Il Presidente libanese Michel Aoun, ha commemorato stamani il quarantesimo anniversario della sparizione dell'Imam Moussa Sadr, figura fondamentale della politica libanese, fondatore di Amal e iniziatore del movimento di riscossa e riscatto della comunità sciita.
Insieme a due compagni di viaggio: lo Sceicco Yaqoub e il giornalista Badreddine, Sadr aveva accettato l'invito del mercuriale leader libico Moammar Gheddafi, che l'aveva ospitato per diversi giorni.
Il 31 agosto 1978 tre persone (si suppone uomini dei servizi libici) si imbarcarono a Tripoli su un jet diretto ad Atene effettuando il check-in coi documenti di Sadr e dei suoi due accompagnatori; una volta scesi dall'aereo fecero perdere le loro tracce.
Da allora nessuno vide o sentì mai più l'Imam Sadr.
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venerdì 31 agosto 2018
Il Presidente libanese Michel Aoun commemora la scomparsa dell'Imam Moussa Sadr, fondatore di Amal, sparito 40 anni fa!
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martedì 13 novembre 2012
Per cortesia di PressTV presentiamo il discorso di Nasrallah nella Giornata dei Martiti, doppiato in Inglese!
Nella giornata di ieri il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah ha pronunciato l'usuale discorso della Giornata dei Martiri. La traduzione in Inglese delle sue parole, presentata dall'emittente iraniana PressTV aiuterà i nostri lettori a capire meglio la delicata situazione attraversata dal movimento sciita di Resistenza che, oggi come nei bui giorni dell'invasione e dell'occupazione sionista, non si lascia intimidire o spaventare dalle provocazioni di politicanti venduti a Washington e a Tel Aviv e nemmeno dai loro burattini wahabiti e qaedisti.
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sabato 1 settembre 2012
Forse oggi "importanti rivelazioni" sul destino di Imam Mousa Sadr e dei suoi due compagni di viaggio!
Durante la commemorazione del trentaquattresimo anniversario della scomparsa in Libia del suo fondatore l'attuale leader del Movimento sciita Amal (nonché Presidente del Parlamento) Nabih Berri ha dichiarato che nel corso della stessa giornata di oggi o al massimo entro la domenica "Nuovi decisivi sviluppi" verranno alla luce riguardo al fato ultimo dell'Imam Sadr e dei suoi due accompagnatori Mohammad Yacoub e Abbas Badreddin.
L'annuncio arriva dopo che il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour aveva reiterato la propria convinzione riguardo al fatto che Sadr fosse ancora in vita, posizione che ha mantenuto nel corso degli ultimi mesi specialmente quando il test del DNA ha mostrato che i corpi ritrovati in una fossa comune libica non erano quelli del leader sciita e dei suoi due compagni di viaggio.
L'annuncio arriva dopo che il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour aveva reiterato la propria convinzione riguardo al fatto che Sadr fosse ancora in vita, posizione che ha mantenuto nel corso degli ultimi mesi specialmente quando il test del DNA ha mostrato che i corpi ritrovati in una fossa comune libica non erano quelli del leader sciita e dei suoi due compagni di viaggio.
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mercoledì 29 agosto 2012
Il Ministro libanese Mansour ripete la sua convinzione che Imam Mousa Sadr sia ancora vivo e si trovi in Libia!
A sette mesi dalla sua precedente dichiarazione in merito il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour, che attualmente si trova a Teheran per partecipare al vertiche dei paesi Non-allineati, ha ripetuto la propria convinzione che il fondatore del Movimento sciita Amal, il chierico Imam Mousa Sadr sia ancora vivo e si trovi in Libia dove sarebbe rimasto prigioniero per questi ultimi trent'anni sotto il regime di Gheddafi recentemente abbattuto.
La sparizione del religioso sciita di origine iraniana ha sempre costituito uno dei grandi 'misteri mediorientali' degli ultimi decenni; mistero che sembrava sul punto di venire risolto da una perizia sul DNA di alcune salme trovate in una fossa comune di oppositori di Gheddafi, che però non si sono rivelate appartenenti a Sadr o ai due accompagnatori (Mohammed Yakoub e Abbad Badreddine) che sparirono con lui durante un viaggio in Libia nel 1978.
Pur non dubitando della buona fede e della convinzione con cui Adnan Mansour sostiene la sua posizione saremmo veramente ansiosi di sapere se essa é rafforzata da elementi probanti e in quel caso, quanti e di che natura.
La sparizione del religioso sciita di origine iraniana ha sempre costituito uno dei grandi 'misteri mediorientali' degli ultimi decenni; mistero che sembrava sul punto di venire risolto da una perizia sul DNA di alcune salme trovate in una fossa comune di oppositori di Gheddafi, che però non si sono rivelate appartenenti a Sadr o ai due accompagnatori (Mohammed Yakoub e Abbad Badreddine) che sparirono con lui durante un viaggio in Libia nel 1978.
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martedì 26 giugno 2012
Il Comitato del Governo libanese smentisce: "Il DNA prelevato dalla fossa comune libica 'non somiglia neanche' a quello di Moussa Sadr!"
E' ufficiale, dopo aver ricevuto le risultanze dell'analisi del DNA condotta sui vesiti e sui resti del corpo rinvenuto dalle autorità libiche in una fossa comune di vittime di Gheddafi e dove si riteneva potesse trovarsi anche il corpo di Mousa Sadr, religioso sciita e fondatore di Amal, il comptetente Comitato giudiziario di Sicurezza nominato da Beirut per valutare la questione ha annunciato che la salma in questione non é assolutamente quella dell'Imam libanese di origine iraniana.
Secondo il libanese "Al-Intiqad" il Comitato ha rivelato che il DNA analizzato "non somiglia nemmeno" a quello di Sadr, di cui si hanno a disposizione esempi recuperati da ciocche di capelli. Le autorità libiche, per bocca dello stesso capo del Consiglio di Transizione Mustafa Abdul Jalil sembravano quantomeno "ansiose" di dichiarare chiusa la questione della scomparsa di Sadr e dei suoi due compagni di viaggio (Mohammed Yakoub e Abbad Badreddine), rapiti o forse uccisi per ordine di Gheddafi durante la loro visita in Libia nel 1978, ma é chiaro dai risultati dell'inchiesta che il caso é ancora aperto e che il Libano (non solo Amal, o Hezbollah, o la comunità sciita) non si accontenterà di "spiegazioni di comodo".
Le ipotesi accreditate negli ultimi trentaquattro anni vorrebbero Imam Sadr e i suoi compagni di viaggio vittime di un complotto ordito da una parte dell'OLP contro di loro, vista la "minaccia" costituita dal nascente Movimento Amal alle attività delle milizie palestinesi nel Libano del Sud (allora chiamato "Fatahland") oppure addirittura incorsi nella incontrollabile rabbia dello stesso Gheddafi, 'offeso' dalla severa critica fatta da Imam Sadr ad alcune sue posizioni religiose.Sadr fu l'unico religioso musulmano sciita a presenziare alla cerimonia di insediamento di Papa Paolo VI a Roma e per tutta la sua vita intrattenne fitti e fecondi dialoghi con molte personalità cristiane europee e orientali. Sempre a Roma, nel 2004, venne ritrovato il suo passaporto, secondo alcuni portato in Italia da qualche membro dell'entourage di Gheddafi durante le frequenti visite del leader libico in Italia.
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sabato 23 giugno 2012
Il CNT libico: "Forse identificata la salma di Imam Mousa Sadr, il fondatore di Amal rapito da Gheddafi!"
Il leader del Consiglio Nazionale di Transizione attualmente al potere in Libia, Mustafa Abdul Jalil avrebbe comunicato alle autorità libanesi di avere 'definitivamente concluso' le indagini riguardanti il fato di Imam Mousa Sadr, influente figura religiosa e politica dello sciismo libanese di cui si persero le tracce 34 anni fa subito dopo il suo arrivo in Libia a seguito di un invito dell'allora 'uomo forte' di Tripoli, il Colonnello Muammar Gheddafi. Secondo quanto pubblicato in merito dal quotidiano "Al-Liwa" Jalil avrebbe menzionato 'prove decisive' che dimostrerebbero come il terzetto di persone che apparentemente si imbarcarono su un volo diretto in Europa registrandosi come Sadr e i suoi due accompagnatori (Mohammad Yacoub e Abbas Badreddin) fossero in realtà uomini di Gheddafi mascherati, inviati fuori dal paese per far credere che i tre libanesi fossero scomparsi dopo aver lasciato la Libia apparentemente liberi e illesi.
La giunta libica tuttavia non ha voluto commentare in alcun modo le affermazioni della stampa secondo cui Sadr sarebbe rimasto incarcerato in Libia almeno vent'anni fino al 1998, anno in cui sarebbe morto in seguito all'età avanzata e alle dure condizioni di detenzione. Si sa che uomini del CNT avrebbero individuato una fossa comune contenente le spoglie di oppositori e vittime del regime di Gheddafi, e che vi sia una certa sicurezza che uno dei corpi ivi rinvenuti sia quello del fondatore del movimento 'Amal' ma di questo non potrà esservi sicura conferma prima che vengano resi pubblici i risultati dei test del DNA che sarebbero già stati richiesti dal Governo libanese e in corso di completamento proprio in queste ore.
Bisogna tenere conto del fatto, che, nonostante tutto, la convinzione che l'Imam Sadr fosse ancora vivo e tenuto prigioniero in Libia, era parecchio diffusa in vari settori dell'opinione pubblica libanese. La conferma della sua morte avrebbe pesanti ripercussioni non soltanto su Amal e sugli sciiti, ma su tutta la società del 'Paese dei Cedri'.
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domenica 15 aprile 2012
Mansour: "Prive di riscontri e fondamento le notizie sul ritrovamento del corpo di Moussa Sadr in Libia!"
Il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour ha negato, in una recente dichiarazione che l'annuncio riportato dai media lo scorso venerdì, secondo il quale il Consiglio Nazionale di Transizione in Libia avrebbe indicato in una fossa comune presso Tripoli il luogo di sepoltura del leader sciita Moussa Sadr, abbia una qualsivoglia base di crediblità e veridicità.
"Simili annunci mancano di qualunque accuratezza e non vi sono prove che ne sostengano gli assunti" ha detto Mansour indicando che "Ci eravamo precedentemente accordati coi colleghi libici di non rivelare all'esterno simili notizie prima di averle investigate insieme fino in fondo, questo mi porta a pensare che l'annuncio non abbia avuto il benestare dell'NTC e del suo Segretario".
"Una tale 'fuga' di notizie, inoltre ostacola lo spedito e accurato procedere delle indagini, ci stiamo occupando della questione tramite i canali diplomatici". Il Governo provvisorio libico e quello Libanese si erano accordati per condurre speditamente un'inchiesta che chiarisse una volta per tutte il fato toccato al fondatore di Amal Moussa Sadr e ai suoi due accompagnatori che nel 1978, dopo essere stati ricevuti in Libia, sparirono.
Gheddafi e i suoi sostennero di averli accompagnati a un volo di linea diretto ad Atene dove tuttavia non si riscontrarono tracce del loro sbarco. Le spiegazioni finora date come più probabili per la loro scomparsa parlano di un omicidio 'commissionato' dall'ala dell'OLP preoccupata della nascita di un movimento sciita nel Sud del Libano (Amal e più tardi Hezbollah), che avrebbe potuto interferire con le operazioni palestinesi contro Israele.
Più melodrammatica, ma anche più in tono con la personalità mercuriale e instabile dell'ex dittatore libico, un'altra ipotesi teorizza un'uccisione di Sadr da parte di Gheddafi stesso al termine di una discussione di teologia durante la quale l'ospite sciita avrebbe fortemente criticato alcune affermazioni e prese di posizione del Colonnello.
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mercoledì 18 gennaio 2012
Scioccante dichiarazione del Ministro Mansour: "Confido che Imam Sadr sia ancora vivo!"
Ritornato da pochissimo dal suo viaggio in Libia alla testa della commissione ufficiale libanese per l'accertamento del fato di Imam Mousa Sadr, fondatore di Amal e leader sciita, scomparso 33 anni fa durante una visita al paese allora dominato dal Colonnello Gheddafi, il Ministro degli Esteri del Governo Mikati, Adnan Mansour, ha suscitato un vero e proprio vortice di interrogativi e polemiche dichiarando che, secondo quanto emerso nel corso delle indagini ufficiali, aiutate dal Consiglio Nazionale di Transizione e dal Governo ad interim, il religioso e i suoi due accompagnatori (Mohammad Yaacoub e Abbas Badreddine) potrebbero essere ancora vivi.
Se Mousa Sadr fosse vivo avrebbe quasi 84 anni compiuti, un'età che é difficile da raggiungere se per oltre tre decadi si rimane prigionieri di un dittatore africano; inoltre, quello che non é chiaro, é quali informazioni di quali fonti abbiano portato Mansour a prodursi personalmente in una dichiarazione tanto netta e tanto impegnativa. Quello che é sicuro é che a suo dire "La nuova leadership libica si é dimostrata più che pronta a seguire attentamente ogni indizio in merito e lo stesso Premier Abdurrahim el-Kib ha assicurato che la pronta soluzione del Caso Sadr avrà la massima priorità".
Imam Mousa Sadr era un influente e rispettatissimo leader sciita di origine iraniana, la cui predicazione la cui fattiva attività politica furono strumentali nella creazione del Movimento Amal. Sadr fu l'unico religioso musulmano sciita a presenziare alla cerimonia di insediamento di Papa Paolo VI a Roma e per tutta la sua vita intrattenne fitti e fecondi dialoghi con molte personalità cristiane europee e orientali. Sempre a Roma, nel 2004, venne ritrovato il suo passaporto, secondo alcuni portato in Italia da qualche membro dell'entourage di Gheddafi durante le frequenti visite del leader libico in Italia.
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lunedì 16 gennaio 2012
Javad Qoddousi dichiara: "Positivi progressi nelle indagini sul fato di Imam Mousa Sadr!"
Il Segretario del Sottocomitato parlamentare iraniano per le Ricerche sul Fato di Imam Mousa Sadr, Javad Karimi Qoddousi ha dichiarato che, allo stato attuale delle ricerche, "c'é ragione di mantenere un moderato ottimismo" e che positivi progressi possono ancora essere fatti in merito alla possibilità di determinare il fato ultimo del noto e rispettato chierico libanese (di origine iraniana), fondatore del Movimento Amal, che scomparve insieme a due suoi accompagnatori (Mohammad Yaacoub e Abbas Badreddine) nel 1978, nel corso di una visita alla Libia di Gheddafi.
Il Parlamentare iraniano ha aggiunto che il Sottocomitato da lui guidato ha ricevuto "informazioni credibili" su quanto accaduto a Sadr da alcuni prigionieri politici 'veterani' rimasti anni ed anni nelle carceri del dittatore di Tripoli e finalmente rilasciati dopo la definitiva caduta del suo regime in seguito alla vittoria della Rivoluzione partita da Bengasi nella primavera del 2011.
Nel 2008, nel trentesimo anniversario della sua scomparsa il Governo libanese aveva emesso un mandato di cattura nei confronti di Gheddafi che però era rimasto lettera morta. Attualmente una commissione ufficiale libanese guidata dal Ministro degli Esteri in persona si trova in Libia per "tirare le somme" sul caso della scomparsa di Mousa Sadr. Il leader sciita era stato strumentale nel risvegliare la coscienza collettiva di quello che, negli anni '60 e '70 era il gruppo sociale/religioso più emarginato e diseredato dell'intera società libanese, iniziando quel processo di risveglio e riscatto che ha portato gli sciiti (oggi uniti sotto la leadership di Amal e di Hezbollah) a divenire il gruppo 'chiave' nella nuova architettura politica del paese.
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giovedì 12 gennaio 2012
Delegazione ministeriale libanese parte per la Libia per chiudere definitivamente il 'dossier' su Imam Moussa Sadr!
Come anticipato nei mesi scorsi su queste nostre pagine é finalmente partita alla volta della Libia la delegazione ufficiale libanese incaricata dal Governo, dal Partito Amal e dai rappresentanti religiosi della comunità sciita di chiarire il fato di Imam Moussa Sadr e dei suoi due accompagnatori (Mohammad Yaacoub e Abbas Badreddine) che nel 1978 scomparvero letteralmente durante (o a ridosso) di una visita nel paese nordafricano, allora sottoposto al regime del mercuriale dittatore Gheddafi.
Capo della delegazione é nientemeno che il Ministro degli Esteri dell'Esecutivo Mikati, Adnan Mansour, a sottolineare l'altissimo livello a cui l'intera società libanese si sente coinvolta dalla ricerca della verità su quello che é uno dei 'casi' più celebri della politica internazionale mediorientale e nordafricana degli ultimi decenni.
Nonostante alcune persone avessero per anni espresso la speranza che il celebre leader religioso e fondatore di Amal si trovasse detenuto in qualche galera del Colonnello di Tripoli sembra quasi certo che egli sia stato invece ucciso insieme ai suoi compagni di viaggio; resterebbe da capire quando, come, per quale motivazione e se esista una sepoltura o comunque dei resti da potere inumare.
Una spiegazione prosaica e 'politica' dell'accaduto pretenderebbe che Sadr sia stato assassinato su richiesta di un'ala dell'OLP che, all'epoca dei fatti, si sentisse minacciata dalla crescente popolarità di Amal nel Sud del Libano, che intralciava le operazioni di guerriglia che dalla zona partivano contro il regime ebraico di occupazione. Una ricostruzione più "religiosa" e "psicologica" vorrebbe che Sadr sia stato invece letteralmente ucciso a calci e pugni dai "gorilla" di Gheddafi per ordine di quest'ultimo, fuori di sé dall'ira dopo che, al termine di una lunga discussione su temi religiosi, fosse stato duramente criticato dal religioso sciita per sue affermazioni eccessivamente eterodosse e personali, al limite dell'eresia.
Riguardo la spedizione in Libia Mansour ha dichiarato: "Non stiamo andando a 'fare indagini', stiamo andando a concluderle e a fare chiarezza una volta per tutte, vogliamo girare la pagina definitivamente su questo capitolo e chiuderlo una volta per tutte, non faremo "esplorazioni" o "ricerche", ma raccoglieremo dati e fatti e, dopo aver parlato con Capo del Consiglio di Transizione Jalil (sopra a dx nella foto), col Primo Ministro a interim e coi Ministri della Difesa e degli Esteri concluderemo una volta per tutte questa faccenda".
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sabato 12 novembre 2011
Nasrallah alla Giornata dei Martiri: "I piani imperialisti e sionisti contro di noi, contro la Siria e contro l'Iran sono tutti falliti!"
Il Segretario Generale di Hezbollah ha chiesto all'amministrazione di Obama e ai reggitori dell'entità sionista di occupazione di comprendere molto bene che aggressioni contro l'Iran o la Siria provocheranno un devastante effetto domino in tutta la regione, in conseguenza del quale i loro interessi saranno i primi a essere irreversibilmente colpiti.
Durante l'attesissima cerimonia della Giornata dei Martiri presso il compound che sorge nel distretto meridionale della capitale libanese Hassan Nasrallah ha pronunciato la sua orazione, esordendo con l'osservazione che, a ogni nuova occasione di commento degli sviluppi politici del Medio Oriente e del Mondo Arabo egli ha piacere di verificare come la situazione, ormai da lungo tempo, continui a progredire in senso positivo per gli oppressi e gli umili e contrario agli interessi degli arroganti e dei loro lacché.
"Voi che puntavate su una rapida degenerazione della situazione in Siria, abbandonate le vostre speranze: il popolo di quel paese ha vanificato i vostri sforzi ed essi ormai sono totalmente sconfitti come quelli che, in passato, avete indirizzato contro la Repubblica Islamica o lo stesso Libano (qui Nasrallah fa riferimento alla fittizia gazzarra sulla 'rivoluzione verde' e sul tentativo del 2008 di riaccendere la guerra civile in Libano, stroncato dalla pronta reazione dell'Alleanza 8 Marzo').
Nasrallah ha quindi rimarcato con sarcasmo che, se gli Stati Uniti si sentono giustificati a togliere i loro contributi all'agenzia ONU per la Scienza, l'Educazione e la Cultura perché indispettiti dalla sua legittima decisione di accogliere la Palestina come Stato membro allora non é chiaro perché il Libano dovrebbe mai versare anche un solo soldo di finanziamento alla 'corte-canguro' voluta da Washington e Tel Aviv per scaricare sui loro avversari la responsabilità dell'omicidio di Rafik Hariri (eliminato dagli israeliani con un drone telecomandato quando ha mostrato di essere sul punto di avvicinarsi al partito sciita e alla Siria).
Durante il discorso Nasrallah ha dichiarato che i martiri sciiti, da Ahmad Kassir in poi, sono "portatori e facilitatori di vita", in quanto esecutori della Volontà di Dio e che la Resistenza, la lotta e la Jihad costituiscono un unico percorso di fede e di testimonianza. Nasrallah ha quindi letto le parole pronunciate dal riverito Imam Moussa Sadr durante l'invasione sionista del libano avvenuta nel 1978, notando come esse mantengano anche oggi tutta la loro pognanza e attualità.
"Oggi, grazie ai martiri, agli studenti e ai figli della Resistenza il Sud del nostro paese é sicuro, forte e solido e non si trova più alla mercé di alcun occupante; di questo rendiamo grazie". Ha poi considerato che, pur ritenendolo molto improbabile, le forze di Hezbollah sono costantemente all'erta contro possibili nuovi attacchi da parte sionista e rimangono un forte peso sulla bilancia dell'equilibrio regionale. Ovviamente, ha aggiunto, l'assenza di una minaccia immediata non è dovuta a un 'ravvedimento' del regime ebraico o a una sua improvvisa 'generosità' ma al fatto che attualmente é più impegnato a brigare e tramare contro altri obiettivi.
Questi obiettivi, come noto, sono la Siria e l'Iran, i quali, grazie alla rettitudine dei loro governanti, alla disciplina e alla fedeltà delle loro popolazioni e al favore di Dio, sono però riusciti a confrontare con successo le minacce sioniste sostenute dagli imperialisti americani, inglesi e francesi (e in misura minore da paesi europei di secondo piano), grazie anche al sostegno degli alleati tradizionali e di nuovi partner come i paesi emergenti. "Anche ora che le loro minacce di intervento armato sono state sventate e le loro provocazioni terroristiche sono fallite gli imperialisti e i sionisti vorrebbero trascinare l'Iran in 'negoziati' per fargli rinunciare al suo innegabile diritto di sviluppare pacificamente l'industria nucleare civile e sperano di riuscire a convincere i Siriani ad accettare ingerenze esterne nella loro politica. Ma tutti questi schemi sono destinati al fallimento".
"Fino a che rimarremo dediti alla fede, alla determinazione e alla ferma volontà di Resistenza, a Dio piacendo, rimarremo sempre vittoriosi!".
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venerdì 11 novembre 2011
Ex-ufficiale dei servizi di Gheddafi conferma: "Moussa Sadr morì nel 1978 per ordine del Colonnello!"
L'ex coordinatore dello spionaggio libico sotto il regime di Gheddafi, Ahmed Ramadan, ha dichiarato ai microfoni dell'emittente libanese che il fondatore del Movimento Amal ed eminente figura religiosa sciitia Imam Moussa Sadr sarebbe morto nel 1978 per esplicito ordine del Colonnello di Tripoli; poco dopo essersi intrattenuto a discutere con lui per oltre due ore e mezza. Secondo quanto raccontato da Ramadan Gheddafi, una volta licenziato l'illustre ospite e i suoi accompagnatori avrebbe causalmente incaricato i propri collaboratori rimasti nella stanza di "portare via" i visitatori stranieri, termine che nel circolo dei suoi intimi stava a indicare l'assassinio.
"Pochi giorni dopo", elabora l'ex responsabile dei servizi, "appresi dalla segretaria del Colonnello che Sadr e quanti viaggiavano con lui erano stati uccisi e i loro resti sparsi nel deserto". Ramadan avrebbe anche fatto i nomi di quanti, tra i seguaci di Gheddafi, avrebbero partecipato materialmente agli assassinii, spiegando che molti dei responsabili vivano tuttora a Tripoli o poco distante.
Finora l'unica altra voce che aveva confermato la morte di Moussa Sadr era stata quella, sicuramente informata e attendibile, di Saif al-Islam Gheddafi, figlio del leader deposto, attualmente in Niger a organizzare il Fronte Libico di Liberazione. La scomparsa e probabile uccisione del religioso sciita (iraniano di nascita e studi ma divenuto famoso per il suo lavoro in Libano, dove organizzò e diede coesione e dignità alla tartassata comunità sciita) ha sempre rappresentato uno dei 'grandi misteri insoluti' della storia recente di Medio Oriente e Nordafrica.
Come tutti i misteri irrisolti anche quello della scomparsa di Sadr ha generato tesi e spiegazioni contrastanti; secondo quella più 'realistica' e 'politica' Gheddafi avrebbe invitato Sadr con l'intenzione di assassinarlo su richiesta della leadership dell'OLP, allora preoccupata dalla crescente popolarità di Amal che poteva minare l'egemonia palestinese nella parte Sud del Paese (all'epoca denominata 'Fatahland') da cui i fedayeen compivano raid e attacchi verso l'entità di occupazione sionista. Secondo la spiegazione più 'mistico-religiosa' Gheddafi, gonfio di 'hybris' come un personaggio tragico sofocleo, avrebbe ordinato la morte dell'ospite (atto particolarmente empio sia secondo gli usi greci che secondo quelli arabi) in quanto infuriato per la severa critica alle sue visioni politico-religiose mossa dall'imam sciita capo di Amal.
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venerdì 4 novembre 2011
Oggi il Ministro degli Esteri iraniano visita Tripoli dopo essere stato a Bengasi!
Arrivato nel capoluogo della Cirenaica Bengasi durante la giornata di ieri il capo della Diplomazia di Teheran Ali Akbar Salehi ha incontrato il Segretario del Consiglio Nazionale di Transizione, Mustafa Abdul Jalil recandogli un messaggio di congratulazioni firmato dalla Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei e dal Presidente della Repubblica Islamica Mahmoud Ahmadinejad nel quale i due esprimono l'augurio che, deposto e ucciso Gheddafi, si sia aperta per la Libia una stagione nuova da vivere all'insegna della Democrazia illuminata e ispirata ai valori del Corano.
Salehi ha comunque messo in guardia i leader del CNT da qualunque tentativo straniero di deviare la Rivoluzione libica dai suoi obiettivi e dagli interessi del popolo, offrendo nel contempo l'esperienza e il sostegno (morale e materiale) della Repubblica Iraniana, che trentadue anni fa, alla cacciata dello Scià-fantoccio dell'Occidente si trovò ad affrontare, sola, molte delle stesse sfide e delle stesse problematiche che oggi la Libia del dopo Gheddafi si trova di fronte. Jalil, da parte sua, ha ringraziato Teheran per l'offerta e per quanto già fatto a favore del popolo libico, con l'invio di aiuti umanitari e con le cure prestate ai feriti e i mutilati della guerra civile.
In serata Salehi ha lasciato la Cirenaica alla volta della capitale Tripoli, dove nella giornata di oggi incontrerà il nuovo Primo Ministro libico, Abdel Rahim el-Qib, e inizierà a prendere accordi per l'invio in Libia dell'annunciata commissione di inchiesta per accertare il fato di Imam Mousa Sadr, il religioso sciita di origine iraniana che, nel 1978, scomparve durante una visita in Libia e che si sospetta fatto rapire e quindi uccidere per volontà di Gheddafi.
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mercoledì 2 novembre 2011
Il Neopremier libico: "La Sharia sarà la nostra legge", intanto Tripoli diventa crocevia dipolmatico!
Appena nominato il Premier libico in pectore Abdel Rahim al-Qib ha colto l'occasione per reiterare, ai microfoni di Radio France Internationale, che la pietra angolare di ogni nuova legislazione introdotta nel paese per sostituire istituti e giurisprudenze in vigore durante l'ultraquarantennale regime di Gheddafi sarà l'Islam con i suoi precetti, come del resto é logico e naturale in un paese musulmano al 99.7 per cento. Tripolino, laureato in Ingegneria Elettrica, con un brillante passato da uomo d'affari Al-Qib é stato scelto come candidato dai 'boss' dell'insurrezione vittoriosa (originari della cirenaica e con chiari legami al potere che hanno appena infranto) come 'volto accettabile' della Nuova Libia.
Intanto la Tripoli rapidamente (e, si dice, sanguinosamente) de-Gheddafizzata é diventata uno snodo diplomatico di primaria importanza, lo testimonia lo sbarco improvviso e inatteso del Segretario Generale ONU, il sudkoreano Ban-Ki-Moon, arrivato stamane nella capitale nordafricana in compagnia del Presidente dell'Assemblea Generale Nassir Abdulaziz Al-Nasser, come debitamente e puntualmente riferito dall'Agence France Presse. Secondo il comunicato rilasciato dal PR dell'ONU Martin Nesirky il Segretario Generale ha incontrato i capi del Consiglio Nazionale di Transizione e rappresentanti della società civile.
Intanto la capitale libica ha ricevuto oggi la notizia che un altro prestigioso ospite si prepara a includerla in una sua prossima visita ufficiale: il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi, una volta conclusi gli impegni che oggi lo hanno chiamato in Turchia, dove oggi ha preso parte a una conferenza internazionale sul futuro dell'Afghanistan, ha annunciato che farà rotta proprio su Tripoli. Il viaggio di Salehi segue un invito ufficiale ricevuto nel corso di agosto, quando ancora infuriavano gli scontri attorno a diverse città del paese con gli ultimi leali di Gheddafi. E' molto probabile che uno degli argomenti che verranno discussi nel corso della sua visita sia l'invio di una commissione d'inchiesta iraniana per accertare la sorte di Moussa Sadr, religioso libanese di origine iraniana, fondatore di Amal scomparso nel 1978 dopo un viaggio in Libia, che si ritene venne fatto imprigionare e quindi uccidere dal Colonnello.
Intanto la Tripoli rapidamente (e, si dice, sanguinosamente) de-Gheddafizzata é diventata uno snodo diplomatico di primaria importanza, lo testimonia lo sbarco improvviso e inatteso del Segretario Generale ONU, il sudkoreano Ban-Ki-Moon, arrivato stamane nella capitale nordafricana in compagnia del Presidente dell'Assemblea Generale Nassir Abdulaziz Al-Nasser, come debitamente e puntualmente riferito dall'Agence France Presse. Secondo il comunicato rilasciato dal PR dell'ONU Martin Nesirky il Segretario Generale ha incontrato i capi del Consiglio Nazionale di Transizione e rappresentanti della società civile.
Intanto la capitale libica ha ricevuto oggi la notizia che un altro prestigioso ospite si prepara a includerla in una sua prossima visita ufficiale: il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi, una volta conclusi gli impegni che oggi lo hanno chiamato in Turchia, dove oggi ha preso parte a una conferenza internazionale sul futuro dell'Afghanistan, ha annunciato che farà rotta proprio su Tripoli. Il viaggio di Salehi segue un invito ufficiale ricevuto nel corso di agosto, quando ancora infuriavano gli scontri attorno a diverse città del paese con gli ultimi leali di Gheddafi. E' molto probabile che uno degli argomenti che verranno discussi nel corso della sua visita sia l'invio di una commissione d'inchiesta iraniana per accertare la sorte di Moussa Sadr, religioso libanese di origine iraniana, fondatore di Amal scomparso nel 1978 dopo un viaggio in Libia, che si ritene venne fatto imprigionare e quindi uccidere dal Colonnello.
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lunedì 24 ottobre 2011
L'Iran invierà un comitato d'inchiesta in Libia, per appurare il fato di Imam Mousa Sadr!
Javad Karim Qoddousi, membro del Comitato parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera ha dichiarato nella giornata di ieri che, con la morte di Gheddafi e la caduta delle sue ultime roccaforti di resistenza nel paese, il progetto del Parlamento di inviare il Sotto-comitato investigativo in Libia per accertare il fato di Imam Mousa Sadr é confermato ma attenderà di venire messo in pratica non appena il Consiglio Nazionale di Transizione potrà garantire la sicurezza e la tranquillità operativa necessarie a questa missione.
"Il Ministero degli Esteri é intimamente convinto della necessità di appurare il prima possibile il fato di Imam Sadr; ovviamente ciò dovrà temporaneamente attendere fino a quando non sarà possibile stabilire incontri ufficiali con il CNT, in una atmosfera di stabilità e pace", si legge in un comunicato stampa ufficiale rilasciato dalle autorità parlamentari iraniane.
Sadr, iraniano di nascita ma trasferitosi in Libano, é stata una figura fondamentale nella fondazione del Movimento Amal, forza politica centrale nell'attuale panorama dei partiti e dei movimenti libanesi, attualmente impegnato nel governo del paese come membro dell'Alleanza 8 marzo, e scomparve letteralmente il 31 agosto 1978 mentre si trovava in visita ufficiale a Tripoli insieme a Mohammed Yakoub e Abbas Badreddin. Nonostante le affermazioni di parte libica riguardo all'avvenuta partenza dei tre su un volo internazionale sia il Libano che l'Iran hanno sempre ritenuto Gheddafi e il suo regime responsabili per la loro sparizione.
Con la caduta di Gheddafi si conta, negli archivi dei suoi servizi segreti, di trovare prove certe del fato toccato ai tre.
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