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giovedì 25 ottobre 2018

AGGIORNAMENTO: Ecco la lista completa dei Ministri che hanno giurato per il nuovo governo irakeno!

Il nuovo Primo Ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi e quasi i due terzi delle sue scelte ministeriali hanno prestato giuramento mercoledì, ma i legislatori non sono riusciti a raggiungere un consenso sul resto del governo, rinviando i voti al 6 novembre.

Tra i 22 membri del gabinetto proposti dal Primo Ministro di 76 anni, 14 prese hanno ottenuto un voto di fiducia, ma il parlamento non ha preso alcuna decisione sul resto, compresi gli importanti Miinisteri dell'Interno e della Difesa.

Il nuovo Governo irakeno guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento, ma rimangono otto ministeri vacanti!

Fedeli al nostro intento di fornire ai nostri numerosi ed entusiasti lettori l'informazione più rapida e precisa possibile sulle multiformi evoluzioni della situazione politica mediorientale (grazie anche a fonti che spesso e volentieri anticipano di molto gli stessi comunicati d'agenzia), siamo in grado di comunicarvi che poche ore fa a Bagdad il nuovo esecutivo di coalizione guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento di fronte al Neopresidente Barham Salih.

domenica 20 settembre 2015

In Egitto Al-Sisi riceve il giuramento del nuovo Premier Sharif Ismail, ex-Ministro del Petrolio e del Gas!

In conseguenza di un arresto per corruzione che ha riguardato il Ministro dell'Agricoltura Salah Helal il Premier egiziano Ibrahim Mahlab ha ritenuto di non poter continuare la propria azione di Governo, rassegnando le dimissioni, queste sono state accettate dal Presidente Abdel Fatah al-Sisi che ha incaricato l'Ex-Ministro del Petrolio e del Gas Sharif Ismail di formare un nuovo Esecutivo, mantenendo però nei dicasteri-chiave gli stessi ministri che servivano sotto Mahlab.
Il risultato é stato un nuovo Governo che ha prestato giuramento ieri, dove 15 volti nuovi si affiancano ai vecchi Ministri degli Esteri, della Difesa, dell'Interno, della Giustizia e delle Finanze.

mercoledì 17 dicembre 2014

Il Premier siriano visita Teheran e incontra Rohani: "L'Iran é il fulcro della stabilità del Medio Oriente!"

A una settimana dalla visita del Ministro degli Esteri di Damasco Walid al-Moallem, che ha incontrato il Presidente della Repubblica Islamica e il Portavoce del Parlamento dei Majlis, questa volta é toccato al Primo Ministro Waed al-Halqi scendere a Teheran, accompagnato dai Ministri del Petrolio, dell'Industria, della Sanità e dell'Energia per una serie di importanti incontri al vertice sulle prospettive di cooperazione Damasco-Teheran e la ricostruzione delle infrastrutture e dell'economia siriana.

Al-Halqi ha incontrato prima il Ministro iraniano per lo Sviluppo, Abbas Akhondi, quindi il Primo Vicepresidente Jahangiri e infine il Presidente Rohani. Nel corso degli incontri il Premier siriano ha definito l'Iran "fulcro della stabilità del Medio Oriente", ringraziando esplicitamente la Repubblica Islamica per il "preziosissimo aiuto" offerto alla Siria nella sua pluriennale battaglia contro il terrorismo eterodiretto.

Da parte sua il Presidente Rohani ha lodato la Siria e i Siriani per i sacrifici fatti in questi anni che sono serviti a esporre chiaramente al pubblico internazionale come il terrorismo sia lo strumento preferito dei paesi imperialisti per cercare di piegare e asservire quei popoli che non si sottomettono ai 'diktat' di Washington e Tel Aviv, come ulteriormente provato dal recente bombardamento sionista contro il Rif Dimashq e la località di Al-Dimas.

martedì 27 marzo 2012

Senza limiti l'arroganza yankee! Feierstein in Yemen accusa l'Iran di 'intromettersi' nel paese, ma non é Teheran a usare droni ogni giorno contro gli yemeniti!


Gli Stati Uniti, massima potenza imperialista e neocolonialista della Storia, hanno basi militari in ogni angolo del Medio Oriente, ogni giorno usano le loro forze armate per attaccare, assassinare, minacciare, intimidire tutti coloro che nella regione non vogliano sottomettersi alle loro mire egemoniche eppure, con sfacciata e quasi candida impudenza, il filosionista Gerald Feierstein, ambasciatore di Washington nello Yemen, dove ogni giorno cittadini Houthi e sciiti vengono attaccati e massacrati dai robot-assassini del 'Nobel per la Pace' Obama, membro di tre cotte della cricca filosionista che detta legge nella politica estera Usa, ha osato accusare la Repubblica Islamica dell'Iran di 'interferenze nel paese'.
La prossima dichiarazione di Feierstein: "Gli Iraniani vogliono attaccarci! Guardate quanto vicino HANNO MESSO IL PAESE alle NOSTRE BASI MILITARI!!!"
Non é la Repubblica Islamica che mantiene basi e navi in Yemen, non é la Repubblica Islamica che fa volare i suoi droni senza pilota nei cieli dell'Arabia Felix o che fa loro scaricare bombe e missili contro i suoi abitanti, non é la Repubblica Islamica che nel 1994 diede 'luce verde' ad Ali Abdullah Saleh per attaccare militarmente e annettere con la forza lo Yemen del Sud (socialista e filosovietico), tutte queste cose le hanno fatte e le continuano a fare gli Stati Uniti d'America eppure il sionista Feierstein accusa Teheran di 'ingerenze'! Quando manca il senso della misura certe dichiarazioni, per quanto minacciose, fanno veramente ridere, anche se in realtà dovrebbero spaventare.
La politica estera imperialista spiegata con le favole: "Superior stabat Lupus..."
Feierstein, parlando all'agenzia stampa Reuters (altro baluardo del filosionismo mediatico, ovviamente quindi interessata a riprendere e diffondere dichiarazioni calunniose e infiammatorie contro l'Iran) ha dichiarato che "Gli iraniani vorrebbero aumentare la loro influenza nella Penisola Araba" (come se questo fosse un delitto) "Hamas ed Hezbollah sostengono questo sforzo iraniano" (affermazione ridicola visto che Hamas ha il suo daffare a contrastare gli effetti dell'assedio economico sionazista contro Gaza e Hezbollah non é mai stato interessato ad operazioni fuori dai confini nazionali libanesi), "Ci sarebbe una presenza di uno yemenita di origine meridionale a Beirut che indirizza fondi e aiuti iraniani per una presenza ostile nel Sud del paese" (magari potevate pensarci prima di fare invadere e annettere lo Yemen del Sud dal vostro giannizzero Saleh!).

Vista l'arroganza e la rozzezza degli argomenti di Feierstein capiamo benissimo l'odio che prova per lui la popolazione yemenita, che lo ha sempre accusato di essere il 'burattinaio' dietro Saleh prima e dietro il suo vice recentemente promosso 'Presidente' Abd Rabbo Mansour Hadi adesso.
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lunedì 12 marzo 2012

L'Iran costruirà un'officina per elicotteri militari in Zimbabwe, espandendo i suoi legami coi paesi africani anti-imperialisti!


Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi e il suo collega della Difesa Generale Vahidi hanno ricevuto in una Teheran parzialmente imbiancata da una delle ultime nevicate della stagione il Ministro della Difesa Zimbabweano Emerson Dambudzo Mnangagwa nella giornata di ieri; l'ospite é stato accolto con tutti gli onori e si é intrattenuto a parlare con i colleghi di numerosi progetti e accordi bilaterali che rafforzeranno i legami tra l'Africa anti-imperialista e il pilastro dell'Asse della Resistenza mediorientale all'arroganza colonialista usa, europea e sionista.

Ambedue le parti sono ansiose di migliorare ulteriormente le loro relazioni, specialmente nel campo del commercio e della difesa. Il Ministro Mnangagwa non ha fatto mistero dell'alto apprezzamento per non dire dell'ammirazione che molti stati africani tributano verso l'Iran per i suoi ottimi risultati nel campo della missilistica, dell'aeronautica, del nucleare, delle produzioni militari, dell'informatica e delle nanotecnologie, tutti traguardi ottenuti in barba alle pretese di 'sanzioni' dichiarate dall'occidente imperialista contro Teheran. Anche lo Zimbabwe, per il suo rifiuto di sottomettersi ai 'diktat' dell'avido neocolonialismo occidentale, é soggetto a infamanti campagne di propaganda e a sanzioni commerciali; avvicinarsi all'Iran può essere il modo giusto per aggirarle ed eventualmente imparare a vincerle.

Nelle prossime settimane un'officina di riparazione per elicotteri militari verrà attivata da esperti e tecnici iraniani in Zimbabwe, essa servirà a riparare e mantenere in efficienza i velivoli ad ala rotante di Harare, ma anche per formare meccanici e manutentori locali e per iniziare una limitata produzione di parti di ricambio in loco, seminando quindi un 'embrione' di industria aeronautica locale e indipendente da qualsivoglia influenza o ricatto imperialista.
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mercoledì 10 agosto 2011

L'ambasciatore (sionista-)americano a Sanaa propone passaggio di poteri da Saleh al vice: a USrael serve un nuovo burattino in Arabia Felix!


Gerald Feierstein (foto sopra), ebreo sionista e membro "di ferro" della cabala filoisraeliana che tiene in pugno il Governo degli Usa qualunque sia il figurante seduto nello Studio Ovale, si incontrerà presto con ministri e generali del convalescente Ali Abdullah Saleh (padre-padrone dello Yemen fino all'attentato che lo ha quasi ucciso lo scorso giugno) per decidere quali mosse implementare per combattere i moti di piazza che da febbraio chiedono l'abbattimento del regime autoritario filo-occidentale e la transizione a una democrazia di fatto, con libere elezioni e un Parlamento realmente rappresentativo in luogo della 'Duma' messa su da Saleh per vidimare le proprie decisioni.

Feierstein, che ha girato tutto il Medio Oriente e l'Asia Centrale in questi ultimi venticinque anni, sempre con la missione di portare avanti gli interessi sionisti prima e soprattutto rispetto a quelli americani, é dallo scorso settembre ambasciatore (formalmente per conto di Washington, in realtà al soldo di Tel Aviv) a Sanaa. Secondo quanto riportato dall'agenzia britannica Reuters Feierstein ha intenzione di proporre agli yemeniti una transizione di potere completa (oltre quella effettiva già avvenuta) tra Saleh, attualmente ospite del Palazzo delle Conferenze di Ryiadh e il suo vice Abd el Rabbo Mansour(foto sopra). Non si capisce come questa dovrebbe modificare la situazione sul terreno, visto che é chiaro a chiunque che Saleh é escluso ormai da oltre un mese e mezzo dai circuiti del potere e Mansour non fa che obbedire alle imbeccate che gli vengono da Dama Clinton e da Benji Netanyahu, per conto dei quali il regime yemenita "fa la guardia" all'imbocco meridionale del Mar Rosso (Bab el Mandeb), ora che quello settentrionale é sfuggito alla presa sionista con la caduta di Mubarak in Egitto.
Il Ministro degli Esteri yemenita Al-Qirby in compagnia dell'Ebreo sionista Franco Frattini
I continui incontri tra Feierstein e i membri del Governo yemeita (solo qualche giorno fa si era tenuto l'ultimo, con il Ministro degli Esteri Abu Bakr al-Qirby, ritratto qui sopra), non fanno che infuriare sempre di più gli esponenti del fronte delle opposizioni e del gruppo Giovani per la Rivoluzione, che denunciano la tutela americana, israeliana e saudita sulle istituzioni di quello che formalmente sarebbe uno Stato indipendente e che loro vorrebbero far diventare un paese libero e autonomo.
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