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lunedì 20 ottobre 2014

Il leader della Jihad Islamica Palestinese a Teheran incontra anche il Ministro degli Esteri Zarif!!

Continuano i dialoghi e gli incontri iraniani per il Segretario Generale della Jihad Islamica Palestinese, organizzazione di Resistenza che negli ultimi anni (anche a causa delle sbandate 'filo-qatariote' di certi dirigenti di Hamas) ha visto il proprio rapporto privilegiato con la Repubblica Islamica rinsaldarsi e approfondirsi sempre più.

Dopo aver incontrato l'Ayatollah Ali Khamenei (che ha annunciato l'intenzione iraniana di sostenere la Resistenza -e quindi la Jihad Islamica- anche in Cisgiordania)  e avere dialogato anche con il Segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale Ali Shamkani, Ramadan Shallah ha visto recentemente il Ministro degli Esteri Zarif, segno ulteriore che l'Iran ritiene la Jihad Islamica parte integrante del suo progetto di politica estera.

Zarif, congratulandosi con i combattenti delle Saraya Al-Quds per i loro prodigi di eroismo durante la recente aggressione sionista contro Gaza, ha detto che l'organizzazione di Shallah ha il merito di aver contribuito a sfatare il 'mito di invincibilità' delle forze armate di Tel Aviv e ha riaffermato l'impegno iraniano per facilitare in ogni modo le operazioni di ricostruzione delle infrastrutture di Gaza.

sabato 18 ottobre 2014

Khamenei incontra il leader della Jihad Islamica: "Il prossimo passo sarà armare la Cisgiordania!!"

Proseguendo la sua visita in Iran cominciata la settimana scorsa il Segretario Generale dell'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina Ramadan Shallah ha incontrato la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e si é intrattenuto in dialogo con lui, toccando e approfondendo molti argomenti legati alla situazione nella Palestina occupata e in quella assediata, alle prospettive della Resistenza e a molto altro ancora.

Nel corso delle discussioni la Guida Suprema ha affermato chiaramente che: "Il prossimo obiettivo della nostra azione in sostegno della Resistenza palestinese sarà quello di armare il popolo della Cisgiordania".

La dichiarazione riprende ed espande un invito lanciato dall'Ayatollah Khamenei nel corso dell'ultimo attacco sionista a Gaza, quando egli aveva invitato la West Bank a insorgere per distrarre e impegnare le forze armate sionaziste su un altro fronte.





venerdì 17 ottobre 2014

Shamkani al Capo della Jihad Islamica: "Ricostruzione e Difesa della Striscia di Gaza sono nostre priorità!"

Non solamente la ricostruzione delle case, delle infrastrutture, di negozi e opifici distrutti dalla furia sanguinaria degli aggressori sionisti scatenatasi meno di tre mesi fa contro la Striscia di Gaza, ma anche il reintegro e il potenziamento dei mezzi per la difesa militare dell'enclave costiera, rappresentano per la Repubblica Islamica iraniana "una priorità assoluta".

Questo il confortante e incoraggiante risultato del dialogo avuto a Teheran dal Segretario Generale della Jihad Islamica Palestinese con il responsabile del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale Ali Shamkani che pochi giorni fa era stato in Libano e in Siria a rinsaldare e approfondire ulteriormente i legami tra Iran e altri attori (statali e non) dell'Asse della Resistenza.

"Ricostruire la Striscia e migliorare le sue capacità difensive a fronte di possibili nuovi attacchi del regime infanticida sionista (sic!) sono tra le priorità assolute dell'agenda iraniana verso la Palestina", ha dichiarato ai microfoni dei media lo stesso Shamkani.

mercoledì 27 agosto 2014

DOPO SETTE SETTIMANE DI MARTIRIO GAZA HA VINTO -- النصر فيفا !!!! النصر فيفا !!!!ا لنصر فيفا !!!!

Finalmente la tenacia e la continua Resistenza Armata, unico linguaggio compreso da Tel Aviv, hanno avuto ragione dell'ostinazione assassina di Benji Netanyahu e dei suoi complici europei e americani. Una tregua senza limite é stata accettata dalle parti con la mediazione egiziana, inoltre il regime ebraico di occupazione ha dovuto accettare di aprire i varchi alle frontiere e di allentare il blocco navale contro le coste della Striscia.

Ma la Resistenza Palestinese ha tenuto la questione dei suoi armamenti e della legittimità della lotta armata fuori da qualunque clausola di accordo, quanto a "riconoscimenti" dell'occupazione sionista nemmeno a parlarne, Hamas e le altre fazioni armate continueranno a lottare fino alla completa distruzione dell'entità razzista dell'Apartheid e alla sua sostituzione con un regime veramente democratico.

Sami Abu Zuhri di Hamas ha dichiarato questo giorno "una enorme vittoria per Gaza e per tutta la Palestina" e ha invitato la popolazione a celebrarlo con gioia. Ma già migliaia di Palestinesi erano sciamati per le strade agitando stendardi di Hamas e delle varie brigate combattenti, condividendo dolci e bibite e tutto quel poco che in un territorio martoriato come quello del ghetto assediato possa essere recuperato per festeggiare la fine di un incubo e l'alba di un domani migliore.

mercoledì 1 agosto 2012

L'Esercito libanese sventa attentato wahabita contro elicotteri ONU, progettato da alleati di Hariri!

Gli impegni contro il terrorismo e il contrabbando nel Nord del paese e i compiti di mantenimento della pace nei quartieri e sulle strade di Tripoli Siriaca non hanno allentato il controllo esercitato dall'Armee Libanaise sul resto del paese, in particolare sulla zona meridionale dove purtroppo sono ancora attivi gruppi di provocatori che tramano attacchi contro il contingente internazionale UNIFIL.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Al-Akhbar nella giornata di ieri quattro persone sono state arrestate prima che potessero mettere in atto il progetto di attaccare un elicottero ONU con un lanciarazzi presso il campo d'aviazione di Rmeileh, sul massiccio dello Chouf (nella zona popolata dai Drusi). Gli arrestati sono alcuni libanesi sunniti, alcuni cristiani collegati ai partiti dell'Alleanza 14 Marzo e un Palestinese originario di Gaza e collegato con gruppi wahabiti come si vede la 'connection' di alleati di Saad Hariri ed estremisti religiosi di stampo qaedista non minaccia solo il Nord del paese o la Siria, ma tutto il Libano.
Secondo quanto riportato dal quotidiano As-Safir un ulteriore membro del gruppo sarebbe tuttora ricercato e potrebbe venire bloccato e arrestato dalle autorità nel corso delle prossime ore. Nel covo della cellula armata i militari dell'Esercito hanno trovato ben 1211 inneschi per esplosivo, detonatori a distanza, apparecchiature elettroniche israeliane, mine di fabbricazione Usa, bombe da mortaio sioniste, 21 granate, armi da fuoco e attrezzature di geolocalizzazione e comunicazione.
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giovedì 12 luglio 2012

L'Armee Libanaise si muove al confine con la Siria; il Ministro Ghosn dichiara: "Chiuderemo ogni passaggio ad armi e terroristi!"

Con una mobilitazione ad ampio raggio che finalmente soddisfa le numerose richieste siriane in tal senso e che mira a scongiurare del tutto il rischio di una "operazione di polizia" oltreconfine proprio da parte dell'Esercito di Damasco (che vi si sarebbe sentito costretto di fronte a un prolungamento dell'inazione di Beirut) l'Armee Libanaise ha iniziato a schierarsi lungo i 300 Km di frontiera settentrionale con la Siria, stabilendo checkpoint e controlli sulle maggiori arterie di comunicazione e ponendo sotto la sorveglianza di occhi umani ed elettronici tutti i più probabili punti di valico e passaggio.
In una serie di dichiarazioni rilasciate all'emittente libanese "Al-Manar" il titolare del Dicastero della Difesa Fayez Ghosn ha dichiarato che lo spiegamento di forze ha come primario e principale obiettivo quello di stabilire il controllo del confine una volta per tutte, turare tutte le falle e i varchi precedentemente non sorvegliate e stroncare il traffico di armi, munizioni ed equipaggiamenti verso le bande terroristi infiltratesi in Siria così come il transito di ogni gruppo di estremisti che voglia o intenda andare a rinforzarle.
Ghosn ha dichiarato che l'operazione ha "un puro e semplice carattere militare" e che non é stata oggetto di considerazioni politiche, ma affidata totalmente alle mani dei generali che la porteranno a compimento nei modi, nei termini e con le forze e l'approccio che più riterranno fruttifero e opportuno. Il Ministro ha concluso affermando che i risultati di questa operazione non sono da aspettarsi nel lungo termine, ma nel più breve tempo possibile "a scadenza quasi immediata". Recentemente l'Esercito di Beirut era entrato in azione contro i sunniti fanatici che cercavano di aiutare i terroristi in Siria, uccidendo anche uno 'sceicco' qaedista.
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