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lunedì 25 maggio 2015

Bambina e anziana palestinesi ridotte in fin di vita dal gas tossico venduto da Obama a Netanyahu!

Da Al-Khalil, nella Cisgiordania sottoposta a invasione militare sionista, arriva la notizia che dozzine e dozzine di cvili innocenti sono stati investiti da una spessa cortina di gas tossico di fabbricazione americana (il famigerato 'CS', di cui abbiamo più volte fatto menzione su queste pagine) nel corso di un attacco della soldataglia sionista, incaricata da Tel Aviv di tenere nel terrore la popolazione palestinese della West Bank.

Come al solito gli aguzzini a Sei Punte sono stati istruiti di sparare le granate di gas ad 'alzo zero' in maniera che arrivando tra la folla inerme esse sviluppassero una fitta e letale nuvola concentratissima di aggressivo chimico; normalmente i candelotti dovrebbero essere lanciati in alte parabole sopra la folla in modo che rilascino un sottile velo di gas urticante che la forzi a disperdersi.

mercoledì 28 maggio 2014

Medico palestinese asfissiato dai gas tossici sionisti, muore dopo cinque giorni di straziante agonia!!

Un medico palestinese di sessantaquattro anni, rimasto esposto a una letale concentrazione di gas tossici sparati dai militari dell'occupazione sionazsta contro una folla di civili a Gerusalemme Est é morto dopo cinque giorni di intensa agonia nonostante tutti i tentativi dei sanitari dell'Ospedale Al-Maqasid di ventilarlo e salvargli la vita.

Samih Wahsih, questo il nome della vittima, si era trovato suo malgrado al centro degli scontri tra i militari sionisti e civili palestinesi, tra cui mote donne e bambini, nel quartiere di Abu Dis, nel Sud-Est di Gerusalemme occupata.

Come al solito, come da noi denunciato dozzine di volte, i militari di Tel Aviv lanciano le granate soffocanti direttamente in mezzo alla folla, anziché spararle in alto per far scendere un sottile velo di gas...col risultato che esse rilasciano il loro contenuto in concentrazioni letali, specialmente per i bambini, gli anziani e coloro che soffrono di problemi respiratorii.

sabato 25 maggio 2013

I soldati sionazisti sparano granate a gas alla testa dei manifestanti palestinesi a Kfar Qaddum!!

Scontri e continui episodi di violenza contro civili inermi da parte delle truppe sionaziste di occupazione della Cisgiordania si sono avuto presso Kfar Qaddum a 17 chilometri da Qalqiliya, come d'uso i soldati del regime ebraico hanno sparato le loro granate di gas urticante CS (dono generoso del 'Nobel per la Pace' Barack Obanana) direttamente contro la folla palestinese, mirando alla testa delle persone nella speranza di fare vittime, in totale e voluto contrasto con i protocolli d'impiego di questo tipo d'arma che dovrebbe essere lanciata con alte parabole per spargere un sottile velo di gas sulla folla.

Ayman Nazzal, dipendente con funzioni tecniche dell'Ente Radiotelevisivo Palestinese, ha ricevuto una granata in piena faccia ed é stato ricoverato d'urgenza all'ospedale di Nablus. Intanto non sono migliorate le condizioni del ragazzo di nome Atta Mohamed Sharadeh, ferito mercoledì da un proiettile al torace.

Un altro ragazzino palestinese, di appena dieci anni d'età, é stato ricoverato in coma per avere inalato una eccessiva dose di gas urticante; altra conseguenza del lancio "orizzontale" delle granate, che così sprigionano tutta la loro carica tossica in altissima concentrazione in mezzo alla folla, anziché disperderla dall'alto su una vasta area.

venerdì 15 marzo 2013

Morto dopo 21 giorni di agonia Muayad Ghazawneh, avvelenato dai soldati sionisti col Gas CS Made in Usa!

Muayad Ghazawneh, l'ultima vittima dello sconsiderato uso di gas urticanti da parte della sbirraglia sionazista che occupa illegalmente la Cisgiordania stava guidando la propria auto, non era nemmeno lontanamente coinvolto nella manifestazione di protesta che avveniva a fine febbraio a poche dozzine di metri di distanza, voleva tornare a casa dai suoi familiari, che sosteneva con una vita di faticoso lavoro, quando, improvvisamente, un candelotto di 'Gas CS' sparato da un militare del regime ebraico gli si é infilato nell'abitacolo, saturandolo di letali effluvi tossici.

Nonostante la giovane etù (Ghazawneh aveva 33 anni) il massiccio impatto della mistura marca 'Combined Systems' venduta dal Nobel Obama a Tel Aviv é stato troppo devastante perché l'uomo potesse superarlo; egli é morto all'ospedale di Ramallah dopo aver passato 21 giorni in agonia. Lo scontro da cui é risultato il suo fatale avvelenamento ha avuto luogo nel distretto di Al-Ram.
Solo lo scorso novembre un bambino di pochi mesi é stato avvelenato dal 'giftgas' sionista e ancora fresca nella nostra memoria é la tragedia della morte di Jawaher Abu Rachman, morta a inizio 2011 sempre per lo stesso motivo. Nei paesi alleati degli Usa (Israhell, Arabia Saudita, Barhein) si fa ampio uso di 'Gas CS' per tenere sotto controllo (anche avvelenandole) le folle di popolazione che non gradiscono il giogo della cosiddetta 'Democrazia Occidentale'.

mercoledì 6 marzo 2013

Ancora scontri a Port Said mentre il potere giudiziario dà l'ALT! alle elezioni!

Continua a essere instabile la situazione a Port Said, dove giorni di scontri sono risultati nella morte di almeno mezza dozzina di persone e nel ferimento di oltre quattrocento, di cui sessanta versano in serie condizioni. Tuttavia, nonostante le voci in merito non vi é stato ancora alcun intervento delle Forze Armate, che pure sembra abbiano rafforzato il loro schieramento nei dintorni del centro urbano. Intanto, a "ingarbugliare" ancora di più la situazione politico-sociale del Paese delle Piramidi, arriva dalla Corte Amministrativa la notizia di uno 'stop' imporsto dal Potere Giudiziario alla marcia verso prossime elezioni politiche decretate dal Presidente Mursi per il prossimo 22 aprile. I giudici hanno chiesto che una speciale Corte Costituzionale riveda 'ex novo' le procedure elettorali per garantire della loro legalità e aderenza ai principi costituzionali. Numerose forze politiche di opposizione avevano già dichiarato la loro intenzione di boicottare la nuova chiamata alle urne.

martedì 5 marzo 2013

Scontri e roghi a Port Said: il Presidente Mursi soppesa l'opzione 'Legge Marziale'!

Dopo giorni e giorni di scontri che sarebbero risultati nel ferimento di almeno 420 persone di cui almeno sessanta in maniera "grave o molto grave" perlomeno secondo la valutazione di Sayed al-Masry, coordinatore dei servizi sanitari d'emergenza della città di Port Said, il Presidente egiziano Mohammed Mursi sarebbe sul punto di dichiarare la Legge Marziale nella restiva località del Delta e dare ai miltari 'carta bianca' per riportare l'ordine nelle sue strade.

Sarebbe questa la vera e propria "prova del nove" per vedere quanto solida nei fatti sia l'intesa raggiunta tra i  dirigenti dell'Ikhwan e gli alti papaveri dello Stato Maggiore dell'Esercito, che, rimasti rivali per tutti i primi mesi della transizione politica post-Mubarak avevano infine trovato un modo di garantirsi vicendevolmente con l'abbandono delle redini del potere politico dai Generali in cambio di numerose e ampie "guarentigie".

In città si sarebbero già concentrati numerosi reparti delle Forze Armate dopo che, nella giornata di ieri, manifestanti avrebbero dato alle fiamme una caserma di polizia e un edificio governativo. Le proteste nella città del Delta si sono riacutizzate dopo il tentativo delle autorità governative di trasportare fuori dal loro luogo di dentezione un certo numero di imputati per la strage dello stadio del febbraio 2012. 

lunedì 4 marzo 2013

Nuovi scontri in Egitto, almeno cinque i morti a Port Said, il Governo usa la mano pesante!

Dopo il morto e i numerosi feriti a Mansuria pochi giorni fa si sono riaccesi nel corso del week end gli scontri lungo tutto il Delta del Nilo, con particolare intensità nella notte tra ieri e oggi. Sarebbero almeno cinque i morti a Port Said, dove un'ennesima manifestazione legata al 'caso' della strage dello stadio del febbraio scorso.
Tra i cinque morti, riferisce il Ministro dell'Interno, vi sarebbero persino due membri delle forze dell'ordine; ma si attendono ancora conferme indipendenti visto che solitamente le perdite tra le fila dei reparti antisommossa non sono così frequenti e, quand'anche capitano, sono "bilanciate" da un numero di morti tra i dimostranti ben più alto.

In compenso, l'ampio uso di Gas CS (di cui, come sappiamo, esiste in Egitto una "buona riserva" grazie alla recente generosità dell'inquilino nero della Casa Bianca) avrebbe causato solo negli ultimi due giorni almeno 250 feriti e intossicati, alcuni dei quali, colti da collasso respiratorio, sono stati ricoverati d'urgenza in ospedali e cliniche della città.

sabato 2 marzo 2013

Notte di scontri a Mansuria, il Delta del Nilo sempre più scontento del Governo di Mursi e della Fratellanza Musulmana!

Tra ieri sera e stanotte almeno un manifestante é rimasto ucciso e diverse dozzine feriti nella cittadina del Delta del Nilo di Mansura, dove una compatta folla di dimostranti si é scontrata con le forze dell'ordine che hanno usato indiscriminatamente gas urticanti e pallottole contro i cittadini.

Fonti del Governo affermano che oltre al morto si lamentano 30 feriti tra i dimostranti e 10 tra le forze di polizia. Secondo i giornalisti egiziani il manifestante morto sarebbe stato investito da un blindato della polizia. Il portavoce della polizia egiziana giustifica l'operato dei suoi uomini affermando che i dimostranti avrebbero tentato di dare l'assalto a un palazzo istituzionale.

Recentemente la notizia dell'acquisto di un mostruoso quantitativo di gas urticante da parte del Governo egiziano aveva fatto nascere il timore the si prepararsse una campagna di repressione in grande stile delle manifestazioni di dissenso politico.

Le dimostrazioni a Mansura confermano come l'area del Delta del Nilo e del Canale di Suez (Port Said, Ismailiya, Suez...) sia particolarmente ostile al Governo e al Presidente Mursi i cui sostenitori sono molto più concentrati e numerosi nella metropoli del Cairo.

domenica 27 gennaio 2013

Ancora una vittima dei gas tossici usati in Barhein contro i manifestanti disarmati: aveva soltanto otto anni!

Qasim Habib Ja’far viveva a Karbabad, villaggio vicino a Manama e aveva otto anni; li 'aveva' perché é stato assassinato dagli sgherri di Re Al-Khalifa, il tiranno sunnita alleato degli Usa e delle forze della conservazione reazionari (Sauditi, Qatarioti e altri) che da oltre due anni impiega la più feroce e cieca violenza nel tentativo di soffocare le proteste del popolo che vuole la Democrazia e la libertà di scegliersi ed eleggersi i propri governanti.

Anche Qasim, come centinaia di altri Barheini prima di lui, uomini, donne, vecchi, ragazzi e ragazze é rimasto soffocato dai gas urticanti "Made in Usa" venduti al tiranno di Manama dalla Combined Systems con il benestare della Casa Bianca e del suo abbronzato inquilino "Nobel per la Pace".

In Barhein si sta consumando una strage quotidiana, "rateizzata", ma gli ipocriti outlet mediatici asserviti all'imperialismo occidentale e americano fanno finta di non accorgersene, perché nulla deve 'turbare' la 'stabilità' della dinastia che ospita nella sua isola il Quartier Generale della Quinta Flotta della Marina americana.

Quando il burattino Al-Khalifa ruzzolerà giù dal trono le navi dello Zio Sam dovranno trovarsi un altro porto dove calare l'ancora.
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martedì 15 gennaio 2013

Dopo l'ennesimo martirio di un innocente le proteste scuotono di nuovo Manama! Scontri e cariche nel Bazaar!

Dopo la morte dell'ennesimo martire barheini per la Democrazia e il cambiamento, Haj Habib Ibrahim Abdullah, il cui stesso corteo funebre é stato attaccato dagli sgherri del tiranno sunnita Re Al-Khalifa, come da noi puntualmente riportato, la capitale dell' "Isola delle Perle" Manama é stata nuovamente teatro di proteste e scontri.

Questa volta la dimostrazione si é tenuta nella zona del mercato, dove tra vicoli, piazzette e traverse i dimostranti hanno avuto migliore gioco a incanalare le cariche dei poliziotti in tenuta antisommossa, respingendole più volte. Da Malkiya, intanto, arriva la notizia che il nipote di Haj Habib Ibrahim, rimasto a sua volta intossicato dalla stessa cortina soffocante che ha causato la morte del suo parente, si trova attualmente in "condizioni stazionarie".
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lunedì 14 gennaio 2013

Il tiranno di Manama uccide un altro cittadino innocente con i gas asfissianti "Made in Usa!" Attaccato anche il corteo funebre!!

Sappiamo benissimo che nel mondo distorto della propaganda imperialista occidentali leader illuminati e amati dal loro popolo come il Presidente Bashir Assad vengono attaccati quotidianamente dai media venduti alla menzogne arroganti di Washington e Tel Aviv perché difendono l'Autonomia e l'Indipendenza dei loro paesi e dei loro cittadini, venendo accusati delle più incredibili enormità, mentre tiranni sanguinari come i sovrani sunniti Al-Saoud, Al-Thani e Al-Khalifa vengono 'coccolati' per la loro sottomissione e viene loro permesso di infierire col massimo dell'impunità contro i loro sudditi.
Nell'ennesimo caso denunciato da "Palaestina Felix" un dimostrante pacifico e disarmato che chiedeva la cacciata del sovrano corrotto e l'instaurazione della Democrazia a Manama, un giovane del villaggio di Malkiya di nome Haj Habib Ibrahim Abdullah é rimasto ucciso soffocato dai gas urticanti venduti a Re Al-Khalifa dal 'Nobel per la Pace' Barack Obama.
In una ulteriore dimostrazione di mostruosità le forze repressive del tiranno filo-occidentale si sono persino permesse di attaccare il corteo funebre della vittima, che naturalmente si é trasformato in una prova di abnegazione e disobbedienza civile da parte della popolazione, non intenzionata a lasciare che Haj Habib Ibrahim abbia sacrificato invano la sua vita, così come hanno fatto dozzine (ma più probabilmente centinaia) di attivisti per la democrazia uccisi con gas, pallottole, rapiti, torturati, scomparsi nelle galere della tirannide.
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mercoledì 29 febbraio 2012

Arriva in Egitto un nuovo ambasciatore sionista; la domanda che tutti si pongono é: "Quanto durerà?"


Il regime ebraico di occupazione della Palestina ha inviato in Egitto il suo nuovo ambasciatore, Yaakov Amitai, in luogo di Yithzak Levanon, che per due volte aveva dovuto abbandonare il Paese delle Piramidi a causa delle sincere e vibrate manifestazioni di rabbia popolare contro la sede diplomatica sionista, culminate con l'abbattimento del muro di cemento fatto erigere a sua difesa dalla solerte giunta militare (composta di generali nominati da Mubarak e noti per il loro filosionismo) e con l'irruzione della folla nell'edificio che la ospitava.

Amitai, che si trova di fronte un Egitto il cui orizzonte politico é in costante evoluzione e non secondo gli interessi di Tel Aviv, ha rilasciato alcune dichiarazioni di rito riguardo alle "occasioni di rafforzare l'intesa tra l'Egitto e Israele" a una platea di giornalisti che non pareva troppo convinta della sua sincerità. L'Egitto, lo ricordiamo, é stato il primo paese arabo, sotto Sadat, ad accordarsi con Israele sperperando il prestigio acquisito con la brillante campagna della Guerra del Ramadan nel 1973.

Già all'indomani della caduta di Mubarak, lo scorso febbraio, buona parte dell'opinione pubblica chiede a gran voce di rivedere gli Accordi di Camp David, sentiti come una umiliante capitolazione che non ha portato alcun reale vantaggio al paese e alla sua popolazione.
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domenica 18 dicembre 2011

In memoria di Mustafa Tamimi, martire palestinese ucciso dai boia sionisti a Nabi Saleh, foto e video esclusivi!

Mustafa al-Tamimi 1983-2011
Vi abbiamo già raccontato la storia della morte di Mustafa Tamimi esattamente una settimana fa; aggiungiamo a quel racconto il video dei suoi funerali, recentemente emerso nel mare magnum di Youtube e qualche scatto aggiuntivo riguardo il momento in cui é stato mortalmente ferito da un sionista vigliacco nascosto in un ben protetto veicolo blindato. Fate particolare attenzione alla foto del suo volto ridotto a poltiglia sanguinolenta dal candelotto sparatogli da meno di dieci metri. E' a quel volto che dovrete pensare quando qualche sicofante lecca-israhell vi dirà che "gli israeliani usano armi non letali". Pensate a quel volto e in faccia al lecca-israhell sparate non un candelotto di alluminio, ma uno sputo ben mirato.








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sabato 17 dicembre 2011

In Egitto dimostranti e Premier si rimpallano l'accusa di essere ricorsi alla violenza


Scontri con vittime al Cairo in quella che si presenta come la più grande recrudescenza di violenza dopo le circa quaranta vittime di novembre. Quello che é singolare in questa situazione é che i manifestanti si sono preparati ad affrontare le forze armate e la polizia militare, come dimostra l'uso di bottiglie incendiare e altri semplici armamenti che, tuttavia, hanno bisogno di essere predisposti in anticipo. Il fatto dà credito alla tesi secondo cui questi scontri sarebbero stati preparati da quei movimenti politici che, nelle due fasi finora trascorse delle lunghe e snervanti votazioni indette dai militari, non hanno visto confermate le loro speranze di affermazione.

Esercito e polizia, oltre che ai consueti manganelli e candelotti lacrimogeni sarebbero ricorsi su larga scala anche ai cannoni ad acqua e persino alle fiamme; diversi testimoni hanno dichiarato che, dopo aver scacciato gli occupanti del "campeggio di protesta" che da tre settimane chiedevano le dimissioni immediate del Consiglio Supremo delle Forze Armate, vi avrebbero di proposito appiccato le fiamme, onde distruggere tende e ripari.

Poche ore fa, durante un intervento televisivo, il Neopremier Kamal Ganzhouri ha accusato i manifestanti di aver premeditatamente attaccato le forze dell'ordine che hanno dovuto 'giocoforza' rispondere per proteggere gli obiettivi che erano stati loro affidati. Ripetendo che gli uomini della sicurezza non attaccherebbero mai protestanti pacifici e disarmati Ganzhouri ha accusato gli organizzatori della protesta di voler far precipitare la situazione, assicurando che contro i dimostranti non sarebbero state usate armi da fuoco.
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sabato 10 dicembre 2011

Morto stanotte un giovane palestinese ferito a Nabi Saleh, i sionisti gli avevano sparato un candelotto di gas in piena faccia!

Il ragazzo che vedete a sinistra, recumbente con le mani sul volto si chiamava Moustafa, al-Tamini; quando gli é stata scattata questa foto, ieri pomeriggio, gli rimanevano meno di 12 ore di vita. Un 'eroico' soldato del regime ebraico, bene al sicuro dall'interno della camionetta che si vede allontanarsi in secondo piano, gli ha appena sparato un candelotto di Gas CS in pieno volto, da una distanza inferiore ai dieci metri. Quando arrivano diretti contro il corpo come proiettili (anziché sparati in aria per spandere l'agente irritante nell'aria, come da manuale d'uso) i candelotti metallici di gas lacrimogeno hanno tanta energia cinetica da fratturare gambe, braccia, spezzare costole, immaginatevi l'effetto sul volto umano.

Tuttavia, prontamente soccorso dai suoi compagni di protesta (Mustafa stava protestando con altri abitanti di Nabi Saleh contro il Muro dell'Apartheid sionista), il ragazzo avrebbe potuto essere salvato, se l'ambulanza che lo stava portando verso il più vicino ospedale non fosse stata fermata da un'altra 'eroica' pattuglia di SS israeliane, che l'hanno trattenuta e rallentata quel tanto che é bastato perché le condizioni della vittima passassero dal 'critico' al disperato', circa una trentina di minuti.


Questa é l'ultima foto di Moustafa al-Tamimi che abbiamo disponibile, vediamo i sanitari palestinesi dare tutto il possibile nel tentativo di salvarlo, tentativo che, lo ripetiamo, non ha avuto successo. Un'altra 'gloriosa impresa' dell'esercito israeliano, armata abilissima a tiranneggiare donne e bambini, a fare fuoco contro civili inermi, a macchiarsi delle iniquità più bestiali e mostruose; peccato (per loro) che, quando si trovano di fronte avversari minimamente equipaggiati ed addestrati, (come ad esempio i miliziani di Hamas ed Hezbollah), tutta la loro spocchia di "milites gloriosii' evapori e venga tutta a galla la loro incompetenza e codardia.
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giovedì 22 settembre 2011

Tredicenne palestinese perde un occhio, colpito da candelotto lacrimogeno sparato ad altezza d'uomo dai criminali sionisti!


Come abbiamo già dichiarato in altri nostri post é un fatto che, in qualunque situazione in cui vengano usate "armi non letali" e "sistemi di controllo della folla" le forze demandate all'utilizzo di tali attrezzi trovino sempre e comunque il modo per impiegarli in modo da causare alle loro vittime il massimo danno possibile; quasi sempre trasformando le presunte "armi non letali" in armi perfettamente in grado di uccidere un uomo né più né meno che quelle 'normali'.

E' stato così in Ulster, é stato così in Sudafrica sotto il regime razzista di Pretoria, é stato così nel Sudamerica dei dittatori militari ed é stato (e purtroppo continua ad esserlo) anche nella Palestina occupata dall'entità sionista; in particolare ci riferiamo all'uso di "proiettili di gomma" e "proiettili di plastica con anima metallica", che sarebbero 'non-letali' solamente se sparati da certe distanze e mirati contro gli arti del bersaglio (e invece vengono usati da poliziotti e militari sionisti a bruciapelo e invariabilmente mirati contro tronco e testa delle loro vittime) ed é così anche per il gas urticante, i cui candelotti dovrebbero venire sparati in alto con traiettoria a parabola per spandere l'agente chimico su una vasta area e che invece vengono scagliati ad altezza d'uomo e mirati contro i manifestanti.
Jawaher Abu Rahman, vittima del gas urticante 'Made in Usa' usato come arma chimica contro i dimostranti palestinesi
A parte che, anche quando il bersaglio viene mancato, la quantità di gas che viene rilasciata da un candelotto sparato in modo simile é tanto massiccia e concentrata da provocare spesso asfissia o collasso cardiocircolatorio (come nel caso della giovane Rahman alcuni mesi fa o di recente in Barhein), se poi il bersaglio viene colto (specialmente in testa) le conseguenze dell'impatto con un candelotto di alluminio sparato alla velocità di varie dozzine di metri di metri al secondo possono essere letali o comunque devastanti.

Ne abbiamo una testimonianza nel caso di Ahmed Wahdan, tredicenne di Qalandiya che ha perso l'occhio sinistro quando la sua faccia é stata devastata da un candelotto di Gas CS sparatogli contro da un criminale sionista in uniforme durante una manifestazione contro la pulizia etnica in corso a Gerusalemme. Trasportato d'urgenza all'ospedale di Ramallah é stato trasferito alla Clinica oftalmologica di Gerusalemme, dove tuttavia i clinici non sono riusciti a salvargli la parte offesa.
Si ricordino i signori sionisti che nel loro Talmud sta scritto: "Occhio per occhio".
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giovedì 15 settembre 2011

Ancora sangue in Bahrein, le truppe saudite e i mercenari di Al-Khalifa uccidono un dimostrante 27enne!


Nonostante la soffocante cappa di censura ipocrita calata dai media internazionali sugli avvenimenti che da ormai sei mesi insanguinano l'Isola delle Perle del Golfo Persico le proteste popolari in Barhein continuano senza interruzione e non c'é repressione sanguinosa, non c'é raid negli ospedali, non c'é intimidazione di medici e infermiere, non c'é intervento di truppe straniere o di mercenari pachistani che riesca a soffocare la voglia dei cittadini di imporre un "cambio di passo" alla politica interna del Reame, consegnato a suo tempo dai colonialisti inglesi alla debole e corrotta casata Al-Khalifa per difendere i propri interessi navali e commerciali.

L'ultima vittima della violenta e scomposta reazione del regime alle proteste popolari é un giovane nemmeno trentenne, Seyyed Jawad Ahmadhashem, 27 anni, morto nella giornata di ieri per soffocamento da gas urticante, inalato nella giornata di lunedì a Sitra, sulla costa orientale di Barhein, quando gli scherani di Re Al-Khalifa hanno lanciato dozzine di candelotti CS ('regalo' della democratica e umanitaria Amministrazione Obama) contro un pacifico sit-in di manifestanti che chiedevano l'abdicazione del monarca e riforme democratiche per il paese.

La casa della famiglia Ahmadhashem é subito diventata meta di pellegrinaggio per centinaia di attivisti e concittadini del giovane, che hanno scandito slogan contro il Governo giurando di continuare la lotta per la quale il ragazzo ha perso la vita, diventando l'ennesimo martire che ha versato il suo sangue per un futuro più libero e democratico per il suo paese. Più passa il tempo e più il colpevole e ipocrita silenzio dell'Occidente sui fatti del Barhein mostra quanto inaffidabili e fittizie siano le presunte 'preoccupazioni umanitarie' di Usa, Francia, Inghilterra, UE, Nato e altri "difensori dei diritti" a corrente alternata.
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sabato 10 settembre 2011

Pesanti scontri al Cairo attorno all'ambasciata sionista: la folla distrugge il muro di separazione, un morto, 300 feriti!



Avevamo appena finito di scrivere un articolo sulle grandi manifestazioni di piazza al Cairo per il rapido passaggio di poteri dalla Giunta di Transizione a un'amministazione civile investita della sovranità elettorale quando, come tante volte da quando abbiamo iniziato l'impegno di creare e gestire questo blog, le notizie provenienti dalla capitale egiziana hanno reso obsoleto e superato tutto il lavoro svolto fino a quel momento.
Secondo quanto riportato dai più importanti outlet giornalistici regionali, da Al-Jazeera a PressTv, gravi scontri sono scoppiati tutto attorno all'ambasciata israeliana del Cairo, con la folla che ha utilizzato martelli, picconi, arieti improvvisati per abbattere il muro fatto erigere gli scorsi giorni attorno al palazzo e ha quindi strappato la bandiera israeliana 'sostitutiva' appesa fuori da un balcone a sostituire quella divelta dal pennone sul tetto dal giovane 'Flagman' Al-Shahaat.


La polizia egiziana é intervenuta sparando proiettili di gomma e gas urticante per tentare di disperdere i manifestanti, ma é riuscita solamente a istigare la loro furia: "Servi degli israeliani", "Carnefici dei vostri fratelli" sono state solo alcune delle frasi gridate rabbiosamente all'indirizzo degli uomini in uniforme; il popolo di Piazza Tahrir non ha dimenticato che la maggior parte delle 846 vittime della rivoluzione anti-Mubarak vennero uccise proprio dai poliziotti (mentre l'Esercito si rifiutò di aprire il fuoco sui dimostranti). Un manifestante sarebbe morto soffocato dal gas CS made in Usa, di cui la Casa Bianca é munifica dispensatrice sia a Israele che ai tiranni arabi allineati (di cui Mubarak era il capofila).
Alcune dozzine di manifestanti sono riusciti a introdursi negli uffici ai piani bassi dell'ambasciata, lanciando mobilio e schedari di documenti fuori dalle finestre; una macchina della polizia é stata rovesciata e data alle fiamme. Avevamo pronosticato che il mini-muro dell'Apartheid avrebbe fatto la fine di tante altre inutili barriere erette contro la Storia; speriamo che questi avvenimenti servano da ammonimento per Tantawi e colleghi: il popolo egiziano non é più disposto ad accettare un'autorità che si schieri manifestamente contro i suoi desideri e le sue richieste. La chiusura dell'ambasciata sionista, l'espulsione del suo personale, la denuncia dell'infame capitolazione di Camp David e infine la riapertura incondizionata dei confini con Gaza non sono più richieste eludibili o rinviabili, pena un "secondo tempo" della rivoluzione di febbraio.


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sabato 21 maggio 2011

Sparano ancora! Soldati sionisti aprono il fuoco su manifestanti palestinesi al confine della Striscia di Gaza!!

Nuove raffiche di colpi israeliani contro civili disarmati sono state sparate poche ore fa da truppe del Regime sionista che, al confine con la Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro una marcia di dimostranti palestinesi disarmati che manifestavano per ricordare la loro determinazione a liberare la loro terra dall'Occupazione e a difendere e garantire l'inalienabile "Diritto al Ritorno" di tutti i profughi palestinesi della "Nakba" e dei loro discendenti, oltre quattro milioni e settecentomila persone che hanno tutta l'intenzione di tornare a vivere sulla terra sottratta loro dagli invasori nel 1948.

La manifestazione, battezzata "Marcia della Rabbia per il Ritorno in Palestina" era stata annunciata e organizzata con il decisivo contributo della Rete, dei servizi di blogging e micro-blogging e delle nuove tecnologie che tanta parte hanno avuto nelle proteste tunisine, egiziane, bahreini e yemenite e si inquadra nelle iniziative prese il via lo scorso venerdì, che avevano già avuto un'impennata sanguinosa con le stragi compiute dalle vigliacche truppe dell'IDF a Gaza, in Cisgiordania e al confine libanese e siriano.

I gruppi organizzati che premono per il lancio di una terza insurrezione generale anti-israeliana (la "Terza Intifada") hanno rinnovato i loro appelli ai Palestinesi di Israele e dei Territori Occupati, nonché a tutti i loro sostenitori arabi o meno, a mobilitarsi per mettere in crisi l'apparato repressivo dello Stato ebraico. Un appello speciale ha raggiunto anche Mahmud Abbas, presidente temporaneo dell'Anp, perché mobiliti Fatah e le sue forze.

Almeno tre manifestanti sono stati feriti e molti altri raggiunti dagli effetti dei gas urticanti e vesicanti usati da Israele per reprimere le proteste contro il suo regime illiberale e razzista.
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