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sabato 5 gennaio 2019

I Curdi implorano Putin di salvarli dalle conseguenze delle loro azioni!

"Chi é causa del suo mal, pianga sé stesso" diceva, spesso, mia nonna materna.

Ma, anziché dare retta alla saggezza della mia ava, i Curdi, dopo essersi cacciati totalmente da soli nella situazione in cui si trovano, hanno preferito correre a Mosca a implorare l'aiuto di Putin.



mercoledì 25 ottobre 2017

Cinquecento combattenti della tribù Busraya si uniscono alle forze siriane nell'Est di Deir Ezzour!

Una importante notizia che ci informa di come interesse precipuo del Governo legittimo di Damasco non sia unicamente quello di occupare territorio nelle province che sono rimaste a lungo sotto il tallone dell'ISIS, ma soprattutto di garantirsi la fedeltà delle comunità locali, ricostruendo patti di convivenza civile che esistevano prima dell'invasione takfira.

mercoledì 2 dicembre 2015

Le autorità siriane convincono 100 takfiri a sloggiare da Qudsiyeh per permettere ai civili di tornare ad abitarvi!

Per sconfiggere i terroristi a volte non serve nemmeno ammazzarli.

Lo hanno dimostrato le autorità siriane che, attraverso un coscienzioso, accurato processo di trattative e dialogo sono riuscite a svuotare completamente la localidtà di Qudsiyeh, nel Rif Dimashq, dei terroristi che la occupavano da lungo tempo.

Tra i takfiri che avevano aderito alle fila del cosiddetto 'FSA' un certo numero (di origine siriana) hanno accettato di deporre le armi e consegnarsi ai tribunali per la riconciliazione nazionale che valuteranno la posizione di ogni ex-terrorista e, se lo troveranno innocente di gravi crimini, lo riavvieranno alla vita civile.

martedì 20 gennaio 2015

In Libia anche i governativi dichiarano il "loro" Cessate il Fuoco: possibile un dialogo tra islamisti e Al-Thani?

Il Governo libico internazionalmente riconosciuto (attualmente in 'esilio interno' nella cittadina orientale di Tobruk) ha 'autonomamente' dichiarato un 'cessate il fuoco' che segue quello emanato in precedenza dalle milizie islamiste di Fajr Libya, di fatto (anche se indirettamente) 'accettando' la tregua e muovendo i primi passi per una trattativa.

domenica 18 gennaio 2015

Fajr Libya (messa alle strette), dichiara un cessate il fuoco e si dice 'pronta al dialogo'!!

Evidentemente presa alla sprovvista dall'improvviso 'indietro tutta' dichiarato da Erdogan, e timorosa di venire messa nel mirino dall'Occidente nell'attuale riflusso anti-estremisti causato dall'onda emotiva degli attentati di Parigi, l'organizzazione-ombrello degli islamisti Fajr Libya ha dichiarato un improvviso 'cessate il fuoco' nel paese nordafricano dichiarandosi disposta ad aprire una 'trattativa' con mediazione ONU.

martedì 6 gennaio 2015

Sono liberi gli Egiziani Copti sequestrati avantieri in Libia!

Possiamo confermare con grande sollievo che i lavoratori egiziani di fede copta sequestrati tra sabato e domenica nella zona di Sirte; la rapida liberazione fa pensare a un sequestro non motivato politicamente (l'Egitto infatti sostiene il Governo legittimo esule a Tobruk contro le milizie islamiste molto potenti attorno a Sirte) né religiosamente (i Copti sono Cristiani d'Egitto) ma probabilmente effettuato da 'semplici' banditi.

giovedì 27 novembre 2014

I parenti dei soldati ancora in mano ai terroristi si rivolgono a Nasrallah: "Libera i nostri figli come hai fatto con Ayyad!"

La notizia dell'ottenuta liberazione del militante di Hezbollah volontario in Siria Imad Ayyad, che era stato catturato dai terroristi takfiri, ha impresso in Libano una svolta alla vicenda dei militari dell'Armee Libanaise ancora prigionieri nella zona di Arsal.

Catturati in seguito a una delle battaglie dell'estate tra l'Esercito di Beirut e i militanti wahabiti, a differenza di un primo gruppo subito rilasciato, diversi altri membri dell'Armee sono ancora prigionieri.

I loro parenti si sono rivolti ufficialmente a Nasrallah, il Capo supremo del Partito di Dio sciita, pregandolo di produrre gli stessi sforzi fatti in Siria per ottenere la liberazione dei loro cari: figli, fratelli, mariti, padri.

"Il Governo dovrebbe prendere decisioni e iniziative chiare, di forza o di diplomazia, per risolvere questa questione: Hezbollah non é certo uno Stato eppure ha ottenuto la liberazione del suo uomo con rapidità ed efficienza"; così si é espresso uno dei parenti dei militari prigionieri.

mercoledì 26 novembre 2014

Imad Ayyad, volontario di Hezbollah in mano ai terroristi takfiri é stato liberato dagli sforzi dei suoi camerati!

Lo sforzo dei militanti della Resistenza Libanese a favore della Repubblica Araba di Siria, del suo Governo legittimo, del suo popolo e dell'Asse della Resistenza, non conosce pause, arretramenti o cedimenti. Nell'ambito di tale sforzo sono migliaia i giovani libanesi che hanno risposto al grido d'aiuto proveniente da Damasco, da Aleppo, dalle valli del Qalamoun e che sono andati a combattere la minaccia takfira sostenuta dai lacché arabi e turchi dell'imperialismo anglo-sion-americano.

Imad Ayyad era uno di questi e nel corso del suo servizio in Siria é rimasto separato dai suoi camerati cadendo in mano ai tagliagole takfiri. Ma appena seppero che non era morto gli uomini della Resistenza libanese produssero enormi sforzi per garantire la sua liberazione.

Non sappiamo come tale trattativa sia stata condotta, ma il risultato é certo: Imad Ayyad, sano e salvo, é tornato tra i ranghi dei suoi compagni d'arme e, come ringraziamento, é andato subito in pellegrinaggio al santuario sciita di Sayyida Zeinab, nei dintorni di Damasco, a rendere grazie per la sua salvezza.




mercoledì 20 agosto 2014

Israhell rompe la tregua prima del termine: tre morti e dodici feriti, ma la Resistenza risponde a tono!


Poche ore prima della sua scadenza a mezzanotte di ieri il regime ebraico di occupazione della Palestina ha fatto saltare la tregua stabilita come prolungamento di quella durata per gli otto giorni precedenti grazie alle trattative indirette condotte con la mediazione egiziana.

Anche questa volta però Tel Aviv si é limitata agli attacchi aerei, avendo "esaurito" il suo stomaco per le battaglie terrestri sotto il cumulo di oltre centocinquanta soldati invasori eliminati dalla coraggiosa resistenza delle Brigate palestinesi.

Finora si contano tre Palestinesi morti e dodici feriti che si aggiungono agli oltre 2000 morti e 10200 feriti finora causati dalla macchina di morte sionazista  scatenata su Gaza. Comunque la risposta del ghetto assediato non si é fatta attendere e i lanci di razzi di rappresaglia sono ripresi con puntualità.


mercoledì 8 gennaio 2014

Ridicola debacle dei miliziani di Salva Kiir: riescono a riperdere la città di Bor dopo averla occupata con l'inganno!

I miliziani Dinka fedeli al ridicolo 'dittatore cowboy' di Juba, proconsole imperial-sionista messo al potere in Sud-Sudan da Obama e Netanyahu, avevano occupato la cittadina di Bor, a 200 Km a Nord della capitale, con uno stratagemma sleale, approfittando della ritirata delle forze di Riek Machar che li avevano espulsi con le armi pochi giorni prima.

Il ritiro faceva parte degli 'atti di buona volontà' richiesti alle parti come viatico per l'apertura di un negoziato mediato da Kenya ed Etiopia, ma i miliziani Dinka non si erano attenuti alla clausola che avrebbe voluto Bor, libera da presenze armate, ottenere lo status non ufficiale di 'città aperta' e l'hanno occupata alla prima occasione.

Adesso però poco dopo quell'atto disonesto, gli armati Nuer di Machar hanno nuovamente il controllo di Bor, guadagnato in poche ore dimostrando quanto militarmente inconsistenti siano i briganti in uniforme leali al cosiddetto 'Presidente' di Juba e, nonostante l'ufficio del portavoce militare della capitale Philip Aguer emetta un comunicato al giorno annunciando la riconquista dell'abitato "entro poche ore" osservatori sul campo testimoniamo come essa rimanga saldamente in mano ai seguaci dell'Ex-vicepresidente Machar.

Non si hanno per ora aggiornamenti sullo sviluppo delle trattative mediate dall'IGAD o sulla missione diplomatica nella capitale meridionale del Presidente del Sudan del Nord Omar Bashir.

giovedì 6 giugno 2013

Sceicco Qassem: "La vittoria di Qusayr é un grave colpo ai piani americani e sionisti contro la Siria!"

 
Il Vicesegretario-Generale del Movimento libanese Hezbollah, lo Sceicco Naim Qassem ha dichiarato che "La recente, gloriosa vittoria delle armi siriane nella zona di Quseyr ha costituito un gravissimo colpo per le ambizioni americane, sioniste e takfire", la dichiarazione é stata rilasciata dopo un incontro con il Vicepresidente del Partito Socialista della Nazione Siriana Tawfiq Mhanna (L'SSNP é diffuso sia in Libano che in Siria e caldeggia la riunificazione dei due paesi, separati dai Francesi).

"Hezbollah ha scelto di combattere in Siria per sostenere i suoi alleati storici e riconoscendo che il complotto contro Damasco é stato ordito in primis per compiacere Tel Aviv e l'entità sionista; i fatti hanno vendicato la nostra scelta dimostrando quanto sbagliato é stato il calcolo di coloro (riferimento all'Alleanza 14 Marzo di Hariri) avevano scelto di scommettere sulla sconfitta e la caduta di Assad".

Qassem ha concesso che, dopo le vittorie sui campi di battaglia, una composizione politica della situazione possa e debba essere trovata, ma solo quando le forze politiche siriane (non influenzate o manovrate da potenze straniere) di opposizione si convincano che non esiste modo di scalzare il legittimo Governo con le armi.

giovedì 22 dicembre 2011

Nuovo scambio di prigionieri in vista tra l'Egitto e l'occupazione sionista: questa volta tocca a Ouda Tarabin!


Fonti del regime sionista affermano che, dopo lo scambio che ha coinvolto la spia Ilan Grapel (sotto, al momento del rilascio), rilasciata dalle autorità del Cairo in cambio di numerosi egiziani che si trovavano per vari motivi nelle galere di Tel Aviv, un nuovo 'swap deal' sarebbe alle battute finali pronto per essere annunciato: riguarderebbe la liberazione della spia del Mossad Ouda Tarabin (qui sopra), un beduino collaborazionista che venne arrestato in Egitto nel 2000 ed é rimasto in prigione per quasi undici anni.

Fonti radiofoniche dell'occupazione avrebbero affermato che Yisrael Hasson, membro della Knesset, starebbe coordinando la trattativa da parte israeliana. Sempre le stesse fonti affermano che di nuovo la contropartita per l'agente del Mossad dovrebbe essere la liberazione di detenuti egiziani, forse di tutti quelli esclusi dallo scambio precedente.

Hasson, che in questo momento si trova al Cairo, avrebbe speso tutta la sua influenza per velocizzare il più possibile l'accordo, in maniera da poterlo implementare anche prima della fine del 2011.
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martedì 26 luglio 2011

Hamdan: "Hamas catturerà altri soldati sionisti per costringere Tel Aviv a rilasciare i prigionieri politici palestinesi!"


Il responsabile per le Relazioni esterne di Hamas, Ousama Hamdan, ha dichiarato da Beirut che la Palestina oggi come oggi é "impegnata a fondo in una battaglia su due fronti", dovendo da un lato continuare e anzi intensificare le proprie attività di Resistenza contro l'occupazione sionista e d'altra parte preservare l'unità politica del fronte interno, da poco ritornata possibile, nella cornice di un deciso sforzo militante contro Tel Aviv e il suo apparato politico-militar-finanziario, "sola via per affermare stabilmente gli inalienabili diriti del popolo".

In una dichiarazione rilasciata agli organi di stampa Hamdan si é detto totalmente convinto che "solo attraverso gli atti e le opere di una Resistenza sempre più audace e marcata il sionismo conoscerà le più amare sconfitte, venendo costretto ad abbandonare la terra di Palestina come già ha dovuto abbandonare il Libano e la Striscia di Gaza". Hamdan ha anche aggiungo che "é pura follia" aspettarsi una qualunque forma di 'riconoscimento' di Israele o di accettazione della sua esistenza da parte di Hamas.

Toccando la questione dei prigionieri politici ha echeggiato le parole del suo collega in Libano, Ali Barakah, affermando che la priorità massima della Resistenza musulmana é proprio quella di liberare il massimo numero di detenuti politici dalle galere sioniste e che, a tal fine, si stanno studiando diverse opzioni operative, compresa anche quella di rapire altri soldati ebrei da usare come merce di scambio.
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