lunedì 28 maggio 2012

Osservatorio Euromediterraneo denuncia: "Sistematiche e deliberate persecuzioni israeliane contro i pescatori della Striscia di Gaza!"

L'Osservatorio Euromediterraneo per i Diritti Umani (EMOHR) ha condannato la maniera "sistematica e deliberata" con la quale le forze navali del regime ebraico prendono di mira e perseguitano i pescatori palestinesi della Striscia assediata di Gaza, dedicando alla questione un rapporto pubblicato nella giornata di ieri, domenica 27 maggio, che quantifica i pesantissimi danni inflitti a un settore economico in passato florido e importante. Ovviamente, come tutti sanno, la persecuzione dei pescatori é funzionale a rendere ancora più devastanti le conseguenze del disumano e illegale assedio contro il ghetto litoraneo, che prosegue indisturbato da anni nel totale disinteresse dell'ipocrita comunità internazionale.
Il rapporto Euromediterraneo indica come prima dell'inizio della persecuzione sionista oltre 70mila abitanti della Striscia traessero sostentamento dal settore della pesca, che consentiva un costante approvvigionamento di pesce di alta qualità a basso costo, che formava una parte importante della dieta dei cittadini. Ma poi la marina sionista ha cominciato con i più vari pretesti a restringere sempre più la fascia entro cui "permette" (non si sa sulla base di quale autorità e quale legge) ai Palestinesi di staccarsi coi loro 'Hasaka' dalla costa: da venti a dieci, poi a sei e infine a tre miglia dal litorale.
In una notizia correlata aguzzini ebrei hanno sequestrato nella nottata tra ieri e oggi il pescatore palestinese Mohammed al-Amodi, cinquantottenne, mentre stava lavorando col suo barcone ben entro la fascia delle tre miglia nautiche; questo dimostra come nemmeno "rispettare" gli illegali e odiosi 'diktat' sionazisti garantisce la tranquillità ai pescatori: lo scopo di Sion é affamare la Striscia quindi ogni rete gettata, ogni chilo di pesce tratto a bordo costituisce per il loro shylockiano strangolamento una minaccia da contrastare con le armi e i rapimenti.
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La Siria reagisce al "torrente di menzogne" scatenato dall'ipocrisia imperialista, la Russia sostiene le dichiarazioni di Damasco!

L'ambasciatore siriano all'ONU Bashar Jafaari ha reagito con forza alla vergognosa campagna di disinformazione scatenata negli ultimi giorni contro Damasco e il legittimo Governo del Presidente Assad che vorrebbe accollare a forze governative la responsabilità di attacchi terroristici portati dai mercenari wahabiti al soldo di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Stati Uniti e Israele, che hanno fatto molte vittime tra i civili.
Jafaari ha dichiarato: "Né la missione osservatrice ONU nella persona del suo comandante Generale Mood né alcun altro ha sostenuto alla sessione informale del Consiglio di Sicurezza che l'attacco sarebbe stato portato dal Governo, ed é veramente vergognoso e scandaloso che subito dopo alcuni membri del Consiglio, mossi da meschine agende politiche, si siano messi a ripetere ai quattro venti quello che non é stato affermato e nemmeno inferito dagli osservatori schierati sul terreno, per sviare e confondere l'opinione pubblica internazionale".
A suo sostegno sono giunte le parole del Ministro degli Esteri russo Lavrov, che ha con successo bloccato ogni tentativo imperialista di trasformare la sessione informale in una messa sotto accusa di Assad e del suo Governo, pretendendo e ottenendo che dalla dichiarazione finale non vincolante fosse rimosso ogni riferimento e ogni insinuazione riguardo a un possibile coinvolgimento dell'Esercito nelle morti di civili. Lavrov, anzi, ha sottolineato come dalle autopsie accuratamente svolte sui cadaveri in questioni siano emerse cause di morte dovute a colpi di fucile a canne mozze e altre armi corte, il che smentisce su tutta la linea il "bombardamento con carri armati e mortai" di chi vanamente hanno cianciato i superficiali e ipocriti mass-media occidentali.
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Abbasi: "Due nuove centrali nucleari per l'Iran presto si affiancheranno all'impianto in funzione a Bushehr!"

Nel corso di un'orazione tenuta presso la Facoltà di Fisica della capitale Teheran il Direttore dell'Organizzazione per l'Energia Nucleare Iraniana, Fereydoun Abbasi (sotto), ha dichiarato che la Repubblica Islamica desidera dotarsi nel prossimo futuro di due nuove installazioni nucleari per integrare ed espandere l'impianto attualmente in funzione a Bushehr. Il primo di questi impianti sorgerà sempre nella città costiera meridionale e in sostanza raddoppierà la potenza del reattore già esistente con un ulteriore gruppo da 1000 MW; la sua costruzione dovrebe cominciare entro il 2013.
Non é ancora stato annunciato invece il sito o la potenza del secondo impianto, che dovrebbe venire realizzato più avanti nel tempo. Abbasi invece ha annunciato che combustibile nucleare per il reattore sperimentale ad acqua pesante di Arak verrà caricato in esso entro il prossimo anno e che, confermando la propria autosufficienza nel controllo del ciclo del carburante, la Repubblica Islamica intende costruire nuovi impianti di ricerca del tipo "a piscina" che espanderanno e approfondiranno le proprie capacità di sperimentazione e creazione di isotopi radiologici per fini medici e industriali.
L'impianto nucleare di Bushehr, inaugurato nel settembre 2011 e collegato alla rete elettrica nazionale poco dopo ha immesso via via sempre più energia elettrica nel circuito di distribuzione nazionale ed é stato portato al massimo del suo output in diverse occasioni; attualmente sta lavorando a regime ridotto per permettere una serie di stime e di calcoli sulla sua efficienza e sicurezza.
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NOTIZIA BOMBA! Il rapimento dei pellegrini sciiti in Siria ordinato dal mezzo saudita Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese!

Rapporti emersi nel tardo pomeriggio di ieri indicano una "connessione innegabile" tra il rapimento dei 13 pellegrini libanesi sciiti sequestrati in Siria mentre stavano tornando da un pellegrinaggio in Iran e il campo politico del Movimento Futuro di Saad Hariri, il mezzo saudita leader dell'alleanza filoisraeliana e filoamericana nel Paese dei Cedri, che anzi avrebbe lui stesso ordinato la presa di ostaggi per tentare di mettere in cattiva luce il Governo Mikati.
Si spiegherebbe così il ritardo tra l'annuncio della liberazione degli ostaggi e il loro effettivo ritorno in patria: i militanti wahabiti legati ad Al-Qaeda e pagati dall'Arabia Saudita e dal Qatar (gli stessi sponsor politici di Hariri) starebbero ritardando il loro rilascio in maniera da fare apparire prematuro e avventato l'annuncio di Mikati e del Ministro degli Esteri Mansour riguardo al loro prossimo arrivo a Beirut, per danneggiarne l'immagine di statisti in vista delle prossime elezioni politiche del 2013.

Ma il complotto sunnita che coinvolge i massimi livelli dell'Alleanza 14 Marzo in cooperazione con i qaedisti attivi in Siria é stato scoperto grazie all'arresto di uno dei rapitori, bloccato dalle forze del Presidente Assad vicino al confine turco che ha rivelato come l'ordine di rapimento, emesso da Hariri, sia stato riferito e implementato dal deputato Uqab Saqr (foto sopra), che avrebbe materialmente contattato i terroristi pagando loro una forte somma.
Il piano però é esploso in faccia ai suoi stessi burattinai con conseguenze che non é ancora possibile valutare appieno ma potrebbero comportare una messa sotto accusa dello stesso Hariri il che vale a dire la decapitazione totale del blocco filoimperialista libanese, già molto danneggiato dall'emorragia di consensi cristiani dopo gli atti di violenza scatentati dai sunniti estremisti a Tripoli siriaca nei giorni passati.
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domenica 27 maggio 2012

Nuovo incidente nei tunnel sotterranei che salvano Gaza dalla fame! Feriti gravemente due giovani palestinesi!

Altri due lavoratori palestinesi attivi nel network di tunnel che permettono alla Striscia di Gaza di resistere alle peggiori conseguenze del disumano ed illegale assedio che da anni viene imposto contro il ghetto costiero nella totale indifferenza delle ipocrite 'democrazie' occidentali sono rimasti vittime di un tragico incidente nella giornata di ieri.
Quando il terreno sotto di loro ha ceduto entrambe i giovani poco più che ventenni le cui generalità non sono ancora note con precisione si sono trovati semisepolti da quintali di rocce e terriccio; con difficoltà i loro compagni di lavoro sono riusciti a estrarli dalla galleria collassata e a riportarli in superficie, dove sono stati subito portati al più vicino ospedale. I clinici hanno riscontrato sintomi da schiacciamento e soffocamento, moderatamente gravi in uno, critici nell'altro.
Adham Abu Salmiya, portavoce dei servizi sanitari d'emergenza nella Striscia di Gaza
Sono stati oltre 170 finora i martiri periti in quelli che sono chiamati i "tunnel della vita", eroi che hanno dato le loro esistenze per permettere a centinaia, forse migliaia di cittadini di Gaza, vecchi, bambini, neonati prematuri, malati e feriti, di sopravvivere allo shylockiano strangolamento voluto dai politici e dai generali di Sion.
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Al-Arian chiama a raccolta il popolo egiziano: "Difendi la Patria e la tua Rivoluzione, sbarra la strada all'uomo di Mubarak!"

Il portavoce della Fratellanza Musulmana in Egitto, Essam al-Arian, nel corso del week-end ha lanciato un appello al popolo egiziano affinché, con una mobilitazione unitaria che rivaleggi quella dei giorni di gennaio e febbraio che hanno portato alla caduta di Mubarak, possa difendere i frutti della Rivoluzione contro i tentativi di restaurazione e ritorno al passato che si concreterebbero con una vittoria dell'ex-Premier Ahmad Shafiq, arrivato al ballottaggio dietro a Mohammed Mursi con un risultato elettorale sorprendente dove non pochi osservatori vedono l'intervento del Consiglio supremo delle Forze armate guidato dal Maresciallo Tantawi.
"E' venuto il momento in cui tutti gli Egiziani che hanno sostenuto la cacciata del tiranno Mubarak uniscano di nuovo i loro sforzi per salvare la Nazione e la Rivoluzione", ha dichiarato Al-Arian ai microfoni dell'Associated Press, aggiungendo che, per scongiurare il rischio che Shafiq, visto come uomo della restaurazione, possa avere la meglio nel ballottaggio di metà giugno, la Fratellanza Musulmana si sarebbe già attivata per stringere accordi coi comitati elettorali e coi sostenitori dei candidati del primo turno, sembra, in particolare, con quelli di Aboul Fotouh, a sua volta ex-membro dell'Ikhwan, che ne era uscito per potersi presentare come indipendente quando sembrava che la Fratellanza non avrebbe presentato un suo contendente per la poltrona presidenziale.
Prima delle elezioni molti egiziani di sentimenti nazionalisti o progressisti dichiaravano di non vedere di buon occhio che l'Ikhwan, già partito di maggioranza relativa in Parlamento, controllasse anche la Presidenza ma ora, con l'alternativa di avere un ex-uomo di Mubarak sulla poltrona più alta dello Stato, molti di loro potrebbero essere disposti a cambiare idea.
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Sayyari: "Nei cantieri navali iraniani sono in costruzione altri cacciatorpedinieri come lo Jamaran e il Velayat!"

Il Contrammiraglio Habibollah Sayyari, comandante supremo dell'IRIN, ha dichiarato che i cantieri navali della Repubblica Islamica sono attualmente impegnati ad assemblare nuove unità del tipo del cacciatorpediniere 'Jamaran' e della sua unità gemella 'Velayat', che andranno a rafforzare i ranghi della Marina di Teheran. In una conferenza tenutasi il 26 maggio Sayyari ha dichiarato che ogni successivo vascello nella linea incorporerà migliorie e avanzamenti rispetto ai primi due esemplari, in una politica di costruzione che mira a dare sostanza e credibilità ai piani che vogliono una costante presenza iraniana in acque internazionali.
Anche questo programma si inserisce nella cornice della Jihad per l'Autosufficienza Militare, spina dorsale delle scelte e dei programmi dell'industria della difesa iraniana: navale, aerea, terrestre, missilistica ed informatica. Il cacciatorpediniere Jamaran é entrato in servizio nel febbraio 2010 e il dicembre successivo si é impegnato in operazioni anti-pirati nel Golfo di Aden, riportando notevole successo.
Con una stazza di poco più di 1420 tonnellate i cacciatorpedinieri di classe 'Jamaran' possono raggiungere velocità di crociera di circa 30 nodi; sono inoltre equipaggiati di avanzati sistemi antiaerei, antinave ed antisom e possono portare a bordo un elicottero alloggiato sulla piattaforma poppiera. Fin dal 2008 le flottiglie dell'IRIN sono impegnate nel pattugliamento e nel contrasto alla pirateria lungo le rotte che dallo Stretto di Hormuz portano al Bab el Mandeb, imboccatura meridionale del Mar Rosso.
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Webster Tarpley giudica la Siria politicamente più forte di quanto fosse mesi fa: "Per questo NATO e Sauditi cercano di escalare i loro atti di terrore!"

L'analista politico e storico statunitense Webster Tarpley, in una sua recente intervista con l'emittente iraniana in lingua inglese PressTV ha esposto il suo punto di vista sui recenti sviluppi della situazione siriana dove, grazie all'ordinato e massiccio afflusso di elettori ai seggi e all'inaugurazione del nuovo Parlamento, la posizione del Governo legittimo e del Presidente Assad si é notevolmente rafforzata, mettendo alle corde il complotto imperialista finanziato da Usa, Israele, Turchia, Arabia Saudita e Qatar.
Interrogato sulla recente ammissione del Segretario Generale ONU Ban Ki Moon sulla "evidente" presenza di elementi di Al-Qaeda in Siria Tarpley ha messo in guardia il suo interlocutore ricordando come il koreano Segretario dell'ONU sia sempre e comunque una figura moralmente abietta spinta da motivazioni ulteriori in tutto quel che fa e che quindi la sua 'ammissione' sia da inquadrare nel nuovo approccio della NATO e del Dipartimento di Stato Usa che, vista l'inutilità di accusare Assad delle stragi compiute dalla loro 'Legione Araba' qaedista cercheranno ora di giustificare un attacco al paese "perché in Siria c'é Al-Qaeda". "Al-Qaeda", ha dichiarato Tarpley, "E' quello che é sempre stata: la Legione Araba della CIA e dell'imperialismo americano".
Tarpley si é soffermato a discutre sulla disintegrazione della falsa e artificiosa "opposizione siriana", scossa dalle divisioni interne che hanno costretto alle dimissioni il suo portavoce Bouran Ghalioun nei giorni recenti, mentre nessun segno di divisione interna si vede nei ranghi di Damasco. La realtà dei fatti procede "au rebours" rispetto ai desideri dei governi imperialisti che speravano tramite gli attacchi terroristici e la campagna di impostura mediatica di frazionare e disgregare i seguaci di Assad.
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