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mercoledì 17 ottobre 2018

Dichiarazione congiunta Hamas - Jihad Islamica dopo codardi bombardamenti sionisti sulla Striscia di Gaza!

I due principali gruppi di resistenza palestinesi, Hamas e la Jihad islamica, hanno dichiarato di non essere interessati all'escalation con l'entità sionista, ma hanno sottolineato di essere pronti ad affrontare l'aggressione di Tel Aviv, qualora dovesse concretarsi, poche ore dopo che cacciabombardieri del regime ebraico hanno colpito diversi bersagli nella striscia di Gaza.

I gruppi palestinesi hanno negato la responsabilità dell'attacco missilistico che ha distrutto una casa a Beersheba mercoledì mattina, seguito da attacchi mortali che hanno ucciso almeno un palestinese e ferito almeno altre 7 persone.

mercoledì 20 marzo 2013

Ayman Sharawna: "Due, Tre, molti altri 'gilad schalit' necessari per garantire la libertà a tutti i prigionieri politici palestinesi!"

Dopo essersi quasi ucciso a forza di digiunare, causando gravissimi danni ai propri reni e al suo metabolismo, l'eroico ex-prigioniero politico Ayman Sharawna, nella clinica della Striscia di Gaza in cui é stato immediatamente ricoverato dopo la sua espulsione coatta dalla Cisgiordania occupata dai sionisti, sta facendo del proprio meglio, sotto attenta osservazione medica, per rimettersi in forma. Sarà un processo lungo e faticoso, ma, dal punto di vista mentale e morale, la situazione é già migliorata grandemente e l'ex-detenuto ha offerto ai reporter della Striscia la sua personale visione di come sia possibile ottenere il rilascio di tutti gli altri detenuti politici palestinesi.

Il segreto, secondo Sharawna, sta nel portare a termine nuove operazioni di rapimento di soldati sionisti, simili a quella dell'Ebreo francese Gilad Schalit, per il cui rilascio, originariamente anche lui, ingiustamente condannato a una pena detentiva di 38 anni, era stato inizialmente liberato lo scorso autunno 2012. Era stata la cronica mancanza di rispetto per la parola data a causare, in seguito, il ri-arresto di Saharawna da parte delle forze del regime ebraico, in protesta contro le quali lui diede quindi inizio all'epopea del proprio sciopero della fame.

Anziché pensare a illusorie "riconciliazioni" con Fatah o a disastrosi "riconoscimenti" di Israele la leadeship di Hamas farebbe bene a prendere esempio dalle parole dell'ex-detenuto e cominciare a preparare una nuova operazione di liberazione di massa di prigionieri: magari questa volta con due o tre ostaggi sionisti, da liberare in sequenza. In questo modo, se dopo la prima liberazione Tel Aviv cominciasse a ri-arrestare ex-prigionieri a farne le spese potrebbero essere gli ostaggi rimanenti.

lunedì 18 marzo 2013

Ayman Sharawna viene liberato e portato a Gaza dopo mesi e mesi di sciopero della fame!

Il prigioniero politico palestinese Ayman Sharawna, che dallo scorso mese di luglio si é sottoposto a uno strettissimo sciopero della fame per protestare le condizioni disumane di detenzione cui lui e i suoi compagni di prigionia erano sottoposti dal regime ebraico di occupazione, é stato liberato e ha raggiunto la Striscia di Gaza secondo i termini di un accordo raggiunto nella notte.
Sharawna rimarrà nella Striscia di Gaza liberata dalla Resistenza di Hamas (quando la Resistenza era ancora il fulcro principale delle attività del gruppo) per dieci anni, dopo i quali (se Tel Aviv terrà fede alla parola data, cosa che é tutta da verificare) potrebbe anche tornare nella Cisgiordania occupata. Anche la madre di Sharawna aveva iniziato uno sciopero della fame di solidarietà, che la aveva ridotta a venire ricoverata in ospedale.

Sharawna era uno degli oltre mille detenuti politici liberati dal regime sionista di occupazione in cambio del rilascio dell'ebreo francese Gilad Schalit, ma in seguito era stato riarrestato dalla soldataglia di Tel Aviv, in uno dei mille esempi di quanto possa valere la parola del regime ebraico.

mercoledì 6 marzo 2013

Ayman Sharawna eroe del digiuno, continuerà lo sciopero della fame anche se ha già subito danni clinici "irreparabili"!

Ayman Sharawna, il prigioniero politico palestinese che sta digiunando da settimane per protestare contro le disumane condizioni di carcerazione cui é sottoposto nelle galere del regime ebraico di occupazione, e la cui stessa madre, per solidarietà, é impegnata in un digiuno parallelo pur trovandosi ricoverata in ospedale ad Al-Khalil, non ha nessuna intenzione di interrompere il proprio sciopero della fame, anche se le sue condizioni di salute dovessero ulteriormente peggiorare.

Lo ha comunicato il suo legale rappresentante, l'avvocato difensore Jawad Boulous, cappo della sezione legale della Società dei Prigionieri Palestinesi dopo avere visitato il detenuto, trasferito nella clinica carceraria di Soroka, presso Beersheba. Sharawna vi é stato condotto d'urgenza dopo essere collassato nel pieno di una udienza lo scorso 20 febbraio.

Dimagrito di oltre 50 chili dall'inizio del digiuno forzato, secondo i clinici che lo hanno visitato Sharawna ha sottoposto il suo fisico a uno sforzo critico e i suoi reni con ogni probabilità hanno subito danni irreparabili.

giovedì 19 gennaio 2012

Esercitazione sionista di paracadutismo finisce in tragedia: 40 feriti con fratture, diversi paralizzati!


Che l'esercito del regime ebraico stia passando giorni nerissimi a causa dei massicci tagli al budget che stanno incidendo anche sulle cosiddette "spese incomprimibili" (cioé alloggi, vitto ed equipaggiamenti-base) lo si sapeva; fra i tanti effetti di questo stato di cose proprio su queste pagine poco tempo fa abbiamo indicato il grave incidente ai costosissimi missili 'iron dome', fracassatisi a terra per mancanza di adeguate attrezzature di trasporto.

Adesso una nuova 'debacle' si aggiunge all'incidente dei missili, se possibile ancora più tragica visto che in essa decine di persone sono rimaste ferite e alcune di loro rimarranno mutilate a vita. I nostri sentimenti umani ci obbligano a provare pietà per loro, anche se sappiamo benissimo che gli stessi feriti avrebbero gioito e sghignazzato se la stessa loro disgrazia avesse colpito dei Palestinesi.

Tra martedì e mercoledì un gran numero di soldati sionisti ha preso parte a manovre nel deserto di Al-Naqab; l'esercitazione doveva prevedere, come momento conclusivo, un lancio contemporaneo di mille paracadutisti; purtroppo, per cause ancora da accertare ufficialmente (ma verosimilmente legate alle cattive condizioni del materiale di lancio) dozzine e dozzine di parà hanno riportato ferite, e quaranta di loro, con fratture di varia entità e tipo, sono stati evacuati verso il centro medico di Soroka, nell'insediamento di Beersheba. Alcuni dei fratturati, con danni alla colonna vertebrale, potrebbero rimanere paralizzati a vita.
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domenica 21 agosto 2011

I razzi della Resistenza cadono su tutto Israele, "Iron Dome" si rivela l'ennesima bufala sionista


Mentre procede l'irrazionale e ingiustificata aggressione israeliana contro Gaza, acquista impeto, momento e coerenza la risposta della Resistenza palestinese: Brigate Salah ad-Din (PRC), Brigate Abu Ali Mustafa (PFLP), Brigate Al-Quds (Jihad Islamica) si stanno mobilitando e coordinando con la prima e maggiore organizzazione armata palestinese, le Brigate Ezzedine Al-Qassam di Hamas, sottoponendo obiettivi israeliani a un martellamento a base di proiettili artigianali, mortai e razzi 'Grad' da 122 millimetri che, seppure (per ora) non può rivaleggiare coi bombardamenti ad alta tecnologia degli aguzzini sionisti, quantomeno fa capire loro che fino a che la Striscia verrà colpita nemmeno gli abitanti di Ashkelon, Sderot, Ashdod, Beersheba potranno dormire sonni tranquilli.

In queste ore di comunicati e risposte, attacchi e rappresaglie, c'é una parola che non viene mai, MAI pronunciata da parte israeliana, una parola che, in tempi più tranquilli, invece, veniva ripetuta a ogni occasione e costituiva motivo di "orgoglio" per lobbisti a sei punte, politicanti di Estrema Destra e generali di Tsahal; parliamo di 'Iron Dome', il fantomatico 'sistema antirazzi' che avrebbe dovuto privare la Resistenza palestinese della possibilità di rispondere alle offese di Israele. Ebbene, col suo costo di 177 milioni di dollari Usa per unità e un incredibile (e insostenibile) costo di 100.000 dollari a razzo anti-razzo (quando costruire un Qassam costa poche centinaia di dollari e un Grad poche migliaia) Iron Dome si é dimostrato incapace di fermare un numero significativo di proiettili palestinesi (soprattutto contato che per un'intercettazione precisa il sistema israeliano-americano ha bisogno di almeno 30 secondi tra rilevazione del proiettile, calcolo dell'intercettazione e lancio del razzo, mentre un Qassam ci mette da 5 a 10 secondi ad arrivare a bersaglio).

Si dice che su 50-60 razzi palestinesi 'Iron Dome' ne abbia fermati 3 o 4, una 'percentuale' absimale che rientra nell'errore statistico e non giustifica AFFATTO le spese sostenute prima dal Governo Olmert poi da quello Netanyahu per foraggiare il progetto. Naturalmente, i costi sono ricaduti quasi esclusivamente sul contribuente americano che, cortesia della 'Lobby a Sei Punte' si trova letteralmente RAPINATO di tre miliardi di dollari l'anno per finanziare le stranezze esotico-militari di Israel, ma anche in quel caso, i quattrini avrebbero potuto venire impiegati per scopi più concreti. Non che ci dispiaccia vedere yankee e sionisti buttare i dollari dalla finestra, anzi.

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