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lunedì 26 marzo 2012

Delegazione sudafricana, studenti di Gerusalemme e Nael Barghouti dichiarano la loro solidarietà a Hana'a Shalabi, a quaranta giorni dall'inizio del suo digiuno di lotta!


Centinaia di studenti, diversi rappresentanti dell'ANC sudafricano, politici palestinesi, rappresentanti della società civile ed ex detenuti politici tra cui l'ex-Veterano di 33 anni di prigionia nelle galere sioniste, Nael Barghouti, si sono radunati presso l'Università Al-Quds, nel Centro Multimediale di Abu Dis, per sostenere Hana'a Shalabi, la coraggiosa e determinata giovane donna palestinese ormai alle soglie del 40esimo giorno di digiuno a oltranza per protestare contro la sua detenzione illegale.

Quindici studentesse e quaranta studenti maschi dell'Università hanno completato il loro quinto giorno di sciopero della fame in solidarietà con la Shalabi.

Nael Barghouti, famoso per avere passato più tempo di Sakharov, di Solzhenitsyn, dello stesso Nelson Mandela in prigione per le proprie idee ha reso omaggio alla determinazione della Shalabi, ricordando di essere entrato in sciopero della fame nel 1987, ma di esservi rimasto 'solo' venti giorni, un traguardo che la giovane Hana'a si sta preparando a doppiare: "Come ex-prigioniero politico posso immaginare le sofferenze di questa donna coraggiosa, é importante che gli studenti qui riuniti e tutti i Palestinesi cerchino di calarsi nei suoi panni e domandino la sua liberazione immediata".

Un portavoce dell'African National Congress ha ricordato le parole di Nelson Mandela secondo le quali "Noi sudafricani non saremo mai liberi fino a quando tutti i Palestinesi non saranno liberi", affermando che esse devono essere portate nei cuori e nelle menti di tutti coloro che hanno lottato contro l'Apartheid di Pretoria e di tutti quanti lottano e lotteranno contro quello di Tel Aviv. Il delegato si é quindi augurato che tutti i Palestinesi ancora detenuti nelle galere dell'entità di occupazione vengano presto rilasciati.

La manifestazione di solidarietà é stata organizzata dall'Unione dei Consigli di Abu Dis, secondo cui il raduno non é stato che il momento iniziale di una serie di rally e proteste che unificheranno e rafforzeranno la voce palestinese in sostegno di Hana'a Shalabi e degli altri prigionieri e prigioniere attualmente in sciopero della fame a oltranza.
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sabato 19 novembre 2011

L'ex prigioniero politico Nael Barghouti, dopo 34 anni di carcere, ha potuto sposare la sua promessa!


Un giorno il ragazzo di 19 anni che vedete in foto é stato arrestato dagli sgherri del regime ebraico; l'accusa, far parte di Al-Fatah (quando Al-Fatah non era la cricca di satrapetti e piccoli cacicchi compromessi con Israhell e da questo foraggiati -se si comportano 'bene'-) gli garantì un soggiorno di 34 anni in prigione, che lo ha reso l'uomo che vedete nella seconda foto. Guardate una foto, guardate l'altra e pensate che ogni ruga che ha solcato la pelle giovane e fresca che vedete nella prima immagine, ogni capello fattosi più grigio e ispido come si nota nella seconda, tutte le innumerevoli differenze che separano le due immagini, pure della stessa persona prese più o meno a 408 mesi di distanza, é il risultato di una metamorfosi che si é tutta consumata nello spazio di celle, galere e prigioni.

Nael Barghouti, il veterano dei detenuti politici palestinesi, é stato in prigione più di Nelson Mandela, più di Aleksandr Solzhenitzyn e più di Sakharov, eppure il suo nome é ignoto al grande pubblico occidentale che vive sotto la cappa mediatica controllata e censurata dalla lobby sionista internazionale. Adesso, grazie alla grande vittoria di Hamas, Nael Barghouti é stato liberato ed é stato liberato anche se appartiene alla fazione che ha cercato di esautorare Hamas dalla sua vittoria elettorale e ha compiuto un golpe armato contro di essa; perché Hamas riconosce che Barghouti non ha parte in quelle scelte criminose e perché a prescindere dalla sua appartenenza di partito egli é diventato un esempio per tutti i Palestinesi: religiosi, secolari, socialisti, nazionalisti.

Adesso Nael Barghouti, che per trentaquattro anni, gli anni della giovinezza e della virilità, non ha conosciuto altro che la compagnia di altri uomini, che fossero prigionieri o secondini, é riuscito finalmente a unirsi in matrimonio con Iman Nafi, con una semplice e breve cerimonia privata tenutasi lo scorso martedì e di cui é stata data notizia solo molti giorni dopo, per evitare che un momento intimo si trasformasse in una occasione pubblica. Come Nael, anche la sposa, Iman, é una ex-prigioniera politica, tenuta incarcerata per quasi quindici anni dallo spietato regime sionista.
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martedì 18 ottobre 2011

I primi 477 prigionieri politici in viaggio verso le loro destinazioni!


Riceviamo ora la notizia che tutti i 477 detenuti politici palestinesi inclusi nella prima tranche dello scambio con l'Ebreo francese Gilat Schalit (catturato da Hamas con un'operazione di sicurezza preventiva nel 2006) avrebbero lasciato le carceri dove l'arroganza dell'occupazione avrebbe voluto rinchiuderli per anni, decenni o persino per l'intera loro vita.

Fra di essi sono incluse vere e proprie icone della Resistenza come il veterano della detenzione Nael Barghouti (31 anni in carcere) o la bella e coraggiosa Ahlam al-Tamimi, una delle 27 donne che fino a ieri erano rinchiuse nelle carceri del regime dell'Apartheid; in questo momento non esistono più donne palestinesi nelle carceri israeliane.

Cento dei 477 liberandi verranno rilasciati in Cisgiordania, una trentina verranno accolti da altri paesi arabi (ma Hamas ha già annunciato che li farà rientrare in Palestina in un secondo momento) e il resto raggiungeranno la Striscia di Gaza. Una volta completato il loro ritorno sarà il turno di Schalit di venire restituito alle autorità ebraiche.
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venerdì 7 ottobre 2011

Nael Barghouti, decano dei prigionieri palestinesi, dichiara: "Lo Sciopero della Fame andrà avanti fino alla vittoria o alla nostra morte!"


Nael Barghouti, prigioniero politico che ha trascorso 31 anni dei suoi 54 nelle carceri del regime ebraico (essendo stato arrestato infatti nel 1978), ha dichiarato che lo sciopero della fame a oltranza a cui sta prendendo parte insieme ad altri compagni di pena verrà portato fino alle estreme conseguenze e che, nel caso che le loro richieste non venissero prese in considerazione dai carcerieri sionisti, avrà termine solo con il loro martirio.

Finora le misure repressive intraprese dall'amministrazione carceraria israeliana non hanno avuto nessun effetto: né i violenti raid notturni, né la separazione dei prigionieri scioperanti dal resto dei detenuti, il loro isolamento o l'embargo alle visite di parenti e rappresentanti legali; forse é presto per dirlo ma sembra proprio che la protesta che sta montando nelle carceri di Israele voglia riproporre, in Medio Oriente, l'epopea dei combattenti dell'IRA rinchiusi nel 'Labirinto', la saga, triste ma anche esaltante di Bobby Sands e degli altri otto prigionieri che scelsero la morte per fame per fedeltà a una Causa.

Barghouti ha opinato che le autorità dell'occupazione sionista siano ormai in uno stato di "Confusione e bancarotta morale" nelle quali sono state gettate dalla perdurante volontà di Resistenza e lotta del popolo palestinese e dai rapidi e sconvolgenti cambiamenti tuttora in corso nel Mondo Arabo, che le hanno private di decennali punti di riferimento. Attualmente nelle prigioni sioniste sono rinchiusi tra i sette e gli ottomila prigionieri politici, suddivisi tra 22 diversi istituti penali e campi sparsi nella Palestina occupata: tra essi si contano 38 donne, 285 bambini, 22 membri eletti del Parlamento palestinese, 270 detenuti in 'carcerazione amministrativa' contro cui non é stata elevata alcuna accusa precisa e 20 prigionieri in completo isolamento. Inoltre 140 prigionieri, tra cui Barghouti stesso, sono stati detenuti per oltre 20 anni.
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venerdì 1 luglio 2011

Non ha fine il sadismo sionista contro i prigionieri politici palestinesi! Nael Barghouti pestato a sangue dai secondini!

Chi é Nael Barghouti?


E' facile rispondere: Nael Barghouti é il detentore del record mondiale di prigionia per motivi politici; Nael Barghouti é stato tenuto in prigione per più tempo di Nelson Mandela, per più tempo di Sakharov, per più tempo di Solgenitzin e per più tempo di quell'accozzaglia di cinesi e tibetani agenti della CIA con cui ci vengono quotidianamente ROTTI I COGLIONI sulle tv e sui giornali filo-imperialisti e filo-americani. Arrestato nel 1978, Barghouti ha passato più tempo in galera di quanto non ne abbia passato libero (dieci anni in più, per l'esattezza).

Perché il Partito Radicale non fa manifesti con la faccia di Nael Barghouti? Perché non si leggono servizi e reportage sulla sua condizione? Perché, tra un cinese e un tibetano della CIA non si trovano due minuti in video anche per lui? La risposta é molto semplice: siccome Barghouti é prigioniero di israele, ed é 'colpevole' di aver lottato contro il 'popolo eletto' allora é un prigioniero 'kosher' e quindi va tutto bene, anche se dovesse passare un ventennio in prigione più di quanto abbia speso libero, anche se morisse in prigione: ve li immaginate voi Clemente Mimun, Corradino Mineo, Enrico Mentana, Gad Lerner, Furio Colombo che parlano in favore di Nael Barghouti? Ma via! Siamo seri! Cane non mangia cane...

Per fortuna esistono (pochi, ma ancora esistono) canali di comunicazioni che non sono ancora controllati da censori "riccioluti", tramite i quali siamo venuti a sapere che l'altro giorno Nael Barghouti é stato selvaggiamente picchiato quando, ammanettato dai suoi secondini, non é riuscito a eseguire l'ordine di togliersi la camicia. Avete letto bene, i carcerieri sionisti prima lo hanno ammanettato e poi gli hanno ordinato di togliersi la camicia. Visto che non poteva, hanno pensato bene di prenderlo a calci coi loro stivali anfibi, prenderlo a manganellate sul collo e nello stomaco, infierire su di lui coi calci dei loro fucili.

Se questa non é una scena degna del nazismo o dell'arcipelago gulag non so cosa lo sia. Una volta terminato il pestaggio Nael Barghouti é stato anche sottoposto a "procedimento disciplinare" per non aver obbedito a un ordine, risultato: é stato condannato a quattro mesi senza visite, due mesi senza attività ricreative, e, insulto finale, al pagamento di una multa di cinquecento shekel. Chissà cosa ci faranno i giudici israeliani coi cinquecento shekel estorti a un uomo che ha passato trent'anni in prigione. Forse ci compreranno un Akeldama da qualche parte nella West Bank occupata!

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