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venerdì 26 aprile 2019

Onoriamo la memoria del martire Majid Qorbankhani, volontario iraniano caduto in Siria contro i terroristi takfiri!

Quello che vedete nella foto è Majid Qorbankhani.

Uno delle centinaia di Iraniani che hanno risposto generosamente alla richiesta di aiuto della Siria, colpita e ferita quasi a morte da centinaia di migliaia di mercenari takfiri stranieri spediti contro di lei da Riyadh, Washington, Londra e Tel Aviv.

Fin dai tratti del suo viso se ne evince la profonda umanità e nobiltà d'animo.
Majid é caduto in battaglia e il suo popolo lo ha ricordato con una grandiosa cerimonia funebre, di cui vi presentiamo alcuni scatti.

domenica 25 marzo 2018

Festeggiamenti ed entusiasmo in tutta Damasco per la partenza dei terroristi dal Ghouta Est!

Si può solo immaginare il livello di sollievo sperimentato in queste giornate dagli abitanti di Damasco delle zone raggiungibili dal tiro dei razzi e dei mortai dei terroristi che tenevano in ostaggio il Ghouta Orientale, nel Rif Dimashq; la loro partenza sui famigerati "bus verdi" vuol dire per queste centinaia di migliaia di persone la fine di un incubo, di una vita 'sospesa'.

lunedì 12 febbraio 2018

L'Iran Rivoluzionario: barriera contro il terrorismo al soldo dell'imperialismo americano e sionista!

In questa mappa ogni segno a forma di stella indica la provenienza di un martire caduto in Irak o in Siria nella lotta contro l'ISIS e Al Nusra. Onore a tutti i caduti, il loro sangue si é versato non solo in difesa degli Irakeni e dei Siriani ma anche in difesa degli Iraniani visto che i mostri di Tel Aviv e di Washington non desidererebbero altro che vedere Teheran e Isfahan nelle stesse condizioni di Aleppo e Mosul attuali.
Si festeggia in questi giorni il 39esimo Anniversario della Rivoluzione Islamica Iraniana.

Soltanto il gran numero di eventi lieti e favorevoli finora occorsi ci ha impedito di dedicare uno spazio adeguato a questa ricorrenza.

Lo facciamo ora riproponendo una adeguata chiave di lettura storica per essa, che originariamente abbiamo pubblicato su diversi siti.

il Popolo Iraniano, al culmine di diciassette mesi di mobilitazione crescente, che sfociarono in venti settimane di scioperi quasi continui tra agosto e dicembre 1978, costringeva il pupazzo di Washington Reza Palhavi ad abbandonare il paese per l'Egitto (appena passato nel campo imperialista per il vergognoso voltafaccia di Sadat). Il Governo militare dichiarato alla sua partenza non riuscì a tenere sotto controllo la situazione, troppo deteriorata da decenni di scandalosa corruzione, asservimento a interessi stranieri, sperpero di risorse pubbliche e ridicoli tentativi di 'americanizzazione' di una delle Culture più antiche e orgogliose della Terra. Il primo febbraio Ruhollah Khomeini, esiliato prima in Turchia, poi in Irak, infine a Parigi, tornava nel paese accolto da folle di milioni di persone che lo festeggiarono con gioia quasi frenetica. Fino al 10 febbraio '79 si registrarono futili tentativi del Governo militare di contrastare la volontà popolare di consegnare a Khomeini la guida del paese (dieci giorni di Fajr); il giorno successivo i sostenitori dell'Ayatollah di Markazi ebbero finalmente la meglio e venne dichiarata la Repubblica Islamica dell'Iran.

mercoledì 23 dicembre 2015

Mentre gli eretici takfiri "vietano il Natale", il Presidente iraniano Rohani porge gli auguri della Repubblica Islamica a una famiglia cristiana!

Siamo certi che nelle ultime 36 ore parecchi dei nostri affezionati lettori avranno avuto maniera di leggere online o su altri media la descrizione delle restrizioni emesse dal ridicolo sultano del brunei riguardo alle celebrazioni natalizie nel suo regnucolo-francobollo; restrizioni decise a pedissequa imitazione di quelle in vigore in Arabia Wahabita, paese che il nanerottolo del Borneo ha deciso di imitare importandovi l'eresia takfira che niente ha a che fare con il pacifico e tollerante Islam che sempre ha dimorato a quelle latitudini, coesistendo fianco a fianco con Buddismo e Cristianesimo.

lunedì 20 ottobre 2014

Il leader della Jihad Islamica Palestinese a Teheran incontra anche il Ministro degli Esteri Zarif!!

Continuano i dialoghi e gli incontri iraniani per il Segretario Generale della Jihad Islamica Palestinese, organizzazione di Resistenza che negli ultimi anni (anche a causa delle sbandate 'filo-qatariote' di certi dirigenti di Hamas) ha visto il proprio rapporto privilegiato con la Repubblica Islamica rinsaldarsi e approfondirsi sempre più.

Dopo aver incontrato l'Ayatollah Ali Khamenei (che ha annunciato l'intenzione iraniana di sostenere la Resistenza -e quindi la Jihad Islamica- anche in Cisgiordania)  e avere dialogato anche con il Segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale Ali Shamkani, Ramadan Shallah ha visto recentemente il Ministro degli Esteri Zarif, segno ulteriore che l'Iran ritiene la Jihad Islamica parte integrante del suo progetto di politica estera.

Zarif, congratulandosi con i combattenti delle Saraya Al-Quds per i loro prodigi di eroismo durante la recente aggressione sionista contro Gaza, ha detto che l'organizzazione di Shallah ha il merito di aver contribuito a sfatare il 'mito di invincibilità' delle forze armate di Tel Aviv e ha riaffermato l'impegno iraniano per facilitare in ogni modo le operazioni di ricostruzione delle infrastrutture di Gaza.

sabato 18 ottobre 2014

Khamenei incontra il leader della Jihad Islamica: "Il prossimo passo sarà armare la Cisgiordania!!"

Proseguendo la sua visita in Iran cominciata la settimana scorsa il Segretario Generale dell'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina Ramadan Shallah ha incontrato la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e si é intrattenuto in dialogo con lui, toccando e approfondendo molti argomenti legati alla situazione nella Palestina occupata e in quella assediata, alle prospettive della Resistenza e a molto altro ancora.

Nel corso delle discussioni la Guida Suprema ha affermato chiaramente che: "Il prossimo obiettivo della nostra azione in sostegno della Resistenza palestinese sarà quello di armare il popolo della Cisgiordania".

La dichiarazione riprende ed espande un invito lanciato dall'Ayatollah Khamenei nel corso dell'ultimo attacco sionista a Gaza, quando egli aveva invitato la West Bank a insorgere per distrarre e impegnare le forze armate sionaziste su un altro fronte.





venerdì 17 ottobre 2014

Shamkani al Capo della Jihad Islamica: "Ricostruzione e Difesa della Striscia di Gaza sono nostre priorità!"

Non solamente la ricostruzione delle case, delle infrastrutture, di negozi e opifici distrutti dalla furia sanguinaria degli aggressori sionisti scatenatasi meno di tre mesi fa contro la Striscia di Gaza, ma anche il reintegro e il potenziamento dei mezzi per la difesa militare dell'enclave costiera, rappresentano per la Repubblica Islamica iraniana "una priorità assoluta".

Questo il confortante e incoraggiante risultato del dialogo avuto a Teheran dal Segretario Generale della Jihad Islamica Palestinese con il responsabile del Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale Ali Shamkani che pochi giorni fa era stato in Libano e in Siria a rinsaldare e approfondire ulteriormente i legami tra Iran e altri attori (statali e non) dell'Asse della Resistenza.

"Ricostruire la Striscia e migliorare le sue capacità difensive a fronte di possibili nuovi attacchi del regime infanticida sionista (sic!) sono tra le priorità assolute dell'agenda iraniana verso la Palestina", ha dichiarato ai microfoni dei media lo stesso Shamkani.

mercoledì 27 agosto 2014

DOPO SETTE SETTIMANE DI MARTIRIO GAZA HA VINTO -- النصر فيفا !!!! النصر فيفا !!!!ا لنصر فيفا !!!!

Finalmente la tenacia e la continua Resistenza Armata, unico linguaggio compreso da Tel Aviv, hanno avuto ragione dell'ostinazione assassina di Benji Netanyahu e dei suoi complici europei e americani. Una tregua senza limite é stata accettata dalle parti con la mediazione egiziana, inoltre il regime ebraico di occupazione ha dovuto accettare di aprire i varchi alle frontiere e di allentare il blocco navale contro le coste della Striscia.

Ma la Resistenza Palestinese ha tenuto la questione dei suoi armamenti e della legittimità della lotta armata fuori da qualunque clausola di accordo, quanto a "riconoscimenti" dell'occupazione sionista nemmeno a parlarne, Hamas e le altre fazioni armate continueranno a lottare fino alla completa distruzione dell'entità razzista dell'Apartheid e alla sua sostituzione con un regime veramente democratico.

Sami Abu Zuhri di Hamas ha dichiarato questo giorno "una enorme vittoria per Gaza e per tutta la Palestina" e ha invitato la popolazione a celebrarlo con gioia. Ma già migliaia di Palestinesi erano sciamati per le strade agitando stendardi di Hamas e delle varie brigate combattenti, condividendo dolci e bibite e tutto quel poco che in un territorio martoriato come quello del ghetto assediato possa essere recuperato per festeggiare la fine di un incubo e l'alba di un domani migliore.

mercoledì 4 giugno 2014

Mentre si festeggia la vittoria di Al-Sisi emergono i risultati definitivi: il nuovo Presidente ha avuto 10 milioni di voti più di Morsi!!

Dieci milioni di voti. Dieci milioni di voti IN PIU'. Questa la rivelazione che emerge dallo spoglio definitivo delle schede elettorali che hanno consegnato all'Ex-generale Al-Sisi la poltrona di Presidente dell'Egitto. Infatti, pur con un'affluenza alle urne leggermente più bassa in termini percentuali rispetto alle precedenti elezioni vinte dall'Ikhwanita Morsi (47 per cento contro 52), 26 milioni di Egiziani hanno votato per Al-Sisi, mentre Morsi, al momento della sua elezione aveva totalizzato poco meno di sedici miioni di preferenze. Certamente, sostenitori dell'Ikhwan come coloro che fino a pochi mesi fa organizzavano al Cairo manifestazioni di solidarietà coi tagliagole qaedisti in Siria potranno andare avanti a parlare di brogli e di elezioni pilotate, ma a noi questo dato sembra legittimare molto di più il mandato di Al-Sisi che non quello (che pur accettavamo e rispettavamo) del suo predecessore.

La stessa popolazione della capitale, riversandosi massicciamente in strada nonostante il pericolo di attentati terroristici, ha voluto dimostrare ancora una volta quanto compatto, genuino e intenso sia il capitale di popolarità di cui l'Ex-capo di Stato Maggiore può disporre all'inizio del suo mandato presidenziale: speriamo che sappia farne buon uso!


domenica 12 gennaio 2014

Da Gaza a Sabra e Chatila, il Popolo di Palestina dà il suo "addio" al macellaio Sharon!!

Canti, danze, fuoco di armi automatiche in aria, distribuzione di dolci e caramelle, rogo e calpestamento di effigi; così i Palestinesi di Gaza, di Jenin, dei campi profughi palestinesi di Ain el-Hinweh e soprattutto di Sabra e Chatila hanno celebrato la notizia 'ufficiale' della morte di Ariel Sharon, che ha dedicato tutta la sua infame vita a perseguitarli e massacrarli.
La redazione di Palaestina Felix si unisce in spirito al Popolo di Palestina augurando che questa data possa diventare una ricorrenza stabile festeggiata in futuro in tutto il territorio liberato dall'occupazione sionista.

martedì 24 dicembre 2013

Samir Issawi é LIBERO e un grande "VAFFANCULO" al 'divieto di feste' imposto da Israhell!

Come dimostrano queste foto non ha avuto molto effetto il "divieto" di festeggiamenti emanato dalle autorità sionaziste con minacce verso i familiari di Samir Issawi, detenuto-eroe che, ingiustamente ri-arrestato dopo la sua liberazione del 2011 ha digiunato per 266 giorni  per ottenere di venire nuovamente rilasciato.
Circa duemila persone hanno accompagnato in corteo l'ex-detenuto verso il villaggio di Issawiya, da cui la sua stessa famiglia prende il nome, portandolo a braccia, cantando e applaudendo.
Davanti alla semplice casa i familiari hanno eretto una padiglione dove hanno intrattenuto gli ospiti con té, dolci, ringraziandoli della loro solidarietà e del loro sostegno alla lunga lotta di Samir contro gli abusi e le prepotenze del regime ebraico.

lunedì 23 dicembre 2013

Israhell, meschino regime dell'Apartheid, terrorizzato dalla dignità di Samir Issawi 'proibisce' festeggiamenti per la sua liberazione!

Si attende a momenti la liberazione del prigioniero-eroe palestinese Samir Issawi, che dopo essere stato liberato nel 2011 e riarrestato poche settimane dopo dai vigliacchi agenti sionisti ha sopportato il più lungo sciopero della fame nella Storia (266 giorni) piegando con la sua determinazione i suoi disonesti carcerieri.

Il tribunale del regime ebraico illegale ad aprile aveva commutato la sua sentenza da 19 anni ad 8 mesi, stabilendo che una volta scontatili avrebbe potuto tornare finalmente libero. Ma tale é stata la paura per le conseguenze della sua liberazione che suo fratello (a sua volta ex-prigioniero) e suo padre sono stati 'convocati' dalle autorità sioniste che hanno 'intimato' loro di non tenere alcuna celebrazione pubblica per il ritorno a casa di Samir.

Tutto il Popolo di Palestina sa, celebrazioni pubbliche o meno, che la liberazione di Issawi é una ENORME VITTORIA che dimostra che soltanto con la volontà incrollabile di sfidare e resistere l'occupazione ebraica sarà possibile affermare i propri Diritti Inalienabili.

domenica 10 febbraio 2013

Teheran e tutto l'Iran celebrano con entusiasmo il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica!

Sono giunte al culmine, nella capitale Teheran così come in tutto il paese, i dieci giorni di celebrazioni per il 34esimo anniversario della Rivoluzione Islamica, che diede completezza al movimento di protesta che contestava lo Shah Reza Palhevi, burattino asservito a Stati Uniti e Israele e che ha guidato l'Iran attraverso più di un trentennio di difficili sfide, tutte superate e vinte brillantemente.
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giovedì 31 gennaio 2013

La Repubblica Islamica iraniana festeggia da stamane l'anniversario del ritorno in patria dell'Ayatollah Khomeini!

Dalle 9 e 30 di stamattina in tutto il territorio della Repubblica Islamica dell'Iran hanno preso il via le cerimonie di commemorazione per il 34esimo anniversario del rientro in patria da Parigi dell'Ayatollah Ruollah Khomeini, esiliato per quindici anni dal regime del tiranno Reza Palhevi, servo di Washington e Tel Aviv. Il ritorno di Khomeini in patria segnò il 'cambio di passo' del processo rivoluzionario e l'accelerazione decisiva verso la proclamazione della Repubblica Islamica, che sbarrò definitivamente la strada a qualsiasi possibilità di "ritorno al passato".

In uno scenario mediorientale dove le grandi speranze suscitate nel 2011 dagli eventi della "Primavera Araba" hanno lasciato il campo all'incertezza se non alla recriminazione per i loro sviluppi variamente indecisivi, quando non addirittura retrogradi o vulnerabili a "ritorni di fiamma" filo-imperialisti, la Rivoluzione Iraniana si conferma un evento del tutto eccezionale ed epocale, essendo stata indirizzata su binari solidi e tetragoni a qualunque 'deviazione' da una spinta ideale, sociale e nazional-popolare che non ha eguali in nessun processo rivoluzionario coevo o successivo.

Le celebrazioni troveranno il loro culmine il prossimo 10 febbraio nella Giornata del Trionfo Rivoluzionario.
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