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mercoledì 16 gennaio 2019

Netanyahu offende e accusa (senza prove) la Repubblica Islamica dell'Iran!


Dichiarazioni che definire avventate e provocatorie sono state rilasciate ieri dal Premier del regime sionista di occupazione della Palestina, Benji Netanyahu.

"Ve lo dico io, uscite al più presto dalla Siria altrimenti non smetteremo di attaccarvi", ha minacciato l'Iran il Primo Ministro del regime sionista, citato dal quotidiano sionista Jerusalem Post.

martedì 28 agosto 2018

Il Generale Amir Hatami ieri ha visitato Aleppo e ha incontrato i leader delle milizie schierate a fianco dell'Esercito Siriano!

Nel corso della sua visita in Siria il Ministro della Difesa iraniano, Generale Amir Hatami, si é recato ieri ad Aleppo dove é stato accompagnato in una base delle milizie schierate ormai da diversi anni a fianco delle forze armate di Damasco.

Lì si é incontrato con diversi consiglieri militari iraniani (della Guardia Rivoluzionaria) e ha passato in rassegna diverse formazioni di volontari (libanesi, iracheni, pachistani...).

Secondo quanto riportato dalla rete 'Al Mayadeen' si é congratulato con questi, sottolineando come i loro sacrifici e il loro coraggio abbiano saputo infliggere ripetute, decisive sconfitte all'arroganza di potenze imperialiste regionali e internazionali.

lunedì 4 giugno 2018

Il Generale dell'IRGC iraniana conferma le parole di Walid Moallem e rincara: "Tel Aviv non ha speranza di influenzare i rapporti tra Damasco e Teheran!"

Il Brigadier Generale della Guardia Rivoluzionaria iraniana Massoud Jazayeri ha smentito a propria volta le voci riguardanti un preteso "ritiro iraniano dalla Siria" messe in giro ultimamente da centrali di disinformazione riconducibili all'intelligence americana e sionista.

Il Generale ha chiarito innanzitutto che non si può ritirare quello che mai é stato schierato, giacché non esistono né mai sono esistiti "contingenti di truppe" iraniane nella Repubblica Araba Siriana.

Echeggiando le recenti parole del Ministro Walid Moallem, l'alto ufficiale dell'IRGC ha chiarito che in Siria vi sono piccoli gruppi di osservatori e consiglieri militari che si trovano nel paese, a rotazione, fin dalla fine del 2012, su esplicita richiesta del Governo di Damasco, storico alleato di Teheran fin dagli anni '80.

domenica 3 giugno 2018

Moallem dichiara che non esistono 'truppe' o 'basi' iraniane in Siria, onora il sacrificio dei consiglieri dell'IRGC!

"Non vi sono contingenti di 'truppe iraniane' in Siria, ma un piccolo numero di osservatori e consiglieri, legittimamente invitati nell'ambito dei rapporti di alleanza tra la Repubblica Araba di Siria e la Repubblica Islamica dell'Iran. Alcuni di questi hanno dato la vita mentre collaboravano con le nostre forze armate, cosa di cui saremo sempre eternamente grati all'Iran e agli Iraniani".

Queste, in sintesi, le dichiarazioni rese dal Ministro degli Esteri di Damasco, Walid Moallem, ai rappresentanti della stampa nazionale e regionale nella giornata di ieri, in risposta agli irragionevoli addebiti di Tel Aviv che ogni volta che tenta di attaccare le forze siriane per prestare aiuto ai suoi burattini terroristi cerca di giustificarsi chiamando in causa fantomatiche 'truppe' e 'basi' iraniane in Siria.

"Fin dall'inizio dell'aggressione straniera contro la Siria, abbiamo potuto contare sul sostegno di Teheran, che é stato prezioso per bloccare e respingere i terroristi finanziati e istigati dalle potenze imperialiste".

mercoledì 14 febbraio 2018

Ali Akbar Velayati: "Le forze militari iraniane in Siria sono nel paese per richiesta del legittimo Governo!"

Il recente abbattimento dell'F-16 sionista invasore dello spazio aereo siriano ha mandato in crisi parecchi cervellini laminati a sei punte.

Alcuni, pensate, si sono scatenati persino sulla nostra pagina FB (quella che recentemente ha superato persino i 1600 "like").

Ovviamente costoro berciavano che l'F-16 "ERA HANDATO AATTAKKARE GLIRAGNANI".

Ebbene?

Doppio motivo per i Siriani per inquadrarlo e abbatterlo, visto che la Repubblica Islamica dell'Iran é leale e fraterno alleato della Repubblica Araba di Damasco fin dagli ormai lontani Anni Ottanta.

giovedì 25 gennaio 2018

RIEN NE VA PLUS! "Consiglieri militari" americani sarebbero stati uccisi da un bombardamento turco presso Afrin!

L'eccessiva disinvoltura yankee nel cambiare 'partner' per tentare di imporre una cantonalizzazione della Siria sembra essersi ritorta contro gli stessi "apprendisti stregoni" a stelle e strisce.

I Turchi, che fino a ieri finanziavano, facilitavano e facevano affari con l'ISIS, Ahrar Sham e altre formazioni takfire, di fronte al 'giro di valzer' con cui Washington si é schierata coi Curdi hanno messo mano alle armi, scatenando un'offensiva contro l'YPG.

Adesso, sembra che un bombardamento di Ankara presso Afrin abbia ucciso due "consiglieri" Usa.

giovedì 9 febbraio 2017

Una foto che vale più di mille parole! Consigliere militare russo coi volontari palestinesi di Liwa al-Quds!

La solidarietà internazionale non é fatta di ONG che speculano sui progetti di sostituzione etnica,

la solidarietà internazionale é un'uniforme vestita e kalashnikov in mano e partire per aiutare propri fratelli impegnati nella lotta contro l'oppressione imperialista, takfira, sionista.

La solidarietà internazionale é un "gentile uomo in verde" che sorride circondato dai combattenti palestinesi di Liwa Al-Quds, che sono stati ospitati dalla Siria e che ora ricambiano il debito contratto aiutandola contro le orde barbare.

domenica 3 agosto 2014

Generale russo delle Forze Speciali loda la preparazione, l'inventiva, l'efficacia di Hezbollah in Siria e anche in Irak!

Nel corso di una recente visita in Siria da parte di un comandante delle Forze Speciali dell'Esercito russo col grado di generale (sulla cui precisa identità preferiamo mantenere una cortina di riserbo) il prestigioso ospite ha rilevato come, nell'ambito di confronti e studi con i vertici delle forze armate siriane, durante i quali esperti e consiglieri di Mosca suggerivano protocolli operativi e piani per l'eliminazione di sacche di terroristi o la riconquista e la messa in sicurezza di alcune aree e regioni, spesso i suggerimenti russi venivano abbandonati o subordinati a quelli di Hezbollah.

Il Generale russo ha lodato i capi militari dell'organizzazione sciita libanese, ormai da lungo tempo impegnata in Siria a fianco del Governo legittimo di Bashar Assad, che spesso e volentieri proponevano linee di condotta più audaci, più efficaci, più complete e approfondite di quelle suggerite da altri consiglieri, guadagnandosi così merito per moltissime delle vittorie recentemente mietute sul campo dalle truppe e dalle milizie lealiste.

L'ufficiale delle Forze Speciali si é anche detto "praticamente certo" che, mano a mano che gli uomini di Nasrallah verranno più profondamente coinvolti anche nelle operazioni contro l'ISIL/Daash in Irak essi saranno in grado di ripetere in Mesopotamia le stesse imprese che li hanno resi giustamente famosi e apprezzati in Siria.

venerdì 30 agosto 2013

L'Egitto blocca nave israeliana nel Mar Rosso e invia ufficiali in Siria per aiutare Assad contro i wahabiti: rabbia a Riyadh!

Due notizie estremamente interessanti dal Cairo: l'Autorità del Canale di Suez, su esplicito ordine del Governo legato alla giunta militare di Al-Sisi, avrebbe negato il transito verso il Mediterraneo a una nave istaeliana provieniente da Eilat via Gibuti, estendendo anche al regime ebraico di occupazione l'Alt intimato qualche giorno fa ai vascelli Usa che sarebbero andati a rafforzare o rifornire la Sesta Flotta.

Ma ancora più eclatante e potenzialmente gravida di conseguenze sarebbe un'altra decisione egiziana, quella cioé di inviare una delegazione di 'consiglieri militari' in Siria  al fine di osservare la realtà sul campo della campagna antiterroristica condotta dal Governo di Damasco e dalle sue forze armate e di sicurezza e quindi di prendere accordi per la "coordinazione e l'intensificazione degli sforzi comuni egizian-siriani per la lotta al radicalismo wahabita".

Una tale decisione suona come poco meno di una dichiarazione di guerra nei confronti di Riyadh, la cui corte saudita ha appoggiato il golpe militare di Al-Sisi contro Mohammed Mursi e la Fratellanza Musulmana, arrivando perfino a promettere fino a cinque miliardi di dollari di aiuti economici a copertura di qualunque finanziamento internazionale che possa venire negato al nuovo Governo, ma é anche pesantemente impegnata a sostenere le bande takfire che incrudeliscono contro il popolo siriano nella speranza di far cadere il Governo di Assad.

Anche la decisione di bloccare le navi Usa verso il Mediterraneo aveva fatto alzare più di un sopracciglio presso la Casa di Saoud; aspettiamo gli sviluppi e le reazioni del caso, godendoci, come sempre, l'ennesimo smacco subito dai beduini wahabiti di Riyadh.