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giovedì 25 ottobre 2018

Milizia islamista finanziata dai wahabiti emiratini distrugge bellissima moschea yemenita sul mare!

Questa meravigliosa moschea in riva al mare (uno dei mari più belli del mondo, tra l'altro), é stata completamente distrutta.

Sono stati i vandali wahabiti della milizia "Amaliqa", foraggiata e finanziata dagli Emirati Arabi Uniti.
Il wahabismo dimostra tutta la sua natura eretica: nonostante quel che si possa pensare il 90 per cento delle vittime dei terroristi wahabiti sono altri musulmani, Veri Musulmani perché rifiutano la deviazione introdotta nell'Islam da dottrine deviate inventate tra 700 e 800 da agenti inglesi (col decisivo contributo sionista) per mantenere permeabile, diviso e instabile un milieu culturale che avrebbe potuto opporsi al colonialismo.

sabato 20 ottobre 2018

COME I LORO AMICI TAKFIRI! I coloni ebrei degli insediamenti illegali si accaniscono contro le croci di un cimitero palestinese!

Chi può dubitare che gli ebrei razzisti degli insediamenti illegali siano ispirati da Satana?

Non vi é altra spiegazione perché nella Storia non si é mai registrato il caso di popolazioni che vivessero, esistessero UNICAMENTE per aggredire e distruggere tutto quanto fornisce conforto (materiale oppure spirituale) ad altre genti.
Certo, l'Uomo si é mostrato crudelissimo, a volte spietato nei confronti del suo simile, eppure, questi 'outburst' di malvagità venivano controbilanciati, a volte compensati, da slanci generosi, da grandi creazioni...i 'coloni' illegali che cosa mai han prodotto di positivo?

sabato 18 maggio 2013

Gli sgherri del tiranno Al-Khalifa devastano la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz!

Perseguendo il fallace obiettivo di trasformare la Rivoluzione popolare barheini in una banale lotta settaria tra sciiti e sunniti i violenti scherani al soldo dell'odiatissimo tiranno Al-Khalifa (di recente contestato persino a Londra dove si trovava a fianco della Regina d'Inghilterra). Hanno vandalizzato e saccheggiato la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz, nei pressi della capitale barheini Manama.

Con "estrema violenza" dozzine di agenti con caschi e passamontagna hanno forzato il cancello della villetta di Qassem hanno rotto le finestre, hanno portato via valori e apparecchiature elettriche ed elettroniche e hanno distrutto quello che non potevano rubare. Il raid ha causato grave ansia, stress e danni psicologici alla famiglia del religioso che tuttavia ha sopportato stoicamente i soprusi del regime.
Subito si é manifestata la protesta popolare, coordinata dal partito Wefaq e dalla Società Nazionale Islamica: migliaia di persone, dopo le preghiere di ieri, sono scese in piazza ad Abu Saiba denunciando il tentativo di intimidazione violenta ed esprimendo solidarietà all'Ayatollah, figura immensamente autorevole e rispettata non solo dagli sciiti, ma anche da molti sunniti.

venerdì 15 febbraio 2013

"Coloni ebrei come i naziskin!" Fanatici violenti degli insediamenti illegali vandalizzano cimitero palestinese!


Un cimitero musulmano di Gerusalemme Ovest la scorsa notte ha subito un 'raid' vandalico di assurda e gratuita violenza, contrassegnato da una volontà blasfema di offendere, di profanare che non ha nessun uguale se non negli atti di uguale vigliaccheria e meschinità che a volte vengono riportati in Europa e negli Usa a carico di esponenti di gruppi xenofobi neonazisti o nativisti come il KKK.

Ma questa volta a rendersi responsabili dell'effrazione nel camposanto, delle scritte razziste e insultanti lasciate sulle lapidi, del ribaltamento e della rottura delle stesse pietre tombali sono stati fanatici giudei residenti negli insediamenti illegali, quegli stessi con cui i politici di Tel Aviv intendono cancellare l'identità araba, musulmana e cristiana delle porzioni di Palestina occupate nel 1948 e nel 1967, quei 'coloni' che tutta l'ONU condanna come miliziani sostenitori di un'operazione di annessione militare di territorio, proibita dal Diritto Internazionale.
Tra le tombe sono stati ritrovati cocci di bottiglie di vino, segno certo che i colpevoli hanno agito in preda all'ubriachezza e hanno voluto scientemente lasciare quelle tracce per offendere ulteriormente la sensibilità dei Palestinesi musulmani, contrari alle bevande inebrianti. Tutto questo dimostra per l'ennesima volta la cifra morale dei "coloni ebrei" che mistificatori come i nostrani Giulio Meotti, Fiamma Nirenstein, Marco Pasqua e Fabio Scuto vorrebbero dipingere come 'civili indifesi' minacciati dai 'cattivi palestinesi islamici'.

Prendere a colpi di Qassam e di Katyusha persone simili, nel nostro personale compasso morale, é a pochi passi dal diventare un'opera meritoria.
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venerdì 23 marzo 2012

Teppisti ebrei irrompono in centro commerciale aggredendo lavoratori e clienti palestinesi, chiedendo ai negozianti coltelli "per poterli pugnalare"!


Quando la misura dello schifo é colma persino un quotidiano sionistissimo come 'Haaretz', normalmente tutto impegnato a propagandare all'estero la falsa e mendace immagine di "Israele democratico", "Israele tollerante", "Israele gay-friendly" e altre simili balle e piaggerie non si può esimere dal riportare notizie affatto in sintonia con la caramellosa hasbara che propina solitamente e deve riportare la verità, che cioé il regime ebraico dell'Apartheid é uno stato razzista che diventa sempre più intollerante e violento e dove i pochi luoghi dove normalmente i legittimi abitanti palestinesi e gli immigrati di origine ebraica si incontravano e si mescolavano sono sempre più soggetti ad attacchi e a manifestazioni di odio insensato come quella che ha colpito il centro commerciale Malha di Gerusalemme.

Centinaia di teppisti ebrei appena usciti da una partita della squadra del Beitar, notoriamente dotata della tifoseria più razzista e criminale di Israele (il che é dire qualcosa, come sostenere di avere una curva più fascista di quelle della Lazio e dell'Hellas Verona) si sono riversati all'interno del centro commerciale e si sono scatenati in atti vandalici e di aggressione contro botteghe, clienti e personale lavorante palestinese. Vigliacchi come tutti i teppisti si sono scagliati a decine e a dozzine contro commessi, inservienti, custodi o semplici passanti, in una ridda di violenze che, pure evidenti, non hanno causato l'intervento di un solo poliziotto (ricordiamo che i teppisti ebrei vengono tutti dall'ambiente dei 'settler' e come la polizia dell'Apartheid abbia con loro un rapporto tutto particolare di favoritismo e copertura).

Solo dopo quaranta minuti di inferno le guardie giurate, mobilitate dal Direttore, sono riuscite a cacciare gli esagitati dall'area e a chiudere i cancelli per prestare assistenza e soccorso ai feriti e fare il conto dei danni. Fino all'ultimo i teppisti scatenati hanno continuato a chiedere ai negozianti che sembravano Ebrei di consegnare loro bastoni "per rompere le ossa agli Arabi" o coltelli "per poterli pugnalare". In un messaggio speciale inviato a tutti i dipendenti e tutti i clienti vittime di aggressione la Direnzione dello shopping mall ha dichiarato che in futuro, a ogni partita casalinga del Beitar, corrisponderà un incremento delle misure di sicurezza volto a prevenire il ripetersi di fatti simili.

Speriamo che la promessa venga mantenuta!
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lunedì 14 novembre 2011

Il Governo palestinese chiede un pronto intervento dell'UNESCO per proteggere siti d'interesse dagli attacchi dei teppisti ebrei!


Il Governo palestinese legittimamente eletto si é appellato all'UNESCO affinché assuma tutte le iniziative necessarie per proteggere e garantire la sicurezza dei luoghi sacri palestinesi dai continui atti vandalici di violenti estremisti ebrei degli insediamenti illegali, spalleggiati e coperti dalle forze militari dell'occupazione sioniata.

"Chiediamo che l'UNESCO oggi più di ieri, alla luce dell'ammissione della Palestina come stato membro, si assuma le sue responsabilità di fronte all'escalation di attacchi vandalici, come quello che ancora pochi giorni fa ha colpito il cimitero di Mamanullah, luogo di interesse storico e culturale nella Gerusalemme occupata", ha dichiarato il Viceministro della Cultura Moustafa Assawaf in un comunicato stampa.

"Questo attacco di fanatici ebrei, risultato nella distruzione di lapidi e nell'imbrattamento di altre con vernice, é parte di una sistematica campagna portata avanti col beneplacito dello Stato ebraico che non fa nulla per prevenire o fermare simili attacchi, meno che mai per assicurarne i responsabili alla giustizia". Il Viceministro ha quindi invitato l'Agenzia ONU per la Cultura a muovere le sue risorse per porre fine a tali atti che violano le leggi internazionali, le norme umanitarie, oltre che la sensibilità umana e religiosa.
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martedì 6 settembre 2011

Teppisti ebrei danno alle fiamme la Moschea di Nuraiyn nel villaggio di Qasra, presso Nablus!


Vandali incendiari provenienti dagli insediamenti ebraici illegali, i "battistrada" della pulizia etnica con cui il Regime sionista vuole 'bonificare' la Cisgiordania dei suoi abitanti originari e legittimi hanno assaltato nella giornata di ieri la Moschea di Nuraiyn, nel villaggio di Qasra presso Nablus, nella parte settentrionale della West Bank, dandone alle fiamme il primo piano.

Oltre a distruggere con le fiamme arredi, tappeti da preghiera, numerose decine di testi sacri, il minbar e altri elementi tipici dei luoghi sacri musulmani, gli attaccanti hanno sfogato la loro bestialità vergando slogan insultanti e razzisti sulle mura dell'edificio annerite dal fumo e dalle fiamme, in ebraico (o meglio, nella sua approssimazione 'moderna' letteralmente inventata per dare una lingua fasulla a una pseudo-nazione fittizia) e in inglese (la vera lingua dei cospiratori sionisti che invasero la Palestina dalla fine dell'800 in avanti).

Centinaia di abitanti di Qasra e di villaggi palestinesi vicini si sono riuniti attorno alle rovine fumanti dell'edificio sacro, domandando una presa di posizione internazionale contro lo stillicidio di vandalismi, aggressioni, roghi e attacchi da parte della teppaglia degli insediamenti illegali contro i Palestinesi, le loro proprietà, le loro colture e i loro luoghi di congregazione civile, politica e religiosa.
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lunedì 2 maggio 2011

Buon Primo Maggio: mentre in Italia si beatificava l'amico dei dittatori sudamericani in Palestina i lavoratori sfidavano ancora una volta cecchini e motovedette sioniste!


Nella giornata internazionalmente dedicata a celebrare le lotte e le conquiste della Classe Lavoratrice il Ministero dell'Agricoltura palestinese ha lanciato un appello a tutte le organizzazioni di volontariato e solidarietà con la palestina perché proseguano, aumentino e intensifichino gli sforzi a favore dei contadini e dei pescatori palestinese, sostenendo la loro quotidiana lotta contro le vessazioni e gli attentati arbitrari dell'esercito e della marina israeliana, impegnati a cercare di colpire la capacità del popolo palestinese di nutrirsi coi frutti del suo lavoro, in maniera da rendere più insopportabile l'assedio economico della Striscia di Gaza.

Il documento rilasciato il Primo Maggio, tuttavia, non ha trascurato di ricordare le tribolazioni dei coltivatori e degli allevatori della Cisgiordania, che vedono i loro campi, i loro alberi e i propri armenti sottoposti continuamente agli attacchi e al vandalismo dei fanatici coloni ebrei impiantati da Israele nei sempre più numerosi insediamenti illegali disseminati sul territorio che la Risoluzione ONU 242 dovrebbe riservare in via esclusiva all'amministrazione palestinese.

A rafforzare l'urgenza del sostegno e dello sforzo a favore dei lavoratori palestinesi é venuta anche la testimonianza di Abdul Nasr Farwana, esperto in affari dei prigionieri palestinesi, che ha affermato dati alla mano come oltre il 60 per cento dei 7000 Palestinesi incarcerati da israele faccia parte della Classe Lavoratrice. Un'affermazione significativa, ma, se ci si pensa, anche un po' scontata visto che, da che mondo é mondo, le lotte e i movimenti popolari non sono certo animate da borghesi e privilegiati, ma quasi sempre dai rappresentanti delle classi subalterne, le uniche che, per aver sentito sulla propria pelle la durezza e l'amarezza dell'ingiustizia, sono le prime se non le sole a trovare la forza e il coraggio per avviarsi sulla strada del cambiamento.

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