Secondo quanto riportato dal Centro Informazioni Wadi Hilweh nella giornata di ieri ebrei razzisti provenienti dalle colonie illegali che come funghi velenosi scempiano la Cisgiordania si sono scagliati in branco contro il villaggio di Zaid Abu Qwedir, vicino a Silwan nella zona di Batn al-Hawa.
Consci della loro impunità, gli ebrei si sono dati alla devastazione di proprietà dei legittimi abitanti palestinesi e hanno perfino aggredito un bambino di appena otto anni; quando la gente del villaggio é intervenuta per strappare il piccolo alle loro grinfie i codardi militari dell'occupazione si sono uniti ai fanatici, sparando ad altezza d'uomo e gettando persino una granata a gas dentro una casa occupata da cinque minori.
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domenica 13 settembre 2015
Teppisti ebrei e militari del regime ebraico attaccano il villaggio palestinese di Zaid Abu Qweidir
giovedì 28 maggio 2015
Ancora un tentato omicidio stradale ad Al-Quds, da parte di un'ebrea razzista degli insediamenti illegali!
Un adolescente palestinese di nome Hani Skafi, di quindici anni di età, é stato ricoverato in gravi condizioni presso l'Ospedale Hadassah dopo essere stato travolto nei dontorni di Silwan, a Sud della Moschea di Al-Aqsa.
E' l'ennesimo episodio del genere, in un trend allarmante che non ci siamo mai stancati di denunciare e segnalare.
Testimoni oculari hanno riportato che alla guida del fuoristrada che lo ha preso di mira e lo ha travolto vi era un'ebrea dell'insediamento illegale di 'maale heyzetem', fungaia velenosa di miliziani giudei razzisti impiantata vicino al quartiere di Ras al-Amoud.
E' l'ennesimo episodio del genere, in un trend allarmante che non ci siamo mai stancati di denunciare e segnalare.
Testimoni oculari hanno riportato che alla guida del fuoristrada che lo ha preso di mira e lo ha travolto vi era un'ebrea dell'insediamento illegale di 'maale heyzetem', fungaia velenosa di miliziani giudei razzisti impiantata vicino al quartiere di Ras al-Amoud.
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giovedì 26 febbraio 2015
Un'altra bambina palestinese investita dagli Ebrei razzisti degli insediamenti illegali in Cisgiordania!
La tragica scena che vedete in foto testimonia dei primi soccorsi
ricevuti da Noor Karim Danaa, una bambina palestinese di appena dieci anni, pochi istanti dopo
essere stata travolta da un fanatico colono ebreo degli insediamenti
illegali che la ha inseguita e investita con la sua Jeep a Silwan,località della Cisgiordania occupata nei pressi di Al-Quds.
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lunedì 24 novembre 2014
Ecco la verità dietro l'atto di Resistenza di Abdel Rahman Shaloudi, pioniere della Terza Intifada.
Abdel Rahman Shaloudi é uno dei due coraggiosi Palestinesi che all'inizio del mese si sono lanciati al volante delle loro auto contro invasori illegali della loro terra: i famigerati ebrei fanatici degli insediamenti. I media asserviti al Sionismo o rimbambiti di pacioso buonismo da Caritas lo hanno chiamato 'terrorista', come se fosse uno sgozzatore barbuto dell'ISIS; noi siamo di un'altra pasta e lo chiamiamo combattente di liberazione nazionale, sfidando chiunque a censurarci per questo giudizio che é prettamente legale, tattico e storico-politico.
Mentre il resto della fanfara mediatica del giornalistame italico una volta apposto il bollo 'terrorista' su qualcuno non ha poi nessun interesse ad approfondirne la storia o le scelte, noi, appunto, siamo d'altra pasta e vi proponiamo le immagini della casa della sua famiglia, distrutta dai sionazisti (da quando in qua, SECONDO QUALE LEGGE, é plausibile colpire la casa di una famiglia per le azioni di un suo membro? Potrei io andare a radere al suolo il ghetto di Roma per punire i parenti delle SS a Sei Punte -e a Roma ce ne sono molti- che hanno massacrato bambini innocenti a Gaza?).
Vi racconteremo anche perché Abdel abbia scelto di immolarsi nel suo gesto di Resistenza: egli era perseguitato dalla polizia sionista che voleva trasformarlo, con l'intimidazione e il ricatto in un suo "soffia", un informatore delatore nel cuore del quartiere palestinese di Silwan, ad Al-Quds.
Abdel era pedinato da agenti sionisti, una volta questi rubarono la sua macchina e quando lui andò alla centrale di polizia per denunciare il furto fu accusato di aver mentito e tenuto tre giorni in cella di isolamento, i secondini gli dissero che se avesse accettato di collaborare sarebbe stato, ovviamente, subito rilasciato.
ADESSO il suo gesto ha molto più senso, messo in prospettiva, spiegato.
Ripetiamo, Abdel Rahman Shaloudi non era un terrorista, era un combattente, parte di un popolo oppresso ma mai domato che ha preferito immolarsi causando il massimo danno al suo nemico.
Il suo gesto può essere condiviso o meno, ma non può essere chiamato 'crimine'.
Mentre il resto della fanfara mediatica del giornalistame italico una volta apposto il bollo 'terrorista' su qualcuno non ha poi nessun interesse ad approfondirne la storia o le scelte, noi, appunto, siamo d'altra pasta e vi proponiamo le immagini della casa della sua famiglia, distrutta dai sionazisti (da quando in qua, SECONDO QUALE LEGGE, é plausibile colpire la casa di una famiglia per le azioni di un suo membro? Potrei io andare a radere al suolo il ghetto di Roma per punire i parenti delle SS a Sei Punte -e a Roma ce ne sono molti- che hanno massacrato bambini innocenti a Gaza?).
Vi racconteremo anche perché Abdel abbia scelto di immolarsi nel suo gesto di Resistenza: egli era perseguitato dalla polizia sionista che voleva trasformarlo, con l'intimidazione e il ricatto in un suo "soffia", un informatore delatore nel cuore del quartiere palestinese di Silwan, ad Al-Quds.
Abdel era pedinato da agenti sionisti, una volta questi rubarono la sua macchina e quando lui andò alla centrale di polizia per denunciare il furto fu accusato di aver mentito e tenuto tre giorni in cella di isolamento, i secondini gli dissero che se avesse accettato di collaborare sarebbe stato, ovviamente, subito rilasciato.
ADESSO il suo gesto ha molto più senso, messo in prospettiva, spiegato.
Ripetiamo, Abdel Rahman Shaloudi non era un terrorista, era un combattente, parte di un popolo oppresso ma mai domato che ha preferito immolarsi causando il massimo danno al suo nemico.
Il suo gesto può essere condiviso o meno, ma non può essere chiamato 'crimine'.
venerdì 26 settembre 2014
Pirati della strada ebrei inseguono e investono bambino palestinese di dieci anni con il loro fuoristrada!!
Ancora una volta ci troviamo a rendere fedele cronaca della disumanità dei coloni ebrei razzisti degli insediamenti illegali che, simili a funghi velenosi, prosperano sotto l'imbelle regime dell'Anp nella terra occupata di Cisgiordania.
Adam el-Risheq, bambino palestinese che vedete nella foto, di appena dieci anni, é stato inseguito e travolto da un occupante giudeo alla guida di un potente fuoristrada nella parte orientale della città di Gerusalemme Occupata, a Silwan
Il Centro Informazioni Wadi Hilweh ha diffuso la notizia e le foto relative dopo che Adam é stato soccorso e ricoverato in ospedale dove ha subito un intervento d'urgenza per ridurre e comporre una frattura.
Adam el-Risheq, bambino palestinese che vedete nella foto, di appena dieci anni, é stato inseguito e travolto da un occupante giudeo alla guida di un potente fuoristrada nella parte orientale della città di Gerusalemme Occupata, a Silwan
Il Centro Informazioni Wadi Hilweh ha diffuso la notizia e le foto relative dopo che Adam é stato soccorso e ricoverato in ospedale dove ha subito un intervento d'urgenza per ridurre e comporre una frattura.
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sabato 31 marzo 2012
Un morto e oltre cento feriti nella brutale repressione sionista delle manifestazioni per la 'Giornata della Terra Palestinese'!
Come avevamo promesso precedentemente abbiamo atteso di ottenere ulteriori dettagli sulle conseguenze dell'attacco selvaggio scatenato dalle forze sioniste contro i pacifici manifestanti palestinesi che stavano celebrando la "Giornata della Terra" marciando disarmati verso il punto più vicino raggiungibile in direzione di Gerusalemme.
Secondo quanto traspirato finora sarebbero confermate le cifre di un morto, ventitrè o venticinque feriti gravi e 150 più leggeri, più diverse dozzine di arrestati nella West Bank, la parte di territorio occupata dal regime sionista e invasa dalle cancerose estensioni degli insediamenti ebraici illegali. Proprio in Cisgiordania la repressione sionista sarebbe stata durissima, con uso esteso di gas urticanti, proiettili di plastica, ultrasuoni e miscele nauseanti, che tuttavia non hanno avuto ragione della determinazione palestinese, costringendo la sbirraglia sionista a ricorrere persino alle cariche a cavallo.
Scontri tra manifestanti e soldati dell'occupazioen ebraica sono stati particolarmente intensi a Tur e Wadi al-Jouz, dove giovani palestinesi hanno bersagliato i loro avversari in uniforme con pietre e altri proiettili improvvisati; presso i campi profughi di Silwan e Shafat le forze di occupazione erano presenti in gran numero ma sono state costrette a indietreggiare dalla determinazione dei dimostranti. Tra i feriti si conterebbero anche i parlamentari Abdel-Qader e Mustafa Barghouti.
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domenica 15 maggio 2011
Vergogna!! I Sionisti non lasciano in pace Milad Samir Ayyash nemmeno da morto, attaccano il suo corteo funebre!!
Scontri di estrema violenza sono scoppiati nel pomeriggio di ieri a Silwan durante la processione funebre di Milad Samir Ayyash, il ragazzino di sedici anni ucciso dagli israeliani con un proiettile allo stomaco nel corso delle manifestazioni del venerdì contro il tentativo sionista di imporre la "pulizia etnica" al popoloso sobborgo di Gerusalemme, per creare "spazio vitale" dove paracadutare i violenti e fanatici coloni ebrei illegali, le milizie del Regime dell'Apartheid.
Il corteo funebre del giovanissimo "Shaheed", già onorato da molti come il primo martire della "Terza Intifada", si stava dirigendo verso il cimitero di Bab al-Rahma quando si é trovato la strada sbarrata da polizia e militari dell'Occupazione sionista, che hanno cercato di deviarne il percorso, subito si sono accesi tafferugli che sono degenerati in scontri sempre più accesi; due palestinesi sono stati feriti da proiettili di plastica con l'anima in metallo sparati dalle truppe sioniste come sempre contro tutti i criteri che dovrebbero garantirne la "non letalità".
Il proiettile di plastica dovrebbe essere sparato da una distanza non inferiore a venti metri e venire mirato a un arto, con lo scopo di immobilizzare e incapacitare il dimostrante senza ucciderlo: gli israeliani regolarmente li sparano a bruciapelo mirando alla testa o al torso, condizioni di utilizzo che spesso e volentieri rendono mortali anche questi proiettili "antisommossa".
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sabato 14 maggio 2011
La Terza Intifada é ufficialmente iniziata e ha il suo primo martire; rendiamo omaggio alla memoria di Milad Samir Ayyash, 16 anni
Un ragazzino palestinese di appena sedici anni é morto stamane dopo essere stato raggiunto da un proiettile allo stomaco sparatogli contro da un moralissimo e coraggiosissimo militare israeliano, durante gli scontri nel quartiere gerosolimitano di Silwan, teatro delle più incredibili angherie e delle più feroci persecuzioni anti-palestinesi nel quadro del folle progetto sionista per la giudaizzazione coatta della capitale della Terrasanta.
La vittima, Milad Samir Ayyash, nativo e residente di Silwan (NATIVO e RESIDENTE, al contrario delle milizie ebraiche che il Regime dell'Apartheid vorrebbe impiantare al posto dei Palestinesi una volta fattane "pulizia etnica") é stato portato all'Ospedale Al-Maqasid, ma gli sforzi dei clinici per salvarne la giovane vita si sono, in ultimo, dimostrati vani.
Il funerale, coerentemente con le prescrizioni della fede musulmana, dovrebbe tenersi a breve, forse già nel corso della serata. Fra tante centinaia di vittime adolescenti dell'Occupazione sionista (1335 vittime dal 2001 a oggi tra i minori di 15 anni, età che Milad ha fatto appena in tempo a superare per venire comunque assassinato) questa potrebbe avere una rilevanza particolare, in quanto già diversi commentatori mediatici e politici hanno iniziato a chiamarla "La Prima Vittima della Terza Intifada".
Ritenendo che sia ancora troppo presto per valutare se una nuova, massiccia insurrezione dei Palestinesi stia per inverarsi, la redazione di "Palaestina Felix" non può che esprimere idealmente il proprio cordoglio per il sacrificio di questo giovane, che non ha esitato un attimo a mettere la sua carne, la sua rabbia, il suo cuore e il suo sangue contro le armi, la violenza, l'ipocrisia e la codardia del nemico sionista. Che il tuo sacrificio sia di esempio ad altri, Milad.
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lunedì 21 marzo 2011
Comitato degli abitanti di Silwan denuncia: "Israele brutalizza sistematicamente i bambini palestinesi suoi prigionieri!"
Secondo uno studio portato avanti dal Comitato di Difesa degli abitanti palestinesi di Silwan, il quartiere di Gerusalemme occupata sottoposto alle brutali politiche di giudaizzazione forzata del Governo sionista dell'Apartheid, i bambini e i ragazzi del distretto che hanno avuto la sfortuna di cadere prigionieri delle autorità israeliane hanno subito gravi ed evidenti modifiche al comportamento e alla personalità, in conseguenza degli abusi e dei tormenti cui sono stati sottoposti durante la detenzione.
Tali modifiche, se non affrontate nella maniera terapeuticamente corretta, si svilupperanno in profondità con effetti negativi sulla socialità e la salute mentale dei soggetti in questione, come articola, in un incontro tenutosi lo scorso venerdì con la stampa locale e regionale, il membro del Comitato Fakhri Abu Diab. "Stiamo parlando di dozzine e dozzine di bambini e ragazzi, per un totale di oltre due centinaia: bambini che una volta restituiti alle famiglie hanno mostrato segni di isteria, agitazione, attacchi di panico, incubi, scotofobia (paura del buio), balbuzie e altri disordini della fonazione, aggressività e altri disordini che erano del tutto sconosciuti prima delle loro esperienze nelle carceri israeliane".
Tali cambiamenti, sottolinea Diab, non possono essere tutti frutto del caso o di 'incidenti isolati'; evidentemente Israele implementa una politica di sistematica brutalizzazione delle proprie vittime, in special modo sui bambini, in quanto più esposti e sensibili alle molestie e agli abusi, in modo da 'creare' intere generazioni di Palestinesi traumatizzati e insicuri, che più difficilmente saranno in grado di lottare in maniera coerente per i propri diritti e più facilmente potranno lasciarsi andare ad atti di violenza insensata, giustificando così la 'leggenda' sionista sui 'palestinesi come animali violenti'.
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venerdì 4 marzo 2011
Liberato lo Sceicco Salah! Non regge alla prima udienza la pretestuosa accusa israeliana!
Come preconizzato dal suo team di avvocati difensori le autorità giudiziarie sioniste, alla prima udienza, non hanno trovato motivi per prolungare la carcerazione dello Sceicco Raed Salah, noto esponente della Fratellanza musulmana in Israele, che era stato sequestrato mentre tornava da Gerusalemme Est verso casa sua dopo aver partecipato a una pacifica manifestazione contro i progetti di giudeizzazione forzata della città araba a Silwan. Dopo il rapimento, molti giorni dopo, era stato rivelato il capo d'imputazione elevatogli contro: un ridicolo addebito per "incendio di cespugli" durante una sua visita al villaggio beduino di Araqib nel Negev, demolito dai bulldozer sionisti venti volte finora.
Il sequestro dello Sceicco, evidentemente nato dall'occasione che si é presentata invitante davanti agli uomini della polizia segreta sionista che stavano seguendo e pedinando le mosse di Salah, ha avuto termine a causa dell'impossibilità di essere 'giustificato' da un pretesto più convincente, tanto che persino la corte israeliana, notoriamente parziale e sfavorevole quando si debbano giudicare cittadini arabi (come dimostra il caso di Ameer Makhoul), ha dovuto rimettere in libertà il religioso.
Lo Sceicco Salah é stato già in carcere in passato ed é reduce dal massacro della Mavi Marmara, quando la nave di aiuto umanitario sulla quale si trovava venne illegalmente abbordata ed assaltata in acque internazionali da commando della Marina israeliana, che freddarono più di dieci attivisti sparando loro nella nuca e nella schiena mentre si trovavano inermi sdraiati sulla tolda.
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venerdì 25 febbraio 2011
Abu Teir: "L'arresto di Raed Salah é una scoperta mossa intimidatoria!"
| Abu Teir in compagnia del portavoce greco-ortodosso Atallah Hanna |
| Anche Abu Teir ha conosciuto la prigionia per la sua coraggiosa lotta contro l'Apartheid israeliano |
Abu Teir sostiene che la strategia israeliana vorrebbe in primo luogo togliere un sostenitore tanto prestigioso e rispettato al movimento palestinese in difesa di Gerusalemme, in second'ordine, poi, tenterebbe di 'intimidire' lo stesso Saleh, scoraggiandolo dall'esporsi in simili iniziative in futuro. Il parlamentare ha però contemporaneamente riconosciuto che su un uomo di forte fibra morale come Salah tale 'minaccia' non farà altro che rafforzare la sua determinazione a impegnarsi contro le mire e le manovre del regime dell'Apartheid ebraico.
Abu Teir ha concluso invitando tutti gli arabi, i musulmani e i sostenitori della Giustizia e del Diritto ovunque essi si trovino ad aiutare i Palestinesi di Gerusalemme e di Israele a resistere ai tentativi sionisti di privarli dei loro diritti, della loro dignità, del loro retaggio storico e culturale.
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mercoledì 23 febbraio 2011
Forze israeliane rapiscono leader religioso palestinese di ritorno da un pacifico sit-in contro la giudaizzazione forzata di Gerusalemme!
Lo Sceicco Raed Salah, storico leader del Movimento musulmano in Israele, é stato rapito da membri dell'apparato repressivo sionista a Gerusalemme, pochi minuti dopo che aveva lasciato una cerimonia nel quartiere di Silwan.
La preoccupante notizia é stata riportata dalla Fondazione Aqsa.
Il Consigliere del Movimento musulmano Ali Abu Sheika ha dichiarato: "Ero con lo Sceicco Saleh in una tenda del sit-in ad Al-Bustan, a Silwan, subito dopo la fine della manifestazione, che celebrava i due anni dal primo sit-in nella zona contro gli espropri e gli sfratti delle autorità israeliane, ci siamo accinti a tornare a Umm el-Fahm, quando veicoli della polizia sionista e altre macchine senza insegne ci hanno bloccato in mezzo alla strada nella zona di Sheik Jarrah. Uomini armati ne sono scesi e hanno fatto scendere lo Sceicco mentre mi bloccavano chiedendomi un documento. Saleh è stato caricato su una delle loro macchine e portato via".
Non é stato quindi un arresto, con dichiarazione del reato e procedura formale, ma un vero e proprio rapimento, secondo la procedura preferita dalle forze dell'occupazione sionista.
L'avvocato Khaled Zabarika, direttore della Fondazione per lo Sviluppo di Gerusalemme é stato incaricato di seguire il caso; fino ad adesso il criminale rifiuto delle forze di occupazione di dichiarare dove si trovi lo Sceicco e il motivo per il quale sia stato rapito ha frustrato ogni suo sforzo.
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giovedì 4 novembre 2010
Israele acceca ragazzo palestinese con un gas 'anti-sommossa'
Un residente palestinese di Silwan, il quartiere di Gerusalemme al centro dei tentativi israeliani di sradicare i residenti arabi per far posto a colonie di violenti e fanatici fondamentalisti ebrei, é diventato cieco dopo essere stato esposto a un "nuovo" gas lacrimogeno israeliano, usato dall'esercito durante scontri avvenuti a fine Settembre, oltre un mese fa.
Il Centro informativo Wadi Hilwa comunica che Ahmed Al-Juba, di appena vent'anni, ha "progressivamente accusato un abbassamento della vista, fino a giungere all'effettiva cecità", dopo essere rimasto esposto a un 'agente chimico lacrimogeno' utilizzato dalle forze israeliane contro di lui e altri manifestanti del quartiere di Silwan.
Israele non è nuovo a "sperimentare" sul campo nuove armi e tecniche di repressione, utilizzando la popolazione palestinese oppressa come "cavia umana"; durante recenti scontri con forze di sicurezza israeliane diverse fonti palestinesi hanno riportato casi di "bruciature" e "urticazioni" sospette, che hanno fatto pensare all'uso di proiettori di micro-onde, adesso il caso del giovane Al-Juba fa pensare che lo stato ebraico stia giocando al "piccolo chimico", testando combinazioni di gas più efficacemente dannose in luogo dei "normali" lacrimogeni (che possono di per sé soffocare o intossicare).
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sabato 23 ottobre 2010
Ladri di bambini: le truppe sioniste rapiscono cinque giovani Palestinesi
Forze di occupazione del regime sionista hanno arrestato adolescenti palestinesi del quartiere di Silwan, vicino a Gerusalemme Est. Fonti locali testimoniano che le truppe israeliane hanno condotto una serie di irruzioni all'alba, arrestando cinque ragazzi di cui il più anziano ha appena 17 anni.
L'area di Silwan é da molte settimane sottoposta a un assedio da parte delle forze sioniste e non si contano gli abusi e le angherie inflitte all'inerme popolazione palestinese.
Gli adolescenti catturati nel raid sono: Sohayb Al Rajbi, 13 anni; Islam Ahmed Ouda, 16 anni; and Murad Al Banna, di cui non é stata trasmessa l'età.
I residenti di Silwan stanno protestando contro il progetto israeliano di demolire le loro case ed espellerli per fare posto a coloni ebrei fondamentalisti; il rapimento dei ragazzi é quindi da inquadrarsi nelle tattiche sioniste di terrorismo e intimidazione.
L'area di Silwan é da molte settimane sottoposta a un assedio da parte delle forze sioniste e non si contano gli abusi e le angherie inflitte all'inerme popolazione palestinese.
Gli adolescenti catturati nel raid sono: Sohayb Al Rajbi, 13 anni; Islam Ahmed Ouda, 16 anni; and Murad Al Banna, di cui non é stata trasmessa l'età.
I residenti di Silwan stanno protestando contro il progetto israeliano di demolire le loro case ed espellerli per fare posto a coloni ebrei fondamentalisti; il rapimento dei ragazzi é quindi da inquadrarsi nelle tattiche sioniste di terrorismo e intimidazione.
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