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sabato 29 dicembre 2018

L'Aviazione Russa usa un nuovo corridoio aereo per il collegamento Mosca-Hymemim, passando sopra l'Azerbaigian!

Un nuovo appropriato utilizzo di "Flightradar24" ci informa come nella giornata di ieri il quadrimotore da trasporto Antonov-124 (matricola RA-82038) ha compiuto la tratta Mosca-Hymemim (volo RFF9918) utilizzando un nuovo corridoio aereo passando sopra l'Azerbaigian.

L'apertura dei cieli azeri ai trasporti delle forze aerospaziali russe potrebbe essere un ulteriore segno che ormai tutti gli stati regionali e circonvicini si stanno 'abituando' alla presenza russa in Siria che, lo ricordiamo, rimarrà nel paese ben oltre la fine (speriamo ormai prossima) di ogni minaccia terroristica.

lunedì 13 agosto 2018

Accordo tra Russia, Iran, Azerbaigian, Kazakhstan e Turkmenistan per lo status del Mar Caspio!

Dopo vent'anni di stasi gli stati litoranei del Mar Caspio: Russia, Iran, Kazakhstan, Turkmenistan e Azerbaigian hanno finalmente siglato un accordo per la determinazione dei rispettivi confini marittimi, per lo sfruttamento delle risorse del Mare e per la proibizione di qualunque schieramento di forze militari che non appartengano ai paesi in questione.

lunedì 16 luglio 2018

Forze d'elite iraniane distruggono altri due gruppi di terroristi takfiri vicino al confine con l'Azerbaigian!

In uno sviluppo che potrebbe essere collegato alla recente azione di Nowdesheh "forze speciali" iraniane hanno ingaggiato e distrutto due gruppi terroristici che cercavano di infiltrarsi oltre il confine nella regione dell'Azerbaigian Occidentale.

La notizia é stata diffusa dal Ministero dell'Intelligence di Teheran.

martedì 27 gennaio 2015

L'Iran si impegna ad aumentare l'esportazione di elettricità in Irak, Armenia e Azerbaijan!

Nella presente congiuntura economica, caratterizzata dal pesante deprezzamento del barile di petrolio, le compagnie elettriche della Repubblica Islamica si sono dichiarate preparate e interessate ad incrementare le esportazioni d'energia e di servizi tecnici e ingegneristici nel settore elettrico verso i paesi confinanti.

domenica 4 gennaio 2015

Russia e Iran collegheranno le proprie reti elettriche tramite l'Azerbaijan!!

Entro il prossimo marzo Russia e Iran inizieranno le procedure per collegare le proprie reti elettriche attraverso il territorio dell'Azerbaijan, dando esecuzione agli accordi siglati a settembre scorso, che avevano visto la partecipazione di alti rappresentanti russi, azeri e di Teheran.

martedì 30 settembre 2014

L'Asse russo-iraniano prevale al meeting di Astrakhan sullo status del Mar Caspio!

Il vertice di Astrakhan tra i paesi che si affacciano sul Mar Caspio ha segnato una importante affermazione delle posizioni portate avanti congiuntamente da Repubblica Islamica Iraniana e Federazione Russa. La più importante questione da dirimere sullo status del grade bacino salato é quella se esso debba venire giuridicamente considerato un mare interno o un lago. "Che cosa cambia a seconda di ciò?" potrebbero domandarsi i nostri lettori: ebbene, se il Caspio fosse considerato un 'Mare', le grandi risorse che esso cela sarebbero sfruttabili dai rispettivi paesi littoranei in proporzione all'estensione delle loro coste.

Appassionato (per evidenti motivi d'interesse) "sostenitore" di questa linea é il Kazakhstan, che si ritrova con l'estensione costiera massima e vorrebbe quindi avere diritto al massimo di sfruttamento dei bacini energetici presenti sotto le verdi acque del Caspio. D'altra parte, se invece esso venisse definito 'Lago' secondo le norme internazionali lo sfruttamento dovrebbe essere attribuito a quote paritarie tra tutti gli Stati littoranei, quindi, essendo questi cinque, il 20 per cento di petrolio e gas a ciascuno.

Questo causa anche 'alleanze' strane come quella tra Iran e Azerbaijan; pur essendo quest'ultimo un paese schierato con Usa e Israele (vedi la recente querelle del drone lanciato sull'Iran da una base aerea azera), Baku avrebbe tutto l'interesse a poter sfruttare un quinto del bacino del Caspio, pur avendo una piccolissima costa che le garantisce l'accesso alle sue acque.

Per la Russia, invece, la preoccupazione principale non é tanto lo sfruttamento delle pur importanti risorse naturali, quanto la sicurezza che dal bacino del Caspio non possano arrivare minacce militari ai suoi confini: se il Caspio fosse un 'Mare', sulla sua superficie varrebbe il diritto di navigazione e agli Usa basterebbe corrompere qualche politico azero (o magari fare entrare l'Azerbaijan nella NATO) per avere una comoda base navale puntata al cuore asiatico della Russia, all'Heartland geostrategico.

Per questo motivo Vladimir Putin é più che felice di rinunciare a qualche milione di barili di greggio e qualche miliardo di metri cubi di gas naturale per sostenere con Teheran la linea "Mar Caspio uguale Lago", linea che sembra avviata ad affermarsi e potrebbe venire ratificata ufficialmente già dal prossimo meeting che si terrà in Kazakhstan; starà alle diplomazie russa e iraniana di lenire la delusione di Astana promettendo ai Kazaki investimenti e sviluppo dei rapporti economici nell'ambito dell'SCO o dell'Unione Eurasiatica.

domenica 28 settembre 2014

Il Presidente iraniano Rohani partecipa ad Astrakhan al summit degli Stati affacciati sul Mar Caspio!

Il Presidente della Repubblica Islamica Hassan Rohani é sbarcato ad Astrakhan, la città sul Volga, per rappresentare il suo paese al 4o summit degli Stati litorali del Mar Caspio che si svolgerà domani; Rohani é decollato da New York, dove si trovava per la sessantanovesima cerimonia di apertura dei lavori annuali dell'ONU.

Oltre alla Repubblica Islamica e alla Repubblica Federale Russa partecipano al meeting Kazakhstan, Azerbaijan e Turkmenistan. Il terzo summit relativo si era tenuto a Baku, in Azerbaijan, a novembre 2013.

Il Mar Caspio, variamente considerato come il lago più grande del mondo o come un vero e proprio mare interno, é una zona climaticamente delicata, che tuttavia conserva grandi risorse di gas naturale; una accurata politica di protezione della sua unicità ambientale e di sfruttamento responsabile e sostenibile delle sue ricchezze é una necessità, soprattutto visto che quasi tutti i paesi che vi si affacciano sono ultimamente in fase di rapida crescita economica.

venerdì 19 settembre 2014

Confermato: il drone sionista abbattuto recentemente in Iran proveniva dalla base azera di Nakhchivan!!

Il sospetto (come affermato nel nostro articolo relativo), già c'era ma ormai che il drone sionista abbattuto nello spazio aereo della Repubblica Islamica prima che potesse arrivare a incrociare sopra la strategica installazione nucleare di Natanz fosse partito dal territorio azero é praticamente certo, come affermato dagli ufficiali iraniani dopo che l'intero "pacchetto dati" ritrovato negli organi elettronici del velivolo senza pilota é stato scaricato e decifrato dai tecnici informatici di Teheran.
Il punto di partenza dell'UAV di Tel Aviv é stato, precisamente, la base aerea di Nakhchivan, vicino alla quale sorge anche l'aeroporto civile con la sigla NAJ, una 'esclave' azera circondata da territori armeni e iraniani. Da queso 'avamposto' praticamente addentro al territorio della Repubblica Islamica anche un drone di potenzialità limitate come un Hermes sionista poteva raggiungere Natanz e tornare indietro.

Fortunatamente la vigilanza dell'aviazione iraniana e della divisione aerospaziale della Guardia Rivoluzionaria ha reso inutili gli sforzi di Tel Aviv e di Baku per spiare e in futuro minare il legittimo programma nucleare civile iraniano.

sabato 30 agosto 2014

L'Iran si appella all'ONU contro l'incursione del drone sionista (probabilmente partito dall'Azerbaijan!)

La Repubblica Islamica dell'Iran ha consegnato un formale reclamo alla Segreteria Generale delle Nazioni Unite tramite il proprio rappresentante al Palazzo di Vetro di NY lamentando la recente violazione del suo spazio aereo da parte di un velivolo senza pilota del regime sionista di occupazione della Palestina.

Il documento specifica come la Repubblica Islamica si riservi "ogni diritto" di intraprendere azioni commisurate per la difesa del proprio territorio e della propria popolazione contro altre simili provocazioni e, a maggior ragione, contro atti ostili che potrebbero venire intrapresi contro di essa da Stati o agenzie che già in passato hanno accennato alla loro volontà di colpire il pacifico programma nucleare di Teheran.

Intanto, si moltiplicano le voci secondo cui il drone di Tel Aviv sarebbe partito dal territorio dell'Azerbaijan, confermando le supposizioni del comando aerospaziale dell'IRGC che ha escluso a priori l'ipotesi che esso potesse essere partito dalla Palestina occupata e che, visto l'alto tasso di sorveglianza a cui sottopone ogni base e nave americana nel Golfo Persico, considerava improbabile anche l'ipotesi di un lancio da una nave della marina Usa.

L'Azerbaijan pur essendo uno stato a maggioranza musulmana sciita é infiltrato a tutti i livelli del suo governo da agenti sionisti (come del resto la vicina Georgia) e ha concesso due vecchie basi aeree sovietiche a tecnici e inviati del Mossad, schermandosi con la foglia di fico giustificatoria che dette basi non sarebbero sotto il controllo governativo a causa della presenza di 'gruppi armati armeni' nella loro regione.

giovedì 10 novembre 2011

L'istituto sionista di spionaggio perde posizioni in Medio Oriente ma cerca di allargare la sua tela in Asia Centrale!


L'agenzia di spionaggio e terrorismo internazionale del regime ebraico, il Mossad, sta 'decentralizzandosi', e si prepara all'incombente 'Secolo Asiatico' spostando i suoi centri operativi in paesi dell'Asia centrale e sudorientale, secondo un rapporto confidenziale citato dall'emittente iraniana di lingua inglese, PressTV. La relazione, filtrata dagli ambienti diplomatici e del controspionaggio, confermerebbe che i servizi segreti dello Stato sionista sarebbero stati duramente colpiti negli ultimi mesi da una serie di operazionii iraniane.

L'agente del Mossad responsabile dell'assassinio del lettore dell'Università di Teheran Masoud Ali Mohamadi, ucciso presso la sua casa lo scorso 12 gennaio, ha confessato, al momento del suo interrogatorio, di aver ricevuto sostegno finanziario e istruzioni da agenti israeliani che incontrava oltre il confine turco ma che, poco prima della sua cattura, questi si spostarono in altri paesi, come l'Azerbaigian e la Georgia.
Altre fonti avrebbero confermato che l'ambasciata sionista in Turkmenistan sarebbe la "centrale di coordinamento" delle attività sioniste in Asia; un vero e proprio 'nido di spionaggio' da cui si dipanerebbero tentacoli che vanno a infiltrarsi in Armenia, Malesia, India, Thailandia. Queste rivelazioni confermano che, se da un lato i recenti rivolgimenti politici nei paesi arabi sono fortunatamente riusciti a far perdere al Mossad molti punti d'appoggio in Egitto, Tunisia, Libia e altri paesi del Nordafrica e del Medio Oriente, bisogna sempre tenere alta la guardia contro i complotti e gli intrighi 'a sei punte', anche in aree geograficamente remote dall'occupazione sionista.
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venerdì 10 giugno 2011

Anche in Azerbaijan detronizzano Mubarak, questa volta solo in effige!


Le autorità azere hanno rapidamente rimosso un controverso monumento che dal 2007 effigiava l'ex dittatore egiziano Hosni Mubarak al centro del "Parco dell'Amicizia azero-egiziana" nella cittadina di Khyrdalan, a pochi chilometri dalla capitale Baku. Mubarak era riprodotto in effige bronzea, seduto in poltrona, circondato da tre ripoduzioni delle piramidi di Cheope, Chefren e Mykerinos mentre alla sua consorte Suzanne era stata intitolata una scuola poco distante.


Adesso l'istituto scolastico é stato ribattezzato 'Scuola egiziana', mentre il Mubarak di bronzo é stato rimosso e sostituito da una riproduzione piuttosto approssimativa di uno scriba egizio con il rotolo di papiro disteso tra le gambe conserte; dal piedistallo di arenaria il nome dell'ex-"Faraone" é stato scalpellato via, a testimonianza della fretta con cui l'operazione é stata portata a termine.

Alcuni residenti di Khyrdalan asseriscono, a telecamere spente, che il Governo del Presidente Aliyev temeva che il monumento diventasse un punto di attrazione per i manifestanti che negli ultimi mesi stanno contestando il suo potere, sulla scorta delle rivolte popolari che da gennaio scuotono il vicino Medio Oriente. Il dignitario locale Fikrat Orujov, da parte sua, glissa sostenendo semplicemente che la statua é stata rimossa per riflettere il cambio di leadership al Cairo.
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venerdì 4 marzo 2011

Baku in stato d'allerta, l'Azerbaijan si prepara a scendere in piazza?


Forti misure di sicurezza oggi in tutto l'Azerbaijan, ex-Repubblica sovietica del Caucaso, dove circa il 96% della popolazione professa la fede musulmana (quasi due terzi nella confessione sciita, il resto sunniti); sembra infatti che per l'11 e il 12 marzo si preparino imponenti manifestazioni di piazza, il cui "tam tam" ha già iniziato a viaggiare sui monitor e sugli smartphone della fascia di cittadinanza giovane, politicamente e socialmente impegnata e insoddisfatta della politica filoisraeliana e filoamericana del Governo in carica.

L'Esecutivo starebbe spostando unità militari di provata fedeltà nella capitale Baku, per reagire a ogni accenno di rivolta. Il Parlamento nazionale, al contrario, sembra sostenere l'iniziativa di protesta, legandola alle proprie istanze di dimissioni immediate dell'attuale Governo, del lancio di un vasto e ambizioso programma di riforme costituzionali e del rilascio di tutti i prigionieri politici e d'opinione.
Il Primo Ministro azero Artur Rasizade
Sotto la comoda "scusa" della lotta al terrorismo, l'Azerbaijan é stato trasformato in uno stato senza garanzie democratiche, un comodo 'avamposto' di Israele e degli Usa in funzione anti-iraniana. Secondo quanto riportato da fonti di informazione indipendente il messaggio di protesta avrebbe raggiungo più di 20,000 indirizzi e account e sarebbe stato raccolto, per ora, da oltre 5,000 utenti.

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martedì 15 febbraio 2011

Chiude in fretta e furia l'ambasciata sionista in Azerbaijan! Anche a Baku Israele si fa riconoscere e 'apprezzare'...



Il quotidiano azero Yeni Musavat ha riportato nella giornata di oggi martedì 15 febbraio come l'ambasciata dello Stato ebraico in Azerbaijan sia chiusa "per motivi di sicurezza".

Ma, in una sua dichiarazione precedente, l'ambasciatore sionista Michael Lavon Lotem aveva attribuito la chiusura a non meglio specificate 'ragioni tecniche'.

Intanto, un portavoce del Ministro degli Esteri Elmar Mammadyarov ha affermato che il Governo locale non é stato affatto avvertito della chiusura, cosa curiosa, visto che simili decisioni andrebbero comunicate con largo anticipo alle autorità del paese ospitante.

Sembra che l'11 ultimo scorso l'Ufficio Anti terrorismo di Israele abbia messo in guardia i potenziali viaggiatori a dirigersi verso Azerbaijan, Georgia, Armenia, Turchia, Costa d'Avorio, Mauritania e Venezuela (oltre che l'ovvio Egitto).
Si può ricordare che in questi giorni cade il terzo anniversario del martirio di Imad Mugniyah, assassinato da agenti israeliani mediante un'autobomba a Damasco.

Manifestazione anti-israeliana a Baku nel 2008
Ma basta chiedere ai cittadini di Baku per rendersi conto che i sentimenti anti-sionisti e anti-israeliani sono forti nel paese, che a quasi vent'anni dall'indipendenza si trova nel mirino di crescenti interessi dello Stato ebraico, che punta ad approfondire la sua influenza nel Caucaso per avere 'basi' da usare contro l'Iran e un facile accesso al petrolio e al gas dell'Asia centrale.

I locali, però, non vedono di buon occhio la cosa, soprattutto tenendo a mente il coinvolgimento sionista nel provocare la guerra del 2008 tra Georgia (altro punto nodale degli interessi israeliani) e la Russia di Putin.