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venerdì 28 settembre 2018

Anche gli Usa cominciano a capire? Jeffreys all'ONU dichiara: "Non possiamo costringere le forze iraniane a lasciare la Siria!"


Gli Stati Uniti non possono forzare gli Iraniani ad abbandonare la Siria, poiché la loro presenza è diretta conseguenza di una richiesta ufficiale del Governo di Damasco, ha dichiarato, a latere dell'Assemblea Generale dell'ONU, l'alto funzionario americano Jeffrey.

"Non possiamo forzare gli Iraniani a lasciare la Siria, non pensiamo nemmeno che i Russi potrebbero mai costringere gli iraniani a uscire dalla Siria perché ciò implicherebbe l'uso della forza, un'azione militare", ha dichiarato il rappresentante speciale USA per l'impegno in Siria James Jeffrey, in una dichiarazione rilasciata giovedì.

"Tutto questo riguarda la pressione politica" e "alla base di tutto sta il Governo centrale siriano, che ha invitato gli Iraniani in aiuto ai propri sforzi di lotta contro i gruppi terroristici", ha osservato.

martedì 6 dicembre 2016

Russia e Cina "vetano" all'unisono risoluzione ONU che chiedeva sette giorni di "cessate il fuoco" ad Aleppo!

Alla seduta dell'UNSC tenutasi ieri, Repubblica Federale Russa e Repubblica Popolare Cinese hanno entrambe posto il 'veto' a una risoluzione elaborata da Spagna, Nuova Zelanda ed Egitto che domandava l'estensione ad Aleppo di almeno sette giorni di cessate-il-fuoco per motivi umanitari.

Ovviamente il bombardamento dell'ospedale mobile russo non ha affatto ispirato nell'animo dei diplomatici russi sentimenti di compassione.

mercoledì 22 aprile 2015

Il Presidente Rouhani: "L'attacco saudita allo Yemen figlio di anni di politiche sbagliate in tutto il Medio Oriente e il Nordafrica!"

"Distruggere con bombardamenti l'infrastruttura di un paese già poverissimo e infierire contro la sua popolazione civile colpendo soprattutto donne e bambini non ha alcun senso e dimostra come il regime di Riyadh abbia letteralmente perso la testa dopo anni e anni di politiche sbagliate in Irak, Libano, Siria e Nordafrica; i regnanti di Riyadh credono che il denaro e l'alleanza con gli Usa diano loro il permesso o il diritto di imporre la loro volontà ad altre nazioni arabe o mediorientali e, avendo collezionato solo fallimenti e sconfitte nei loro tentativi precedenti verso altri paesi con lo Yemen hanno provato a utilizzare la bruta forza militare".

giovedì 17 luglio 2014

Breve tregua a Gaza fino all'una di oggi, intanto ministro di Abbas respinto da Rafa a suon di scarpe e uova marce!

A dieci giorni dall'inizio del 'pogrom' militare sionista contro Gaza, quando ormai il bilancio di vittime é arrivato a 227 morti e e quasi mille e settecento feriti, un breve 'cessate il fuoco' é stato stabilito tra le parti dalle otto all'una di oggi onde permettere alle Nazioni Unite di far pervenire un carico di aiuti nella Striscia costiera.

Gli aiuti saranno costituiti specialmente da equipaggiamenti medici e farmaci destinati alle cliniche, agli ambulatori e agli ospedali della Striscia, in questi giorni investiti da quantità eccezionali di pazienti bisognosi di cure immediate.

Intanto nella giornata di ieri il Ministro della Salute del fasullo e inefficace Governo di 'riconciliazione' di Ramallah, Jawad Awad, ha cercato di entrare nella Striscia dal varco di Rafah ma, riconosciuto, é stato respinto dalla popolazione con lanci di scarpe, uova e insulti, dovendo battere prontamente in ritirata con tutto il suo seguito.

domenica 25 maggio 2014

L'ambasciatore siriano alle Nazioni Unite rende omaggio all'Algeria, fedele alleato di Damasco in questi anni di lotta!!

Durante questi difficili anni di lotta contro il terrorismo mercenario e il complotto anglo-saudi-qatar-sionista la Repubblica Araba di Siria ha potuto sempre contare sulla solidarietà politica, diplomatica, morale dell'Algeria, che mai si é piegata ai ricatti e alle minacce di Riyadh e Doha e mai ha acconsentito a pugnalare alle spalle il Presidente Assad e il suo popolo, anche solo verbalmente. Ieri il rappresentante siriano all'ONU Bashar Jafaari, così ha reso omaggio all'Algeria e agli Algerini.

«L'Algeria è il paese arabo che ha sempre onorato i propri impegni finanziari verso la Palestina.
 

L’Algeria è stato il secondo paese arabo, dopo l’ Iraq, che ha finanziato la guerra del ‘73 contro i sionisti.
 

L'Algeria è il primo paese arabo che ha parlato in Arabo al quartier generale delle Nazioni Unite quando Boumedienne ha iniziato il suo discorso con le storiche parole: 'Bism Allah Rahman Raheem wa salat wa salam ala el Ashraf moursaline...'.
 

L'Algeria rappresenta l'ultima vittoria araba nella storia contemporanea.
 

L'esercito algerino è l'unico esercito che ha bombardato il territorio di Israele durante la guerra del ’73.
 

L'Algeria è l'unico paese arabo che ha accettato senza paura di dichiarare la creazione di uno Stato palestinese e il primo paese a riconoscere la Palestina.
 

L'Algeria è l’unico paese arabo e musulmano che ha sconfitto la NATO e la Francia, che era la più grande potenza coloniale di quell'epoca!

Saluto il paese che ha dato un milione e mezzo di martiri»

mercoledì 29 agosto 2012

I Paesi Non-allineati a Teheran prendono posizione contro sanzioni unilaterali e minaccia atomica israeliana!

"Pace duratura attraverso una Governance globale e condivisa", questo lo slogan del Sedicesimo vertice dei Paesi non-allineati che entrerà oggi nel vivo nella capitale iraniana Teheran: inaugurato ufficialmente a inizio settimana esso ha già registrato l'assenso di tutti i delegati partecipanti sul tono e i contenuti della dichiarazione d'apertura che ha sottolineato l'illiceità di sanzioni unilateralmente proclamante al di fuori dell'ambito dell'ONU, la necessità di una profonda riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la gravità della situazione nella Palestina occupata.
Un altro punto evidenziato dalla dichiarazione d'apertura approvata a Teheran riguarda la necessità di un completo disarmo nucleare in Medio Oriente (il che richiederebbe ispezioni ONU a Dimona e la distruzione della riserva di ordigni atomici del regime sionista). Il dibattito che ha visto la stesura e l'approvazione del documento ha coinvolto oltre 50 Ministri degli Esteri convenuti a Teheran ed é stato ritenuto un grande successo diplomatico dell'Iran contro i tentativi Usa e sionisti di isolarlo internazionalmente.

La Repubblica Islamica, inoltre, si prepara ad assumere la presidenza del Movimento dei Non-Allineati, che manterrà per i prossimi 3 anni: i paesi Non-allineati sono il più forte blocco di votanti all'ONU e ne sarebbero certo la forza predominante se le Nazioni Unite fossero organizzate secondo criteri di effettiva democrazia.
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venerdì 20 gennaio 2012

La Thailandia riconosce lo Stato palestinese, una nuova, grave sconfitta diplomatica per Israele!


Il Governo Thailandese ha formalmente annunciato il suo riconoscimento ufficiale della Palestina come Stato autonomo e indipendente, cogentemente col suo impegno a rispettare il Diritto di autodeterminazione dei popoli; Bangkok é dunque il primo paese dell'Asia Sudorientale a riconoscere la Palestina, ma siamo certi che non sarà affatto l'ultimo. La coraggiosa decisione thailandese costituisce anche una netta risposta alla politica di blandizie tentata da Tel Aviv che voleva convincere con varie 'contropartite' il paese ad assumere una posizione filosionista.

Simili mezzucci possono riuscire con i paesi europei, la codardia e bassezza dei cui dirigenti apparentemente non conoscono limiti, ma il tentativo di applicarli in Asia si é risolto nell'ennesimo scacco per il regime dell'Apartheid ebraico. La delegazione dell'Anp all'Onu ha annunciato nella giornata di ieri di aver ricevuto comunicazione ufficiale da parte thailandese dell'avvenuto riconoscimento, di cui sono state inviate informative a tutte le missioni diplomatiche alle Nazioni Unite; in esse si specifica che i confini riconosciuti dalla Thailandia per lo Stato di Palestina sono "Quelli antecedenti all'aggressione israeliana del 1967".

Riyad al-Maliki, dell'Anp ha dichiarato: "Con questo sono 131 i paesi che riconoscono la Palestina, abbiamo iniziato da subito le procedure per stabilire rapporti diplomatici ufficiali e per aprire un'ambasciata adeguata nella capitale thailandese".
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mercoledì 14 dicembre 2011

Il Presidente libanese accusa: "Il concetto occidentale di 'Democrazia' é ipocrita e fallace, va rivisto e aggiornato!"


Il Presidente del Libano, Michel Suleiman, ha evidenziato nel corso del suo ultimo discorso come la pretesa 'superiorità morale' di certi paesi occidentali che si dipingono e si proiettano come i 'campioni' della Democrazia e dei Diritti in realtà non sia che un'affermazione assoluta e ipocrita, priva di collegamenti con la realtà e peggio ancora priva di una propria coerenza interna, dovendo venire stiracchiata e adattata come paravento e giustificazione dell'atteggiamento miope e contraddittorio di quanti pretendono di laurearsi da sé stessi 'Paladini del Diritto' quando poi sono i primi ad agire in base all'esclusiva bussola di interessi, e convenienze le più grette ed egoiste.

"Le nazioni occidentali fanno vista di voler 'sostenere la Democrazia' nel Mondo Arabo, ma noi ci chiediamo come mai i loro pretesi 'alti standard democratici' non vengono mai reclamati, meno che mai 'imposti' nei confronti della Palestina occupata da Israele?", ha domandato il Presidente Suleiman nel corso della sua orazione. Elaborando oltre il concetto l'inquilino della Baabda ha evidenziato come per essere veramente 'giusta' la Democrazia deve essere applicata ovunque con gli stessi criteri, qualunque discriminazione in merito la inficia e la rende la parodia, la caricatura di sé stessa.

Suleiman ha fatto notare come oltre 130 nazioni abbiano finora riconosciuto lo Stato Palestinese ma che, grazie all'ostruzionismo di poche potenze arroganti, i Diritti innegabili e non-negoziabili dei cittadini palestinesi non trovano tuttoggi riconoscimento e protezione in quell'Organizzazione delle Nazioni Unite che del concetto occidentale di Democrazia dovrebbe essere il primo e più sfavillante esempio.

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mercoledì 14 settembre 2011

Erdogan alla Lega Araba: "E' giunto il momento di issare la bandiera dello Stato palestinese all'ONU!"


Nel corso della sua recente visita in Egitto il Primo Ministro turco Recep Erdogan, pur non riuscendo a trovare il tempo per una visita-lampo a Gaza come sperava di poter fare é comunque riuscito a usare il grande risalto mediatico del suo viaggio ufficiale per estendere la propria solidarietà al Popolo palestinese e sostenerne la Causa e le rivendicazioni, con una dichiarazione resa durante il suo discorso di fronte all'assemblea plenaria della Lega Araba che é riuscita a rimbalzare sulle prime pagine di tutti i quotidiani mediorientali e sui bollettini di tutte le agenzie di stampa del mondo.

"Dobbiamo lavorare tutti insieme coi nostri fratelli palestinesi, perché la loro Causa é la Causa della Dignità; é venuto il tempo ormai perché la bandiera di Palestina sia issata alle Nazioni Unite, alziamo quella bandiera e facciamo sì che diventi un simbolo di Pace e di Giustizia non soltanto per il Mondo Arabo, musulmano o Mediorientale, ma per tutto il consesso umano", ha detto Erdogan nel suo discorso cairota, interrotto a più riprese dagli applausi di delegati e spettatori.

Erdogan ha dichiarato ai microfoni dei giornalisti che "In un anno da adesso la situazione palestinese si presenterà in maniera radicalmente differente da quella odierna", insistendo nell'indicare la chiusa e ottusa mentalità degli attuali governanti sionisticome il più grande ostacolo alla pace in Medio Oriente e nel mondo. A sua volta in Egitto per una serie di incontri ufficiali, il Presidente ad interim dell'Autorità palestinese e leader della fazione Fatah, Mahmud Abbas, ha dichiarato che le procedure per la richiesta di riconoscimento all'Assemblea generale dell'ONU proseguono senza intoppi e che l'assise newyorchese sarà chiamata a pronunciarsi su di essa entro la fine del mese di settembre.

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venerdì 15 luglio 2011

Nabil Arabi dichiara che la Lega Araba sosterrà la richiesta di riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina!


Cominciano a farsi sentire gli effetti della nomina di Nabil el-Arabi alla carica di Segretario Generale della Lega Araba; secondo un recente comunicato, infatti, l'organizzazione, tramite la sua "Iniziativa Araba di Pace per il Medio Oriente" suggerirà al consesso internazionale, di fronte all'ostinazione israeliana a garantire lo stop totale e definitivo dell'espansione degli insediamenti illegali popolati da fanatici ebrei armati e delle misure di persecuzione volte alla pulizia etnica dei territori occupati, di sostenere con forza la dichiarazione di indipendenza palestinese e la richiesta di ammissione dello Stato di Palestina all'ONU.

L'annuncio é stato fatto in Qatar, al termine di una riunione della Lega Araba, secondo quanto riportato dall'Agence France Press. L'eco dell'annuncio di El-Arabi si é immediatamente sparso nelle ambasciate e cancellerie di mezzo mondo, rincuorando molto i sostenitori della Causa palestinese. Lo Stato che verrà dichiarato a settembre avrà come confini quelli indicati dalla Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza ONU, che invitava i sionisti a ritirarsi dalle terre conquistate col loro attacco di sorpresa del 1967.


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