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giovedì 30 maggio 2019
La "super-vittoria del potentissimo Netanyahu" non era tanto 'vittoriosa' come ce la raccontavano i sionisti d'Italia!
Il Parlamento unicamerale del regime invasore della Palestina, la Knesset ha votato ieri a favore del suo scioglimento, che termina i tentativi del Primo Ministro Benji Netanyahu per formare una coalizione e dando via libera alla richiesta di nuove elezioni nel mese di settembre. La decisione è stata presa con 74 voti a favore e 45 contrari.
Le ultime elezioni generali si sono svolte nel paese meno di due mesi fa. Netanyahu ha vinto con la minima differenza, ma il suo partito non ha ottenuto la maggioranza in Parlamento e aveva bisogno di formare una coalizione di Governo. Ora che la Knesset ha scelto di sciogliersi, il primo ministro dovrà riconvalidare il suo mandato nelle prossime elezioni.
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lunedì 11 febbraio 2019
L'Ex-generale Benny Gantz fa campagna elettorale sulla pelle dei Palestinesi morti!
Terzo video domenicale del nostro frequentatissimo Canale Youtube.
E' inutile, quando si tratta di rendersi simpatici e benvoluti nessuno batte "gli eletti"! Che idea migliore per risultare da subito apprezzati se non quella di vantarsi di quante donne, bambini, vecchi e altri civili non-combattenti sono stati ammazzati durante i "pogrom" a base di napalm e fosforo bianco contro il ghetto assediato di Gaza? Chiedete a Benny Gantz!
E' inutile, quando si tratta di rendersi simpatici e benvoluti nessuno batte "gli eletti"! Che idea migliore per risultare da subito apprezzati se non quella di vantarsi di quante donne, bambini, vecchi e altri civili non-combattenti sono stati ammazzati durante i "pogrom" a base di napalm e fosforo bianco contro il ghetto assediato di Gaza? Chiedete a Benny Gantz!
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venerdì 1 giugno 2018
L'Ex-capo del Mossad Tamir Pardo dichiara: "Nel 2011 Netanyahu stava progettando un attacco contro l'Iran!"
L'Ex-direttore dell'agenzia sionista di spionaggio e omicidio, Tamir Pardo, ha rivelato che sette anni fa il Premier Benji Netanyahu ordinò a lui e al Capo di Stato Maggiore, Generale Benny Gantz di preparare piani per un attacco alla Repubblica Islamica dell'Iran, desistendo in ultimo a causa delle ripetute resistenze sia dell'apparato spionistico che di quello militare.
Netanyahu aveva chiesto la preparazione di un piano d'attacco "pronto per essere implementato con appena 15 giorni di preparazioni".
Netanyahu aveva chiesto la preparazione di un piano d'attacco "pronto per essere implementato con appena 15 giorni di preparazioni".
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venerdì 12 luglio 2013
La crisi economica sempre più profonda rende necessaria una massiccia "circoncisione" delle spese militari sionaziste!
Altro che balle sulla "ripresa"; il regime ebraico di occupazione della Palestina si dibatte in una crisi economica sistemica da cui nemmeno le massicce elargizioni di denaro pubblico Usa (sottratto al welfare e alla spesa sociale dei cittadini americani) e le regalie tedesche come "compen$o per l'olocau$to" riescono a risollevarlo.
E la profondità e la gravità di tale crisi si rivela quando si consideri che, secondo quanto rivelato ieri dall'ufficio del Capo di Stato Maggiore delle forze armate sionaziste saranno necessari tagli radicali per ben 1 miliardo e 900 milioni di dollari Usa nei prossimi 60 mesi per tornare a far quadrare il bilancio.
I tagli comprendono l'eliminazione di tremila soldati di truppa, il pensionamento definitivo di tutti i modelli di artiglieria cingolata M-109 e di tutti i tank derivati dallo chassis dell'M-48; in questo modo ben 820 milioni di Dollari verrebbero risparmiati già dal bilancio annuale del 2013, lasciando il restante miliardo e rotti di risparmi da venire 'spalmato' sui successivi 48 mesi.
E la profondità e la gravità di tale crisi si rivela quando si consideri che, secondo quanto rivelato ieri dall'ufficio del Capo di Stato Maggiore delle forze armate sionaziste saranno necessari tagli radicali per ben 1 miliardo e 900 milioni di dollari Usa nei prossimi 60 mesi per tornare a far quadrare il bilancio.
I tagli comprendono l'eliminazione di tremila soldati di truppa, il pensionamento definitivo di tutti i modelli di artiglieria cingolata M-109 e di tutti i tank derivati dallo chassis dell'M-48; in questo modo ben 820 milioni di Dollari verrebbero risparmiati già dal bilancio annuale del 2013, lasciando il restante miliardo e rotti di risparmi da venire 'spalmato' sui successivi 48 mesi.
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martedì 17 aprile 2012
Il bizzarro caso del "porco kosher", rabbini israeliani difendono e giustificano il grasso aggressore dei militanti pro-palestinesi in bicicletta!
Che il maiale costituisca, per gli Ebrei osservanti, un tabù alimentare é uno degli aspetti più universalmente noti e conosciuti dell'universo normativo del giudaismo, nonché peraltro uno dei punti di contatto tra quest'ultimo e l'Islam, ma, con una serie di affermazioni e prese di posizione riprese dai principali mezzi di comunicazione dello Stato sionista diversi rabbini sono corsi a sostenere (quindi, metaforicamente, a rendere 'kosher') una "maialata" di prima grandezza; parliamo ovviamente del contegno tenuto nei confronti dei dimostranti filopalestinesi dell'ISM dal Tenente Colonnello Shalom (ah! quanta ironia!) Eisner, che ha aggredito uno di loro usando una carabina M-16 come clava di fronte alle telecamere nello scorso week-end.
Di fronte alla testimonianza filmata che mostra come Shalom Eisner si lanci contro i manifestanti brandendo la sua arma con la esplicita ed evidente intenzione di colpirli persino politicanti come Benny Gantz e Benji Netanyahu hanno dovuto definire l'accaduto 'vergognoso' e 'inaccettabili' ma, come stiamo per vedere, evidentemente i rabbini sionisti hanno altri standard, infatti, a sentire quanto dichiarato da Rabbi Haim Drukman il Tenente Colonnelo Eisner sarebbe: "Un idealista e una BELLA PERSONA", infatti, continua imperterrito il Rabbino "Non si é arruolato perché gli serviva un lavoro, ma per 'proteggere' lo Stato di Israele".
Già, proteggerlo dalle mire di civili disarmati dotati di biciclette, che eroe.
Rabbi Avihai Ronski, ex-Rabbino capo dell'IDF va anche oltre, criticando la decisione di sospendere Eisner mentre si svolge un'inchiesta sul suo inqualificabile atto: "Che fretta c'era di sospenderlo? Mentre si svolge l'inchiesta doveva restare in servizio, così si anticipa la punizione!" e lamenta "Con questo genere di atti i comandanti sul campo sentono di non avere sostegno". Evidentemente secondo il Rabbi bisogna 'sostenere' i comandanti che pensano sia opportuno attaccare i civili inermi, pratica che nell'esercito sionazista ha lunga e onorata tradiazione.
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| "Il filmato mostra solo pochi secondi di una situazione più complessa", certo Rabbino! E magari le SS in questa foto stavano solo offrendo una sbarbata gratis al suo correligionario, vero? |
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sabato 31 marzo 2012
Ricerca del Congresso Usa rivela: "Impossibile per Israele rallentare il progresso atomico di Teheran con un attacco aereo!"
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| Il radar russo NEBO-SVU, specialmente studiato per intercettare gli aerei "stealth", é presente nell'arsenale difensivo iraniano da almeno due anni. |
I ricercatori hanno comunicato alla loro committenza che, secondo un rapporto ottenuto dall'agenzia Bloomberg, "Gli impianti nucleari iraniani sono più protetti, più dispersi e più frammentati di quanto normalmente ritenuto dagli analisti militari occidentali e israeliani, presentando perciò un bersaglio straordinariamente sfuggente ed etereo".
Secondo il documento consegnato al Servizio di Ricerche del Congresso, "La consapevolezza della futilità di un simile 'gambit' militare é stata alla base per il costantemente diminuito tasso di entusiasmo verso l'ipotesi di un attacco all'Iran da parte dell'establisment militare israeliano, da settembre 2011 in avanti schieratosi sempre più apertamente contro l'idea di un 'blitz' nel Golfo Persico che, di fronte a incerte prospettive di successo presenta invece probabilissime se non sicure perdite difficilmente giustificabili o assorbibili, sia pure da parte di una potenza militare regionale come lo Stato ebraico".
Attacchi massicci e contemporanei contro Esfahan, Natanz e Arak, comporterebbero l'impiego del 25-30 per cento di tutti gli apparecchi di prima linea attualmente in servizio nell'aeronautica sionista, tra cui l'intera linea di volo del modello più avanzato, l'F-15 I (presente in 25 esemplari). Contro questi attaccanti si staglierebbe una cortina antiaerea di minacciose proporzioni recentemente rinforzata con l'acquisto di sistemi di disturbo e di 'guerra elettronica' che hanno permesso agli Iraniani di cogliere clamorosi e stupefacenti successi come nel recente caso del drone 'stealth' americano intercettato e catturato.
Michael Hayden, ex-Direttore della CIA, attualmente in forza all'NSA, dichiara senza mezzi termini che "Un attacco pesantemente vulnerante al programma nucleare di Teheran é del tutto fuori dalle capacità militari israeliane", di fronte a tale certezza le uniche tattiche possibili sarebbero quella di prevedere periodici "richiami" di un attacco iniziale oppure quella di colpire l'Iran in un'unica soluzione con armi nucleari.
Ovviamente la prima sarebbe disastrosa visto che scatenerebbe quasi automaticamente un conflitto allargato in Medio Oriente, mentre la seconda, stranamoresca opzione non garantirebbe comunque l'automatico raggiungimento dei risultati sperati visto che esistono molti dubbi sulla capacità dei vettori balistici israeliani (anche quando fossero lanciati dai sommergibili recentemente donati a Tel Aviv da Dama Merkel) di poter colpire con la precisione necessaria le sedi del programma atomico iraniano.
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martedì 21 febbraio 2012
Ferri corti a Tel Aviv tra Generali e Ministero delle Finanze: i tagli al bilancio fanno volare accuse e parole grosse!
E'ormai 'guerra aperta' fra i gallonati generali del regime ebraico di occupazione e i ragionieri del Ministero delle Finanze e, con grande stupore di molti osservatori, sembra proprio che saranno i secondi a uscirne vincitori, avendo pressoché ridotto i propri avversari all'angolo, assediandoli sotto il tiro di raffiche e raffiche di tagli sempre più severi che hanno letteralmente "spolpato" fino all'osso il programma di faraoniche acquisizioni, generosi emolumenti e ampi programmi di esercitazioni e manovre proposto dai capi militari di Tsahal per l'anno fiscale 2012.
Non solo, ma, non gradendo i borbottii e i 'mugugni' che si erano levati dai Militari all'Indirizzo del Ministero della Difesa e del Capo di Stato Maggiore dell'IDF il Ministro delle Finanze Yuval Steinitz ha accusato i comandi delle Forze Armate di incitare risentimento e ribellione contro il Governo, ribadendo che le decisioni prese per i capitoli spesa dell'anno in corso sono definitive e vanno accettate senza ulteriori discussioni.
A seguito di queste riduzioni delle spese l'IAF ha annunciato lo 'stop' agli acquisti di certi modelli di aeroplano, il congelamento dello sviluppo e dei test di tutti i sistemi anti-missile (quattro nuove batterie 'Iron Dome' non verranno comprate) e il blocco degli acquisti dalle industrie militari Rafael. Nemmeno gli enormi aiuti militari americani, aumentati sotto l'amministrazione Obama nonostante il disprezzo e la viva ostilità del Governo Netanyahu verso il Presidente Usa, sono in grado di supplire a questa situazione, anzi, senza di essi il sistema bellico di Tel Aviv sarebbe praticamente in coma profondo.
Ma i militari non si danno per vinti: agitano lo spettro dell'Iran e di Hezbollah, citano minacciosi le dichiarazioni egiziane sul trattato di Camp David, e sperano, diffondendo paura, di riuscire a fare allentare i cordoni della borsa a un esecutivo la cui gestione dell'economia é stata disastrosa almeno quanto quella della politica estera e, nel tentativo di porre rimedio ai guasti in un campo, sta forse gettando le basi per una irreparabile 'scollatura' in un settore dello Stato che fino al recente passato era garantito e foraggiato come pochi altri.
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venerdì 27 gennaio 2012
Lo Stato Maggiore sionista confessa: "Non abbiamo modo di colpire seriamente il programma nucleare iraniano!"
Come risulta dall'articolo apparso sul sito-web "Ynet" una fonte anonima all'interno del Ministero della Guerra sionista afferma che, nel corso di una recente riunione un alto ufficiale dell'Aviazione avrebbe affermato, su esplicita richiesta di Ministri e Sottosegretari convenuti, che lo Stato ebraico non ha modo di bloccare lo sviluppo del programma nucleare iraniano, nemmeno con un massiccio attacco militare e che, al più, nella ipotesi più favorevole, potrebbe ritardarlo di alcuni mesi.
Secondo Ynet le affermazioni dell'ufficiale sarebbero state sostanziate e confermate dal Capo delle Forze Armate Benny Gantz che avrebbe detto al Premier Netanyahu: "Se riceveremo l'ordine ovviamente faremo del nostro meglio per obbedire ed eseguirlo ma, da nostre stime, un attacco contro l'Iran, per essere giustificato, dovrebbe essere in grado almeno di bloccare i progressi nucleari di Teheran per due anni".
La dispersione geografica delle installazioni nucleari iraniane, il fatto che molte di esse siano state duplicate con località segrete collocate nelle vallate più remote del paese che possono aumentare o continuare lavorazioni o processi non proseguibili in quelle ufficiali e l'enorme numero di centrifughe a esafluoruro collegate "a cascata" nel corso degli ultimi anni fanno sì, che le capacità di attacco di un paese come Israele abbiano poco di minaccioso per la Repubblica Islamica iraniana.
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martedì 17 gennaio 2012
Gazzarra alla Knesset, il Segretario del Comitato di Difesa Mofaz grida a Netanyahu: "Sei un maledetto bugiardo!"
Chi costruisce la propria vita e le proprie dubbie fortune sulle menzogne deve stare molto attento e avere ottima memoria visto che corre costantemente il rischio di cadere in contraddizione; questo é certamente il caso dei sionisti che siedono nel cosiddetto 'Parlamento' della Knesset, organo che non ha altra funzione se non quella di decidere e ratificare quali politiche di persecuzione e pulizia etnica, apartheid e aggressione e occupazione delle terre dei legittimi abitanti di Palestina perseguire.
Ieri pomeriggio i lavori di questa poco augusta e poco pulita assemblea sono stati scossi dal virulento scontro che ha opposto il Segretario del Comitato parlamentare per la Difesa (sarebbe meglio dire l'Aggressione!) e la Politica Estera, Shaul Mofaz al Primo Ministro Benji Netanyahu in persona, 'capo' del Governo di Estrema Destra attualmente al potere, ma in realtà succube delle sue ali più razziste e radicali. Sembra, a quanto riportato dagli stessi media sionisti, che Mofaz sia saltato in piedi gridando a Netanyahu: "I cittadini di Israele dovrebbero sapere che il loro Primo Ministro é un maledetto bugiardo!".
Il quotidiano Jerusalem Post aveva riportato che nella parte di pomeriggio precedente un portavoce dell'ufficio del Premier avrebbe accusato Mofaz di aver dichiarato che il Capo di Stato Maggiore delle forze armate di Occupazione, Benny Gantz (sopra al centro) non avrebbe dipinto un quadro veritiero delle prospettive per il budget e le spese militari per il 2012, qualcosa che Mofaz si é affrettato a negare di aver anche solo mai suggerito. Dopo l'esplosione di rabbia Mofaz avrebbe ordinato a tutti i suoi collaboratori di lasciare l'aula intimando a Netanyahu di far immediatamente ritrattare le dichiarazioni del suo ufficio. Il Premier, a sentire i testimoni dell'incidente, sarebbe rimasto visibilmente scosso dall'accaduto.
Ovviamente poi é venuto fuori che in realtà una vibrata critica di Mofaz all'operato dello Stato Maggiore riguardo ai budget c'era veramente stata e che la differenza tra la dichiarazione rilasciata e l'accusa di menzogna riportata dai portavoce del Premier era una mera questione di dettagli dialettici. Mofaz avrebbe lamentato un "problema di trasparenza nel budget" (cioé Gantz non sta dicendo la verità), problema che si estende anche alla "coordinazione tra il Primo Ministro e il Ministro delle Finanze riguardo alle previsioni di spesa per il 2012".
Chi é il bugiardo ora?
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giovedì 12 gennaio 2012
Adesso anche la forza navale sionista ha ordine di sparare sui suoi marinai per evitarne la cattura!
Dall'outlet mediatico sionista 'Ynet' riportiamo un articolo firmato da tale 'Yoav Zitun' che a nostro personalissimo giudizio bene illustra il caos e il panico morale e psicologico scatenato tra i ranghi delle forze armate del regime ebraico di occupazione dalla (ormai nemmeno più recentissima) grande vittoria della Resistenza nel corso del braccio di ferro riguardo alla cattura e al successivo rilascio (dopo cinque anni di detenzione) dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato in un raid preventivo dai militari della Resistenza palestinese prima che potesse, insieme ai suoi complici delle forze di occupazione, prendere parte a un attacco armato contro la Striscia di Gaza.
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| Gilad Schalit "Fattore-Chiave" nel rilascio di centinaia di detenuti politici palestinesi, in questo delizioso cartoon del brasiliano Carlos Latuff. |
Ebbene, questa raccomandazione operativa, cui nel frattempo l'ossessione tutta israeliana per i codici e le 'parole d'ordine' (perché non sia mai detto che un sionista parli chiaro! "Pane al pane e vino al vino" é una locuzione che non rientra nelle 'coordinate mentali' della 'razza superiore'!) ha donato il poco esaltante nomignolo di "Direttiva Annibale" (cosa c'entri Annibale Barca, condottiero Tunisino d'origine Libanese con le ubbìé sionaziste di sparare ai propri compagni dobbiamo ancora capirlo) sarebbe stata ora, a quanto ci riferisce mister Zitun, anche ai marinai della flotta ebraica.
Il Capo di Stato Maggiore Generale Benny Gantz (qui effigiato in una 'warholiana' elaborazione di un suo vecchio ritratto) ha raccomandato l'adozione del protocollo operativo specialmente a bordo dei pattugliatori 'Dvora', i vascelli con cui i marinai sionazisti continuano ad attaccare e a tormentare i pescatori della Striscia di Gaza. Siccome per perseguitare "a dovere" i pescatori che tentano di campare la vita gettando le reti al largo del ghetto assediato bisogna, giocoforza, avvicinarsi (altrimenti é difficile sparargli addosso!) l'astuto Benny Gantz, sionista di tre cotte, ha giustamente ravvisato il pericolo che militari della Resistenza si 'travestano' da pescatori e a bordo di un'hasaka tendano un agguato ai loro aguzzini.
Prepariamoci a vedere il 'Protocollo Annibale' in azione, sarà molto educativo, istruttivo e interessante vedere i pirati sionazisti, dopo aver sterminato a sangue freddo gli attivisti umanitari della Freedom Flotilla nel 2010, tanto per cambiare, spararsi un po' addosso a vicenda!
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giovedì 27 ottobre 2011
L'esercito sionista in paranoia ordina: 'sparate su chi cerchi di catturare uno di noi, anche se vuol dire uccidere il prigioniero!'
Brutta, bruttissima 'ricaduta' sui nervi di politici e generali sionisti ha avuto la brillante vittoria politico-diplomatica di Hamas grazie alla quale, dopo cinque anni di vanterie e rodomontate ('Libereremo Schalit con un'ardita operazione commando', 'Non tratteremo mai con Mishaal e Hamas', e via stramaniando) il Governo Netanyahu si é dovuto metaforicamente inginocchiare e piegarsi alle condizioni poste dal Movimento di resistenza musulmano; precipitati in quello che Sami Abu Zuhri ha definito "un vero e proprio stato di panico e paranoia" gli alti papaveri del Governo dell'Aparthied e delle forze di occupazione hanno emanato in questi giorni ordini e circolari che hanno dell'incredibile.
Il Capo di Stato maggiore Benny Gantz, (sopra), secondo quanto riportato dal tabloid serale Yedioth Ahronot, infatti, avrebbe raccomandato a comandanti e ufficiali dell'Esercito di 'prendere precauzioni' contro nuove operazioni di presa di ostaggi da parte di militanti della Resistenza palestinese. Questo in sé non é troppo strano, con quasi seimila prigionieri palestinesi tuttora languenti nelle carceri dell'occupazione diversi esponenti sia di Hamas che di altre organizzazioni hanno ribadito che la cattura di 'altri Schalit' da barattare con questi é una priorita per tutti i militanti. Quel che fa specie é che nelle raccomandazioni di Gantz ci si riferisce esplicitamente ad aprire il fuoco indiscriminatamente contro rapitori e ostaggi, in omaggio alla logica del 'tanto peggio tanto meglio', un cadavere di soldato sionista, infatti, non ha lo stesso 'valore contrattuale' di un corpo vivo e vegeto.
Ecco quanto 'vale' un soldato per i generali a sei punte! In barba a tutta la retorica squallida e vergognosa vomitata in questi giorni dalle Fiamme Frankenstein di turno e da altri propagandisti hasbarici su "un ebreo che vale mille palestinesi" e altre CONSIMILI PALLE! Piuttosto che liberare altri prigionieri politici Gantz e Netanyahu sono disposti a portare nuovi Isacco sul monte e sacrificarli, senza nessun angelo salvatore che, all'ultimo, indichi loro un caprone con le corna incastrate in un cespuglio! Ordini come questi indicano con chiarezza il profondo marasma morale in cui sta affondando Israele, uno Stato che, se mai l'ha avuta, ha perso la propria bussola morale da lungo, lunghissimo tempo.
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giovedì 2 giugno 2011
Il Generale Gantz: "Le manifestazioni popolari arabe sono una nuova minaccia per Israele!!"
Il Capo di Stato Maggiore sionista, Generale Benny Gantz ha recentemente dichiarato che, come effetto delle recenti rivoluzioni e insurrezioni popolari che hanno scosso e che continuano ad agitare il Medio Oriente e il Nordafrica, Israele si é trovato improvvisamente di fronte delle nuove sfide e delle nuove minacce. Infatti, seguendo il ragionamento del gallonato sionista, lo Stato dell'Apartheid si potrebbe a breve trovare di fronte folle di civili in protesta come quelle che hanno attraversato i confini il 15 maggio scorso, contemporaneamente a dimostrazioni altrettanto massicce e intense sul limite della Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
La contemporaneità di tali eventi, arguisce Gantz, porrebbe l'apparato militar-repressivo di Israele sotto stress, con il rischio di nuovi "disastri di P.R." come l'inconsulto massacro di dozzine di civili disarmati avvenuto nell'anniversario della 'Nakba', che, come già la strage della 'Mavi Marmara' un anno fa, si tradurrebbero in immediate difficoltà diplomatiche per Israele, visto che nemmeno tutta l'hasbara di questo mondo riuscirebbe a temperare o calmierare il loro impatto devastante.
Evidentemente Gantz o é dotato di buone facoltà di analisi e prospettiva (cosa che comunque ci si aspetterebbe da un ufficiale di grado così alto) oppure ha avuto occasione di leggere o ascoltare le dichiarazioni del coordinamento per le prossime proteste del 5 giugno, che, nelle stesse parole dei rappresentanti di "Return to Palestine" hanno proprio l'obiettivo di 'costringere i sionisti a mettere in allerta tutto il loro esercito', in maniera da consumare per attrito la prontezza e la responsività dei loro uomini e delle loro unità, oltre a far loro "bruciare" ingenti risorse per la mobilitazione di uomini e mezzi.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Hassan Nasrallah celebra i leader martiri di Hezbollah con una profonda e articolata orazione
Il Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah ha rivolto un lungo e articolato messaggio ai militanti e sostenitori del Movimento sciita di Resistenza, ai cittadini libanesi e a tutti gli Arabi in occasione dell'inizio delle celebrazioni per i leader martiri di Hezbollah, che si sono svolte presso il complesso Sayyed Shohada’a nel sobborgo di Dahiyah, a sud di Beirut, lo stesso che ha dato il nome alla criminale dottrina operativa israeliana che prevede l'uso massiccio di bombardamenti su obiettivi civili.
Ogni anno Hezbollah celebra la memoria dei suoi capi caduti per mano di assassini sionisti, che li hanno colpiti vigliaccamente con attentati terroristici in niente diversi dagli attacchi qaedisti che costantemente vengono definiti 'barbari' e 'incivili' dai commentatori dei media occidentali: nel corso degli anni lo Sceicco Ragheb Harb, Sayyed Abbas al-Moussawi e Hajj Imad Mughniyeh hanno incontrato la morte nei giorni che vanno dal 12 al 16 febbraio, rispettivamente nel 1984 nel 1992 e nel 2008.
Lo slogan scelto per le celebrazioni di quest'anno: "Leader martiri, per una Nazione trionfante" ben rende la compenetrazione tra la prassi del Movimento e la storia dello sciismo che, nato da quella che agli occhi di un occidentale potrebbe sembrare una sanguinosa sconfitta, (la strage successiva alla battaglia di Karbala nell'anno 680), non considera la morte sul campo come una disfatta se da essa prende forza e si rinnova la determinazione di chi rimane a continuare l'opera del martire.
La verità di tale considerazione sembra finora sfuggita ai capi delle agenzie sioniste di spionaggio e assassinio, che da decenni continuano a martirizzare leader e capi di Hezbollah in un tentativo di rara futilità di 'decapitare l'organizzazione', mentre niente hanno tentato per impedire che si radicasse sempre più profondamente nell comunità sciita libanese, tanto da costituire ormai un tutt'uno con essa.
Obbligatorio é stato un riferimento e un saluto solidale a tutti coloro che attualmente, nel Medio Oriente e in Nordafrica, stanno lottando e versando anche il proprio sangue per portare alla caduta leader e regimi che non rappresentano le istanze e le volontà dei popoli, siano essi sciiti, arabi, musulmani o altro. Naesrallah ha anche ringraziato i "fratelli egiziani" per aver provocato, con la loro ribellion, la liberazione del militante Hezbollah Mohamed Mansour, conosciuto anche come Sami Shehab, catturato dalla polizia segreta egiziana mentre cercava di mettere in piedi un'operazione di sostegno logistico alla Resistenza di Gaza e gettato in carcere (e torturato) sulla scorta di assurde accuse di "complotto" contro il regime di Hosni Mubarak.
Sami Shehab, naturalmente, era presente alla cerimonia.
Nasrallah ha evidenziato come, per l'organizzazione, il tributo ai leader martiri non sia una vuota occasione di retorica e/o propaganda, ma un momento sia di ispirazione ideale che di studio pratico, necessario per rinnovare la dedizione agli obiettivi della lotta e a individuare le maniere migliori di raggiungerli, un processo grazie al quale Hezbollah é riuscito, per oltre trent'anni, a rimanere in contatto con le istanze dei fondatori e a evitare il processo di sclerotizzazione, imborghesimento e corruzione che ha devastato dall'interno movimenti a loro tempo coesi e determinati, come per esempio Fatah.
A quanti vedono o vogliono dipingere Hezbollah (e qualunque altro movimento di Resistenza e liberazione nazionale) come "una minaccia alla pace e alla stabilità" il Segretario Generale ha ricordato come pace e stabilità possano prosperare soltanto quando vengano assicurate la giustizia e la libertà, che non possono esistere in un regime di occupazione o di sottomissione a desideri e ordini esterni, come ben evidenziato dalle "paci" imposte con la sottomissione all'imperialismo occidentale e sionista da Ben Ali, Mubarak, Bouteflika e re Abdallah.
Nessuno stato sulla terra può dirsi più lontano dalla giustizia degli Stati Uniti, che pensano di poter imporre la propria volontà attraverso l'intero globo terrestre su popoli che non l'hanno mai chiesta e voluta, o dell'entità sionista israeliana, costruita sull'invasione della Palestina e sulla persecuzione dei suoi legittimi occupanti e abitanti; questi due agenti dell'ingiustizia globale si sostengono l'un l'altro, come dimostrano le loro azioni nei confronti dell'Egitto, del Libano, della Siria e dell'Iran ma, contro la loro forza diplomatica e bellica, sorge spontanea la volontà degli oppressi e dei perseguitati di lottare e resistere e, come dimostrato nel 2000, nel 2006 e ancora nelle ultime settimane, contro un popolo che lotta unito e determinato non vi sono astuzie politiche o brutalità militari che tengano.
Da qui Nasrallah é passato a fare alcune 'annotazioni' a recenti dichiarazioni di Gabi Ashkenazi, il neandertaliano ex-Capo di Stato Maggiore dell'Esercito israeliano che, facendo un bilancio del suo mandato, si é vantato del fatto che grazie alle sue "riforme" i fallimenti patiti da Tsahal nelle campagne contro il Libano nel 2006 e contro Gaza nel 2008-2009 non avranno a ripetersi. "Almeno questo tronfio generale sionista ammette che il suo esercito abbia patito sconfitte, cosa che a volte i sostenitori di quello stato criminale si azzardano a tentare di negare, ma, ora, impazza la discussione se Hezbollah sia in grado di occupare la cosiddetta regione di Galilea; vorrei ricordare che vent'anni fa si negava recisamente che le nostre forze potessero estendere il loro controllo al Nord della zona occupata".
"Quindi non solo la Resistenza di Hezbollah é riuscita a cacciare gli israeliani dal suolo libanese per due volte, ma ha anche esteso il raggio della sua potenziale influenza ad aree che in un passato non lontanissimo venivano ritenute off-limits per le sue possibilità". Il Segretario Generale ha quindi ricordato la frase lasciata cadere dal Ministro della Guerra sionista Ehud Barak durante il suo primo 'tour' dei reparti del Comando Nord insieme al neo-Capo di Stato Maggiore Benji Gantz, riguardo alla possibilità di "venire chiamati a entrare in Libano" nel prossimo futuro.
"Io dico a Barak, a Gantz e anche al dimissionato Ashkenazi che i combattenti della Resistenza sono pronti ad accogliere loro e i loro uomini se 'venissero chiamati a entrare in Libano', se davvero volessero insistere a confrontarsi con una Nazione determinata a difendersi, vorrei ricordare che alcuni analisti, persone evidentemente di natura più realistica, considerano ormai un dato acquisito che le forze della Resistenza possano interdire gli aeroporti, le strutture portuali e gli snodi strategici di Israele, spero per loro che gli israeliani abbiano buoni bunker e rifugi, e che siano psicologicamente preparati a restarci a lungo!".
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