Dobbiamo purtroppo riportare che, conseguentemente con la loro ideologia razzista e disumana, le truppe di occupazione del regime ebraico non si sono fatte scrupolo, nella giornata di ieri, ad aprire il fuoco ad altezza d'uomo contro una folla di cittadini palestinesi che stava pacificamente manifestando ricordando la Nakba, il vero 'Olocausto' del Ventesimo Secolo con il quale gli invasori sionisti cacciarono milioni di legittimi abitanti della Palestina dalle loro case e dalla loro patria, assassinandone centinaia di migliaia.
L'attivista palestinese Yousef abu Mariya ha dichiarato all'agenzia stampa "Palestine Information Center" che la marcia di commemorazione si stava svolgendo pacificamente e compostamente quando, senza provocazione alcuna, le truppe sioniste si sono scatenate sulla folla, sparando e lanciando canister di gas urticante, mirando direttamente alle persone.
Il bambino, di cui non é ancora stata rivelata l'identità ma dovrebbe avere meno di una dozzina d'anni, sarebbe stato colpito direttamente alla testa da un proiettile di piombo, circostanza che non lascia ai carnefici sionisti nemmeno la patetica scusa dei "proiettili antisommossa" di gomma o di plastica (che comunque, mirati al torso o alla testa possono benissimo risultare anch'essi letali).
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giovedì 16 maggio 2013
Bambino palestinese ferito alla testa da proiettile sionista vicino ad Al-Khalil!
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domenica 13 gennaio 2013
Quattro eroi dei tunnel rimangono sepolti sotto metri di terra: i soccorsi ne recuperano uno ancora vivo!
Ancora una tragedia ha colpito gli indefessi lavoratori dei "Tunnel della Vita" che permettono, rischiando la vita e l'integrità fisica ogni giorno, un giorno dopo l'altro, di mantenere il ghetto assediato di Gaza almeno parzialmente rifornito di quei beni che secondo le shylockiane 'tabelle della fame' stilate dai gerarchi sionazisti non dovrebbero entrare nella Striscia Litoranea: latte in polvere fortificato per neonati venuti al mondo già denutriti, medicine salvavita, antibiotici, carburante e materiali di prima necessità.
A seguito di uno smottamento avvenuto sabato sera ben quattro lavoratori dei tunnel sono rimasti sepolti sotto tonnellate di sabbia e terra vicino a Rafah, dove solo un cenno del presidente "musulmano" dell'Egitto potrebbe far spalancare i cancelli del varco di confine a ogni genere di merce, dando respiro a Gaza e consentendo di riavviare alla crescita la sua economia, strangolata da oltre sette anni di assedio.
Grazie agli sforzi dei soccorritori prontamente intervenuti uno dei dispersi é stato ritrovato e ricoverato con ferite da schiacciamento e parziale soffocamento, mentre ormai si dispera di trovare gli altri in vita ma si continua a cercare nel tentativo di poter riconsegnare alle famiglie almeno i corpi.
A seguito di uno smottamento avvenuto sabato sera ben quattro lavoratori dei tunnel sono rimasti sepolti sotto tonnellate di sabbia e terra vicino a Rafah, dove solo un cenno del presidente "musulmano" dell'Egitto potrebbe far spalancare i cancelli del varco di confine a ogni genere di merce, dando respiro a Gaza e consentendo di riavviare alla crescita la sua economia, strangolata da oltre sette anni di assedio.
Grazie agli sforzi dei soccorritori prontamente intervenuti uno dei dispersi é stato ritrovato e ricoverato con ferite da schiacciamento e parziale soffocamento, mentre ormai si dispera di trovare gli altri in vita ma si continua a cercare nel tentativo di poter riconsegnare alle famiglie almeno i corpi.
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martedì 5 giugno 2012
Lo Sceicco Salah a Istanbul dichiara. "La fine dell'occupazione sionista in Palestina é ormai questione di tempo!"
Il capo della Fratellanza Musulmana in Israele, Sceicco Raed Salah, ha affermato che la fine dell'occupazione ebraica dei territori invasi nel 1948 é ormai imminente e che il declino del sostegno internazionale per il regime espansionista e guerrafondaio israeliano é ormai una realtà ovvia, che non tarderà a far sentire le proprie conseguenze in ogni campo.
Lo Sceicco Salah ha sottolineato durante un'esclusiva intervista con l'Agenzia "Palestine Information Center" tenutasi a Istanbul che la nazione araba e islamica resisterà a confronterà ogni tentativo sionista di espropriare, danneggiare o demolire il Nobile Santuario di Al-Aqsa e le sue pertinenze. Lo Sceicco ha anche apprezzato il sostegno turco alla Causa palestinese, evidenziando come vi siano positive speranze per il ruolo di collaborazione e cooperazione della Turchia con il mondo arabo e musulmano.
La dichiarazione di Salah é stata rilasciata durante la sua partecipazione a un evento organizzazto dalla "Our Heritage Endowement Assembly", che lavora per proteggere le testimonianze archeologiche e artistiche di origine ottomana nella Gerusalemme Occupata dai sionisti e sottoposta al loro strisciante e malizioso processo di "giudaizzazione forzata".
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domenica 27 maggio 2012
Nuovo incidente nei tunnel sotterranei che salvano Gaza dalla fame! Feriti gravemente due giovani palestinesi!
Altri due lavoratori palestinesi attivi nel network di tunnel che permettono alla Striscia di Gaza di resistere alle peggiori conseguenze del disumano ed illegale assedio che da anni viene imposto contro il ghetto costiero nella totale indifferenza delle ipocrite 'democrazie' occidentali sono rimasti vittime di un tragico incidente nella giornata di ieri.
Quando il terreno sotto di loro ha ceduto entrambe i giovani poco più che ventenni le cui generalità non sono ancora note con precisione si sono trovati semisepolti da quintali di rocce e terriccio; con difficoltà i loro compagni di lavoro sono riusciti a estrarli dalla galleria collassata e a riportarli in superficie, dove sono stati subito portati al più vicino ospedale. I clinici hanno riscontrato sintomi da schiacciamento e soffocamento, moderatamente gravi in uno, critici nell'altro.
Sono stati oltre 170 finora i martiri periti in quelli che sono chiamati i "tunnel della vita", eroi che hanno dato le loro esistenze per permettere a centinaia, forse migliaia di cittadini di Gaza, vecchi, bambini, neonati prematuri, malati e feriti, di sopravvivere allo shylockiano strangolamento voluto dai politici e dai generali di Sion.
Quando il terreno sotto di loro ha ceduto entrambe i giovani poco più che ventenni le cui generalità non sono ancora note con precisione si sono trovati semisepolti da quintali di rocce e terriccio; con difficoltà i loro compagni di lavoro sono riusciti a estrarli dalla galleria collassata e a riportarli in superficie, dove sono stati subito portati al più vicino ospedale. I clinici hanno riscontrato sintomi da schiacciamento e soffocamento, moderatamente gravi in uno, critici nell'altro.
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| Adham Abu Salmiya, portavoce dei servizi sanitari d'emergenza nella Striscia di Gaza |
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lunedì 7 maggio 2012
Cittadini di Gaza in sciopero della fame per solidarietà coi prigionieri ricoverati all'Ospedale Al-Shifa!
Fonti palestinesi hanno riportato che quattro persone nella città di Gaza sono state ricoverate in ospedale nel corso del week-end dopo avere mostrato segni di spossatezza, vertigini e svenimento nel corso del loro sciopero della fame di solidarietà con i detenuti politici nelle carceri sioniste.
L'Agenzia Palestine Information Center riporta che militi di sanità hanno dovuto trasferire il quarantenne Amal abu Sbeitan, digiuno da sedici giorni, il quarantenne Ahmed Shahwan, il cinquantenne Fateh Khalfallah e il trentacinquenne Salah abu Samaan (questi ultimi tre digiuni da una settimana) all'Ospedale Al-Shifa. La maggior parte dei detenuti politici nelle carceri israeliane é in digiuno autoimposto da diciannove giorni.
L'ex-prigioniero politico Rouhi Mustafa é stato portato a sua volta all'Ospedale Al-Shifa nella giornata di sabato, per la seconda volta in dodici ore, dopo il deterioramento delle sue condizioni ma, dopo un check-up iniziale, egli ha coraggiosamente asserito di volere continuare il proprio sciopero della fame di solidarietà con i detenuti attualmente in carcere.
L'Agenzia Palestine Information Center riporta che militi di sanità hanno dovuto trasferire il quarantenne Amal abu Sbeitan, digiuno da sedici giorni, il quarantenne Ahmed Shahwan, il cinquantenne Fateh Khalfallah e il trentacinquenne Salah abu Samaan (questi ultimi tre digiuni da una settimana) all'Ospedale Al-Shifa. La maggior parte dei detenuti politici nelle carceri israeliane é in digiuno autoimposto da diciannove giorni.
L'ex-prigioniero politico Rouhi Mustafa é stato portato a sua volta all'Ospedale Al-Shifa nella giornata di sabato, per la seconda volta in dodici ore, dopo il deterioramento delle sue condizioni ma, dopo un check-up iniziale, egli ha coraggiosamente asserito di volere continuare il proprio sciopero della fame di solidarietà con i detenuti attualmente in carcere.
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sabato 3 marzo 2012
Un altro coraggioso palestinese sacrifica la sua vita nei tunnel che permettono a Gaza di resistere all'assedio sionazista!
Un lavoratore palestinese oggi é morto, schiacciato e sepolto in quelli che, con apparente contraddittorietà, gli abitanti del ghetto litoraneo strangolato dagli Shylock Sionisti, affamati della loro 'libbra di carne', hanno battezzato: "I Tunnel della Vita", della vita perché da là arrivano le medicine, il cibo, il latte in polvere per i neonati, che le SS con la Stella di Davide bloccano ai varchi murati ormai da anni, che consentono alla gente della Striscia di resistere all'assedio, della morte per quanti vi sono rimasti schiacciati, soffocati, seppelliti, annegati, folgorati.
Sono oltre 200 i lavoratori dei tunnel morti in questo modo, al cui numero ieri si é aggiunto Taher Mahdi, di cui non conosciamo nemmeno l'età ma la supponiamo giovane visto che per scivolare come ombre su e giù lungo i pozzi del contrabbando e lungo cunicoli e budelli che si estendono per chilometri richiede doti di agilità, destrezza e stamina che raramente si ritrovano in persone che abbiano più di trent'anni; molti martiri dei Tunnel della Vita avevano venticinque, venti anni, a volte anche meno.
La notizia della morte é stata confermata dal Servizio Sanitario di Emergenza di Adham Abu Salmiya, che ha rivelato come altri due lavoratori dei tunnel siano rimasti feriti nel crollo, ma siano stati recuperati e inviati alle strutture di soccorso della Striscia.
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martedì 31 gennaio 2012
Incursioni, attacchi e agguati delle forze armate sioniste di occupazione contro gli inermi abitanti civili di Gaza!
Carri armati e veicoli blindati israeliani nella serata di ieri hanno condotto una proditoria e ingiustificata incursione nella Striscia assediata di Gaza, nei pressi dell'area orientale del campo profughi di Al-Maghazi, mentre, ore prima, una pattuglia sionista infiltrata aveva fermato e rapito due abitanti di Rafah che si recavano a curare i loro orti e i loro frutteti.
Fonti locali hanno riportato all'Agenzia "Palestine Information Center" che un numero di blindati e corazzati non inferiore alla mezza dozzina e due bulldozer militari sono avanzati 400 metri all'interno della Striscia oltre la 'terra di nessuno' illegalmente mantenuta da Israele e hanno aperto il fuoco e distrutto infrastrutture abitative e lavorative nell'ambito della politica sionista di harassment e di oppressione dei civili.
Nella giornata di oggi invece é stato un civile palestinese di 44 anni, non affiliato a nessun movimento politico e non parte di alcuna organizzazione di Resistenza a subire l'offesa dei cecchini sionisti che lo hanno preso di mira ferendolo con un proiettile alla coscia sinistra. Trasferito d'urgenza all'ospedale Al-Shifa è stato sottoposto alle terapie del caso; nelle parole del responsabile dei servizi sanitari d'emergenza Adham abu Salmiya le sue condizioni permangono "Moderatamente gravi".
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martedì 29 novembre 2011
Il regime ebraico continua a perseguitare i pescatori di Gaza: due di essi rapiti mentre compiono il loro lavoro!
Motovedette della marina sionista hanno rapito due pescatori palestinesi poche centinaia di metri al largo del Campo Profughi di Shati nella parte occidentale del ghetto costiero, mentre nella serata di ieri stavano gettando le reti non soltanto nella zona di pesca permessa dagli Accordi di Oslo, ma addirittura in quella molto più ristretta normalmente imposta dalle autorità sioniste nell'ambito delle loro politche persecutorie volte alla creazione dello stato di carestia permanente nella Striscia di Gaza.
Fonti del sindacato della pesca di Gaza hanno rivelato all'agenzia Palestine Information Center che i natanti sionisti hanno letteralmente inseguito l'Hasaka palestinese lanciando bengala e raffiche di mitra e cannoncino contro di essi fino a quando non sono riusciti a bloccarli e a trascinarli in una località sconosciuta. La persecuzione dei pescatori, così come gli attacchi militari contro i terreni agricoli della Striscia sono necessari a colpire la grande capacità della popolazione di Gaza, sotto l'illuminata guida del Governo legittimo, di procurarsi da sé il cibo necessario in barba allo shylockiano strangolamento sionista.
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sabato 19 novembre 2011
Muore folgorato un altro eroe dei 'tunnel della vita' che permettono a Gaza di resistere all'assedio sionista!
Un lavoratore dei tunnel sotterranei che attraverso la zona di Rafah consentono al ghetto di Gaza di ricevere cibo, medicinali, latte in polvere e carburante, tutti articoli "verboten" secondo il diabolico piano di strangolamento economico con cui gli Stranamore di Tel Aviv pensano di poter piegare la volontà e la dignità palestinese, ha perso la vita rimanendo folgorato mentre sistemava i cavi dell'impianto di illuminazione di uno dei passaggi sotterranei.
Fonti mediche palestinesi hanno rivelato che il nome del martire, che aveva appena vent'anni, era Salamh abu Hammad, e che viveva nella cittadina di Bani Suhaila, a Est di Khan Younis, nella parte meridionale dell'enclave costiera.
Con il suo sacrificio salgono a 210 i morti dei 'tunnel della vita', Palestinesi che hanno sacrificato le loro esistenze affinché ai loro compatrioti di Gaza possa essere data un'esistenza meno precaria e più dignitosa anche sotto il disumano assedio sionista, iniziato nel 2006 come misura di ritorsione contro la vittoria di Hamas alle regolari e democratiche elezioni palestinesi.
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lunedì 27 giugno 2011
Il successore di Nabil Arabi sulla poltrona degli Esteri dichiara: "Mai più l'Egitto complice di Israele!"
Il successore di Nabil Arabi sulla poltrona di Ministro degli Esteri egiziano, Mohammed al-Orabi, ha dichiarato insediandosi nel suo nuovo incarico che manterrà il timone delle relazioni estere egiziane "saldamente puntato" nella rivoluzionaria direzione in cui il suo predecessore, nuovo segretario della Lega Araba, lo ha volto solo pochi mesi addietro.
Orabi, in una dichiarazione rilasciata all'agenzia stampa Palestine Information Center ha affermato altresì che la Palestina rimarrà "un punto centrale" dell'attenzione del suo dicastero, specificando che "mai più" un Governo egiziano si farà complice dello Stato ebraico per opprimere ed assediare gli abitanti della Striscia di Gaza.
Orabi ha anche detto che suo massimo desiderio nel ruolo che ricoprirà d'ora in avanti sarà quello di contribuire attivamente a far tornare il Cairo "un faro" non solo per il mondo arabo, ma anche per i paesi musulmani e per quelli nordafricani e africani.
Orabi, in una dichiarazione rilasciata all'agenzia stampa Palestine Information Center ha affermato altresì che la Palestina rimarrà "un punto centrale" dell'attenzione del suo dicastero, specificando che "mai più" un Governo egiziano si farà complice dello Stato ebraico per opprimere ed assediare gli abitanti della Striscia di Gaza.
Orabi ha anche detto che suo massimo desiderio nel ruolo che ricoprirà d'ora in avanti sarà quello di contribuire attivamente a far tornare il Cairo "un faro" non solo per il mondo arabo, ma anche per i paesi musulmani e per quelli nordafricani e africani.
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sabato 11 giugno 2011
Truppe sioniste rapiscono ex-ministro di Hamas, ovviamente senza formulare alcuna accusa!
Truppe del regime di occupazione sionista hanno rapito ieri all'alba l'ex Ministro degli Affari dei Prigionieri Wasfi Qabaha, rappresentante di Hamas, residente della città cisgiordana di Jenin.
Um Usama, moglie di Qabaha, ha riferito all'agenzia stampa "Palestine Information Center" che un grande numero di truppe israeliane ha circondato la loro casa, nella parte occidentale di Jenin facendo poi irruzione nell'appartamento; mentre alcuni soldati distruggevano e saccheggiavano la casa uno degli invasori avrebbe immobilizzato l'uomo portandolo via.
Qabaha, cinquantenne, ha passato dodici anni della sua vita in carcere per la sua determinazione a lottare contro gli abusi israeliani, ovviamente la maggior parte delle volte é stato detenuto in regime di 'prigionia amministrativa' visto che era impossibile elevargli contro una qualsivoglia accusa penale. L'ultima volta é rimasto in carcere tre anni, venendo rilasciato ad aprile 2010, di nuovo senza nessuna accusa ufficiale.
Da quanto Fatah si é riconciliata con Hamas, interrompendo le sue politiche persecutorie contro aderenti e simpatizzanti del Movimento musulmano di Resistenza (largamente maggioritario nella popolazione cisgiordana), Israele, privato dei suoi 'ascari' di Ramallah, ha dovuto intensificare le sue politiche persecutorie, che comunque non aveva interrotto nemmeno negli anni della spaccatura.
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martedì 17 maggio 2011
Carcerieri sionisti ritardano 12 giorni il rilascio di Atef Atta Hassan per "festività ebraiche"
L'apparato persecutorio e repressivo del Regime dell'Apartheid ha trovato un nuovo modo, particolarmente vigliacco e meschino, di rendersi odioso alle famiglie di coloro che hanno conosciuto la prigionia e la tortura per il "crimine" di aver voluto difendere la propria terra e la propria gente: all'inizio della settimana, infatti, si é rifiutato di rilasciare un prigioniero palestinese che aveva totalmente scontato ed esaurito la propria lunga sentenza detentiva con un pretesto particolarmente ridicolo e inconsistente.
Atef Atta Hassan, protagonista di questa incresciosa vicenda, venne arrestato dall'Occupazione sionista il 25 ottobre del 1993, accusato di "resistenza" e di militanza in una delle prime cellule delle Brigate Ezzedine al-Qassam, l'organizzazione militare di Hamas, e quindi condannato a 18 anni di carcere, che sono scaduti lo scorso 9 maggio.
Hassan, comunicando per portavoce con esponenti giornalistici palestinesi, ha dichiarato che l'amministrazione carceraria lo avrebbe informato pochi giorni fa della decisione di posporre il suo rilascio fino a mercoledì o giovedì successivi a causa di "festività ebraiche". Questa non é la prima volta che l'Occupazione fa ricorso a deboli e ridicole giustificazioni per implementare un "extra" di angherie a detenuti in attesa di rilascio: circa un mese fa riuscì a posporre di circa 15 giorni il rilascio di Hassan Azawaree dopo una detenzione di sette lunghi anni.
AGGIORNAMENTO: Abbiamo ricevuto notizia, dall'agenzia di stampa ufficiale della Striscia di Gaza, "Palestine Information Center" che Atef Hatta Hassan é stato finalmente liberato, insieme al prigioniero Sa'ad Yazji. Dopo avere celebrato le loro "festività ebraiche" spargendo il sangue di altre dozzine di Palestinesi disarmati i disumani carcerieri sionisti si sono "degnati" di rimettere in libertà persone che dovevano essere rilasciate dalle loro galere giorni e giorni addietro.
Atef Atta Hassan, protagonista di questa incresciosa vicenda, venne arrestato dall'Occupazione sionista il 25 ottobre del 1993, accusato di "resistenza" e di militanza in una delle prime cellule delle Brigate Ezzedine al-Qassam, l'organizzazione militare di Hamas, e quindi condannato a 18 anni di carcere, che sono scaduti lo scorso 9 maggio.
Hassan, comunicando per portavoce con esponenti giornalistici palestinesi, ha dichiarato che l'amministrazione carceraria lo avrebbe informato pochi giorni fa della decisione di posporre il suo rilascio fino a mercoledì o giovedì successivi a causa di "festività ebraiche". Questa non é la prima volta che l'Occupazione fa ricorso a deboli e ridicole giustificazioni per implementare un "extra" di angherie a detenuti in attesa di rilascio: circa un mese fa riuscì a posporre di circa 15 giorni il rilascio di Hassan Azawaree dopo una detenzione di sette lunghi anni.
AGGIORNAMENTO: Abbiamo ricevuto notizia, dall'agenzia di stampa ufficiale della Striscia di Gaza, "Palestine Information Center" che Atef Hatta Hassan é stato finalmente liberato, insieme al prigioniero Sa'ad Yazji. Dopo avere celebrato le loro "festività ebraiche" spargendo il sangue di altre dozzine di Palestinesi disarmati i disumani carcerieri sionisti si sono "degnati" di rimettere in libertà persone che dovevano essere rilasciate dalle loro galere giorni e giorni addietro.
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domenica 15 maggio 2011
Hamas lancia il suo sito-web ufficiale nel 63esimo anniversario dell'Invasione sionista della Palestina!
L'Ufficio informazioni del Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha annunciato nella giornata che il sito web ufficiale dell'organizzazione sarebbe stato lanciato ufficialmente nella giornata di oggi, per onorare il 63esimo anniversario della Nakba, la violenta invasione della Palestina da parte degli occupanti sionisti.
Finora, gli outlet telematici principali di Hamas erano l'Agenzia di Stampa ufficiale della Striscia di Gaza (sopra) e il sito Qassam.ps, mantenuto dai responsabili delle forze armate dell'organizzazione. Il nuovo sito web si propone di diventare un punto di riferimento per tutti coloro che sono interessati alle questioni palestinesi viste "dall'interno" e senza la lente distorcente della propaganda filosionista, che inquina e contamina tutte le notizie presentate sulla stampa e sulle televisioni occidentali.
Il sito pubblicherà anche le conferenze stampa dei leader del movimento e rapporti sulle sue iniziative e attività in aggiunta alle biografie di prigionieri, martiri e membri del Politburo. La multimedialità sarà garantita dalla presenza di una libreria video e ampie gallerie forografiche.
Tutti gli interessati possono rifarsi all'url www.hamasinfo.net.
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domenica 1 maggio 2011
La Lega Araba entusiasta della riconciliazione tra Hamas e Fatah: chiede a ONU e 'Quartetto' di condannare l'aut-aut israeliano
La Lega Araba ha accolto con la massima soddisfazione le notizie dell'avvenuta ricomposizione dell'unità nazionale palestinese con l'accordo tra il Movimento di Resistenza musulmano Hamas e la fazione Fatah, che verrà a breve ratificato ufficialmente da Khaled Mishaal e Mahmud Abbas.
In un comunicato stampa rilasciato nella giornata di ieri la Lega Araba ha chiesto che tutti i paesi membri e i loro rappresentanti ufficiali si spendano affinché tali sforzi siano tradotti in fatti concreti e ha altresì violentemente condannato i futili sforzi del Governo sionista di Benji Netanyahu per cercare di prolungare il divide palestinese ponendo degli "aut-aut" a Mahmud Abbas ("O con noi o con Hamas") chiedendo all'ONU e, eventualmente anche al 'quartetto di mediazione' di condannare a loro volta l'atteggiamento israeliano.
Secondo un report dell'agenzia stampa "Palestinian Information Center" che dichiara di avere ricevuto una copia della bozza di accordo da fonte fidata, le parti si incontreranno al Cairo mercoledì 4 o giovedì 5 per la firma definitiva, ambedue nomineranno membri della Commissione elettorale centrale insieme alle fazioni minori dello spettro politico palestinese e poi li sottoporranno all'Autorità nazionale palestinese per l'approvazione.
Le parti nomineranno 12 giudici per la Corte elettorale e in seguito verranno tenute simultanee elezioni presidenziali e legislative entro maggio 2012. I termini dell'accordo includerebbero anche intese riguardanti l'OLP, la questione delle forze di sicurezza, la formazione del Governo e l'attivazione del Consiglio legislativo.
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sabato 26 marzo 2011
Abbas al-Sayyed, al sedicesimo giorno di sciopero della fame, trasferito all'ospedale di Ramleh
La vita di Abbas al-Sayyed, leader delle Brigate al-Qassam rinchiuso nella prigione sionista di Rimon (Tulkarem), é ormai in serio pericolo, avendo il prigioniero raggiunto il sedicesimo giorno di sciopero della fame totale in protesta contro le inumane condizioni di detenzione imposte non soltanto a lui, ma a tutti i detenuti della Resistenza rinchiusi nella struttura.
Ikhlas al-Sayyed, moglie del prigioniero, ha dichiarato a un reporter del "Palestine Information Center" che, a causa delle sue gravissime condizioni di salute, Abbas sarebbe stato da poco trasferito nell'ospedale carcerario di Ramleh e che, nonostante tutto, la sua determinazione a continuare lo sciopero non si sarebbe affatto indebolita.
Le condizioni di prigionia in cui viene costretto mio marito dovrebbero essere una 'punizione' per essere riuscito a rilasciare una dichiarazione ai rappresentanti della TV Al-Jazeera durante l'udienza per il rinnovo della detenzione in isolamento oltre due settimane addietro", la signora Al-Sayyed, che non vede il marito da oltre un anno, ha invitato tutte le organizzazioni umanitarie che si interessano dei prigionieri palestinesi in Israele a mobilitarsi in suo favore.
Dopo il ricovero di Al-Sayyed a Ramleh le autorità israeliane, cedendo dopo un lungo e durissimo braccio di ferro, hanno acconsentito a fargli ricevere la visita del suo legale, l'avvocato Mohammed Abdeen.
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