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martedì 9 ottobre 2012

Le Brigate Qassam di Hamas si danno una svegliata e 'promettono' di coordinarsi coi militanti della Jihad Islamica!

In occasione dell'ultimo, disumano e sanguinoso attacco sionazista contro cittadini inermi del ghetto assediato di Gaza ci chiedevamo che cosa stessero facendo le Brigate Ezzedine al-Qassam, braccio militante di Hamas, mentre i loro colleghi della Jihad Islamica palestinese rispondevano colpo su colpo con una pioggia di razzi artigianali contro gli acquartieramenti dei miliziani ebrei di Sderot ed Eshkol.

Evidentemente l'imbarazzo di restare con le mani in mano mentre altri rischiavano la vita per far pagare a Sion il prezzo del suo codardo bombardamento é stato infine troppo, visto che nel pomeriggio di ieri é stato diffuso un comunicato dall'Ufficio Informazioni delle Brigate annunciante una "stretta coordinazione" delle iniziative di Resistenza e rappresaglia con i camerati delle Brigate Al-Quds (la milizia della Jihad Islamica).

Speriamo che, una volta tanto, agli annunci seguano i fatti e che i dirigenti e i militanti più onorevoli e coerenti delle Brigate Qassam considerino seriamente la possibilità di legarsi sempre più strettamente alla Jihad Islamica e di separarsi via via da una forza politica che, per iniziativa di pochi traditori annidati al vertice, ha letteralmente sputato su oltre due decenni di lotta, sacrifici, duro lavoro e grandi risultati, offendendo nel contempo la memoria di tutti quei martiri che si stanno rivoltando nella tomba vedendo quello che fu il "Movimento islamico di Resistenza" ridotto a dependance degli interessi degli emiri petroliferi sunniti.
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venerdì 20 aprile 2012

La visita a Gerusalemme del Gran Mufti d'Egitto scatena lo scandalo di Hamas e dell'Ikhwan!

Una tempesta di polemiche e critiche; solo così si può sintetizzare la reazione suscitata dalla visita del Gran Mufti d'Egitto, probabilmente la figura religiosa più conosciuta e influente del paese, Ali Gomaa, alla Moschea di Al-Aqsa. Lo scandalo deriva dal fatto che, essendo Al-Quds/Gerusalemme sotto l'illegale occupazione militare sionista per visitarla una figura religiosa deve giocoforza scendere a patti col regime ebraico, implicitamente riconoscendone l'autorità, motivo per il quale ad esempio sia la Grande Moschea di Al-Azhar che il Primate Copto Shenouda III (recentemente scomparso) avevano invitato i fedeli cristiani e musulmani a non visitare Gerusalemme fino a che rimaneva sotto regime di occupazione.

Le reazioni più forti si sono avute dal Movimento musulmano di Resistenza Hamas e dall'Ikhwan, la popolare e influente fratellanza musulmana d'Egitto. Il Vicesegretario del Politburo di Hamas, Moussa Abu Marzouk, ha dichiarato che la presenza del Gran Mufti a Gerusalemme ha 'implicitamente beneficiato' il regime ebraico dell'Apartheid e ha configurato un 'grave danno' alla Causa della Resistenza. Tanto l'Ikhwan, quanto il suo braccio politico, l'FJP, hanno respinto le deboli giustificazioni di Gomaa, che ha dichiarato di essersi recato ad Al-Quds dietro invito di un principe ascemita giordano e di non avere avuto contatti con l'occupazione (evidentemente li aveva avuti il suo ospite, membro di una dinastia corrotta e complice di Tel Aviv), dichiarando "comunque ingiustificabile" la sua presenza nella città occupata.

Anche lo Sceicco Raed Salah, capo della Fratellanza Musulmana nel regime ebraico, ha stigmatizzato l'evento; tornato da poco in patria dopo nove mesi di battaglia legale in Inghilterra per ottenere giustizia dopo il suo arresto e la sua detenzione a seguito di una campagna diffamatoria della lobby ebraica britcannica, lo Sceicco ha domandato, retoricamente, come si possa visitare Al-Quds e il suo Nobile Santuario quando figure religiose come lo Sceicco Ekrima Sabri, predicatore alla Moschea di Al-Aqsa, vengono tenute distanti da essa. Anche allo Sceicco Salah é stato più volte impedito dal raggiungere Gerusalemme dalle forze sioniste di occupazione.
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giovedì 15 marzo 2012

Delegazione di Hamas ospite in Libano del Segretario Generale di Hezbollah!


Il Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah ha ricevuto negli scorsi giorni presso la sua residenza una nutrita e autorevole delegazione del Movimento Hamas, guidata dal Capo del Politburo in persona: Moussa abu Marzouk. Ricevuti con tutti gli onori dai loro ospiti del movimento di Resistenza sciita i delegati palestinesi hanno messo sul tavolo diversi argomenti di confronto e discussione, tra cui i recenti attacchi militari sionisti contro Gaza, la vittoria delle truppe siriane contro l'insorgenza terrorista finanziata da Usa, Francia, Israele e Turchia, gli sviluppi della situazione politica in Egitto e le prospettive per la Resistenza all'Occupazione.

Nasrallah ha preso le questioni di petto, suggerendo ai colleghi di Hamas di intraprendere un'azione comune che dovrebbe vedere il gruppo palestinese farsi portavoce di una richiesta di confronto sul tema all'interno della Fratellanza Musulmana (da cui si sviluppò originariamente l'organizzazione poi evolutasi in Hamas) e Hezbollah portare avanti un messaggio simile sul fronte siriano e iraniano, sfruttando i suoi ottimi contatti in entrambe i paesi. Proprio riguardo alla necessità di più profondi legami e relazioni tra la Repubblica Islamica e il Mondo Arabo Nasrallah ha speso diverse parole, evidenziando come esse dovranno essere all'insegna della "chiarezza e della fiducia".

Il quotidiano libanese As-Safir ha riportato, inoltre, che Nasrallah, felice per i successi dell'Esercito siriano nel riguadagnare il controllo di territori passati brevemente in mano ad estremisti armati, tuttavia é fermamente convinto che il colpo di grazia alla destabilizzazione verrà dato dalla popolazione civile, tramite la convinta adesione al processo di riforme e alle prossime elezioni politiche. Nasrallah si é anche complimentato con la Resistenza palestinese per essere riuscita, negli scorsi giorni di attacchi e bombardamenti sionisti, a far piovere contro obiettivi dell'Occupazione ben 200 razzi e colpi di mortaio, negando nei fatti ogni efficacia dei vantati sistemi 'intercettori' millantati dalla propaganda di Tel Aviv.
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venerdì 25 novembre 2011

La riconciliazione Hamas-Fatah si rimette in moto: annunciate le date per le prossime elezioni legislative e presidenziali!


Il capo della fazione Fatah (Presidente dell'Anp fino al gennaio 2009, quando il mandato decadde ma, a causa del colpo di stato tentato contro il legittimo Governo di Hamas, non fu possibile tenere nuove elezioni) Mahmud Abbas e il Capo del Politburo del Movimento di Resistenza musulmano, Khalid Mishaal hanno dichiarato ufficialmente l'avvio di una nuova partnership tra i due più importanti schieramenti del fonte politico palestinese, in seguito al lungo vertice tenutosi ieri al Cairo. Ambedue i leader hanno promesso che le loro organizzazioni 'volteranno pagina' e 'lavoreranno duramente' per adempiere agli impegni sottoscritti la scorsa primavera con la sigla dell'Accordo di Riconciliazione nazionale.

Parlando ai rappresentanti della stampa subito dopo la conclusione del vertice Abbas e Mishaal hanno dichiarato di potere assicurare al popolo palestinese di avere aperto una nuova pagina e una vera, effettiva cooperazione i cui effetti si faranno presto sentire in tutti gli ambiti della vita pubblica e della politica interna ed estera del paese, di avere altresì composto o superato le loro differenze accettando le responsabilità che erano implicite nell'accordo di Riconciliazione. Il primo effetto visibile sarà la fine della detenzione per tutti i membri e i sostenitori di Hamas catturati e imprigionati da Fatah in questi ultimi mesi e anni nella Cisgiordania sottoposta al suo controllo.

Il primo meeting dell'OLP susseguente al vertice Hamas-Fatah si terrà il 22 Dicembre e, in maggio 2012 si potrà procedere a tenere elezioni per il nuovo Consiglio Legislativo Palestinese e per la nuova Presidenza. Secondo fonti egiziane i primi obiettivi della rinnovata cooperazione saranno, oltre ai preparativi elettorali, la completa ricostruzione di Gaza e l'unificazione delle istituzioni che giocoforza si sono duplicate negli anni dello 'split' tra la Striscia di Gaza guidata dal Governo legittimo e la Cisgiordania controllata dai resti di una Anp totalmente egemonizzata da Fatah.
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martedì 22 novembre 2011

Moussa Marzouk smentisce la sospensione del vertice Hamas-Fatah al Cairo e rivela: "E' stato persino anticipato!"


Moussa Abu Marzouk, Vicesegretario del Politburo di Hamas ha recisamente negato le voci secondo le quali, in conseguenza dei gravi torbidi in atto in Egitto in queste ore l'incontro programmato per questa settimana tra i leader massimi di Al-Fatah e di Hamas (Mahmud Abbas e Khalid Mishaal) sarebbe stato rinviato a data da destinarsi.

Anzi, ha puntualizzato il dignitario del Movimento di Resistenza musulmano, il vertice é stato addirittura anticipato da venerdì 25 a giovedì 24, con la delegazione di Hamas che ha conseguentemente modificato il proprio tabellino di marcia disponendo di partire per la capitale egiziana marcoledì 23 in serata e di ripartire alla volta della Striscia di Gaza appena concluso l'incontro.

Marzouk si é detto molto fiducioso riguardo al buon esito dell'incontro, facendo eco a quanto riferito in precedenza da Sami Abu Zuhri, portavoce ufficiale di Hamas, riguardo al fatto che il più grosso impedimento alla creazione di un nuovo Governo di unità nazionale, cioé l'insistenza di Fatah sul nome di Salam Fayyad come Premier designato, ha cessato di essere un problema quando lo stesso Fayyad si é dichiarato indisponibile a ricoprire tale ruolo.
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sabato 19 novembre 2011

Al-Ahmad e Marzouk si incontrano al Cairo per definire gli ultimi dettagli del vertice Hamas-Fatah previsto la prossima settimana!


Il quotidiano londinese Al-Hayat rivela che il Vicecapo del Politburo di Hamas, Mousa Abu Marzouk e il membro del Comitato centrale di Fatah, Azzam al-Ahmad si sono incontrati separatamente al Cairo con rappresentanti dell'Intelligence egiziana, per poi passare a un vertice a due, tenutosi nella giornata di ieri, durante il quale si sono dati gli ultimi ritocchi alla preparazione del prossimo vertice tra Abbas e Mishaal, capi delle rispettive organizzazioni.

Al-Ahmad, intervistato in merito dal quotidiano ha detto che il suo arrivo al Cairo é il diretto risultato dell'invito ricevuto da parte delle autorità locali, ma ha poi confermato che il vertice tra Abbas e Mishaal dovrebbe tenersi il 25 novembre, cioé il prossimo venerdì. Mahmud Abbas dovrebbe sbarcare nella capitale egiziana il mercoledì precedente, 23 novembre, per incontrare il Consiglio Supremo delle Forze Armate.

Ahmad, comunque, ha rifiutato di rispondere a tutte le domande direttamente collegate al suo incontro con Marzouk e ai temi del prossimo meeting tra i due leader palestinesi, confermando solo che esso é ritenuto "di estrema valenza strategica" da ambo le parti. L'opinione pubblica palestinese spera che, in seguito a esso, il processo di riconciliazione e riunione del fronte di lotta nazionale riceva un impulso decisivo.
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mercoledì 25 maggio 2011

Abu Marzouk: "Hamas non commetterà mai l'imperdonabile errore di 'riconoscere' Israele!"


Il rinomato ufficiale di Hamas Moussah Abu Marzouk ha recentemente rassicurato membri e simpatizzanti del Movimento di Resistenza musulmano riguardo all'impossibilità che esso "ripeta lo storico e fatale errore di Arafat", commesso quando, ansioso di 'concessioni' che sarebbero dovute venire dai tavoli della trattativa (poi rivelatasi iniqua e truccata a favore di Israele) il Capo dell'OLP si impegno a riconoscere la "legittimità" dello Stato ebraico dell'occupazione.

"Quando mai", ha interloquito Marzouk nel suo comunicato, "Qualcuno ha mai chiesto a un Partito, a un Movimento, a una organizzazione politica non statale, di riconoscere uno Stato?" la richiesta dei sionisti e dei loro sodali e fiancheggiatori é quindi insincera, duplice, ipocrita e mira a immobilizzare l'azione politica e militare di Hamas, tantopiù che, se Israele é così 'ansioso' di venire riconosciuto allora dovrebbe fare a sua volta un passo avanti riconoscendo contemporaneamente l'esistenza e la legittimità di uno Stato Palestinese, con confini sicuri e definiti e il diritto di lasciare rientrare all'interno di essi tutti i profughi del 1948 ancora viventi e i loro discendenti.

Abu Marzouk ha dichiarato che il suo recente incontro col Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov é stato "estremamente fruttuoso e produttivo" e che l'emissario di Mosca ha garantito che la Russia sosterrà la dichiarazione unilaterale di uno Stato palestinese presso il Consiglio di Sicurezza dell'ONU. "Abbiamo ascoltato attentamente la posizione russa in merito al Governo di Unità nazionale e alla riconciliazione interna, trovando notevole sostegno sia dal Ministro Lavrov che dal Governo di cui é espressione".
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