sabato 31 dicembre 2011

Il Ministro degli Esteri russo apprezza le dichiarazioni della Lega Araba sulla Siria: "Imparziali e affidabili!"



Sergej Lavrov, Ministro degli Esteri di Mosca, ha espresso "soddisfazione e fiducia" riguardo alla missione degli osservatori della Lega Araba in Siria che, guidati dal Generale sudanese Al-Dabi, hanno visitato Damasco, Homs e sono attualmente impegnati in un tour di Hama, Daraa e Idlib, città a vario livello toccate dalle violenze e dagli attentati dei terroristi mercenari al soldo di Usa, Arabia Saudita e Israele.

Durante questi ultimi mesi la cagnara filosionista che detta legge sui mass-media generalisti (Fox, Sky, BBC, NBC, Cnn...) ha cercato di dipingere spaventose quanto irreali fantasie riguardo 'rivolte' che avrebbero scosso la Repubblica araba e morbose descrizioni di "repressione" a opera dell'Esercito, quando gli unici a essere fatti bersaglio delle Forze di Sicurezza siriane sono stati proprio i provocatori inflitrati, che tentavano di spargere il terrore.

"Giudicando dalle dichiarazioni della missione della Lega Araba, la situazione sembra calma e sotto il controllo del Governo", ha dichiarato Lavror "La professionalità e l'imparzialità di cui finora gli osservatori hanno dato prova é la miglior garanzia riguardo le buone possibilità che esistono di disinnescare una situazione che altri avrebbero voluto veder degenerare fino alle estreme conseguenze".
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Arrivano 3000 filtri per dialisi a Gaza! I pazienti palestinesi salvati dalla solidarietà del Soccorso islamico


Le autorità egiziane hanno annunciato nella giornata di venerdì di avere acconsentito all'entrata di un convoglio nazionale di aiuti medici di attraversare il varco di confine di Rafah entrando nella Striscia di Gaza assediata.

Il Segretario Generale del Distretto del Nord del Sinai e Direttore della sezione locale della Mezzaluna Rossa, Generale Jaber al-Arabi ha dichiarato in una conferenza stampa che circa 10 tonnellate di medicinali e provviste mediche sono state portate nel ghetto palestinese, come dono dell'Associazione medica egiziana.

Al-Arabi ha poi aggiunto: "Questi aiuti comprendono farmaci e consumabili medici urgentemente necessari per compensare, almeno in parte, gli effetti dell'assedio sionista contro Gaza. La nostra operazione é stata coordinata con la Mezzaluna Rossa palestinese e il Ministero della Sanità palestinese che si incaricherà di distribuire equamente gli aiuti a ospedali, cliniche ed ambulatori".

Inoltre, ben tremila filtri per dialisi sono stati donati dal Soccorso islamico agli ospedali di Gaza e sono riusciti a entrare insieme agli aiuti egiziani. Recentemente l'allarme era stato lanciato quando meno di 30 filtri erano rimasti disponibili ai pazienti sofferenti di insufficienze renali, forzando i meno gravi a saltare qualche sessione di dialisi.
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Attacco aereo sionista assassina un palestinese e ne ferisce altri cinque nel Sudovest della Striscia di Gaza!


E' di un morto, un ferito grave e quattro lievi il bilancio dell'ultimo raid aereo sionazista sul ghetto costiero di Gaza, consumatosi ieri mattina quando, con l'usuale codardia, un jet militare israeliano del costo di centinaia di milioni di dollari (pagati dai contribuenti americani e tedeschi grazie ai grassi assegni di "aiuto al terzo mondo" e "compensazioni per l'olocau$to") si é gettato in picchiata contro un gruppo di civili del quartiere di Juhr al-Dik, nel settore sudoccidentale della Striscia.

Secondo quanto riportato da fonti locali, confermate anche da network televisivi regionali e internazionali l'apparecchio ha lanciato un missile contro i suoi bersagli civili, uccidendo sul colpo un uomo e ferendone gravemente un altro, che é stato prontamente trasferito nel più vicino ospedale. Fortunatamente gli altri quattro non hanno subito se non ferite minori, che non hanno reso necessario più che un cursorio passaggio in pronto soccorso.

L'ucciso risponde al nome di Moumen abu Daf (foto sopra) mentre, finora, non é ancora nota l'identità del ferito che rischia, é sempre bene ricordarlo, di aggiungersi molto presto al conto dei morti, stante la costante e tragica emergenza sanitaria che, causata dall'illegale e insensato assedio economico sionazista, attanaglia tutte le cliniche e gli ospedali dell'enclave palestinese.
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Manifestazioni ad Amman, Irbid, Salt e Karak: il Fronte d'Azione Islamico si mobilita dopo l'attentato incendiario di Mafraq!


La Fratellanaza Musulmana giordana, dopo che la propria sede di Mafraq é stata distrutta con un attentato incendiario da agenti monarchici, ha mobilitato il Fronte d'Azione Islamico, suo braccio politico, portando in piazza migliaia e migliaia di manifestanti in varie città del paese, nella più grande dimostrazione di massa da molti mesi a questa parte. Come d'uso le manifestazioni si sono tenute dopo le preghiere del venerdì; nella capitale Amman i partecipanti hanno marciato dalla Moschea di Al-Hussein fino al Municipio cantando "Quel che é troppo é troppo" e portando bandiere e striscioni che chiedevano vere riforme economiche e politiche, la fine della corruzione e condannavano Re Abdallah II per i suoi tentativi di "intimidazione violenta".

Rappresentanti del Fronte d'Azione Islamico hanno dichiarato che, negli scontri di Mafraq le forze dell'ordine sono rimaste a guardare mentre gli agenti monarchici davano fuoco alla sede dell'opposizione, interponendosi poi, quando le fiamme erano appena divampate e c'era ancora la speranza di poterle domare salvando la struttura, lasciando invece che la consumassero completamente: "La connivenza tra gli attaccanti e i servizi di sicurezza era evidente e spudorata".

"La Fratellanza Musulmana, tuttavia, non abbandonerà la sua richiesta di riforme, non si arrenderà nella lotta alla corruzione e all'atteggiamento reazionario della Corte e dei suoi manutengoli", ha dichiarato Rheil Gharaibeh, portavoce del movimento. Altre imponenti manifestazioni si sono tenute, oltre che nella capitale, anche nelle cittadine di Irbid e Salt, nel Nord del paese e a Karak, nel Sud. Sembra proprio che, esaurito il credito concessogli con la nomina del nuovo Premier Awn Khasanweh il reuccio ascemita Abdallah II, tornando a prestare orecchio ai fautori della 'linea dura' contro le opposizioni si stia mettendo nella posizione di essere il prossimo governante arabo filo-occidentale a venire travolto dalle proteste.
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venerdì 30 dicembre 2011

Ahmadinejad si prepara a un lungo viaggio diplomatico in Centro- e Sudamerica dal 7 gennaio in avanti!


Il Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad si recherà presto in America Latina, nella seconda settimana di Gennaio, secondo quanto rivelato dal Direttore Generale per gli Affari Internazionali del suo ufficio, Mohammad Reza Forqani ha dichiarato che il Capo dell'Esecutivo inizierà la sua visita dal Venezuela, dove sarà ricevuto a Caracas dal suo storico alleato e grande amico Hugo Chavez.

Quindi Ahmadinejad si recherà in Nicaragua, dove prenderà parte quale gradito ospite alla cerimonia di giuramento e insediamento del Presidente sandinita Daniel Ortega, recentemente vittorioso alle urne e confermato nella carica, quindi discuterà con lui degli sviluppi regionali e dei rapporti bilaterali Teheran-Managua.

A quel punto si sposterà nei Caraibi, all'Avana, dove incontrerà Raoul Castro e il suo Governo e visiterà anche il leader storico della Rivoluzione Socialista, Fidel, ormai a riposo dopo aver incarnato per oltre mezzo secolo la volontà di Resistenza del popolo cubano contro l'arroganza dell'imperialismo yankee.

Quindi rotta verso Quito, Ecuador, per incontrare Rafael Correa, il Presidente che ha resistito con successo alle brame neocolonialiste del Fondo Monetario Internazionale e,  ha rifiutato di onorare i debiti contratti dai suoi predecessori. L'attenzione al teatro geopolitico Centro- e Sudamericano é da sempre parte integrante della strategia della Repubblica Islamica, che cerca positivi e fruttuosi legami con tutti gli Stati e i Paesi che lottano per affermarsi contro il neocolonialismo imperialistico delle potenze arroganti.
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Il Patriarca maronita Al-Rahi esprime tutto il suo sostegno e la sua fiducia nell'azione riformatrice del Presidente Assad!


A conferma che il Governo di Damasco gode della fiducia e del sostegno di tutti i segmenti della società siriana e che contro di esso agisce solo un piccolissimo numero di mercenari foraggiati dagli intriganti e arroganti imperialisti di Riyadh, Tel Aviv e Washington, in questi giorni anche il Patriarca maronita Beshara al-Rahi, ricevendo una delegazione di Siriani di Tartous ha espresso parole di appoggio e stima per il Presidente Assad e la sua azione riformatrice, raccomandando a tutti i cristiani di Siria di rimanere uniti e diffidare degli interventi stranieri.

"Insieme a voi, fratelli, guardiamo in avanti con fiducia alle riforme messe in atto dal Presidente Assad a partire da marzo, da esse ci aspettiamo la soddisfazione delle vostre aspirazioni, mentre per amara esperienza sappiamo che le "riforme" promesse dall'esterno sono dannose e fallaci, poco distante da voi abbiamo visto come l'Irak sia stato distrutto da simili 'riforme'".

"Ogni popolo, ogni nazione deve trovare la propria via alla libertà, secondo le proprie tradizioni, la propria storia, la propria cultura. Siamo con voi e con tutti i Cristiani, di altre chiese e denominazioni e con i vostri fratelli Musulmani e ripetiamo che, Libanesi e Siriani, siamo tutti in realtà membri di un solo popolo che abita due Stati diversi".
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Ennesima figura di palta per l'esercito sionista: cadono dal camion i missili di 'Iron Dome', danni per centinaia di migliaia di Euro!


"Iron Dome", il sogno da oppiomane dello Stato Maggiore sionista, il sistema di 'razzi anti-razzo' che, dopo aver fagocitato quantità epiche di denaro non riesce nemmeno, con i suoi proiettili che potrebbero essere fatti d'oro visto il costo per unità, a intercettare un razzo Qassam fatto da un artigiano palestinese con pochi Euro di materiali, ha collezionato una nuova figuraccia e fatto segnare un nuovo passivo sui bilanci militari di Tel Aviv.

Naturalmente, la maggior parte delle spese belliche non gravano realmente sui conti del regime ebraico, essendo tutto l'apparato guerrafondaio-persecutorio-spionistico di Israele finanziato coi denari dei contribuenti americani e tedeschi; pure, buttare soldi "a ufo" senza alcun costrutto non fa mai piacere, specialmente quando si é noti e rinomati per la propria 'parsimonia'.

Il canale sionista "Ynet" riporta che un 'pallet' da una ventina di razzi 'Tamir', proiettili per le meno che infallibili batterie di 'Iron Dome' é caduto all'inizio della settimana da un camion che stava trasportandolo all'interno di una base aeronautica sionista, nel Sud della Palestina occupata. "Una buona metà dei missili é stata danneggiata: in special modo quelli che per primi sono entrati in contatto col suolo sono restati totalmente distrutti", recita il comunicato in merito.

Il portavoce militare ha rivelato che il danno é valutabile attorno a 'svariate centinaia di migliaia di dollari, forse attorno al milione'; il Comandante della base in questione, Maggior Generale dell'Aviazione Ido Nehushtan, avrebbe formato una commissione d'inchiesta per indagare l'incidente ed evidenziare le responsabilità. Trasportare delicati sistemi d'arma su un camion come se fossero sacchi di patate non é certo una procedura auspicabile ma può darsi che le recenti ristrettezze di bilancio (che si aggraveranno ulteriormente in futuro) abbiano costretto ad adottare protocolli di trasporto tanto labili e insicuri, per motivi economici.

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Persino i "begli addormentati" dell'UE se ne accorgono! "In Israele vige Apartheid contro i Palestinesi"


"Mentre la comunità internazionale concentra la propria attenzione sulla necessità di ridare slancio al cosiddetto "processo di pace" israelo-palestinese (che ha tanta possibilità di venire 'resuscitato' quanta ne ha un cavallo morto di venir fatto rialzare a frustate NdR), questa Commissione raccomanda di non trascurare le modalità di trattamento della minoranza palestinese in Israele, che andrebbero considerate una questione centrale, non secondaria, nelle dinamiche tra Stato ebraico e popolazione araba". Questa, in sintesi, la posizone espressa da esperti dell'Unione Europea la cui bozza di studio é stata pubblicata nella giornata di ieri dall'Agenzia di stampa France Presse.

Il rapporto europeo indica con chiarezza e senza mezzi termini come i cittadini palestinesi di Israele costituiscano una minoranza discriminata sia dal punto di vista economico, che educativo, abitativo, ambientale e di accesso alle risorse fondamentali, tra cui terra, acqua e servizi basilari. "Le politiche di sicurezza dello Stato ebraico sono chiaramente mirate contro la minoranza palestinese, a un livello e con una precisione tale da lasciare pochi dubbi sul fatto che in Israele sia in vigore un effettiva discriminazione razziale nei suoi confronti".
Bambini palestinesi massacrati dagli invasori ebrei durante la 'Nakba'.
In Israele sopravvivono oggi oltre un milione e quattrocentomila Palestinesi, sopravvissuti e discendenti di sopravvissuti all'Olocausto della "Nakba", quando, nel 1948, dopo l'unilaterale dichiarazione dello 'Stato ebraico' le milizie dell'Haganah, del Palmach, dell'Irgun e della Banda Stern si scatenarono in un'orgia di massacri e distruzioni che aveva come esplicito bersaglio i villaggi e le comunità degli abitanti legittimi e originari della Palestina. Quando il fumo dei "pogrom" sionisti si fu dissipato oltre 750,000 Palestinesi erano stati cacciati dalle loro abitazioni rase al suolo e dozzine e dozzine di migliaia erano stati uccisi dagli invasori.
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