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lunedì 16 aprile 2012

Inizia il processo di riunificazione del Sudan? Il Parlamento di Khartoum dichiara: "Regime di Juba é nostro nemico, lo combatteremo fino alla sua caduta!"


Finalmente le decisioni coraggiose che sarebbero state necessarie già diversi anni addietro, per rispondere a tono alla campagna di fangosa propaganda degli imbecilli alla George Clooney, dei Colin Powell, mentitore seriale prima sull'Irak poi sul Sud-Sudan, delle Condoleeza Rice, meretrice degl interessi imperialistici a stelle e strisce, stanno finalmente informando la condotta del Governo di Khartoum rispetto al regime-canaglia insediato surrettiziamente da Washington e Tel Aviv sulla parte meridionale del paese, strappata al Nord con un referendum-truffa la scorsa estate.

Il Parlamento sudanese, con un voto all'unanimità vibrante di patriottismo e di giusto sdegno ha passato nella mattina di oggi una risoluzione con la quale si indica senza mezzi termini l'entità guidata a Juba dal 'cowboy' Salva Kiir come "Nemico dello Stato sudanese e di tutte le sue agenzie, che, a partire dalle forze armate, la tratteranno di conseguenza"; il Presidente del Parlamento di Khartoum Ahmed Ibrahim el-Tahir (foto sopra) ha chiesto ufficialmente che Kiir e il suo Governo vengano rovesciati dalle forze del Sudan.

"Ci scontreremo con Kiir e il suo SPLM -il gruppo di terroristi finanziati e foraggiati da America e Sion- fino a che porremo fine al loro controllo del Sudan Meridionale, impiegando a questo scopo tutti i mezzi e le risorse necessarie", ha dichiarato El-Tahir. La tensione tra Il Sudan e le sue province meridionali é stata portata al punto di non ritorno dalla pretesa di queste ultime di annettersi 'manu militari' il Sud Kordofan con la provincia di Heglig, una delle poche zone petrolifere rimaste in mano a Khartoum dopo l'iniqua partizione caldeggiata da Obama e Netanyahu.

Questo evento ha precipitato il collasso di ogni tentativo negoziale pur generosamente perseguito dalla diplomazia del Nord e una pronta e schiacciante risposta militare che ha del tutto scompaginato le raccogliticce forze del Sud nel territorio occupato a tradimento.
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venerdì 11 novembre 2011

Il Sud-Sudan, creato per servire gli interessi sionisti, perseguita i giornalisti: vietato criticare la figlia del Presidente-cowboy!

Il piano sionista in Sudan: separare il Sud del paese dal Nord musulmano per controllarne petrolio e acqua e farne una base per operazioni in Africa.
Come ogni 'mostro di Frankenstein' creato dalla folle ambizione e dalla sete di potere di malaccorti 'scienziati pazzi' il Sud-Sudan, creazione dell'arrogante ambizione sionista di infiltrare un proprio 'burattino' alle fonti del Nilo col quale colpire l'Egitto e fare da base d'appoggio alle operazioni del Mossad contro Eritrea, Somalia e altri paesi africani, ha iniziato ben presto a mostrare il suo vero volto.

Ricordate le insopportabili boiate della lobby anti-Khartoum insediata a Washington e Hollywood? Cuoricini sanguinanti di animelle candide come Colin Powell (il mentitore delle 'armi di Saddam') e Condoleeza Rice, supportate da bellocci privi di cervello come George Clooney che ci "informavano" di presunte stragi e persecuzioni compiute dal legittimo Governo di Omar Bashir? Di come questi mestatori mobilitavano la stolida e superficiale opinione pubblica occidentale per 'salvare' i 'poveri sudanesi cristiani' (presi di mira dalla propaganda evangelica a stelle e strisce, filosionista e islamofoba)?
Salva Kiir, il ridicolo pagliaccio divenuto 'Presidente' del Sud-Sudan.
Bene oggi, una volta indipendenti in seguito a un vergognoso 'referendum-farsa' i miti e pacifici cristiani del Sud-Sudan si mostrano per quello che sono: corrotti e indecenti burattini in mano a Washington e Tel Aviv che hanno preso da subito a edificare un regime tirannico dove é proibito persino muovere, in un articolo di giornale, il sospetto che la figlia del Presidente locale (un ridicolo cacicco che va in giro addobbato come una sorta di Tom Mix africano) sia rimasta incinta prima delle nozze (celebrate con sfarzo indecente in un paese dove un bambino su sette muore prima di arrivare a compiere cinque anni).

Ngor Garang (sopra), caporedattore di 'Destiny', versione in lingua inglese del quotidiano Sudsudanese 'Al-Misier' è stato arrestato e si trova tuttora in 'incommunicado', probabilmente sottoposto alle attenzioni di qualche aguzzino addestrato dal Mossad, per aver fatto pubblicare, in un articolo di Dengdit Ayok quello che molti sanno e che tutti bisbigliano: cioé che la primogenita del Presidente-cowboy se ne sia 'fuita' col suo 'beau' di nazionalità etiope e sia quindi rimasta incinta costringendo la famiglia ad avallare 'nozze riparatrici'. In seguito a tale articolo Garang é stato arrestato e il quotidiano dove scriveva é stato chiuso per ordine della autorità.

Abbiamo letto il pezzo in questione e, a dire la verità, lo abbiamo trovato mediocremente scritto e intriso di una retorica bigotta e razzista degna di un vero e proprio "Borghezio negro", basato com'é sull'assunto "questo matrimonio ci offende perché il Presidente dimostra che gli stranieri possono venire in questo paese e mettere incinte le nostre donne", ma, certamente, incarcerarne l'autore con metodi da Inquisizione spagnola e chiudere una testata giornalistica non sono mezzi leciti per combattere la bigotteria e il razzismo e ricordano piuttosto le tecniche usate da certi dittatori africani amici di Israele come ad esempio Idi Amin Dada.

Questo é il Sud-Sudan partorito dalle palle e dalle campagne di 'armamento morale' partorite dalla Casa Bianca e da Hollywood al servizio degli interessi sionisti.
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giovedì 1 settembre 2011

Israele continua le sue trame in Africa, dopo aver destabilizzato e smembrato il Sudan ora vuole usarlo come 'testa di ponte'!


Continuando un processo di infiltrazione e destabilizzazione dell'Africa nera in senso anti-arabo e anti-musulmano il Regime dell'Apartheid cerca, con crescente avventurismo e irresponsabilità di "recuperare" le posizioni che sta rapidamente perdendo nell'area Mediorientale e Nordafricana con la caduta di Ben Ali, Mubarak, Gheddafi e con le crescenti difficoltà incontrate dagli ultimi leader arabi filoamericani e filosionisti come i re giordani e sauditi e il presidente-dittatore yemenita. Del coinvolgimento israeliano nel terrorismo e nelle guerriglie sudanesi e darfuriane abbiamo già parlato a lungo, così di come tali movimenti siano stati foraggiati e riforniti di armi grazie al decisivo contributo delle mafie ebraiche russe e ucraine; ora che l'integrità territoriale del Sudan é stata sconciata grazie all'imbecillità della politica internazionale sempre pronta a credere alle balle mediatiche 'cucinate' dalla lobby mediatica filoisraeliana e ripetute ad arte da "esperti" tanto autoreferenziali quanto impresentabili come George Clooney (quello dei film) e Colin Powell (quello che spiegava all'ONU la minaccia dei 'furgoncini chimici di Saddam'), Israele passa alla "fase b" del piano: condurre un 'golpe morbido' in Sud Sudan e usarlo come agente prossimo dei suoi interessi nella zona.

Il primo passo di questa nuova strategia lo si é visto ieri quando il Vicepresidente del Parlamento sionista Daniel Danon si é recato nel Sudan secessionista, a Iuba, per 'dichiarare l'apertura ufficiale di rapporti diplomatici con il paese'. Il locale cacicco investito del dicastero degli Esteri, un ceffo a nome Deng Alor, ha accolto "il riverito ospite" con tutta la pompa servile del caso, non trascurando di alleggerire l'atmosfera formale del meeting indossando buffi copricapi tra cui, sembra di notare dalla foto sopra riportata uno "stetson" da cowboy. Danon ha ripetuto tutta una serie di banali piaggerie sulla 'felicità' israeliana per l'avvenuta secessione, promettendo che Israele "é ansioso di aiutare lo sviluppo dell'economia locale", come se lo Stato sionista abbia mai aiutato qualche economia che non fosse la propria.
Israele trasformò la Georgia in un suo 'stato fantoccio' infiltrandone il governo con elementi ebraici o comunque filosionisti, come Temur Yakobshvili, Lado Gurgenidze e Davit Kezerashvili...
In realtà Israele spera solo di poter vendere armi in quantità ai sudanesi secessionisti e poi magari scatenarli in qualche guerra come é stato fatto con la Georgia (anch'essa oggetto della 'generosità' israeliana) contro la Russia nel 2008 (ricordiamo che non andò 'benissimo' per gli alleati dei sionisti). Danon, per non essere da meno del suo ospite ha pensato bene di rendersi a sua volta ridicolo invitando "tutti i sudanesi del sud" a visitare lo Stato ebraico. Siccome noi sappiamo come i razzisti khazari trattino le persone di colore (ad esempio lanciando copertoni in fiamme nei loro salotti e cercando di soffocarli), ci riserviamo di dubitare che tutti questi 'turisti' avranno una buona impressione del loro eventuale viaggio nella Palestina occupata.

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