai nobili e onorevoli cittadini egiziani perché capiscano che continue proteste in questo delicato momento non fanno che danneggiare il paese e la sua economia".

Tanto valeva che scrivessero, a la Maurizio Costanzo: "Bbbboni, state bbbbboni!".

Secondo Alia el-Mahdi, della Facoltà di Scienze Politiche ed Economiche dell'Università del Cairo gli scioperi attuali non sono 'consguenza' della Rivoluzione di Piazza Tahrir, piuttosto, anche il movimento che dal 25 gennaio in avanti ha portato alla caduta dell'autocrazia centrata attorno ad Hosni Mubarak e alla sua famiglia é piuttosto una CONSEGUENZA di un lungo processo di lotte e rivendicazioni che partono almeno dal 2008 con lo sciopero di El-Mahalla el-Kubra, ma probabilmente andavano avanti in una forma o in un'altra fin dal 2006.

Ancora una volta l'esperienza egiziana ci ricorda che, quando riesce a unirsi e a coordinare le istanze delle sue varie componenti, la classe lavoratrice riesce a mettere in moto processi che fanno tremare nei loro stivali anche i generali di uno degli eserciti più grandi e meglio riforniti e foraggiati del Medio Oriente...del resto, come recitavano i versi di un vecchio inno che qualcuno voleva frettolosamente dare per sorpassato e inattuale: "La classe operaia, compagni all'attacco, lo Stato e i Padroni non la possono fermar".

martedì 15 febbraio 2011

Da Via San Luca a Piazza Tahrir: riflessioni genovesi sull'Egitto e il futuro della sua Rivoluzione

Ieri incontro-dibattito da Assolibro, nel centro storico di Genova; quattro relatori, pubblico piuttosto numeroso per un pomeriggio di lunedì, molto interessato, discretamente vivace.
Lo spazio incontri di Assolibro in via San Luca (immagine di repertorio)
Uno dei relatori fa notare che resi i dovuti e fondamentali omaggi ai giovani che hanno organizzato, dal 2008 al 25 gennaio scorso, la rete di contatti informatici che ha dato abbrivio al movimento di protesta egiziano esso ha "detonato" solo e soltanto quando a esso si sono uniti, in massa, gli scioperanti delle fabbriche tessili, delle industrie, insomma, la Classe Lavoratrice.

I giovani sono stati la scintilla, Twitter e Facebook la miccia, ma, come tante, tante volte, la "gente che lavora" ha fornito la massa critica, l'esplosivo che ha fatto da mina sotto il trono del faraone.

Gli stessi blogger lo ammettono, lo riconoscono, leggo adesso una dichiarazione di Hossam El-Hamalawy che recita: "La prossima piazza Tahrir é nei posti di lavoro"; si sentono, si leggono parole che erano state date per morte e sepolte o quantomento per disperse negli ultimi quarant'anni, dal '68 in avanti: "democrazia diretta", "mobilitazione permanente", "organizzazione di consigli".

Benvenuti nel XXI Secolo.

Ma torniamo al qui e all'ora, anzi al "là", all'Egitto...tutti nel paese sanno che Washington, Tel Aviv e Ryiadh, per motivi e finalità diverse, hanno in uggia la nascita di una effettiva democrazia all'ombra della Sfinge, a questi avversari che possiamo considerare "irriducibili" (a meno che gli Usa non smettano di essere una potenza imperialista/neocolonialista, che Israele non smetta di essere uno stato etnocratico e militarista e che l'Arabia Saudita non smetta di essere una dinastia conservatrice e retriva, il che ora come ora é impossibile in tutti e tre i casi), a questi, dicevamo, bisogna aggiungere i "compradores" che erano abituati a fare buoni, ottimi affari con l'Egitto di Mubarak, che rappresentano una minaccia minore, ma che potrebbe dare molto fastidio se si unisse con una delle minacce maggiori (più probabilmente con le prime due).
Sami Hafez Anan (a sinistra) col Generale usa Steve Whitcomb.

Aspettiamoci pure che "almeno" un generale partecipi alle elezioni presidenziali: su di lui convergerebbe il supporto di tutta la classe privilegiata sotto Mubarak, sarebbe l'unica scelta sensata, Omar "il torturatore" Suleiman non ha alcuna chance di coalizzare attorno a sé alcun genere di seguito, molto molto meglio puntare su un cavallo militare, propabilmente Sami Anan, 63 anni, abbastanza 'giovane' per regnare un paio di mandati, in ottimi rapporti con il Pentagono, anche migliori di quelli che possa vantare il Maresciallo Tantawi.

Si scatenerà una corsa pazza a corteggiare la Fratellanza Musulmana: ci proveranno i Turchi, per estendere la loro influenza regionale e per rafforzare la posizione Erdoganiana dell'Islam politico moderato, ci potrebbe provare l'Iran, che ovviamente cercherà di puntare più sul sostegno ai Palestinesi e sull'affratellamento con Hamas per smorzare e smussare le divergenze dottrinali, ci proverà (non sappiamo ancora quanto goffamente) anche la CIA, forse spolverando qualche vecchio contatto "religioso" dell'epoca del 'grande gioco' della Jihad anti-sovietica (che pescava a piene mani negli 'scontenti' della Fratellanza Musulmana -che non ha mai controllato granché quanto ad ali o apparati militari-) e chiaramente ci proverà anche la Casa di Saud, con adeguato contorno di mazzi di dollaroni fruscianti.

I giochi sono aperti e ogni risultato é possibile: potremmo vedere una sopravvivenza di Mubarakismo sotto un altro nome e un altro viso (ipotesi pessima) o la nascita di un nuovo tipo di democrazia partecipata (ipotesi tanto ottima da sembrare quasi velleitaria) o un qualunque genere di risultato intermedio.

Ma quanto più il risultato nei fatti si discosterà dall'ipotesi pessima (Mubarakismo sotto ogni altro nome) allora tanto più fortemente il Nuovo Egitto porrà una questione praticamente inscindibile con qualunque genere di rottura, piccola o grande, con gli ultimi trent'anni di politica estera del Cairo: il rapporto con la Striscia di Gaza e con Israele.

Il controllo non-militare del Sinai, la vendita di quantità immani di gas naturale allo Stato ebraico a prezzi a dir poco 'scandalosi' e il mantenimento dello strangolamento economico sul ghetto assediato di Gaza sono tre delle questioni che spiccano, ma non necessariamente le uniche