In questa foto possiamo vedere, pietosamente ricomposta per i suoi funerali, con bende e un compassionevole vessillo a celarne lo scempio del corpicino, l'ultima vittima dei rinnovati bombardamenti sionisti sul ghetto assediato di Gaza, una bambina di appena sei anni.
Ci chiediamo quanto "terrorismo" avrà praticato questa bambina, quanti "razzi" avrà lanciato (ammesso e non concesso che lanciare razzi sia un crimine per cui venire bombardati e non una legittima e doverosa opera di Resistenza), quanti soldati ebrei invasori avrà "rapito"!
Ai sepolcri imbiancati Pacifici, DiSegni, Toaff, Allam, Ferrara, Feltri e altre cloache, diciamo, quando sarete di fronte all'Artefice, l'anima di questa bambina chiederà compensazione a voi che giustificate e lodate i suoi carnefici come agli stessi che l'hanno massacrata...allora griderete e piangerete, ma non servirà a nulla.
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venerdì 8 agosto 2014
Ecco l'ultima vittima della barbarie sionista: una bambina di appena sei anni!!
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I sionisti riprendono i loro codardi attacchi: la Resistenza palestinese risponde con 18 razzi!!
Come avevamo previsto Benji Netanyahu non ha lo stomaco di subire altre dozzine di perdite sul terreno e ha tenuto i suoi tank e i suoi soldati ben coperti e distanti dalla Striscia di Gaza, in compenso ha ordinato ai jet e ai robot volanti telecomandati di riprendere gli attacchi aerei sul ghetto costiero assediato, finora riuscendo ad assassinare un bambino di dieci anni e a ferire una donna.
In tutta risposta la Resistenza Palestinese ha lanciato una raffica di razzi che, totalmente in barba al 'colabrodo' di Iron Dome, sono piovuti su Sderot, Ashkelon, Eshkol, Nahal Oz e altre località, dove le sirene d'allarme continuano a risuonare e le colonne di fumo degli incendi si stagliano alte nel cielo.
Una notizia: ci sono volute cinque settimane di bombardamenti aerei e di invasione terrestre al regime ebraico di Tel Aviv per uccidere duemila palestinesi. In questo stesso periodo le donne di Gaza, sotto le bombe, ne hanno partoriti quattromilacinquecento.
In tutta risposta la Resistenza Palestinese ha lanciato una raffica di razzi che, totalmente in barba al 'colabrodo' di Iron Dome, sono piovuti su Sderot, Ashkelon, Eshkol, Nahal Oz e altre località, dove le sirene d'allarme continuano a risuonare e le colonne di fumo degli incendi si stagliano alte nel cielo.
Una notizia: ci sono volute cinque settimane di bombardamenti aerei e di invasione terrestre al regime ebraico di Tel Aviv per uccidere duemila palestinesi. In questo stesso periodo le donne di Gaza, sotto le bombe, ne hanno partoriti quattromilacinquecento.
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lunedì 4 agosto 2014
Incessante pioggia di razzi sulle città sioniste: Eshkol, Ashkelon, Ashdod, Zikim, Sdot Negev e Nahal Oz tutte colpite!!
Eshkol, Ashkelon, Ashdod, Zikim, Sdot Negev e Nahal Oz sono state ripetutamente colpite da raffiche di razzi provenienti dalla Striscia di Gaza: questo semplice fatto dimostra come la cosiddetta "offensiva di terra" voluta dal piccolo hitler Benji Netanyahu sia riuscita solamente a massacrare più civili palestinesi e fare uccidere oltre centosessanta militari sionisti...di danni all'infrastruttura militare della Resistenza, ai suoi arsenali, ai suoi bunker sotterranei non vi é alcuna traccia.
Oltre tremila razzi sono caduti sulle città e le basi sioniste, meno del diciotto per cento sono stati deviati o bloccati dai ridondanti, costosissimi, ridicoli sistemi "di intercettazione" il che dimostra come l'intero carrozzone di Iron Dome sia servito a qualche contractor privato per riempirsi le tasche di denaro tedesco e americano e niente più.
Si calcola che nella Striscia di Gaza siano presenti ancora più di ventimila razzi pronti all'uso, senza contare le capacità interne dei tecnici e dei chimici palestinesi di produrne continuamente. Nemmeno una completa occupazione di tutta la Striscia assicurerebbe ai sionisti la distruzione di questa capacità di Resistenza: aiutata, allenata, rinforzata dal sostegno di alleati vicini e lontani come Hezbollah, la Siria, l'Iran e facilitata da attori come il Sudan e alcune tribù del Sinai egiziano.
Oltre tremila razzi sono caduti sulle città e le basi sioniste, meno del diciotto per cento sono stati deviati o bloccati dai ridondanti, costosissimi, ridicoli sistemi "di intercettazione" il che dimostra come l'intero carrozzone di Iron Dome sia servito a qualche contractor privato per riempirsi le tasche di denaro tedesco e americano e niente più.
Si calcola che nella Striscia di Gaza siano presenti ancora più di ventimila razzi pronti all'uso, senza contare le capacità interne dei tecnici e dei chimici palestinesi di produrne continuamente. Nemmeno una completa occupazione di tutta la Striscia assicurerebbe ai sionisti la distruzione di questa capacità di Resistenza: aiutata, allenata, rinforzata dal sostegno di alleati vicini e lontani come Hezbollah, la Siria, l'Iran e facilitata da attori come il Sudan e alcune tribù del Sinai egiziano.
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domenica 3 agosto 2014
Mentre Netanyahu continua il ritiro prosegue la pioggia di razzi su città e basi sioniste!!
Al costo di grandi sofferenze e lutti per la popolazione civile di Gaza (quasi 1700 vittime finora, praticamente tutte civili) la Resistenza armata palestinese é a pochissimo dal cogliere una importante e storica vittoria contro l'occupazione illegale ebraica: abbiamo notizie sicure che confermano come un ritiro delle forze armate che sono penetrate nella Striscia sotto assedio sia già in corso.
Evidentemente é apparso chiaro ai generali sionisti che mantenere soldati nella Striscia di Gaza non fa altro che rendere certo l'aumento delle perdite, fin qui già gravissime e calcolate in oltre 160 unità. Ma comunque le Brigate della Resistenza non cessano i loro lanci di razzi contro obiettivi sionisti, a dimostrare coi fatti che nessun danno permanente é stato fatto alle infrastrutture militari di Gaza.
Sderot, Nahal Oz e Alumim sono state ripetutamente colpite da razzi che hanno causato estesi danni materiali mentre un vasto incendio é scoppiato a Eshkol dopo l'arrivo sul bersaglio di un'altra salva di proiettili. Anche la base navale di Zikim (già obiettivo all'inizio della guerra di un coraggioso raid di incursori Palestinesi) é stata colpita da numerosi vettori.
Evidentemente é apparso chiaro ai generali sionisti che mantenere soldati nella Striscia di Gaza non fa altro che rendere certo l'aumento delle perdite, fin qui già gravissime e calcolate in oltre 160 unità. Ma comunque le Brigate della Resistenza non cessano i loro lanci di razzi contro obiettivi sionisti, a dimostrare coi fatti che nessun danno permanente é stato fatto alle infrastrutture militari di Gaza.
Sderot, Nahal Oz e Alumim sono state ripetutamente colpite da razzi che hanno causato estesi danni materiali mentre un vasto incendio é scoppiato a Eshkol dopo l'arrivo sul bersaglio di un'altra salva di proiettili. Anche la base navale di Zikim (già obiettivo all'inizio della guerra di un coraggioso raid di incursori Palestinesi) é stata colpita da numerosi vettori.
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sabato 2 agosto 2014
La Resistenza punisce le città sioniste con una nuova valanga di razzi: "Possiamo continuare a bombardare per mesi!"
Kiryat Gan, Ashdod, Eshkol e Sha'ar HaNegev si sono svegliate al suono delle sirene sotto una pioggia di razzi palestinesi che hanno causato gravi danni materiali e ferito diverse persone, come al solito totalmente indisturbati dal ridicolo 'sistema intercettore' di Iron Dome.
In questi venticinque giorni di scontro le organizzazioni della Resistenza palestinese hanno scagliato verso l'entità ebraica meno del cinque per cento della loro riserva di razzi e sarebbero in grado di continuare a bersagliare obiettivi per mesi e mesi, portando al totale collasso l'economia e le infrastrutture sioniste.
Tutto ciò mentre appare chiaro quale errore madornale sia stata la decisione di 'avanzare sul terreno', visto che nessun progresso decisivo nel rallentare (figurarsi nel bloccare) il lancio dei razzi é stato ottenuto, mentre le perdite umane delle truppe sioniste sono arrivate a oltre centocinquanta più due prigionieri.
In questi venticinque giorni di scontro le organizzazioni della Resistenza palestinese hanno scagliato verso l'entità ebraica meno del cinque per cento della loro riserva di razzi e sarebbero in grado di continuare a bersagliare obiettivi per mesi e mesi, portando al totale collasso l'economia e le infrastrutture sioniste.
Tutto ciò mentre appare chiaro quale errore madornale sia stata la decisione di 'avanzare sul terreno', visto che nessun progresso decisivo nel rallentare (figurarsi nel bloccare) il lancio dei razzi é stato ottenuto, mentre le perdite umane delle truppe sioniste sono arrivate a oltre centocinquanta più due prigionieri.
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martedì 29 luglio 2014
Nuova raffica di perdite tra soldati sionisti e coloni illegali: la Resistenza Palestinese non dà tregua!!
Con la ripresa massiccia degli scontri tra le Brigate della Resistenza e gli aggressori sionisti gli intrepidi difensori di Gaza hanno messo a segno in meno di ventiquattr'ore una serie di colpi che alzano ancora di più il prezzo imposto al regime ebraico per la sua irragionevole offensiva contro il ghetto costiero.
In un comunicato rilasciato dal loro comando le Brigate Qassam di Hamas hanno annunciato di avere distrutto un tank sionista vicino a Juhr al-Dik uccidendo due membri del suo equipaggio e di avere abbattuto altri dieci militari vicino a Shujaya.
Intanto sei coloni militarizzati dell'insediamento illegale di Eshkol sono stati eliminati da una raffica di bombe di mortaio che li ha sorpresi all'aperto. L'agenzia di notizie Ma'an ha anche comunicato che almeno due militari sionisti feriti vicino a Jabaliya sono morti mentre venivano soccorsi ed evacuati.
In un comunicato rilasciato dal loro comando le Brigate Qassam di Hamas hanno annunciato di avere distrutto un tank sionista vicino a Juhr al-Dik uccidendo due membri del suo equipaggio e di avere abbattuto altri dieci militari vicino a Shujaya.
Intanto sei coloni militarizzati dell'insediamento illegale di Eshkol sono stati eliminati da una raffica di bombe di mortaio che li ha sorpresi all'aperto. L'agenzia di notizie Ma'an ha anche comunicato che almeno due militari sionisti feriti vicino a Jabaliya sono morti mentre venivano soccorsi ed evacuati.
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sabato 17 novembre 2012
Mentre al Cairo si sbrodolano parole vane i beduini del Sinai attaccano il regime ebraico: razzi dall'Egitto piovono su Eshkol!
Una volta archiviata la breve visita a Gaza del Premier egiziano Qandil che per quanto generosa, ha fornito un 'break' di appena poche ore al ghetto palestinese martirizzato dal nuovo "pogrom" sionazista le iniziative ufficiali del Cairo in favore della popolazione civile palestinese sottoposta alla ferocia genocida di Tel Aviv sembrano essere arrivate a un punto morto, a meno di non considerare una "iniziativa" il recente discorso pronunciato dal Presidente Mursi che ha minacciato "reazioni" contro il regime sionista, senza tuttavia scendere nel dettaglio di quali queste possano essere o quando dovrebbero scattare.
Invece gli abitanti del Sinai egiziano, appartenenti alle tribù beduine più volte protagoniste di azioni armate contro gli interessi sionisti, si sono mobilitati molto più rapidamente ed efficacemente e, tra ieri e oggi, hanno lanciato varie raffiche di razzi oltre il confine con la Palestina occupata, colpendo ripetutamente le installazioni sioniste a Eshkol. A quanto riportato i proiettili piovuti dal Sinai sarebbero razzi da battaglia di 107mm di calibro, più potenti dei Qassam e dei Quds artigianali ma meno dei 'Grad' da 122mm forniti dalla Siria e da Hezbollah.
Le armi probabilmente sono state contrabbandate dalla Libia, dove il crollo di Gheddafi ha lasciato molto hardware militare in mano a miliziani e trafficanti di varie tendenze e affiliazioni.
Invece gli abitanti del Sinai egiziano, appartenenti alle tribù beduine più volte protagoniste di azioni armate contro gli interessi sionisti, si sono mobilitati molto più rapidamente ed efficacemente e, tra ieri e oggi, hanno lanciato varie raffiche di razzi oltre il confine con la Palestina occupata, colpendo ripetutamente le installazioni sioniste a Eshkol. A quanto riportato i proiettili piovuti dal Sinai sarebbero razzi da battaglia di 107mm di calibro, più potenti dei Qassam e dei Quds artigianali ma meno dei 'Grad' da 122mm forniti dalla Siria e da Hezbollah.
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lunedì 29 ottobre 2012
Continua la risposta palestinese alle aggressioni israeliane: Fatah, servile come sempre, condanna la Resistenza armata!
Agli ultimi attacchi e bombardamenti sionazisti che per l'ennesima volta hanno infranto una tregua non ufficiale appena poche ore dopo averla sottoscritta, hanno fatto seguito le raffiche di razzi artigianali e proiettili "Grad" da 122mm che i militanti delle Brigate al-Quds, delle Brigate Salah ad-Din e delle Brigate al-Qassam (queste ultime sempre più svincolate e indipendenti dalla leadership di Hamas abbagliata dall'oro saudita e qatariota) hanno lanciato contro obiettivi militari e acquartieramenti di fantatici armati nella parte di Palestina occupata dal regime ebraico.
Sderot, Eshkol e Hof Ashkelon sono state colpite ripetutamente, senza che il fallace e fasullo sistema "Iron Dome" sia riuscito a intercettare alcunché, grazie alla perizia con cui i miliziani della Resistenza armata palestinese riescono ormai a lanciare le loro raffiche, troppo ravvicinate e veloci da poter venire 'allacciate' dai radar centimetrici comprati da Israhell coi denari americani e tedeschi.
Dimostrando una volta di più il suo servilismo e la piaggeria nei confronti dei desiderata sionisti l'organizzazione Fatah per bocca di Dimitri Dilani ha condannato la reazione sostenendo che essa "rafforza la Destra radicale israeliana"; già perché accucciarsi e rotolarsi sulla pancia come fanno da diciannove anni i 'cagnolini addestrati' di Fatah invece porta vittorie e conquiste per la Causa palestinese, vero??
Abu Ataya, portavoce delle Brigate Salah ad-Din dei Comitati Popolari di Resistenza invece ha dichiarato che nonostante tutti i tentativi del nemico occupante sionista di seminare dissenso e discordia tra le fila della militanza armata la lotta e le rappresaglie di tutte le fazioni dedite alla Resistenza senza 'se' e 'ma' continueranno ancora puntualmente e con sempre maggiore coordinazione e intensità.
Sderot, Eshkol e Hof Ashkelon sono state colpite ripetutamente, senza che il fallace e fasullo sistema "Iron Dome" sia riuscito a intercettare alcunché, grazie alla perizia con cui i miliziani della Resistenza armata palestinese riescono ormai a lanciare le loro raffiche, troppo ravvicinate e veloci da poter venire 'allacciate' dai radar centimetrici comprati da Israhell coi denari americani e tedeschi.
Dimostrando una volta di più il suo servilismo e la piaggeria nei confronti dei desiderata sionisti l'organizzazione Fatah per bocca di Dimitri Dilani ha condannato la reazione sostenendo che essa "rafforza la Destra radicale israeliana"; già perché accucciarsi e rotolarsi sulla pancia come fanno da diciannove anni i 'cagnolini addestrati' di Fatah invece porta vittorie e conquiste per la Causa palestinese, vero??
Abu Ataya, portavoce delle Brigate Salah ad-Din dei Comitati Popolari di Resistenza invece ha dichiarato che nonostante tutti i tentativi del nemico occupante sionista di seminare dissenso e discordia tra le fila della militanza armata la lotta e le rappresaglie di tutte le fazioni dedite alla Resistenza senza 'se' e 'ma' continueranno ancora puntualmente e con sempre maggiore coordinazione e intensità.
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lunedì 15 ottobre 2012
Due militanti della Resistenza popolare assassinati vigliaccamente a Gaza da bombe sioniste, le Brigate Salah ad-Din si mobilitano!
Nella serata di ieri un nuovo bombardamento sionazista sulla Striscia di Gaza assediata ha colpito, insieme a due militanti dei Comitati di Resistenza popolare, anche cittadini civili del ghetto palestinese assediato. Si é trattato del terzo raid sionista, dopo i due che nella giornata di sabato e nelle prime ore di domenica sono costati la vita a molte vittime e il ferimento e la mutilazione di numerosi altri abitanti, una dozzina in tutto, tra cui almeno cinque bambini.
Prontamente é arrivata la dichiarazione delle Brigate Salah-ad-Din, braccio armato dei Comitati di Resistenza, che comunicando in Ezzuddin abu Nusayira e Ahmed Fatayer i nomi dei due caduti hanno dichiarato la loro immediata partecipazione a ogni operazione di rappresaglia come quelle intraprese recentemente dalla Jihad Islamica palestinese e, dopo qualche tentennamento, anche dalle Brigate Al-Qassam di Hamas, che hanno lanciato oltre sessanta razzi contro le basi militari e gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot e Eshkol.
"Ci troviamo di fronte all'ennesima offensia sionista condotta col massimo sprezzo delle vite dei civili e nell'usuale silenzio degli osservatori internazionali; questo nuovo crimine, tuttavia, aumenta solo la nostra determinazione a persistere sul sentiero della Resistenza e della lotta contro l'occupazione; invitiamo tutte le altre fazioni palestinesi ad attivarsi per far pagare il fio dei suoi crimini all'entità sionista con tutti i mezzi possibili ed efficaci".
Prontamente é arrivata la dichiarazione delle Brigate Salah-ad-Din, braccio armato dei Comitati di Resistenza, che comunicando in Ezzuddin abu Nusayira e Ahmed Fatayer i nomi dei due caduti hanno dichiarato la loro immediata partecipazione a ogni operazione di rappresaglia come quelle intraprese recentemente dalla Jihad Islamica palestinese e, dopo qualche tentennamento, anche dalle Brigate Al-Qassam di Hamas, che hanno lanciato oltre sessanta razzi contro le basi militari e gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot e Eshkol.
"Ci troviamo di fronte all'ennesima offensia sionista condotta col massimo sprezzo delle vite dei civili e nell'usuale silenzio degli osservatori internazionali; questo nuovo crimine, tuttavia, aumenta solo la nostra determinazione a persistere sul sentiero della Resistenza e della lotta contro l'occupazione; invitiamo tutte le altre fazioni palestinesi ad attivarsi per far pagare il fio dei suoi crimini all'entità sionista con tutti i mezzi possibili ed efficaci".
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martedì 9 ottobre 2012
Le Brigate Qassam di Hamas si danno una svegliata e 'promettono' di coordinarsi coi militanti della Jihad Islamica!
In occasione dell'ultimo, disumano e sanguinoso attacco sionazista contro cittadini inermi del ghetto assediato di Gaza ci chiedevamo che cosa stessero facendo le Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio militante di Hamas, mentre i loro colleghi della Jihad Islamica palestinese rispondevano colpo su colpo con una pioggia di razzi artigianali contro gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot ed Eshkol.
Evidentemente l'imbarazzo di restare con le mani in mano mentre altri rischiavano la vita per far pagare a Sion il prezzo del suo codardo bombardamento é stato infine troppo, visto che nel pomeriggio di ieri é stato diffuso un comunicato dall'Ufficio Informazioni delle Brigate annunciante una "stretta coordinazione" delle iniziative di Resistenza e rappresaglia con i camerati delle Brigate Al-Quds (la milizia della Jihad Islamica).
Speriamo che, una volta tanto, agli annunci seguano i fatti e che i dirigenti e i militanti più onorevoli e coerenti delle Brigate Qassam considerino seriamente la possibilità di legarsi sempre più strettamente alla Jihad Islamica e di separarsi via via da una forza politica che, per iniziativa di pochi traditori annidati al vertice, ha letteralmente sputato su oltre due decenni di lotta, sacrifici, duro lavoro e grandi risultati, offendendo nel contempo la memoria di tutti quei martiri che si stanno rivoltando nella tomba vedendo quello che fu il "Movimento islamico di Resistenza" ridotto a dependance degli interessi degli emiri petroliferi sunniti.
Evidentemente l'imbarazzo di restare con le mani in mano mentre altri rischiavano la vita per far pagare a Sion il prezzo del suo codardo bombardamento é stato infine troppo, visto che nel pomeriggio di ieri é stato diffuso un comunicato dall'Ufficio Informazioni delle Brigate annunciante una "stretta coordinazione" delle iniziative di Resistenza e rappresaglia con i camerati delle Brigate Al-Quds (la milizia della Jihad Islamica).
Speriamo che, una volta tanto, agli annunci seguano i fatti e che i dirigenti e i militanti più onorevoli e coerenti delle Brigate Qassam considerino seriamente la possibilità di legarsi sempre più strettamente alla Jihad Islamica e di separarsi via via da una forza politica che, per iniziativa di pochi traditori annidati al vertice, ha letteralmente sputato su oltre due decenni di lotta, sacrifici, duro lavoro e grandi risultati, offendendo nel contempo la memoria di tutti quei martiri che si stanno rivoltando nella tomba vedendo quello che fu il "Movimento islamico di Resistenza" ridotto a dependance degli interessi degli emiri petroliferi sunniti.
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