Visualizzazione post con etichetta Suleiman Frangieh. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Suleiman Frangieh. Mostra tutti i post

martedì 15 ottobre 2019

Importante vertice a Beirut tra Nasrallah e il capo del movimento Marada, Sleiman Frangieh!


Il segretario generale di Hezbollah Sayyed Hasan Nasrallah ha ricevuto il capo del movimento libanese Al-Marada, l'ex deputato Sleiman Frangieh, discutendo con lui degli ultimi sviluppi regionali.

L'incontro, a cui hanno partecipato anche il ministro dei Lavori pubblici e dei trasporti Youssef Finianos e l'assistente politico di Hezbollah SG Hajj Hussein Al-Khalil, ha affrontato i vari sviluppi nella regione, in particolare in Siria e Irak.


sabato 14 febbraio 2015

"Replicas", biografia autorizzata di Imad Mughniyeh, rivela il profondo rapporto tra il comandante di Hezbollah e Suleiman Frangieh!

"Replicas" é una biografia disponibile in Arabo, Persiano e probabilmente nel prossimo futuro anche in Inglese del famosissimo comandante martire di Hezbollah, Haji Imad Mughniyeh. Realizzata sotto la supervisione della stessa figlia di Mughniyeh, Fatima, il volume contiene alcune foto prese nel 2004 che mostrano Haji Imad in compagnia di Suleiman Frangieh, leader cristiano maronita del partito Marada.

domenica 4 gennaio 2015

L'ambasciatore iraniano in Libano si incontra con Suleiman Franjeh, leader del partito cristiano 'Marada'!

L'ambasciatore iraniano a Beirut Mohammad Fathali si é recato a incontrare il leader del partito cristiano maronita Marada, Suleiman Franjeh; schierato a fianco dell'Alleanza 8 Marzo insieme al partito di Michel Aoun, ad Amal, a Hezbollah, all'SSNP e ad altre formazioni minori 'Marada' é erede di una storica formazione politico-militare della Guerra Civile libanese che venne distrutta con un blitz in stile mafioso da Samir Geagea e dal traditore del Libano Gemayel che provocarono la morte dei genitori di Franjeh e della sua sorellina Jihane.
Fathali ha riecheggiato le parole del Presidente iraniano Hassan Rohani il quale ha dichiarato che il Paese dei Cedri deve costituire un modello di coesistenza pacifica interetnica e interreligiosa e che la Repubblica Islamica considera suo dovere aiutarlo in ogni modo a ricoprire questo ruolo storico.

Sicuramente Fathali avrà anche chiesto assicurazioni sulla determinazione di Marada a sostenere la candidatura di Michel Aoun alla poltrona di Capo dello Stato, tuttora vacante.

mercoledì 3 aprile 2013

Vertice in casa Aoun tra i partner dell'Alleanza 8 Marzo: ospite d'onore il consigliere politico personale di Nasrallah!

Il mondo politico-istituzionale libanese é in pieno fermento per cercare di venire a capo entro i tempi indicati dal Presidente Sleiman alla Crisi di Governo scatenatasi con le dimissioni del Premier ora ad interim Najib Mikati: l'inquilino della Baabda ha detto che vuole affidare un nuovo incarico entro il prossimo sabato e quindi si tengono a ritmo forzato vertici, tavole rotonde e meeting tra i rappresentanti di tutti i partiti e le fazioni del variegato arco costituzionale per cercare di individuare le figure più qualificate al compito di traghettare il Paese dei Cedri verso le nuove elezioni previste entro fine anno.

Uno dei più importanti vertici tenutisi finora ha avuto luogo presso la residenza del Segretario del Libero Movimento Patriottico, ex-Generale ed ex-Premier Michel Aoun, a Rabieh, dove il  leader dei cristiani maroniti progressisti é stato visitato dagli alleati di Hezbollah, il cui 'asse' con Aoun é stata la novità politica che ha permesso all'Alleanza 8 Marzo di sottrarre ai cristiano conservatori e ai loro alleati sunniti filo-sauditi e filo-americani il timone del Governo.

La delegazione di Hezbollah era capeggiata dal consigliere politico personale di Hassan Nasrallah, Haj Hussein Khalil, mentre altri ospiti di riguardo erano Sleiman Franjeh del partito cristiano Marada, l'Ex-ministro dell'Energia Gebran Bassil e il rappresentante del Tashnaq armeno Hagop Pakradounian.

Il confronto tra gli alleati si é svolto in una atmosfera che tutti a posteriori hanno concordato nel definire "rilassata e costruttiva", risolvendosi infine a discutere insieme al Presidente del Parlamento (lo sciita Nabih Berri di Amal) le opzioni enucleate per un possibile nuovo premier adatto alle sfide dei prossimi mesi, che possa portare a termine l'agenda su cui il tycoon delle comunicazioni Mikati si é arenato.

venerdì 14 ottobre 2011

Il Patriarca Al-Rahi a Houston attacca i politici falangisti: "miopi e meschini"!


Il Patriarca maronita Beshara al-Rahi, attualmente in visita pastorale negli Usa, ha dichiarato avantieri durante un ricevimento offerto in suo onore dalla comunità libanese di Houston che "coloro che vivono in zone di sicurezza controllate e pattugliate non possono pretendere di venire presi sul serio dai loro concittadini".

Il riferimento é, ovviamente, agli esponenti del partito semifascista della Falange, una volta unico magnete del voto maronita, ma oggi superato in popolarità e influenza dal Libero Movimento Patriottico dell'ex Premier ed ex Generale Michel Aoun (e dai suoi alleati del Marada).

"Accusare di 'tradimento' quanti hanno idee e alleanze differenti é una tattica meschina e miope; purtroppo in Libano diverse figure politiche non vedono al di là del loro naso e operano soltanto per portare avanti i loro interessi immediati, un contegno che oggi nel nostro paese é totalmente inaccettabile".

"Le strutture amministrative, giudiziarie e militari del nostro paese sono più che sufficienti a garantire tutti i diritti, collettivi e individuali, della cittadinanza".


Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

lunedì 3 ottobre 2011

Incontro costruttivo tra i vertici di Hezbollah e la leadership del partito cristiano Marada!


Il Segretario Generale del Movimento sciita Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ricevuto nella giornata di ieri una delegazione dei vertici del movimento cristiano maronita 'Marada', storica formazione libanese facente capo alla influente famiglia Franjeh; gli ospiti erano capeggiati dal Segretario del Marada, Suleiman Franjeh e da Yusuf Finianos.

L'incontro, cui hanno preso parte il consigliere politico di Nasrallah, Haji Hussein Khalil e il dignitario del partito Haji Wafiq Safah, é ruotato soprattutto attorno ai recentei sviluppi politici in Libano e Medio Oriente.

Secondo un comunicato rilasciato dal Coordinamento di Hezbollah per le Relazioni coi Media Nasrallah e Franjeh hanno valutato il comportamento della maggioranza e del gabinetto di governo nei primi mesi di attività dopo il cambio degli equilibri parlamentari, riflettendo sulle probabili sfide da affrontare nel corso del 2012.
I membri della famiglia Franjeh sterminati nel 1978 dai sicari dei Gemayel.
Suleiman Franjeh, ancora adolescente, sopravvisse per caso all'attentato di stile mafioso con cui la famiglia Gemayel fece massacrare suo padre Antoine, sua madre e sua sorella da sicari del partito fascista della 'Falange', cercando di eliminare potenziali rivali per la leadership sulla comunità cristiano maronita.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

venerdì 21 gennaio 2011

An-Nahar: "Jumblatt sosterrà Omar Karami come nuovo Primo Ministro!"


Il quotidiano libanese An-Nahar riporta a grandi titoli la decisione di Waleed Jumblatt, storico leader della comunità drusa libanese e capo del Partito Socialista Progressista (PSP), ha rotto ufficialmente gli indugi decidendo di porre il suo prestigio e i voti del suo movimento e dei suoi rappresentanti al Parlamento libanese a disposizione della coalizione di centro-sinistra "8 marzo" e al suo candidato alla premiership Omar Karami, politico sunnita di grande esperienza e prestigio.
Dall'alto a sinistra: Hezbollah, Amal, Marada, Partito Comunista, Libero Movimento Patriottico, SSNP, Democratici Libanesi, Tashnaq e PSP.

La coalizione "8 marzo", composta dal movimento sciita secolare "Amal", dal partito sciita di ispirazione religiosa "Hezbollah", dal movimento armeno "Tashnaq", dai cristiani del Libero Movimento Patriottico, dal partito "Marada", dal Partito Socialista della Nazione Siriana, dal Partito Democratico libanese e dai Comunisti, aveva da subito indicato Karami come la scelta ideale per sostituire il debole e screditato ex-premier Saad Hariri, i cui legami con le malpratiche del Tribunale speciale per il Libano avevano affondato ogni residua speranza di tornare sulla poltrona di Capo del Governo da cui le dimissioni di undici ministri su trenta lo avevano fatto ruzzolare giù.
Omar Karami, il candidato premier sostenuto dai partiti di cui sopra
Inoltre sembra prossima la defezione di due membri del Parlamento eletti in collegi di Tripoli Siriaca, che abbandonerebbero l'alleanza del 14 marzo per passare nelle file del centrosinistra, "blindandone" virtualmente la maggioranza. In Libano, a causa dei bizantini sistemi di assegnazione dei seggi studiati per garantire la rappresentanza a tutti i diciotto gruppi etnico/religiosi presenti nel paese, può capitare che una coalizione elettorale vinca il 54% dei consensi, ma si ritrovi sottorappresentata nell'emiciclo, come é appunto capitato all'alleanza dell'otto marzo, che con la maggioranza assoluta dei voti ha dovuto accettare un parlamento appeso, in sostanziale parità con gli avversari che aveva sconfitto alle elezioni.
Mappa esplicativa delle elezioni libanesi del 2009, la predominanza dell'alleanza 8 marzo (in verde) é chiara, si conti che ora, con la defenzione del PSP, anche la regione dello Chouf sarebbe da considerare verde...
E' stato solo in omaggio all'unità nazionale, e per distendere un clima politico infiammato dal tentativo di violenza di piazza del 2008, quando i partiti di centro-destra avevano tentato il colpo di mano contro Hezbollah e i suoi alleati, che Nasrallah, Aoun, Frangieh e gli altri leader dell'8 marzo avevano accettato il governo di unità nazionale, salvo ritirare il loro supporto quando Saad Hariri, pochi giorni fa, ha dimostrato per l'ennesima volta di non avere il polso necessario a garantire l'autonomia e l'indipendenza del paese contro le manovre degli Stati Uniti e di Israele.

mercoledì 12 gennaio 2011

Undici ministri si dimettono, crolla il Governo Hariri in Libano


Con le dimissioni di undici ministri in carica ha avuto termine in Libano il Governo di unità nazionale guidato da Saad Hariri, figlio del due volte ex Primo Ministro Rafiq, morto nel 2005 a causa di un attentato che molti ritengono architettato da Israele.

Dieci fra i dimissionari appartengono a partiti di opposizione: essi sono Mohamad Fneish e Hussein Hajj Hasan (Hezbollah -sciiti musulmani-), Mohamad Jawad Khalife, Ali Shami e Ali Abduallah (Movimento Amal -sciiti-), Charbel Nahhas e Fadi Abboud (Libero Movimento Patriottico -principalmente cristiani-), Abraham Dadayan (Partito Tashnaq -armeni-) e Youssef Saade (Partito Marada -cristiani maroniti-).

L'undicesimo ministro dimissionario, Adnan Sayyed Hussein, fa parte dei seguaci del Presidente del Libano, Michel Suleiman.

Saad Hariri, che al momento delle dimissioni si trovava in visita di Stato negli USA, si é trovato nella strana situazione di entrare a colloquio con il Presidente Obama come Primo Ministro libanese e di uscire dallo Studio Ovale come capo di un esecutivo in crisi.

La Crisi di Governo, che dovrà giocoforza portare rapidamente a nuove elezioni, ha le sue radici nel fallimento dell'intesa bipartisan caldeggiata da Siria e Arabia Saudita per risolvere in maniera interna e condivisa lo scottante "affaire" del cosiddetto Tribunale Speciale per il Libano; l'organismo che, inizialmente creato per cercare di fare luce sulla morte di Rafiq Hariri, si é macchiato di numerose irregolarità, piegandosi ai desiderata di forze straniere che vorrebbero incolpare dell'attentato il partito sciita Hezbollah.

giovedì 9 dicembre 2010

Lo Sceicco Nahim Qassem dichiara: "Hezbollah non cederà mai, dica quel che vuole il Tribunale speciale!"

Prendendo la parola nella giornata di martedì 7 dicembre presso il Centro Sayyed Shouhada di Beirut Sud, nel corso delle cerimonie per il secondo giorno dei dieci che compongono la decade dell'importante ricorrenza sciita dell'Ashoura lo Sceicco Nahim Qassem, vice segretario generale di Hezbollah, ha espresso il convincimento che "i nostri avversari politici del fronte filo-israeliano e filo-imperialista hanno ormai imparato che, qualunque accusa, sospetto o insinuazione potrà venire dal cosiddetto 'tribunale speciale' che é stato apparecchiato e preparato da loro e dai loro padroni per gettare fango sul nostro movimento sarà rigettata e invalidata, non solo da noi, il che sarebbe ovvio e banale, ma da tutti i cittadini libanesi che hanno a cuore l'indipendenza e la libertà della loro Patria"

Lo Sceicco Qassem, tuttavia, non ha chiuso la porta alla possibilità di un accordo e di una cooperazione con le opposte forze politiche, purché essa avvenga nella cornice della preservazione degli interessi libanesi: "Questa forte dedizione alla Resistenza, anima le nostre menti, i nostri cuori e il nostro sangue. Coloro che vogliono spegnerla, cercheranno di farlo sradicandola dalle menti e dai cuori dei credenti, e questo purtroppo per loro non é possibile, Dio non lo permetterà. La Giustizia dovrà trionfare e noi non cesseremo mai di operare e lavorare per servirLa, accada quel che deve accadere".
L'ex-generale Aoun (sinistra) il Primo Ministro Sa'ad Hariri (centro-sinistra), il leader maronita Suleiman Frangieh (centro-destra) e il Presidente del Parlamento Nabih Berri (destra) sono solo alcuni dei leader politici libanesi che ultimamente hanno preso le distanze dal Tribunale speciale.
Un pronunciamento del Tribunale speciale per il Libano, l'organismo ibrido (di nomina ONU ma operante all'interno della giurisprudenza libanese), partorito da un raffazzonato accordo fra i desiderata di coloro che volevano trovare un capro espiatorio per l'omicidio di Rafik Hariri e le regole e le consuetudini di una seria indagine internazionale, é atteso a giorni, anche se ormai é dubbio quanta efficacia (se alcuna) possa avere, con tanta parte dell'opinione pubblica e della scena politica interna schierata apertamente contro di esso.

lunedì 22 novembre 2010

Aoun e Frangieh dichiarano tutto il loro sostegno a Hezbollah ed alleati

Il Libero Movimento Patriottico, formazione politica libanese guidata dall'ex-generale ed ex-primo ministro del Paese dei cedri, Michel Aoun, ha ufficialmente rafforzato i propri legami con l'altra formazione cristiano-maronita presente nella coalizione dell'8 marzo, il partito Marada di Suleiman Frangieh; insieme, i due leader, hanno ribadito il loro impegno nell'alleanza siro-drusa-sciita di centro-sinistra che si oppone ai conservatori che si radunano attorno alle bandiere dei Falangisti del clan Gemayel, dei sunniti filo-sauditi e delle altre formazioni di destra più o meno estrema.
Aoun (a destra) e Franjeh (a sinistra) ritratti durante il loro incontro a Bnashi.
L'ex-generale Aoun ha visitato Suleiman Frangieh nella sua tenuta di Bnashi, nella roccaforte di Zgharta, di cui il movimento Marada non perse il controllo nemmeno nei tempi più bui della Guerra Civile Libanese (1975-1990). Inconquistabile, Zgharta però non si rivelò inviolabile quando (nel 1978), le milizie neofasciste dei Gemayel uccisero con un raid guidato da Samir Geagea ed Elie Hobeika (futuro responsabile delle stragi di Sabra e Chatila) il padre di Suleiman, Tony, sua moglie Vera el-Kordahi e la loro figlioletta Jihane.
Vera el Kordahi, Antoine 'Tony' Frangieh e Jihane, uccisi nel 1978 da Samir Geagea e Elie Hobeika.
Suleiman, all'epoca appena adolescente, si salvò perché a Beirut per motivi di scuola.

Costretto dalle circostanze a crescere in fretta e a difendere l'eredità del clan Frangieh, Suleiman riorganizzò il suo seguito in un potente esercito privato (la Brigata Marada) che all'apice del suo potere arrivò a contare 3500 armati suddivisi in unità semiregolari, dotate anche di veicoli blindati ed equipaggiamenti pesanti assorbiti dalla VII Brigata delle forze armate libanesi e persino di una "marina" fatta di gommoni d'assalto Zodiac e pescherecci armati con cannoncini e mitragliatrici, che stazionava nel porto di Biblo.

Con gli accordi di Ta'if e la normalizzazione della situazione libanese Frangieh capì che il tempo degli eserciti privati era finito e riorganizzò i seguaci in un partito politico, che rimase sempre ferocemente avverso alle 'Forze Libanesi' e ai Falangisti del Kata'eb, monopolizzati dai Gemayel e da Geagea (Elie Hobeika è morto in circostanze misteriose nel 2002).

Michel Aoun, che da generale e ultimo presidente del Libano durante la Guerra civile aveva provato a ristabilire la sovranità del Governo sulle fazioni dei vari "Signori della guerra" scontrandosi duramente con le forze di Geagea e dei falangisti, a cui aveva sottratto i moli di Beirut, poi con i drusi e gli sciiti, a cui aveva bloccato i canali di contrabbando, e in seguito affrontando direttamente persino le truppe di occupazione siriana a cui tenne testa con successo grazie anche al sostegno di Saddam Hussein.

Sconfitto non sul campo, ma per il rivolgimento delle alleanze che vide Occidente e Usa passare dalla parte siriana in seguito all'invasione irakena del Kuwait, Aoun anche da esiliando mantenne un immenso favore popolare, avendo provato coi fatti che l'autorità dello Stato poteva essere imposta alle milizie e alle truppe occupanti; tanto che quando si sparse la voce che le truppe siriane si stavano preparando a toglierlo di mezzo con un colpo di mano una immensa folla di civili: maroniti, armeni, sciiti e drusi si raccolse attorno al palazzo presidenziale per proteggerlo.

Esiliato dal 1990 al 2005 Aoun rientrò in Libano dopo la morte di Rafik Hariri, fondando un suo partito politico (il Libero Movimento Patriottico), che si trovò ben presto alleato con la coalizione 8 Marzo (di cui fanno parte gli Sciiti di Hezbollah, il Partito Socialista della Nazione Siriana, il movimento Marada e il Partito Democratico libnese), che afferma la necessità di un Libano autonomo e indipendente dalle influenze Usa e israeliane.

Ambedue i leader politici si sono espressi criticamente nei confronti del Tribunale speciale per il Libano, di cui hanno criticato metodi d'indagine e finalità politiche, con riguardo specialmente alle testimonianze da esso acquisite come valide ma in seguito confutate e provate false. "Chiunque sostenga i lavori del Tribunale speciale, ora come ora" ha dichiarato Frangieh "non vuole il bene del Libano e dei suoi cittadini, ma serve interessi stranieri". Aoun, interrogato sul prossimo ritiro israeliano dal villaggio di Ghajar ha commentato: "Il diritto alla Resistenza non può essere messo in discussione; fino a che rimarranno forze armate animate da intenzioni ostili nei confronti del nostro Paese e della sua gente sarà pieno diritto di questa di armarsi e prepararsi a respingere eventuali aggressioni".