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sabato 15 novembre 2014

Hezbollah starebbe ricostituendo le sue unità di non-sciiti! Verità o solita propaganda saudita??

Il movimento sciita di Resistenza Hezbollah starebbe reclutando militanti cristiani ortodossi, drusi e di altre religioni per combattere in Siria i terroristi takfiri e wahabiti dell'ISIS e di altre organizzazioni come il Fronte Al-Nusra e gruppi similari.
La notizia é apparsa finora solamente sul quotidiano sunnita filosaudita 'Daily Star' e sulla rete satellitare di Riyadh Al-Arabiya, megafono ufficiale della propaganda di Casa Saoud.
Può esserci qualcosa di vero? Nel momento più intenso della lotta contro l'occupazione sionista del Sud del Libano e la milizia collaborazionista dell'SLA Hezbollah formò effettivamente dei quadri di volontari cristiani e di altre minoranze detti 'Brigate di Resistenza Nazionale', queste foto lo testimoniano.
Quindi diamo a questa notizia il beneficio del dubbio. Hezbollah fa benissimo ad aumentare il più possibile le sue forze specie nel caso che netanyahoo perda le staffe e decida di attaccare il Libano per cercare di indebolire il sostegno di Nasrallah alla Siria di Assad. D'altra parte questa potrebbe essere una voce falsa (e il fatto che nessun altro outlet se non quelli smaccatamente filosauditi lo fa pensare) messa in giro per suscitare l'odio dei sunniti estremisti verso tutte le altre minoranze del Medio Oriente.

venerdì 12 settembre 2014

IL FDLP a Gaza vuolre "Salvare l'unità nazionale", ma noi ci chiediamo: "Unità nazionale CON CHI?"

Riprendiamo traducendo dall'agenzia stampa palestinese "Ma'an".

Ieri nella Striscia di Gaza si é tenuto un corteo organizzato dal Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina.

Titolo e slogan principale della manifestazione era: "Salvare l'unità nazionale per spezzare l'assedio e ricostruire Gaza".

Secondo il rappresentante del FDLP Saleh Zeidan questi obiettivi (rottura dell'assedio e ricostruzione) sarebbero raggiungibili attraverso l'Unità Nazionale.

Abbiamo alcune domande in merito:

Saleh Zeidan e il FDLP vorrebbero costruire l'unità nazionale con coloro che perseguitano la Resistenza in Cisgiordania, si coordinano con le forze militari sioniste ivi presenti, usano i finanziamenti occidentali per mantenere in piedi le loro reti di corruttela e arricchimento personale, siedono agli squalificatissimi tavoli "di trattativa" coi boia di Gaza?
Perché nessuna "unità nazionale" é possibile con simili elementi semplicemente perché essi hanno ab ovo abdicato a qualunque idea di nazione, di dignità e di diritti del popolo palestinese; essi sono contenti a vivere come ascari, servi e camerieri degli occupanti sionisti, pronti a scattare a ogni loro cenno, concedendo loro sempre di più fino a che l'Ultimo Palestinese verrà scacciato, ucciso o esiliato.

L'FDLP, dopo il tragico errore di aver sostenuto la via della trattativa ai tempi di Madrid e di Oslo aveva parzialmente recuperato un po' della nostra stima rifiutando di smobilitare la sua componente armata (Brigate di Resistenza Nazionale) e anche partecipando all'ultima Guerra di Gaza, tuttavia simili "uscite" non fanno affatto bene alla credibilità di un'organizzazione che ha ancora molto da dimostrare per provare di poter far parte della soluzione del Problema Palestinese e non invece del problema stesso.

lunedì 4 agosto 2014

Le Brigate di Resistenza Nazionale dichiarano: "Siamo pronti a continuare le operazioni militari!"

Abu Khalid, portavoce delle Brigate di Resistenza Nazionale, ala armata del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che l'annunciato cessate il fuoco unilaterale da parte dell'entità sionista non é altro che un inganno visto che nella stessa dichiarazione di tale 'tregua' Tel Aviv annuncia che 'continuerà le operazioni militari' nella zona Sud della Striscia.

"A nome di tutti i Palestinesi che in queste settimane hanno imbracciato le Armi, di tutte le organizzazioni di Resistenza, dichiariamo il nostro omaggio a tutte le madri che hanno perso i loro figli e a tutti i figli che hanno perso i loro padri e dichiariamo che continueremo le operazioni militari fino a che tutti gli invasori non saranno cacciati, dalla Striscia e dalla Palestina tutta".

venerdì 1 agosto 2014

Le Brigate di Resistenza Nazionale: "Il richiamo delle riserve sioniste non ci fa nessuna paura!"

Il DFLP é una organizzazione filiata alla fine degli anni '60 da una costola maoista e filocinese del PFLP (che rimaneva filosovietico e leninista), che, conseguentemente con lo split sino-sovietico e il successivo avvicinamento tra Nixon e Pechino, commise l'errore storico di abbandonare il 'fronte del rifiuto' e benedire i tragici Accordi di Oslo.

Per fortuna da allora dirigenti e militanti del Fronte Democratico hanno potuto apprezzare la vastità del loro errore e, piano piano, si sono riavvicinati alle posizioni dell'Asse della Resistenza, ivi compreso il mantenimento di loro cellule armate nella Striscia di Gaza.

Con la recente aggressione armata sionista anche queste (denominate Brigate di Resistenza Nazionale) si sono attivate per confrontare e respingere gli attacchi sionisti; in risposta allo strombazzamento mediatico riguardo "la mobilitazione di altri 16.000 riservisti di Tel Aviv" il loro portavoce ufficiale, Abu Khalid, ha letto un comunicato in cui la dirigenza del DFLP e della sua ala armata si dichiara assolutamente non impressionata da tale mossa.

"L'entità sionista può mobilitare tutte le componenti della sua macchina militare, ma nessuna sproporzione di mezzi e uomini in campo convincerà mai il Popolo di Palestina ad abbandonare le armi o il sentiero della Lotta e della Resistenza".

mercoledì 4 settembre 2013

A Rafah le fazioni di Sinistra della Resistenza palestinese tengono una imponente dimostrazione a favore della Siria!

Sono stati migliaia i partecipanti, nella cittadina meridionale della Striscia di Gaza, vicino al confine con l'Egitto, alla manifestazione di solidarietà con la Siria del Presidente Assad convocata dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina e dal Fronte Democratico di Liberazione della Palestina (nato da una costola del primo durante una scissione 'filomaoista' alla fine degli anni '60).

L'evento, che segue di poco la dichiarazione filosiriana delle Brigate Ezzedine al-Qassam (ala militare di Hamas) dimostra che nell'enclave costiera le posizioni filo-Ikhwan e filo-wahabite di una piccola parte di dirigenti di Hamas sono sempre meno condivise e sempre meno popolari e lancia fitte ombre sull'effettiva legittimità di dirigenti come Khaled Mishaal, Moussa abu Marzouk e altri, che si erano letteralmente gettati in braccio agli Emiri del Golfo facendosi più volte immortalare vicini alle bandiere dei terroristi mercenari.

La manifestazione si é svolta ordinatamente e non é stata minimamente infastidita dalle forze dell'ordine governative probabilmente anche per la presenza di numerosi militanti delle Brigate Abu Ali Mustafa e delle Brigate di Resistenza Nazionale (milizie rispettivamente del PFLP e del DFLP).

lunedì 31 ottobre 2011

Altri tre morti nella Striscia di Gaza. Hamas: "Attaccano alla cieca nel tentativo di sminuire la nostra vittoria!".

Continuano le banditesche incursioni aeree sioniste sul territorio della Striscia di Gaza ed é ormai chiaro che non vi é alcuna strategia dietro i brutali bombardamenti che in tre giorni hanno fatto ormai dodici morti e oltre una decina di feriti (alcuni dei quali molto gravi), nessun razionale eccetto la perversa, malvagia volontà di infliggere danni e lutti a casaccio contro la popolazione "colpevole" di aver mantenuto viva negli anni, con una dedizione e una coerenza esemplari, la fiamma della Resistenza, davanti alla quale persino il Governo razzista e fascista di Benji Netanyahu si é dovuto inchinare, accettando le condizioni di Hamas per la liberazione dell'Ebreo francese Schalit.

Nella giornata di domenica Adham Abu Salmyia dei servizi d'emergenza della Striscia di Gaza ha dichiarato che un uomo era stato ucciso e un secondo gravemente ferito a Est di Rafah; la voce secondo la quale queste due vittime sarebbero state parte della milizia del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina non sarebbe stata confermata. Nella notte fra ieri e oggi, invece, altri bombardamenti nella zona di Fakhari, a Est di Khan Younis avrebbero ucciso due militanti delle Brigate al-Ansar, estensione del Movimento Ahrar (ex-membri di Fatah contrari al collaborazionismo con Israele).
Militanti delle Brigate di Resistenza Nazionale del DFLP (sx) e delle Brigate Ansar del Movimento Ahrar (dx)
Taher al-Nunu, portavoce del Governo Haniyeh, ha dichiarato all'agenzia Palestine Information Center che questi attacchi menati alla cieca non sono altro che la prova evidente dell'imbarazzo causato al regime ebraico dalla vittoria negoziale di Hamas, aggiungendo che il Governo palestinese é in contatto con le autorità egiziane per denunciare l'ingiustificata brutalità sionista in tutte le sedi internazionali. Il politico palestinese Jamal Zahalka, rappresentante degli abitanti dei 'bantustan' arabi nel regime di occupazione, ha denunciato l'insensatezza degli attacchi aerei che servono soltanto a rafforzare il clima di oppressione e terrore che l'occupazione sionista impone a Gaza con l'assedio, lo strangolamento economico e dozzine di altri stratagemmi.
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venerdì 25 marzo 2011

Jihad Islamica e FDLP collaborano nel contrattacco verso Israele: "Lo Stato ebraico capisce solo il linguaggio della lotta armata"


Le Brigate di Resistenza nazionale, braccio armato del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e le Brigate Al-Quds, estensione del Movimento per la Jihad islamica in Palestina hanno congiuntamente rivendicato il lancio di due razzi da 122 mm contro obiettivi israeliani avvenuto alle prime luci dell'alba del 25 marzo. L'operazione, che ha raggiunto tutti i suoi obiettivi, è stata lanciata come rappresaglia agli ininterrotti raid aerei che Israele continua a scatenare sul ghetto assediato di Gaza.

Nella loro dichiarazione, i due movimenti di Resistenza hanno affermato che il lancio dei due razzi segue quello che ha portato al ferimento di ventisei coloni ebrei armati e ne precederà molti altri, a meno che lo Stato sionista non cessi immediatamente le sue operazioni terroristiche contro la Striscia costiera e la sua popolazione.

Il comunicato si é chiuso con un incitamento alla Resistenza a perseguire i propri obiettivi di riscatto e liberazione nazionale attraverso la via maestra della lotta armata, che costituisce l'unico linguaggio comprensibile alle orecchie di politici e generali israeliani.

In notizie correlate, giovedì sera diversi attacchi aerei israeliani hanno ferito civili a Gaza City e in centri adiacenti e vicini, le vittime sono state trasportate d'urgenza all'Ospedale Al-Shifa, il principale centro medico della Striscia, le cui strutture di primo soccorso, però, sono gravemente stressate e sovraccariche per il grande numero di feriti provocato dagli ininterrotti attacchi israeliani, che sono proseguiti, intensificandosi, per tutta la settimana passata.

Oltre alle bombe e ai razzi lanciati dagli F-16 e dai droni senza pilota, l'esercito sionista ha anche scatenato uno sbarramento di artiglieria contro Al-Mintar, poco oltre il varco di confine (attualmente chiuso dal soffocante assedio israeliano contro il ghetto di Gaza). Anche Jabal Al-Rayyes, nella zona Est della Striscia, e Beit Hanoun, all'estremità Nord, sono state sottoposte a bombardamento.

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