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martedì 26 marzo 2019

Terrorista di Jaysh Izza tenta la "Fuga dal Pianeta delle Scimmie", ma non tutto va bene!

Ricordate la "Regola 34"?
Vale anche per i terroristi takfiri in Siria!
Lo ha scoperto, suo malgrado, un militante di Jaysh al-Izza che cercava di scappare dal 'Pianeta delle Scimmie', come raccontiamo sul nostro sempre più cliccato Canale Youtube!

Un terrorista dell'organizzazione takfira Jaysh al-Izza ha cercato di lasciare la piccola porzione di Siria rimasta sotto il controllo delle bande islamiste, fuggendo verso la Turchia. E' stata una vera "Fuga dal Pianeta delle Scimmie"! Purtroppo per lui i miliziani o militari turchi che lo hanno bloccato alla frontiera hanno avuto una "cura medievale" per il suo 'derriere'.

domenica 10 febbraio 2019

Sei un Saudita e commetti crimini in Usa? L'ambasciata di Riyadh spenderà milioni di dollari per farti scappare!

Sembra che l'Arabia Saudita abbia sistematicamente aiutato i suoi cittadini negli USA a eludere la giustizia americana per gravi crimini, possibilmente fornendo passaporti falsi e aerei privati.

La testata "Oregonian" ha riferito alla fine dello scorso anno che cinque casi di sospetti sono fuggiti con successo dalle accuse che dovevano fronteggiare nello stato dell'Oregon, che ospitava temporaneamente circa 1.000 studenti dall'Arabia Saudita. Ma il notiziario ha ora scoperto un totale di 17 casi in otto stati e persino in Canada, suggerendo che lo stratagemma sia una pratica consolidata.

La maggior parte dei casi coinvolge uno scenario simile: dopo un arresto, il consolato saudita assume una squadra legale e alla fine versa la cauzione, che in due casi ha costituito $ 1 milione e $ 500.000. Una volta che il sospetto è stato rilasciato, anche se aveva dovuto consegnare il passaporto, in qualche modo l'accusato riesce a lasciare il paese, per apparire di nuovo in Arabia Saudita.

sabato 26 gennaio 2019

giovedì 2 febbraio 2017

Diplomatico saudita condannato per violenza sessuale a Singapore!

Dopo otto giorni di dibattimento il Giudice Distrettuale Lee Poh Choo, del Tribunale Penale di Singapore ha condannato il 39enne impiegato d'ambasciata saudita Bandar Yahya al-Zahrani a tre mesi di reclusione, a una multa di 1500 dollari per subornazione di testimone e alla ben più grave pena di 10 anni di reclusione e a una fustigazione da decidersi per molestie sessuali.

Al-Zahrani che come tutte le scimmie saudite non sa quale differenza passi tra cameriera e prostituta, aveva violentato una ventenne impiegate dell'hotel singaporeano dove si trovava in vacanza e aveva poi cercato, offrendo denaro ai suoi colleghi e superiori, di tacitarne le denunce.

domenica 6 settembre 2015

Tagliagole dell'ISIS viene ucciso dalla donna irakena che aveva costretto a prostituirsi!

Una delle più famose immagini della storia dell'arte barocca é veramente l'unica che ci é sembrata adatta per accompagnare la notizia della mirabile vendetta consumata da una donna irakena che, a Tal Roman, a Ovest della città di Mosul, 'capitale' dell'ISIS, ha approfittato del momento propizio per uccidere il comandante terrorista 'Abu Anas' che l'aveva costretta a prostituirsi con lui e coi suoi seguaci.
La notizia é stata diffusa dall'emittente satellitare Al-Sumariya; in seguito il portavoce del Partito Democratico del Curdistan, Said Mamouzini, ha aggiunto il dettaglio che la vendetta della donna si sarebbe consumata dopo tre mesi dal momento in cui essa era stata rapita dai takfiri del 'Daash'.

giovedì 4 luglio 2013

Sotto accusa per stupro il capo dello staffi di Benji Netanyahu costretto a imbarazzanti dimissioni!

La natura profondamente corrotta e criminale del regime ebraico di Tel Aviv si nota nella scarsa qualità degli uomini che esso riesce a mettere in posizioni di potere: uno sguardo all'annuario dei politici e dei generali sionisti é una specie di 'viaggio allucinante' in un carosello lombrosiano di 'freak' notevoli per la frequenza e il calibro delle loro mancanze morali degne del casellario giudiziario: appropriazione indebita, ricatto, corruzione, malversazione di fondi e risorse pubbliche, lenocinio, abusi e miscondotta sessuale, sembra non esserci fine alla capacità criminogena del politico sionista, degno rappresentante di un sistema basato sul razzismo, l'aggressione, la rapina e l'omicidio.

Ulteriore materiale per tale 'galleria degli orrori' viene fornito in questi giorni da Gil Scheffer, capo dello staff del Premier sionista Benji Netanyahi, nominato in fretta e furia a marzo per sostituire Nathan Eschel, sotto processo per molestie sessuali sul posto di lavoro e costretto adesso alle dimissioni per la ben più grave accusa di stupro.

Il crimine si sarebbe consumato ai tempi in cui Scheffer era Vice-capufficio in una branca del Ministero della 'Giustizia' (ah! l'ironia del Fato!!); attraverso minacce e ricatti al reo sarebbe stato possibile finora ritardare l'emersione della verità che tuttavia ha solo potuto rallentare e non evitare del tutto, tanto che essa é tornata a colpirlo come la Nemesi greca proprio nel 'punto culminante' della sua carriera di leccapiedi.

giovedì 12 gennaio 2012

Human Rights Watch denuncia: "Saccheggi, stupri, violenze, ecco come i 'liberatori' kenioti martirizzano la Somalia e i suoi abitanti!"

Come mostra eloquentemente questa foto, l'esercito keniota é stato addestrato dagli Usa, nell'ambito della loro campagna imperialista contro l'Africa Nera: chissà se l'addestramento ha incluso anche lo stupro e la tortura?
 La fanfara filoimperialista che cerca col suo frastuono assordante (scandito al tempo dettato da Washington e Tel Aviv) di confondere e soffocare le voci critiche contro lo scempio dell'Africa orchestrato e portato avanti dall'inquilino nero della Casa Bianca e dalla leadership israeliana pretende che a muovere le truppe di invasione keniote che nelle ultime settimane si sono spinte in territorio somalo sia la necessità di 'proteggere' gli abitanti di quella sfortunata nazione (nel caos da oltre 20 anni) dagli 'eccessi' dei perfidi e crudeli 'fondamentalisti islamici' che avrebbero (udite udite!) l'assurda pretesa di organizzare la vita e la società di quel paese attorno alla religione che da secoli e secoli ne ha rappresentato la forza culturale e sociale unificante par excellance.

Incredibile arroganza di questi 'islamici', che pretendono di vivere rispettando la loro Storia e le loro tradizioni!

Ovviamente si faticherebbe a trovare traccia di qualsivoglia preoccupazione "umanitaria" nei confronti della popolazione somala se ci si prendesse la briga di leggere e studiare per intero il rapporto pubblicato dall'ONG Human Rights Watch riguardo la condotta delle truppe di Nairobi in Somalia e nei confronti dei campi di profughi e rifugiati somali espatriati oltreconfine, ma anche cittadini kenioti a tutti gli effetti facenti parte di etnie somale, che sono tutt'altro che rari sulla zona del confine nordorientale tra i due Stati.

Il rapporto testimonia fatti avvenuti da ottobre 2011 fino a pochi giorni fa e segnala casi di: "saccheggi, stupri, violenze, pestaggi, arresti arbitrari e torture". Nelle parole di Daniel Bekele, Direttore di HRW per l'Africa:"Quando si raccolgono dozzine di testimonianze riguardanti pestaggi e violenze commesse dalle forze militari keniote in pieno giorno e di fronte a testimoni si ha la prova certa che tali comportamenti non siano aberrazioni individuali, ma anzi, costituiscano una prassi di comportamento".

I peggiori abusi sarebbero avvenuti presso il campo profughi di Dadaab, che ospita quasi mezzo milione di persone.
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lunedì 5 dicembre 2011

Ecco come i militari sionazisti torturano i loro prigionieri! Video durissimo e scioccante che tuttavia va visto fino in fondo



Un nuovo video scandalo inchioda le SS del regime ebraico alle loro responsabilità.

Questo crudissimo documento mostra come i prigionieri in mano alle forze armate di occupazione subiscano abusi e torture degni delle dittature sudamericane del passato, tanto amiche di Tel Aviv.

Questo, lungi dal raffigurare un evento 'eccezionale' come qualche sfacciato apologeta sionista vorrà pretendere mostra come REGOLARMENTE ragazzi e anche bambini palestinesi vengano tormentati, insidiati, a volte anche violentati dai loro catturatori in uniforme.

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mercoledì 4 maggio 2011

Sabir Kushour, il Palestinese accusato di 'stupro' per aver fatto l'amore con un'ebrea é al processo d'appello: "Voglio giustizia, non ho fatto niente di male!"


Del caso di Sabir Kushour abbiamo già parlato: il paradossale caso del cittadino palestinese di Israele accusato di 'stupro' per aver consumato con una donna ebrea un rapporto sessuale del tutto consensuale e soddisfacente sembra uscito da un racconto dell'assurdo di Kafka o di Buzzati, ma é purtroppo una crudele realtà, che testimonia come in tutta la società del Regime dell'Apartheid il razzismo sia non solo tollerato, ma apertamente incoraggiato e sostenuto dalle autorità.

La donna ebrea che si concesse a Kushour (appena venti minuti dopo averlo incontrato) lo denunciò per 'stupro' soltanto dopo aver scoperto che era un Palestinese, affermando che egli l'avrebbe 'ingannata' presentandosi come 'Dudu' (nomignolo tendenzialmente ebraico); Kushour, da parte sua, ha dimostrato di essere sempre stato chiamato 'Dudu' da amici e parenti e che, lungi dall' "impersonare" un Ebreo, egli semplicemente non menzionò in alcun modo la sua etnia nel periodo trascorso insieme alla sua accusatrice, conclusosi con un rapporto sessuale.

Dopo avere passato mesi in prigione ed essere stato sotttoposto a portare una cavigliera elettronica per diversi mesi dopo il suo rilascio Sabir Kushour spera ancora di poter ottenere giustizia; é infatti arrivato il momento del suo processo d'appello davanti alla Corte Suprema e spera che, questa volta, la realtà dei fatti e l'esperto patrocinio di un illustre legale possano avere la meglio sulla mentalità tribale, arretrata e bigotta che lo ha condannato in prima istanza per un comportamento che in qualunque altro paese del mondo, tranne che nel Regime dell'Apartheid ebraico, non avrebbe avuto alcuna rilevanza penale.

L'avvocato di Kushour, il Professor Laist Elkana dell'Università di Tel Aviv, fida di poter ribaltare il verdetto di primo grado: "Uno dei fattori-chiave della vicenda é il brevissimo tempo intercorso tra l'incontro del mio cliente con l'accusatrice e il loro eventuale rapporto sessuale". La difesa di Kushour  ha indicato la genesi del verdetto di colpevolezza in primo grado come "frutto di una mentalità antiquata e patriarcale che vede l'uomo come 'soggetto attivo e aggressivo' in ogni relazione sessuale, una visione messa in crisi dalla realtà della società odierna, dove é possibilissimo che l'iniziativa in una dinamica sessuale venga presa dalla partner femminile".

Siamo certi che ogni giorno, nel Regime dell'Apartheid, numerosissimi Ebrei hanno relazioni o incontri sessuali con donne o ragazze arabe, naturalmente loro non vengono accusati di stupro, anche se magari usano la loro posizione, il loro potere, la loro ricchezza o la loro influenza (come datori di lavoro, padroni di casa o altro) per estorcere il consenso alle loro partner, ma di costoro nessun procuratore si interessa, a loro carico nessun fascicolo di indagine viene aperto, esattamente come nel Sudafrica dell'Apartheid si sarebbero mossi mari e monti se un "Kaffir" avesse toccato con un dito una donna "Afrikaans", ma nessuno diceva niente delle migliaia di bianchi che andavano con donne africane.


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domenica 27 febbraio 2011

UNICEF: "Ecco come Israele perseguita i bambini palestinesi!"


L'UNICEF ha rilasciato un rapporto che illustra e denuncia le politiche israeliane di persecuzione dei bambini nel corso del 2010, evidenziando, fra l'altro, l'omicidio di 11 piccole vittime, poco meno di una al mese. Certo, chi si é abituato ai terrificanti rapporti di "Piombo Fuso", con centinaia di donne e bambini consumati dal napalm e dal fosforo bianco sganciati dagli aerei con la stella di Davide può ritenere questo numero 'basso', ma, quando si consideri che gli undici bambini sono stati uccisi in un periodo "di calma" la drammaticità del dato assume tutta la sua pognanza.

Il rapporto UNICEF dimostra come le forze di sicurezza sioniste abbiano regolarmente aperto il fuoco su bambini di Gaza che raccoglievano detriti di cemento da tritare e trasformare in mattoni, causando dozzine e dozzine di ferite, spesso permanentemente invalidanti; inoltre, l'esercito israeliano ha proseguito nella sua politica di usare bambini palestinesi come 'scudi umani', forzando una ragazzina e un ragazzino a entrare in case dove ritenevano potessero trovarsi militanti della Resistenza palestinese e facendo camminare un bambino davanti a una colonna di soldati durante una perlustrazione.

Più sconvolgenti di tutti sono i rapporti sugli stupri subiti da bambini e adolescenti palestinesi che hanno avuto la sfortuna di trovarsi nelle carceri sioniste, veri e propri gironi infernali dove, come ai nazisti nei lager, agli israeliani tutto é permesso nei confronti delle loro vittime, anche la violenza sessuale. Nel 2010 il fenomeno degli abusi e delle torture nelle prigioni israeliane è letteralmente "esploso' con 62 casi di percosse, 35 casi di tortura con corde e manette, 16 di isolamento prolungato e quattro di tortura con scariche elettriche.

L'accanimento di Israele contro i bambini palestinesi si spiega con la volontà sionista di mettere sotto shock e intimidire intere generazioni perché rinuncino alla prospettiva di impegnarsi e lottare per l'affermazione dei diritti nazionali del loro popolo.

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venerdì 25 febbraio 2011

Ragazzino palestinese aggredito in carcere da stupratori israeliani!


Secondo la testimonianza di alcuni avvocati per i Diritti umani, che avrebbero raccolto testimonianze in proposito durante le loro visite a detenuti minorenni nelle carcere israeliane, un ragazzino palestinese tenuto nel carcere di Etzion avrebbe subito un tentativo di violenza sessuale da parte di agenti dello Shin Bet, la polizia politica del regime sionista.

Dopo il tentativo, gli agenti dello Shin Bet avrebbero detto al ragazzino che non sarebbe riuscito a sottrarsi alle loro "attenzioni" per sempre e che se avesse voluto firmare una confessione dove accusava altri suoi coetanei di avere 'lanciato pietre' contro le forze di occupazione israeliane, sarebbe potuto uscire di prigione in brevissimo tempo.

Il regime dell'Apartheid israeliano é famigerato per le condizioni umilianti e disumane in cui tiene i detenuti palestinesi, anche minorenni, costretti in celle piccolissime, buie e malsane, negando loro le visite di genitori e parenti nemmeno fossero ergastolani pericolosi.

Accusati di 'lancio di pietre', la maggior parte dei detenuti minorenni palestinesi sono in realtà stati fermati mentre giocavano in strada, mentre andavano a scuola o addirittura rapiti durante raid sionisti nelle loro case. Gli israeliani si meritano benissimo l'appellativo di "ladri di bambini".

Diverse associazioni internazionali per i Diritti umani hanno confermato che secondini e agenti dello Shin Bet spesso usano la prospettiva della violenza sessuale come arma di tortura psicologica per estorcere confessioni preconfezionate ai detenuti palestinesi, anche bambini e ragazzi.

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mercoledì 12 gennaio 2011

Israele, sempre più razzista, continua a perseguitare gli arabi che fanno sesso con donne ebree


Un cittadino israeliano di etnia beduina é stato arrestato nella serata del 9 gennaio scorso in quanto sospettato di "stupro con inganno", l'odioso eufemismo usato dalle forze di repressione dello Stato ebraico per punire i contatti sessuali fra uomini arabi e donne della 'razza eletta'; l'arrestato, in pratica, é accusato di avere "ingannato" alcune sue partner sessuali ebree totalmente consenzienti e volenterose per il solo fatto di essersi iscritto a un servizio di appuntamenti online con un nome non corrispondente al suo e 'tipicamente' ebraico.

L'uomo, un arabo israeliano di 43 anni, si era infatti registrato sul popolare sito di incontri romantici "Love Me" con l'alias "Daniel Tamer", come molti altri servizi similari Love Me non obbliga gli utenti a fornire le proprie esatte generalità, tanto che una delle donne che avevano allacciato una relazione sessuale con l'arrestato si era a sua volta iscritta proclamando di avere 42 anni, quando in realtà marciava a grandi falcate verso la sessantina; pure i due avevano consumato almeno un rapporto sessuale senza nessuna protesta o lamentela, almeno in origine.

E' stata proprio la quasi sessantenne, una volta scoperta l'etnia del suo partner occasionale, a denunciarlo alla polizia, che lo ha localizzato e tratto in arresto presso un commissariato di Nazareth, celebre città nel nord di Israele, dove esiste una consistente comunità araba, tanto beduina che palestinese. Il caso echeggia quello di Sabir Kushour, un altro arabo (questa volta palestinese), che dopo aver avuto un breve e rapido incontro sessuale con una donna ebrea si é trovato accusato di stupro per il solo fatto di non aver menzionato la propria "arabità" (ma senza aver mai preteso di essere ebreo o altro).

Questi casi incresciosi mostrano sempre più evidentemente la natura razzista della mentalità israeliana coltivata nella supina accettazione delle leggi e delle politiche segregatorie dell'Apartheid; ovviamente nessuno denuncerebbe mai gli uomini israeliani che hanno relazioni con donne o ragazze arabe.

venerdì 19 novembre 2010

Il razzismo sionista all'opera: arabo accusato di stupro per aver fatto sesso con un'ebrea


Sabir Kushour é un cittadino di Israele, di etnia araba; fa parte di quel venti percento di popolazione dello Stato sionista a cui vengono negati documenti d'identità uguali ai suoi concittadini ebrei, a cui viene negato di prestare servizio nelle forze armate nazionali, a cui, se avesse deciso di sposare una cittadina egiziana o giordana, sarebbe stato impedito di portarla a vivere con sé, per la cui educazione Israele ha speso un ventesimo di quanto spenda in media per gli studenti ebrei e a cui é stata negata ogni possibilità di carriera nei Ministeri dell'Interno, degli Esteri, dell'Istruzione e in altri ancora.

Per tutta la sua vita Sabir Kushour é stato vittima del razzismo e dell'apartheid israeliano, li conosceva bene, li provava sulla sua pelle ma, siamo pronti a scommettere, che persino lui é rimasto scioccato e attonito quando, più di due anni fa, si é sentito accusare di violenza sessuale da una donna ebrea.

L'accusatrice, Kushour non ha avuto problemi ad ammettere, l'aveva incontrata durante una passeggiata a Gerusalemme Ovest (la parte ebraica della città, assegnata allo stato di Israele dalla partizione ONU del 1948) e, dopo venti minuti di chiacchierata, aveva avuto con lui un rapporto sessuale del tutto consensuale e soddisfacente.

In seguito all'incontro amoroso, l'occasionale partner del signor Kushour, nell'apprendere la sua etnicità araba, era andata su tutte le furie e l'aveva accusato di stupro, sporgendo regolare denuncia. In essa é possibile leggere che la signora non si sarebbe mai concessa se non avesse creduto che l'uomo, che le si era presentato col nomignolo di "Dudu" non era un israeliano ebreo, bensì un arabo.

Kushour, difendendosi dall'infondata e preposterosa accusa, ha dichiarato che fin da bambino é stato chiamato "Dudu" e che, nonostante il nomignolo sia tendenzialmente ebraico, non ha mai mentito alla donna sulla sua etnicità, né aveva "impersonato" un ebreo, semplicemente non aveva menzionato di essere arabo non ritenendo importante specificarlo, nella situazione in cui si trovava.

Praticamente é come se una cittadina tedesca (per fare un esempio e mi perdonino i tedeschi) accusasse un italiano di 'stupro' per esserlesi presentato col nomignolo di "Fritz", anche se magari la persona in questione é sempre stata chiamata "Fritz" da amici e parenti.

Il problema é che, mentre in Germania fortunatamente le leggi razziali sono state abolite nel 1945 in Israele stanno venendo implementate e rafforzate ogni giorno di più; in loro forza il signor Kushour ha passato due mesi in cella e, rilasciato, si é visto applicare una cavigliera elettronica che monitorasse tutti i suoi spostamenti, limitati per decreto della corte a uno strettissimo raggio attorno alla sua casa gerosolimitana (nella parte Est della città).

Finalmente, dopo due anni di arresti domiciliari, Kushour é stato affrancato dalla sentinella elettronica in questi giorni; noi vi chiediamo: se le parti fossero state invertite e "Dudu" fosse stato un israeliano ebreo che si fosse passato per arabo per andare a letto con una ragazza palestinese, come sarebbe stata recepita la faccenda? Sarebbe stato accusato di stupro? Sarebbe finito in cella?