Come c'era da aspettarsi, dietro la conflagrazione nei cieli del Kashmir che ha portato due potenze nucleari sulla soglia dello scontro, possiamo trovare l'ansia sionista e yankee di spingere l'India contro Iran e Cina
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venerdì 1 marzo 2019
Sionisti e yankee soffiano sul fuoco dell'escalation India-Pachistan!
Video caricato ieri sul nostro sempre più cliccato Canale Youtube.
Come c'era da aspettarsi, dietro la conflagrazione nei cieli del Kashmir che ha portato due potenze nucleari sulla soglia dello scontro, possiamo trovare l'ansia sionista e yankee di spingere l'India contro Iran e Cina
Tra l'altro, poche ore dopo, abbiamo trovato online un articolo firmato da Robert Fisk che diceva più o meno le stesse cose (Fisk ogni tanto ci azzecca, quando riesce a superare i suoi pregiudizi da anglosassone).
Come c'era da aspettarsi, dietro la conflagrazione nei cieli del Kashmir che ha portato due potenze nucleari sulla soglia dello scontro, possiamo trovare l'ansia sionista e yankee di spingere l'India contro Iran e Cina
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mercoledì 2 novembre 2016
Pesanti bombardamenti aerei contro l'Ovest e il Nord-Ovest di Aleppo, mentre altri rinforzi raggiungono le linee siriane!
Nel corso della notte tra martedì e mercoledì si sono registrate diverse incursioni aeree effettuate sulle zone a Nord-Ovest e ad Ovest di Aleppo da bombardieri medi Su-24 dell'Aviazione Siriana e forse anche delle forze russe schierate a Hymemim, che hanno sospeso i bombardamenti sulla parte circondata della metropoli ma non sulle zone dove i takfiri di Jaysh Fateh hanno continuato ad attaccare negli ultimi giorni.
Ovviamente i raid notturni sono stati condotti con munizioni e sistemi di puntamento di alta precisione, mentre, dall'alba in avanti, si sono aggiunti al carosello aereo anche cacciabombardieri di generazione meno avanzata come MiG-21 adattati, MiG-23 e Su-22.
Ovviamente i raid notturni sono stati condotti con munizioni e sistemi di puntamento di alta precisione, mentre, dall'alba in avanti, si sono aggiunti al carosello aereo anche cacciabombardieri di generazione meno avanzata come MiG-21 adattati, MiG-23 e Su-22.
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martedì 18 ottobre 2016
Aviazione Siriana in piena attività attorno a Deir Ezzour per allontanare l'ISIS dal perimetro della città!
Ore di intensissima attività per i piloti dell'Aviazione di Damasco che ondata dopo ondata stanno dirigendo i loro MiG e i loro Sukhoi sull'estremo Est del paese, per portare aiuto e sollievo agli eroici difensori di Deir Ezzour, città assediata da quattro anni, insostituibile "magnete per takfiri" sulle rive dell'Eufrate attorno alla quale sono stati eliminati più ciabattari barbuti di quanti non ne siano stati abbattuti a Palmyra e a Kuweyres.
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domenica 7 agosto 2016
Centinaia di bombardamenti russi e siriani bloccano completamente l'afflusso di rinforzi verso Aleppo!
Uno degli importanti segnali del progressivo dissiparsi dell'attacco terroristico contro il Sud-Ovest di Aleppo é il numero di notizie che arrivano dagli altri fronti siriani, che nei giorni precedenti avevano la sordina o venivano frettolosamente compattate in un aggiornamento globale da tutte le altre province, visto che l'attenzione del pubblico era spasmodicamente concentrata unicamente sulla metropoli settentrionale.
Tale affievolimento é soprattutto merito della instancabile perizia con la quale per tutte queste ore i piloti siriani e russi hanno costantemente bersagliato e obliterato ogni colonna di rinforzi e rifornimenti proveniente dalla Provincia di Idlib e diretta al fronte dell'attacco takfiro.
Tale affievolimento é soprattutto merito della instancabile perizia con la quale per tutte queste ore i piloti siriani e russi hanno costantemente bersagliato e obliterato ogni colonna di rinforzi e rifornimenti proveniente dalla Provincia di Idlib e diretta al fronte dell'attacco takfiro.
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sabato 12 marzo 2016
Rendiamo onore a un pilota siriano di MiG-21 divenuto martire mentre "piallava" i takfiri di Al Nusra!
I comandanti tagliagole di Al Nusra sembrano positivamente ossessionati dal continuare coi loro tentativi di attacco nel Nord della Provincia di Hama, visto che solo poche ore fa i ricognitori siriani hanno confermato ai comandi della zona che si registrava intenso movimento di truppe e armi pesanti tra i villaggi di Kabr Naboudeh, Jabriyah e Al-Banah.
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sabato 7 novembre 2015
I Falchi di Assad pilotano aerei di 30 e 40 anni fa per salvare il proprio paese dalle orde takfire!
Quattro anni di guerra, seppure controinsurgenza a bassa e media intensità, hanno lasciato il loro segno sulla disponibilità e l'efficienza dei jet dell'Aviazione Siriana: oggigiorno la componente puramente tattica della SyAAF (MiG-23, Su-22, Su-24) non sarebbe sufficiente a venire incontro alle esigenze operative. I piloti di Damasco devono quindi usare gli intercettori MiG-21 e gli addestratori L-39 come bombardieri leggeri e interdittori.
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mercoledì 4 marzo 2015
Fajr Libya attacca con un MiG il terminal petrolifero di Sidra! Rappresaglia governativa contro l'aeroporto di Tripoli!!
Poco dopo l'annuncio della nomina del Generale Haftar quale nuovo Capo di SM dell'Esercito Libico la coalizione di milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia che occupa la parte occidentale del paese ha effettuato con uno dei pochi jet militari in suo possesso un tentativo di raid aereo contro l'importante terminal petrolifero di Sidra, già attaccato più volte nelle scorse settimane e una parte del quale era stata colpita da un devastante incendio.
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domenica 28 dicembre 2014
Giochiamo coi numeri! Confrontiamo le campagne aeree di Obama e di Assad!!
I dati di traffico ci mostrano un vostro alto e persistente interesse nella questione del jet F-16 giordano precipitato in Siria sulle posizioni dell'ISIS attorno a Raqqa; come sapete noi siamo qui per fornirvi LE INFORMAZONI CHE VOLETE e quindi cerchiamo di andare più a fondo nella questione e spiegarvi fatti e ramificazioni che stanno sotto al fatto di cronaca ma lo mettono in prospettiva e ne svelano i retroscena, i perché e i percome.
Una accurata ricerca di dati disponibili pubblicamente (niente robe 'top secret' per oggi) dimostra che, dall'inizio della sua 'campagna aerea contro il terrorismo' l'inquilino negro dela Casa Bianca ha fatto effettuare 300 attacchi aerei contro l'ISIS.
Al lettore 'laico' il numero TRECENTO può fare pensare a una quantità importante di bombardamenti a tappeto, tantopiù effettuati da quella forza poderosa che tutti (grazie a Hollywood) sanno possa essere messa in campo dall'USAF e dalla U.S. Navy.
Per mettere le cose in prospettiva aggiungiamo subit che NELLO STESSO LASSO DI TEMPO, l'Aeronautica di Damasco ha compiuto esattamente 2975 bombardamenti contro i terroristi dell'ISIS, di Al-Nusra e delle altre formazioni minori attive in Siria.
2975 contro 300.
Inoltre qualora si consideri che dei 300 attacchi aerei 'occidentali' in realtà l'80 per cento é stato subappaltato a Sauditi, Qatarioti, UAE, Giordani e altri 'alleati indigeni' (che spesso non li effettuano nemmeno, e se ci provano, come abbiamo visto, non se ne rivelano capaci) si capisce quanto lo sforzo americano contro l'ISIS sia roba da ridere, un'operazione meramente di facciata.
Quindi quando diciamo che l'offensiva Usa contro l'ISIS è stata un fallimento completo non lo diciamo "per partito preso", "perché siamo antiamericani/filoiraniani", ma solo e soltanto perché ci siamo presi la briga di informarci e di sapere le cose prima di parlarne.
Come mai allora il 'rateo d'attrito' é così diverso? Come mai l'Aviazione Siriana non ha perso 10 aerei, pur compiendo più di dieci volte il numero di attacchi fatti dalla coalizione filo-Usa, apparentemente contro lo stesso nemico??
Del resto solo una frazione degli aerei siriani sono pienamente moderni, gli altri sono modelli 'generazionali' mediamente obsolescenti, quando non proprio reliquie della Guerra Fredda (MiG-21, MiG-23, Su-22), oppure aerei da addestramento convertiti in bombardieri leggeri (L-39, Yak-130), certo non piattaforme ideali, o caccia intercettori adattati allo stesso ruolo (MiG-29).
In effetti l'unico aeroplano veramente adatto per il bombardamento in forza ai falchi di Assad é il Su-24 modernizzato e anche quello preferisce colpire da media-alta altitudine con armi stand-off come missili aria-terra e bombe guidate altamente sofisticate, Damasco avrebbe bisogno di un po' di "tank volanti" come il Su-25 per pattugliare e cannoneggiare ogni takfiro barbuto che si nasconde dietro un albero o un cespuglio, per evitare di lanciare un ordigno da 20000 Euro a ogni cammellaro in ciabatte.
Il segreto sta nella ricognizione accurata prima di ogni attacco: gli Usa devono accontentarsi di fotacce sgranate prese dai satelliti o da qualche drone, mentre i Siriani hanno eccellenti ricognitori a terra che parlano con la gente locale e si fanno dire esattamente dove abita il sedicente 'sceicco' ISIS in maniera che sia possibile colpirlo anche con un intercettore a corto raggio improvvisamente trasportato in interdittore ed equipaggiato magari con razziere smontate da un elicottero Hind.
Anche in questo caso la differenza la fa il 'Fattore Umano' che gli Usa tecnomani e innamorati dei loro 'gadget' scintillanti trascurano somarescamente di prendere in considerazioni eppure, accidenti, l'avranno mai letto Graham Greene? (Graham Greene, non un oscuro filosofo cinese del 13imo secolo!).
Una accurata ricerca di dati disponibili pubblicamente (niente robe 'top secret' per oggi) dimostra che, dall'inizio della sua 'campagna aerea contro il terrorismo' l'inquilino negro dela Casa Bianca ha fatto effettuare 300 attacchi aerei contro l'ISIS.
Al lettore 'laico' il numero TRECENTO può fare pensare a una quantità importante di bombardamenti a tappeto, tantopiù effettuati da quella forza poderosa che tutti (grazie a Hollywood) sanno possa essere messa in campo dall'USAF e dalla U.S. Navy.
Per mettere le cose in prospettiva aggiungiamo subit che NELLO STESSO LASSO DI TEMPO, l'Aeronautica di Damasco ha compiuto esattamente 2975 bombardamenti contro i terroristi dell'ISIS, di Al-Nusra e delle altre formazioni minori attive in Siria.
2975 contro 300.
Inoltre qualora si consideri che dei 300 attacchi aerei 'occidentali' in realtà l'80 per cento é stato subappaltato a Sauditi, Qatarioti, UAE, Giordani e altri 'alleati indigeni' (che spesso non li effettuano nemmeno, e se ci provano, come abbiamo visto, non se ne rivelano capaci) si capisce quanto lo sforzo americano contro l'ISIS sia roba da ridere, un'operazione meramente di facciata.
Quindi quando diciamo che l'offensiva Usa contro l'ISIS è stata un fallimento completo non lo diciamo "per partito preso", "perché siamo antiamericani/filoiraniani", ma solo e soltanto perché ci siamo presi la briga di informarci e di sapere le cose prima di parlarne.
Come mai allora il 'rateo d'attrito' é così diverso? Come mai l'Aviazione Siriana non ha perso 10 aerei, pur compiendo più di dieci volte il numero di attacchi fatti dalla coalizione filo-Usa, apparentemente contro lo stesso nemico??
Del resto solo una frazione degli aerei siriani sono pienamente moderni, gli altri sono modelli 'generazionali' mediamente obsolescenti, quando non proprio reliquie della Guerra Fredda (MiG-21, MiG-23, Su-22), oppure aerei da addestramento convertiti in bombardieri leggeri (L-39, Yak-130), certo non piattaforme ideali, o caccia intercettori adattati allo stesso ruolo (MiG-29).
In effetti l'unico aeroplano veramente adatto per il bombardamento in forza ai falchi di Assad é il Su-24 modernizzato e anche quello preferisce colpire da media-alta altitudine con armi stand-off come missili aria-terra e bombe guidate altamente sofisticate, Damasco avrebbe bisogno di un po' di "tank volanti" come il Su-25 per pattugliare e cannoneggiare ogni takfiro barbuto che si nasconde dietro un albero o un cespuglio, per evitare di lanciare un ordigno da 20000 Euro a ogni cammellaro in ciabatte.
Il segreto sta nella ricognizione accurata prima di ogni attacco: gli Usa devono accontentarsi di fotacce sgranate prese dai satelliti o da qualche drone, mentre i Siriani hanno eccellenti ricognitori a terra che parlano con la gente locale e si fanno dire esattamente dove abita il sedicente 'sceicco' ISIS in maniera che sia possibile colpirlo anche con un intercettore a corto raggio improvvisamente trasportato in interdittore ed equipaggiato magari con razziere smontate da un elicottero Hind.
Anche in questo caso la differenza la fa il 'Fattore Umano' che gli Usa tecnomani e innamorati dei loro 'gadget' scintillanti trascurano somarescamente di prendere in considerazioni eppure, accidenti, l'avranno mai letto Graham Greene? (Graham Greene, non un oscuro filosofo cinese del 13imo secolo!).
giovedì 4 settembre 2014
L'aviazione di Assad conduce 34 bombardamenti contro l'ISIS! Dozzine di jet scatenati contro i takfiri!!
Si intensifica a livelli poche volte raggiunti pure in tre anni di lotta anti-terrorista il ritmo della campagna aerea siriana contro i mercenari takfiri dell'ISIS nella parte nordorientale del paese (Province di Deir Ezzour e Raqqa).
In una serie di 'strike' di ampiezza e intensità crescente si sono visti i "falconi" di Assad avventarsi a ondate contro i più vari obiettivi nelle zone infestata dalla presenza wahabita, colpendo colonne di autoveicoli, pattuglie di guerriglieri a piedi, centri di comando e controllo, postazioni di comunicazione satellitare, depositi di armi e munizioni.
I MiG-23BN, i Su-22, i Su-24 e persino gli L-39 e i MiG-29 si sono avvicendati colpendo 7 bersagli a Mouhassan, 10 nei dintorni di Deir Ezzor, 1 obiettivo a Jubeileh, 4 a Abu Kamal, 6 ad Al-Mayadeen, 3 ad Al-Jarrah e infine altri tre a Sheikh Yassine.
Di tutti questi apparecchi i MiG-23 BN e i Su-24 sono le migliori piattaforme da attacco al suolo perché, con le loro ali a geometria completamente variabile, possono rallentare moltissimo (con le ali completamente estese a garantire loro la massima portanza) in fase di avvicinamento al bersaglio, per colpirlo con la massima precisione.
Subito dopo come efficacia vi sono gli L-39, piccolo apparecchio da addestramento che con le sue ali semi-dritte può a sua volta rallentare molto ma che può portare un carico bellico ridotto e il Su-22 che ha le estremità delle ali estendibili e può quindi rallentare ma non quanto i modelli precedenti.
Infine vi sono intercettori e 'dogfighter' puri come i MiG-29 e i gloriosi MiG-21 che, in caso di emergenza, possono anche venir trasformati in cacciabombardieri, ma che per le loro caratteristiche di volo spinte, pensate per il combattimento aria-aria, non saranno mai efficienti come gli aerei propriamente pensati per l'attacco al suolo.
In una serie di 'strike' di ampiezza e intensità crescente si sono visti i "falconi" di Assad avventarsi a ondate contro i più vari obiettivi nelle zone infestata dalla presenza wahabita, colpendo colonne di autoveicoli, pattuglie di guerriglieri a piedi, centri di comando e controllo, postazioni di comunicazione satellitare, depositi di armi e munizioni.
I MiG-23BN, i Su-22, i Su-24 e persino gli L-39 e i MiG-29 si sono avvicendati colpendo 7 bersagli a Mouhassan, 10 nei dintorni di Deir Ezzor, 1 obiettivo a Jubeileh, 4 a Abu Kamal, 6 ad Al-Mayadeen, 3 ad Al-Jarrah e infine altri tre a Sheikh Yassine.
Di tutti questi apparecchi i MiG-23 BN e i Su-24 sono le migliori piattaforme da attacco al suolo perché, con le loro ali a geometria completamente variabile, possono rallentare moltissimo (con le ali completamente estese a garantire loro la massima portanza) in fase di avvicinamento al bersaglio, per colpirlo con la massima precisione.
Subito dopo come efficacia vi sono gli L-39, piccolo apparecchio da addestramento che con le sue ali semi-dritte può a sua volta rallentare molto ma che può portare un carico bellico ridotto e il Su-22 che ha le estremità delle ali estendibili e può quindi rallentare ma non quanto i modelli precedenti.
Infine vi sono intercettori e 'dogfighter' puri come i MiG-29 e i gloriosi MiG-21 che, in caso di emergenza, possono anche venir trasformati in cacciabombardieri, ma che per le loro caratteristiche di volo spinte, pensate per il combattimento aria-aria, non saranno mai efficienti come gli aerei propriamente pensati per l'attacco al suolo.
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mercoledì 27 agosto 2014
Ecco come l'Esercito di Assad ha smontato ed evacuato l'intera base aerea di Tabka, menando per il naso i takfiri dell'ISIL!!
Quando si sa di fare bene il proprio lavoro le soddisfazioni sono all'ordine del giorno e si ha sempre la sicurezza che, contro ogni calunnia, maledicenza tendenziosa e offesa gratuita alla fine della fiera i fatti saranno sempre lì a darci ragione a dispetto di ogni tentativo, ignorante, ipocrita o interessato, di gettare fango sulle nostre persone e sulle nostre opere.
Riceviamo adesso dalle nostre fonti siriane il 'breakdown' delle operazioni di smantellamento ed evacuazione della Base Aerea di Tabka: "Pochi giorni prima dell'attacco alla base aerea di al-Tabqa, il comando dell'Esercito Arabo Siriano aveva inviato la 124.ma Brigata aeroportata della Guardia Repubblicana, che costruì un perimetro intorno alla base contro eventuali attentatori suicidi".
"Fatto ciò e presidiato il perimetro di sicurezza, quel che restava della Brigata aiutò i tecnici della base a smantellare tutte le apparecchiature radar e tutti i sistemi antiaerei, mentre elicotteri e jet, una volta terminate le incursioni programmate, vennero riforniti e spostati vero altri aerodromi".
"Velivoli da carico pesanti modello IL-76 atterrarono a Tabka e senza sosta caricarono personale, apparecchiature, munizioni, carburante e parti di ricambio fino a svuotare completamente la struttura di ogni bene o attrezzatura, nonché, chiaramente, di tutto il personale".
"A quel punto, dopo avere inferto perdite in eccesso di 450-500 unità ai miliziani takfiri che erano ancora bloccati dalle difese esterne del perimetro, nel corso di una sola notte tutti gli ultimi difensori vennero trasportati via: il costo in vite umane di questa operazione é stato di 11 martiri per le fila siriane".
UNDICI MORTI CONTRO CINQUECENTO.
Un plauso all'ignoto redattore del "Secolo XIX", quotidiano che l'altro giorno farneticava di 'cinquecento soldati di Assad morti nella battaglia vinta dall'ISIS'.
Cinquecento morti ci sono stati, é solo che erano dell'ISIS.
Riceviamo adesso dalle nostre fonti siriane il 'breakdown' delle operazioni di smantellamento ed evacuazione della Base Aerea di Tabka: "Pochi giorni prima dell'attacco alla base aerea di al-Tabqa, il comando dell'Esercito Arabo Siriano aveva inviato la 124.ma Brigata aeroportata della Guardia Repubblicana, che costruì un perimetro intorno alla base contro eventuali attentatori suicidi".
"Fatto ciò e presidiato il perimetro di sicurezza, quel che restava della Brigata aiutò i tecnici della base a smantellare tutte le apparecchiature radar e tutti i sistemi antiaerei, mentre elicotteri e jet, una volta terminate le incursioni programmate, vennero riforniti e spostati vero altri aerodromi".
"Velivoli da carico pesanti modello IL-76 atterrarono a Tabka e senza sosta caricarono personale, apparecchiature, munizioni, carburante e parti di ricambio fino a svuotare completamente la struttura di ogni bene o attrezzatura, nonché, chiaramente, di tutto il personale".
"A quel punto, dopo avere inferto perdite in eccesso di 450-500 unità ai miliziani takfiri che erano ancora bloccati dalle difese esterne del perimetro, nel corso di una sola notte tutti gli ultimi difensori vennero trasportati via: il costo in vite umane di questa operazione é stato di 11 martiri per le fila siriane".
UNDICI MORTI CONTRO CINQUECENTO.
Un plauso all'ignoto redattore del "Secolo XIX", quotidiano che l'altro giorno farneticava di 'cinquecento soldati di Assad morti nella battaglia vinta dall'ISIS'.
Cinquecento morti ci sono stati, é solo che erano dell'ISIS.
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domenica 24 agosto 2014
I terroristi di Obama sconfitti ancora una volta a Tabka! L'Esercito di Assad si prepara all'offensiva finale!!
Per la terza volta in pochi giorni gli straccioni del Daash/ISIL si sono fatti massacrare a centinaia tentando di attaccare la base aerea di Tabka nella provincia di Raqqa. Il motivo é semplicissimo. Obama, che sta venendo anticipato e superato a destra e a manca, vorrebbe fare apparire la situazione "d'emergenza" in maniera da poter giustificare un intervento unilaterale in Siria per tentare di ridurre o cancellare lo smacco subito esattamente un anno fa a opera di Vladimir Putin e della sua coraggiosissima decisione di dichiarare Damasco "off-limits" a qualunque opzione di attacco NATO.
Ma ormai l'equazione sul terreno é talmente cambiata a favore delle forze armate nazionali siriane che ogni tentativo di attacco alla munitissima posizione non fa che accelerare il ritmo di perdite dei takfiri del Daash e facilitare ulteriormente il prossimo compito dell'Esercito di Damasco che presto sarà impegnato in una vasta offensiva per riprendere definitivamente il controllo di una zona dove barbuti wahabiti sono stati fin troppo liberi di scorrazzare.
Ovviamente non vi era un'opzione alternativa: le forze militari siriane erano limitate e tentare di difendere ogni provincia della nazione non era una possibilità praticabile: "Chi vuol difendere tutto non difende niente", come diceva Federico il Grande e la zona popolata e fortemente industrializzata delle grandi città da Damasco fino a Latakia ed Aleppo aveva la priorità su regioni periferiche come quelle di Deir Ezzour e Raqqa.
Ma ormai il tempo della resa dei conti é vicino anche per queste zone.
Ovviamente non vi era un'opzione alternativa: le forze militari siriane erano limitate e tentare di difendere ogni provincia della nazione non era una possibilità praticabile: "Chi vuol difendere tutto non difende niente", come diceva Federico il Grande e la zona popolata e fortemente industrializzata delle grandi città da Damasco fino a Latakia ed Aleppo aveva la priorità su regioni periferiche come quelle di Deir Ezzour e Raqqa.
Ma ormai il tempo della resa dei conti é vicino anche per queste zone.
martedì 17 giugno 2014
L'aviazione di Assad continua a martellare le posizioni dell'ISIL tanto in Siria quanto in Irak, col benestare di Al-Maliki!!
Secondo quanto riportato dai siti-web "Al-Alam" e "Syrian Perspective" nel corso delle ultime trentasei ore numerosi 'strike package' dell'Aviazione Siriana si sarebbero avvicendati in una serie di bombardamenti su posizioni dell'ISIL tanto al di qua quanto al di là del confine siro-irakeno. Le missioni di bombardamento in Irak, concordate con le autorità di Bagdad, si sarebbero rivelate fondamentali per disgregare del tutto la solidità dei gruppi terroristici wahabiti, spianando la strada all'avanzata delle forze governative e delle milizie popolari.
Notizie su interventi aerei della Siria in territorio irakeno si erano già diffuse poco dopo che il Presidente Assad si era dichiarato pronto ad aiutare il paese vicino "in ogni modo" nella sua lotta contro gli estremisti takfiri dell'ISIL/Daash. Adesso però l'azione siriana in Irak sarebbe inquadrata in una cornice di cooperazione attiva tra i due paesi con l'Irak che ha promesso di pagare a Damasco carburante, manutenzione e munizioni per ogni intervento sul suo territorio e ufficiali dell'Esercito di Bagdad messi in grado di poter richiedere direttamente l'intervento dei jet siriani sugli obiettivi a loro giudizio più importanti.
Secondo fonti governative irakene nelle aree liberate dalla presenza terroristica sarebbero stati rinvenuti cadaveri di personale militare saudita, hardware satellitare e altri equipaggiamenti collegabili alle monarchie sunnite conservatrici del PGCC e, soprattutto centinaia di memorie flash per computer che proverebbero oltre ogni ragionevole dubbio il coinvolgimento di Riyadh ma anche del Kuwait e di altri stati regionali nel sostegno ai fondamentalisti mercenari.
Notizie su interventi aerei della Siria in territorio irakeno si erano già diffuse poco dopo che il Presidente Assad si era dichiarato pronto ad aiutare il paese vicino "in ogni modo" nella sua lotta contro gli estremisti takfiri dell'ISIL/Daash. Adesso però l'azione siriana in Irak sarebbe inquadrata in una cornice di cooperazione attiva tra i due paesi con l'Irak che ha promesso di pagare a Damasco carburante, manutenzione e munizioni per ogni intervento sul suo territorio e ufficiali dell'Esercito di Bagdad messi in grado di poter richiedere direttamente l'intervento dei jet siriani sugli obiettivi a loro giudizio più importanti.
Secondo fonti governative irakene nelle aree liberate dalla presenza terroristica sarebbero stati rinvenuti cadaveri di personale militare saudita, hardware satellitare e altri equipaggiamenti collegabili alle monarchie sunnite conservatrici del PGCC e, soprattutto centinaia di memorie flash per computer che proverebbero oltre ogni ragionevole dubbio il coinvolgimento di Riyadh ma anche del Kuwait e di altri stati regionali nel sostegno ai fondamentalisti mercenari.
mercoledì 11 giugno 2014
Haftar dichiara una "tregua" nel periodo delle elezioni parlamentari fissate in Libia per il 25 giugno: diverse interpretazioni!
Khalifa Belqasim Haftar il 'generale ribelle', Ex-capo di SM di Gheddafi, avrebbe acconsentito a interrompere le proprie operazioni anti-milizie (per ora concentrate in Cirenaica contro i gruppi di 'Ansar al-Sharia' e le 'Brigate 17 Febbraio') in occasione dell'appuntamento elettorale del 25 giugno.
La decisione é arrivata dopo che il Parlamento di Tripoli ha deciso di autosciogliersi sotto la pressione di un'opinione pubblica sempre più scontenta dei minuetti di palazzo che avevano visto un ennesimo cambio di Premier con la nomina di Ahmed Mitlig, risultato da subito impopolare e impresentabile.
Alcuni commentatori vedono in questa decisione una dichiarazione di debolezza, insinuando che l'ultimo attacco di Ansar al-Sharia contro le posizioni del Generale e dei reparti con lui schierati, avvenuto lo scorso 2 giugno, per quanto respinto, abbia inflitto più perdite ai suoi assetti di quanto inizialmente apparso, portandolo a più miti consigli nel breve periodo mentre attende eventuali rinforzi dall'Egitto.
Altri osservatori, au contraire, segnalano che proprio il "passo indietro" di Mitlig, da subito schieratosi contro Haftar, e l'autoscioglimento delle Istituzioni libiche, segnalano come fin qua l'operato di Haftar abbia raggiunto i suoi obiettivi immediati, proiettando lui e i suoi seguaci al centro della scena politico-militare libica e forzando un cambiamento (lo scioglimento della Camera e la chiamata alle urne) che altrimenti difficilmente si sarebbe verificato.
Noi continuiamo a fare la cronaca degli eventi verificati sul campo, senza facili entusiasmi, faziosità o partigianerie.
La decisione é arrivata dopo che il Parlamento di Tripoli ha deciso di autosciogliersi sotto la pressione di un'opinione pubblica sempre più scontenta dei minuetti di palazzo che avevano visto un ennesimo cambio di Premier con la nomina di Ahmed Mitlig, risultato da subito impopolare e impresentabile.
Alcuni commentatori vedono in questa decisione una dichiarazione di debolezza, insinuando che l'ultimo attacco di Ansar al-Sharia contro le posizioni del Generale e dei reparti con lui schierati, avvenuto lo scorso 2 giugno, per quanto respinto, abbia inflitto più perdite ai suoi assetti di quanto inizialmente apparso, portandolo a più miti consigli nel breve periodo mentre attende eventuali rinforzi dall'Egitto.
Altri osservatori, au contraire, segnalano che proprio il "passo indietro" di Mitlig, da subito schieratosi contro Haftar, e l'autoscioglimento delle Istituzioni libiche, segnalano come fin qua l'operato di Haftar abbia raggiunto i suoi obiettivi immediati, proiettando lui e i suoi seguaci al centro della scena politico-militare libica e forzando un cambiamento (lo scioglimento della Camera e la chiamata alle urne) che altrimenti difficilmente si sarebbe verificato.
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giovedì 5 giugno 2014
Il Generale Haftar, sano e salvo, annuncia "dure risposte" contro i mandanti dell'autobomba di ieri!
Apparendo in diretta davanti alle telecamere della rete TV "Al Oula" il Generale Khalifa Haftar, leader del movimento militare anti-milizie che ha dichiarato guerra in Cirenaica agli uomini e alle strutture di 'Ansar al-Sharia' ha proclamato che 'gravi conseguenze' colpiranno i mandanti dell'autobomba lanciata ieri contro il suo convoglio automobilistico.
"Sto bene, le mie guardie del corpo (tre delle quali sono morte nell'attacco) mi hanno salvato. Vi saranno forti e dure risposte contro chi ha attentato alla mia vita".
Sono ormai venti giorni che le truppe fedeli ad Haftar combattono in Cirenaica contro gli uomini della milizia islamista finanziata da Erdogan e dagli Emiri del Qatar; intanto, a Tripoli, il nuovo Premier Ahmed Mittig ha visto il suo ufficio di presidenza preso a colpi di razzo da ignoti attentatori, senza tuttavia che l'attacco risultassi in vittime o feriti.
"Sto bene, le mie guardie del corpo (tre delle quali sono morte nell'attacco) mi hanno salvato. Vi saranno forti e dure risposte contro chi ha attentato alla mia vita".
Sono ormai venti giorni che le truppe fedeli ad Haftar combattono in Cirenaica contro gli uomini della milizia islamista finanziata da Erdogan e dagli Emiri del Qatar; intanto, a Tripoli, il nuovo Premier Ahmed Mittig ha visto il suo ufficio di presidenza preso a colpi di razzo da ignoti attentatori, senza tuttavia che l'attacco risultassi in vittime o feriti.
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mercoledì 4 giugno 2014
Attentato islamista contro il Generale Haftar: tre uomini della scorta si sacrificano per salvarlo!
E' di tre guardie del corpo decedute il bilancio dell'attentato esplosivo che meno di tre quarti d'ora fa ha colpito l'automobile dove si trovava il Generale libico Belqasim Haftar, impegnato in una dura lotta nell'Est del paese contro la potente milizia di Ansar al-Sharia.
Questa notizia di cui PALAESTINA FELIX é ORGOGLIOSO di reclamare L'ASSOLUTA ESCLUSIVA dimostra come il movimento guidato dall'Ex-capo di SM libico degli anni '80 stia realmente minacciando il regime di predominio delle bande armate islamiche finanziate da Ankara e Doha.
Pubblicheremo ogni genere di aggiornamento sulla situazione libica che riusciremo a raccogliere: per ora sembra che Haftar abbia evitato qualunque conseguenza: l'attacco sarebbe avvenuto in Cirenaica, vicino alla città di Bengasi nei cui dintorni le forze a lui fedeli stanno continuando a ingaggiare battaglia contro gli estremisti.
Questa notizia di cui PALAESTINA FELIX é ORGOGLIOSO di reclamare L'ASSOLUTA ESCLUSIVA dimostra come il movimento guidato dall'Ex-capo di SM libico degli anni '80 stia realmente minacciando il regime di predominio delle bande armate islamiche finanziate da Ankara e Doha.
Pubblicheremo ogni genere di aggiornamento sulla situazione libica che riusciremo a raccogliere: per ora sembra che Haftar abbia evitato qualunque conseguenza: l'attacco sarebbe avvenuto in Cirenaica, vicino alla città di Bengasi nei cui dintorni le forze a lui fedeli stanno continuando a ingaggiare battaglia contro gli estremisti.
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lunedì 2 giugno 2014
Continuano in Libia le operazioni anti-milizie delle forze di Haftar! Attacco con elicotteri intorno a Bengasi!
Questi brevi video appena pubblicati sulla piattaforma YouTube mostrano almeno un Mi-35 (versione da esportazione del Mi-24) dei reparti fedeli al Generale Haftar compiere un raid con lanciarazzi su posizioni delle milizie islamiste intorno a Bengasi. A diversi giorni dal "Pronunciamiento" dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, sulla cui colorita biografia rimandiamo i lettori a questo nostro precedente articolo,
sembra che, al contrario di quanto successo in passato, questa volta vi sia un consenso e una determinazione dietro le sue azioni che potrebbero rivelarsi decisivi.
Reparti di aviazione ed elicotteristici rappresentano una sorta di "elite" nelle forze armate di un Paese in Via di Sviluppo, specie in uno il cui Esercito Regolare abbia passato i travagli di quello libico dal 2011 a oggi; che Haftar sia riuscito a mobilitarli a suo fianco e che essi riescano a operare con una certa regolarità (vedi anche il recente bombardamento con MiG-21 di pochi giorni orsono) dimostra che il suo non é precisamente un 'fuoco di paglia'.
I prossimi giorni ci diranno se le forze del Generale sapranno mantenere questo passo operativo e sottrarre via via terreno, consenso e posizioni alle milizie o se, al contrario, la Libia dovrà restare ancora in mano a gruppi islamisti a libro paga di Ankara e Doha.
I prossimi giorni ci diranno se le forze del Generale sapranno mantenere questo passo operativo e sottrarre via via terreno, consenso e posizioni alle milizie o se, al contrario, la Libia dovrà restare ancora in mano a gruppi islamisti a libro paga di Ankara e Doha.
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giovedì 29 maggio 2014
Le forze del generale Haftar continuano a colpire le milizie islamiste attorno a Bengasi!!
Cacciabombardieri MiG-21 fedeli all'Ex-capo di SM Generale Khalifa Haftar hanno ripreso i "raid" contro le infrastrutture della milizia islamista "17 Febbraio" attorno al capoluogo di Cirenaica, Bengasi. Secondo i rapporti rilasciati "Gli attacchi sono stati portati con missili aria superficie che hanno distrutto i loro bersagli scatenando incendi i cui fumi si sono stagliati a lungo contro il cielo".
L'attacco é stato confermato da un portavoce islamista di noe Ahmed Jazaoui. Non è tuttavia chiaro quanti morti e feriti siano stati inflitti alle truppe della milizia. Intanto anche in Tripolitania continuano le operazioni di gruppi che se non direttamente quantomeno si ispirano alla figura del Generale e al suo messaggio anti-milizie. Squadre armate hanno attaccato truppe del Ministero dell'Interno che dovevano proteggere le riunioni del Governo.
Il 'Governo' libico, che svolge una funzione puramente rappresentativa, ha recentemente nominato un nuovo premieri, Ahmed Mitlig, che ha preso posizione contro Haftar e il suo tentativo di ristabilire un controllo effettivo del paese neutralizzando le milizie estremiste.
L'attacco é stato confermato da un portavoce islamista di noe Ahmed Jazaoui. Non è tuttavia chiaro quanti morti e feriti siano stati inflitti alle truppe della milizia. Intanto anche in Tripolitania continuano le operazioni di gruppi che se non direttamente quantomeno si ispirano alla figura del Generale e al suo messaggio anti-milizie. Squadre armate hanno attaccato truppe del Ministero dell'Interno che dovevano proteggere le riunioni del Governo.
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