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venerdì 20 gennaio 2012

Mishaal soddisfatto dal lungo colloquio avuto con l'inviato svizzero per il Medio Oriente!


Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal, come anticipato su queste pagine, ha incontrato l'inviato svizzero per il Medio Oriente Jean-Daniel Ruch nella sera di Mercoledì e ha conferito con lui a lungo sui recenti sviluppi regionali, a partire, naturalmente, da quelli che hanno coinvolto direttamente Hamas e la situazione politica interna palestinse.

La discussione, comunque, si é ben presto allargata alla relazione di Hamas con le potenze europee e le conseguenze che la Primavera Araba avrà sui rapporti tra Vecchio Continente e Mondo Arabo, alla luce dell'emergere irresistibile dell'Islam politico in paesi che fino a poco fa erano retti da dittatori e autocrati subservienti agli interessi americani e israeliani.

Mishaal ha informato estesamente Ruch delle intenzioni di Hamas riguardo al recente contegno israeliano nei confronti della Striscia di Gaza e della Cisgiordania: punteggiato da continue aggressioni, assedio economico, persecuzione etnica, giudaizzazione forzata di territori palestinesi, sgomberi e demolizioni. Commentatori egiziani e osservatori politici palestinesi hanno espresso l'augurio che a questo meeting con un rappresentante svizzero, che segue di poco la missione ufficiale del parlamentari di Hamas nella Confederazione Elvetica, ne seguano presto altri con esponenti di diversi paesi europei.
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giovedì 19 gennaio 2012

Mushir al-Masri alla France Presse: "Creeremo un movimento trasversale in Europa per confutare l'Hasbara filosionista!"


Il parlamentare di Hamas eletto al Consiglio Legislativo Palestinese Mushir al-Masri, che insieme ai suoi colleghi ha recentemente visitato la Svizzera, ha riportato, al suo rientro nella Striscia di Gaza, di come la delegazione parlamentare abbia invitato i rappresentanti elvetici a stabilire buone e fruttuose relazioni con il Movimento musulmano. Le dichiarazioni, rilasciate da Masri ai cronisti della France Presse dimostrano la buona volontà di Hamas per infrangere il muro di menzogne e propaganda con cui il regime ebraico e la lobby a esso subserviente, potentissima in Europa, vorrebbero isolare la Resistenza palestinese.

I Deputati di Hamas hanno preso parte a un meeting dell'Unione Interparlamentare elvetica, cui hanno chiesto di iniziare a costruire un movimento trasversale inter-europeo per combattere e stigmatizzare l'occupazione sionista e le sue pratiche razziste e disumane a ogni livello: politico, sociale, mediatico. Nella giornata di ieri, poco prima di ripartire alla volta di Gaza, la delegazione ha preso parte a una conferenza a Ginevra che aveva precisamente questo scopo.

Il più grande risultato, comunque, é stato quello di poter esporre una voce critica e dissonante rispetto al quotidiano concerto di propaganda filosionista che rischia di soffocare ogni spiraglio di verità e denuncia sull'intollerabile situazione di Gaza e della Cisgiordania occupata.

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mercoledì 18 gennaio 2012

Mishaal nuovamente al Cairo per incontri con esponenti egiziani e svizzeri!


Il Segretario Generale del Politburo di Hamas, Khaled Mishaal é arrivato ieri sera nella capitale egiziana del Cairo, nel quadro di una serie di visite a rappresentanti egiziani e internazionali per discutere prospettive, tempi e modi della riconciliazione nazionale con la fazione Fatah e la sua leadershi e la ricostruzione di un fronte nazionale unito tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania occupata.

Commentatori di Hamas hanno dichiarato che a seguito del leader sono giunti al Cairo anche numerosi membri del Politburo e che, oltre che con gli esponenti della leadership egiziana, gli ospiti incontreranno anche Jean Daniel Ruch, Inviato elvetico per il Medio Oriente, ansioso di venire aggiornato su numerosi argomenti correlati con la Palestina.

L'incontro testimonia degli ottimi rapporti esistenti tra Hamas e la Svizzera, dove, nonostante la chiassosa e sguaiata cagnara organizzata dalla lobby sionista, una delegazione di Deputati del blocco elettorale con cui il Movimento musulmano stravinse le elezioni politiche del 2006, sono impegnati a concludere i loro incontri con le autorità della confederazione e con rappresentanti del Comitato Internazionale della Croce Rossa, con particolare riguardo alle condizioni dei Deputati palestinesi catturati e imprigionati dal regime ebraico.
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sabato 14 gennaio 2012

Delegazione parlamentare di Hamas lascia la Striscia assediata e visita per la prima volta il Parlamento elvetico!


Parlamentari eletti nelle liste di Hamas al Consiglio Legislativo Palestinese sono riusciti a lasciare la Striscia di Gaza per recarsi in visita ufficiale in Svizzera, la prima mai effettuata dal 2006 (anno delle elezioni politiche vinte dal Movimento musulmano a maggioranza assoluta) ad oggi. Il Parlamento Internazionale Svizzero aveva invitato Hamas a prendere parte a una discussione su vari argomenti tra cui importanza principale assumeva la questione degli arresti e delle incarcerazioni arbitrarie contro parlamentari palestinesi da parte delle forze di occupazione del regime ebraico.

Fonti palestinesi hanno riportato come la delegazione parlamentare di Hamas, composta dagli Onorevoli Khamis Najjar, Sayed abu Musameh e Musheer al-Masri abbia lasciato la Striscia di Gaza attraverso il varco di confine di Rafah, quindi si sono recati all'aeroporto internazionale del Cairo dove si sono imbarcati alla volta della Confederazione elvetica.

I membri della ricca e influente lobby sionista svizzera, naturalmente, hanno occupato per giorni i media locali miagolando e stracciandosi le vesti (figurativamente, per fortuna), chiedendo per la giornata di oggi "proteste" contro l'arrivo dei deputati di Hamas. Non si riportano finora conseguenze a questi appelli sguaiati anche se continueremo a monitorare i media svizzeri nel caso ci sia bisogno di aggiornamenti o flash in merito.
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venerdì 13 gennaio 2012

Il Primo Ministro Haniyeh sta preparando i dettagli del suo prossimo viaggio diplomatico: "Obiettivo Qatar, Iran e altri paesi ancora!"


Il Premier palestinese Ismail Haniyeh, recentemente rientrato a Gaza dopo la sua prima visita diplomatica ufficiale che ha compreso tappe in Egitto, Sudan, Turchia e Tunisia, si impegnerà quanto prima (si parla della fine del mese corrente) in un nuovo viaggio ufficiale che dovrebbe portarlo a toccare tutti quei paesi (nel Golfo Persico, soprattutto) che erano originariamente inclusi nei primi progetti di visita: Qatar, Iran e altri ancora.

L'anticipazione é stata fatta dal consigliere politico del Primo Ministro, Yousef Rizka, nel corso di una intervista coi cronisti del quotidiano gazese "Felesteen". Il Dottor Rizka ha elaborato, su invito del suo intervistatore che l'attuale attività politico-diplomatica di Haniyeh ha una importante valenza simbolica che deve essere apprezzata e soppesata ancora prima del suo effettivo peso diplomatico: a prescindere da quello che possano dirsi il Capo del Governo palestinese e i leader dei paesi arabi e musulmani circonvicini il solo fatto che simili incontri avvengono testimonia dello sfilacciarsi e del progressivo indebolirsi della 'gabbia' dell'assedio sionista intorno a Gaza, imposto proprio quando Hamas, trionfando alle elezioni del 2006, ricevette dal popolo l'autorità per amministrarlo e rappresentarlo, anche a livello diplomatico ufficiale.

"Gli onori tributati al Premier in ogni paese toccato dalla sua visita, inoltre, dimostra quanto ipocrita, ingiusta, moralmente spregevole e condannabile sia stata la scelta dei paesi occidentali, Usa ed Europei, di accettare senza colpo ferire l'assedio sionista e di ignorare la legittimità della vittoria elettorale di Hamas, ottenuta attraverso libere e democratiche elezioni svoltesi in perfetta regolarità come verificato dagli osservatori dell'ONU e della stessa Unione Europea". Rizka ha anche confermato che Haniyeh, nel corso dei suoi incontri con Capi di Stato e Governi stranieri ha invitato tutti loro a recarsi il prima possibile nella Striscia di Gaza, così da indebolire ulteriormente la stretta dell'assedio sionista sulla Striscia.
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giovedì 15 settembre 2011

Il PFLP per bocca di Jamil Mizher invita Abbas a sbloccare il percorso di riconciliazione prima di presentarsi all'ONU!


Jamil Mizher, membro del Comitato Centrale del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina ha domandato personalmente al capo della fazione Fatah Mahmud Abbas di fare un passo in avanti decisivo nella ripresa del processo di riconciliazione nazionale con Hamas e le altre fazioni firmatarie del recente Accordo del Cairo prima di presentarsi all'ONU per la richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese secondo i confini del 1967.

Mizher, ha dichiarato in una recente conferenza stampa che tale riconoscimento sarebbe ancora più valido e significativo se riportato da una leadership palestinese unita e salda, anziché da una sola componente (peraltro minoritaria) del Consiglio legislativo, come uscito dalle elezioni democratiche del 2006. Ha anche articolato che togliere il processo di riconciliazione dall'impasse in cui é caduto nelle ultime settimane aiuterebbe a nominare un Premier di un Governo di Unità nazionale che sia patriottico, democratico, professionale e scevro da sospetti o addebiti di corruzione politica, finanziaria e morale.

Il rappresentante del PFLP ha detto che il passaggio all'ONU aprirà interessanti e utili prospettive per l'applicazione contro il regime sionista di adeguate Risoluzioni ONU a difesa dei diritti e delle pertinenze dello Stato palestinese, che, costantemente sottoposto ad angherie e vessazioni da parte sionista dovrebbe, una volta riconosciuto, godere della protezione dell'assise internazionale ben più di quanto finora non sia toccato ai territori palestinesi privi della qualifica di Stato indipendente.
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martedì 19 luglio 2011

Teheran prepara convoglio di solidarietà per la Striscia di Gaza, per lenire l'emergenza umanitaria provocata dal regime sionista!


Il capo della Mezzaluna Rossa iraniana, Abolhassan Fakih ha dichiarato che la Repubblica Islamica sta preparandosi a inviare una nuova carovana di aiuto umanitario all'enclave palestinese assediata da Israele, ormai sempre più vicina alla vera e propria crisi alimentare, medica e infrastrutturale, grazie al totale strangolamento economico che ha superato ormai i quattro anni di durata.

Nel recente passato il Regime ebraico ha tentato più volte di impedire gli sforzi di aiuto umanitario della Repubblica Iraniana nei confronti della popolazione palestinese di Gaza. In questo era sostenuto e aiutato dal suo fantoccio, l'autocrate filosionista Hosni Mubarak. Con l'Egitto liberato dalla sua tirannide potrebbe essere questa la volta buona per beneficiare finalmente gli abitanti della Striscia costiera con la generosità dei loro fratelli iraniani.

L'assedio sionista contro il ghetto a cielo aperto di Gaza non serve alcuno scopo se non la gratificazione degli istinti sadici di Netanyahu e complici, infuriati per la chiara e netta vittoria dei rappresentanti di Hamas durante le ultime elezioni politiche democratiche e regolari svoltesi nei territori palestinesi, nel 2006, che sancirono l'affermazione a maggioranza assoluta del Movimento di Resistenza musulmana.
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mercoledì 4 maggio 2011

Il terrorista Shaul Mofaz auspica che Israele riprenda la sua campagna di assassinii


Shaul Mofaz, che ha ricoperto l'incarico di Ministro della Guerra, macchiandosi di numeosi crimini contro le organizzazioni di Resistenza palestinese e contro la popolazione civile di Gaza e Cisgiordania, pensa di avere la soluzione giusta per "punire" i Palestinesi che hanno ritrovato l'unità politica e la concliazione nazionale con la firma del protocollo d'intesa siglato ieri al Cairo: riprendere la campagna di omicidi contro i leader della Resistenza.

Tale suggerimento bene evidenzia la criminale mentalità sionista, incapace di accettare le scelte democratiche del popolo palestinese, come ampiamente dimostrato dal 2006 in avanti, quando Hamas vinse regolarmente e democraticamente le elezioni legislative monitorate dall'ONU e dall'Unione Europea. Israele nel corso degli anni si é reso responsabile di sanguinosi omicidi che hanno mietuto dozzine se non centinaia di vittime soprattutto tra passanti civili, coinvolti nelle esplosioni di razzi e missili lanciati da aerei, elicotteri o droni senza pilota, oppure nelle deflagrazioni di congegni esplosivi collocati dai terroristi dello Shin Bet o da collaborazionisti prezzolati.

Mofaz e i suoi compagni del partito 'Kadima' (fondato dal criminale di guerra Ariel Sharon, attualmente in coma irreversibile) hanno cercato di collegare il loro deprecabile e ripugnante invito all'assassinio con la pretesa 'uccisione di Bin Laden' annunciata con grande fanfara dall'Amministrazione Obama, apparentemente senza riflettere sulla natura eminentemente vuota, priva di alcuna prova a sostegno e puramente propagandistica di questa "notizia".

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venerdì 11 marzo 2011

Hamas: "Siamo gli unici custodi della legittimità democratica in Palestina"

"Respingiamo al mittente le false e speciose affermazioni del Ministro degli Esteri britannico Hague, che ha recentemente asserito che Hamas starebbe 'limitando' la libertà di opinione e la democrazia nei territori amministrati dal legittimo Governo palestinese"; una replica netta, decisa, misurata e assolutamente condivisibile da chiunque abbia la forza, la fortuna o soltanto la possibilità di sollevare la testa dalla greppia di menzogne e mistificazioni quotidianamente spacciate dai media generalisti riguardo le condizioni di vita a Gaza, dove il Movimento di Resistenza musulmano Hamas, dopo aver riportato la vittoria sul tentativo golpista dei lacché di Usa e Israele, ha mantenuto viva la legittimità democratica delle libere elezioni palestinesi del 2006.
 
Basta solo questo semplice fatto a far crollare come il misero castello di menzogne pretestuose che é ogni addebito di William Hague, esponente di un Governo eletto a maggioranza ben distante dalla indiscutibile affermazione di Hamas, che riportò la vittoria su Fatah in quasi tutti i collegi, nonostante le pesanti interferenze ai limiti del broglio e dell'irregolarità portate avanti dagli sponsor occidentali di Fatah. Ancora oggi il Governo di Londra versa decine di milioni di sterline a Fatah, una fazione ribelle e golpista, che pratica l'arresto arbitrario, la persecuzione politica e religiosa, la tortura...e tuttavia pretende che il vincitore delle elezioni Hamas 'limiti la democrazia'.

Se le regole democratiche venissero ristabilite anche in Cisgiordania per Abbas e i suoi sodali si aprirebbero le porte del carcere per innumerevoli reati: dall'Alto Tradimento, alla Concussione, alla Violenza Privata. "Le affermazioni del signor Hague riflettono una profonda crisi della piattaforma diplomatica inglese, che cerca di evadere le reponsabilità che le derivano dall'aver sostenuto una fazione ribelle, dal mancato intervento contro le aggressioni israeliane a Gaza e contro l'assedio illegale mirato contro la popolazione civile.

Hamas si é dichiarato pronto a partecipare a qualunque consultazione elettorale che rifletta una chiara e sincera volontà di concordia nazionale, un prerequisito che oggi continua a sfuggire solo e soltanto a causa della riottosità di Fatah a sottoporsi di nuovo al libero giudizio dei cittadini di Palestina, che in grande maggioranza, anche nella West Bank sottoposta al suo dominio, continuano a riconoscersi e a riporre la propria fiducia nella Resistenza piuttosto che nelle forze della sottomissione e del collaborazionismo.

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martedì 1 marzo 2011

Eccezionale testimonianza video! I Palestinesi d'America "licenziano" Fatah e i suoi dirigenti compromessi e corrotti!!



"Niente negoziati, senza rappresentazione!", "Nessuna collaborazione, con l'occupazione!", questi slogan, in inglese, sono stati intonati insieme ad altri in arabo e a canti e inni tradizionali e politici, dai dimostranti arabo-americani e dai loro compagni attivisti per la Palestina che si sono riuniti, come promesso dal volantino diffuso nei giorni scorsi, davanti alla rappresentanza diplomatica palestinese a Washington DC, dirottata e cooptata, come tutte le altre strutture della fantomatica 'Autorità nazionale palestinese' dagli uomini di Fatah, la fazione asservita agli interessi e ai desiderata americani e sionisti che nel 2007 decise di disconoscere il risultato delle democratiche elezioni palestinesi dell'anno prima e di tentare un Colpo di Stato contro Hamas e il suo Governo.

Come già avevamo segnalato nell'articolo che anticipava questo evento le richieste sottoscritte dai dimostranti sono estremamente nette e 'to the point', dimostrazione evidente che coloro che hanno dato il via a questa manifestazione sono molto informati sulle questioni politiche palestinesi e mediorientali (un vero e proprio punto d'onore visto che si parla di persone che vivono negli Stati Uniti) e comprendono: l'immediata sospensione degli sciagurati 'Accordi di Oslo', la dissoluzione contemporanea dell'Anp e le immediate dimissioni di Mahmud Abbas, la fine dell'assedio di Gaza, il termine unilaterale di ogni 'accordo di sicurezza e intelligence' con lo Stato ebraico, la liberazione di tutti i prigionieri politici dalle galere di Fatah e la ricostituzione di un'unica 'Piattaforma di Resistenza nazionale' dove le varie fazioni palestinesi possano coordinare e cooperare nelle varie iniziative di contrasto all'occupazione e all'Apartheid sionista.

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