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martedì 15 novembre 2011

Amr Moussa, candidato presidenziale egiziano dichiara: "Tra il Cairo e Teheran c'é un asse di intesa che va sviluppato sempre più!"


Amr Moussa, candidato alle prossime elezioni presidenziali egiziane ha dichiarato in una recente intervista che "L'Iran non é mai stato un nemico dell'Egitto e l'allontanamento diplomatico che é seguito alla Rivoluzione Islamica era solo dovuto agli interessi stranieri che avevano asservito il paese tra la fine dell'Era Sadat e quella di Mubarak; un periodo storico fortunatamente venuto a finire con la Rivoluzione di inizio anno".

Le dichiarazioni di Moussa, rilasciate al quotidiano elvetico in lingua tedesca 'Tages-Anzeiger' sono state pubblicate ieri e hanno spiegato a fondo come l'avvicinamento già avvenuto tra i due paesi sia destinato ad approfondirsi in futuro; già settimane addietro il capo della Giunta militare di Transizione, Feldmaresciallo Tantawi aveva lodato Teheran per la sua 'eccellente' posizione nel Mondo Musulmano. Moussa ha detto che, se diventasse il nuovo Presidente egiziano, sarebbe sua cura indirizzare i rapporti bilaterali cercando il massimo del mutuo vantaggio.
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mercoledì 12 ottobre 2011

Ahmadinejad: "Sionisti e imperialisti dietro gli scontri settari del Cairo: si vuole ritardare il processo elettorale egiziano!"


Il sito web ufficiale del Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad ha riportato ieri la seguente dichiarazione: "I nemici del popolo egiziano sono consci che quando la nazione troverà il modo migliore di tenere libere elezioni e un governo democratico espressione della recente rivoluzione entrerà in carica esso si schiererà dalla parte degli oppressi e contro i corrotti e gli arroganti; per questo motivo sionisti e imperialisti non vogliono permettere in alcun modo che la nazione egiziana si rechi alle urne e a tal fine fomentano discordia e divisioni".

Ahmadinejad ha attribuito le tensioni inter-settarie e inter-confessionali che agitano il paese e che sono esplose drammaticamente nei fatti di domenica scorsa a complotti imperialisti e colonialisti che, fedeli all'adagio latino 'divide et impera' cercano di frammentare l'Egitto post-rivoluzionario per sedare e rallentare la carica di rinnovamento seguita alla deposizione dell'autocrate Mubarak. Il Presidente ha altresì espresso la convinzione che, nonostante queste trame, il popolo egiziano troverà modo di stringere i ranghi e procedere compatto e unito verso un futuro di indipendenza, libertà, democrazia e sviluppo.

Gli scontri di due giorni fa sono scoppiati quando, in occasione di una manifestazione di cristiani d'oriente, alcuni provocatori armati di bastoni hanno attaccato le truppe che stavano controllando la folla, dando il via a una scomposta e violentissima reazione con i militari che hanno sparato munizioni di piombo ad altezza d'uomo e veicoli blindati che sono stati lanciati contro la folla assiepata sui marciapiedi, falciandola.
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sabato 10 settembre 2011

Stato d'Emergenza in Egitto, inizia il "Secondo Tempo" della Rivoluzione: "Egiziani tutti in Piazza, Tantawi nuovo Mubarak!"


La situazione egiziana é in piena evoluzione o, si potrebbe ormai dire, in piena Rivoluzione; mentre l'ambasciatore sionista Levanon aspetta in una lobby dell'aeroporto internazionale del Cairo l'aereo che lo riporterà nella Palestina occupata un frenetico scambio di telefonate é in corso sulla Linea Rossa che unisce Tel Aviv a Washington: i più attivi alla cornetta sarebbero il Ministro della Guerra sionista Ehud Barak (cui la Storia dopo la debacle del 2000 in Libano ha appena consegnato un'altra bollentissima patata) e il ridicolo Leon Panetta, un allucinato che ancora l'altro giorno pronosticava 'Rivoluzioni Verdi' in Iran.


La Giunta militare guidata dal Maresciallo Tantawi avrebbe, a quanto riporta la saudita Al-Arabiya, decretato lo stato d'emergenza nella capitale e proprio questa mossa potrebbe far pendere contro i generali la bilancia delle simpatie popolari; se finora l'atteggiamento cauto e piuttosto equilibrato tenuto verso le proteste popolari, unito al ricordo di come i militari si rifiutarono di obbedire a Mubarak e attaccare le manifestazioni di piazza a inizio anno, erano stati sufficienti a fare accettare la tutela militare sugli affari pubblici dopo la caduta del 'Faraone', questo gesto potrebbe precipitare i sentimenti di antagonismo e delusione che già molto riscontro hanno tra i protagonisti della rivolta dello scorso inverno: già si parla di appelli alla mobilitazione popolare allo slogan "Popolo egiziano esci di casa; Tantawi é il nuovo Mubarak!".

Inoltre pare che anche a Suez ed Alessandria l'eco degli eventi della capitale abbia scosso gli abitanti convincendoli a scendere in piazza a migliaia, se lo stato di emergenza venisse esteso a tutto il paese la situazione potrebbe rapidamente farsi esplosiva. In tutto questo non é ancora chiara la posizione della Fratellanza Musulmana che, se finora sembrava contenta di attendere il momento delle elezioni per far pesare il suo vastissimo seguito popolare, chiaramente non può restare alla finestra di fronte a simili fatti e dovrà decidere, forse a strettissimo giro, se cercare di tirare le redini oppure, al contrario, precipitare gli eventi per mantenere la propria rilevanza.
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giovedì 11 agosto 2011

Delegazione ufficiale iraniana in visita al Cairo. Egitto e Iran sono sempre più vicini!



Una visita di una delegazione ufficiale iraniana in Egitto é stata bene accolta da molti cittadini, intellettuali ed esponenti della nascente comunità politica del paese, che ritengono i tempi più che maturi per un avvicinamento tra Teheran e Il Cairo. Ahmed el-Ghamrawi, dell'Associazione per l'Amicizia Egizian-Iraniana ha dichiarato ai microfoni dell'emittente PRESSTV di essere felice della visita e di guardare con fiducia al futuro per poter forgiare legami ancora più stretti tra la Repubblica Islamica e il Paese delle Piramidi.

La delegazione iraniana, guidata dal Segretario del Comitato Parlamentare per la Sicurezza e la Politica Estera Alaeddin Boroujerdi é arrivata al Cairo lunedì, nella prima visita ufficiale di esponenti iraniani all'Egitto dopo la caduta del regime di Mubarak. La delegazione ha invitato rappresentanti egiziani a interventire a una conferenza internazionale sulla Palestina che si terrà nella capitale iraniana ai primi di ottobre.

Boroujerdi, nel ruolo di inviato speciale del Presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani ha anche espresso la speranza che le due grandi nazioni ristabiliranno "pieni e appropriati rapporti diplomatici nel prossimo futuro". Le relazioni bilaterali hanno iniziato a svilupparsi rapidamente tra i due paesi subito dopo il trionfo della Rivoluzione egiziana. I rapporti diplomatici tra Teheran e Il Cairo si interruppero bruscamente quando Anwar Sadat, tradendo l'opera e il retaggio del suo predecessore Nasser, spostò l'Egitto nel campo filoimperialista, firmando con Israele un umiliante 'trattato di pace' e ospitando lo Shah Reza Palhevi nonostante le richieste iraniane di estradizione.
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sabato 4 giugno 2011

Leader religioso egiziano sprona i musulmani alla solidarietà con i Palestinesi, saluta le nuove relazioni tra Egitto e Iran!


Il prestigioso e rinomato leader religioso Jamaluddin Qutb, che guida la preghiera del venerdì nella più importante moschea del Cairo e che insegna alla prestigiosa Università di Al-Azhar ha espresso, durante il suo sermone di ieri "profonda delusione" rispetto a quella che ha definito come "perdurante incapacità" della comunità araba e musulmana di confrontare le atrocità israeliane contro il Popolo di Palestina.

"Mente i musulmani abitano 54 nazioni nel mondo e ammontano a quasi due miliardi di persone i politici sionisti e filosionisti in Israele e in Occidente, pur ammontando a una infima frazione di questo numero continuano a occupare la Palestina e lanciano aggressioni, invasioni e provocazioni in tutto il mondo islamico", ha articolato Qutb durante un servizio religioso in onore dell'anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini.


Citando e commentando alcuni passi del Corano il leader religioso ha fatto appello alla solidarietà tra musulmani che deve estendersi a tutti i campi "Inclusi quello economico, politico e militare; se riusciremo a rafforzarci vicendevolmente in tutti questi aspetti allora il sionismo internazionale sarà costretto a mangiare la polvere". Ricordando le numerose similitudini tra la Rivoluzione iraniana del 1979 e quella egiziana del 2011 Qutb ha lodato i recenti passi avanti per il ristabilimento di relazioni amichevoli tra il Cairo e la Repubblica islamica".


Qutb nel suo discorso ha inoltre sottolineato come il definitivo trionfo degli elementi religiosi della Rivoluzione iraniana sia avvenuto l'11 febbraio del '79, lo stesso giorno in cui, nel 2011, il corrotto tiranno filo-israeliano e filo-americano Hosni Mubarak ha ufficialmente rassegnato le sue dimission, indicando come, a suo dire, la coincidenza indichi un collegamento e una continuità provvidenziale tra i due eventi.
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giovedì 2 giugno 2011

Nutrita delegazione egiziana in visita a Teheran, si rafforza l'asse Egitto-Iran!!



Come é possibile vedere riportato nell'estensivo e dettagliato servizio televisivo andato recentemente in onda sull'emittente iraniana di lingua inglese PressTV una nutrita delegazione di rappresentanti politici, culturali e religiosi egiziani ha raggiunto 48 ore fa la capitale Teheran per una cinque-giorni nella Repubblica islamica. Commentando l'importante sviluppo nella costruzione di rapporti fruttuosi e amichevoli con l'Egitto post-Mubarak il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha dichiarato: "Questo viaggio di amicizia, cui partecipano rappresentanti di prestigiose istituzioni accademiche come l'Università Al-Azhar e anche membri della comunità cristiana copta, misura i progressi rapidi e irreversibili che i nostri paesi stanno facendo per colmare un trentennio di mancata comunicazione a causa delle politiche filo-imperialiste e filo-sioniste seguite da Hosni Mubarak.


L'Egitto, infatti, interruppe tutti i contatti con l'Iran all'indomani della cacciata del tiranno filo-occidentale, Reza Palhevi, arrivando persino a offrire 'asilo politico' allo Scià deposto, che infatti morì, illamentato, al Cairo, visto che il dittatore egiziano aveva respinto tutte le richieste di estradizione della Repubblica islamica. Come passo verso il ristabilimento di normali relazioni diplomatiche Salehi e la sua attuale controparte egiziana, Nabil al-Arabi, si sono confrontati a lungo la scorsa settimana a lato della Sedicesima Conferenza dei Ministri degli Esteri dei Paesi Non-Allineati, tenutasi a Bali, in Indonesia.

Contemporaneamente, il Presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejahd ha dichiiarato che l'Egitto e l'Iran hanno sfide e obiettivi comuni di fronte a loro e che quanti si oppongono al miglioramento delle loro relazioni reciproche sono gli stessi che vorrebbero continuare a mantenere la loro egemonia in Medio Oriente e Nordafrica secondo il vecchio adagio del "divide et impera", nello specifico gli Stati Uniti e lo Stato sionista. "L'egemonia sionista e americana non soltanto é ostile alla Rivoluzione egiziana quanto lo é stata alla Rivoluzione iraniana, ma teme in massimo grado il ristabilirsi di normali e amichevoli relazioni tra i nostri paesi perché vede in ciò un ulteriore passo lungo il sentiero del totale e irreparabile rovesciamento degli equilibri di potere regionali a suo sfavore".
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