La Repubblica Islamica dell'Iran ha consegnato un formale reclamo alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite tramite il proprio rappresentante al Palazzo di Vetro di NY lamentando la recente violazione del suo spazio aereo da parte di un velivolo senza pilota del regime sionista di occupazione della Palestina.
Il documento specifica come la Repubblica Islamica si riservi "ogni diritto" di intraprendere azioni commisurate per la difesa del proprio territorio e della propria popolazione contro altre simili provocazioni e, a maggior ragione, contro atti ostili che potrebbero venire intrapresi contro di essa da Stati o agenzie che già in passato hanno accennato alla loro volontà di colpire il pacifico programma nucleare di Teheran.
Intanto, si moltiplicano le voci secondo cui il drone di Tel Aviv sarebbe partito dal territorio dell'Azerbaijan, confermando le supposizioni del comando aerospaziale dell'IRGC che ha escluso a priori l'ipotesi che esso potesse essere partito dalla Palestina occupata e che, visto l'alto tasso di sorveglianza a cui sottopone ogni base e nave americana nel Golfo Persico, considerava improbabile anche l'ipotesi di un lancio da una nave della marina Usa.
L'Azerbaijan pur essendo uno stato a maggioranza musulmana sciita é infiltrato a tutti i livelli del suo governo da agenti sionisti (come del resto la vicina Georgia) e ha concesso due vecchie basi aeree sovietiche a tecnici e inviati del Mossad, schermandosi con la foglia di fico giustificatoria che dette basi non sarebbero sotto il controllo governativo a causa della presenza di 'gruppi armati armeni' nella loro regione.
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sabato 30 agosto 2014
L'Iran si appella all'ONU contro l'incursione del drone sionista (probabilmente partito dall'Azerbaijan!)
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mercoledì 18 luglio 2012
Abigeato sionista! Soldati di Tel Aviv tentano di rapire due pastori libanesi a Sheeba, poi rubano il loro gregge!
Medio Oriente: terra di pastori, la pratica della pastorizia nomade, seminomade o transumante é talmente antica e radicata nei territori del Levante che innumerevoli ne sono le testimonianze e le menzioni anche nel folklore, nelle leggende, nei miti di questa regione carica di secoli e di Storia; nella giornata di ieri tuttavia un grave incidente é avvenuto al confine tra il Libano e la porzione di Palestina occupata dai Sionisti, ai piedi del Monte Hermon, tra la parte delle 'Fattoria di Shebaa' illegalmente occupate da Tel Aviv e la parte ancora libera della zona (sotto giurisdizione libanese).
Come già più volte segnalato proprio su queste pagine una pattuglia di almeno 20 soldati ebrei si é infatti spinta volontariamente oltre il confine della zona occupata, penetrando quasi un chilometro in territorio di Beirut e hanno cercato di accerchiare e rapire i due pastori Mohammed Qassem Hashem e Ahmed Haidar che si trovavano a sorvegliare i loro armenti, un grande gregge di molte centinaia di capi, che necessitava di tutta la loro attenzione e dell'aiuto di numerosi cani pastore per venire controllato.
Per sottrarsi ai possibili sequestratori Hashem e Haidar si sono dovuti allontanare rapidamente, lasciando incustodite le bestie; é stato allora che, frustrati dal loro primo proposito criminale, i militari sionazisti hanno crudelmente aperto il fuoco sui cani, massacrandoli, e hanno proceduto a rubare l'intero gregge di circa 900 tra capre, capretti e montoni. Il Governo libanese, prontamente allertato dell'accaduto, ha denunciato la violazione del confine il tentato sequestro e l'abigeato, sollecitando la restituzione del maltolto e una congrua compensazione per i suoi cittadini vessati dagli israeliani.
Come già più volte segnalato proprio su queste pagine una pattuglia di almeno 20 soldati ebrei si é infatti spinta volontariamente oltre il confine della zona occupata, penetrando quasi un chilometro in territorio di Beirut e hanno cercato di accerchiare e rapire i due pastori Mohammed Qassem Hashem e Ahmed Haidar che si trovavano a sorvegliare i loro armenti, un grande gregge di molte centinaia di capi, che necessitava di tutta la loro attenzione e dell'aiuto di numerosi cani pastore per venire controllato.
Per sottrarsi ai possibili sequestratori Hashem e Haidar si sono dovuti allontanare rapidamente, lasciando incustodite le bestie; é stato allora che, frustrati dal loro primo proposito criminale, i militari sionazisti hanno crudelmente aperto il fuoco sui cani, massacrandoli, e hanno proceduto a rubare l'intero gregge di circa 900 tra capre, capretti e montoni. Il Governo libanese, prontamente allertato dell'accaduto, ha denunciato la violazione del confine il tentato sequestro e l'abigeato, sollecitando la restituzione del maltolto e una congrua compensazione per i suoi cittadini vessati dagli israeliani.
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domenica 1 luglio 2012
Truppe sioniste violano il confine libanese e rapiscono un pastore! L'UNIFIL ne ottiene la liberazione.
Membri delle forze di sicurezza libanesi hanno ricevuto dagli ufficiali dell'UNIFIL il cittadino libanese Yousef Mohammad Zahra, di professione pastore, rilasciato nella giornata di ieri dopo essere stato sequestrato da un commando di soldati sionisti che hanno violato il confine col Paese dei Cedri nei pressi delle Fattorie di Shebaa (territorio libanese illegalmente occupato da forze militari del regime ebraico).
Zahra é stato rapito mentre, come sempre, conduceva le proprie pecore al pascolo nella regione di Shahel; una volta libero l'uomo ha dichiarato che, pur mantenendo sé stesso e i suoi animali ben oltre la linea di demarcazione del territorio occupato, proprio per evitare di venire molestato o aggredito dai sionisti, una pattuglia di militari di Tel Aviv ha volutamente violato il confine penetrando per decine di metri in territorio libanese per rapirlo, minacciandolo con le armi.
Udito l'allarme dato da testimoni oculari del sequestro, le autorità libanesi hanno allerato il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura, domandando una censura ufficiale per la violazione territoriale sionista e l'immediata liberazione del suo cittadino.
L'UNIFIL, contattando il comando militare sionista, ha organizzato il rilascio del rapito. Il Ministero degli Esteri libanese guidato da Adnan Mansour ha dichiarato in merito: "La Comunità Internazionale deve iniziare una buona volta a prendere serie misure per impedire al regime sionista di continuare a violare i confini libanesi".
Zahra é stato rapito mentre, come sempre, conduceva le proprie pecore al pascolo nella regione di Shahel; una volta libero l'uomo ha dichiarato che, pur mantenendo sé stesso e i suoi animali ben oltre la linea di demarcazione del territorio occupato, proprio per evitare di venire molestato o aggredito dai sionisti, una pattuglia di militari di Tel Aviv ha volutamente violato il confine penetrando per decine di metri in territorio libanese per rapirlo, minacciandolo con le armi.
Udito l'allarme dato da testimoni oculari del sequestro, le autorità libanesi hanno allerato il Quartier Generale UNIFIL a Naqoura, domandando una censura ufficiale per la violazione territoriale sionista e l'immediata liberazione del suo cittadino.
L'UNIFIL, contattando il comando militare sionista, ha organizzato il rilascio del rapito. Il Ministero degli Esteri libanese guidato da Adnan Mansour ha dichiarato in merito: "La Comunità Internazionale deve iniziare una buona volta a prendere serie misure per impedire al regime sionista di continuare a violare i confini libanesi".
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giovedì 22 dicembre 2011
L'Iran pungola l'OIC a presentare reclamo ufficiale presso gli USA per la missione-spia del drone intercettato e catturato da Teheran!
In un incontro col Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica Ekmeleddin Ihsanoglu l'inviato iraniano al consesso internazionale, Hamid Reza Dehqani, ha ripetuto l'invito affinché esso di esprima "in ternini inequivoci" sul 'caso' del drone 'stealth' intercettato e catturato dalla difesa aerea elettronica di Teheran, in quanto "grossolana violazione della legge internazionale e dell'integrità territorale della Repubblica Islamica".
Ihsanoglu ha ricordato che, già in passato, l'OIC abbia sempre sostenuto le giuste rivendicazioni iraniane, per esempio nel caso della ipocrita e menzognera querelle sulle sue attività nucleari civili, che alcune potenze arroganti (tra cui l'unico stato mediorientale non firmatario del TNP) vorrebbero gabellare come 'minaccia atomica'.
L'Iran ha già rilasciato un reclamo ufficiale presso l'ONU riguardante la richiesta di "Chiare ed efficaci misure per porre fine a questi atti illegali e pericolosi, che rischiano, se ripetuti anche in futuro, di destabilizzare una regione già provata dall'occupazione NATO dell'Afghanistan e dalle operazioni militari americane in Pachistan, che hanno causato la morte di migliaia e migliaia di civili innocenti".
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