Visualizzazione post con etichetta Riservisti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riservisti. Mostra tutti i post

lunedì 19 dicembre 2016

Migliaia e migliaia di riservisti siriani in congedo illimitato richiamati per presidiare le zone liberate!

L'Esercito Arabo Siriano da stamane ha lanciato una enorme mobilitazione delle proprie riserve, che non ha eguali nella storia del paese se non nei giorni della Guerra del Ramadan del 1973.

La campagna di mobilitazione è mirata a riservisti che hanno già completato il servizio militare e non avranno bisogno che di un periodo di breve ri-addestramento. Coloro che già prestano servizio in milizie locali o ausiliarie saranno esclusi dalla richiamata.

venerdì 1 agosto 2014

Le Brigate di Resistenza Nazionale: "Il richiamo delle riserve sioniste non ci fa nessuna paura!"

Il DFLP é una organizzazione filiata alla fine degli anni '60 da una costola maoista e filocinese del PFLP (che rimaneva filosovietico e leninista), che, conseguentemente con lo split sino-sovietico e il successivo avvicinamento tra Nixon e Pechino, commise l'errore storico di abbandonare il 'fronte del rifiuto' e benedire i tragici Accordi di Oslo.

Per fortuna da allora dirigenti e militanti del Fronte Democratico hanno potuto apprezzare la vastità del loro errore e, piano piano, si sono riavvicinati alle posizioni dell'Asse della Resistenza, ivi compreso il mantenimento di loro cellule armate nella Striscia di Gaza.

Con la recente aggressione armata sionista anche queste (denominate Brigate di Resistenza Nazionale) si sono attivate per confrontare e respingere gli attacchi sionisti; in risposta allo strombazzamento mediatico riguardo "la mobilitazione di altri 16.000 riservisti di Tel Aviv" il loro portavoce ufficiale, Abu Khalid, ha letto un comunicato in cui la dirigenza del DFLP e della sua ala armata si dichiara assolutamente non impressionata da tale mossa.

"L'entità sionista può mobilitare tutte le componenti della sua macchina militare, ma nessuna sproporzione di mezzi e uomini in campo convincerà mai il Popolo di Palestina ad abbandonare le armi o il sentiero della Lotta e della Resistenza".

domenica 13 luglio 2014

Forze governative e miliziani tribali irakeni respingono i takfiri dalla cittadina di Haditha nell'Anbar!

Mentre continuiamo a tenerci in contatto  con le nostre fonti a Gaza proseguiamo l'analisi delle situazioni sugli altri fronti di scontro nel Medio Oriente; siamo lieti di comunicare, con il sostegno di fonti imparziali e affidabili come 'Al-Alam' e 'PressTV' che le forze regolari irakene (tra cui l'ERB - Emergency Response Brigade raffigurata in foto) e i miliziani dei clan sunniti fedeli al Governo centrale hanno respinto un assalto takfiro all'abitato di Haditha, nella provincia dell'Anbar.

Haditha, passaggio obbligato sull'arteria stradale che porta verso il capoluogo Ramadi é stata dapprima fatta oggetto di un bombardamento di razzi e mortai, quindi assaltata con una 'carica' di due convogli di automezzi carichi di wahabiti fanatici.

Le forze regolari tuttavia non si sono scomposte e con la loro superiore disciplina hanno ricacciato indietro gli assalitori, lasciandone dozzine sul terreno per appena quattro perdite nei loro ranghi. Intanto il Governo centrale ha mobilitato quattromila riservisti che verranno quanto prima trasportati e schierati proprio nella cittadina di Haditha, lasciando libere le truppe di prima linea di avanzare e ricacciare sempre più indietro i mercenari dell'ISIL.

martedì 21 febbraio 2012

Ferri corti a Tel Aviv tra Generali e Ministero delle Finanze: i tagli al bilancio fanno volare accuse e parole grosse!


E'ormai 'guerra aperta' fra i gallonati generali del regime ebraico di occupazione e i ragionieri del Ministero delle Finanze e, con grande stupore di molti osservatori, sembra proprio che saranno i secondi a uscirne vincitori, avendo pressoché ridotto i propri avversari all'angolo, assediandoli sotto il tiro di raffiche e raffiche di tagli sempre più severi che hanno letteralmente "spolpato" fino all'osso il programma di faraoniche acquisizioni, generosi emolumenti e ampi programmi di esercitazioni e manovre proposto dai capi militari di Tsahal per l'anno fiscale 2012.

Non solo, ma, non gradendo i borbottii e i 'mugugni' che si erano levati dai Militari all'Indirizzo del Ministero della Difesa e del Capo di Stato Maggiore dell'IDF il Ministro delle Finanze Yuval Steinitz ha accusato i comandi delle Forze Armate di incitare risentimento e ribellione contro il Governo, ribadendo che le decisioni prese per i capitoli spesa dell'anno in corso sono definitive e vanno accettate senza ulteriori discussioni.

A seguito di queste riduzioni delle spese l'IAF ha annunciato lo 'stop' agli acquisti di certi modelli di aeroplano, il congelamento dello sviluppo e dei test di tutti i sistemi anti-missile (quattro nuove batterie 'Iron Dome' non verranno comprate) e il blocco degli acquisti dalle industrie militari Rafael. Nemmeno gli enormi aiuti militari americani, aumentati sotto l'amministrazione Obama nonostante il disprezzo e la viva ostilità del Governo Netanyahu verso il Presidente Usa, sono in grado di supplire a questa situazione, anzi, senza di essi il sistema bellico di Tel Aviv sarebbe praticamente in coma profondo.

Ma i militari non si danno per vinti: agitano lo spettro dell'Iran e di Hezbollah, citano minacciosi le dichiarazioni egiziane sul trattato di Camp David, e sperano, diffondendo paura, di riuscire a fare allentare i cordoni della borsa a un esecutivo la cui gestione dell'economia é stata disastrosa almeno quanto quella della politica estera e, nel tentativo di porre rimedio ai guasti in un campo, sta forse gettando le basi per una irreparabile 'scollatura' in un settore dello Stato che fino al recente passato era garantito e foraggiato come pochi altri.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 22 gennaio 2012

Generale sionista lancia l'allarme: "Con questo regime di tagli il sistema dei riservisti andrà al collasso totale!"


Riprendiamo dal tabloid serale sionista "Ma'ariv" la notizia che il Brigadier-Generale Shuki Ben Anat ha lamentato pubblicamente lo stato di sfilacciamento e inefficienza in cui, grazie ai recenti pesanti tagli ai budget militari imposti dal Governo Netanyahu per cercare di affrontare la gravissima crisi in cui versa l'economia del regime ebraico, sarebbe piombato il sistema di mantenimento, addestramento ed eventuale mobilitazione delle riserve dell'esercito sionista di occupazione.

"Il Governo ha totalmente ignorato le necessità economiche delle reclute e del personale militare, bisogna trovare soluzioni soprattutto per i riservisti, in maniera che possano continuare a vivere e mantenere le proprie famiglie durante il servizio, altrimenti entro una generazione non sapremo più chi chiamare alle armi in caso di necessità".

Al Sottocomitato parlamentare per la Piccola e Media Impresa il fascicolo dei soldati di riserva titolari di attività indipendenti che sono costretti a chiuderle quando vengono richiamati per addestramenti od operazioni con le loro unità della riserva é stato sollevato e dibattuto a lungo. Il Brigadier Generale Ben Anat, interrogato, ha notato che ormai soltanto la metà dei soldati smobilitati dopo il servizio militare continuano a rispondere ai richiami delle loro unità della riserva. "In conseguenza di ciò il pool di personale addestrato disponibile come riserva dell'esercito effettivo é molto minore del normale".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 5 marzo 2011

Il peggiore incubo della Casa di Saoud si sta realizzando! Mobilitati 10,000 soldati nelle province sciite!


Lo Stato Maggiore dell'Esercito saudita ha emanato una chiamata speciale a 10,000 tra truppe scelte, riservisti e personale di sicurezza, mobilitandoli tutti in direzione delle province costiere orientali, dove si concentra la cospicua minoranza sciita che, con la giornata di ieri, ha iniziato una massiccia mobilitazione per protestare contro l'oppressione cui é sottoposta, contro l'arresto arbitrario di una rispettata figura religiosa e contro l'autoritarismo e la corruzione della Real Casa.

Re Abdullah e i suoi sodali contemplano con sincera preoccupazione il moto di insofferenza e ribellione che comincia a serpeggiare tra i sudditi sciiti o si dovrebbe dire tra i "regnicoli", visto che la monarchia saudita é gestita come un regno dell'ancien regime o, meglio ancora, come una corporazione totalmente amorale e senza controllori o supervisori al di fuori del suo Consiglio d'Amministrazione, occupato in toto da shareholder che appartengono alla Casa di Saoud.

Finora i proventi petroliferi e i corposi emolumenti Made in Usa (un miliardo e mezzo di dollari l'anno, il più copioso stanziamento a 'stelle e strisce' dopo i tre miliardi annui regalati a Israele), sono stati sufficienti a cullare i regnicoli in un comodo e tranquillo sopore di benessere e consumismo ma, tra tutti i venticinque milioni di abitanti, gli sciiti sono quelli che meno godono della particolarissima 'trickle down economy' in vigore a Ryiadh.

Solo ieri Re Saoud voleva usare le sue forze armate per schiacciare nel sangue rivolte sciite fuori dai suoi confini, oggi invece se le ritrova direttamente in casa...


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.