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domenica 20 maggio 2018

Nel 2017 le esportazioni russe di armi sono cresciute, nonostante le ridicole 'sanzioni' americane!

Le esportazioni di armi da parte della Federazione Russa nel corso del 2017 hanno portato nelle sue casse oltre 12 miliardi di euro, mentre nel 2016 la cifra si era fermata prima dei 12 miliardi; lo ha dichiarato Sergei Chemezov, AD di Rostec, presentando al Presidente Putin un rapporto sul bilancio annuale della compagnia.

Le 'sanzioni americane' non hanno avuto effetto, grazie all'ansia di numerosi paesi di dotarsi dei sistemi d'arma che tanto successo hanno avuto in Irak come in Siria nel distruggere l'ISIS e riportare la pace in zone fino a pochi mesi fa preda di instabilità e terrorismo.

giovedì 11 maggio 2017

"L'arsenale? VAVAVUMA!!!!" I soliti 'takfiri pasticcioni' saltano per aria con un loro stesso deposito di munizioni a Deir Ezzour!

A quanto riportato dall'agenzia stampa Xinhua nella porzione di Deir Ezzour occupata dai Takfiri dell'ISIS ben quindici edifici sono stati letteralmente "spianati" dalla violentissima detonazione che ha praticamente cancellato uno dei più grandi arsenali del gruppo takfiro.

Di solito quando accadono simili eventi ne ridiamo e parliamo di 'terroristi pasticcioni', ma in questo caso, vista l'estensione di zona devastata e la mancanza di un chiaro bilancio di eventuali vittime civili preferiamo rimandare lazzi e prese in giro agli scimmioni e maiali del 'Daash' a un secondo momento.

domenica 21 dicembre 2014

Forze irakene respingono un attacco dell'ISIS alla cittadina sunnita di Al-Bagdadi!

Una fonte irakena subito confermata e ripresa dall'agenzia stampa cinese Xinhua ha riportato che nella gionrata di ieri forze armate irakene e miliziani tribali sunniti hanno difeso con successo la cittadina di Al-Bagdadi (200 Km a Nordovest della capitale) nella Provincia di Anbar da un intenso attacco dei terroristi dell'ISIS.

Il fatto che i sunniti, un tempo se non proprio alleati certamente non ostili ai gruppi estremisti takfiri, siano ormai da mesi saldamente schierati a fianco delle truppe e delle forze di sicurezza di Bagdad rappresenta un importante sviluppo della situazione interna irakena, come dimostra anche il programmato viaggio in Iran di leader tribali proprio dell'Anbar che chiederanno di ricevere armi e strumenti adeguati alla difesa delle loro comunità.

La cittadina di Al-Bagdadi é sottoposta a intermittenti attacchi dell'ISIS ormai da settimane, ma é sempre riuscita a respingerli, infliggendo agli aggressori gravi perdite. Nei combattimenti, purtroppo, ha perso la vita un ufficiale delle forze speciali irakene.

mercoledì 20 febbraio 2013

Scontro armato tra pastori Mesiria sudanesi e Lou Nuer nell'Abyei occidentale, continuano le provocazioni di Salva Kiir!

Secondo quanto riportato dall'Agence France Presse "molti morti" sarebbero stati causati da scontri armati tra pastori nomadi Mesiria di nazionalità sudanese e Lou Nuer provenienti dal Sud-Sudan e sconfinati nella Abyei occidentale. L'agenzia francese, però, non avrebbe chiarito la dinamica degli scontri o fatto un bilancio preciso delle perdite.

Altra professionalità quella mostrata dai loro colleghi cinesi della Xinhua, che hanno riportato la morte di 66 miliziani sud-sudanesi del cosiddetto 'SPLM' (un movimento di terroristi foraggiato da Juba) caduti nella trappola tesa loro dalle truppe regolari di Kharthoum nella giornata di avantieri. Altri 70 miliziani dell'SPLM sarebbero rimasti feriti nell'agguato, e sarebbero fuggiti oltreconfine verso il villaggio di Bong per ricevere cure e protezione dalle autorità sud-sudanesi.
La dinamica dei fatti é stata confermata anche dal portavoce dell'Esercito sudanese Al-Sawarmy Khalid.

Nonostante i tentativi del Presidente Omar al-Bashir di addivenire a una composizione delle vertenze con il Sud-Sudan e al sostegno offerto dall'Etiopia e dall'Unione Africana a tali sforzi, il confine tra Sudan e Sud-Sudan si é infiammato a causa delle continue provocazioni armate che, almeno a livello ufficioso, sono approvate e sostenute dal Governo di Juba.

lunedì 18 febbraio 2013

I briganti e assassini agli ordini di Salva Kiir uccidono sei pastori sudanesi e rubano 800 bovini!

Più volte nel recente passato abbiamo denunciato come il cosiddetto "esercito" del Sud-Sudan sia in realtà composto da ex-predoni e briganti dello stesso tipo di quelli che vennero usati da Salva Kiir (adesso 'Presidente' di Juba per meriti filosionisti e imperialisti) per spargere la violenza e la sedizione nella zona del Sudan più ricca di petrolio e acqua, la stessa che faceva gola a Washington e a Tel Aviv.

Adesso un'ulteriore prova di ciò ci viene fornita da quanto accaduto ad Abu Quroun dove 'militari' del Sud-Sudan hanno teso un'imboscata a una tribù di pastori Mesiria, uccidendo sei uomini e dandosi quindi alla fuga con ben ottocento capi di bestiame che i loro padroni legittimi stavano conducendo a transumare.

La notizia, confermata anche dall'agenzia stampa cinese Xinhua, dimostra come le 'vecchie abitudini' siano tutt'altro che dimenticate tra i pretoriani di Salva Kiir, che solo pochi mesi fa sono stati respinti con gravi perdite dalla regione di Heglig, che avevano cercato di occupare 'manu militari' per sottrarla al controllo delle autorità di Khartoum.
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venerdì 16 marzo 2012

Studenti giordani manifestano all'Università di Amman per chiedere l'espulsione dell'ambasciatore sionista!


L'agenzia stampa della Repubblica Popolare Cinese, la Xinhua, ha riportato la notizia che un paio di migliaia di studenti universitari giordani dell'ateneo di Amman si sono radunati ieri in un sit-in presso il campus per chiedere l'immediata chiusura delle relazioni diplomatiche con il regime sionista di occupazione e l'espulsione dell'ambasciatore di Tel Aviv. Richiesta che regolarmente riemerge nelle frequenti manifestazioni che hanno scosso il regno ascemita nell'ultimo anno, per reazione al malgoverno e come effetto delle proteste della 'Primavera Araba' negli altri paesi della regione, la richiesta di chiusura dell'ambasciata sionista é stata ieri reiterata a causa dei continui attacchi aerei alla Striscia di Gaza.

Gli studenti hanno chiesto al Re Abdallah II di denunciare il disgraziato 'Trattato di Wadi Araba', firmato nel 1994, con il quale il suo predecessore Hussein riconosceva il regime ebraico e hanno invitato l'Egitto ad aprire del tutto il varco di confine di Rafah ponendo unilateralmente fine al blocco sionista del ghetto palestinese assediato. I giovani giordani hanno così echeggiato richieste e inviti simili arrivate in questi ultimi giorni dalla Cina, dall'Iran, dalla Turchia e dal Segretariato Generale della Lega Araba.

All'inizio della settimana sembrava che Israele, piegato dalla incessante rappresaglia palestinese che non ha interrotto per un solo istante la risposta militare a base di razzi e colpi di mortaio, fosse disposto ad accettare la proposta di tregua offerta dall'Egitto, ma, meno di 24 ore dopo, gli attacchi militari contro l'enclave palestinese costiera sono ripresi, anche se finora senza vittime; la Resistenza di Gaza ha annunciato di avere preso atto della fallacia dell'impegno sionista per la tregua e di essere pronta a riprendere le proprie risposte militari.
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lunedì 3 ottobre 2011

Ramadan Abdullah, leader della Jihad Islamica, interviene alla Conferenza sull'Intifada in corso a Teheran!


Il leader del Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, il celebre economista Ramadan Abdullah (già docente a Tampa e all'Università della Florida del Sud), presente a Teheran per i lavori della Quinta Conferenza internazionale sull'Intifada Palestinese, ha dichiarato che il cammino della Lotta e della Resistenza non ha alternative e rappresenta l'unica strada che i Palestinesi possano percorrere per ristabilire i loro Diritti inalienabili; la notizia é stata riportata dal canale iraniano di lingua inglese PressTV e dall'agenzia stampa ufficiale della Repubblica popolare cinese, Xinhua.

Abdullah nel corso del suo intervento si é rivolto al Presidente 'de facto' dell'Anp (col mandato scaduto da due anni e nove mesi), Mahmud Abbas, affinché interrompa una volta per tutte la pretesa di 'negoziati' con l'occupazione sionista, notando che più tale infingimento viene protratto più a lungo si fornisce a Tel Aviv un paravento dietro il quale continuare indisturbata le sue operazioni di insediamento illegale, colonizzazione e giudeizzazione forzata di terra palestinese.

Nella giornata precedente era toccato alla Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei prendere la parola alla Conferenza, con un intervento nel quale era stata duramente condannata ed esposta come chimerica e strumentale ai soli interessi sionisti la cosiddetta 'Soluzione a Due Stati' la cui accettazione si risolverebbe in un implicito riconoscimento della 'legittimità' dell'occupazione sionista delle terre palestinesi violate con la 'Nakba' del 1948 e col conseguente olocausto di migliaia di villaggi e cittadine arabe; distrutte dalle milizie ebraiche con stragi e massacri che fecero impallidire quelle compiute in Europa dalle SS naziste solo pochi anni prima.

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martedì 20 settembre 2011

Le proteste in Yemen fanno chiudere l'aeroporto di Sanaa, mentre la Guardia repubblicana bombarda con razzi la Prima Divisione Corazzata!


Lo Yemen ormai é a un passo dalla guerra civile; mentre proseguono senza interruzione le proteste che hanno ormai paralizzato il paese arrivano da più parti notizie di scontri armati tra unità dell'esercito rimaste fedeli al dittatore Ali Abdullah Saleh e altre forze passate invece a sostenere le ragioni dell'opposizione che chiede sue immediate dimissioni e una rapida transizione verso la democrazia dopo quasi trentun anni di regime autoritario.

Nelle ultime ore sembra che almeno quattro voli internazionali siano stati dirottati dall'hub della capitale verso l'aeroporto della città di Aden, nel Sud del paese; la notizia é stata diffusa dall'agenzia statunitense Associated Press, che ha citato come fonte un 'funzionario governativo che ha parlato in condizione di anonimato'; inoltre nella giornata di ieri sembra che manifestanti disarmati e militari passati con l'opposizione abbiano preso il controllo di avamposti della Guardia repubblicana, corpo di 'pretoriani' del regime comandati dal figlio del dittatore Ahmed Saleh.

E sarebbero proprio gli uomini della Guardia repubblicana i responsabili del massacro di 35 dimostranti avvenuto nel week-end e del bombardamento con razzi da 122 millimetri che ieri avrebbe colpito la base della Prima Divisione Corazzata, la formazione comandata dal Maggior Generale Ali Mohsen al-Ahmar (foto sopra) che da lungo tempo é passata con l'opposizione. Secondo l'agenzia ufficiale cinese Xinhua l'installazione militare, situata poco a Nord della capitale, sarebbe stata colpita da numerosi razzi caduti tutti nella sua parte meridionale e si lamenterebbero diverse vittime.

La Xinhua ha citato come fonte un Colonnello dell'esercito, senza specificarne il nome.
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domenica 18 settembre 2011

Ladri di terra, di acqua, di risorse! Si moltiplicano angherie e vessazioni sioniste contro i Palestinesi dei territori occupati


L'Autorità nazionale palestinese, egemonizzata in Cisgiordania dalla fazione Fatah, ha accusato il regime dell'Occupazione di avere iniziato operazioni di furto e sfruttamento di un giacimento di petrolio greggio e gas naturale vicino a Ramallah, a esclusivo beneficio dell'entità sionista, configurando un vero e proprio latrocinio di risorse naturali che dovrebbero venire sfruttate prima di tutto a favore degli abitanti della zona.

La denuncia, subito ripresa dall'agenzia stampa ufficiale della Repubblica popolare cinese, la Xinhua, puntualizza come tale operazione si inquadri in un progetto generalizzato di sottrazione e sfruttamento doloso di risorse idriche, agricole, minerarie e del suolo che defrauda i cittadini Palestinesi come e peggio le popolazioni sottoposte a dominio coloniale europeo venivano defraudate delle loro ricchezze naturali nei secoli passati.

Come se non bastasse, tali operazioni costituiscono una sfacciata e flagrante violazione dei cosiddetti "Accordi di Oslo", confermando una volta di più (se mai ce ne fosse stato alcun bisogno) che per il regime ebraico tali 'accordi' non hanno rappresentato altro se non un comodo paravento dietro il quale continuare impunemente le proprie politiche di colonizzazione, sfruttamento, occupazione illegale e giudeizzazione forzata dei territori palestinesi.

Interrogati a proposito di questo furto, rappresentanti dell'Occupazione sionista hanno cercato di giustificarlo citando l'interruzione del flusso di metano a prezzo super-scontato che, negli anni precedenti, raggiungeva Israele dall'Egitto sottoposto al giogo del dittatore Mubarak. Come ricorderanno bene in nostri lettori la 'svendita' a prezzi del tutto irragionevoli di enormi quantità di metano egiziano (con il fitto sottobosco di corruttela che ne stava alla base) costituisce uno dei principali capi di imposizione per l'ex-'Faraone' e i suoi due figli Alaa e Gamal. Privato del metano rubato agli Egiziani ora lo stato dell'Apartheid vuole rubarlo ai Palestinesi!
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lunedì 15 agosto 2011

I parlamentari giordani: "Espelliamo l'ambasciatore sionista e tronchiamo ogni rapporto col regime di Tel Aviv!"


Con un memorandum firmato e presentato al Presidente della camera bassa del Parlamento, Feysal Fayez, tredici deputati giordani hanno richiesto che, in risposta all'annunciato ampliamento delle colonie ebraiche illegali a Gerusalemme Est, il regno ascemita espella tutto il personale diplomatico sionista dalla capitale Amman e interrompa definitivamente ogni relazione ufficiale con lo Stato ebraico. La notizia é stata riportata dall'Agenzia stampa ufficiale della Repubblica Popolare Cinese, la Xinhua.

La Giordania, insieme all'Egitto, sarebbe l'unico paese arabo a intrattenere relazioni diplomatiche ufficiali con Tel Aviv; mentre il Cairo aveva permesso l'apertura di un'ambasciata israeliana sul suo territorio in conseguenza dell'umiliante "accordo di pace" di Camp David (in cui si forfettava la sovranità sul Sinai, si subordinavano gli interessi egiziani ai diktat 'sionisti', si svendevano decenni di orgoglio nazionale per un piatto di minestra servito da Washington sotto forma di 'aiuti'), il predecessore del reuccio Abdullah, il nanerottolo Hussein, accettò di ospitare un'ambasciata israeliana nel 1994, quando, sull'onda degli illusori 'Accordi di Oslo' sembrava che la via della collaborazione con Israele, dell'accettazione supina della sua occupazione della Palestina, avesse definitivamente soppiantato quella della Resistenza e della sfida all'arroganza sionista.

Da diversi mesi, da quando sull'onda delle proteste e dei movimenti della "Primavera Araba" anche il popolo giordano ha iniziato a chiedere profonde riforme della maniera paternalistica e autoritaria con cui la corte ascemita amministra il paese, sempre più spesso e sempre con maggior forza si ripetono anche gli appelli alla definitiva interruzione dei rapporti con Israele, che la maggior parte della popolazione non vuole riconoscere o accettare.
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martedì 19 luglio 2011

La Giordania protesta contro la brutale repressione voluta dal reuccio Abdallah!


Sit-in, cortei e manifestazioni di protesta non si sono arrestate dal giorno in cui, fidando sulla complicità ipocrita di Usa e Israele e sulla distrazione cronica degli altri stati dell'occidente, il piccolo re Abdallah, sovrano del regno ascemita di Giordania, ha cercato di disperdere con la brutalità poliziesca i dimostranti che si dirigevano dalla Moschea di Hussein verso il Municipio della capitale.

In particolare, visto l'accanirsi della sbirraglia reale contro reporter e giornalisti, é stata netta e senza mezze misure la condanna di Tareq Momani, dell'Associazione Stampa Giordana, che ha riportato numerosi casi di fratture e ferite tra i giornalisti aggrediti e ha annunciato una prossima raffica di denunce nei confronti di esecutori materiali e responsabili morali delle brutalità poliziesche, denunce che potrebbero non risparmiare nemmeno dignitari e cortigiani della cerchia di Abdallah.

Secondo l'agenzia di stampa cinese Xinhua raduni di cittadini sono in atto in tutto il paese, contrassegnati da slogan che chiedono le dimissioni dell'attuale Governo, riforme economiche e più ampie garanzie democratiche per i cittadini, oltre la cessazione totale e immediata di qualunque forma di cooperazione e riconoscimento dello Stato sionista.
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sabato 11 giugno 2011

La Jihad Islamica cattura una "talpa" del Mossad nella Striscia di Gaza e la consegna alle forze di Hamas!


Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina ha annunciato poche ore fa di avere catturato una spia collaborazionista nel sud della Striscia di Gaza e di averla prontamente consegnata alle forze di sicurezza di Hamas, in quanto legali tutrici dell'ordine nell'enclave assediata da Israele. L'agente israeliano sarebbe corresponsabile dell'omicidio di ben sedici membri delle forze di resistenza palestinesi, le cui identità e i cui spostamenti il traditore avrebbe puntualmente comunicato agli assassini sionisti.

L'agenzia di stampa cinese Xinhua ha confermato i comunicati della Jihad Islamica secondo i quali l'identificazione della 'talpa' avrebbe impegnato per mesi i migliori esperti di controspionaggio di Gaza. Sempre da fonte cinese arriva la notizia che, mentre gli israeliani perdevano una delle loro pedine principali a Gaza la loro macchina repressiva metteva a segno il rapimento di altri sette membri o simpatizzanti della Resistenza in Cisgiordania, dove, dopo la sigla del protocollo cairota di riconciliazione tra Hamas e Fatah la fazione di Mahmud Abbas ha interrotto le sue retate.

In mano agli israeliani i prigionieri palestinesi subiscono sistematicamente abusi e torture, pienamente appoggiati e legalizzate nel regime sionista, che con sfacciataggine spudorata le chiama "moderate pressioni fisiche".

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