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mercoledì 6 febbraio 2019

A Teheran Walid Moallem incontra anche Velayati che preconizza: "Usa fuori dalla Siria entro poco"!


Il Consigliere del Leader iraniano Khamenei, Ali Akbar Velayati, ha dichiarato che gli Stati Uniti dovranno presto ritirare le proprie forze dalla Siria, "che piaccia loro o meno".

Ha espresso tali osservazioni dopo l'incontro con il Ministro degli Esteri siriano Walid Moallem mercoledì a Teheran.
Moallem ieri ha incontrato il Contrammiraglio Ali Shamkhani e il suo collega Ministro degli Esteri Javad Zarif.

sabato 17 febbraio 2018

Ali Velayati incontra il Ministro degli Esteri irakeno e motteggia sull'imbarazzante "tour" mediorientale di Rex Tillerson!

A lungo gli Stati Uniti hanno trattato il Medio Oriente come un parco giochi dove a loro era concesso tutto, mentre adesso si stanno rendendo conto che quei giorni sono finiti per sempre e i loro tentativi per ignorare (o invertire) questo stato di cose vanno dal tragicomico al patetico.

Questo in sintesi (e sfrondato dalle metafore politico-diplomatiche) l'apprezzamento espresso dal consigliere della Guida Suprema iraniana, Ali Akbar Velayati, a latere del proprio incontro col Ministro degli esteri irakeno Ibrahim Jafaari, avvenuto nella giornata di ieri.

Velayati ha fatto esplicito riferimento al recente 'tour' del Segretario di Stato Usa Rex Tillerson nel Levante, punteggiato di episodi imbarazzanti al limite dello sconcertante.

mercoledì 14 febbraio 2018

Ali Akbar Velayati: "Le forze militari iraniane in Siria sono nel paese per richiesta del legittimo Governo!"

Il recente abbattimento dell'F-16 sionista invasore dello spazio aereo siriano ha mandato in crisi parecchi cervellini laminati a sei punte.

Alcuni, pensate, si sono scatenati persino sulla nostra pagina FB (quella che recentemente ha superato persino i 1600 "like").

Ovviamente costoro berciavano che l'F-16 "ERA HANDATO AATTAKKARE GLIRAGNANI".

Ebbene?

Doppio motivo per i Siriani per inquadrarlo e abbatterlo, visto che la Repubblica Islamica dell'Iran é leale e fraterno alleato della Repubblica Araba di Damasco fin dagli ormai lontani Anni Ottanta.

mercoledì 22 novembre 2017

Velayati dichiara: "Il wahabismo, dottrina eretica, é usato come grimaldello dai nemici dell'Islam per schiavizzare e sfruttare il Mondo Musulmano!"


"I nemici dell'Islam utilizzano tutti i mezzi a loro disposizione per tenere il Mondo Musulmano costantemente diviso, insanguinato e nel Caos, per mantenerlo debole e diviso e, così facendo, creano le condizioni per poterlo controllare e sfruttare".

Queste le terse, chiare parole di Ali Akbar Velayati, Consigleire della Guida Suprema Khamenei, pronunciate oggi nel corso di una conferenza internazionale su come contrastare l'ideologia takfira e wahabita attualmente in corso di svolgimento a Teheran.

domenica 5 novembre 2017

Il pupazzo saudita Hariri aveva minacciato l'Iran con un 'ultimatum', dopo che é stato respinto i suoi padroni l'hanno fatto dimettere!

Svelato finalmente il vero motivo delle dimissioni di Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) dalla carica di Primo Ministro.

Nei suoi ultimi spostamenti Hariri si era prima recato in Arabia Saudita, dove aveva ricevuto gli ordini, poi era andato a Teheran dove ha osato minacciare il Consigliere per la Politica Estera della Guida Suprema Khamenei (Ali Akbar Velayati) affinché la Repubblica Islamica 'interrompesse immediatamente' ogni sostegno allo Yemen.

domenica 22 ottobre 2017

Hamas sembra avere "riparato" la sua relazione con l'Iran: Saleh al-Arouri ha visitato Teheran!

Avevamo previsto che l'avvicendamento di Ismail Haniyeh come Segretario Generale di Hamas al posto di Khaled Mishaal segnalasse la fine della 'sbandata' filo-turca e filo-qatariota presa da Hamas dal 2011 in avanti.

Adesso il movimento di liberazione palestinese sembra avere ricucito le proprie relazioni con l'Asse della Resistenza; lo dimostrerebbe, tra le altre cose, il recente viaggio del Vicecapo dell'Ufficio Politico, Saleh al-Arouri, a Teheran, dove si é incontrato con Ali Akbar Velayati, consigliere di primo piano della Guida Suprema Khamenei.

giovedì 5 novembre 2015

48 ore di incontri coi vertici della politica estera iraniana per il Ministro siriano Faisal Miqdad!

Il Portavoce del Consiglio della Shura Ali Larijani nella giornata di ieri ha ricevuto il Viceministro degli Esteri Siriano con delega per gli Espatriati Faisal Miqdad, ribadendo l'impegno dell'Iran nel sostenere la lotta anti-terrorismo siriana. "Non risparmieremo alcuno sforzo per sostenere il nostro alleato siriano nel combattere la minaccia terroristica e restituire al suo paese e al suo popolo sicurezza e stabilità". Da parte sua Miqdad ha espresso ringraziamenti per tutto l'aiuto e il sostegno ricevuto da Iran e Russia, intrattenendosi a lungo sui recenti successi colti sul campo nelle ultime settimane.

Miqdad ha poi incontrato il Consigliere particolare della Guida Suprema, Ali Akbar Velayati, da cui ha ricevuto ulteriori rassicurazioni e ragguagli sulle prossime mosse di Teheran riguardo la situazione siriana e regionale.

mercoledì 20 maggio 2015

Il Presidente Assad incontra Ali Akbar Velayati: "Nessuno può spezzare l'Asse della Resistenza!"

Il Presidente della Repubblica Siriana Bashar Assad ha incontrato nella giornata di ieri il dignitario iraniano Ali Akbar Velayati, consigliere di fiducia della Guida Suprema Ali Khamenei, intrattenendosi a lungo a discutere con lui degli ultimi sviluppi politici dei rispettivi paesi e della regione mediorientale.

Assad si é caldamente congratulato con la Repubblica Islamica per i risultati dei suoi negoziati con le potenze occidentali riguardo il dossier nucleare, rimarcando come l'accetazione da parte dei 5+1 dello status di potenza nucleare dell'Iran é un segno evidente che alla crescita e allo sviluppo economico e tecnologico di cui Teheran é stata protagonista in questi ultimi decenni si é accompagnata una crescita del suo status politico e diplomatico, ormai riconosciuto dall'intero consesso internazionale.

sabato 31 gennaio 2015

Ali Velayati: "La Russia sostiene l'ingresso della Repubblica Islamica nell'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai!"

Inviato a Mosca per incontrarsi direttamente col Presidente russo Vladimir Putin, con un messaggio personale del Presidente Rohani da consegnargli, Ali Akbar Velayati, dopo i suoi incontri con i vertici del Cremlino ha dichiarato che "La Russia sostiene pienamente l'entrata a tutti gli effetti della Repubblica Islamica nell'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai, anche se per vedere questo risultato sarà necessario attendere ancora un po'".

mercoledì 7 agosto 2013

Assad invia messaggio all'Ayatollah Khamenei: "Sicuri della vittoria finale grazie al vostro appoggio strategico!"

Una dichiarazione non da poco quella espressa dal Presidente siriano Bashir al-Assad nel messaggio che ha fatto consegnare dal Premieri Wael al-Halqi al consigliere della Guida Suprema iraniana Ali Akbar Velayati. In esso il Capo di Stato siriano ringrazia il leader della Rivoluzione Islamica esprimendo la sua totale fiducia nella vittoria finale delle armi siriane sull'insorgenza terrorista wahabita che da poco più di due anni insanguina il paese (col sostegno di Usa, Nato, Israele e monarchie arabe reazionarie).

Assad ha affermato che é grazie ad alleati fedeli, saldi e generosi come l'Iran che il popolo siriano é certo non solo di trionfare contro i propri nemici esterni ma altresì di poter emergere da questa ordalia con la sicurezza di un futuro di sviluppo umano, materiale, morale, politico ed economico che sarà reso certo e solido proprio dagli accordì finora siglati con l'Iran e con altri paesi alleati e da quelli che inevitabilmente seguiranno.

Velayati, da parte sua, ha espresso la sicurezza che Damasco e Teheran uniranno sempre più le loro strade nel futuro, attraverso lo scambio di know-how tecnologico, militare, industriale e scientifico. La Repubblica Islamica iraniana si é già offerta di aiutare la Siria a sviluppare ulteriormente la propria industria petrolifera e gasifera anche riguardo alla possibilità di sfruttare gli ingenti giacimenti di metano che si trovano davanti alle sue coste.

sabato 15 giugno 2013

Si contano i voti per le Presidenziali iraniane: il termine ultimo di voto rimandato QUATTRO VOLTE per l'alta affluenza!

Con grande compostezza e ordine si sono svolte in tutto il territorio della Repubblica Islamica Iraniana le operazioni di voto per l'undicesima elezione presidenziale (contornata da consultazioni minori di natura locale e municipale), un evento che ha esercitato un vastissimo richiamo sulla popolazione che, dai villaggi sulle rive del Caspio fino ai sobborghi della metropoli Teheran, da Isfahan a Bandar Abbas, da Khorramshar a Qom a Shiraz si sono recati a milioni alle urne.

Il dato finale sull'affluenza non é certo, si parla di oltre il settanta per cento, ma é certo notevole il fatto che il termine ultimo per le votazioni  é stato rinviato ben quattro volte, ciascuna per un'ora, per l'evidente impossibilità di far votare tutte le persone che, pazientemente, hanno atteso in fila per ore davanti ai seggi.

Che differenza con l'occidente, dove ormai la maggioranza dei cittadini sa benissimo che qualunque frego faccia sulla scheda gli indirizzi di politica del suo paese (da quella internazionale fino a quella locale) vegono ormai decisi in ristrettissimi comitati d'affari strettamente 'bipartisan' e strettamente fedeli a Usa e Sion e quindi preferiscono disertare le inutili urne come ha mostrato la recente, vergognosa affluenza alle consultazioni comunali!

martedì 11 giugno 2013

Mohamed Reza-Aref dice: "Ciao ciao!" alla corsa alla Presidenza dell'Iran!

Appena un gioeno dopo che aveva, berlusconianamente, promesso di creare "Un Milione di Posti di Lavoro" in caso di una sua elezione il candidato 'riformista' Mohamed Reza-Aref ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione elettorale per la Presidenza della Repubblica Islamica.

Come avevamo correttamente previsto nel nostro precedente articolo il ritiro del candidato 'principlista' (= 'conservatore' nella parlance politica iraniana) Haddad-Adel ha scatenato una immediata reazione nel campo avverso, ora, in caso di ulteriori forfait da parte dei candidati rimasti in lizza si potrebbe parlare addirittura di vero e proprio 'effetto domino'.

Come ci si aspettava, Reza-Aref ha concesso il proprio ritiro in cambio di un formale impegno da parte del candidato riformista favorito dalla sua mossa, cioé Hassan Rohani, di venire chiamato a riempire la poltrona di Vicepresidente in caso di sua vittoria elettorale.

Il candidato Haddad-Adel annuncia il suo ritiro dalle Presidenziali per favorire la confluenza dei voti su Velayati!

In quello che potrebbe rivelarsi un importante punto di svolta nella competizione elettorale per la presidenza dell'Iran il candidato Gholam-Ali Haddad-Adel ha annunciato il suo ritiro dalla corsa, senza dubbio deciso per facilitare l'affermazione dell'Ex-ministro degli Esteri Ali Akbar Velayati, che così aumenta sensibilmente il proprio bacino di consensi.

Adel e Velayati fanno parte della fazione "principlista", che comprende i politici particolarmente ligi ai principi fondamentali della Repubblica Islamica, all'esempio dell'Ayatollah Khomeini e alla lettera della "Velayat-e-Fiqh". Altro esponente di questa corrente é il candidato Qalibaf; se ora anche lui seguisse l'esempio di Adel, Velayati vedrebbe le sue chance di una vittoria al primo turno aumentare esponenzialmente, visto che i candidati 'riformisti' sono ancora entrambe in gara e giocoforza dividerebbero il pool dei propri sostenitori.

Ma non é detto che proprio l'esempio di pragmatismo politico principlista non precipiti il ritiro di uno dei due candidati riformisti.

sabato 25 maggio 2013

Le interessanti riflessioni di Ali Reza Jalali sui candidati più accreditati per le Presidenziali iraniane!

Ancora una volta l'amico Ali Reza Jalali, di cui abbiamo recentemente segnalato la prima fatica saggistica, ci é venuto in aiuto offrendoci riflessioni e possibili pronostici sulle prossime elezioni presidenziali in Iran

 
Il prossimo 14 giugno gli iraniani dovranno recarsi alle urne per scegliere il successore di Ahmadinejad; di seguito riportiamo i nomi e le informazioni riguardo ai principali candidati in lizza:

1-    Said Jalili, attuale segretario generale del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (nominato qualche anno fa dal presidente Ahmadinejad), capo negoziatore iraniano per la vicenda del nucleare col gruppo internazionale del cosiddetto “5+1”. Verosimilmente il suo bacino elettorale saranno i ceti popolari, i giovani rivoluzionari e coloro che hanno istanze antimperialiste più marcate.

2-    Ali Akbar Velayati, ex Ministro degli Esteri tra gli anni ’80 e ’90, consulente della Guida per gli affari internazionali. Velayati prenderà i voti della borghesia religiosa, dei commercianti tradizionalisti e di chi è interessato alla stabilità economica ed istituzionale come principio supremo. Velayati è una persona che mette d’accordo diversi partiti e gruppi di potere.

3-    Qalibaf, attuale sindaco di Tehran, ben visto da certi ambienti “liberal” della metropoli iraniana.

4-    Haddad Adel, ex presidente del parlamento iraniano, uomo equilibrato, ma poco carismatico; può essere considerato come una via di mezzo tra Qalibaf, Velayati e Jalili. In un contesto del genere rischia di rimanere schiacciato dal maggiore carisma degli altri candidati.

5-    Hassan Rohani, dirigente di uno dei più importanti centri di ricerca strategica dell’Iran, ex responsabile dei negoziati sul nucleare iraniano con le potenze internazionali al tempo del governo Khatami, secondo alcuni, tra i principali sponsor e strateghi del caos post-elettorale in Iran nel 2009. Vicino ad alcuni leader politici e centri economici influenti del paese mediorientale, ha il sostegno di molti gruppi della sinistra islamica e dei riformisti. E’ considerato molto legato all’ex presidente Khatami, così come anche a Rafsanjani. Fu tra i principali sostenitori di Musavi nel 2009.

Infine, più in posizione da 'outsider', troviamo Moshen Rezaei, Mohammed Reza-Aref e Mohammed Gharazi, le cui chance di emergere vittoriosi dalla contesa elettorale sono a nostro avviso molto limitate ma che possono sfruttare questa occasione per rendersi conosciuti al grande pubblico e portare avanti una carriera politica proiettata nel futuro.

E' ancora presto per delineare un'ipotesi sull'esito della consultazione, ma è chiaro che la sfida si profila, come spesso accade in Iran, molto combattuta e la campagna elettorale, inizata ufficiosamente già da diverso tempo, porterà solo nell'ultima settimana antecedente al voto ad un delineamento maggiore. In generale però possiamo dire che Said Jalili, è uno dei papabili per la vittoria finale, magari incalzato da Velayati e Qalibaf. I temi più importanti della campagna elettorale sono stati e saranno quelli riguardanti le politiche economiche, la promozione della stabilità istituzionale e sociale e i rapporti con l'Occidente.

mercoledì 22 maggio 2013

Ecco gli otto candidati che si contenderanno la poltrona di Ahmadinejad nelle prossime presidenziali iraniane!

A quattordici mesi dalle elezioni parlamentari il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione, organo di controllo costituzionale della Repubblica Islamica dell'Iran ha 'scremato' la lista degli aspiranti candidati alle prossime elezioni presidenziali per la successione di Mahmoud Ahmadinejad che si terranno il 14 giugno limitando la competizione a otto personalità.

Saranno il parlamentare Gholam-Ali Haddad-Adel, il Segretario del Supremo Consiglio per la Sicurezza Nazionale Saeed Jalili, Il Segretario del Consiglio d'Espedienza Mohsen Rezaei e il Presidente del Centro di Ricerca Strategica Hassan Rohani a contendersi la carica insieme all'ex Vicepresidente Mohammad-Reza Aref, al Sindaco di Teheran Mohammad-Baqer Qalibaf, all'Ex-ministro per le Telecomunicazioni Mohammad Gharazi, e all'Ex-ministro degli Esteri, Ali-Akbar Velayati.

Hashemi Rafsanjani, veterano della politica iraniana fin dai tempi della Rivoluzione Islamica e della Guerra Imposta contro Saddam Hussein (che già due mandati fa cercò di contendere la Presidenza a un Ahmadinejad allora considerato 'outsider' delle elezioni) si é visto bocciare la candidatura. Evidentemente il Consiglio dei Guardiani considera che la sua generazione debba lasciare il passo libero a politici più giovani e più al passo con la società iraniana attuale.

domenica 30 settembre 2012

Ali Akbar Velayati: "La Siria di Assad ormai a un passo dal trionfo sui mercenari wahabiti, per l'Iran questa é una vittoria!"

"La posizione del Governo siriano probabilmente non é mai stata così salda e sicura come oggi, da quando é iniziato l'attacco dei mercenari qaedisti sponsorizzati da Arabia Saudita, Turchia e Qatar". Questo il netto, semplice, chiaro giudizio di Ali Akbar Velayati, consigliere personale della Guida Suprema iraniana, Ayatollah Ali Khamenei. Velayati giudica che il "momento critico" sia passato tra la fine della primavera e l'inizio dell'estate ormai conclusa, quando il tentativo dei terroristi wahabiti di prendere il controllo di Damasco e Aleppo é stato rintuzzato e sventato.

Velayati non nasconde che 'un grande sforzo' (anche se non specifica di che tipo) é stato prodotto da Teheran per aiutare l'alleato siriano, verso cui la Repubblica Islamica ha un debito di riconoscenza che risale addirittura a trent'anni fa, quando Assad padre fu l'unico leader arabo a schierarsi senza alcun 'se' o 'ma' dalla parte iraniana nel quadro della guerra Iran-Irak.

E' quindi logico che la dirigenza iraniana ritenga la sopravvivenza politica di Assad Jr. e la vittoria della Repubblica Araba di Siria contro i suoi nemici regionali e internazionali come una propria grande vittoria che garantirà la saldezza dell' "Asse della Resistenza" e la penetrazione del potere economico, militare e politico della Repubblica Islamica fino alle coste del Mediterraneo Orientale.
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giovedì 6 settembre 2012

Si apre a Isfahan la Terza Conferenza Internazionale sulla Resistenza Islamica!

Si sono appena spenti i riflettori sull'importante sedicesimo meeting dei Paesi Non-Allineati, tenutosi a Teheran e conclusosi con l'assunzione da parte della Repubblica Islamica della Presidenza triennale del Movimento. Adesso, sempre in Iran ma nella città di Esfahan, si é aperta la Terza Conferenza Internazionale sulla Resistenza islamica.

Oltre 600 delegati da undici nazioni sono convenuti per l'evento: Siria, Palestina, Libano, Irak, Arabia Saduta, Azerbaijan, Russia, Yemen, Tunisia e Bahrein. Il meeting si é aperto con la lettura di un saluto augurale inviato all'assise da Sua Eccellenza Ayatollah Ali Khamenei, Leader Supremo della Repubblica e della Rivoluzione. Il concetto di Rivoluzione Islamica é indissolubilmente legato a quello della Resistenza e grazie a esso presto potremo vedere grandi e definitivi cambiamenti in Palestina, Bahrein, Arabia Saudita e Yemen, che si uniranno a quelli avvenuti 33 anni fa in Iran e più di recente in Egitto e Tunisia.

Ali Akbar Velayati, consigliere speciale di Sua Eccellenza la Guida Suprema ha lodato il Presidente Assad e il popolo siriano per il coraggio e la determinazione con cui stanno combattento i mercenari pagati dai regimi arabi reazionari e dai Turchi, che vogliono abbattere la Siria per spezzare il suo importante contributo all'Asse della Resistenza.
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