Sapevamo che l'ammissione della Palestina all'UNESCO avrebbe rappresentato un'ottima occasione per muovere precisi e profondi colpi contro la macchina dell'Apartheid sionista, grazie alla possibilità di riconoscere ufficialmente, in un consesso internazionale, la millenaria storia e cultura del popolo legittimo abitante della terra temporaneamente occupata dal fittizio regime di Tel Aviv, fatto di immigrati illegali paracadutati da New York, da Londra, dall'Australia e da altre esotiche località che nessun collegamento di lingua o di retaggio lega alla Palestina.
Visualizzazione post con etichetta Unesco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Unesco. Mostra tutti i post
venerdì 7 luglio 2017
All'UNESCO passa la risoluzione che dichiara Al-Khalil "Patrimonio Storico e Culturale Palestinese"!!
mercoledì 3 maggio 2017
All'UNESCO la sfida è finita ! MONDO LIBERO 22 - SERVI DI SION 10!
ELENCO DEI VERMI SENZA SPINA DORSALE CHE HANNO CERCATO DI NEGARE L'EVIDENZA DELLA NATURA ARABA DI Al-QUDS!
Stati Uniti (metastasizzati di cancro sionista in ogni fibra)
Gran Bretagna (Brexit o non Brexit, Albione é sempre una filiale di Sion, dalla city al tottenham)
Grecia (oltre ad aver svenduto il paese, Tsipras gli ha anche prostituito la dignità)
Germania (un ex-grande paese, ormai svilito a postribolo a sei punte)
Lituania (un cesso chimico affacciato sul Baltico)
Ucraina (i famosi 'nazisti', si appecorano verso Tel Aviv)
Olanda (i paesi 'bassi' cadono sempre più in basso)
Togo (vabbé, fa già ridere così)
Italia (ah serva Italia, di dolore ostello...)
Stati Uniti (metastasizzati di cancro sionista in ogni fibra)
Gran Bretagna (Brexit o non Brexit, Albione é sempre una filiale di Sion, dalla city al tottenham)
Grecia (oltre ad aver svenduto il paese, Tsipras gli ha anche prostituito la dignità)
Germania (un ex-grande paese, ormai svilito a postribolo a sei punte)
Lituania (un cesso chimico affacciato sul Baltico)
Ucraina (i famosi 'nazisti', si appecorano verso Tel Aviv)
Olanda (i paesi 'bassi' cadono sempre più in basso)
Togo (vabbé, fa già ridere così)
Italia (ah serva Italia, di dolore ostello...)
Etichette:
Al-Quds,
Condanna,
Documento,
Gerusalemme,
Giudaizzazione,
Risoluzione,
Unesco,
Votazione
domenica 23 ottobre 2016
La lobby tossica del sionismo internazionale ha distorto la verità sulla risoluzione Unesco sui luoghi santi musulmani a Gerusalemme!
Pochi giorni fa abbiamo per l'ennesima volta assistito alla tossica potenza della Lobby a Sei Punte che sulla base solo del proprio capillare controllo dei mezzi di informazione di tutto l'Occidente è arrivata a strepitare che "L'Unesco vuole distruggere il Muro del Pianto" o altre idiozie. In realtà all'UNESCO era solo stato votato un ordine del giorno che condannava le molteplici violazioni del regime sionista (potenza occupante) contro il sito religioso noto come Moschea di Al-Aqsa / Spianata delle Moschee; costantemente sottoposto a chiusure arbitrarie, attentati di estremisti giudei, e minacciato dagli scavi volti a tentare di farlo crollare, condotti da Tel Aviv con scuse "archeologiche" quando é noto che nessun sito archeologico ebraico esista nella zona, certo non uno necessario di profondi scavi proprio sotto la Spianata. Presentiamo qui la traduzione fedele del documento approvato e la sottoponiamo all'attenzione dei nostri affezionati lettori.
Comitato Esecutivo
Sessione n. 200
Commissione programma e relazioni esterne (PX)
Oggetto 25: PALESTINA OCCUPATA
Discussione
Sottoposta da: Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan
IA Gerusalemme
Il comitato esecutivo,
1. Avendo esaminato il documento 200EX/25,
2. Richiamandosi alle quattro disposizioni della convenzione di Ginevra (1949) ed i relativi protocolli (1977), alle regolamentazioni del Tribunale de L’Aia in territorio di guerra, alla convenzione de L’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954) ed i relativi protocolli, alla Convenzione sui mezzi per proibire ed impedire l’importazione, l’esportazione ed il trasferimento illegale di beni culturali (1970) e alla Convenzione per la protezione del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale (1972), all’iscrizione della città vecchia di Gerusalemme e delle mura tra i siti Patrimonio Mondiale (1972) e tra i siti del Patrimonio a Rischio (1982), nonché alle raccomandazioni, risoluzioni e decisioni dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale, così come alle risoluzioni e decisioni dell’UNESCO in riferimento a Gerusalmme, ed anche richiamandosi alle precedenti risoluzioni UNESCO in materia di ricostruzione e sviluppo di Gaza ed alle risoluzioni UNESCO relative ai siti palestinesi di Al-Kahlil/Hebron e Betlemme,
3, Affermando l’importanza che Gerusalemme e le proprie mura detengono per le tre religioni monoteiste, anche affermando che in nessun modo la presente risoluzione, che intende salvaguardare il patrimonio culturale della Palestina e di Gerusalemme Est, influenzerà le risoluzioni prese in considerazione dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le risoluzioni relative allo status legale di Palestina e Gerulemme,
4, Condanna fortemente il rifiuto di Israele di implementare le precedenti decisioni UNESCO in materia di Gerusalemme, in particolare il punto 185 EX/Ris. 14, sottolineando come non sia stata evasa la propria richiesta al Direttare Generale di nominare, il prima possibile, un rappresentate permanente di stanza in Gerusalemme Est per riferire regolarmente quanto relativo ad ogni aspetto di competenza UNESCO, né lo siano state le reiterate successive richieste omologhe;
5. Condanna fortemente il fallimento di Israele, potenza occupante, nel cessare i persistenti scavi e lavori in Gerusalemme Est ed in particolare all’interno ed intorno alla città vecchia, e rinnova ad Israele, la potenza occupante, la richiesta di proibire tali lavori in conformità con i propri obblighi disposti da precedenti convenzioni e risoluzioni UNESCO;
6. Ringrazia il Direttore Generale per gli sforzi compiuti nel cercare di ampliare le precedenti risoluzioni UNESCO per Gerusalemme e nel cercare di mantenere e rinnovare tali sforzi;

Sessione n. 200
Commissione programma e relazioni esterne (PX)
Oggetto 25: PALESTINA OCCUPATA
Discussione
Sottoposta da: Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan
IA Gerusalemme
Il comitato esecutivo,
1. Avendo esaminato il documento 200EX/25,
2. Richiamandosi alle quattro disposizioni della convenzione di Ginevra (1949) ed i relativi protocolli (1977), alle regolamentazioni del Tribunale de L’Aia in territorio di guerra, alla convenzione de L’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954) ed i relativi protocolli, alla Convenzione sui mezzi per proibire ed impedire l’importazione, l’esportazione ed il trasferimento illegale di beni culturali (1970) e alla Convenzione per la protezione del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale (1972), all’iscrizione della città vecchia di Gerusalemme e delle mura tra i siti Patrimonio Mondiale (1972) e tra i siti del Patrimonio a Rischio (1982), nonché alle raccomandazioni, risoluzioni e decisioni dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale, così come alle risoluzioni e decisioni dell’UNESCO in riferimento a Gerusalmme, ed anche richiamandosi alle precedenti risoluzioni UNESCO in materia di ricostruzione e sviluppo di Gaza ed alle risoluzioni UNESCO relative ai siti palestinesi di Al-Kahlil/Hebron e Betlemme,
3, Affermando l’importanza che Gerusalemme e le proprie mura detengono per le tre religioni monoteiste, anche affermando che in nessun modo la presente risoluzione, che intende salvaguardare il patrimonio culturale della Palestina e di Gerusalemme Est, influenzerà le risoluzioni prese in considerazione dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le risoluzioni relative allo status legale di Palestina e Gerulemme,
4, Condanna fortemente il rifiuto di Israele di implementare le precedenti decisioni UNESCO in materia di Gerusalemme, in particolare il punto 185 EX/Ris. 14, sottolineando come non sia stata evasa la propria richiesta al Direttare Generale di nominare, il prima possibile, un rappresentate permanente di stanza in Gerusalemme Est per riferire regolarmente quanto relativo ad ogni aspetto di competenza UNESCO, né lo siano state le reiterate successive richieste omologhe;
5. Condanna fortemente il fallimento di Israele, potenza occupante, nel cessare i persistenti scavi e lavori in Gerusalemme Est ed in particolare all’interno ed intorno alla città vecchia, e rinnova ad Israele, la potenza occupante, la richiesta di proibire tali lavori in conformità con i propri obblighi disposti da precedenti convenzioni e risoluzioni UNESCO;
6. Ringrazia il Direttore Generale per gli sforzi compiuti nel cercare di ampliare le precedenti risoluzioni UNESCO per Gerusalemme e nel cercare di mantenere e rinnovare tali sforzi;
Etichette:
Al-Aqsa,
Documento,
Gerusalemme,
lobby a sei punte,
Regime sionista,
Spianata delle Moschee,
Unesco
sabato 9 maggio 2015
Il Governo siriano recupera 6000 tesori archeologici trafugati dai terroristi!!
Ahmad Deeb, Direttore dei Musei del Direttorato Generale delle Antichità del Governo di Damasco ha dichiarato in un recente comunicato che le autorità siriane hanno recuperato 6000 esemplari di tesori archeologici che erano stati rubati da gruppi terroristi nel corso delle loro tristi imprese di saccheggio e banditismo sul territorio siriano.
Sessantanove di questi seimila pezzi sono stati recuperati in territorio libanese e restituiti grazie alla lealtà e all'onestà del Governo di Beirut, tra questi vi erano otto preziosissimi mosaici di epoca romana.
Sessantanove di questi seimila pezzi sono stati recuperati in territorio libanese e restituiti grazie alla lealtà e all'onestà del Governo di Beirut, tra questi vi erano otto preziosissimi mosaici di epoca romana.
Etichette:
Ahmad Deeb,
Archeologia,
Arte,
Direttorato Generale delle Antichità,
Interpol,
Libano,
Musei,
Siria,
Takfiri,
Terroristi,
Tesori,
Unesco
lunedì 17 novembre 2014
La Repubblica Islamica candida Alamut, la rinomata 'Rocca degli Assassini' come sito di interesse UNESCO!!
"[...] or vi conterò l'affare secondo che Messer Marco intese da più uomini. Lo Veglio della Montagna é chiamato in loro lingua Aloodin, ed avea fatto fare tra due montagne in una valle lo più grande e più bello giardino del mondo, quivi avea tutti frutti e i più begli palagi del mondo tutti dipinti ad oro, a bestie, a uccelli; quivi eran condotto da cui per tale veniva acqua, e per tale méle e per tale vino; quivi eran giovini e donzelle i più belli del mondo che meglio sapean cantare, sonare e ballare[...]".
La Repubblica Islamica Iraniana progetta di proporre la località archeologica di Alamut, nella Provincia nordoccidentale di Qazvin, all'UNESCO come sito di importanza storica e culturale mondale.
Alamut é sede delle rovine di un castello in pietra, alla ragguardevole altitudine di 2100 metri sul livello del mare. Sul finire dell XI sec. d.c. fu sede del potere di Hassan Sabah, leader degli Ismailiti, celebre in occidente per il colorito racconto che di lui si fa nel "Milione" di Marco Polo e anche per la bellissima (anche se apocrifa) novella di Jorge Luis Borge che lo vede protagonista insieme al poete Omar Khayyam e al potentissimo Visir Selgiuchide Nizam al-Mulk.
In realtà la fortezza fu costruita da un Re Justanide di Daylam, verso la fine dell'VIII sec. d.c. e fu scelta in seguito come quartier generale della setta ismailita. Nel 1256, nel corso della loro campagna attraverso il Medio Oriente, i Mongoli di Hulagu la assediarono e la distrussero; in seguito quel che ne rimase fu usata come prigione.
La Repubblica Islamica Iraniana progetta di proporre la località archeologica di Alamut, nella Provincia nordoccidentale di Qazvin, all'UNESCO come sito di importanza storica e culturale mondale.
Alamut é sede delle rovine di un castello in pietra, alla ragguardevole altitudine di 2100 metri sul livello del mare. Sul finire dell XI sec. d.c. fu sede del potere di Hassan Sabah, leader degli Ismailiti, celebre in occidente per il colorito racconto che di lui si fa nel "Milione" di Marco Polo e anche per la bellissima (anche se apocrifa) novella di Jorge Luis Borge che lo vede protagonista insieme al poete Omar Khayyam e al potentissimo Visir Selgiuchide Nizam al-Mulk.
In realtà la fortezza fu costruita da un Re Justanide di Daylam, verso la fine dell'VIII sec. d.c. e fu scelta in seguito come quartier generale della setta ismailita. Nel 1256, nel corso della loro campagna attraverso il Medio Oriente, i Mongoli di Hulagu la assediarono e la distrussero; in seguito quel che ne rimase fu usata come prigione.
giovedì 20 marzo 2014
Aviazione e soldati siriani cacciano definitivamente i rozzi militanti takfiri dal 'Krak des Chevaliers!"
Ci sono voluti due attacchi aerei portati in tarda mattinata da aeroplani leggeri da interdizione per snidare gli ultimi gruppetti di jihadisti mercenari che si rintanavano tra le secolari mura del Krak des Chevaliers, storica fortezza crociata al confine tra Siria e Libano, patrimonio dell'umanità UNESCO.
Possiamo solo immaginare l'apprensione, l'ansia, la tensione che avranno provato i piloti siriani scelti per colpire la storica fortificazione, un atto che potrebbe sembrare atroce, ma cento, mille volte meno pericoloso che lasciare che takfiri eretici imparentati coi distruttori di tesori archeologici afghani, irakeni, pachistani rimanessero anche solo un minuto in più in controllo di una preziosissima testimonianza storica del passato.
Alla fine come scarafaggi in fuga dalla luce, bande armate di wahabiti sono state intercettate e distrutte prima che potessero raggiungere la frontiera libanese e sul torrione dello storico "Krak" é tornata a garrire orgogliosa la bandiera del Governo legittimo.
Possiamo solo immaginare l'apprensione, l'ansia, la tensione che avranno provato i piloti siriani scelti per colpire la storica fortificazione, un atto che potrebbe sembrare atroce, ma cento, mille volte meno pericoloso che lasciare che takfiri eretici imparentati coi distruttori di tesori archeologici afghani, irakeni, pachistani rimanessero anche solo un minuto in più in controllo di una preziosissima testimonianza storica del passato.
Alla fine come scarafaggi in fuga dalla luce, bande armate di wahabiti sono state intercettate e distrutte prima che potessero raggiungere la frontiera libanese e sul torrione dello storico "Krak" é tornata a garrire orgogliosa la bandiera del Governo legittimo.
Etichette:
Attacco Aereo,
Aviazione Siriana,
Frontiera,
Krak des Chevaliers,
Libano,
Mercenari,
Takfiri,
Terroristi,
Unesco,
Wahabiti
mercoledì 28 marzo 2012
Sempre più isolato politicamente ed economicamente, il regime ebraico dell'Apartheid si avvia al suo "momento sudafricano"
La recente approvazione di una Risoluzione del Consiglio Onu per i Diritti Umani che chiede l'istituzione di una missione internazionale per la verifica delle violazioni dei Diritti degli abitanti della West Bank occupata da parte dei fanatici coloni ebrei armati che vivono nelle colonie illegali ha causato reazioni inconsulte e scomposte da parte sionista, culminate con la rottura di tutti i rapporti tra Tel Aviv e l'organo delle Nazioni Unite, ulteriore passo verso il sempre più completo ostracismo internazionale dell'entità di occupazione della Palestina.
La Risoluzione ONU, approvata alla schiacciante maggioranza di 36 voti contro 1, laddove l'uno era ovviamente quello degli Usa ormai totalmente succubi della lobby a sei punte, ha causato un'esplosione di isterismo da parte sionista...un isterismo del tutto fuori luogo laddove si consideri che, quando vengono fatti oggetto di critiche dallo stesso organismo Stati come la Siria, la Repubblica Islamica e altri fanno del loro meglio per aprirsi al dialogo e al confronto, fare riconsiderare posizioni che possono essere inficiate da stereotipi, pregiudizi o informazioni parziali e inesatte. Invece Israele ha preferito 'sbattere la porta' e isolarsi, piuttosto che accettare con spirito costruttivo l'invito dell'assise internazionale.
Il Presidente del Consiglio ONU per i Diritti, Laura D. Lasserre ha dichiarato che la condotta israeliana é stata "infantile e censurabile" e si inserisce in un crescendo di ostilità da parte di Tel Aviv verso qualunque iniziativa della Comunità Internazionale volta ad alleggerire il carico di sofferenze che quotidianamente vengono inflitte ai Palestinesi da parte dell'occupazione sionista; lo scorso autunno sono state interrotte le relazioni con l'UNESCO per via dell'ammissione della Palestina come Stato membro.
Souheil el-Natour, portavoce del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, ha dichiarato che la decisione del Consiglio ONU si inserisce nel progressivo isolamento del regime ebraico che presto, come prvede Omar Barghouti della campagna internazionale di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni (BDS) contro Israele, dovrà presto affrontare il suo 'momento sudafricano', esattamente come il regime razzista di Pretoria, suo ottimo alleato, a inizio anni '90.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille!
Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Apartheid,
Bds,
Commissione Inquirente,
DFLP,
Diplomazia,
Diritti umani,
Isolamento,
ONU,
Sudafrica,
Unesco
mercoledì 14 dicembre 2011
All'UNESCO sventola la bandiera palestinese: in barba ai ricatti US-raeliani!
La bandiera dello Stato di Palestina é stata issata per la prima volta presso il quartier generale dell'Organizzazione Educativa, Scientifica e Culturale delle Nazioni Unite, a Parigi, secondo quanto riportato dal canale televisivo iraniano in lingua inglese PressTV.
Il Presidente ad Interim dell'Anp, Mahmud Abbas, presente all'evento nella capitale transalpina, ha dichiarato nella giornata di ieri che "L'ingresso nell'UNESCO é un importante e incoraggiante traguardo per il popolo palestinese".
In aggiunta Abbas ha dichiarato, dopo la cerimonia, che il regime ebraico di occupazione "deve immediatamente cessare le sue attività di insediamento illegale in Cisgiordania e di distruzione del patrimonio storico e archeologico palestinese, particolarmente nella città occupata di Gerusalemme".
L'UNESCO ha votato a larghissima maggioranza per l'accettazione della Palestina come stato membro, con 107 voti a favore, 52 astenuti e appena 14 contrari. Usa e Israele, vigliaccamente, hanno cercato di ricattare il mondo tagliando i loro fondi a sostegno dell'organismo.
L'UNESCO é la prima agenzia ONU che ha accolto come membro la Palestina, nel quadro della politica di riconoscimento internazionale varata dalla dirigenza della fazione Fatah.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
domenica 11 dicembre 2011
Hamas lancia un appello al mondo perché si mobiliti in difesa di Al-Aqsa, simbolo di Gerusalemme Araba e Musulamana!
Il Movimento di Resistenza Islamica Hamas ha messo in guardia il Governo di occupazione sionista dalle possibili ripercussioni della sua decisione di chiudere il ponte della Porta di Mughrabi, una delle vie d'accesso alla Moschea di Al-Aqsa, che potrebbe preludere alla sua demolizione. atto che Hamas riterrebbe "una flagrante violazione della santità del Nobile Santuario un crimine contro l'Arte, la Storia e la Cultura nonché una provocazione mirata contro milioni di Palestinesi e di Musulmani in tutto il mondo".
In un recente comunicato stampa Hamas ha avvertito il Governo sionista a proposito dei rischi insiti nella sua politica di demolizione del patrimonio storico e culturale palestinese che si é concentrata su Al-Aqsa in quanto simbolo della natura araba e islamica di Gerusalemme, che si desidera cancellare per sostituirla con una fittizia e inesistente giudaizzazione. "Riterremo l'entità sionista pienamente resposnabile di ogni danno cagionato al Santuario di Al-Aqsa".
Il comunicato chiama a una generale insurrezione palestinese araba e musulmana per difendere e sostenere Al-Aqsa: "In risposta alla rabbiosa campagna istigata dall'occupazione sionista chiamiamo tutti i Palestinesi e tutta la Nazione Araba e Islamica a sorgere in difesa del simbolo di Gerusalemme, terzo luogo santo dell'Islam, minacciato dalle trame del regime ebraico. Chiediamo altresì alla Lega Araba, all'UNESCO e all'OIC di prendere immediati provvedimenti per suscitare contro tali piani una campagna internazionale che fermi una volta per tutte i crimini contro Gerusalemme e il suo retaggio storico e culturale".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Aqsa,
Appello,
Giudaizzazione,
Hamas,
Lega Araba,
OIC,
Unesco
lunedì 14 novembre 2011
Il Governo palestinese chiede un pronto intervento dell'UNESCO per proteggere siti d'interesse dagli attacchi dei teppisti ebrei!
Il Governo palestinese legittimamente eletto si é appellato all'UNESCO affinché assuma tutte le iniziative necessarie per proteggere e garantire la sicurezza dei luoghi sacri palestinesi dai continui atti vandalici di violenti estremisti ebrei degli insediamenti illegali, spalleggiati e coperti dalle forze militari dell'occupazione sioniata.
"Chiediamo che l'UNESCO oggi più di ieri, alla luce dell'ammissione della Palestina come stato membro, si assuma le sue responsabilità di fronte all'escalation di attacchi vandalici, come quello che ancora pochi giorni fa ha colpito il cimitero di Mamanullah, luogo di interesse storico e culturale nella Gerusalemme occupata", ha dichiarato il Viceministro della Cultura Moustafa Assawaf in un comunicato stampa.
"Questo attacco di fanatici ebrei, risultato nella distruzione di lapidi e nell'imbrattamento di altre con vernice, é parte di una sistematica campagna portata avanti col beneplacito dello Stato ebraico che non fa nulla per prevenire o fermare simili attacchi, meno che mai per assicurarne i responsabili alla giustizia". Il Viceministro ha quindi invitato l'Agenzia ONU per la Cultura a muovere le sue risorse per porre fine a tali atti che violano le leggi internazionali, le norme umanitarie, oltre che la sensibilità umana e religiosa.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Estremisti ebrei,
Gerusalemme,
Governo,
Insediamenti illegali,
Palestina,
Unesco,
Vandalismo
giovedì 3 novembre 2011
Hezbollah si congratula coi Palestinesi per l'ammissione all'UNESCO, definisce gli Usa: "Razzisti e succubi di Israele"
Il Movimento politico sciita libanese di Hezbollah ha manifestato il proprio apprezzamento per il recente ingresso della Palestina all'UNESCO, criticando nel contempo senza mezzi termini il contegno di quegli Stati che fino all'ultimo hanno cercato di impedirne il riconoscimento e l'ammissione, in particolare gli Stati Uniti che, confrontati con la totale sconfitta della loro linea, non hanno trovato di meglio che annunciare il ritiro dei loro finanziamenti all'agenzia ONU per la Scienza, l'Educazione e la Cultura.
"Hezbollah si congratula con tutti i Palestinesi e i loro rappresentanti per il brillante successo ottenuto in sede internazionale, che riconosce un loro diritto innegabile [...] la condotta americana prima e dopo il voto di ammissione conferma il bias filosionista di questo paese e il suo atteggiamento razzista e discriminatorio [...] il sostegno e l'identificazione di parte americana con le posizioni sioniste é lampante e non lascia possibilità di giustificazione".
Oltre che uno storico passo avanti per il riconoscimento internazionale della Palestina l'ammissione all'UNESCO darà utili strumenti al popolo palestinese per poter difendere i propri siti di interesse archeologico, storico, religioso dalle mire colonizzatrici sioniste. Il regime ebraico infatti porta avanti ormai da decenni una politica di distruzione del patrimonio culturale palestinese nel tentativo di cancellare l'identità araba della terra che occupa illegalmente senza alcun diritto salvo l'arbitrio della propria forza militare.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
ammissione,
Giudaizzazione,
Hezbollah,
Razzismo,
Riconoscimento,
Unesco
martedì 1 novembre 2011
Hamas si congratula con l'UNESCO: "Ammissione della Palestina importante per fermare la giudeizzazione forzata!"
Hamas ha espresso il proprio riconoscimento e la propria profonda gratitudine nei confronti di tutte le nazioni che nella giornata di ieri hanno votato per la piena e incondizionata ammissione della Palestina all'UNESCO, l'organizzazione ONU per l'Educazione, la Scienza e la Cultura.
Una fonte da Gaza ha descritto il passo come "importante" e "necessario" per difendere la Storia e l'Identità araba, cristiana e musulmana della Palestina sottoposte a continui attacchi da parte di una perversa volontà colonizzatrice che non ha la decenza di fermarsi nemmeno di fronte a lasciti e retaggi che appartengono di diritto a tutta l'Umanità come, per esempio, la Moschea di Al-Aqsa e la Cupola della Roccia.
Hamas ha quindi invitato l'UNESCO a moltiplicare i propri sforzi per sensibilizzare la comunità internazionale riguardo a queste minacce e queste violazioni da parte del regime di occupazione sionista, nonostante il bias e il sostegno di cui esso gode da parte americana ed occidentale, ponendo ostacoli al perdurante violento processo di 'giudeizzazione forzata' di Gerusalemme Est e degli altri territori occupati militarmente.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
Etichette:
Al-Aqsa mosque,
ammissione,
Dome of the rock,
Giudeizzazione,
gratitudine,
Hamas,
Palestina,
Pulizia Etnica,
Unesco
lunedì 31 ottobre 2011
Grande vittoria per i Palestinesi! L'Unesco accoglie la Palestina come membro; i sionisti si lamentano: "Una tragedia"
Una nuova, importante vittoria per la Palestina, l'UNESCO, ente ONU per l'Educazione e la conservazione di siti storici, artistici e naturali, ha ammesso la Palestina nella sua Assemblea con una votazione tenutasi a Parigi di 107 voti a favore contro appena 14 contrari, nonostante tutto il "lobbying" di Usa e Israele contro l'ammissione del nuovo Stato, che, a parte il significato simbolico, metterà moltissimi bastoni tra le ruote dell'infernale macchina della 'giudaizzazione forzata'.
Israele, Usa e i 'cagnolini fedeli' Canada, Australia, Germania e altre nazioni di secondo piano senza autonomia né dignità hanno tentato di votare contro, ma si sono scontrate contro la decisa volontà della maggioranza assoluta degli stati membri. Adesso che la Palestina fa parte dell'UNESCO i siti di importanza storica, archeologica e naturale saranno difesi dall'intera assemblea e questo vuol dire che Israele avrà molta difficoltà a distruggerli e cancellarli come progettava di fare per imporre con la violenza una fittizia 'identità ebraica' su luoghi e regioni che da oltre 18 secoli hanno storia e cultura araba, beduina, armena, cristiana, musulmana.
A nulla sono valsi i ricatti anche economici della lobby ebraica internazionale, che ha minacciato di far mancare i soldi contribuiti al budget non da Israele (si badi bene), ma dagli Stati Uniti, visto che la politica di quel paese obbedisce ormai automaticamente agli ordini di Tel Aviv, invece che a quelli del popolo americano. I portavoce sionisti hanno lamentato la decisione dell'Assemblea internazionale per l'Educazione e la Cultura definendo l'ammissione della Palestina: "una tragedia".
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
venerdì 3 giugno 2011
Discorso di Hassan Nasrallah in occasione del 22esimo anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini!
Il Segretario-generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha ripetuto nella giornata di ieri che soltanto la Resistenza ha la possibilità di sconfiggere e sventare i piani israeliani e americani che puntano a dominare il Medio Oriente per mezzo delle divisioni, delle rivalità e delle ostilità etniche, religiose e settarie. Nasrallah ha citato a esempio l'esperienza di Hezbollah in Libano ma anche quella di Hamas in Palestina e le recenti rivoluzioni arabe in Egitto e Tunisia, facendo notare come, quando i popoli agiscano uniti non vi siano tirannidi, occupazioni o imperialismi in grado di resistere loro.
Il capo di Hezbollah ha inoltre rinnovato il supporto della sua organizzazione verso il Popolo di Palestina, giurando che il sangue di coloro che hanno dato la vita per la Causa della liberazione durante le manifestazioni dello scorso 15 maggio non sarà stato versato invano. Sottolineando che tutti i libanesi vogliono uno Stato forte e saldo il leader sciita ha dichiarato che la dedizione alle istituzioni libanesi spinge Hezbollah a sempre nuovi sforzi per costruire un gabinetto di Governo che risponda a queste aspettative, sempre sotto la guida del Premier designato Najib Mikati.
Hassan Nasrallah ha rivolto queste parole per via televisiva a quanti si erano radunati nel Palazzo UNESCO di Beirut, per prendere parte a una cerimonia di commemorazione del ventiduesimo anniversario della morte dell'Ayatollah Khomeini, organizzata nella capitale libanese dall'ambasciata della Repubblica islamica iraniana. L'ambasciatore Ghazanfar Roknabadi ha fatto da anfitrione ai convenuti, tra cui si contavano numerosi gli esponenti della classe politica e dell'intellighentsia libanese, anche non sciiti o non allineati con Hezbollah.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.
domenica 7 novembre 2010
Israele si auto-isola interrompendo la cooperazione con l'UNESCO
Il governo di Israele ha annunciato che interromperà le relazioni e la cooperazione con l'UNESCO, l'agenzia delle Nazioni Unite dedita a progetti educativi, scientifici e culturali. La decisione é stata annunciata dal vice del Ministro degli Esteri israeliano, l'ultranazionalista di estrema destra Avigdor Lieberman, propugnatore del piano di pulizia etnica teso a "ebraicizzare" Gerusalemme cancellandone l'identità araba cristiana e musulmana.
Il "casus belli" che ha portato alla virulenta e incendiaria reazione sionista é, come già riportato su queste pagine, la ineccepibile decisione dell'UNESCO di includere le moschee di Ibrahimi e di Bila ibn Rabah nella lista dei suoi "luoghi protetti", catalogandole come "siti di interesse culturale Palestinese e musulmano". Sono moschee, di che interesse dovevano essere, marziano?
Ma ovviamente i sionisti contestano questa classificazione non perché pignolamente preoccupati della precisione delle guide turistiche o delle cartoline che verranno vendute ai turisti, ma perché OGNI riconoscimento di una identità etnica, religiosa e culturale che non sia quella della "razza superiore" ebraica collide violentemente coi loro propositi di evacuazione e "repulisti" di Gerusalemme.
Nella sua dichiarazione ufficiale Danny Ayalon dice: "Israele si trova costretto(sic) a interrompere le sue relazioni con l'UNESCO fino a che questa non riconsidererà le proprie decisioni sui luoghi in questione", e prosegue dichiarando che la decisione dell'agenzia altro non sarebbe che "un nuovo tentativo di delegittimare Israele, impedendo il processo di pace (quale?) e danneggiando la sua (dell'UNESCO) reputazione".
Nel suo meeting esecutivo del 20 ottobre scorso tutti i membri dell'organizzazione ONU hanno votato a favore di cinque risoluzioni che condannano i piani di sionistizzazione di Gerusalemme, stigmatizzano la minaccia che tali piani pongono all'identità storica e culturale della città e altresì lanciano l'allarme sulla deteriorazione del clima culturale di Gaza e della Cisgiordania, le cui popolazioni soffrono l'una per l'assedio israeliano, l'altra per le continue angherie a opera di esercito, polizia e coloni ebrei fanatizzati e violenti.
Etichette:
Ayalon,
Gerusalemme,
Hebron,
Heritage sites,
Israele,
Moschee,
Unesco
martedì 2 novembre 2010
Coloni israeliani danno alle fiamme una chiesa a Gerusalemme
Un nuovo grave caso di vandalismo e violenza perturba l'atmosfera di Gerusalemme, l'antica e storica città che dal 1967 subisce l'occupazione armata delle forze sioniste e che ultimamente è stata al centro dei programmi del Governo Netanyahu, che mira a deportarne la popolazione araba (cristiana e musulmana) per far posto all'inserimento forzato di gruppi di fondamentalisti ebrei, già utilizzati dal Governo di Israele come "battistrada" di una futura giudeizzazione forzata della città.
Questi ebrei integralisti si sono resi sempre più noti e famigerati per i loro violenti atti vandalici, mirati contro luoghi storici, culturali o religiosi delle altre comunità gerosolimitane, condotti con modalità e tecniche che richiamano alla memoria le "bravate" portate a termine in Europa e Nordamerica dai teppisti dell'ultradestra, che devastano o imbrattano luoghi "simbolo" come monumenti alla Resistenza, cimiteri ebraici e sinagoghe.
L'ultimo in ordine di tempo é stato l'attacco incendiario condotto contro una chiesa cristiana: data alle fiamme nella notte fra sabato e domenica lungo la "Strada dei Profeti", che attraversa la città dalla Porta di Damasco fino a Piazza Davidka, attraversando per intero il quartiere di Musrara.
L'edificio, costruito nel 1897 é servito fino al 1948 come sede del "Collegio biblico palestinese", fino al suo forzato trasferimento nell'attuale sede a causa della violenza armata di gruppi sionisti durante la Nakba.
Zakaria Al-Mashriqi, sacerdote nella chiesa presa di mira e leader della comunità che attorno ad essa si raccoglie, ha descritto l'attacco come "un crimine particolarmente odioso" in una città come Gerusalemme, sacra per le tre grandi religioni abramiche (giudaismo, cristianesimo, islam) e riverita da molte altre sette e denominazioni.
La scelta del bersaglio, informano le Autorità di Ramallah in un loro comunicato stampa, é probabilmente legata al recente riconoscimento da parte dell'UNESCO (l'agenzia delle Nazioni Unite per la protezione e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale) di includere nelle sue liste di monumenti da difendere le Moschea Ibrahimi e Moschea di Bilal Ben Rabah definendole come "siti di interesse culturale Palestinese".
Gli ultrà di estrema destra, infatti, contestano la classificazione (che ha un mero valore burocratico e di catalogazione) basandosi sul fatto che vicino a dette moschee insistano luoghi di preghiera sacri anche ai giudei, come se, con la sua scelta terminologica l'UNESCO abbia in qualche modo voluto "offendere" la loro fede (trascurando il fatto che le strutture di maggior valore storico e architettonico siano quelle musulmane).
Già in passato gli ultranazionalisti israeliani hanno lasciato il loro marchio insanguinato su quegli stessi antichi edifici: come quando nel 1994 un ebreo ultraortodosso si introdusse nella moschea di Ibrahimi sparando all'impazzata sui fedeli con un fucile automatico; questa volta, invece, la loro furia cieca e insensata si é rivolta su un edificio cristiano (sempre però "colpevole" nella loro ottica razzista e sciovinista di fare parte del patrimonio storico e culturale dei Palestinesi).
L'attentato ha suscitato reazioni in tutta la Palestina e oltre: il Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina e il Movimento Musulmano Palestinese hanno rilasciato dichiarazioni sdegnate chiedendo altresì un'azione congiunta politico-diplomatica che porti al termine delle politiche israeliane di "sradicamento" degli abitanti Palestinesi di Gerusalemme e all'infiltrazione di coloni fondamentalisti ebrei. Il Movimento Musulmano Palestinese, per bocca del suo portavoce, l'avvocato Zahi Njedat ha annunciato di aver catalogato l'attentato sionista nella sua lista di aggressioni a luoghi sacri palestinesi, pur essendo avvenuto contro una struttura di fede diversa.
Il capo della OIC, Ekmeleddin Ihsanoglu (foto sopra), condannando l'avvenuto, ha esteso un appello all'intera comunità internazionale perché vigili più strettamente sui luoghi sacri dell'intera Terra Santa.
Ramin Mehman-Parast, portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica Iraniana, ha esteso un comunicato di condanna dell'accaduto, rimarcando come il governo israeliano non faccia nulla per cercare di porre un freno agli eccessi di queste frange ultranazionaliste di estrema destra, ma anzi, cerchi costantemente un approccio e una coordinazione con esse, nell'ambito delle sue politiche provocative e persecutorie contro l'intera comunità Palestinese: cristiana e musulmana.
Questi ebrei integralisti si sono resi sempre più noti e famigerati per i loro violenti atti vandalici, mirati contro luoghi storici, culturali o religiosi delle altre comunità gerosolimitane, condotti con modalità e tecniche che richiamano alla memoria le "bravate" portate a termine in Europa e Nordamerica dai teppisti dell'ultradestra, che devastano o imbrattano luoghi "simbolo" come monumenti alla Resistenza, cimiteri ebraici e sinagoghe.
L'ultimo in ordine di tempo é stato l'attacco incendiario condotto contro una chiesa cristiana: data alle fiamme nella notte fra sabato e domenica lungo la "Strada dei Profeti", che attraversa la città dalla Porta di Damasco fino a Piazza Davidka, attraversando per intero il quartiere di Musrara.
L'edificio, costruito nel 1897 é servito fino al 1948 come sede del "Collegio biblico palestinese", fino al suo forzato trasferimento nell'attuale sede a causa della violenza armata di gruppi sionisti durante la Nakba.
Zakaria Al-Mashriqi, sacerdote nella chiesa presa di mira e leader della comunità che attorno ad essa si raccoglie, ha descritto l'attacco come "un crimine particolarmente odioso" in una città come Gerusalemme, sacra per le tre grandi religioni abramiche (giudaismo, cristianesimo, islam) e riverita da molte altre sette e denominazioni.
La scelta del bersaglio, informano le Autorità di Ramallah in un loro comunicato stampa, é probabilmente legata al recente riconoscimento da parte dell'UNESCO (l'agenzia delle Nazioni Unite per la protezione e la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale) di includere nelle sue liste di monumenti da difendere le Moschea Ibrahimi e Moschea di Bilal Ben Rabah definendole come "siti di interesse culturale Palestinese".
L'antico e pregiato Minbar della Moschea Ibrahimi |
Già in passato gli ultranazionalisti israeliani hanno lasciato il loro marchio insanguinato su quegli stessi antichi edifici: come quando nel 1994 un ebreo ultraortodosso si introdusse nella moschea di Ibrahimi sparando all'impazzata sui fedeli con un fucile automatico; questa volta, invece, la loro furia cieca e insensata si é rivolta su un edificio cristiano (sempre però "colpevole" nella loro ottica razzista e sciovinista di fare parte del patrimonio storico e culturale dei Palestinesi).
La Moschea di Bilal Ibn Rabah in una foto d'epoca. |
Il capo della OIC, Ekmeleddin Ihsanoglu (foto sopra), condannando l'avvenuto, ha esteso un appello all'intera comunità internazionale perché vigili più strettamente sui luoghi sacri dell'intera Terra Santa.
Ramin Mehman-Parast, portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica Islamica Iraniana, ha esteso un comunicato di condanna dell'accaduto, rimarcando come il governo israeliano non faccia nulla per cercare di porre un freno agli eccessi di queste frange ultranazionaliste di estrema destra, ma anzi, cerchi costantemente un approccio e una coordinazione con esse, nell'ambito delle sue politiche provocative e persecutorie contro l'intera comunità Palestinese: cristiana e musulmana.
Iscriviti a:
Post (Atom)