Sicuramente diversi tra i miei lettori più attenti avranno già sentito di questa notizia, ma sento comunque il dovere di presentarla sul mio blog per onorare l'impegno a riportare fatti ed eventi dell'arena politico-strategica mediorientale anche quando essi sono negativi e/o spiacevoli.
Alcune ore fa, sulla piattaforma di lancio del Centro Spaziale Imam Khomeini, nell'Iran del Nord, un razzo vettore "Safir SLV" é esploso durante le operazioni di preparazione al decollo.
Immediatamente gli spin-doctors del cialtronesco Presidente Usa Donald Drumpf (Trump) hanno emesso un tweet 'passivo-aggressivo' nel quale si dichiara il 'non coinvolgimento' statunitense in tale incidente, ovviamente per portare il pubblico generalista a pensare che EFFETTIVAMENTE esso sia il frutto di un qualche tipo di sabotaggio Made in Usa.
Il numeroso ed affezionato pubblico di PALAESTINA FELIX sa bene che decine e decine di volte gli imperialisti anglo-americo-sionisti hanno cercato di danneggiare e ritardare i progressi tecnologici della Repubblica Islamica, ricorrendo a tutti i mezzi, persino agli assassinii contro ingegneri, ricercatori e scienziati iraniani.
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venerdì 30 agosto 2019
Incidente al Centro Spaziale "Imam Khomeini", distrutto sulla piattaforma un razzo 'Safir'!
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domenica 4 gennaio 2015
La vigilanza dell'IRGC sventa il tentativo sionista di assassinare un altro scienziato nucleare iraniano!
Il regime ebraico di occupazione della Palestina ha pianificato per due anni l'assassinio di un importante scienziato nucleare iraniano, ma la sorveglianza della Guardia Rivoluzionaria ha sventato il progetto, salvando la vita del ricercatore.
La rivelazione é stata fatta dal Colonnello Yaqoub Baqheri, dell'IRGC, nel corso di un'intervista all'agenzia FARS; prima l'argomento era top secret visto che erano in corso le indagini per risalire a tutti i livelli della cospirazione omicida sionista.
Mostafa Ahmadi Roshan, Daryoush Rezaeinejad, il Professor Majid Shahriari e il Professor Masoud Ali-Mohammadi sono stati assassinati dai sionisti con l'aiuto di criminali come l'MKO e i trafficanti di droga, usati come tramite, corrieri e agenti dagli assassini di Tel Aviv.
Ma Tel Aviv, nel disperato tentativo di rallentare i progressi nucleari iraniani, é anche ricorsa al cyber-terrorismo, venendo però contrastata e sconfitta anche in quel campo dall'abilità dei tecnici informatici di Teheran.
La rivelazione é stata fatta dal Colonnello Yaqoub Baqheri, dell'IRGC, nel corso di un'intervista all'agenzia FARS; prima l'argomento era top secret visto che erano in corso le indagini per risalire a tutti i livelli della cospirazione omicida sionista.
Mostafa Ahmadi Roshan, Daryoush Rezaeinejad, il Professor Majid Shahriari e il Professor Masoud Ali-Mohammadi sono stati assassinati dai sionisti con l'aiuto di criminali come l'MKO e i trafficanti di droga, usati come tramite, corrieri e agenti dagli assassini di Tel Aviv.
Ma Tel Aviv, nel disperato tentativo di rallentare i progressi nucleari iraniani, é anche ricorsa al cyber-terrorismo, venendo però contrastata e sconfitta anche in quel campo dall'abilità dei tecnici informatici di Teheran.
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lunedì 10 febbraio 2014
Il Viceministro Araqchi: "Non c'é NIENTE DA NEGOZIARE con gli Occidentali sul programma missilistico iraniano!"
Con una dichiarazione di una nettezza e di una durezza tali da sembrare (quasi quasi) emessa dal Governo del passato Presidente Ahmadinejad il Viceminsitro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha 'silurato' ogni possibilità che, come auspicato pochi giorni fa dalla statunitense Wendy Sherman, la Repubblica Islamica potesse mettere "sul tavolo" delle trattative il proprio programma balistico militare.
"Le questioni collegate con la Difesa Nazionale sono per noi una 'linea rossa'; non le metteremo MAI in discussione, né negli attuali incontri con le potenze occidentali, né in qualunque altro caso futuro". Il fatto che gli Statunitensi abbiano cercato di unire le trattative nucleari all'ambito della capacità missilistica iraniana dimostra come tutto il processo di pressione sull'Iran (Stato firmatario del TNP) sia una manovra filoisraeliana, volta a privare Teheran dei mezzi per controbilanciare l'arsenale atomico illegale di Tel Aviv.
Ma gli ingegneri e i tecnici della Repubblica Islamica non dormono sugli allori e, dopo aver dato alle proprie forze armate tanti e tali missili da poter facilmente distruggere ogni infrastruttura sionista anche solo usando testate convenzionali, proprio ieri hanno collaudato con successo un nuovo tipo di payload per i loro Shahab e Sejjil.
Con la nuova testata "a pioggia" ciascun missile lanciato contro il regime ebraico di occupazione della Palestina rilascerà non un'ogiva singola e nemmeno un numero limitato di MIRV, ma un vero e proprio 'sciame' di piccole cariche in grado di passare inosservate ai radar di scoperta precoce dei sistemi antibalistici sionisti.
L'Iran considera un potente e credibile deterrente militare necessario a evitare il ripetersi di esperienze traumatiche come quelle della 'Guerra Imposta' del 1980-88, quando l'Irak di Saddam Hussein, agendo per conto di Usa ed emirati del Golfo, tentò di invadere la neonata Repubblica Islamica.
"Le questioni collegate con la Difesa Nazionale sono per noi una 'linea rossa'; non le metteremo MAI in discussione, né negli attuali incontri con le potenze occidentali, né in qualunque altro caso futuro". Il fatto che gli Statunitensi abbiano cercato di unire le trattative nucleari all'ambito della capacità missilistica iraniana dimostra come tutto il processo di pressione sull'Iran (Stato firmatario del TNP) sia una manovra filoisraeliana, volta a privare Teheran dei mezzi per controbilanciare l'arsenale atomico illegale di Tel Aviv.
Ma gli ingegneri e i tecnici della Repubblica Islamica non dormono sugli allori e, dopo aver dato alle proprie forze armate tanti e tali missili da poter facilmente distruggere ogni infrastruttura sionista anche solo usando testate convenzionali, proprio ieri hanno collaudato con successo un nuovo tipo di payload per i loro Shahab e Sejjil.
Con la nuova testata "a pioggia" ciascun missile lanciato contro il regime ebraico di occupazione della Palestina rilascerà non un'ogiva singola e nemmeno un numero limitato di MIRV, ma un vero e proprio 'sciame' di piccole cariche in grado di passare inosservate ai radar di scoperta precoce dei sistemi antibalistici sionisti.
L'Iran considera un potente e credibile deterrente militare necessario a evitare il ripetersi di esperienze traumatiche come quelle della 'Guerra Imposta' del 1980-88, quando l'Irak di Saddam Hussein, agendo per conto di Usa ed emirati del Golfo, tentò di invadere la neonata Repubblica Islamica.
venerdì 19 aprile 2013
Mansour: "Il Libano sarà sempre a fianco dell'Iran nel sostenere il suo innegabile Diritto al nucleare civile!"
Che sia o non sia una "dichiarazione da fine mandato", quamdo, con l'Esecutivo a guida Tammam Salam già in corso di formazione sarebbe anche più che legittimo per il Ministro (adesso ad Interim) degli Esteri di Beirut Adnan Mansour "tirarsi fuori qualche sassolino dalla scarpa" pure l'affermazione da lui fatta nella giornata di oggi può essere molto importante per fare il punto sulle tendenze della politica interna libanese.
E le parole di Mansour, pronunciate durante un incontro con l'ambasciatore iraniano Roknabadi sono state esplicite nel rimarcare che, per quanto riguarda lui (e con ogni probabilità anche tutto il Movimento Amal) il sostegno all'Iran non é un "trend" di cui si intraveda a breve un riflusso o un arresto; il Libano, ha detto infatti il Ministro, rimarrà 'sempre e comunque' al fianco di Teheran nel sostenere il Diritto della Repubblica Islamica a dotarsi di un vasto e funzionale programma nucleare civile.
Del resto, come abbiamo sottolineato a più riprese su queste stesse pagine, la Repubblica Islamica ha dichiarato e riaffermato più volte la sua stretta osservanza dei termini del Trattato di Nonproliferazione Nucleare (al contrario del regime ebraico, stato canaglia, che si rifiuta di sottoscriverlo e possiede un arsenale di centinaia di testate atomiche illegali).
E le parole di Mansour, pronunciate durante un incontro con l'ambasciatore iraniano Roknabadi sono state esplicite nel rimarcare che, per quanto riguarda lui (e con ogni probabilità anche tutto il Movimento Amal) il sostegno all'Iran non é un "trend" di cui si intraveda a breve un riflusso o un arresto; il Libano, ha detto infatti il Ministro, rimarrà 'sempre e comunque' al fianco di Teheran nel sostenere il Diritto della Repubblica Islamica a dotarsi di un vasto e funzionale programma nucleare civile.
Del resto, come abbiamo sottolineato a più riprese su queste stesse pagine, la Repubblica Islamica ha dichiarato e riaffermato più volte la sua stretta osservanza dei termini del Trattato di Nonproliferazione Nucleare (al contrario del regime ebraico, stato canaglia, che si rifiuta di sottoscriverlo e possiede un arsenale di centinaia di testate atomiche illegali).
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lunedì 5 marzo 2012
L'ambasciatore tunisino in Iran sostiene il diritto della Repubblica Islamica a dotarsi dell'energia nucleare!
L'ambasciatore tunisino nella Repubblica Islamica dell'Iran, Mohammad al-Hasayeri, ha significato il sostegno del suo paese per il pacifico programma nucleare di Teheran, schierandosi apertamente contro le minacce occidentali, americane e israeliane di attacchi aerei o altri interventi militari mirati a rallentare o impedire il progresso iraniano verso la completa padronanza della tecnologia atomica civile.
"La posizione del mio paese é chiara: insieme a molti altri paesi africani e asiatici, musulmani e non, la Tunisia sostiene il pieno diritto di Teheran, firmataria e ratificatrice del NNPT a dotarsi di impianti nucleari per usi pacifici e civili". Al-Hasayeri ha anche espresso la convinzione che la questione nucleare iraniana verrà risolta diplomaticamente e in una maniera che salvaguardi i diritti della Repubblica Islamica e segni una sconfitta dell'arroganza imperialista.
L'ambasciatore tunisino ha anche dichiarato che, mentre il suo paese si sta preparando a ricevere il Ministro iraniano degli Esteri Ali Akbar Salehi nel corso del mese di aprile anche il Presidente Morcef Marzouki sta preparando una sua visita ufficiale a Teheran. Guidata da un Governo ad Interim presieduto da Hamadi Jebali del partito islamico Ennahda (prima forza politicia alle elezioni del 23 ottobre) la Tunisia si differenzia da altri paesi arabi e nordafricani nel fatto che la sua principale forza politica musulmana, l'Ennahda appunto, non ha come riferimento una delle tante branche nazionali dell'Ikhwan (la Fratellanza Musulmana) ma venne fondata da Racheed Ghannouchi nei primi anni '80 proprio in imitazione del movimento khomeinista che aveva portato alla rivoluzione islamica del 1979 (anche se la Tunisia é paese sunnita e non sciita come l'Iran).
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sabato 3 marzo 2012
Pepe Escobar dichiara: "Fallimentare e controproducente la strategia occidentale sulla questione nucleare iraniana!"
Il giornalista e commentatore politico internazionale Pepe Escobar ha dichiarato, nel corso di una intervista recentemente rilasciata al sito-web del principale partito islamico della Malesia, che la strategia degli Usa e degli stati europei nel trattare la materia della questione nucleare iraniana é stata "totalmente fallimentare" e ciò a causa delle pressioni delle lobby sioniste che vogliono scoraggiare ogni tentativo di accordo e trattavia e imporre invece una linea "militare" e "punitiva" che apra la strada a un attacco, a un bombardamento e in prospettiva persino a una guerra totale contro la Repubblica Islamica, simile a quella che a suo tempo la cricca sionista dei Perle e dei Wolfowitz ha imposto alla Casa Bianca contro l'Iraq.
Escobar ha dichiaratao che l'Occidente, se volesse veramente assicurarsi della Nonproliferazione nucleare in Iran dovrebbe prima di tutto assicurarsi di rimuovere le cause primarie che "potrebbero" convincere la leadership di Teheran della necessità di dotarsi di armamenti atomici: queste sono in primo luogo la massiccia presenza militare straniera negli stati confinanti e nel Golfo Persico ma soprattutto la presenza di un enorme (e non controllato) arsenale nucleare israeliano ammontante, al momento della sua scoperta (1986), a circa 200 testate nucleari e probabilmente da allora molto cresciuto.
L'Iran é un firmatario fin dal principio del Trattato di Nonproliferazione Nucleare; come tale ha il diritto di perseguire una via nazionale e pacifica all'energia atomica, tantopiù che, con le favorevoli condizioni del mercato petrolifero, é sempre più vantaggioso esportare il più possibile degli idrocarburi estratti sotto forma di greggio e di gas e trovare il modo di soddisfare la richiesta interna di energia con tecnologie alternative; inoltre il recente passato dell'Iran, le cui truppe hanno subito l'offesa delle armi chimiche usate da Saddam Hussein nel corso della sua guerra contro Teheran dovrebbe avere molto insegnato ai dirigenti della Repubblica Islamica riguardo ai pericoli delle WMD; un accordo in merito quindi non sarebbe affatto difficile da raggiungere, se non fosse per la costate azione disturbatrice di Israele il quale sembra non riuscire a tollerare l'idea di un Iran sviluppato, tecnologicamente avanzato e all'avanguardia nei campi del nucleare, delle telecomunicazioni e dell'industria aerospaziale.
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venerdì 20 gennaio 2012
La Guida Suprema Ayatollah Khamenei visita i parenti in lutto dello scienziato assassinato dagli israeliani!
La Guida Suprema della Repubblica Islamica, Ayatollah Seyyed ali Khamenei, ha effettuato una visita alla famiglia in lutto del martire Mostafa Ahmadi Roshani, dirigente dell'impianto nucleare di Natanz ucciso nove giorni fa con una bomba collocatagli sulla fiancata dell'auto. Il leader ha lodato gli sforzi degli scienziati e dei tecnici iraniani che portano avanti il pacifico programma nucleare della nazione con lo stesso coraggio e lo stesso spirito di sacrificio di quanti si recarono al fronte trent'anni fa per difendere la Patria e la Rivoluzione dall'aggressione di Saddam Hussein durante la 'Guerra Imposta'.
E' interessante notare che allora come ora quanti attaccano l'Iran e attentano alle sue conquiste scientifiche e tecniche godano dell'appoggio e del supporto degli stessi soggetti: gli Stati Uniti, l'Europa a essi asservita, le corrotte monarchie arabe del petrolio i cui monarchi fomentano il terrorismo e la violenza contro i paesi dell'Asse di Resistenza e si recano "di nascosto" a porgere la mano gli occupanti sionisti della Palestina e a stringere accordi con loro. La lotta, anche se con mezzi diversi, é sempre contro gli stessi nemici.
L'attacco terroristico, che i servizi di sicurezza hanno determinato essere stato portato a termine con l'aiuto dei militanti dell'MKO (l'organizzazione cacciata dall'Iran durante la Rivoluzione e ospitata da Saddam Hussein, in seguito passata al servizio degli americani) ha colpito il martire Roshani proprio quando il sestetto di negoziatori (Usa, Francia, Russia, Cina, Inghilterra e Germania) aveva acconsentito a un rinnovo del dialogo con Teheran, con incontri da tenersi in Turchia. La Repubblica Islamica, sempre ansiosa di dimostrare al mondo la falsità delle accuse statunitensi e sioniste e di esercitare in quanto firmataria del Trattato di Nonproliferazione Nucleare il suo diritto a dotarsi di impianti nucleari civili aveva prontamente acconsentito agli incontri.
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mercoledì 11 gennaio 2012
Sicari sionisti e terroristi dell'MKO compiono attentato mortale contro scienziato iraniano!
Una bomba magnetica attaccata da un assassino in motocicletta alla fiancata dell'auto; questo l'espediente (a dire il vero proprio "low tech") utilizzato dai sicari del Mossad e dai loro complici della milizia terrorista dell'MKO per fare esplodere la vettura su cui viaggiava Mostafa Ahmad Roshan, responsabile di alto livello dell'impianto nucleare di Natanz. Laureatosi in Ingegneria Chimica con altissimi voti all'Università di Sharif e in seguito specializzatosi in Tecnologie Nucleari Roshan era diventato responsabile dell'impianto di Natanz con speciale delega al marketing.
E' l'ennesima vittima della campagna di omicidi scatenata dall'entità terrorista di occupazione della Palestina e dai suoi sostenitori e complici internazionali negli ultimi anni contro il programma nucleare iraniano. La Repubblica Islamica, con le prove in suo possesso, avrebbe tutto il diritto morale di effettuare operazioni di rappresaglia contro il regime ebraico e la sua lobby internazionale, colpendo i suoi esponenti e i suoi interessi ovunque si trovino.
Finora, i governanti di Teheran hanno deciso di astenersi da simili azioni, ma non é detto che, persistendo Tel Aviv nei suoi atti criminosi, non decidano di cambiare idea. Il 29 novembre di due anni fa (nel 2010) Majid Shahriari e Fereydoun Abbasi, professori universitari iraniani specializzati in Ingegneria Nucleare, vennero colpiti in maniera non troppo dissimile, ma il Professor Abbasi sopravvisse e venne trasferito in una residenza protetta per poter continuare in sicurezza il suo lavoro.
Nonostante gli attentati e le morti inflitte alla comunità tecnico-scientifica della Repubblica Islamica il programma nucleare iraniano non solo ha compiuto grandi passi avanti, ma ha addirittura sorpassato le previsioni più "pessimistiche" dei cosiddetti 'esperti' di intelligence americana e sionista, che prospettavano il raggiungimento della capacità produttiva autonoma di elementi combustibili nucleari per l'Iran attorno al 2014-15, quando invece la prima barra di uranio prodotta in Iran sta venendo testata proprio in queste settimane.
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giovedì 22 dicembre 2011
L'Iran pungola l'OIC a presentare reclamo ufficiale presso gli USA per la missione-spia del drone intercettato e catturato da Teheran!
In un incontro col Segretario Generale dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica Ekmeleddin Ihsanoglu l'inviato iraniano al consesso internazionale, Hamid Reza Dehqani, ha ripetuto l'invito affinché esso di esprima "in ternini inequivoci" sul 'caso' del drone 'stealth' intercettato e catturato dalla difesa aerea elettronica di Teheran, in quanto "grossolana violazione della legge internazionale e dell'integrità territorale della Repubblica Islamica".
Ihsanoglu ha ricordato che, già in passato, l'OIC abbia sempre sostenuto le giuste rivendicazioni iraniane, per esempio nel caso della ipocrita e menzognera querelle sulle sue attività nucleari civili, che alcune potenze arroganti (tra cui l'unico stato mediorientale non firmatario del TNP) vorrebbero gabellare come 'minaccia atomica'.
L'Iran ha già rilasciato un reclamo ufficiale presso l'ONU riguardante la richiesta di "Chiare ed efficaci misure per porre fine a questi atti illegali e pericolosi, che rischiano, se ripetuti anche in futuro, di destabilizzare una regione già provata dall'occupazione NATO dell'Afghanistan e dalle operazioni militari americane in Pachistan, che hanno causato la morte di migliaia e migliaia di civili innocenti".
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martedì 6 dicembre 2011
Il Principe Turki al-Faisal si conferma "Lo Stranamore di Riyadh" dichiarando: "Vogliamo la bomba atomica!"
Altro che ispettori IAEA a Teheran, Natanz e Bushehr, altro che ispezioni alle centrifughe iraniane; se la comunità internazionale non fosse instupidita quotidianamente dal diluvio di propaganda esalata dalle fucine della disinformazione sionista e volesse veramente prevenire e bloccare sul nascere una pericolosa corsa alla proliferazione nucleare in Medio Oriente essa dovrebbe volgere lo sguardo dall'altra parte del Golfo Persico e fissarlo intensamente sull'Arabia Saudita, dove, ben sicuro del supino supporto americano e sionista l'ex capo delle spie di corte, Principe Turki al-Faisal, non ha remora alcuna a dichiarare a voce alta la propria intenzione di perseguire quanto prima un piano di armamento atomico.
Armi di distruzione di massa in mano all'ultima monarchia assoluta del pianeta, un apparente 'paradosso temporale' che rischia di precipitare tutta la regione nell'insicurezza, ancor più di quanto non stia già facendo il regime ebraico col suo "arsenale pirata" di oltre duecento bombe atomiche non dichiarate. Anzi, giocando sull'ambiguità, il Principe Al-Faisal vorrebbe dare a bere all'opinione pubblica araba che un programma atomico militare saudita sia da vedere in ottica 'anti-israeliana' ("I nostri sforzi e quelli del mondo non hanno convinto Tel Aviv ad abbandonare le sue armi nucleari"), quando é invece chiaro a chiunque che Riyadh vuole 'la bomba' in funzione anti-iraniana, per minacciare le minoranze sciite del Golfo Persico (a partire dalla propria) e convincerle ad abbandonare i propositi di protesta, di riforma e forse anche di cacciata delle dinastie sunnite dai troni sui quali furono collocati dagli imperialisti e sfruttatori occidentali tra XIX e XX Secolo.
"E' nostro dovere verso il nostro popolo considerare, tra le altre opzioni, anche il possesso di armi simili" chiocchia Faisal, ma di quale popolo starebbe parlando? Certo non quello che scende in piazza denunciando l'autoritarismo di Casa Saoud e chiedendo riforme democratiche e un più equo investimento dei proventi petroliferi! Quel 'popolo' il Principe Turki al-Faisal lo odia con ferocia!
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venerdì 25 novembre 2011
La Repubblica Islamica iraniana cattura 12 agenti della CIA che preparavano attentati contro il programma nucleare di Teheran!
Grande successo delle agenzie di sicurezza della Repubblica Islamica dell'Iran, che sono riuscite, attraverso un'attenta operazione di controspionaggio a smantellare un gruppo di agenti CIA che, di concerto coi servizi segreti sionisti, tentavano di sabotare il programma nucleare civile di Teheran.
L'agenzia di stampa ufficiale IRNA ha riportato le dichiarazioni di Parviz Sourouri, membro del Comitato parlamentare per la Politica Estera e la Sicurezza dello Stato, che ha dichiarato come, appoggiandosi anche ad agenzie di intelligence regionali (forse di qualche vicino sceiccato del petrolio amico di Washington e dei Sauditi? NdR) le spie catturate stavano architettando varie azioni contro il personale e contro le strutture del programma nucleare.
Rapporti filtrati nelle ore immediatamente successive alla dichiarazione però vorrebbero che a catturare l'attenzione delle spie arrestate fossero anche i dati relativi alla griglia di difese aeree radar e missilistiche dello spazio aereo iraniano, forse in relazione alle recenti minacce israeliane e americane riguardo a raid aerei e bombardamenti contro Bushehr, Natanz e altre località-chiave dell'industria nucleare di Teheran.
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sabato 19 novembre 2011
L'Agenzia atomica Internazionale non raccomanda provvedimenti contro l'Iran, affonda un altro complotto US-raeliano!
I Cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza ONU, con l'aggiunta della Germania, costituenti il cosiddetto "Gabinetto 5+1" hanno emesso una risoluzione riguardo la questione del programma nucleare iraniano raccomandando all'AIEA di "proseguire nella ricerca di una soluzione diplomatica a diffidenze e incompresioni in merito". Una frase che é come un siluro sotto la linea di galleggiamento per i programmi israeliani di attacco all'Iran che gli Stranamore di Tel Aviv già sognavano in fieri con una grande 'coalizione dei volenterosi' che, se non direttamente coinvolta nei bombardamenti usa e sionisti (come pure aveva promesso di fare i sionistissimo Governo britannico di Cameron e Clegg), quantomeno appoggiasse e giustificasse la sanguinosa aggressione.
Ora, di Quisling europei venduti alla lobby sionazista e pronti a giustificare e lodare ogni porcata "made in israel" ce ne sono purtroppo molti, ben li conosciamo e li denunciamo quasi quotidianamente da queste pagine; tuttavia spesso e volentieri abbiamo la soddisfazione di sentirli digrignare i denti a foggia di zanna, per le ripetute e cocenti sconfitte incontrate dai loro piani e dai loro schemi.
"E fin troppo ovvio come il regime sionista, sostenuto dall'arroganza dell'imperialismo occidentale, avesse chiesto al Direttore generale dell'AIEA, Yukia Amano, di rilasciare un rapporto cucinato a dovere, che raccomandasse sanzioni e menzionasse esplicitamente la possibilità di attacchi contro l'infrastruttura nucleare della Repubblica Islamica", ha dichiarato il Vicepresidente dei Majlis, i parlamentari di Teheran, Ismail Kowsari. Fortunatamente Russia, Cina e la pressione del movimento dei paesi emergenti e non-allineati sono riusciti a deragliare questo intento, facendo infine approvare una risoluzione neutra e priva di minacce e provvedimenti contro l'Iran, paese leale firmatario del Trattato di Nonproliferazione.
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mercoledì 16 novembre 2011
Le minacce militari sioniste ricompattano maggioranza e opposizione in Iran, Khatami: "saremo uniti contro ogni attacco"
Settimane di retorica bellica anti-iraniana sostenuta da tutto l'apparato propagandistico della potentissima lobby sionista internazionale un risultato lo hanno ottentuto: hanno ricompattato l'opinione pubblica della Repubblica islamica colmando ogni divide tra la maggioranza conservatrice del Presidente Ahmadinejad e della Guida Suprema Ali Khamenei e la minoranza 'riformista' dell'ex Presidente Mohammad Khatami. Parlando ai microfoni dell'agenzia FARS quest'ultimo ha assicurato che: "Se mai vi fosse qualunque azione militare contro i nostri siti nucleari allora ogni partito, ogni fazione, riformista o meno, si unirebbe per confrontare la minaccia e sventare l'attacco contro la nostra Repubblica e i suoi innegabili diritti".
Come a rimarcare praticamente le parole di Khatami ieri centinaia e centinaria di studenti universitari si sono radunati attorno all'impianto di riconversione dell'uranio di Isfahan (UCF), per dimostrare la loro solidarietà con i tecnici e gli scienziati impegnati a sviluppare il pacifico programma nucleare di Teheran, compiuto alla luce del sole e sottoposto da lungo tempo alle visite di controllo dell'Agenzia atomica internazionale (IAEA), essendo la Repubblica islamica firmataria (al contrario di Israele, che possiede almeno 200 testate nucleari non dichiarate) del Trattato di Nonproliferazione nucleare.
I dimostranti si sono uniti in una catena umana attorno alla recinzione dell'impianto cantando slogan che inneggiavano al diritto di Teheran di sviluppare l'energia nucleare per fini pacifici e trasparenti e chiedendo invece ispezioni e sanzioni contro il programma nucleare bellico israeliano, portato avanti da decenni in barba a qualunque accordo e protocollo internazionale, nel più puro stile dello 'Stato Canaglia' sionista.
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giovedì 10 novembre 2011
Russia e Cina sbarrano la strada dell'arroganza imperialista: "Non ci sarà nessun piano di sanzioni contro l'Iran!"
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Il Portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha oggi dichiarato che il suo paese non sosterrà alcuna sanzione anti-iraniana. |
![]() |
Il vice Ministro degli Esteri russo, Gatilov, ha ribadito che il suo paese si opporrà a ogni sanzione contro Teheran. |
Quando questa ipnotica e mendace cantilena non é sembrata sortire l'effetto sperato da Tel Aviv il criminale di guerra Shimon Peres aveva osato paventare azioni militari contro la Repubblica islamica se il mondo non avesse marciato al tempo voluto da Sion, imponendo sanzioni contro l'Iran (forse per ripetere quanto già riuscito con l'Irak, quando la lobby sionista americana, prendendo il controllo della Politica Estera della Casa Bianca, riuscì dopo ventidue anni di sanzioni disumane a fare attaccare Saddam, 'reo' di aver colpito israhell nel 1991 coi suoi SRBM 'Scud' modificati).
Ma prontamente é arrivato il 'nyet' di Mosca e, a stretto giro, il 'mei-yo' cinese, che hanno definitivamente mandato a fondo ogni piano sionista-americano di portare al voto del Consiglio di Sicurezza ONU la questione di sanzioni anti-iraniane. Con la più grande economia produttiva del mondo e il più grande partner commerciale dell'Iran contrari all'idea di un progressivo assedio economico contro il paese e il popolo dell'Iran ogni misura occidentale é destinata ad essere inefficace. Soltanto avantieri Vladimir Putin, parlando alla riunione dell'Organizzazione di Shangai per la Cooperazione aveva definito "insopportabilmente arrogante" il contegno occidentale nei confronti della Repubblica Islamica, trattenendosi poi a lungo a parlare col titolare iraniano degli Esteri,. Ali Akbar Salehi.
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domenica 25 settembre 2011
L'Egitto reitera le sue richieste all'IAEA: "Lo stato-canaglia israeliano deve essere costretto a firmare il Trattato di Nonproliferazione!"
L'Egitto ha rinnovato per l'ennesima volta presso la Conferenza generale dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica di Vienna la propria richiesta che vengano implementati passi concreti per raggiungere la completa adesione ed osservanza dei dettami del TNP (Trattato di Nonproliferazione) da tutti i paesi dell'area mediorientale. Come dovrebbe essere noto a tutti vi é un solo paese in Medio Oriente che si rifiuta di svelare i suoi programmi nucleari all'Agenzia ONU e questo é il regime ebraico dell'Apartheid.
Nel suo discorso sull'argomento il Ministro egiziano dell'Energia Hassan Younis ha sottolineato la necessità che il segretariato dell'IAEA porti avanti l'agenda di Nonproliferazione anche verso Israele: grazie alle coraggiose rivelazioni del tecnico nucleare israeliano Mordechai Vanunu la comunità internazionale ha scoperto che Tel Aviv possiede un arsenale atomico valutabile in due centinaia di testate, ma le informazioni sono ormai datate e andrebbero integrate con altre da trarsi mediante ispezioni internazionali.
Il Ministro Younis ha dichiarato che é importante per l'Agenzia preparare documenti di riferimento per la prossima conferenza del 2012, che ha il compito dichiarato di garantire che il Medio Oriente rimanga zona denuclearizzata, obiettivo impossibile a raggiungersi senza che lo Stato ebraico sia convinto o costretto a collaborare attivamente a questo fine.
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giovedì 21 luglio 2011
L'Iran abbatte un drone americano sopra la città sacra di Qom!
Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Iraniana ha annunciato di avere abbattuto un drone-spia statunitense che incrociava ad alta quota sopra la regione di Qom; la notizia, confermata dal membro del Comitato parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera Ali Aqazadeh Dafsari é stata ripresa anche dal sito-web javanoline.ir, secondo il quale l'UAV stava cercando di raccogliere informazioni sull'impianto nucleare di Fordoh.
Dafsari (foto) ha lodato la prontezza della reazione dell'IRGC, facendo notare come le Guardie Rivoluzionarie siano ormai 'abituate' a contastare le ricognizioni americane; poche settimane fa l'Iran aveva concesso a un team di tecnici e specialisti russi di analizzare la carcassa di un altro UAV a stelle e strisce, abbattuto invece sopra il Golfo Persico.
Il portavoce del Ministero degli Esteri Ramin Mehmanparast ha dichiarato che la Repubblica Islamica sta installando nei suoi impianti nucleari una nuova generazione di centrifughe per la separazione degli isotopi di uranio. L'Iran, al contrario di Israele, é un firmatario del Trattato di Nonproliferazione Nucleare e permette agli esperti dell'IAEA di condurre periodiche ispezioni alle sue strutture nucleari civili. Gli incaricati dell'Ente per l'Energia Atomica Internazionale non hanno mai rilevato segni di un programma nucleare militare.
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venerdì 1 luglio 2011
La Casa di Saoud vuole la bomba? A sentire il Principe Faisal si direbbe proprio di sì!!
Il Principe Turki al-Faisal, ex-capo dell'intelligence saudita ed ex-ambasciatore a Washington (quindi non certo personaggio di secondo piano dell'ultima monarchia assoluta ancora esistente sulla Terra), ha recentemente dichiarato in un meeting NATO tenutosi in Inghilterra che, di fronte alla 'probabilità' che la Repubblica Iraniana sia tecnicamente in grado di dotarsi di un deterrente nucleare é "necessario" per il regno saudita "dotarsi di armi nucleari" .
Questo, naturalmente, vorrebbe dire ritirarsi dal TNP, il Trattato di Nonpoliferazione, di cui Riyadh e Teheran sono entrambe firmatarie. La cosa interessante é l'insistenza del Principe sulla "probabilità" che "tecnicamente" l'Iran possa dotarsi di armi nucleari; ciò vuol dire che, a meno che la Repubblica Islamica non demolisca e smembri totalmente il suo programma nucleare civile l'Arabia Saudita (le cui competenze tecniche sono quasi allo zero spaccato, ma che compra e affitta apparecchiature straniere e tecnici con i quali farle funzionare) ha intenzione comunque di dotarsi di bombe atomiche.
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"Dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io..." |
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venerdì 17 dicembre 2010
Lieberman dichiara che Israele non firmerà mai il Trattato di Nonproliferazione nucleare
"Israele non ha alcuna intenzione di firmare il Trattato di Non-Proliferazione Nucleare, perché lo Stato ebraico non pone alcuna minaccia alla pace nel mondo", così, con grande enfasi e sprezzo del ridicolo, ha dichiarato l'ultranazionalista razzista Avigdor Lieberman, insignito dal likudnik Netanyahu della scrivania del Ministero degli Esteri; Lieberman ha pronunciato queste parole in risposta a un esplicito invito del suo collega australiano, Kevin Rudd, che invitava Israele a un gesto distensivo di buona volontà per disinnescare la possibilità di una corsa agli armamenti atomici in Medio Oriente.
Il ministro sionista, elaborando ulteriormente il suo "pensiero", evidentemente influenzato dalla pratica tutta israeliana di dividere il mondo in varie 'categorie' ha aggiunto che esistono anche altri stati 'che non pongono minacce alla pace', enumerando fra essi la Germania, il Giappone e, con marchiana piaggeria verso il suo interlocutore, l'Australia.
Molte assemblee e consessi internazionali, a partire dalle stesse Nazioni Unite, hanno ripetutamente domandato che Israele si unisca alle nazioni firmatarie del TNP, mettendo i propri impianti atomic sotto lo scrutinio regolare degli ispettori dell'AIEA, come per esempio fa normalmente e tranquillamente l'Iran, pure accusato da Israele e dalla claque filosionista internazionale di nascondere fantomatici "progetti nucleari".
Israele ha sviluppato il proprio programma nucleare militare partendo da un reattore nucleare francese donatogli ai tempi di De Gaulle, costruendosi un arsenale nucleare in fase di continua manutenzione ed espansione che annovera oltre 200 ordigni. Quando nel 1986 Mordechai Vanunu rivelò al mondo le potenzialità dello Stato ebraico questo lanciò contro di lui una campagna di persecuzione che culminò con l'arresto e la detenzione quasi ventennale dell'ex tecnico nucleare, tenuto per undici anni in completo isolamento. Un sondaggio della Commissione Europea nel 2003 indicò lo Stato di Israele come una delle principali minacce alla pace mondiale.
Il ministro sionista, elaborando ulteriormente il suo "pensiero", evidentemente influenzato dalla pratica tutta israeliana di dividere il mondo in varie 'categorie' ha aggiunto che esistono anche altri stati 'che non pongono minacce alla pace', enumerando fra essi la Germania, il Giappone e, con marchiana piaggeria verso il suo interlocutore, l'Australia.
Molte assemblee e consessi internazionali, a partire dalle stesse Nazioni Unite, hanno ripetutamente domandato che Israele si unisca alle nazioni firmatarie del TNP, mettendo i propri impianti atomic sotto lo scrutinio regolare degli ispettori dell'AIEA, come per esempio fa normalmente e tranquillamente l'Iran, pure accusato da Israele e dalla claque filosionista internazionale di nascondere fantomatici "progetti nucleari".
Israele ha sviluppato il proprio programma nucleare militare partendo da un reattore nucleare francese donatogli ai tempi di De Gaulle, costruendosi un arsenale nucleare in fase di continua manutenzione ed espansione che annovera oltre 200 ordigni. Quando nel 1986 Mordechai Vanunu rivelò al mondo le potenzialità dello Stato ebraico questo lanciò contro di lui una campagna di persecuzione che culminò con l'arresto e la detenzione quasi ventennale dell'ex tecnico nucleare, tenuto per undici anni in completo isolamento. Un sondaggio della Commissione Europea nel 2003 indicò lo Stato di Israele come una delle principali minacce alla pace mondiale.
domenica 12 dicembre 2010
Mentre l'Occidente ipocrita si indigna per Xiaobo, Israele, indisturbato, perseguita Mordechai Vanunu!
Mordechai Vanunu, tecnico negli impianti nucleari israeliani, dove l'unica potenza nucleare acclarata del Medio Oriente costruisce e perfeziona un arsenale di oltre duecento ordigni, fuggi dallo Stato ebraico con le prove incontestabili delle potenzialità atomiche del paese, rivelandole alla stampa inglese e quindi al mondo intero. Attratto con un tranello in Italia venne drogato, rapito e riportato in Israele, dove, dopo essere stato sottoposto a "trattamenti crudeli e inumani" ha speso 18 anni in carcere di cui 11 in isolamento totale. Liberato nel 2004 si é visto imporre le più assurde e capziose restrizioni al movimento e alla libertà di parola, venendo arrestato nuovamente in più occasioni e nuovamente angariato e torturato.
Considerato da Amnesty International come "un perseguitato politico" e definito da Daniel Ellsberg come "Il principale eroe dell'Era nucleare" Vanunu avrebbe dovuto ricevere il premio "Carl von Ossietsky" a Berlino, ma le autorità israeliane gli hanno negato il permesso di espatriare per presenziare alla cerimonia in suo onore. Il comitato promotore della premiazione ha già annunciato di avere cancellato l'evento e di voler devolvere il premio per una campagna di sensibilizzazione per le condizioni in cui Vanunu viene ancora tenuto, a quasi un quarto di secolo dalle sue rivelazioni.
A differenza dell'Iran, che tanto attrae l'attenzione dei propagandisti filosionisti e filoisraeliani lo Stato ebraico si rifiuta di far visitare i propri impianti nucleari da esperti internazionali e non é firmatario del Trattato di Non Proliferazione. |
Oltre a possedere un arsenale nucleare a tutti gli effetti clandestino e illegale Israele ha anche proliferato tecnologie nucleari verso il Sudafrica ai tempi del regime razzista dell'Apartheid ed era in trattative con le giunte militari Brasiliana e Argentina per dotare dell'atomica anche gli Stranamore sudamericani.
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lunedì 1 novembre 2010
La Turchia inserisce Israele nel listino degli "Stati ostili".
Il Consiglio nazionale di sicurezza turco tenutosi nella capitale anatolica qualche giorno fa ha approvato un documento che rimodella radicalmente la posizione di Ankara nello scenario politico-strategico Balcanico e Medio-Orientale.
Infatti dalla lista degli stati considerati se non apertamente "ostili" quanto meno "minacciosi" nei confronti della repubblica turca sono stati rimossi alcuni paesi che vi permanevano da decenni, e ne sono stati aggiunti altri che non vi avevano mai figurato.
Dal listino sono stati esclusi: Bulgaria (che vi presenziava più che altro per lo sbiadito ricordo delle "Guerre balcaniche"), Siria, Iran, Armenia e Georgia. La rimozione di Siria e Iran testimonia della decisa volontà politica del capo del Governo Tayyip Erdogan di "sganciare" la Turchia dal carrozzone filo-usa e darle un ruolo più indipendente nell'arena regionale.
In compenso, nella lista dei "paesi sorvegliati" è entrato Israele, un partner tradizionale delle politiche militari di Ankara fin quando lo Stato é rimasto sotto il controllo dei generali di matrice panturca di estrema destra, fedeli "sudditi" di Washington ed architetti delle persecuzioni ad Armeni e Curdi.
Senza dubbio nella decisione pesano le conseguenze del brutale assalto in acque internazionali condotto dai commandos di Israele contro l'ammiraglia della "Freedom Flotilla", la motonave turca 'Mavi Marmara', conclusosi con il massacro di numerosi attivisti per la pace che cercavano di raggiungere Gaza con generi di prima necessità.
Tuttavia ridurre la decisione a questa dimensione "contingente" sarebbe senza dubbio un grave errore di miopia: Erdogan e il suo partito sono da anni impegnati a riportare la Turchia in una dimensione mediorientale e centroasiatica , cancellando il tentativo dei militari di destra di farne una specie di "costola" o "avamposto" degli interessi usa in Asia.
La decisione ha senza dubbio dei meriti, visto il grave declino dell'influenza americana nell'area e la crescente importanza dell'Asia centrale come "corriodio" verso la Cina, superpotenza emergente che si rende benissimo conto della vulnerabilità delle linee di comunicazione marittime verso Africa ed Europa.
Il documento del Consiglio turco di sicurezza si conclude con una ulteriore frecciata allo stato sionista: una condanna di "quei paesi che mantengono arsenali nucleari segreti", definiti come una minaccia alla pace e alla stabilità dell'area, la cui condotta minaccia di scatenare una corsa agli armamenti atomici in tutto il Medio Oriente.
Israele, con oltre 200 ordigni atomici, é l'unica potenza nucleare del Medio Oriente, e si rifiuta di sottoscrivere il TNP.
Infatti dalla lista degli stati considerati se non apertamente "ostili" quanto meno "minacciosi" nei confronti della repubblica turca sono stati rimossi alcuni paesi che vi permanevano da decenni, e ne sono stati aggiunti altri che non vi avevano mai figurato.
Dal listino sono stati esclusi: Bulgaria (che vi presenziava più che altro per lo sbiadito ricordo delle "Guerre balcaniche"), Siria, Iran, Armenia e Georgia. La rimozione di Siria e Iran testimonia della decisa volontà politica del capo del Governo Tayyip Erdogan di "sganciare" la Turchia dal carrozzone filo-usa e darle un ruolo più indipendente nell'arena regionale.
In compenso, nella lista dei "paesi sorvegliati" è entrato Israele, un partner tradizionale delle politiche militari di Ankara fin quando lo Stato é rimasto sotto il controllo dei generali di matrice panturca di estrema destra, fedeli "sudditi" di Washington ed architetti delle persecuzioni ad Armeni e Curdi.
Senza dubbio nella decisione pesano le conseguenze del brutale assalto in acque internazionali condotto dai commandos di Israele contro l'ammiraglia della "Freedom Flotilla", la motonave turca 'Mavi Marmara', conclusosi con il massacro di numerosi attivisti per la pace che cercavano di raggiungere Gaza con generi di prima necessità.
Tuttavia ridurre la decisione a questa dimensione "contingente" sarebbe senza dubbio un grave errore di miopia: Erdogan e il suo partito sono da anni impegnati a riportare la Turchia in una dimensione mediorientale e centroasiatica , cancellando il tentativo dei militari di destra di farne una specie di "costola" o "avamposto" degli interessi usa in Asia.
Il fitto intreccio di snodi energetici, commerciali e di comunicazione nell'Asia Centrale: la Cina è veramente vicina! |
Il documento del Consiglio turco di sicurezza si conclude con una ulteriore frecciata allo stato sionista: una condanna di "quei paesi che mantengono arsenali nucleari segreti", definiti come una minaccia alla pace e alla stabilità dell'area, la cui condotta minaccia di scatenare una corsa agli armamenti atomici in tutto il Medio Oriente.
Israele, con oltre 200 ordigni atomici, é l'unica potenza nucleare del Medio Oriente, e si rifiuta di sottoscrivere il TNP.
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