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martedì 22 gennaio 2019
"Come mai la Siria non lancia gli S-300 contro i jet sionisti?"
Primo video della giornata sul nostro Canale Youtube.
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Siamo inoltre molto lieti di potervi comunicare una cosa:
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giovedì 2 febbraio 2017
ABBIAMO REALIZZATO 5 MILIONI DI VISITATORI!!!! GRAZIE A TUTTI I NOSTRI LETTORI VECCHI E NUOVI!!!
Un milione di lettori (il quinto) in 94 giorni.
Fanno più di 10500 lettori al giorno.
Ed é quanto ci avete regalato in questi ultimi tre mesi e due giorni.
Ormai i ringraziamenti scritti non bastano più.
PALAESTINA FELIX é diventata una delle più grandi realtà di informazione indipendente, non allineata e anti-imperialista del Web in lingua italiana.
Dobbiamo crescere, dobbiamo espanderci.
Ora, (da stanotte), siamo anche su Youtube.
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giovedì 14 agosto 2014
Nuovo Canale di Suez e investimenti per miliardi; Putin e Al-Sisi escono dal vertice sempre più "Soci"!!!!
Riprendiamo in toto dal sito web di 'Stato e Potenza'.
Per Abdel Fattah al-Sissi, questa è
stata la prima visita in Russia in qualità di presidente egiziano. Al
contrario dei suoi predecessori ha preferito effettuare la sua prima
visita, dopo le elezioni in giugno, in Russia e non negli Stati Uniti.
L’incontro di Sochi era incentrato più
sul commercio e l’economia, che sulle questioni internazionali. Cosa che
non sorprende in questo contesto di « guerra di sanzioni », imposta a
Mosca da Washington e Bruxelles.
Nel mese di agosto cade l’anniversario
dell’apertura ufficiale delle relazioni fra i due paesi. E ora Mosca e
Il Cairo si apprestano a riempire questo anno di contratti fruttuosi,
congelatisi durante la primavera araba. Nel corso degli ultimi due anni,
il commercio fra i due paesi è aumentato del 70%, arrivando a 3,5
miliardi di dollari nel 2012.
Le negoziazioni hanno portato a due
sensazioni: l’Egitto e la Russia creeranno una zona di libero scambio;
il Cairo ha invitato Mosca a partecipare ai lavori del nuovo canale di
Suez, la cui costruzione deve cominciare l’anno prossimo. Il presidente
Vladimir Putin ha affermato, durante la conferenza stampa, che l’Egitto e
la Russia si sono accordati, per prima cosa, sulla creazione di una
zona di libero scambio per aumentare il commercio sulle fonti
energetiche, gas e petrolio compresi, e sull’ampliamento della
cooperazione tecnico-militare:
«I nostri paesi stanno cooperando
attivamente nel settore dell’agricoltura. L’Egitto è un grande
consumatore di grano russo. I nostri partner si sono interessati alle
opportunità di esportazione di questo anno. Per l’Egitto non sarà
inferiore a 5-5,5 milioni di tonnellate. Forniamo circa il 40% dei
cereali consumati in questo paese. I prodotti agricoli costituiscono il
90% delle nostre importazioni dall’Egitto, che ha già aumentato le sue
forniture del 30% ed è disposto ad aumentarle ulteriormente in futuro di
un altro 30%.»
Lo scambio di opinioni sulle questioni
internazionali ha dimostrato non solo che le posizioni del Cairo e di
Mosca in riferimento alla risoluzione dei problemi regionali e
internazionali sono vicine, ma che coincidono, ha dichiarato il
presidente dell’Egitto, aggiungendo che ormai la cooperazione economica e
commerciale con la Russia si sviluppa con una particolare intensità:
«Le negoziazioni hanno aperto grandi
prospettive nel commercio con l’Unione doganale e l’Unione Eurasiatica,
così come nella creazione di una zona industriale russa in Egitto. Avevo
già espresso le mie speranze verso una maggiore cooperazione che
sarebbe andata ad aggiungersi al nuovo progetto del canale di Suez ».
L’addetto stampa del presidente russo
Dmitri Peskov ha comunicato che Mosca è disposta a concedere all’Egitto
importanti crediti finanziari. Il Cairo sta negoziando da più di un anno
con il FMI un credito di 4,8 miliardi di dollari, ma il FMI trascina
per le lunghe le trattative.
Le società russe sono interessate ad
investire in Egitto nell’estrazione di petrolio e di gas, nello
sfruttamento dei giacimenti di oro, nell’assemblaggio di vetture e
materiale industriale. Così il volume di investimenti di Lukoil è
stimato a 127 milioni di dollari. Un importante produttore di gas
indipendente, Novatek, è pronto a sborsare 70 milioni e il costruttore
di auto SMB Ingeneering, 30 milioni di dollari.
Il progetto del nuovo canale di Suez e
dell’ammodernamento del vecchio canale è stato reso pubblico il 5
agosto. I lavori dureranno almeno 3 anni e costeranno circa 8 miliardi
di dollari. Il progetto prevede la creazione di un canale parallelo
lungo 72 km, l’allargamento del canale esistente e la costruzione di un
sistema di gallerie stradali e ferroviarie. Tuttavia, il presidente
al-Sissi ha proposto di accelerare questo « cantiere del secolo » e di
terminarlo in un anno. 17 società civili lavoreranno su questo progetto.
L’esercito si occuperò dei lavori di ingegneria civile.
Quest’anno il canale di Suez, lungo 160
km, ha celebrato il suo 145esimo anniversario. Il pedaggio per il suo
attraversamento porta annualmente al tesoro egiziano circa 5 miliardi di
dollari. Le autorità egiziane si sono poste l’obiettivo di aumentare i
profitti del 260 %. Oltre alla creazione di un nuovo canale, l’Egitto
costruirà intorno a questo vaste zone industriali, delle quali si
occuperà la Russia. Verranno ospitati cantieri navali, fabbriche per la
costruzione di container e per l’assemblaggio di vetture.
Secondo le previsioni, la costruzione di
una nuova via d’acqua permetterà alle navi di ridurre il tempo di
percorrenza da 11 a 3 ore. Il traffico sarà più o meno raddoppiato e si
passerà da 49 a 97 navi al giorno.
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lunedì 2 settembre 2013
Attaccata una portacontainer nel Canale di Suez! I Fratelli Musulmani cercano di bloccare il traffico marittimo?
Il Canale di Suez é per l'Egitto un'importantissima fonte di valuta pregiata, tanto più fondamentale in queste settimane durante le quali migliaia di turisti stranieri hanno cancellato le loro prenotazioni intimoriti dall'atmosfera di instabilità seguita alla rimozione dal potere dell'Ikhwan e dei suoi rappresentanti.
Nella giornata di ieri una portacontainer battente bandiera panamense sarebbe stata soggetta al lancio di alcune granate mentre traversava il collegamento tra il Mar Rosso e il Mediterraneo ma, secondo quanto riportato dall'Ammiraglio Mamish, capo dell'Autorità del Canale, il pronto intervento delle forze di sicurezza ha permesso al natante di proseguire senza danni di sorta a sé o al carico.
Il tentativo ha tutto l'aspetto di una estensione della campagna di terrore dell'Ikhwan che, verificando la diminuita capacità di mobilitare le masse in seguito all'ondata di arresti tra i suoi dirigenti, potrebbe cercare altri modi di creare problemi al Governo patrocinato dalla giunta militare di Al-Sisi.
Nella giornata di ieri una portacontainer battente bandiera panamense sarebbe stata soggetta al lancio di alcune granate mentre traversava il collegamento tra il Mar Rosso e il Mediterraneo ma, secondo quanto riportato dall'Ammiraglio Mamish, capo dell'Autorità del Canale, il pronto intervento delle forze di sicurezza ha permesso al natante di proseguire senza danni di sorta a sé o al carico.
Il tentativo ha tutto l'aspetto di una estensione della campagna di terrore dell'Ikhwan che, verificando la diminuita capacità di mobilitare le masse in seguito all'ondata di arresti tra i suoi dirigenti, potrebbe cercare altri modi di creare problemi al Governo patrocinato dalla giunta militare di Al-Sisi.
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mercoledì 6 marzo 2013
Ancora scontri a Port Said mentre il potere giudiziario dà l'ALT! alle elezioni!
Continua a essere instabile la situazione a Port Said, dove giorni di scontri sono risultati nella morte di almeno mezza dozzina di persone e nel ferimento di oltre quattrocento, di cui sessanta versano in serie condizioni. Tuttavia, nonostante le voci in merito non vi é stato ancora alcun intervento delle Forze Armate, che pure sembra abbiano rafforzato il loro schieramento nei dintorni del centro urbano.
Intanto, a "ingarbugliare" ancora di più la situazione politico-sociale del Paese delle Piramidi, arriva dalla Corte Amministrativa la notizia di uno 'stop' imporsto dal Potere Giudiziario alla marcia verso prossime elezioni politiche decretate dal Presidente Mursi per il prossimo 22 aprile. I giudici hanno chiesto che una speciale Corte Costituzionale riveda 'ex novo' le procedure elettorali per garantire della loro legalità e aderenza ai principi costituzionali. Numerose forze politiche di opposizione avevano già dichiarato la loro intenzione di boicottare la nuova chiamata alle urne.
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martedì 5 marzo 2013
Scontri e roghi a Port Said: il Presidente Mursi soppesa l'opzione 'Legge Marziale'!
Dopo giorni e giorni di scontri che sarebbero risultati nel ferimento di almeno 420 persone di cui almeno sessanta in maniera "grave o molto grave" perlomeno secondo la valutazione di Sayed al-Masry, coordinatore dei servizi sanitari d'emergenza della città di Port Said, il Presidente egiziano Mohammed Mursi sarebbe sul punto di dichiarare la Legge Marziale nella restiva località del Delta e dare ai miltari 'carta bianca' per riportare l'ordine nelle sue strade.Sarebbe questa la vera e propria "prova del nove" per vedere quanto solida nei fatti sia l'intesa raggiunta tra i dirigenti dell'Ikhwan e gli alti papaveri dello Stato Maggiore dell'Esercito, che, rimasti rivali per tutti i primi mesi della transizione politica post-Mubarak avevano infine trovato un modo di garantirsi vicendevolmente con l'abbandono delle redini del potere politico dai Generali in cambio di numerose e ampie "guarentigie".
In città si sarebbero già concentrati numerosi reparti delle Forze Armate dopo che, nella giornata di ieri, manifestanti avrebbero dato alle fiamme una caserma di polizia e un edificio governativo. Le proteste nella città del Delta si sono riacutizzate dopo il tentativo delle autorità governative di trasportare fuori dal loro luogo di dentezione un certo numero di imputati per la strage dello stadio del febbraio 2012.
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lunedì 4 marzo 2013
Nuovi scontri in Egitto, almeno cinque i morti a Port Said, il Governo usa la mano pesante!
Dopo il morto e i numerosi feriti a Mansuria pochi giorni fa si sono riaccesi nel corso del week end gli scontri lungo tutto il Delta del Nilo, con particolare intensità nella notte tra ieri e oggi. Sarebbero almeno cinque i morti a Port Said, dove un'ennesima manifestazione legata al 'caso' della strage dello stadio del febbraio scorso.

Tra i cinque morti, riferisce il Ministro dell'Interno, vi sarebbero persino due membri delle forze dell'ordine; ma si attendono ancora conferme indipendenti visto che solitamente le perdite tra le fila dei reparti antisommossa non sono così frequenti e, quand'anche capitano, sono "bilanciate" da un numero di morti tra i dimostranti ben più alto.
In compenso, l'ampio uso di Gas CS (di cui, come sappiamo, esiste in Egitto una "buona riserva" grazie alla recente generosità dell'inquilino nero della Casa Bianca) avrebbe causato solo negli ultimi due giorni almeno 250 feriti e intossicati, alcuni dei quali, colti da collasso respiratorio, sono stati ricoverati d'urgenza in ospedali e cliniche della città.
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sabato 2 marzo 2013
Notte di scontri a Mansuria, il Delta del Nilo sempre più scontento del Governo di Mursi e della Fratellanza Musulmana!
Tra ieri sera e stanotte almeno un manifestante é rimasto ucciso e diverse dozzine feriti nella cittadina del Delta del Nilo di Mansura, dove una compatta folla di dimostranti si é scontrata con le forze dell'ordine che hanno usato indiscriminatamente gas urticanti e pallottole contro i cittadini.Fonti del Governo affermano che oltre al morto si lamentano 30 feriti tra i dimostranti e 10 tra le forze di polizia. Secondo i giornalisti egiziani il manifestante morto sarebbe stato investito da un blindato della polizia. Il portavoce della polizia egiziana giustifica l'operato dei suoi uomini affermando che i dimostranti avrebbero tentato di dare l'assalto a un palazzo istituzionale.
Recentemente la notizia dell'acquisto di un mostruoso quantitativo di gas urticante da parte del Governo egiziano aveva fatto nascere il timore the si prepararsse una campagna di repressione in grande stile delle manifestazioni di dissenso politico.
Le dimostrazioni a Mansura confermano come l'area del Delta del Nilo e del Canale di Suez (Port Said, Ismailiya, Suez...) sia particolarmente ostile al Governo e al Presidente Mursi i cui sostenitori sono molto più concentrati e numerosi nella metropoli del Cairo.
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martedì 2 ottobre 2012
Mentre il popolo di Aleppo ringrazia l'Esercito di Assad le truppe regolari eliminano altri diciassette terroristi!
Nuovi positivi sviluppi nella lotta del Governo siriano contro la guerriglia terrorista wahabita condotta nel paese da mercenari foraggiati dalle monarchie sunnite del Golfo e dalla Turchia nel tentativo di destabilizzare il paese e rovesciarne il Governo con la violenza.
Dopo avere completamente ripulito da ogni presenza wahabita la zona di Al-Amiriyeh attorno ad Aleppo le forze dell'Esercito si sono spinte ad Azizla dove hanno ingaggiato battaglia contro altri qaedisti abbattendone almeno diciassette e costringendo gli altri a ritirarsi. La popolazione civile della metropoli, intanto, si riuniva in piazza per manifestare la propria gratitudine verso l'Esercito per il salivifico intervento che ha posto fine all'incubo della presenza dei fondamentalisti armati nella città.
Intanto a Qaban nell'hinterland della capitale Damasco altri reparti militari hanno distrutto una cellula armata andata "in letargo" dopo il fallimento dell'avanzata sulla capitale lo scorso luglio e, distruttala, hanno anche recuperato il suo arsenale, nascosto in un canale di scolo della zona in attesa di una ripresa delle attività di guerriglia.
Dopo avere completamente ripulito da ogni presenza wahabita la zona di Al-Amiriyeh attorno ad Aleppo le forze dell'Esercito si sono spinte ad Azizla dove hanno ingaggiato battaglia contro altri qaedisti abbattendone almeno diciassette e costringendo gli altri a ritirarsi. La popolazione civile della metropoli, intanto, si riuniva in piazza per manifestare la propria gratitudine verso l'Esercito per il salivifico intervento che ha posto fine all'incubo della presenza dei fondamentalisti armati nella città.
Intanto a Qaban nell'hinterland della capitale Damasco altri reparti militari hanno distrutto una cellula armata andata "in letargo" dopo il fallimento dell'avanzata sulla capitale lo scorso luglio e, distruttala, hanno anche recuperato il suo arsenale, nascosto in un canale di scolo della zona in attesa di una ripresa delle attività di guerriglia.
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