Mentre dopo la recente e importantissima visita moscovita il Mondo attende con ansia l'annuncio della candidatura del Generale Al-Sisi alla poltrona presidenziale egiziana un suo ex-collega delle Forze Armate, Sami Anan, ha rotto gli indugi e dichiarato ufficialmente che si proporrà per la stessa carica nelle prossime elezioni che colmeranno il vuoto lasciato dalla deposizione manu militari dell'ikhwanita Mohamed Mursi.
Per ora si ha solo un comunicato del suo Ufficio Stampa, ma presto a esso seguirà una estesa conferenza durante la quale Anan spiegherà a fondo i motivi della sua candidatura e lancerà ufficialmente la propria campagna elettorale.
In attesa di una dichiarazione ufficiale di Al-Sisi é certo che un altro candidato presidenziale sarà il leader del Partito Nasserita Hamdeen Sabahi. Del resto é chiaro che non vi saranno esponenti di partiti religiosi in lizza essendo gli stessi stati messi fuorilegge dal movimento correttivo dei generali che sono intervenuti nella vita politica egiziana per porre un freno alla spirale di settarismo estremista che rischiava di gettare il principale paese arabo del Nordafrica in una spirale di instabilità e caos.
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martedì 18 febbraio 2014
L'ex-generale egiziano Sami Anan ha annunciato la propria candidatura a Presidente!!
giovedì 8 novembre 2012
Hezbollah replica alle speciose accuse dei lacché di Al-Khalifa: "Nessuna nostra presenza in Bahrein!"
Una delle rozze maniere con cui i servitori dell'imperialismo americano e del sionismo internazionale cercano di rinsaldare l'influenza dei loro padroni nel Medio Oriente scosso dai fremiti del Risveglio Musulmano e dell'Emancipazione degli Oppressi attraverso la Resistenza é quella di 'settarizzare' i conflitti in maniera da frammentare il fronte del riscatto e destabilizzare i paesi in via di liberazione.
Nel Bahrein del macellaio Al-Khalifa, i cui stessi figli 'rampolli reali' prendono parte alle enormità inflitte ai militanti per la riforma e la Democrazia, questa tattica si esplica con l'accusa agli sciiti (maggioranza del paese) di agire per conto dell'Iran e la pretesa che il Movimento Hezbollah abbia organizzato esplosioni e attentati nel paese, in realtà opera degli stessi servizi segreti reali.
Ancora una volta, circa un anno dopo le prime accuse in merito, l'ufficio comunicazione di Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per smentire ogni collegamento con gli eventi Bahreini, in cui pure si saluta il riscatto e la determinazione a raggiungere la Libertà e la Democrazia da parte di un popolo fin troppo martirizzato dai plutocrati petroliferi sunniti, leccapiedi di Washington e Tel Aviv.
Nel Bahrein del macellaio Al-Khalifa, i cui stessi figli 'rampolli reali' prendono parte alle enormità inflitte ai militanti per la riforma e la Democrazia, questa tattica si esplica con l'accusa agli sciiti (maggioranza del paese) di agire per conto dell'Iran e la pretesa che il Movimento Hezbollah abbia organizzato esplosioni e attentati nel paese, in realtà opera degli stessi servizi segreti reali.
Ancora una volta, circa un anno dopo le prime accuse in merito, l'ufficio comunicazione di Hezbollah ha rilasciato una dichiarazione ufficiale per smentire ogni collegamento con gli eventi Bahreini, in cui pure si saluta il riscatto e la determinazione a raggiungere la Libertà e la Democrazia da parte di un popolo fin troppo martirizzato dai plutocrati petroliferi sunniti, leccapiedi di Washington e Tel Aviv.
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giovedì 30 agosto 2012
Hamas stigmatizza il regime ebraico per la vergognosa 'sentenza' sul Caso Corrie: "Sempre più criminale la condotta sionista!"
Il Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha condannato in termini netti e vivissimi la decisione del regime sionista di assolvere l'assassino dell'attivista americana Rachel Aliene Corrie, travolta e uccisa da un bulldozer con la 'svastica a sei punte' ormai nove anni fa, mentre pacificamente si opponeva alla demolizione di case palestinesi.
L'Ufficio Stampa di Hamas ha dichiarato: "La nostra organizzazione condanna fermamente la decisione sionista di assolvere i responsabili dell'uccisione della Corrie e la consideriamo una ulteriore offesa da unire ai crimini razzisti contro il nostro popolo e i suoi amici e alleati internazionali".
"Quest'assoluzione rappresenta un tentativo disperato di mandare un messaggio di minaccia e intimidazione ai sostenitori della Causa palestinese, prospettando loro il pericolo di venire uccisi come Rachel Corrie; chiediamo perciò a tutti i nostri alleati di intensificare le loro pressioni e la loro mobilitazione contro il regime di Apartheid sionista, in modo che quanto prima sia possibile far cessare i suoi crimini e giudicare per quelli passati i responsabili".
L'Ufficio Stampa di Hamas ha dichiarato: "La nostra organizzazione condanna fermamente la decisione sionista di assolvere i responsabili dell'uccisione della Corrie e la consideriamo una ulteriore offesa da unire ai crimini razzisti contro il nostro popolo e i suoi amici e alleati internazionali".
"Quest'assoluzione rappresenta un tentativo disperato di mandare un messaggio di minaccia e intimidazione ai sostenitori della Causa palestinese, prospettando loro il pericolo di venire uccisi come Rachel Corrie; chiediamo perciò a tutti i nostri alleati di intensificare le loro pressioni e la loro mobilitazione contro il regime di Apartheid sionista, in modo che quanto prima sia possibile far cessare i suoi crimini e giudicare per quelli passati i responsabili".
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mercoledì 4 luglio 2012
Impianto spionistico sionista scoperto dai tecnici di Hezbollah nel Libano del Sud!
Il Movimento sciita di Resistenza Hezbollah ha annunciato recentemente di avere individuato e neutralizzato una centralina di monitoraggio e rilevamento impiantata da agenti sionisti nel Libano del Sud, più precisamente nella regione di Zrariyeh. "La scoperta" si legge nella dichiarazione rilevante rilasciata dall'ufficio stampa del Movimento "é maturata nel quadro di una continua e approfondita campagna contro lo spionaggio del regime ebraico".
I controllori dell'apparato, una volta vistolo scoperto, non hanno avuto altra scelta che farlo detonare da comando remoto, causando una vasta esplosione che tuttavia non ha causato danni ai tecnici di Hezbollah o ai loro equipaggiamenti grazie al loro alto livello di allerta e di precauzione "Il tentativo di spionaggio tecnico praticato dal nemico e sventato dai militanti della Resistenza si situa nella serie dei persistenti attacchi sionisti contro il sistema di telecomunicazione della Resistenza, che costituisce un atto contro la sovranità libanese e la sicurezza del suo popolo".
Il corrispondente dell'emittente Al-Manar presente sulla sena, Ali Sheib ha affermato che l'apparato spionistico sionista constava di oltre venti "unità" delle dimesioni di una grossa scatola, alimentate con un cavo elettrico interrato che si snodava per oltre ottanta metri fino al confine internazionale dove, con ogni probabilità, esso continuava fino a raggiungere un gruppo elettrogeno presso un'installazione militare di Tel Aviv. Il fragore dell'esplosione risultante dall'autodistruzione del congegno é stato inteso a Hallousiyeh, Zrariyeh e Bidyas, distanti circa un chilometro dal luogo della scoperta.
I controllori dell'apparato, una volta vistolo scoperto, non hanno avuto altra scelta che farlo detonare da comando remoto, causando una vasta esplosione che tuttavia non ha causato danni ai tecnici di Hezbollah o ai loro equipaggiamenti grazie al loro alto livello di allerta e di precauzione "Il tentativo di spionaggio tecnico praticato dal nemico e sventato dai militanti della Resistenza si situa nella serie dei persistenti attacchi sionisti contro il sistema di telecomunicazione della Resistenza, che costituisce un atto contro la sovranità libanese e la sicurezza del suo popolo".
Il corrispondente dell'emittente Al-Manar presente sulla sena, Ali Sheib ha affermato che l'apparato spionistico sionista constava di oltre venti "unità" delle dimesioni di una grossa scatola, alimentate con un cavo elettrico interrato che si snodava per oltre ottanta metri fino al confine internazionale dove, con ogni probabilità, esso continuava fino a raggiungere un gruppo elettrogeno presso un'installazione militare di Tel Aviv. Il fragore dell'esplosione risultante dall'autodistruzione del congegno é stato inteso a Hallousiyeh, Zrariyeh e Bidyas, distanti circa un chilometro dal luogo della scoperta.
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