I comandanti delle forze navali dell'Oman e della Repubblica Islamica dell'Iran si sono recentemente accordati per una serie di manovre che simuleranno interventi di ricerca, soccorso in mare e cooperazione antipirateria nelle acque meridionali dell'Iran dal 7 al 10 aprile prossimi.
Già in passato Oman e Iran avevano condotto manovre congiunte, a testimonianza degli intensi e profondi legami tra il grande stato sciita e il piccolo sultanato della penisola araba che, pur facendo parte del GCC, é sempre stato in amichevoli rapporti con Teheran.
Annunciando le prossime esercitazioni il comandante dell'IRIN Contrammiraglio Habibollah Sayyari ha anche pronosticato la prossima missione della 30esima flottiglia che nelle prossime settimane verrà dispacciata in una lunga missione di circumnavigazione del continente africano.
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martedì 18 marzo 2014
Esercitazioni navali congiunte in programma per le marine dell'Oman e della Repubblica Islamica Iraniana!!
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venerdì 24 maggio 2013
Intensa esercitazione dell'Esercito iraniano in corso nella Provincia di Isfahan!
Sotto la diretta supervisione del Generale Ahmad Reza-Pourdastan, Comandante supremo delle Forze di Terra dell'Esercito, e del suo Vice, Generale Hossein Shokouhi, le truppe iraniane dislocate in tutta la Provincia di Isfahan sono entrate nel vivo dell'articolata manovra di esercitazione denominata "Beit-ul-Muqaddas 25", che comprende l'uso massiccio di simulatori elettronici.L'introduzione di simulatori sempre più sofisticati permetterà all'Artesh (Esercito) della Repubblica Islamica di incrementare frequenza e intensità delle manovre aumentando l'efficienza delle unità e diminuendo proporzionalmente i costi vivi, l'usura degli apparati e il rischio di incidenti.
La fase finale della manovra vedrà un movimento dal vivo, perfettamente coordinato, di truppe corazzate, paracadutate ed eliportate, con lo spiegamento quasi totale della Cinquantacinquesima Brigata Paracadutisti. Anche in questo caso, come già detto a proposito di altre esercitazioni, bisogna rimarcare il carattere prettamente difensivo della manovra, volta a incrementare la confidenza delle forze armate di Teheran nel proteggere autonomia e indipendenza della nazione.
giovedì 14 marzo 2013
Fajr-5 e Naze'at-10 volano nei cieli di Kashan durante l'ultima esercitazione balistica dell'Esercito iraniano!
Nel corso di esercitazioni delle forze di terra della Repubblica Islamica iraniana tenutesi oggi vicino Kashan, nella Provincia di Esfahan, a circa 340 km di distanza dalla capitale Teheran tecnici dell'Esercito hanno con successo effettuato numerosi lanci dei nuovi modelli di razzi non guidati da battaglia Fajr-5 (sotto) e Naze'at-10 (sopra).
Gli ultimi discendenti delle due linee sono in grado di portare una testata di 150 (Fajr) o 250 chili di esplosivo (Naze'at) su un obiettivo distante dai 70 ai 130 chilometri con un ridottissimo margine d'errore circolare, molto migliore degli originali modelli cinesi e russi, nonostante continui a mancare qualunque modulo di guida interno, a testimonianza della raffinatezza raggiunta dall'ingegneria balistica iraniana.
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martedì 12 marzo 2013
Precipita nella notte elicottero dell'esercito sionista di occupazione! Morti i due membri dell'equipaggio!
Si erano appena esercitati a opprimere e minacciare la popolazione civile palestinese della Cisgiordania occupata sorvolando a bassissima quota le case della West Bank meridionale in piena notte, svegliando donne e bambini con il lugubre battito delle pale del loro elicottero da guerra 'made in usa' munifico regalo della Casa Bianca al regime razzista ebraico dell'Apartheid (pagato coi soldi degli 'Aiuti al Terzo Mondo' ricevuti ogni anno da Tel Aviv) ma una Giustizia immanente ha deciso che non dovessero 'tornare alla base' sani e salvi e ha fatto precipitare il loro aeromobile a pochi chilometri dalla base aerea di 'Palmahim'.Pilota e operatore delle armi di un A-1H Cobra delle Bell Industries sono quindi periti nello schianto il comando delle forze aeree dell'esercito (da cui dipende la componente elicotteristica dell'armata sionazista) ha giustificato l'esercitazione notturna con la: "Necessità per il nostro personale di addestrarsi a ogni condizione di impiego operativo", (con ciò mascherando la vera natura del 'drill' in questione: allenarsi a volare sopra le case della popolazione civile palestinese per bombardarle e mitragliarle).
In un episodio simile un altro elicottero israeliano era precipitato al suolo uccidendo l'intero equipaggio nel 2008, nel mese di settembre.
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martedì 3 luglio 2012
Vicecomandante dell'IRGC sull'esercitazione 'Grande Profeta': "Ferma e chiara risposta alle minacce militari occidentali!"
Il Brigadier Generale Hossein Salemi del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica iraniana ha definito la recente esercitazione missilistica dell'IRGC "Grande Profeta 7", iniziata ieri e in fase di svolgimento dei deserti di Semnan come "una seria e ferma risposta" alle ripetute minacce di una possibile 'opzione militare' in preparazione da parte delle potenze occidentali arroganti e dell'entità ebraica di occupazione della Palestina contro la Repubblica Islamica. "Obiettivo principale di questa dimostrazione é inviare chiaramente il messaggio riguardo alla nostra prontezza a rispondere a tono e con forza decisiva a qualunque tentativo di intimidirci militarmente o aggredirci proditoriamente".
Rapporti ufficiali confermano che, in una riproduzione su scala ridotta di una massiccia rappresaglia missilistica iraniana dozzine di vettori a medio e lungo raggio sono stati scatenati simultaneamente contro una serie di bersagli che simulavano in più verosimilmente possibile le installazioni militari americane, occidentali e sioniste nella regione, risultando nella loro quasi totale distruzione. I missili lanciati in questa esercitazione sono stati lo Shahab-1, -2 e -3, il Khalij Fars, il Tondar, il Fateh-110, lo Zelzal e il Qiam. Alcuni di essi sono ancora vettori a combustibile liquido, che necessitano di venire riforniti subito prima del lancio con una procedura delicata e relativamente pericolosa, altri invece, più recenti, sono modelli a propellente solido che possono venire lasciati pronti al lancio nei loro silos sotterranei anche per anni prima di venire lanciati con pochissimo preavviso.
All'esercitazione hanno preso parte anche i droni senza pilota, frutto di anni di ricerca e investimento della Repubblica Islamica nelle più avanzate tecnologie robotiche ed elettroniche, che hanno preso parte a loro volta alla rappresaglia simulata contro le 'basi' sioniste e imperialiste. Gli UAV iraniani si sono dimostrati efficaci quanto i più moderni cacciabombardieri, trovando e centrando i loro bersagli a una frazione minima del costo e del rischio di una missione aerea convenzionale. Il massiccio investimento di Teheran nella tecnologia di droni e missili dà un importante contributo a compensare le risorse proporzionalmente più limitate a disposizione dell'arma aerea (IRIAF), in attesa che anche in quel campo più vasto e complesso si facciano sentire in tutta la loro ampiezza i risultati della Jihad per l'Autosufficienza Militare.
Rapporti ufficiali confermano che, in una riproduzione su scala ridotta di una massiccia rappresaglia missilistica iraniana dozzine di vettori a medio e lungo raggio sono stati scatenati simultaneamente contro una serie di bersagli che simulavano in più verosimilmente possibile le installazioni militari americane, occidentali e sioniste nella regione, risultando nella loro quasi totale distruzione. I missili lanciati in questa esercitazione sono stati lo Shahab-1, -2 e -3, il Khalij Fars, il Tondar, il Fateh-110, lo Zelzal e il Qiam. Alcuni di essi sono ancora vettori a combustibile liquido, che necessitano di venire riforniti subito prima del lancio con una procedura delicata e relativamente pericolosa, altri invece, più recenti, sono modelli a propellente solido che possono venire lasciati pronti al lancio nei loro silos sotterranei anche per anni prima di venire lanciati con pochissimo preavviso.
All'esercitazione hanno preso parte anche i droni senza pilota, frutto di anni di ricerca e investimento della Repubblica Islamica nelle più avanzate tecnologie robotiche ed elettroniche, che hanno preso parte a loro volta alla rappresaglia simulata contro le 'basi' sioniste e imperialiste. Gli UAV iraniani si sono dimostrati efficaci quanto i più moderni cacciabombardieri, trovando e centrando i loro bersagli a una frazione minima del costo e del rischio di una missione aerea convenzionale. Il massiccio investimento di Teheran nella tecnologia di droni e missili dà un importante contributo a compensare le risorse proporzionalmente più limitate a disposizione dell'arma aerea (IRIAF), in attesa che anche in quel campo più vasto e complesso si facciano sentire in tutta la loro ampiezza i risultati della Jihad per l'Autosufficienza Militare.
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lunedì 2 luglio 2012
L'IRGC lancia una nuova esercitazione balistica nel centro del paese; l'obiettivo: "Allenarsi a centrare le basi americane nel Golfo!"
Il Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica della Repubblica Iraniana ha lanciato una nuova serie di esercitazioni missilistiche soprannominate "Grande Profeta 7" nell'Iran centrale, nella provincia di Semnan, con lo scopo dichiarato di migliorare la propria conoscenza degli ultimi vettori balistici prodotti dall'Organizzazione delle Industrie per la Difesa.
Missili e razzi da battaglia di raggio corto, mediano e lungo verranno testati dai militari dell'IRGC, allenandoli a centrare con precisione gli obiettivi americani in tutta l'area del Golfo e del Medio Oriente, così come l'entità di occupazione sionista e le sue installazioni in Georgia, Azerbaijan e Kurdistan. La 'Grande Profeta 7' é la principale manovra missilistica dopo la 'Val Fajr', tenutasi nel Deserto di Markazi a febbraio 2012, subito dopo l'esercitazione 'Tharallah' condotta invece dall'aviazione delle forze regolari. Sempre a febbraio, con le manovre 'Hamiyan-e-Velayat" le truppe dell'IRGC si sono perfezionate delle tattiche di commando, nel lancio di una offensiva aeroportata ed eliportata e nelle misure di contrasto a queste modalità operative.
Ancora una volta la Repubblica Islamica é pronta a mostrare la propria perizia militare, reiterando comunque che per i suoi dirigenti la forza armata non é che una opzione puramente difensiva e non un mezzo di aggressione.
Missili e razzi da battaglia di raggio corto, mediano e lungo verranno testati dai militari dell'IRGC, allenandoli a centrare con precisione gli obiettivi americani in tutta l'area del Golfo e del Medio Oriente, così come l'entità di occupazione sionista e le sue installazioni in Georgia, Azerbaijan e Kurdistan. La 'Grande Profeta 7' é la principale manovra missilistica dopo la 'Val Fajr', tenutasi nel Deserto di Markazi a febbraio 2012, subito dopo l'esercitazione 'Tharallah' condotta invece dall'aviazione delle forze regolari. Sempre a febbraio, con le manovre 'Hamiyan-e-Velayat" le truppe dell'IRGC si sono perfezionate delle tattiche di commando, nel lancio di una offensiva aeroportata ed eliportata e nelle misure di contrasto a queste modalità operative.
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mercoledì 18 aprile 2012
Il Ministro della Difesa iraniano dichiara: "Il nostro Bavar-373 rende totalmente inutile l'acquisto degli S-300 russi!"
Il Ministro della Difesa della Repubblica Islamica dell'Iran, Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha dichiarato che negli ultimi 5 anni la produzione di un sistema antiaereo totalmente nazionale in grado di prendere il posto delle batterie russe S-300 ha dato "risultati incredibilmente soddisfacenti" colmando quella che poteva diventare una preoccupante lacuna nello schermo antiaereo posto a protezione delle infrastrutture sensibili del paese, a partire da impianti e installazioni del programma nucleare.
Parlando a una cerimonia compresa nel programma di celebrazioni per la Giornata Nazionale delle Forze Armate a Teheran il Ministro Vahidi ha dichiarato che la produzione del sistema indigeno denominato "Bavar-373" (dal persiano per 'Fede, Credenza') é in corso e tutti i test finora effettuati hanno dato risultati più che positivi. Ulteriori ragguagli sulle capacità di questo sistema antiaereo verranno rivelati nei prossimi mesi.
Il Vicecomandante della Base di Difesa Aerea di Khatam al-Anbiya, Generale Shahrok Sharram aveva dichiarato nell'ottobre 2011 che, dopo il collasso delle trattative per la fornitura di batterie antiaeree russe S-300 l'Organizzazione delle Industrie della Difesa aveva lanciato, oltre a un progetto di potenziamento dei sistemi S-200 già in uso in tutto il paese un programma di sviluppo di un'alternativa nazionale basandosi sull'esperienza del personale formatosi in Russia per operare gli S-300, su alcuni esemplari dello stesso acquistati segretamente in Bielorussia e su piani e progetti acquisiti indipendentemente grazie agli sforzi dei servizi segreti.
Il risultato é stata la nascita di 'Bavar' che, integrato con gli stessi radar usati dagli S-300 (modelli 'Nebo' -foto sotto- e '64N6' -foto sopra- per la ricerca rispettivamente VHF e 3d), é in grado di fornire prestazioni identiche nel contrasto a incursori a bassa segnatura ('stealth'), missili da crociera e missili balistici ben superiori a quelle fornite dai 'Patriot 3' statunitensi o dai più volte annunciati e mai sperimentati modelli israeliani, ('Arrow', 'Magic Wand' e via discorrendo...) costantemente piagati da mancanza di fondi, test fallimentari e continui rinvii.
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venerdì 13 aprile 2012
Eccezionale fotoreportage da Gaza dove i militanti della Jihad Islamica si preparano al prossimo 'pogrom' sionazista!
Sul campo di battaglia moderno le tecniche di pronto soccorso, se tempestivamente ed efficacemente somministrate possono non soltanto salvare vite umane preziose ma persino evitare conseguenze invalidanti ai feriti sopravvissuti. Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina prevede che tutti i propri militanti siano versati in un modicum di nozioni di primo soccorso e, visto che all'interno delle loro fila possono vantare parecchi studenti e specializzandi di Medicina delle principali istituzioni accademiche palestinesi possono utilizzare i loro talenti e il loro know-how per istruire i loro commilitoni. In queste foto scattate poche ore fa nella Striscia di Gaza si vedono militanti dell'organizzazione impegnati in una esercitazione realistica di soccorso a ipotetici compagni feriti. Le costanti azioni militari sioniste contro il ghetto litoraneo e la incombente minaccia di una nuova invasione-'pogrom' nello stile dell'Operazione Piombo Fuso spingono ogni combattente palestinese ad applicarsi allo stremo per migliorare le proprie conoscenze.
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lunedì 19 marzo 2012
Meeting congiunto di comandanti della Difesa Aerea dell'Esercito e dell'IRGC alla base di Al-Anbiya!
In una importante iniziativa di coordinazione e sviluppo parallelo delle rispettive capacità operative tecniche e tattiche un numero selezionato di comandanti della difesa aerea delle Forze di Terra dell'Esercito e del Corpo della Guardia Rivoluzionaria della Repubblica Islamica dell'Iran si sono riuniti ieri presso la base aerea di Khatam al-Anbiya per una serie di simposi, conferenze ed esercizi teorici volti a integrare e uniformare le procedure e le capacità dei vari servizi che cooperano allo stesso fine: mantenere i cieli sopra l'Iran sgombri da presenze nemiche.
Il Generale Abbas Ameri, rivolgendosi ai comandanti riuniti, ha indicato nel dominio di cui Teheran gode nel campo dell'intelligence l'assetto fondamentale su cui costruire la sua sicurezza aerea: i nemici dell'occidente imperialista e arrogante ignorano dove e come siano ripartiti gli obiettivi sensibili dello schieramento di difesa iraniano, la facilità con cui sono stati intercettati, abbattuti e catturati i loro droni dimostra che essi sono costantemente disperatamente alla ricerca di informazioni chiare che ora gli mancano e anche i tentativi di colpire le strutture informatiche iraniane si sono risolti in un nulla di fatto.
Inoltre l'Iran ha a disposizione una mole di dati impressionante raccolta durante la lotta contro l'Irak di Saddam Hussein, lotta condotta senza esclusione di colpi che ha visto più volte il sistema difensivo iraniano vacillare ma mai cadere, ai nemici imperialisti questi dati sono oscuri e ignoti e perciò essi non possono nemmeno immaginare quali conclusioni e piani contingenti le forze difensive di Teheran abbiano stilato e preparato in base alla loro analisi e valutazione. Nel corso degli ultimi mesi forze aeree, terrestri, navali e della guardia rivoluzionaria si sono impegnate in lunghe e complesse serie di esercitazioni, per migliorare la loro prontezza e dimostrare all'esterno le loro capacità e la loro determinazione alla difesa della Patria e della Rivoluzione.
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venerdì 24 febbraio 2012
Lo scudo antiaereo della Repubblica Islamica é ormai "a prova di drone" grazie ai dati catturati di recente!
A poche ore dalla conclusione della vasta e impegnativa esercitazione antiaerea che ha avuto luogo nel Sud dell'Iran, circa nella zona attorno alla centrale nucleare di Bushehr, emergono rapporti secondo i quali nel corso delle manovre una particolare attenzione é stata riservata alla simulazione di infiltrazione, rilevamento, identificazione e contrasto (abbattimento o altro) di ipotetici velivoli senza pilota i cui parametri operativi sono stati accuratamente modellati e simulati sulla base dei dati accumulati dai tecnici e dagli ingegneri iraniani in questi ultimi mesi grazie agli esemplari di droni Usa e israeliani abbattuti o catturati.
Del resto, la recente (e preoccupata) dichiarazione da parte americana che l'RQ-170 'Bestia di Kandahar' che era stato dirottato e catturato dalle forze iraniane non aveva avuto modo di 'friggersi il cervello', cancellando la banca dati interna prima che potesse venire analizzata dagli esperti di Teheran (e dai loro colleghi russi e cinesi accorsi a frotte in Iran nei giorni immediatamente successivi) sottintendeva proprio questo: più e più dati sono disponibili all'Iran riguardo performance e tattiche dei droni occidentali e sempre meno speranze esistono che questi possano impunemente penetrarne e violarne lo spazio aereo, tantopiù 'segretamente' senza che radar e batterie antiaeree se ne avvedano e reagiscano di conseguenza.
L'attenzione al rilevamento e al contrasto elettronico, tuttavia, non si é risolta nell'oblio delle tecniche più tradizionali del contrasto antiaereo: artiglierie automatiche di medio e grosso calibro, squadre di motociclisti e fuoristrada equipaggiati di SAM spalleggiabili e altri sistemi missilistici mobili sono state intensamente spiegate e testate nel tentativo di costruire un 'filtro antiaereo' a maglie molto strette, che sia in grado di proteggere il paese sia da bombardieri che incrocino ad alta quota, (come i B-2), sia da cacciabombardieri modello F-16 ed F-18, che da missili da crociera volanti a basse e bassissime altitudini.
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giovedì 23 febbraio 2012
Nuovi modelli di radar iraniani testati con successo nella recente esercitazione antiaerea nel Sud del paese!
Si conclude oggi l'esercitazione antiaerea dell'Esercito iraniano, denominata convenzionalmente 'Tharallah', che negli ultimi quattro giorni ha interessato 190mila Km quadrati nel Sud dell'Iran; zona al centro della quale si trova la centrale nucleare di Bushehr, da tempo operativa e che contribuisce 1000 MW al giorno alla rete elettrica della Repubblica Islamica.
In particolare, durante la manovra, sono stati testati e valutati numerosi sistemi radari di produzione iraniana: dalle copie dei 'Kasta' russi ai 'Nebo', fino ai nuovi modelli 'Kashef' e 'Matla' al-Fajr', che si sono rivelati estremamente efficaci nel trasmettere puntuali e dettagliate informazioni ai loro controllori riguardo a numero, quota, rotta d'ingresso e atteggiamento operativo dei velivoli dell'aviazione che nell'esercizio giocavano il ruolo dell'aggressore.
La Repubblica Islamica iraniana mantiene un saldo e attento controllo sopra il suo spazio aereo, come dimostrano incidenti recenti e meno recenti nei quali é riuscita a individuare, abbattere o persino a 'dirottare' ciberneticamente velivoli da ricognizione senza pilota inviati a spiarla da potenze ostili; Stati Uniti e Israele in primis.
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mercoledì 22 febbraio 2012
Esercitazione antiaerea dell'Esercito Iraniano intorno alla centrale nucleare di Bushehr!
L'Esercito iraniano sta tenendo vaste esercitazioni attraverso una vasta area nel Sud del paese, con l'obiettivo di migliorare la responsività delle difese antiaeree della Repubblica Islamica contro differenti generi di minaccia. Il "via" alla manovra é stato dato dalla base aerea di Khatam al-Anbiya, da cui ha avuto inizio la quattro giorni di manovre denominanta convenzionalmente "Tharallah". Non é un caso che più o meno al centro dei 190000 Km quadrati teatro dell'esercizio si trovi la centrale nucleare di Bushehr.
L'esercitazione prevede quattro fasi successive, durante le quali l'Esercito testerà e valuterà il tasso di efficienza operativa dei suoi missili terra-aria, dei suoi equipaggiamenti radar, delle sue artiglierie antiaeree e, infine, anche dei propri caccia intercettori. La quarta fase, ovviamente, vedrà la cooperazione dell'IRIAF anche dalla parte dei 'difensori', mentre nelle tre fasi precedenti i colleghi dell'aviazione si limiteranno a giocare il ruolo degli ipotetici aggressori impegnati in una campagna aerea contro l'Iran.
Sia le forze armate regolari che il corpo della Guardia Rivoluzionaria si sono impegnate recentemente in intense serie di esercitazioni per dimostrare la prontezza e la responsività delle difese iraniane a fronte della campagna propagandistica e intimidatoria condotta contro Teheran da parte delle potenze arroganti imperialiste e sioniste, nell'ambito della quale più volte si é ventilata l'ipotesi di un attacco aereo contro i siti del programma nucleare nazionale.
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martedì 21 febbraio 2012
Grandi manovre delle forze di terra della Guardia Rivoluzionaria iraniana nella provincia di Yazd!
Le forze del Corpo della Guardia Rivoluzionaria Islamica hanno dato il via a una massiccia serie di manovre nella Provincia di Yazd con lo scopo di raffinare e migliorare le proprie capacitá di intervento e reazione in caso di minaccia milotare contro la Repubblica Iraniana.
Il Vicecomandante delle forze terrestri dell'IRGC, Brigadier Generale Abdollah Araghi ha dichiarato che tutti gli aspetti della difesa passiva, dalla dispersione delle forze, mascheramento al nemico e mimetismo, nonché i vari elementi che possano permettere al maggior numero di unitá combattenti di sopravvivere a un attacco a sorpresa saranno messi in pratica nel corso della manovra, che ha nome convenzionale 'Val Fajr'.
Il Comandante ha dichiarato che sebbene la struttura della manovra sia stata stabilita nelle sie linee-guida a livello di Stato Maggiore una volta iniziata essa sará interamente guidata e condotta dai comandi locali. "Questo significa che ciascun membro della catena di comando dovrá mostrare iniziativa e competenza nell'affrontare le sfide proposte in coordinazione coi vari livelli operativi"Un particolare accenno verrá posto sul perfezionamento della precisione e della disciplina di fuoco d'artiglieria, sia di quella a tiro rettilineo che di quella a tiro parabolico.
Questa vasta manovra addestrativa terrestre segue quella tenuta il mese scorso nei pressi della cittadina orientale di Khaf durante la quale i Pasdaran dell'IRGC si sono esercitati nelle operazioni meccanizzate e nel contrasto asimmetrico di eventuali invasori.
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martedì 6 dicembre 2011
Missili e sommergibili iraniani alla prova nelle nuove esercitazioni navali "Velayat 90"!
Il vicecomandante della flotta della Repubblica Islamica, Contrammiraglio Seyyed Mahmoud Moussavi ha dichiarato nel corso di una recente conferenza stampa che le forze navali di Teheran verranno presto impiegate in una vasta gamma di scenari e situazioni nel corso delle manovre denominate "Velayat (=autorità) 90". In particolare, nelle parole del Vicecapo di Stato Maggiore, saranno i nuovi modelli di missile superficie-superficie (sia costieri che imbarcati) e gli ultimi modelli di sottomarino entrati in linea, a sopportare la maggior parte degli scrutini e degli scenari ipotetici ideati dai pianificatori della Marina.
"Dobbiamo dimostrare, prima di tutto a noi stessi, quali siano le capacità, la potenza, la portata e il potere deterrente della nostra Marina, lanciando messaggi inequivocabili riguardo alla sua prontezza e preparazione per la Difesa nazionale e la rappresaglia pronta e adeguata a qualunque provocazione o, peggio, a qualunque genere di attacco esterno", questo excerptum del discorso di Moussavi é stato incluso dall'agenzia di stampa FARS nel comunicato relativo agli annunci.
Moussavi ha anche affermato che la 'Velayat 90' vuole dimostrare agli stati vicini che Teheran é in grado di proteggere la sicurezza e la stabilità della navigazione anche ben oltre le sue acque territoriali, invitando qualunque tra questi Stati ad allacciare salde relazioni di mutua assistenza con la Repubblica iraniana. L'Iran partecipa già regolarmente alle missioni di protezione delle rotte commerciali tra l'Oceano indiamo e il Mar Rosso; le sue flottiglie più volte hanno messo in fuga nugoli di battelli pirata tra il Golfo di Aden e il Bab el Mandeb.
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sabato 23 luglio 2011
La Guardia Rivoluzionaria iraniana nega di avere abbattuto velivoli Usa su Qom: ma qual'é la verità?
Pochi giorni orsono si era diffusa la notizia, riportata dai maggiori outlet mediatici mediorientali e internazionali, che un drone UAV da ricognizione americano era stato intercettato e abbattuto dalle forze di difesa aerea del Corpo della Guardia Rivoluzionaria dell'Iran nel cielo sopra la città di Qom. Le prime analisi dell'incidente parlavano di un tentativo americano di registrare layout e attività attorno al sito nucleare di Fordoh, una delle installazioni regolarmente dichiarate dall'Iran come facenti parte del suo programma di sviluppo dell'energia atomica per uso civile.
Adesso, direttamente dall'ufficio stampa dell'IRGC, arriva una irrituale smentita, secondo la quale "la diffusione di erronee ipotesi su scontri aerei nei cieli sopra Qom si é generata a causa dell'abbattimento di un drone iraniano nell'ambito di normali preparativi per un'esercitazione aeronautica che dovrà tenersi nelle prossime settimane"; che dire, bastava che ci aggiungessero anche un 'pallone sonda' e tutto il copione della 'smentita dell'establisment' sarebbe stato rispettato.
In realtà, il comunicato stampa arriva troppo dopo l'incidente per poter essere del tutto credibile. Certo, l'Iran é in effetti uno dei più grandi costruttori di droni senza pilota della regione e dopo la fine delle esercitazioni missilistiche di qualche settimana fa ne erano state annunciate di nuove, che avrebbero coinvolto le forze aeree e di difesa aerea, ma, quel che sembra più probabile é che il drone abbattuto fosse effettivamente americano ma che, in una vera e propria dimostrazione di responsabilità e amore per la stabilità, le autorità iraniane abbiano preferito 'disinnescare' l'attenzione sull'incidente in modo da evitare a Washington un grave imbarazzo e quietare animi che altrimenti si sarebbero facilmente potuti incendiare.
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