Uno dei più pietosi e ridicoli spettacoli del Medio Oriente contemporaneo consiste nel guardare la fittizia 'opposizione' anti-Assad creata a tavolino dalla CIA e dal Mossad attorno a pochi oriundi siriani di terza e quarta generazione senza nessun collegamento col paese che dovrebbero rappresentare (fino a pochi mesi fa NATO e alleati parlavano di passare a questi burattini il seggio ONU della Siria!) che in realtà non ha nemmeno alcun legame con le bande terroriste inviate contro il popolo siriano (essendo queste interamente composte di estremisti wahabiti stranieri) e in tutta la sua esistenza non ha fatto altro che dividersi al suo interno mano a mano che le forze governative del Presidente Assad si mostravano più che capaci di mantenere la situazione politica e militare saldamente sotto il loro controllo.
Arriva adesso la notizia che il fasullo 'premier incaricato' del Consiglio nazionale siriano, il cittadino Usa Ghassan Hitto, ha rassegnato le sue dimissioni dopo aver cercato per mesi di abborracciare insieme un 'Governo in esilio'. A dimostrazione di quanto questo forfait sia figlio delle sconfitte militari sul campo arriva invece da Damasco la notizia che il Partito Arabo Socialista Ba'ath siriano, la forza politica di Assad padre e figlio, abbia completamente rinnovato i suoi ranghi superiori attorno al punto-cardine del Segretario, nonché Presidente della Repubblica e capo di Stato.
Sedici nuovi dirigenti sono stati elevati al Comitato Centrale del Partito, tra cui il Presidente del Parlamento Jihad al-Laham e l'attuale premier Wael al-Halqi, completando così il rinnovo del CC iniziato nel 2005, quando molti anziani dirigenti rappresentanti della generazione politica di Hafez Assad erano stati congedati con tutti gli onori.
martedì 9 luglio 2013
La fasulla opposizione dei ratti si sgretola sempre più mentre il Ba'ath siriano elegge nuovi dirigenti!
Etichette:
Assad,
Baath,
CIA,
Comitato Centrale,
Dimissioni,
Ghassan Hitto,
Hafez Assad,
Jihad al-Laham,
Mercenari,
Mossad,
Partito,
Sconfitte,
SNC,
Traditori,
Wael al-Halqi
lunedì 8 luglio 2013
Aeroplano F-16 sionazista precipita in mare di fronte a Gaza: purtroppo i due piloti riescono a mettersi in salvo!
Grazie a un incidente di volo un aeroplano da guerra F-16I della flotta aerea del regime sionazista non potrà più prodursi "bravamente" nell'assassinio di bambini con razzi e bombe guidate lanciate in totale impunità sul ghetto assediato di Gaza come capitato ancora pochi mesi fa nel consueto ipocrita assordante silenzio della comunità internazionale. A confermare come il regime assassino di Tel Aviv continui a progettare nuove aggressioni armate contro la Striscia litoranea e ad addestrare all'uomo i propri aguzzini in uniforme arriva la notizia che l'aviogetto sia precipitato in mare proprio a pochi chilometri dalle coste di Gaza.
Purtroppo i due membri dell'equipaggio sionazista, lanciatisi col paracadute, non sono atterrati in territorio palestinese: siamo certi che la popolazione civile del ghetto, messa di fronte in carne ed ossa a due dei militari che regolarmente la martirizzano dall'alto avrebbe colto al volo l'occasione di "chiarirgli un po' le idee" su che cosa si provi a essere in balia delle loro vigliacche armi, frutto delle regalie della Casa Bianca del 'nobel per la pace' Obama.
Purtroppo i due membri dell'equipaggio sionazista, lanciatisi col paracadute, non sono atterrati in territorio palestinese: siamo certi che la popolazione civile del ghetto, messa di fronte in carne ed ossa a due dei militari che regolarmente la martirizzano dall'alto avrebbe colto al volo l'occasione di "chiarirgli un po' le idee" su che cosa si provi a essere in balia delle loro vigliacche armi, frutto delle regalie della Casa Bianca del 'nobel per la pace' Obama.
Etichette:
Assedio,
Attacco Aereo,
Cacciabombardiere,
F-16,
Gaza,
Ghetto,
Guerra degli Otto Giorni,
Strangolamento,
Tregua,
Violazione
I takfiri a Nord di Aleppo falliscono nel loro intento di conquistare Nubbol e Zahraa, cacciati indietro dalle milizie popolari!!
Presi in contropiede dalla massiccia offensiva delle forze governative nel Nord del paese gruppi armati wahabitia presenti attorno alla città di Aleppo hanno rinnovato i loro sforzi di penetrare all'interno delle cittadine di Nubbol e Zahraa, a 20 Km a Nord della metropoli.
Secondo quanto riportato dalla troupe del canale libanese 'Al-Manar' che si trova in loco ambedue gli assalti, pur condotti da una forza terrorista numericamente non indiffeerente e provvista di un decente numero di armi pesanti e di supporto (mortai, lanciarazzi, artiglierie leggere e medie...), non sono riusciti a sopraffare le guarnigioni lealiste in controlllo dei due centri, basate attorno a 'cadre' dei Battaglioni di Resistenza Nazionale, che avrebbero respinto gli attacchi infliggendo agli aggressori dozzine di perdite.
Tra Nubbol e Zahraa vivono, complessivamente circa 60 000 persone. E' più o meno da metà del 2012 che le località finiscono regolarmente nel mirino dei gruppi armati mercenari, che vorrebbero espugnarle per potersi trincerare dentro di esse e piantare così un "piede sul terreno", ma finora, grazie anche all'entusiasta adesione dei cittadini locali alla milizia di autodifesa terrotriale, tale obiettivo é sfuggito loro. Non appena le forze avanzanti da Aleppo si colleghereanno coi due abitati per i wahabiti sfumerà ogni speranza di potersi rinserrare al loro interno.
Secondo quanto riportato dalla troupe del canale libanese 'Al-Manar' che si trova in loco ambedue gli assalti, pur condotti da una forza terrorista numericamente non indiffeerente e provvista di un decente numero di armi pesanti e di supporto (mortai, lanciarazzi, artiglierie leggere e medie...), non sono riusciti a sopraffare le guarnigioni lealiste in controlllo dei due centri, basate attorno a 'cadre' dei Battaglioni di Resistenza Nazionale, che avrebbero respinto gli attacchi infliggendo agli aggressori dozzine di perdite.
Tra Nubbol e Zahraa vivono, complessivamente circa 60 000 persone. E' più o meno da metà del 2012 che le località finiscono regolarmente nel mirino dei gruppi armati mercenari, che vorrebbero espugnarle per potersi trincerare dentro di esse e piantare così un "piede sul terreno", ma finora, grazie anche all'entusiasta adesione dei cittadini locali alla milizia di autodifesa terrotriale, tale obiettivo é sfuggito loro. Non appena le forze avanzanti da Aleppo si colleghereanno coi due abitati per i wahabiti sfumerà ogni speranza di potersi rinserrare al loro interno.
Esplode ancora una volta il gasdotto del Sinai, attaccato da ignoti: completamente interrotto l'export di metano verso Amman!
Mentre in Egitto continua l'incertezza e la tensione dopo la strage di dimostranti pro-Mursi consumatasi tra venerdì e sabato e ancora non é chiarita la questione dell'interim del premierato (annunciato come assegnato a El-Baradei, fatto poi smentito dai media ufficiali) l'instabilità post-golpe si sposta anche nel Sinai.
Dopo mesi e mesi dall'ultimo attentato ignoti dinamitardi hanno attaccato presso El-Arish il gasdotto che rifornisce la Giordania dell'80 per cento dei suoi bisogni energetici, causando gravi danni alla linea e il completo blocco delle esportazioni di metano verso Amman.
Il responsabile della Petra News Agency ha dichiarato che, secondo le autorità egiziane, ci vorranno almeno alcuni giorni di valutazione dei danni e di primi interventi di messa in sicurezza degli impianti prima che il pompaggio del gas verso il Regno Ascemita possa riprendere.
Nel frattempo i sudditi di Re Abdallah dovranno prepararsi a ripetuti black-out e all'improvviso e arbitrario rialzo dei prezzi di alcuni genersi di consumo.
Dopo mesi e mesi dall'ultimo attentato ignoti dinamitardi hanno attaccato presso El-Arish il gasdotto che rifornisce la Giordania dell'80 per cento dei suoi bisogni energetici, causando gravi danni alla linea e il completo blocco delle esportazioni di metano verso Amman.
Il responsabile della Petra News Agency ha dichiarato che, secondo le autorità egiziane, ci vorranno almeno alcuni giorni di valutazione dei danni e di primi interventi di messa in sicurezza degli impianti prima che il pompaggio del gas verso il Regno Ascemita possa riprendere.
Nel frattempo i sudditi di Re Abdallah dovranno prepararsi a ripetuti black-out e all'improvviso e arbitrario rialzo dei prezzi di alcuni genersi di consumo.
Etichette:
Attentato,
El-Arish,
Gasdotto,
House of Hashem,
Metano,
Petra Agency,
Regno Ascemita,
Sinai
domenica 7 luglio 2013
Mentre i mercenari takfiri si scannano tra di loro Assad invia il Generale Issam Zahr a comandare le operazioni ad Aleppo!
Mano a mano che le truppe regolari fanno terra bruciata sotto i piedi degli estremisti wahabiti inviati da mezzo mondo contro la Siria, il suo Popolo e il suo Governo questi ultimi sempre più frequentemente si scagliano come cani rabbiosi e inselvatichiti gli uni alla gola degli altri: i pretesti sono i più vari...la contesa di una partita di armi e munizioni tra le pochissime rimaste a loro disposizione, il bottino di un saccheggio consumato ai danni della popolazione civile o futili diatribe 'ideologiche'.
L'ultima di queste stragi intestine che solo facilitano e semplificano il compito ai militari siriani ha visto protagonisti i membri del gruppo qaedista 'Stato Islamico dell'Irak' e quelli della banda 'Al-Sham' che si sono sparati addosso per ore nel villaggio di Al-Dana, nella Provincia di Idlib. Una volta terminato lo scontro tra i due contendenti le truppe siriane sono entrate nell'abitato e hanno circondato sia gli sconfitti quanto i malconci 'vincitori', eliminandoli entrambi. L'Esercito siriano ha anche trovato le prove che i militanti qaedisti irakeni avevano catturato e immediatamente decapitato il comandante degli Al-Sham e suo fratello. Bella "solidarietà" tra takfiri!! In un'altra notizia riportiamo come il Comando Supremo dell'Esercito siriano abbia deciso di inviare a capo delle operazioni intorno ad Aleppo e in direzione della frontiera con la Turchia il famoso generale Issam, la cui particolare abilità a dirigere combattimenti anti-guerriglia era già stata fondamentale per la liberazione del campo profughi di Yarmouk (in realtà moderno quartiere residenziale di edilizia popolare) dai militanti wahabiti che avevano cercato di infiltrarcisi. Questo sviluppo fa prevedere che, come già nei dintorni di Qusayr e Talkalakh, la vittoria definitiva delle forze governative sia ormai questione di tempo.
L'ultima di queste stragi intestine che solo facilitano e semplificano il compito ai militari siriani ha visto protagonisti i membri del gruppo qaedista 'Stato Islamico dell'Irak' e quelli della banda 'Al-Sham' che si sono sparati addosso per ore nel villaggio di Al-Dana, nella Provincia di Idlib. Una volta terminato lo scontro tra i due contendenti le truppe siriane sono entrate nell'abitato e hanno circondato sia gli sconfitti quanto i malconci 'vincitori', eliminandoli entrambi. L'Esercito siriano ha anche trovato le prove che i militanti qaedisti irakeni avevano catturato e immediatamente decapitato il comandante degli Al-Sham e suo fratello. Bella "solidarietà" tra takfiri!! In un'altra notizia riportiamo come il Comando Supremo dell'Esercito siriano abbia deciso di inviare a capo delle operazioni intorno ad Aleppo e in direzione della frontiera con la Turchia il famoso generale Issam, la cui particolare abilità a dirigere combattimenti anti-guerriglia era già stata fondamentale per la liberazione del campo profughi di Yarmouk (in realtà moderno quartiere residenziale di edilizia popolare) dai militanti wahabiti che avevano cercato di infiltrarcisi. Questo sviluppo fa prevedere che, come già nei dintorni di Qusayr e Talkalakh, la vittoria definitiva delle forze governative sia ormai questione di tempo.
Etichette:
Al-Dana,
Al-Sham,
Aleppo. Idlib,
Generale Issam Zahr Din,
Qaedisti,
Stato islamico in Irak,
Takfiri,
Wahabiti,
Yarmouk
Nasce nella Cisgiordania occupata il figlio di Arafat Jaradat, prigioniero politico morto per le torture degli aguzzini sionazisti!
Questo neonato, venuto da poco al mondo a Beit Einun, nella martoriata terra di Palestina, é stato battezzato col nome di Arafat Jaradat, come suo padre. Arafat Jaradat Sr. lo ricordiamo é perito a febbraio 2013 da prigioniero politico nelle galere del regime ebraico di occupazione della Palestina a causa delle torture e delle brutalità cui era quotidianamente sottoposto e riguardo alle quali, con l'aiuto dei suoi legali e dei suoi familiari, aveva tantato, invano, di sollecitare l'attenzione dell'opinione pubblica internazionale.
Auguriamo al giovane Arafat di condurre una vita che possa rendere orgoglioso il suo genitore, che certamente lo guarderà e lo proteggerà dal Cielo dei Martiri: possa il giovane Arafat Jaradat contribuire a creare una Palestina unita, libera e democratica dove i suoi figli, le sue figlie e i loro discendenti possano vivere e prosperare senza dover temere, come il loro avo, di patire incarcerazione e tortura da parte degli sgherri di un illegittimo regime razzista e criminale.
Auguriamo al giovane Arafat di condurre una vita che possa rendere orgoglioso il suo genitore, che certamente lo guarderà e lo proteggerà dal Cielo dei Martiri: possa il giovane Arafat Jaradat contribuire a creare una Palestina unita, libera e democratica dove i suoi figli, le sue figlie e i loro discendenti possano vivere e prosperare senza dover temere, come il loro avo, di patire incarcerazione e tortura da parte degli sgherri di un illegittimo regime razzista e criminale.
Etichette:
Arafat Jaradat,
Beit Einun,
Cisgiordania,
Martire,
Prigioniero,
Torture,
West Bank
Palestinese 30enne rischia invalidità permanente dopo esser stato bersagliato dalla marina sionazista al largo di Gaza!
Ancora una volta il disumano assedio sionazista del ghetto di Gaza si traduce in tragedia per un giovane palestinese che, padre di un figlio e con un secondo in arrivo, per dar da mangiare alla propria famiglia non ha esitato a mettersi a lavorare come pescatore nonostante gli altissimi rischi che si corrono a uscire a pesca sotto il tiro delle navi da guerra di Tel Aviv.
Arafat Sharif, questo il nome del coraggioso abitante della Striscia, aveva iniziato da cinque mesi ad uscire a pesca al soldo di Nafiz At Habeel, suo concittadino proprietario di un peschereccio; il datore di lavoro gli aveva spiegato i rischi che si corrono e come molti pescatori esperti avessero negli ultimi mesi rinunciato a uscire in mare cercandosi altre occupazioni, ma Arafat era rimasto adamantino, la sua situazione familiare non gli consentiva altre scelte.
Una notte di inizio luglio, davanti alle coste di Soudaniya, poco dopo che Nafiz e Arafat avevano gettato le reti, una vedetta della marina sionazista si é avvicinata al loro peschereccio e ha aperto il fuoco: nel tentativo di recuperare le reti Arafat rimase impigliato in esse e cadde oltre la murata del natante: il peso delle reti e i violenti strattoni gli fratturarono e letteralmente maciullarono la caviglia prima che, con la forza della disperazione, egli fosse finalmente tratto in salvo e inviato in tutta fretta a terra.
Sottoposto a chirurgie d'emergenza Arafat Sharif dovette essere ben presto trasferito in un ospedale fuori dalla Striscia, visto che sempre a causa dello strangolamento shylockiano nessun ospedale o clinica ortopedica dell'enclave aveva i mezzi materiali per trattare il suo caso. Adesso egli giace in un letto, aspettando di sapere se la sua caviglia tornerà funzionante o se lo lascerà invalido per tutta la vita, con una moglie e due figli piccoli da mantenere, a Gaza.
Arafat Sharif, questo il nome del coraggioso abitante della Striscia, aveva iniziato da cinque mesi ad uscire a pesca al soldo di Nafiz At Habeel, suo concittadino proprietario di un peschereccio; il datore di lavoro gli aveva spiegato i rischi che si corrono e come molti pescatori esperti avessero negli ultimi mesi rinunciato a uscire in mare cercandosi altre occupazioni, ma Arafat era rimasto adamantino, la sua situazione familiare non gli consentiva altre scelte.
Una notte di inizio luglio, davanti alle coste di Soudaniya, poco dopo che Nafiz e Arafat avevano gettato le reti, una vedetta della marina sionazista si é avvicinata al loro peschereccio e ha aperto il fuoco: nel tentativo di recuperare le reti Arafat rimase impigliato in esse e cadde oltre la murata del natante: il peso delle reti e i violenti strattoni gli fratturarono e letteralmente maciullarono la caviglia prima che, con la forza della disperazione, egli fosse finalmente tratto in salvo e inviato in tutta fretta a terra.
Sottoposto a chirurgie d'emergenza Arafat Sharif dovette essere ben presto trasferito in un ospedale fuori dalla Striscia, visto che sempre a causa dello strangolamento shylockiano nessun ospedale o clinica ortopedica dell'enclave aveva i mezzi materiali per trattare il suo caso. Adesso egli giace in un letto, aspettando di sapere se la sua caviglia tornerà funzionante o se lo lascerà invalido per tutta la vita, con una moglie e due figli piccoli da mantenere, a Gaza.
Etichette:
Arafat Sharif,
Assedio,
Caviglia,
Ferita,
Gaza,
Hasaka,
Nafiz at Habeel,
Pescherecci,
Soudaniya,
Strangolamento
Il PFLP approva i recenti sviluppi in Egitto: "Speriamo in positivi esiti per Gaza e i rapporti Egitto-Palestina!"
Nel processo di reazioni e schieramento pro o contro la recente deposizione di Mohammed Mursi dalla carica di Presidente egiziano registriamo, dopo le condanne (sia pure con diversi toni e sfumature) arrivate da Tunisi e Ankara l'approvazione invece dai vertici dell'organizzazione leninista palestinese PFLP, che, per voce del membro del Politburo Rabah Muhanna ha espresso 'soddisfazione' più che per l'intervento militare per la 'compatteza mostrata dal popolo' che 'ha dimostrato di non accettare la sostituzione dell'autocrazia di Mubarak con quella dell'Ikhwan'.
Muhanna si é anche augurato (in questo per ora smentito dai fatti visto che i militari sembrano aver rafforzato il controllo sulla frontiera con Gaza) che presto il varco di Rafah possa venire aperto al traffico di merci segnalando la fine dello stato di emergenza per la Striscia litoranea.
Muhanna ha dichiarato che al contrario di quanto realizzato sotto il predominio dell'Ikhwan, a parole solidale coi Palestinesi ma nei fatti interessata a compiacere Usa e Israele mantenendo in vita tutti gli istituti e gli accordi creati e sottoscritti dal precedente regime, un nuovo corso politico al Cairo potrà produrre quei cambiamenti positivi che gran parte dei Palestinesi si aspettavano fin da due anni fa.
Muhanna si é anche augurato (in questo per ora smentito dai fatti visto che i militari sembrano aver rafforzato il controllo sulla frontiera con Gaza) che presto il varco di Rafah possa venire aperto al traffico di merci segnalando la fine dello stato di emergenza per la Striscia litoranea.
Muhanna ha dichiarato che al contrario di quanto realizzato sotto il predominio dell'Ikhwan, a parole solidale coi Palestinesi ma nei fatti interessata a compiacere Usa e Israele mantenendo in vita tutti gli istituti e gli accordi creati e sottoscritti dal precedente regime, un nuovo corso politico al Cairo potrà produrre quei cambiamenti positivi che gran parte dei Palestinesi si aspettavano fin da due anni fa.
Etichette:
Assedio,
Confine,
Egitto,
Fronte Popolare di Liberazione della Palestina,
Gaza,
Ikhwan,
Mohammed Mursi,
PFLP,
Politburo,
Rabah Muhanna,
Rafah
Iscriviti a:
Post (Atom)









