Il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha avuto giovedì una conversazione telefonica con il suo nuovo omologo irakeno Mohamed Ali al-Hakim, congratulandosi con lui per essere stato eletto alla carica.
Durante la telefonata, Zarif ha auspicato il successo del diplomatico irakeno nel suo nuovo incarico, esprimendo la speranza che le attuali buone relazioni tra Teheran e Baghdad possano espandersi ulteriormente in tutte le aree, soddisfacendo gli interessi delle due parti.
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venerdì 26 ottobre 2018
Mohammed Javad Zarif chiama al telefono il suo nuovo collega irakeno Ali al-Hakim, le relazioni Teheran-Bagdad continueranno a infittirsi ed espandersi!
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martedì 16 dicembre 2014
Centoquarantacinque terroristi dell'ISIS eliminati dalle forze irakene nelle ultime 48 ore!!
Con l'enorme afflusso di fedeli sciiti a Karbala per la ricorrenza dell'Arbaeen (quest'anno nuovo picco di 20 milioni di pellegrini e nuovo record mondiale come 'più grande adunata umana del mondo') si potrebbe pensare che tutte le risorse e l'attenzione delle forze armate e di sicurezza irakene siano state concentrate su questo colossale evento che ha visto anche la partecipazione di esperti di sicurezza di Hezbollah.
In effetti durante lo svolgimento dell'adunata religiosa diverse operazioni terroriste dell'ISIS sono state intercettate e sventate: sette takfiri del 'califfato' sono stati uccisi e altri 24 sono stati arrestati prima che potessero attentare ai pellegrini, arsenali di armi e munizioni sono stati scoperti e confiscati, quattro autobombe sono state trovate e disinnescate, insieme a ventidue "mine" che dovevano essere disseminate sui viali di avvicinamento verso il mausoleo di Karbala, quattro gilet-bomba sono stati confiscati e tre ordigni in fase di preparazione sono stati scoperti prima che potessero venire completati.
Ma mentre tutto questo aveva luogo si tenevano contemporaneamente numerose operazioni aeree e terrestri negli altri teatri di scontro con l'ISIS/Daash tanto nella provincia occidentale di Anbar quanto nella parte settentrionale del paese.
In seguito ai raid, alle offensive, ai bombardamenti con aerei ed elicotteri siamo lieti di comunicare che non meno di 145 terroristi takfiri sono stati ridotti in terra per ceci nel corso delle ultime 48 ore. Questo dimostra che grazie al sostegno iraniano e russo, che continua inesausto ormai da mesi, l'Irak é in grado di gestire situazioni militari e di sicurezza molto differenti riportando importanti successi in ogni campo.
In effetti durante lo svolgimento dell'adunata religiosa diverse operazioni terroriste dell'ISIS sono state intercettate e sventate: sette takfiri del 'califfato' sono stati uccisi e altri 24 sono stati arrestati prima che potessero attentare ai pellegrini, arsenali di armi e munizioni sono stati scoperti e confiscati, quattro autobombe sono state trovate e disinnescate, insieme a ventidue "mine" che dovevano essere disseminate sui viali di avvicinamento verso il mausoleo di Karbala, quattro gilet-bomba sono stati confiscati e tre ordigni in fase di preparazione sono stati scoperti prima che potessero venire completati.
Ma mentre tutto questo aveva luogo si tenevano contemporaneamente numerose operazioni aeree e terrestri negli altri teatri di scontro con l'ISIS/Daash tanto nella provincia occidentale di Anbar quanto nella parte settentrionale del paese.
In seguito ai raid, alle offensive, ai bombardamenti con aerei ed elicotteri siamo lieti di comunicare che non meno di 145 terroristi takfiri sono stati ridotti in terra per ceci nel corso delle ultime 48 ore. Questo dimostra che grazie al sostegno iraniano e russo, che continua inesausto ormai da mesi, l'Irak é in grado di gestire situazioni militari e di sicurezza molto differenti riportando importanti successi in ogni campo.
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sabato 13 dicembre 2014
La nuova sconiftta dell'ISIS in Irak non è militare: 20 milioni di pellegrini sciiti affollano Karbala per l'Arbaeen!
"Chi non terrorizza, s'ammala di terrore", così cantava Fabrizio De André, e, se le sue parole erano vere, allora i vari 'emiri' del miserabile 'califfato' dell'ISIS dovrebbero cominciare a battere i denti e iniziare a pensare a una "exit strategy" visto che come dimostrano i 20.000.000 di pellegrini sciiti irakeni, iraniani, bahreini, libanesi e di altri paesi del Medio Oriente e dell'Asia dimostrano con la loro stessa presenza nelle strade e nei dintorni di Karbala, l'ISIS e le sue minacce sono rimbalzate senza colpo ferire sulla determinazione di milioni di fedeli di celebrare una delle date più sacre del calendario sciita col tradizionale pellegrinaggio.
L'ISIS aveva tempestato e minacciato stragi orrende, nella speranza di vibrare un importante colpo mediatico contro gli odiatissimi musulmani sciiti (chissà come mai questo 'califfato islamico' invece non si impegna a cacciare americani ed ebrei dal Qatar, dal Bahrein, dalla Palestina...mah!).
Ma lo zelo e la fede dei seguaci dell'Ahlul Bayt si sono mostrate più forti di ogni timore, e anche quest'anno come dal 2009 a questa parte é stato stabilito un NUOVO RECORD di affluenza a Karbala che é diventato anche il nuovo record storico e mondiale di adunata pacifica da quando (nel 2009) é tornato possibile in Irak marcare l'anniversario dell'importante ricorrenza sciita.
L'ISIS aveva tempestato e minacciato stragi orrende, nella speranza di vibrare un importante colpo mediatico contro gli odiatissimi musulmani sciiti (chissà come mai questo 'califfato islamico' invece non si impegna a cacciare americani ed ebrei dal Qatar, dal Bahrein, dalla Palestina...mah!).
Ma lo zelo e la fede dei seguaci dell'Ahlul Bayt si sono mostrate più forti di ogni timore, e anche quest'anno come dal 2009 a questa parte é stato stabilito un NUOVO RECORD di affluenza a Karbala che é diventato anche il nuovo record storico e mondiale di adunata pacifica da quando (nel 2009) é tornato possibile in Irak marcare l'anniversario dell'importante ricorrenza sciita.
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martedì 9 dicembre 2014
Un milione di iraniani entrano in Irak per la festività di Arbaeen, senza nemmeno bisogno del 'visto'!
2009: 12.500.000 di persone
2010: 14.000 000 di persone
2011: 15.500.000 di persone
2012: 17.000.000 di persone
2013: 18.000.000 di persone
Questa tabella riassume il numero stimato dei partecipanti riunitisi nella città sacra sciita di Karbala per la ricorrenza dell'Arbaeen negli ultimi cinque anni; l'Arbaeen, commemorazione del martirio di Hussein che si tiene quaranta giorni dopo la festività dell'Ashoura.
Quest'anno alcuni commentatori prevedevano che sarebbe stato difficile eguagliare i record degli anni passati a causa della situazione in Irak e della minaccia di attentati terroristici.
Sciocchi!
Questi commentatori (quasi tutti molli americani ed europei, possiamo scommetterci) non capiscono la mentalità sciita e non riescono a comprendere che la prospettiva di una possibile morte nel luogo più santo dello sciismo nell'anniversario del martirio di Hussein semmai può essere uno SPRONE affinché numeri ancora più impressionanti di fedeli si rechino in pellegrinaggio!
Infatti almeno un milione di iraniani hanno attraversato il confine con l'Irak e altre centinaia di migliaia sono attesi nelle prossime ore.
Sotto la dittatura di Saddam Hussein era PROIBITO festeggiare pubblicamente l'Arbaeen e nessun accesso di fedeli iraniani era possibile. Anche sotto l'occupazione militare americana questo divieto fu mantenuto.
Adesso invece il Governo irakeno di Haider Abadi ha addirittura abolito la necessità di munirsi di visto per l'espatrio visto che l'enorme richiesta degli stessi rischiava di mettere in crisi la burocrazia dello Stato mesopotamico.
Vogliamo pensare che tale facilitazione sia anche da intendersi come un 'grazie' alla Repubblica Islamica che in molti validi modi sta aiutando l'Irak a fronteggiare la minaccia terroristica dell'ISIS.
Altro che 'bloccare l'influenza iraniana' come speravano gli Usa e Tel Aviv...la minaccia takfira sta rinsaldando sempre più i rapporti Bagdad-Teheran: a livello politico, diplomatico, militare e religioso!!!
2010: 14.000 000 di persone
2011: 15.500.000 di persone
2012: 17.000.000 di persone
2013: 18.000.000 di persone
Questa tabella riassume il numero stimato dei partecipanti riunitisi nella città sacra sciita di Karbala per la ricorrenza dell'Arbaeen negli ultimi cinque anni; l'Arbaeen, commemorazione del martirio di Hussein che si tiene quaranta giorni dopo la festività dell'Ashoura.
Quest'anno alcuni commentatori prevedevano che sarebbe stato difficile eguagliare i record degli anni passati a causa della situazione in Irak e della minaccia di attentati terroristici.
Sciocchi!
Questi commentatori (quasi tutti molli americani ed europei, possiamo scommetterci) non capiscono la mentalità sciita e non riescono a comprendere che la prospettiva di una possibile morte nel luogo più santo dello sciismo nell'anniversario del martirio di Hussein semmai può essere uno SPRONE affinché numeri ancora più impressionanti di fedeli si rechino in pellegrinaggio!
Infatti almeno un milione di iraniani hanno attraversato il confine con l'Irak e altre centinaia di migliaia sono attesi nelle prossime ore.
Sotto la dittatura di Saddam Hussein era PROIBITO festeggiare pubblicamente l'Arbaeen e nessun accesso di fedeli iraniani era possibile. Anche sotto l'occupazione militare americana questo divieto fu mantenuto.
Adesso invece il Governo irakeno di Haider Abadi ha addirittura abolito la necessità di munirsi di visto per l'espatrio visto che l'enorme richiesta degli stessi rischiava di mettere in crisi la burocrazia dello Stato mesopotamico.
Vogliamo pensare che tale facilitazione sia anche da intendersi come un 'grazie' alla Repubblica Islamica che in molti validi modi sta aiutando l'Irak a fronteggiare la minaccia terroristica dell'ISIS.
Altro che 'bloccare l'influenza iraniana' come speravano gli Usa e Tel Aviv...la minaccia takfira sta rinsaldando sempre più i rapporti Bagdad-Teheran: a livello politico, diplomatico, militare e religioso!!!
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sabato 29 novembre 2014
Per proteggere gli irakeni durante la festa dell'Arbaeen Hezbollah invia in Mesopotamia i suoi militanti più scelti!!
L'Arbaeen, ricorrenza sciita che cade esattamente quaranta giorni dopo l'Ashoura, é celebrata in Irak da milioni di pellegrini che si recano a Karbala a rendere omaggio al martirio di Hussein e dei suoi compagni, trucidati dai traditori ummayadi.
Per evitare che questo mega-raduno di fedeli sciiti (che può aggregare in pochi giorni nello stesso luogo fino a dodici e persino a quindici milioni di persone), il partito libanese Hezbollah ha inviato nella città santa mesopotamica i militanti delle sue Forze Speciali, perché si mettano a disposizione del Governo e delle organizzazioni sciite locali per prevenire ed eventualmente stroncare sul nascere ogni tentati takfiro di attacco alle celebrazioni.
Le Forze Speciali di Hezbollah si erano già viste all'opera durante l'Ashoura a Beirut, celate dalle uniformi nere con visore ed elmetto, silenziose e attentissime, hanno vigilato sul cordoglio e sul trasporto mistico di decine di migliaia di sciiti riuniti nella capitale libanese.
Per evitare che questo mega-raduno di fedeli sciiti (che può aggregare in pochi giorni nello stesso luogo fino a dodici e persino a quindici milioni di persone), il partito libanese Hezbollah ha inviato nella città santa mesopotamica i militanti delle sue Forze Speciali, perché si mettano a disposizione del Governo e delle organizzazioni sciite locali per prevenire ed eventualmente stroncare sul nascere ogni tentati takfiro di attacco alle celebrazioni.
Le Forze Speciali di Hezbollah si erano già viste all'opera durante l'Ashoura a Beirut, celate dalle uniformi nere con visore ed elmetto, silenziose e attentissime, hanno vigilato sul cordoglio e sul trasporto mistico di decine di migliaia di sciiti riuniti nella capitale libanese.
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domenica 20 ottobre 2013
Pellegrino sciita liberato in Siria dichiara: "Ho deciso di arruolarmi in Hezbollah!"
Abbas Shoaib, cittadino libanese di fede sciita, é uno dei nove ostaggi rilasciati ieri dopo mesi e mesi di prigionia in mano ai terroristi takfiri che lo avevano catturato insieme ai suoi compagni di pellegrinaggio di ritorno dalla visita a un luogo santo della sua fede.
Shoaib, che come si vede in foto é un uomo maturo, non ha mai militato in partiti politici e meno che mai in organizzazioni armate, tuttativa i suoi catturatori wahabiti erano convinti che, essendo libanese, dovesse essere un militante, anzi, un "comandante" nientemeno che di Hezbollah, e per questo durante la sua prigionia lo hanno minacciato più volte di volerlo fucilare.
Adesso, rientrato finalmente in patria a riabbracciare amici e parenti, ha dichiarato ai microfoni dei media: "Finora non mi ero mai avvicinato all'organizzazione di Resistenza Hezbollah, ma d'ora in poi, Dio volendo, farò richiesta di unirmi ad essa, per quanto possano permettere le mie capacità, Hassan Nasrallah fin da oggi può considerarmi tra i suoi seguaci!".
Shoaib, che come si vede in foto é un uomo maturo, non ha mai militato in partiti politici e meno che mai in organizzazioni armate, tuttativa i suoi catturatori wahabiti erano convinti che, essendo libanese, dovesse essere un militante, anzi, un "comandante" nientemeno che di Hezbollah, e per questo durante la sua prigionia lo hanno minacciato più volte di volerlo fucilare.
Adesso, rientrato finalmente in patria a riabbracciare amici e parenti, ha dichiarato ai microfoni dei media: "Finora non mi ero mai avvicinato all'organizzazione di Resistenza Hezbollah, ma d'ora in poi, Dio volendo, farò richiesta di unirmi ad essa, per quanto possano permettere le mie capacità, Hassan Nasrallah fin da oggi può considerarmi tra i suoi seguaci!".
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sabato 19 ottobre 2013
FINALMENTE LIBERI! Gli ultimi pellegrini sciiti libanesi rimasti mesi in mano ai terroristi takfiri sono stati rilasciati
Il Segretario Generale della Surete libanese Abbas Ibrahim ha comunicato che i nove libanesi restati per mesi in mano ai terroristi takfiri anti-Assad sono al sicuro e stanno venendo trasferiti dalla Siria alla Turchia, da cui poi torneranno in patria.
Il Ministro dell'Interno a interim Marwan Charbel ha confermato la notizia ed espresso il suo sollievo alla tardiva ma felice soluzione della lunga impasse.
I corrispondenti di Al-Manar, emittente di Hezbollah, riportano scene di giubilo pubblico nel sobborgo meridionale di Beirut da parte di parenti, familiari e amici dei pellegrini, che erano stati rapiti nel corso di un pellegrinaggio ai luoghi sacri sciiti.
Degli undici pellegrini rapiti in origine due vennero rilasciati nei mesi scorsi, con i nove liberati oggi non ne rimangono più in mano ai mercenari wahabiti e non si sono avute perdite tra i sequestrati.
Il rapimento dei cittadini libanesi aveva causato, per 'rappresaglia', il recente sequestro di due ufficiali piloti delle aerolinee di Ankara.
Il Ministro dell'Interno a interim Marwan Charbel ha confermato la notizia ed espresso il suo sollievo alla tardiva ma felice soluzione della lunga impasse.
I corrispondenti di Al-Manar, emittente di Hezbollah, riportano scene di giubilo pubblico nel sobborgo meridionale di Beirut da parte di parenti, familiari e amici dei pellegrini, che erano stati rapiti nel corso di un pellegrinaggio ai luoghi sacri sciiti.
Degli undici pellegrini rapiti in origine due vennero rilasciati nei mesi scorsi, con i nove liberati oggi non ne rimangono più in mano ai mercenari wahabiti e non si sono avute perdite tra i sequestrati.
Il rapimento dei cittadini libanesi aveva causato, per 'rappresaglia', il recente sequestro di due ufficiali piloti delle aerolinee di Ankara.
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domenica 13 gennaio 2013
Gli ex-ostaggi iraniani in Siria testimonieranno di fronte a Commissione Parlamentare per identificare formazioni e leader terroristi che li hanno tenuti prigionieri!
La loro ordalia finalmente terminata con un ritorno in patria veramente trionfale, i 48 pellegrini iraniani catturati lo scorso agosto dai terroristi mercenari wahabiti mentre si stavano recando presso Damasco a visitare il santurario sciita di Hazrat Zainab hanno ancora un compito da assolvere, che forse si rivelerà di estrema importanza per aiutare il Governo del Presidente Assad a schiacciare una volte per tutte l'insorgenza criminale aizzata contro il suo popolo dall'imperialismo occidentale e sionista.
Infatti gli ex-ostaggi si presenteranno nelle prossime settimane di fronte a una apposita commissione nominata dai Majlis (Parlamento) della Repubblica Islamica incaricata di indagare sulle circostanze della loro cattura, prigionia e liberazione, cercando di ricostruire al meglio delle loro possibilità, tempi, modi e luoghi della loro prigionia, identificando sulla base di documenti dell'Intelligence unità e comandanti delle formazioni terroriste con cui sono venuti a contatto.
Queste informazioni, collimate e confrontate tra loro, saranno poi subito spedite a Damasco dove si spera che risultino utili per vibrare nuovi decisivi colpi alla guerriglia qaedista finanziata da sauditi, turchi e qatarioti.
Infatti gli ex-ostaggi si presenteranno nelle prossime settimane di fronte a una apposita commissione nominata dai Majlis (Parlamento) della Repubblica Islamica incaricata di indagare sulle circostanze della loro cattura, prigionia e liberazione, cercando di ricostruire al meglio delle loro possibilità, tempi, modi e luoghi della loro prigionia, identificando sulla base di documenti dell'Intelligence unità e comandanti delle formazioni terroriste con cui sono venuti a contatto.
Queste informazioni, collimate e confrontate tra loro, saranno poi subito spedite a Damasco dove si spera che risultino utili per vibrare nuovi decisivi colpi alla guerriglia qaedista finanziata da sauditi, turchi e qatarioti.
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venerdì 11 gennaio 2013
Volano a Teheran gli Iraniani liberati mentre i Libanesi chiedono il rilascio anche dei loro connazionali!
Dopo essere stati ospitati presso l'ambasciata della Repubblica Islamica a Damasco e avere ricevuto gli auguri del Governo siriano i 48 pellegrini iraniani catturati in Siria lo scorso agosto da militanti terroristi stranieri sono saliti su un jet che li ha riportati a Teheran dove, in trepidante attesa, li attendono familiari e parenti che per mesi e mesi hanno sperato e pregato per questo momento di riunione.
Il rilascio degli ostaggi é un segno della prevalenza sul terreno delle forze governative del Presidente Assad, che é riuscito a garantire la liberazione dei catturati restituendo a Turchia e Qatar alcuni dei loro cittadini catturati nel corso di operazioni antiterrorismo condotte negli ultimi mesi. Questo perché, ricordiamolo sempre, la 'regia' dell'azione terrorista in Siria é ed é sempre stata straniera.
Sempre riconoscendo questa realtà nella capitale libanese Beirut centinaia di dimostranti si sono radunati di fronte all'ambasciata di Doha per chiedere al regime dell'Emiro Al-Thani di far liberare anche gli ostaggi libanesi ancora in mano ai terroristi in Siria.
Il rilascio degli ostaggi é un segno della prevalenza sul terreno delle forze governative del Presidente Assad, che é riuscito a garantire la liberazione dei catturati restituendo a Turchia e Qatar alcuni dei loro cittadini catturati nel corso di operazioni antiterrorismo condotte negli ultimi mesi. Questo perché, ricordiamolo sempre, la 'regia' dell'azione terrorista in Siria é ed é sempre stata straniera.
Sempre riconoscendo questa realtà nella capitale libanese Beirut centinaia di dimostranti si sono radunati di fronte all'ambasciata di Doha per chiedere al regime dell'Emiro Al-Thani di far liberare anche gli ostaggi libanesi ancora in mano ai terroristi in Siria.
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mercoledì 9 gennaio 2013
Finalmente liberi i 48 pellegrini iraniani sequestrati lo scorso agosto! La liberazione frutto dei successi del Governo siriano!
Si sa, quando si hanno in mano degli ostaggi ma la propria capacità di porre condizioni ed esigere che siano rispettate va rapidamente riducendosi e sgretolandosi questi, da arma di trattativa e punto di forza cominciano a diventare sempre più un peso e un ostacolo che altro.
Tuttavia, per i gruppi armati finanziati e sostenuti in Siria dalla coalizione sunnita-turco-american-sionista in funzione anti-Assad e anti-Resistenza, non vi era altro modo di liberarsi del gravoso fardello se non con un accordo ufficiale con le forze governative, sulla base del quale, nel prossimo futuro, poter richiedere un trattamento leniente quando si dovrà trattare la resa e abbandonare le armi di fronte a una intenibile situazione politico-militare.
I 48 pellegrini iraniani erano stati bloccati a inizio agosto 2012 poco fuori dalla capitale siriana Damasco mentre si stavano dirigendo a visitare e omaggiare il santuario di Hazrat Zainab, meta piuttosto rilevante del circuito di pellegrinaggi "minori" dell'Islam sciita. A lungo i rapitori avevano minacciato rappresaglie sugli ostaggi a meno che il Governo non avesse concesso unilateralmente un cessate il fuoco di 48 ore nei confronti dei terroristi wahabiti.
Assad e i suoi generali non si sono mai piegati e ai sequestratori non é bastato il coraggio per mantenere quanto paventato. I cittadini iraniani sono già in custodia delle forze governative e incontreranno presto l'ambasciatore della Repubblica Islamica, prima di venir fatti tornare in patria.
Tuttavia, per i gruppi armati finanziati e sostenuti in Siria dalla coalizione sunnita-turco-american-sionista in funzione anti-Assad e anti-Resistenza, non vi era altro modo di liberarsi del gravoso fardello se non con un accordo ufficiale con le forze governative, sulla base del quale, nel prossimo futuro, poter richiedere un trattamento leniente quando si dovrà trattare la resa e abbandonare le armi di fronte a una intenibile situazione politico-militare.
I 48 pellegrini iraniani erano stati bloccati a inizio agosto 2012 poco fuori dalla capitale siriana Damasco mentre si stavano dirigendo a visitare e omaggiare il santuario di Hazrat Zainab, meta piuttosto rilevante del circuito di pellegrinaggi "minori" dell'Islam sciita. A lungo i rapitori avevano minacciato rappresaglie sugli ostaggi a meno che il Governo non avesse concesso unilateralmente un cessate il fuoco di 48 ore nei confronti dei terroristi wahabiti.
Assad e i suoi generali non si sono mai piegati e ai sequestratori non é bastato il coraggio per mantenere quanto paventato. I cittadini iraniani sono già in custodia delle forze governative e incontreranno presto l'ambasciatore della Repubblica Islamica, prima di venir fatti tornare in patria.
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lunedì 28 maggio 2012
NOTIZIA BOMBA! Il rapimento dei pellegrini sciiti in Siria ordinato dal mezzo saudita Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese!
Rapporti emersi nel tardo pomeriggio di ieri indicano una "connessione innegabile" tra il rapimento dei 13 pellegrini libanesi sciiti sequestrati in Siria mentre stavano tornando da un pellegrinaggio in Iran e il campo politico del Movimento Futuro di Saad Hariri, il mezzo saudita leader dell'alleanza filoisraeliana e filoamericana nel Paese dei Cedri, che anzi avrebbe lui stesso ordinato la presa di ostaggi per tentare di mettere in cattiva luce il Governo Mikati.
Si spiegherebbe così il ritardo tra l'annuncio della liberazione degli ostaggi e il loro effettivo ritorno in patria: i militanti wahabiti legati ad Al-Qaeda e pagati dall'Arabia Saudita e dal Qatar (gli stessi sponsor politici di Hariri) starebbero ritardando il loro rilascio in maniera da fare apparire prematuro e avventato l'annuncio di Mikati e del Ministro degli Esteri Mansour riguardo al loro prossimo arrivo a Beirut, per danneggiarne l'immagine di statisti in vista delle prossime elezioni politiche del 2013.
Ma il complotto sunnita che coinvolge i massimi livelli dell'Alleanza 14 Marzo in cooperazione con i qaedisti attivi in Siria é stato scoperto grazie all'arresto di uno dei rapitori, bloccato dalle forze del Presidente Assad vicino al confine turco che ha rivelato come l'ordine di rapimento, emesso da Hariri, sia stato riferito e implementato dal deputato Uqab Saqr (foto sopra), che avrebbe materialmente contattato i terroristi pagando loro una forte somma.
Il piano però é esploso in faccia ai suoi stessi burattinai con conseguenze che non é ancora possibile valutare appieno ma potrebbero comportare una messa sotto accusa dello stesso Hariri il che vale a dire la decapitazione totale del blocco filoimperialista libanese, già molto danneggiato dall'emorragia di consensi cristiani dopo gli atti di violenza scatentati dai sunniti estremisti a Tripoli siriaca nei giorni passati.
Si spiegherebbe così il ritardo tra l'annuncio della liberazione degli ostaggi e il loro effettivo ritorno in patria: i militanti wahabiti legati ad Al-Qaeda e pagati dall'Arabia Saudita e dal Qatar (gli stessi sponsor politici di Hariri) starebbero ritardando il loro rilascio in maniera da fare apparire prematuro e avventato l'annuncio di Mikati e del Ministro degli Esteri Mansour riguardo al loro prossimo arrivo a Beirut, per danneggiarne l'immagine di statisti in vista delle prossime elezioni politiche del 2013.
Il piano però é esploso in faccia ai suoi stessi burattinai con conseguenze che non é ancora possibile valutare appieno ma potrebbero comportare una messa sotto accusa dello stesso Hariri il che vale a dire la decapitazione totale del blocco filoimperialista libanese, già molto danneggiato dall'emorragia di consensi cristiani dopo gli atti di violenza scatentati dai sunniti estremisti a Tripoli siriaca nei giorni passati.
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sabato 26 maggio 2012
Sollievo a Beirut: gli ostaggi libanesi catturati in Siria dai terroristi wahabiti sono stati liberati!
Le ottimistiche previsioni di Adnan Mansour si sono rivelate profetiche; a meno di 72 ore dal loro sequestro i pellegrini libanesi presi in ostaggio nella provincia di Aleppo da terroristi wahabiti finanziati e sostenuti dalla Turchia di Erdogan sono stati liberati e sono sul punto di tornare in patria. I rapiti facevano parte di un gruppo di pellegrini sciiti che stavano rientrando dopo aver visitato un luogo sacro nella Repubblica Islamica dell'Iran.
Il Primo Ministro del Paese dei Cedri, Najib Mikati, ha dichiarato che tutti e tredici i cittadini libanesi sono stati liberati nella giornata di ieri e subito sono stati scortati in patria dalle autorità turche. Il fatto che i terroristi rapitori abbiano attraversato il confine subito dopo il sequestro dimostra come le cellule di provocatori che agiscono in Siria contro il legittimo Governo di Assad possano godere in Turchia di basi e appoggi.
I pellegrini sono stati fermati martedì nella provincia di Aleppo da un gruppo armato che subito ha diviso gli uomini dalle donne, lasciando queste ultime libere di proseguire e portando invece gli ostaggi oltre il vicino confine con la Turchia. Forse speravano di poter convincere le autorità siriane a liberare dei loro complici catturati negli ultimi mesi in cambio del rilascio dei rapiti.
Il Primo Ministro del Paese dei Cedri, Najib Mikati, ha dichiarato che tutti e tredici i cittadini libanesi sono stati liberati nella giornata di ieri e subito sono stati scortati in patria dalle autorità turche. Il fatto che i terroristi rapitori abbiano attraversato il confine subito dopo il sequestro dimostra come le cellule di provocatori che agiscono in Siria contro il legittimo Governo di Assad possano godere in Turchia di basi e appoggi.
I pellegrini sono stati fermati martedì nella provincia di Aleppo da un gruppo armato che subito ha diviso gli uomini dalle donne, lasciando queste ultime libere di proseguire e portando invece gli ostaggi oltre il vicino confine con la Turchia. Forse speravano di poter convincere le autorità siriane a liberare dei loro complici catturati negli ultimi mesi in cambio del rilascio dei rapiti.
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giovedì 24 maggio 2012
Il Ministro Adnan Mansour dichiara: "Trattative per la liberazione dei pellegrini sequestrati in Siria da terroristi wahabiti!"
Adnan Mansour, Ministro degli Esteri di Beirut, ha dichiarato che i tredici cittadini libanesi catturati in Siria mentre erano di ritorno dal pellegrinaggio a un luogo santo sciita nella Repubblica Islamica dell'Iran si trovano in mano a "cellule terroristiche siriane" ma che grazie agli sforzi prodotti dal suo Ministero dovrebbero venire presto rilasciati.
Mansour ha dichiarato che per tutta la giornata di mercoledì 23 maggio é stato tenuto aggiornato sulla posizione dei sequestrati e che canali negoziali sono stati aperti con la cellula di provocatori stranieri che li ha in mano. Non ha dichiarato chi sia a capo dei negoziati ma ha espresso fiducia che la questione verrà risolta "il prima possibile".
Si nota così che mentre i wahabiti libanesi, con il sostegno più o meno volontario dell'Alleanza 14 Marzo di Saad Hariri, fanno del loro meglio per gettare il Paese dei Cedri nell'instabilità e nel caos, arrivando persino ad attaccare le forze armate, dall'altra parte i rappresentanti dell'alleanza progressista di Amal, Hezbollah, LMP, SSNP e altre forze riformiste non lesinano alcuno sforzo per tutelare la vita e la sicurezza dei cittadini libanesi, anche all'estero. Ne tengano conto, gli abitanti del Paese dei Cedri, in vista delle elezioni del 2013.
Mansour ha dichiarato che per tutta la giornata di mercoledì 23 maggio é stato tenuto aggiornato sulla posizione dei sequestrati e che canali negoziali sono stati aperti con la cellula di provocatori stranieri che li ha in mano. Non ha dichiarato chi sia a capo dei negoziati ma ha espresso fiducia che la questione verrà risolta "il prima possibile".
Si nota così che mentre i wahabiti libanesi, con il sostegno più o meno volontario dell'Alleanza 14 Marzo di Saad Hariri, fanno del loro meglio per gettare il Paese dei Cedri nell'instabilità e nel caos, arrivando persino ad attaccare le forze armate, dall'altra parte i rappresentanti dell'alleanza progressista di Amal, Hezbollah, LMP, SSNP e altre forze riformiste non lesinano alcuno sforzo per tutelare la vita e la sicurezza dei cittadini libanesi, anche all'estero. Ne tengano conto, gli abitanti del Paese dei Cedri, in vista delle elezioni del 2013.
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