L'Esercito Arabo Siriano é la più potente forza di pace e stabilità del Vicino Oriente.
Fin dal 1976 la Siria generosamente estese la propria ala protettrice al Libano sconvolto da una orribile guerra civile, facendosi ricordare per l'equanimità con cui cooperò di volta in volta con tutte le forze interessate a evitare sofferenze ai civili, che fossero cristiane, palestinesi, druse o altro e combattendo fieramente (anche qui, senza distinzione di credo, setta o appartenenza politica) contro tutti coloro che cercavano di far degenerare la situazione, primi tra tutti gli invasori sionisti di Sharon.
Dopo avere abbandonato il Libano quando il Paese dei Cedri fu finalmente in grado di autogovernarsi senza tornare al Caos dei decenni precedenti, negli ultimi anni l'Esercito Arabo Siriano ha affrontato e sconfitto (per la maggior parte da solo) la minaccia di decine di migliaia di mercenari islamisti lanciati contro la Madrepatria dalla cospirazione anglo-americo-sion-saudi-imperialista
Nonostante il tentativo degli invasori di dipingere il conflitto come 'settario' l'Esercito Arabo Siriano, composto all'85 per cento da sunniti, non ha mai abbandonato il Governo legittimo, testimoniando, nei fatti, il successo della creazione di un sincero sentimento nazionale siriano che attraversa fedi e sette, che é il più grande lascito del Padre della Patria Hafez al-Assad, attorno al quale suo figlio ha potuto organizzare e guidare con successo la resistenza all'invasione straniera.
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domenica 18 novembre 2018
Una nuova classe di cadetti dell'Esercito Arabo Siriano giura fedeltà alla Repubblica, al Governo e al Presidente Assad!
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giovedì 25 ottobre 2018
AGGIORNAMENTO: Ecco la lista completa dei Ministri che hanno giurato per il nuovo governo irakeno!
Il nuovo Primo Ministro iracheno Adel Abdul-Mahdi e quasi i due terzi delle sue scelte ministeriali hanno prestato giuramento mercoledì, ma i legislatori non sono riusciti a raggiungere un consenso sul resto del governo, rinviando i voti al 6 novembre.
Tra i 22 membri del gabinetto proposti dal Primo Ministro di 76 anni, 14 prese hanno ottenuto un voto di fiducia, ma il parlamento non ha preso alcuna decisione sul resto, compresi gli importanti Miinisteri dell'Interno e della Difesa.
Tra i 22 membri del gabinetto proposti dal Primo Ministro di 76 anni, 14 prese hanno ottenuto un voto di fiducia, ma il parlamento non ha preso alcuna decisione sul resto, compresi gli importanti Miinisteri dell'Interno e della Difesa.
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Il nuovo Governo irakeno guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento, ma rimangono otto ministeri vacanti!
Fedeli al nostro intento di fornire ai nostri numerosi ed entusiasti lettori l'informazione più rapida e precisa possibile sulle multiformi evoluzioni della situazione politica mediorientale (grazie anche a fonti che spesso e volentieri anticipano di molto gli stessi comunicati d'agenzia), siamo in grado di comunicarvi che poche ore fa a Bagdad il nuovo esecutivo di coalizione guidato da Adel Abdul Mahdi ha prestato giuramento di fronte al Neopresidente Barham Salih.
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venerdì 20 ottobre 2017
Yaroub Zahr Eddine ai funerali del padre: "Dedico ogni mia futura vittoria al Presidente Assad ed Hassan Nasrallah!"
Siamo non lieti ma LIETISSIMI che una grande bandiera della Palestina sventolasse dagli spalti dello stadio di Sweida durante i funerali del Generale Issam Zahr Eddine.
Zahr Eddine era conscissimo che la lotta contro l'ISIS e Al Nusra non fosse altro che un episodio del conflitto tra l'entità ebraica illegale e i popoli legittimi abitanti del Medio Oriente.
Zahr Eddine era conscissimo che la lotta contro l'ISIS e Al Nusra non fosse altro che un episodio del conflitto tra l'entità ebraica illegale e i popoli legittimi abitanti del Medio Oriente.
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lunedì 14 novembre 2016
Duemilaquattrocento nuove reclute dell'Esercito Arabo Siriano giurano fedeltà alla bandiera, alla Patria e al Presidente Assad!
Oggi a Damasco si é tenuta una importante e commovente cerimonia; duemila e quattrocento reclute dell'Esercito Arabo Siriano, riunite in quadrati di centoventi soldati ciascuno, hanno sfilato davanti alle bandiere della Repubblica Araba e del Partito Socialista del Rinascimento (Baath), prestando giuramento solenne alla patria e al Presidente Assad di fronte agli occhi del Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Generale Ali Abdullah Ayyoub.
Duemila e quattrocento giovani, duemila e quattrocento cuori si sono consacrati alla causa della Patria e del Popolo in un tripudio di braccia tese e Kalashnikov bruniti e scintillanti. Uno spettacolo che, a occhi occidentali offesi dal panorama di marcescente degenerazione che abbiamo davanti ogni giorno, risulta ancora più vivido, significativo, bello ed emozionante.2,400 men of the Syrian Army pledge the allegiance today pic.twitter.com/4EXQsc2L4Z— The 'Nimr' Tiger (@Souria4Syrians) November 14, 2016
Syrian Army graduation; Nov 14th 2016.— The 'Nimr' Tiger (@Souria4Syrians) November 14, 2016
2,400~ Soldiers graduated today & received training on NEW weapons/equipment pic.twitter.com/lXWohysT0u
domenica 20 settembre 2015
In Egitto Al-Sisi riceve il giuramento del nuovo Premier Sharif Ismail, ex-Ministro del Petrolio e del Gas!
In conseguenza di un arresto per corruzione che ha riguardato il Ministro dell'Agricoltura Salah Helal il Premier egiziano Ibrahim Mahlab ha ritenuto di non poter continuare la propria azione di Governo, rassegnando le dimissioni, queste sono state accettate dal Presidente Abdel Fatah al-Sisi che ha incaricato l'Ex-Ministro del Petrolio e del Gas Sharif Ismail di formare un nuovo Esecutivo, mantenendo però nei dicasteri-chiave gli stessi ministri che servivano sotto Mahlab.
Il risultato é stato un nuovo Governo che ha prestato giuramento ieri, dove 15 volti nuovi si affiancano ai vecchi Ministri degli Esteri, della Difesa, dell'Interno, della Giustizia e delle Finanze.
Il risultato é stato un nuovo Governo che ha prestato giuramento ieri, dove 15 volti nuovi si affiancano ai vecchi Ministri degli Esteri, della Difesa, dell'Interno, della Giustizia e delle Finanze.
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martedì 7 maggio 2013
Rimpasto radicale per il Governo egiziano! Coinvolti ben undici ministeri!!
Un nuovo e pronfondo "rimpasto-monstre" quello che si terrà oggi al Cairo dove il Governo di Hisham Qandil vedrà cambiati i responsabili di ben undici dicasteri nel tentativo di venire incontro alle richieste dell'opposizione che da molti mesi chiedeva un cambio di rotta e un Esecutivo di unità nazionale.Secondo quanto relato dall'Agence France Presse i nuovi membri del Governo (tra cui quello delle Risorse Petrolifere, dell'Educazione, dell'Agricoltura) giureranno oggi di fronte al Presidente Mohammed Mursi e si insedieranno ai rispettivi Ministeri subito dopo.
Dal momento della sua nomina da parte del Presidente Mursi il Premier Qandil é stato soggetto a un fuoco di fila di critiche per la poca incisività della sua azione di Governo, specie di fronte a una difficile situazione economica e per essere eccessivamente succube dei 'diktat' dell'Ikhwan musulmana.
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venerdì 3 agosto 2012
Si insedia al Cairo il nuovo Governo di Hisham Qandil: a sorpresa Tantawi é Ministro della Difesa!
Di fronte al Presidente Mohammed Mursi ha prestato giuramento ieri il nuovo Governo egiziano guidato da Hisham Qandil, giovane Ex-Ministro degli Affari Idrici e dell'Irrigazione che si trova a capitanare una squadra variegata che allinea 'tecnici' di lungo corso o neoministri con già approfondita esperienza dei loro campi d'azione: tra i primi si possono allineare Mohammed Kamil Amir, Ministro degli Esteri confermato nel ruolo e Muntaz al-Said, Ministro delle Finanze anch'egli confermato. Prima esperienza direttamente al Governo invece per Ahmed Gamal al-Din, ora agli Interni, dove però aveva già servito come Viceministro.
Discorso a parte per il Maresciallo Tantawi, nominato Ministro della Difesa probabilmente in un gesto distensivo per dimostrare che la classe militare manterrà indipendenza e prestigio anche dopo lo scioglimento del Consiglio Supremo delle Forze Armate, creato per 'gestire' la transizione Post-Mubarak ma ora chiaramente ridondante e superfluo.
L'Ex-premier Kamal Ghanzouri é stato nominato consigliere speciale del Presidente Mursi; dopo la cerimonia di giuramento Qandil ha tenuto a dichiarare che le scelte per le nomine del gabinetto governativo sono state "eminentemente tecniche e non legate a considerazioni politiche o religiose". Qandil ha aggiunto: "Questo é un Governo egiziano che lavorerà per tutti gli Egiziani: non sentirete mai i suoi rappresentanti usare termini come "noi", "loro", "musulmani", "copti" e così via, il nostro compito é migliorare le condizioni di tutta la cittadinanza tramite una saggia amministrazione della Cosa Pubblica".
Discorso a parte per il Maresciallo Tantawi, nominato Ministro della Difesa probabilmente in un gesto distensivo per dimostrare che la classe militare manterrà indipendenza e prestigio anche dopo lo scioglimento del Consiglio Supremo delle Forze Armate, creato per 'gestire' la transizione Post-Mubarak ma ora chiaramente ridondante e superfluo.
L'Ex-premier Kamal Ghanzouri é stato nominato consigliere speciale del Presidente Mursi; dopo la cerimonia di giuramento Qandil ha tenuto a dichiarare che le scelte per le nomine del gabinetto governativo sono state "eminentemente tecniche e non legate a considerazioni politiche o religiose". Qandil ha aggiunto: "Questo é un Governo egiziano che lavorerà per tutti gli Egiziani: non sentirete mai i suoi rappresentanti usare termini come "noi", "loro", "musulmani", "copti" e così via, il nostro compito é migliorare le condizioni di tutta la cittadinanza tramite una saggia amministrazione della Cosa Pubblica".
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venerdì 6 aprile 2012
Eccezionali immagini esclusive testimoniano della manifestazione di ieri a Gaza della Jihad Islamica!
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| Panoramica del raduno di ieri sera della Jihad Islamica a Gaza |
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| Un dettaglio delle prime file del pubblico, calcolato in circa 5000-8000 persone. |
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| Un altro scatto delle prime file, dove un giovane militante regge un placard commemorativo del martire Ahmad Ajjaj (sia lode alla sua memoria). |
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| Lo Sceicco Nafez Azzam prende la parola. |
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| Militanti della Jihad Islamica giurano la loro devozione alla Causa della Resistenza, notare di nuovo un manifesto del martire Ahmad Ajjaj. |
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| Resistenza e devozione al sentiero della Jihad, fino alla sconfitta degli occupanti e alla liberazione della Palestina! |
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mercoledì 14 marzo 2012
Ancora un prigioniero politico palestinese illegalmente ri-arrestato dal regime ebraico!
Truppe del regime sionista di occupazione della Palestina hanno violato per l'ennesima volta gli accordi sottoscritti lo scorso autunno con la mediazione e la garanzia egiziana coi quali Tel Aviv si impegnava a liberare centinaia di detenuti politici palestinesi e a non sottoporli ad alcuna misura di pedinamento, controllo, monitoraggio o arresto, in cambio del rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato nel 2006 dalla Resistenza palestinese mentre, a bordo del suo carro armato da 55 tonnellate, si preparava "coraggiosamente" ad attaccare la popolazione civile di Gaza.
Il diciannovenne Ezzedine abu Sneineh é stato fermato dalle truppe sioniste a un posto di blocco mentre stava tornando a casa, nella parte meridionale della Cisgiordania vicino al Al-Khalil e quindi é stato illegalmente ri-arrestato; la denuncia della violazione degli accordi é arrivata puntualmente dalla Società per i Diritti dei Prigionieri Palestinesi, subito informata dai parenti del ragazzo, nella serata di ieri.
Sono ormai dozzine i detenuti politici palestinesi ri-arrestati dal regime sionista, che in questo modo dimostra a tutto il mondo quanto poco valgano la sua parola e i suoi giuramenti; tra essi si conta anche la coraggiosa Hana'a Shalabi, dallo scorso 15 febbraio in sciopero della fame a oltranza per attrarre l'attenzione della Comunità internazionale sugli abusi e le ingiustizie di cui lei e i suoi compagni di prigionia sono stati fatti oggetto da parte dell'occupazione sionista.
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mercoledì 15 dicembre 2010
Israele cerca di mettere fuori legge l'uguaglianza e la libertà e tacitare l'opposizione democratica all'Apartheid
Le manifestazioni di odio anti-Palestinese all'interno dello Stato sionista si sono aggravate ultimamente, con sondaggi e statistiche che indicano chiaramente il sempre più vasto rifiuto della maggioranza dell'etnia privilegiata dall'Apartheid israeliano di vivere equamente e fianco a fianco con la popolazione araba e le altre minoranze etniche di Israele. Questo razzismo e l'odio che lo accompagna si sono modificati via via, mano a mano che crescevano e si rafforzavano le politiche segregazioniste, passando da inconfessati sentimenti individuali a dichiarazioni e gesti collettivi che non trovavano più alcuna riprovazione o dissociazione, ma anzi, venivano incoraggiati e quasi premiati, come conferma la sentenza halakhica con cui molte dozzine di rabbini si sono pronunciati contro coloro che "commettano peccato" accettando inquilini o affittuari arabi nelle loro proprietà.
Gli atteggiamenti politici e sociali non diventano parte di una cultura generale e di un consenso comune se non sono spalleggiati e approvati dalle politiche ufficiali, ad esempio la reazione "piccata" del primo ministro israeliano Netanyahu contro la 'fatwa' rabbinica vale molto poco se la si volesse prendere come esempio di una supposta distanza fra tale editto e la posizione del Governo: essa significa solo che il Governo si rende conto di quanto danno di immagine risulti a Israele da una dichiarazione così apertamente discriminatoria e razzista...Netanyahu avrebbe preferito spostare in avanti i paletti dell'Apartheid sionista nella maniera sorniona e vigliacca con cui l'ha fatto finora...piano piano, poco a poco, approfittando della distrazione di un Occidente superficiale e preoccupato piuttosto dalla crisi economica o sviato dalle lamentazioni e dalle geremiadi israeliane sul "pericolo iraniano".
Il principio in base al quale bisogna negare ai cittadini arabi di Israele (di Israele! Si badi bene, non di Gaza o della West Bank) di acquistare casa o terreni nelle porzioni di Palestina occupate da Israele é stato espresso da gruppi sempre più vasti di persone ed é quindi da trattarsi come un problema di gruppo, un problema dell'intera società israeliana: la Knesset, invece, pretende di affrontarlo o trattarlo come se fosse un problema individuale...questo é il tipo di approccio che non può minimamente impensiere i partiti ultranazionalisti e religiosi, i rabbini razzisti, i kachisti e i coloni ultraortodossi degli insediamenti illegali...perché con tale metodo il problema non verrà mai curato e anzi, troverà modo di allignare ancora più profondamente nel tessuto sociale di Israele, diventando via via inestirpabile.
E se fra i nostri lettori e amici e sostenitori sinceri della causa palestinese vi fossero alcuni che pensano che questo problema sia "esploso" tutt'a un tratto nel corso degli ultimi dieci anni, più o meno dal periodo della Seconda Intifada in poi, siamo costretti a dare loro torto, il problema del razzismo sionista viene da lontano, affonda le sue radici nella Nakba e anche prima, é connaturato all'idea stessa di sionismo, che é un'idea intrisa di colonialismo e imperialismo, come le altre ideologie conquistatrici e soggiogatrici di cui é parente.
La lotta per una "Soluzione a uno Stato" per Israele é come l'argento per il lupo mannaro o l'aglio per i vampiri dei film horror anni '30, esso non ha modo di combatterla, perché é una lotta intrisa di quei principi che hanno fatto grande e forte il moderno concetto di democrazia e viene condotta con sistemi del tutto legali e non violenti: quindi, per combattere contro coloro che vogliono avverare uno Stato basato su libertà e uguaglianza Israele deve 'ridefinire' il concetto di legalità per rendere "illegali" gli appelli alla libertà e all'uguaglianza...questo ha portato alla creazione della legge sul "giuramento di fedeltà a Israele".
Come Adolf Hitler negli anni '30 decise di imporre ai servitori dello Stato un giuramento di fedeltà fatto personalmente a lui, perché intendeva usare lo Stato per compiere dei crimini e temeva, ragionevolmente, che solo un patto di obbedienza personale avrebbe potuto impedire ai componenti dell'organizzazione statale di sottrarsi dal diventare complici ed esecutori di quei crimini, così Israele, per legalizzare il suo razzismo, cerca un "giuramento" di adesione alle sue fondamenta ideologiche, che sono per loro stessa natura segregatorie e razziste. Idealmente, nelle speranze dei Lieberman e dei Netanyahu, questo porterà a una immediata ed automatica criminalizzazione della legittima lotta politica per la libertà, l'uguaglianza e la democrazia, in cui gli apparati repressivi dello Stato avranno mano libera nell'agire contro quei pochi Ebrei sinceramente liberi e democratici e il 20% di Palestinesi cittadini d'Israele che costituiscono il "problema" a cui prima o poi Israele medita di riservare qualche tipo di Soluzione Finale...
Gli atteggiamenti politici e sociali non diventano parte di una cultura generale e di un consenso comune se non sono spalleggiati e approvati dalle politiche ufficiali, ad esempio la reazione "piccata" del primo ministro israeliano Netanyahu contro la 'fatwa' rabbinica vale molto poco se la si volesse prendere come esempio di una supposta distanza fra tale editto e la posizione del Governo: essa significa solo che il Governo si rende conto di quanto danno di immagine risulti a Israele da una dichiarazione così apertamente discriminatoria e razzista...Netanyahu avrebbe preferito spostare in avanti i paletti dell'Apartheid sionista nella maniera sorniona e vigliacca con cui l'ha fatto finora...piano piano, poco a poco, approfittando della distrazione di un Occidente superficiale e preoccupato piuttosto dalla crisi economica o sviato dalle lamentazioni e dalle geremiadi israeliane sul "pericolo iraniano".
Il principio in base al quale bisogna negare ai cittadini arabi di Israele (di Israele! Si badi bene, non di Gaza o della West Bank) di acquistare casa o terreni nelle porzioni di Palestina occupate da Israele é stato espresso da gruppi sempre più vasti di persone ed é quindi da trattarsi come un problema di gruppo, un problema dell'intera società israeliana: la Knesset, invece, pretende di affrontarlo o trattarlo come se fosse un problema individuale...questo é il tipo di approccio che non può minimamente impensiere i partiti ultranazionalisti e religiosi, i rabbini razzisti, i kachisti e i coloni ultraortodossi degli insediamenti illegali...perché con tale metodo il problema non verrà mai curato e anzi, troverà modo di allignare ancora più profondamente nel tessuto sociale di Israele, diventando via via inestirpabile.
E se fra i nostri lettori e amici e sostenitori sinceri della causa palestinese vi fossero alcuni che pensano che questo problema sia "esploso" tutt'a un tratto nel corso degli ultimi dieci anni, più o meno dal periodo della Seconda Intifada in poi, siamo costretti a dare loro torto, il problema del razzismo sionista viene da lontano, affonda le sue radici nella Nakba e anche prima, é connaturato all'idea stessa di sionismo, che é un'idea intrisa di colonialismo e imperialismo, come le altre ideologie conquistatrici e soggiogatrici di cui é parente.
La lotta per una "Soluzione a uno Stato" per Israele é come l'argento per il lupo mannaro o l'aglio per i vampiri dei film horror anni '30, esso non ha modo di combatterla, perché é una lotta intrisa di quei principi che hanno fatto grande e forte il moderno concetto di democrazia e viene condotta con sistemi del tutto legali e non violenti: quindi, per combattere contro coloro che vogliono avverare uno Stato basato su libertà e uguaglianza Israele deve 'ridefinire' il concetto di legalità per rendere "illegali" gli appelli alla libertà e all'uguaglianza...questo ha portato alla creazione della legge sul "giuramento di fedeltà a Israele".
| Con il "giuramento di fedeltà" Israele non avrà più bisogno di inventare fantasiose cospirazioni spionistiche per buttare in carcere Ameer Makhoul...basterà il fatto che non si sottometta al suo etnocentrismo razzista. |
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