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venerdì 9 novembre 2018
Sauditi sempre più schifosamente servi di Sion, impediscono a milioni di Palestinesi musulmani di recarsi alla Mecca!
Non esiste schifo e bassezza a cui i wahabiti sionisti Saoud non possano prestarsi per compiacere i loro padroni di Tel Aviv.
L'Arabia Saudita sta impedendo a più di un milione e mezzo di cittadini palestinesi residneti sotto l'occupazione sionista di viaggiare con passaporti giordani per compiere i pellegrinaggi islamici di Hajj e Umra nella città santa della Mecca.
La misura fa parte della nuova politica dell'Arabia Saudita di smettere di rilasciare visti per Hajj e Umrah ai Palestinesi in Giordania, Libano, Gerusalemme Est e, più recentemente, ai Palestinesi che vivono nel regime ebraico, che detengono documenti di viaggio temporanei rilasciati dalla Giordania o dal Libano - un politica entrata in vigore il 12 settembre.
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giovedì 10 novembre 2011
Pellegrini sciiti protestano alla Mecca durante le cerimonie dell'Haji, chiedono a Re Saoud di ritirare le truppe dal Barhein!
Pellegrini dell'isola di Barhein e cittadini sauditi della costa orientale del regno, in particolare provenienti dalla città di Qatif, hanno messo in scena delle proteste e delle manifestazioni alla Mecca, primo e maggiore luogo sacro della fede musulmana, durante le celebrazioni dell'Haji, di fronte ad altri pellegrini impegnati nell'adempimento di uno dei principali doveri dell'Islam, ivi convenuti dai quattro angoli del mondo.
Una manifestazione politica alla Mecca é qualcosa di inaudito; quando si conti, inoltre, che questa é stata esplicitamente mirata a contestare e stigmatizzare l'operato della casa regnante di Saoud, pesantemente impegnata a sostenere il traballante trono del Re del Barhein Al-Khalifa (foto sotto), la notizia é praticamente dirompente. Ovviamente il divide settario ha un'importanza preminente: gli abitanti del Barhein sono a schiacciante maggioranza sciita (ma sono governati da una dinastia sunnita, per volere dei colonialisti inglesi che la installarono al potere all'inizio del XX secolo, per garantirsi una base navale da cui controllare il petrolio persiano), così come i sauditi della costa del Golfo (la parte di Arabia Saudita più ricca di petrolio e gas, incidentalmente), e sunnita é Re Abdallah che li domina da ultimo regnante assoluto del mondo.
E' dal 14 marzo che truppe saudite (e degli Emirati Arabi Uniti) stazionano in Barhein, aiutando poliziotti e soldati del re locale a reprimere e massacrare i civili che manifestano, con ammirevole costanza e dedizione, chiedendo profonde riforme dell'ordinamento politico, una maggiore considerazione nella vita pubblica e una più equa gestione e ridistribuzione delle ricchezze naturali dell'isola.
La mossa in Barhein é stata valutata da molti come un 'gioco d'anticipo' per evitare che il tarlo della protesta si diffonda anche tra gli sciiti del regno di Saoud; ma ora sembra proprio che nativi del Barhein e della costa Est del Golfo Persico abbiano capito che la loro lotta é una sola e che se gli uni vincono, allora probabilmente potranno vincere anche gli altri. Forse é per questo, volgiamo retoricamente la domanda ai lettori, che il delfino di Re Saoud ha accolto con mille salamelecchi l'anima nera del regime di Mubarak, l'ex capo dei Servizi segreti Suleiman, offrendogli protezione e lavoro? Si vuole affidare alle sue indubbie conoscenze di rapimenti e torture per una repressione 'in grande stile'?
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mercoledì 9 novembre 2011
Il "Beria" di Mubarak si ricicla alla corte del nuovo principe di Casa Saoud!
Secondo fonti bene informate il nuovo erede al trono saudita, il Principe Nayef ibn Abdul Aziz (sopra), pretendente in linea diretta al trono di Re Abdullah dopo la morte avvenuta negli Stati Uniti del vecchio e malandato Sultan bin Abdul Aziz (foto sotto - entrato in coma a luglio e defunto poche settimane addietro) ha appena assoldato uno 'spymaster' di chiara e provata fama: nientemeno che Omar Suleiman, ex-Direttore dell'Intelligence di Hosni Mubarak e suo personale Consigliere per la Sicurezza.
Secondo quanto filtrato nelle ultime ore Suleiman si sarebbe recato in Arabia Saudita in occasione delle cerimonie dell'Haji e avrebbe ricevuto da subito un calorosissimo benvenuto dalle autorità saudite, fin dal suo sbarco all'aeroporto internazionale di Riyadh. Suleiman divenne capo dei Servizi egiziani nel 1986 e il 29 gennaio 2011 divenne addirittura Vicepresidente, durante l'ultimo, fallimentare tentativo del tiranno del Cairo di salvare il suo regime con una tardiva, fasulla, "riforma".
Bete Noire di oppositori e attivisti per i Diritti Umani, Suleiman é attualmente indagato per dozzine di accuse di rapimenti, torture e misure inumane; trasferirsi in Arabia Saudita ovviamente lo metterebbe al di là della capacità di qualunque tribunale del Cairo di perseguirlo e condannarlo per i suoi crimini. Perfettamente introdotto a Washington e Tel Aviv, Suleiman era l'uomo di fiducia degli interessi americani e sionisti in Egitto, e anche per questo odiato e disprezzato dal popolo.
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sabato 5 novembre 2011
Re Saoud gioca a fare il generoso con alcuni ex-prigionieri palestinesi; quando lo farà con la Palestina nel suo complesso?
Il regime ebraico dell'Apartheid non cessa di vessare gli eroi che sono emersi dalle sue buie e crudeli galere grazie alla grande vittoria di Hamas nemmeno dopo averli rilasciati, é quanto si evince dalla notizia, filtrata nei giorni scorsi, che le autorità dell'occupazione sionista avrebbero respinto senza addurre giustificazione alcuna le richieste di transito di alcuni ex-prigionieri che, per festeggiare la loro ritrovata libertà, erano stati invitati a prendere parte all'Haji, il rituale pellegrinaggio ai luoghi santi dell'Islam: la Mecca e Medina.
Tuttavia, gli aspiranti pellegrini, che stavano modestamente viaggiando su una corriera e si sono visti respingere al varco di confine del Ponte Hussein verso la Giordania, non hanno dovuto rinunciare alla prospettiva di prendere parte all'importante rito religioso che culmina proprio oggi, nella giorno della vigilia dell'Eid al-Adha, visto che, come in un racconto delle Mille e Una Notte per esplicito ordine di Re Abdullah el-Saoud uno dei jet privati della flotta reale saudita é stato inviato nei territori occupati per raccoglierli e condurli direttamente alla Mecca.
I gesti di 'pietas' sono sempre ammirevoli e commendevoli (lo sono di più quando rimangono segreti e non ricevono coverage mediatico, ma vabbé...) quello che speriamo, che ci auguriamo sempre é che l'ultimo regnante assoluto della Terra, oltre che giocare a fare il 'buon califfo' con alcuni Palestinesi presi individualmente acquisti finalmente la consapevolezza che un sostegno coerente e deciso alla Causa palestinese nel suo insieme renderebbe questi piccoli 'beau gestes' non necessari, visto che, senza l'occupazione e l'oppressione sionista i pellegrini di Palestina non avrebbero bisogno di jet reali che li vadano a prendere. Chissà, forse, se tale epifania non toccherà la coscienza di Re Saoud magari rischiarerà quella del suo successore...
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domenica 16 ottobre 2011
Hanyieh: "Oggi abbiamo liberato mille fratelli e sorelle, domani libereremo Gerusalemme e la Santa Al-Aqsa!"
Il Primo Ministro palestinese Ismail Haniyeh ha dichiarato che i suoi sentimenti di gioia per il rilascio dei prigionieri politici dalle carceri sioniste non saranno completi fino a quando anche quelli che per ora non é stato possibile far rilasciare non saranno finalmente liberi.
Haniyeh ha rilasciato queste dichiarazioni nel sermone del venerdì che é servito anche da augurio di buon viaggio ai pellegrini cui é stato permesso di lasciare la Striscia di Gaza per recarsi alla Mecca: "La nostra gioia e la nostra Vittoria non saranno complete fino a quando non saranno liberi ogni metro della nostra terra e ogni singolo detenuto politico. Oggi liberiamo mille fratelli, domani libereremo gli altri, insieme ad Al-Quds e alla Santa Moschea di Al-Aqsa".
Il Premier ha descritto l'accordo come un ottimo compromesso che, facendo rilasciare tutte le donne, molti ergastolani e altri detenuti con pene molto lunghe rafforzerà l'unità e la coesione del popolo palestinese, sia esso a Gaza, in Cisgiordania, a Gerusalemme o nei territori occupati del '48, tutti i Palestinesi celebreranno il rilascio, una vittoria ottenuta con la dedizione, la determinazione e la capacità di lottare e soffrire".
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Haniyeh ritratto durante il suo 'Haji' alla Mecca. |
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martedì 26 aprile 2011
Salih Reqeb annuncia: "Circa 5000 i pellegrini in partenza quest'anno da Gaza per il pellegrinaggio alla Mecca e Medina"
Il Dottor Saleh Al-Reqeb, Ministro degli Affari religiosi nel legittimo Governo palestinese ha tenuto una conferenza stampa in occasione della chiusura delle prenotazioni per lo 'Haji' del 2011, il tradizionale pellegrinaggio musulmano alla Mecca e Medina, dichiarando ai rappresentanti della stampa locale e regionale che oltre seimila palestinesi della Striscia di Gaza e della Cisgiordania si sono registrati quest'anno.
Ovviamente, come sa chiunque abbia un minimo di dimestichezza con le procedure per lo Haji, l'atto della registrazione raramente corrisponde con l'effettiva partenza per l'anno in corso, a meno che il fedele in questione non abbia qualche motivazione sufficiente a fargli ottenere la prelazione su altri, come ad esempio condizioni di salute precarie, età molto avanzata e così via.
Tuttavia, tanto grande é il numero dei candidati, che spesso anche persone con gravi ed evidenti motivi di urgenza devono attendere l'anno successivo perché la domanda garantisca loro l'agognata partenza. Quest'anno, ad esempio, dal solo territorio di Gaza saranno 2530 i fortunati pellegrini che riusciranno a partire, quasi tutti registrati l'anno scorso o ancora prima, più una certa quota di anziani e malati, i loro nomi sono stati selezionati in un bacino di oltre 16000 attraverso una complessa routine informatica, programmata per tenere in conto ogni fattore di urgenza e preferenzialità, e altresì di garantire l'imparzialità per ogni scelta restante, un duplice obiettivo che ha moltiplicato di molto i problemi degli sviluppatori e compilatori coinvolti.
Per parenti e congiunti di martiri della Resistenza o di prigionieri dell'Occupazione sionista, ha specificato Reqeb, saranno presto assegnati da 2500 a 3000 posti aggiuntivi.
Nonostante l'aumento dei prezzi di viaggio e soggiorno, dovuti alla congiuntura internazionale e ai rincari decisi dalla Casa di Saoud per coprire i costi di ampliamento e rinnovamento della Grande Moschea della Mecca (imposti alle tasche dei pellegrini musulmani nonostante la Casa di Saoud sia una delle dinastie più smisuratamente ricche del pianeta) l'organizzazione ministeriale per gli Affari religiosi é riuscita ad affittare uno stabile per i Palestinesi direttamente vicino alla Moschea di Nawabi, a Medina e uno alla Mecca ad appena 700 metri dalla Grande Moschea, in questo modo anche i pellegrini più malati e anziani avranno agio di visitare i massimi luoghi sacri dell'Islam.
I corsi di preparazione allo Haji inizieranno tra pochi giorni e, come si é premurato di ripetere Al-Reqeb più di una volta, la frequenza agli stessi é criterio NECESSARIO per poter prendere parte al pellegrinaggio.
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