Il Capo della delegazione parlamentare di Hezbollah ("Lealtà per la Resistenza"), il Deputato Mohammed Raad ha ricevuto a Beirut il Vicesegretario del Consiglio Federale Russo, Ilyas Umakhanov, che con una delegazione del Cremlino sta visitando il Paese dei Cedri.
Nel corso della intensa discussione che é nata dall'incontro sono stati dibattuti i temi dell'attualità regionale e internazionale, nella fattispecie la minaccia takfira contro il Libano e le misure recentemente prese per affrontarla e i collegamenti tra gli sforzi russi per contrastare l'aggressione alla Siria e la provocazione Usa-NATO-UE in Ucraina.
Alla riunione era presente anche il funzionario di Hezbollah incaricato del Dipartimento Relazioni Internazionali, il che dimostra quanto il movimento politico sciita consideri fondamentali, a qualunque livello, i propri contatti con la Russia di Putin, potenza che ha ormai completamente ritrovato il proprio ruolo internazionale, specialmente nell'arena mediorientale.
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martedì 25 novembre 2014
Delegazione russa visita Beirut e si incontra con esponenti del movimento Hezbollah!!
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martedì 6 maggio 2014
Raad: "Il Libano ha bisogno di un Presidente che difenda la Resistenza e preservi la Sovranità nazionale!!"
"Un Presidente che difenda la scelta del popolo libanese di Resistere alle aggressioni e alle invasioni, che preservi la sua Sovranità, non un Presidente che si pieghi e si chini alle richieste dei mercati e delle borse", questo ciò di cui necessita il Paese dei Cedri nelle piane e chiare parole del Capo della delegazione parlamentare di Hezbollah Mohammed Raad, in una dichiarazione rilasciata il giorno prima della nuova riunione del Parlamento per l'elezione del successore di Michel Sleiman.
E' chiaro che fino a quando il blocco minoritario dell'Alleanza 14 Marzo continuerà a proporre come candidato un nome irricevibile come quello di Samir Geagea, collaboratore con l'invasore sionista, mandante di assassinii e lui stesso assassino, già ospite delle patrie galere rilasciato solo grazie all'indebita ingerenza americana negli affari interni libanesi, le possibilità di uscire dall'impasse sono pressoché nulle.
Del resto nell'ultima seduta plenaria, appena 47 parlamentari su 128 si sono presentati per scrivere sulle schede il nome dell'assassino Geagea; segno che alla candidatura di Michel Aoun mancano pochissimi voti per arrivare alle 86 preferenze mandatarie per la nomina a Presidente della Repubblica.
E' chiaro che fino a quando il blocco minoritario dell'Alleanza 14 Marzo continuerà a proporre come candidato un nome irricevibile come quello di Samir Geagea, collaboratore con l'invasore sionista, mandante di assassinii e lui stesso assassino, già ospite delle patrie galere rilasciato solo grazie all'indebita ingerenza americana negli affari interni libanesi, le possibilità di uscire dall'impasse sono pressoché nulle.
Del resto nell'ultima seduta plenaria, appena 47 parlamentari su 128 si sono presentati per scrivere sulle schede il nome dell'assassino Geagea; segno che alla candidatura di Michel Aoun mancano pochissimi voti per arrivare alle 86 preferenze mandatarie per la nomina a Presidente della Repubblica.
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lunedì 29 aprile 2013
Dopo Raad il Viceministro Bogdanov incontra anche Hassan Nasrallah: sempre più amichevoli le relazioni Mosca-Hezbollah!
Proseguendo nella sua visita ufficiale in Libano il VIce di Sergej Lavrov, Mikhail Bogdanov, ha passato diverse ore a colloquio con Hassan Nasrallah, Segretario Generale del Movimento sciita Hezbollah. L'incontro che ha avuto luogo sabato sera ha seguito la cena del diplomatico russo con Mohammed Raad, capo dei parlamentari del movimento.Bogdanov finora ha passato più tempo con i rappresentanti di Hezbollah che con le alte cariche del Paese dei Cedri, evidente segno di come al Cremlino Putin e i suoi consiglieri puntino tutte le loro carte sul Movimento di Nasrallah, perno della coalizione elettorale progressista, perché nelle prossime elezioni politiche porti a casa un risultato positivo che tenga lontano dalle leve del potere il 're travicello' Saad Hariri, il cui carrozzone di partiti filosionisti, filoamericani, é totalmente permeato e pervaso di simpatizzanti filo-wahabiti che trasformerebbero il Libano in un nuovo Pachistan.
Ripartendo alla volta di Mosca nella serata di domenica 28 aprile Bogdanov ha dichiarato: "La mia visita in Libano é stata fondamentale per inquadrare il futuro dei rapporti russo-libanesi"; rapporti che, é chiaro anche ai sassi ormai, passeranno sempre di più attraverso Hezbollah.
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sabato 27 aprile 2013
Bogdanov a Beirut passa la serata ospite di Hezbollah: "La vostra credibilità é sostanziata dai vostri grandi sacrifci!"
Continua la visita libanese del Viceministro degli Esteri di Mosca Bogdanov, impegnato a rinsaldare ed estendere la rete di influenza e solidarietà russa in quella parte di Medio Oriente che si oppone attivamente ai piani imperialisti occidentali di "divide et impera", che vorrebbero usare gli stessi estremisti islamici wahabiti che 'tornano comodi' come spauracchio sul fronte interno (vedi la burattinata della Maratona di Boston) come testa d'ariete per colpire e minare gli stati dell'Asse della Resistenza.Dopo avere incontrato come annunciato il Presidente Sleiman, lo Speaker del Parlamento Berri, il Premier incaricato Tammam Salam, Bogdanov ha conferito anche con il Ministro degli Esteri uscente Adnan Mansour e ha trascorso la serata di ieri a cena con Mohammed Raad, leader dei parlamentari di Hezbollah.
"La Repubblica Russa é pronta a cooperare con Hezbollah, un partito che ha sempre sostenuto le sue posizioni con i fatti, come testimonia la sua storia di duro lavoro e sacrificio a beneficio dell'autonomia e dell'indipendenza del Libano e che merita perciò rispetto ed ascolto".
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domenica 17 febbraio 2013
Mohammed Raad ad Hariri: "Il tuo Governo fu un momento disastroso per il Libano!"
Il portavoce dei parlamentari di Hezbollah ha emesso un duro e vibrante comunicato rivolto all'indirizzo del capo del Movimento Mustaqbal, il 'Renzo Bossi Libanese' Saad Hariri, accusandolo chiaramente di essere personalmente responsabile della diffusione di armi a gruppi sediziosi di estremisti sunniti e alla creazione di 'rifugi' per i mercenari terroristi in fuga dalla Siria dove le vittorie dell'Esercito regolare li stanno sloggiando dalle zone che avevano cercato di occupare nei mesi scorsi.
"Qualunque paragone tra estremisti fanatici e mercenari in lotta contro il Governo siriano e le formazioni armate della Resistenza di Hezbollah é specioso, tendenzioso, improponibile e bugiardo", ha dichiarato l'Onorevole Mohamed Raad nel suo messaggio, evidenziando come le milizie della Resistenza servano tutto il popolo libanese mantenendo un credibile deterrente contro nuove aggressioni e invasioni sioniste mentre le milizie wahabite e terroriste perseguono solo fini partigiani che in ultimo indeboliscono e mettono in pericolo il Libano.
Raad nel prosieguo del documento ha portato le critiche ad Hariri più indietro nel tempo, fino agli anni in cui é stato (fortunatamente per poco) Primo Ministro libanese, lasciando in eredità all'esecutivo di Najib Mikati sostenuto da Hezbollah e dalle altre forze dell'Alleanza 8 Marzo un disastroso passivo di debito pubblico, aumentato, nei mesi del suo premierato, di ben 60 milioni di dollari, accusando senza mezzi termini Hariri di aver scavato quella voragine nei conti pubblici con una gestione 'allegra' delle finanze e con la 'necessità' di elargire regalie ed emolumenti ai suoi sostenitori e alleati.
"Qualunque paragone tra estremisti fanatici e mercenari in lotta contro il Governo siriano e le formazioni armate della Resistenza di Hezbollah é specioso, tendenzioso, improponibile e bugiardo", ha dichiarato l'Onorevole Mohamed Raad nel suo messaggio, evidenziando come le milizie della Resistenza servano tutto il popolo libanese mantenendo un credibile deterrente contro nuove aggressioni e invasioni sioniste mentre le milizie wahabite e terroriste perseguono solo fini partigiani che in ultimo indeboliscono e mettono in pericolo il Libano.
Raad nel prosieguo del documento ha portato le critiche ad Hariri più indietro nel tempo, fino agli anni in cui é stato (fortunatamente per poco) Primo Ministro libanese, lasciando in eredità all'esecutivo di Najib Mikati sostenuto da Hezbollah e dalle altre forze dell'Alleanza 8 Marzo un disastroso passivo di debito pubblico, aumentato, nei mesi del suo premierato, di ben 60 milioni di dollari, accusando senza mezzi termini Hariri di aver scavato quella voragine nei conti pubblici con una gestione 'allegra' delle finanze e con la 'necessità' di elargire regalie ed emolumenti ai suoi sostenitori e alleati.
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giovedì 20 ottobre 2011
Delegazione di Hezbollah in visita a Mosca per discutere delle relazioni russo-libanesi!
Una delegazione del partito sciita Hezbollah ha raggiunto ieri la capitale russa dando così il via alla prima visita ufficiale del movimento, la cui delegazione, guidata dal capo della rappresentanza parlamentare Mohammed Raad (foto sotto) e dai deputati Hassan Fadlallah e Nawwar al-Sahili ha risposto all'invito ricevuto nelle scorse settimane dalla Duma. Scopo della visita sarà quello di dibattere delle relazioni russo libanesi, delle questioni di interesse comune e degli sviluppi della situazione politica in Libano e in Medio Oriente.
Gli inviati ribadiranno il ruolo cardinale delle forze della Resistenza nella difesa dell'autonomia e della libertà del Paese dei Cedri e dei continui sforzi dell'imperialismo americano e occidentale per colpire questa realtà e per imporre il loro volere nella regione, sia tramite complotti come quello del 'Tribunale speciale' sia tramite azioni terroristiche come quelle che hanno agitato la Siria negli ultimi mesi.
Nella giornata di oggi i delegati incontreranno il Viceministro degli Esteri Mikhail Bogdanov mentre ieri hanno avuto un meeting con Konstantin Kosachyov, Presidente del Comitato parlamentare per gli Affari Internazionali e con una delegazione di membri della Duma. Anche in questo incontro, nelle parole di Mohammed Raad, la situazione libanese ed araba, e i continui tentativi israeliani, americani e occidentali di alterare il normale processo democratico, sono stati gli argomenti all'ordine del giorno.
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martedì 19 luglio 2011
Hezbollah mette in guardia il regime sionista: "Giù le mani dal gas libanese!"
"All'entità sionista non permetteremo di fare nemmeno un buco profondo un metro nei nostri fondali se la questione dei confini marittimi non verrà risolta secondo le consuetudini della Giurisprudenza Internazionale", ha dichiarato il capo della delegazione parlamentare di Hezbollah alla Camera libanese, Mohammed Raad (foto sotto), ai microfoni dell'Agence France Presse. Da vero stato-fuorilegge qual'é Israele non ha mai comunicato con precisione i suoi confini marittimi, nella speranza di poterli allargare a piacimento con le proprie campagne di aggressione militare e la copertura ipocrita e codarda degli Usa; adesso che sotto il Mediterraneo orientale sono stati scoperti vasti giacimenti di gas e deposti meno consistenti di greggio, Tel Aviv cerca di approfittarne stringendo accordi truffaldini per iniziare lo sfruttamento di tali risorse anche nelle zone di pertinenza dell'Autorità Palestinese e del Libano, sperando di creare un 'fatto compiuto'.
Ai piani sionisti, che avrebbero trovato un assenso accomodante a Beirut se fosse rimasto al potere Saad Hariri, l'imbelle Renzo Bossi libanese, si é invece opposto decisamente l'esecutivo Mikati, della cui maggioranza parlamentare Hezbollah costituisce una delle forze di riferimento. Raad ha dichiarato che la sovranità libanese sulle risorse naturali della regione non verrà mai abdicata. La controversia ha avuto inizio ai primi di luglio quando il regime sionsita ha svelato un piano di spartizione delle risorse che confligge in pieno con il Diritto internazionale riconosciuto e che il Libano ha denunciato come 'lesivo della sicurezza e della dignità nazionale'.
Gebran Bassil (sopra), Ministro dell'Energia e delle Acque (gabinetto studiato ad hoc dal lungimirante Mikati), ha confermato come Beirut difenderà "con ogni mezzo" le spettanze libanese riguardo a confini marittimi, territoriali, aerei e risorse minerarie e petrolifere. Proprio in questi giorni ricorre il quinto anniversario dell'ultima invasione sionista del Libano, consumatasi nel 2006 e punteggiata da bombardamenti terroristici contro obiettivi civili anche molto distanti dalla zona dei combattimenti, nonostante i quali, tuttavia, le forze della Resistenza sono riuscite a mettere alle corde gli aggressori sionisti facendoli tornare con la coda tra le gambe oltre il confine che avevano violato con incosciente leggerezza.
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venerdì 10 giugno 2011
Khaldoun As-Sharif: "L'ottimismo é giustificato, gli ostacoli sono stati quasi tutti superati e il Governo Mikati é pronto a nascere!"
Il politico libanese Khaldoun As-Sharif ha recentemente dichiarato che l'ottimismo ha iniziato a rischiarare la scena politica del Paese dei Cedri nelle ultime ore e che é ormai praticamente certo che il lento, lungo e faticoso "travaglio" per distribuire quote, portafogli, sottosegretariati e ministeri alla coalizione progressista che alcuni mesi addietro é riuscita a ribaltare gli equilibri parlamentari mettendo in minoranza Saad Hariri e i suoi alleati falangisti e filoamericani sia finalmente concluso e che "letteralmente da un momento all'altro" potrebbe venire presentato il nuovo Esecutivo guidato da Najib Mikati.In una intervista esclusiva con l'emittente di Hezbollah "Al-Manar" Sharif ha confermato le voci recentemente circolare secondo le quali lo strategico portafoglio delle comunicazioni dovrebbe rimanere al Libero Movimento Patriottico dell'ex Generale Michel Aoun, destinato a svolgere un ruolo centrale nel nuovo esecutivo visto che ha ricevuto in dote otto portafogli e due ministeri, come emerso dopo l'incontro di mercoledì tra Nabih Berri, il Premier designato Najib Miqati, Mohammed Raad di Hezbollah, Walid Jumblatt del PSP, Suleiman Frangiieh del Movimento Marada, Assaad Hardan dell'SSNP e Talal Arslan del Partito Democratico Libanese.
A proposito di quest'ultimo (sopra), che alcuni 'bene informati' davano piuttosto scontento degli ultimi sviluppi per la posizione sacrificata in cui si sarebbe venuto a trovare il suo movimento, Sharif ha sottolineato che "é pieno diritto dell'onorevole Arslan fare richieste qualora alcune delle aspirazioni sue o dei suoi uomini non siano state tenute in piena considerazione" sembra dunque che qualunque sacrificio e/o rinuncia richiesto all'LDP per la creazione di un esecutivo stabile sarà compensato in una maniera o nell'altra. Sharif ha poi aggiunto che l'estrema lentezza nel processo di formazione del Governo é stata anche dovuta allo scrupolo con cui Mikati e la coalizione di maggioranza si sono accostati al compito, aspettando sempre di aver pienamente risolto un nodo o una questione prima di procedere oltre, in modo da essere certi di non dovervi tornare una seconda volta.
Il politico settentrionale si é quindi detto sicuro che un Governo nato da un processo tanto scrupoloso si dimostrerà molto più solido, alla lunga, di uno partorito con un processo più rapido ma meno meticoloso oppure guidato da un Primo Ministro più schierato e 'partigiano' di Mikati (foto sopra), che offre invece le più ampie garanzie siguardo alla lungimiranza e all'equanimità delle sue politiche e delle sue scelte.
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