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giovedì 4 febbraio 2016

Altri due vetusti F-16C arrivano in Irak per gentile concessione di Obama (troppa grazia!)

A oltre sei mesi dai quattro precedenti, altri due F-16C Block 50 (codici IAF 1612 e IAF 1614), parte del lotto di circa 40 che il Governo irakeno ha pagato in moneta sonante anni ed anni fa per dotarsi di una componente aerea almeno semi-moderna sono finalmente arrivati in Mesopotamia partendo da Tucson, facendo scalo a Lajes nelle Azzorre e infine atterrando nella base aerea di Balad. 

domenica 12 luglio 2015

"Alla buon'ora quattro vecchi (e degradati) F-16 americani arrivano in Irak!" Se Bagdad avesse dovuto aspettare Obama...

Quelli che vedete in foto sono i tre F-16D Block 52 (1601, 1602, 1604) e l'F-16C Block 50 (1607) che partendo venerdì dall'aeroporto internazionale di Tucson (TUS), Arizona, dove é di base anche il 162esimo 'wing' della Guardia Nazionale Aerea e facendo tappa sabato all'aeroporto di Lajes nelle Azzorre (TER) sono arrivati da poco alla Base Aerea di Balad (OR9) vicino alla capitale irakena, Bagdad.

L'Irak aveva comprato 40 F-16 dagli Usa quasi 4 anni fa ma la Lockheed ha consegnato solo 7 aeroplani alla Guardia Nazionale che doveva istruire su di essi i piloti irakeni, da anni in trasferta negli Usa, nonostante che essi fossero più che ansiosi di tornare a casa, specie nell'ultimo anno, per combattere la minaccia dell'ISIS.

sabato 17 gennaio 2015

Anche Nabaai conquistata dall'Esercito di Bagdad e dai miliziani sciiti: ennesima sconfitta per l'ISIS!!

L'Esercito irakeno e le sue unità ausiliarie hanno ottenuto un altro importante successo nella lotta contro i takfiri tagliagole dell'ISIS liberando l'ennesimo centro del Nord del paese. Con un'avanzata complessa e coordinata su più assi da parte di truppe regolari e milizie sciite anche la località di Nabaai e i suoi dintorni sono stati strappati ai terroristi.

mercoledì 14 gennaio 2015

Grande arsenale di armi turche catturato dagli irakeni nella zona di Balad!!

Ancora notizie positive dall'Irak, dove l'esercito regolare, validamente sostenuto dalle unità di mobilitazione popolare (milizie sciite, membri di clan e tribù sunnite, combattenti curdi) continua a sottrarre terreno, vie di comunicazione, centri abitati al controllo dell'ISIS.

venerdì 7 novembre 2014

Attacchi aerei irakeni su Watban, Balad e Dhiloiya! Almeno venti terroristi takfiri eliminati!!

Dall'Irak arrivano nuovi aggiornamenti sull'incessante attività delle squadriglie da bombardamento organizzate attorno ai letali Su-25 forniti a Bagdad dalla Russia e dalla Repubblica Islamica iraniana che hanno consentito finalmente ai coraggiosi piloti irakeni e agli indefessi tecnici e specialisti di smetterla una buona volta di utilizzare antiquati apparecchi ad elica ed elicotteri da collegamento come improvvisati bombardieri e 'gunship'.

In particolare in queste ultime ore sono state colpite posizioni dei militanti dell'Isis al confine tra le province di Ninive e Salahuddine nel quadro delle operazioni per la sperabile prossima liberazione della città di Mosul.

A Watban un edificio che conteneva 18 terroristi del Daash é stato completamente distrutto, mentre altri bombardamenti hanno avuto luogo a Balad e a Dhiloiya, ma sul bilancio di queste azioni non vi sono ancora dati precisi.



venerdì 15 agosto 2014

L'Esercito irakeno elimina 250 takfiri dell'ISIL e conquista Dhuluiya, Ishaqi, Mutassim e Balad!!

Altro che gli 'allarmi' lanciati dai piromani-pompieri Usa che vorrebbero solamente creare il panico per giustificare un loro ritorno nel teatro mesopotamico, altro che i ridicoli "attacchi aerei" contati sulle dita di una mano; le forze armate irakene, ben rifornite e supportate da Iran e Russia sono benissimo in grado di avere la meglio sui wahabiti dell'ISIL/Daash e lo hanno dimostrato nelle ultime ore.

Nella Provincia di Salaheddine le città di Dhuluiya, Ishaqi, Mutassim e Balad sono state espugnate dalla controffensiva governativa che ha eliminato ben 250 militanti takfiri, ma questa é solo una delle direttrici di avanzata delle forze di Bagdad.

Nell'Anbar la Diga di Haditha é tornata in mano al Governo grazie alla morte di 70 terroristi bersagliati da terra e dal cielo mentre un preciso attacco aereo a Sinjar ha fatto fuori almeno ottanta loro complici. A Sinjar si erano rifugiati migliaia e migliaia di Yazidi che ora sono salvi grazie all'aviazione governativa.

Altri cinquanta criminali wahabiti sono stati eliminati a Diyala sempre grazie a puntuali e massicci attacchi aerei. 

sabato 19 luglio 2014

Haifa insorge contro il pogrom militare sionazista a Gaza: trenta palestinesi arrestati, aggrediti due deputati!!

Durante questi giorni di aggressione militare contro Gaza quei palestinesi che continuano a vivere nei territori occupati dai sionisti attraverso il genocidio della Nakba non ci stanno a comportarsi "bene" e a non dare fastidi al regime di Apartheid che ogni giorno li umilia e li sfrutta costringendoli a vivere in 'slum' senza servizi adeguati, imponendo loro documenti e targhe automobilistiche diverse da quelle riservate al 'popolo eletto', riservando loro gli ultimi posti in una società marcia, corrotta e basata sul razzismo e la diseguaglianza.

Una imponente manifestazione di solidarietà con la Striscia di Gaza ad Haifa é stata confrontata dagli sgherri del regime ebraico con la consueta bestiale violenza che la celebre 'unica democrazia del Medio Oriente' riserva a tutti coloro che osino denunciare i suoi eccessi sanguinari.

Oltre settanta dimostranti sono stati feriti più o meno gravemente; le cariche della 'Nazi-Sion Polizei' non hanno risparmiato nemmeno i parlamentari del partito di Sinistra 'Balad' che molto chiaramente invitavano le forze dell'ordine a lasciare svolgere la manifestazione pacificamente.

lunedì 31 dicembre 2012

Il regime razzista israeliano deve rimangiarsi l'esclusione di Haneen Zoabi dalle prossime elezioni politiche!

Quando abbiamo definito "illegale" e "basata sul niente" la richiesta di esclusione della giovane e coraggiosa Haneen Zoabi dalle prossime elezioni che si terranno nel regime razzista ebraico sapevamo di avere ragione, come succede quasi sempre quando "Palaestina Felix" fa un'affermazione: perché le affermazioni di "Palaestina Felix" sono basate su consolidati precedenti ed espresse con il consenso di chiari esperti di Diritto, politica e relazioni internazionali.

Ancora una volta abbiamo il piacere di vederci confermati nel giusto verificando che la parlamentare del partito arabo Balad é stata reintegrata nelle liste elettorali e potrà quindi competere per un seggio al 'parlamento' del regime sionista. La decisione é stata espressa dalla Corte Suprema di Tel Aviv che non ha potuto non ammettere come l'esclusione cozzasse contro tutta una serie di assurdi legali e giuridici che la rendevano inconfermabile.
La battaglia per il reintegro della Zoabi é stata portata avanti con l'aiuto di Hassan Jabarin e Sawsan Zaher di Adalah, il Centro Legale per la Difesa dei Diritti dei Palestinesi nella porzione di Palestina occupata dal 1948. "Con questa vittoria, ha dichiarato Jabarin, tutti i tentativi di escludere candidati Palestinesi dalle elezioni politiche nel corso degli ultimi 15 anni sono stati affrontati e sventati!".
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venerdì 21 dicembre 2012

Il regime razzista ebraico vorrebbe impedire ad Haneen Zoabi di presentarsi alle elezioni: ecco la loro 'Democrazia'!!

La rappresentante palestinese allo pseudo-"parlamento" del regime ebraico dell'Apartheid Haneen Zoabi sarebbe stata interdetta dal presentarsi alle prossime elezioni politiche da una sentenza di una corte-canguro sionista per aver preso parte nel 2010 alla spedizione della FREEDOM FLOTILLA verso il ghetto assediato di Gaza, interrotta dal sanguinoso raid pirata delle forze navali di Tel Aviv.
Israhell che i corifei Marco Pesach, Roberto Saviano, Fiamma Frankenstein, Giulio Meotti, Fabio Scuto e altri imbrattacarte prezzolati dalla lobby sionista internazionale descrivono rapsodicamente come "l'unica democrazia del Medio Oriente" ha già provato in passato a eliminare ogni rappresentanza degli abitanti legittimi della terra che occupa illegalmente tramite sentenze-capestro emesse "ad minchiam" senza alcuna base o giustificazione giuridica.
Siamo certi che la Zoabi, che come si vede in queste foto é bene abituata a respingere i più sconci, violenti e vergognosi attacchi con una dignitosa scrollata di spalle saprà averla vinta ancora una volta contro il razzista, antidemocratico, segregazionista 'Moloch' che vorrebbe escluderla e zittirla per non dover sentire nella sua voce risuonare l'eco dei suoi soprusi, dei suoi crimini, delle sue ingiustizie.
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giovedì 9 giugno 2011

Il likudnik razzista Yariv Levin vorrebbe impedire ad Haneen Zoabi di prendere parte alla 'Freedom Flotilla 2'

Yariv Levin, a guardarlo, non metterebbe nemmeno paura: mingherlino e occhialuto, con le spalle cascanti e gli arti disertati dai muscoli che si ritrova sembra il classico individuo che abbia bisogno di ancorarsi a qualcosa appena inizia a spirare un alito di vento, per evitare di venir trascinato chissà dove. Eppure, come tanti altri 'mingherlini' (ad esempio Heinrich Himmler) anche Levin ha cercato nelle politiche estremiste e nel razzismo più becero di esternare quella violenza che non é in grado di esercitare fisicamente. Parlamentare del Likud, ha recentemente cercato di far passare in aula una mozione per "proibire ad Haneen Zoabi di lasciare il paese e partecipare alla spedizione della Freedom Flotilla 2".

La tenace e combattiva parlamentare del Balad, ovviamente, ha replicato con la calma fermezza che le é propria: "Il signor Levin non decide dei miei movimenti, né io attendo il benestare suo o della Knesset per portare avanti le mie scelte e le mie battaglie politiche; ovviamente il prossimo passo del signor Levin vorrebbe essere quello di consegnarmi una lista dettagliata di cosa possa o non possa fare e probabilmente anche pensare, sostenere o contestare. Purtroppo per lui e per tutti coloro che la pensano come lui tali 'inviti' saranno da me sempre respinti al mittente".

La Zoabi ha approfittato dell'occasione per dimostrare per l'ennesima volta come "In Parlamento e nella società civile -che é quella che elegge il Parlamento inviandovi elementi del calibro del mingherlino in questione NdR- Israele é sempre più preda di impulsi razzisti e autoritari, ormai le regole del gioco politico sono dettate da una cerchia di politicanti razzisti che pretendono di proiettare le loro ubbie a tutti i livelli". In questo scenario, ha concluso la Zoabi bisogna fare quadrato attorno a ogni posizione etica, umanitaria e nazionale: lottando contro la confisca di terre e immobili palestinesi, per il riconoscimento e l'affermazione dell'identità nazionale palestinese, per far cessare quanto prima il regime dell'occupazione e dell'apartheid.
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mercoledì 13 aprile 2011

Haneen Zoabi, deputata alla Knesset, difende il diritto della Resistenza palestinese di rispondere agli attacchi sionisti!


Il deputato palestinese alla Knesset Haneen Zoabi ha dichiarato che Brigate al-Qassam e le altre milizie della Resistenza operanti in Gaza hanno "perfettamente titolo e diritto" di rispondere col fuoco di razzi e mortai agli attacchi e ai bombardamenti israeliani contro il loro territorio e la sua popolazione civile. "Coloro che vivono da anni in condizioni miserabili e intollerabili faranno tutto il possibile per liberarsene e Israele farebbe bene a capirlo una buona volta"
Fin dalla grafica il Maariv proclama la sua appartenenza alla categoria dei "tabloid per semi-analfabeti", che condivide con stracci stampati quali il "New York Post", la "Bild" e "The Sun".
Le sue dichiarazioni sono state riportate dal tabloid serale Maariv, che naturalmente le ha citate fuori di contesto tentando di far passare, con tutti i peggiori stratagemmi del "giornalismo giallo" di hearstiana memoria l'idea che la Zoabi 'appoggi il terrorismo'; curiosa forma di terrorismo, commentiamo noi, quella che mantiene le tregue e le fa rispettare, e di fronte ad attacchi e bombardamenti indiscriminati prende di mira solo obiettivi dell'esercito e delle colonie illegali!

Eletta nelle file del partito Balad la Zoabi (ritratta nella foto durante un'aggressione cui fu sottoposta mentre relazionava in aula al Parlamento sionista) é soggetta a una campagna di vilificazione e persecuzione che dà molto da riflettere sulla pretesa natura 'democratica' di Israele; per il fatto di aver preso parte alla spedizione umanitaria della Freedom Flotilla le é stato ritirato il passaporto diplomatico e le sono stati revocati i privilegi di parlamentare: il regime dell'Apartheid ebraico evidentemente mal tollera questa combattiva ragazza di Nazareth, ma deve ancora trovare un'angheria o una soperchieria tale da farla desistere dalla sua giusta lotta.

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domenica 20 marzo 2011

Haneen Zoabi intervistata da Xinhua: "30 leggi israeliane discriminano i Palestinesi nei territori della Nakba!"


Haneen Zoabi, la determinata e combattiva parlamentare del Balad, ha molto di notevole nella sua biografia: nata a Nazareth, é stata la prima Palestinese residente in Israele a laurearsi in Scienza dei Media all'Università ebraica Gerusalemme, che riuscì a frequentare nonostante i molteplici tentativi di dissuasione e opposizione da parte delle autorità accademiche; una volta laureata si impegò da subito perché un corso simile venisse attivato nelle università per Palestinesi, in modo che altri avessero accesso alle conoscenze che lei aveva lottato per conquistare.

Dopo un periodo di attivismo per le pari opportunità si dedicò alla politica a tempo pieno, divenendo la prima donna eletta alla Knesset nelle fila di un partito Palestinese, andando a perorare e difendere la causa nazionale del suo popolo nel 'ventre della bestia', l'antro dove vengono 'cucinate' le micidiali pozioni dello Stato etnocratico e dell'Apartheid ebraico.
Homepage del sito del Partito Balad, in cui milita Haneen Zoabi.
Intervistata dall'agenzia cinese Xinhua la Zoabi non ha alcun dubbio su come definirsi: "Sono una Palestinese al 100%, quello che dicono i miei documenti, secondo cui sarei una 'israeliana di etnia araba' sono solo imposture dello Stato dell'Apartheid, sono Palestinese e la mia lotta è tanto per i Palestinesi che vivono nei territori occupati dalla Nakba, quanto per i Palestinesi di Gaza e Cisgiordania".
Molti sionisti vorrebbero vedere Haneen Zoabi morta, come dimostra questo schifoso cartoon...
"Israele sente di dover negare la nostra identità, la nostra storia, la nostra 'palestinesità' perché é pienamente cosciente che riconoscerla vorrebbe dire ammettere, in nuce, i suoi crimini contro di noi, crimini che vanno avanti da 62 anni e che, nei piani israeliani, dovrebbero continuare fino alla completa 'pulizia etnica' della Palestina. Attraverso segregazioni, persecuzioni, Apartheid e continue ondate immigratorie di ebrei raccattati per ogni dove Israele é riuscito a ridurre i Palestinesi in stato di minoranza sulla loro terra, ma questo vale solo per i territori occupati dalla Nakba (lo Stato di Israele vero e proprio, ndr), se si contano anche gli abitanti di Gaza e Cisgiordania il rapporto diventa praticamente paritario e, con i profughi della diaspora residenti nei paesi circonvicini esso 'precipita' a totale favore palestinese; per questo i sionisti vorrebbero negarci il Diritto al Ritorno, sancito dai trattati e dal Diritto internazionale".

Anche senza il Diritto al Ritorno, comunque, gli ebrei in Palestina diverranno minoranza a partire dal 2013.

"La mia lotta come Palestinese, come politico palestinese, mira a porre termine all'occupazione e allo smantellamento di tutte le colonie ebraiche illegali, non mi importa se alla fine della lotta rimarranno due stati separati o uno solo, l'importante é che sia uno stato democratico dove viga la libertà e l'uguaglianza fra tutti i cittadini, a prescindere da etnia, religione o quant'altro, garantita da norme democratiche".

"Attualmente in Israele sono in vigore 30 leggi che discriminano nei fatti i Palestinesi rispetto agli ebrei, nonostante tutte le fole raccontate da Israele sull'essere 'l'unica democrazia del Medio Oriente': ad esempio io non posso sposare un Palestinese di Ramallah o di Gaza e portarlo a vivere con me, mentre Israele può raccattare 'ebrei' dai quattro angoli del mondo e metterli a vivere su terra rubata ai miei compatrioti".

"Il peggio, ovviamente, sono le recenti leggi che pretendono, da chi si trasferisca in Israele senza essere ebreo (mettiamo, un europeo che sposi un'israeliana e venga a vivere qui, oppure i lavoratori immigrati asiatici), il 'riconoscimento' di Israele come stato 'ebraico'; quale nazione europea chiede agli immigrati africani o asiatici che si trasferiscono da lei di riconoscerla come 'stato cattolico' o 'stato protestante', o peggio ancora 'stato bianco'?? Se questo succedesse in Europa la nazione che pretendesse tali riconoscimenti diverrebbe immediatamente un paria internazionale, perché invece a Israele viene 'perdonato' il suo blatante razzismo?"

"Chiedere 'lealtà' o 'accettazione' di uno 'stato ebraico' implica riconoscere l'Apartheid e la discriminazione verso gli abitanti originari della Palestina, significa rinunciare a lottare contro l'occupazione, contro gli insediamenti illegali, costruiti in spregio di tutta la normativa internazionale sulle occupazioni militari; io non lo farò mai, i Palestinesi non lo faranno mai, quello che voglio, quello che vogliamo, é uno Stato libero, democratico, uguale per tutti i suoi cittadini".

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venerdì 11 marzo 2011

Parlamentare del Balad mette in crisi il Ministro sionista della 'Sicurezza' con un'interrogazione sul bambino rapito a Nabi Saleh


Il membro del Parlamento israeliano Jamal Zahalka, Palestinese del partito Balad, ha sottoposto un'urgente interrogazione contro il Ministro della Sicurezza Ytzhak Aharonovic, chiedendo delucidazioni e ragguagli sull'uso di "forza eccessiva" da parte dei responsabili dell'ingiustificato squestro del bambino undicenne arrestato a Nabi Saleh.

L'interrogazione del deputato palestinese segue lo scandalo suscitato in tutto il mondo dalle immagini del vero e proprio sequestro toccato a un ragazzo arabo inseguito e afferrato da poliziotti sionisti con la falsa accusa di 'aver tirato un sasso' contro il loro veicolo. L'accusa era totalmente smentita dalle immagini, dove si vede il furgoncino della polizia passare accanto al bambino, 'individuarlo' e frenare, mentre lui, senza aver tirato alcunché, capisce la mala parata e cerca di darsi alla fuga.
Anche l'UNICEF ha denunciato gli abusi israeliani contro bambini e ragazzi palestinesi
L'arresto e la tortura di bambini e adolescenti, che arrivano persino a subire abusi sessuali, sono tra le tecniche preferite dai poliziotti sionisti per taumatizzare e intimidire le giovani generazioni palestinesi, lasciando profonde cicatrici nelle loro menti e nei loro inconsci.

Aharonovic ha cercato debolmente e senza successo di mantenere che la polizia non avesse usato forza eccessiva e che l'arresto (o meglio, il rapimento) del ragazzino sarebbe stato 'giustificato' dall'impossibilità dei militi di 'accertarne l'età', ben al di sotto del limite di perseguibilità penale; tuttavia, per fortuna, questa volta la vittima é stata rilasciata dopo poche ore e poca tortura, data l'esistenza di una prova video che distruggeva letteralmente il castello accusatorio israeliano.

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lunedì 6 dicembre 2010

Ameer Makhoul scrive dal carcere: "Lo Stato sionista non ammette l'innocenza di un Palestinese"

LIBERATE AMEER MAKHOUL
Questi paragrafi sono stati scritti da Amir Makhoul, direttore dell'Unione delle Organizzazioni arabe comunitarie (Ittijah) arrestato da Israele con pretestuose accuse di "spionaggio", tenuto in isolamento e torturato fisicamente e psicologicamente dai suoi carcerieri. Essi sono la risposta a una cartolina rappresentante un faro su una scogliera inviatagli dal collaboratore del sito-web "EI - Electronic Intifada", Adri Nieuwhof.

'Lanterna', 'Faro' in arabo si dice "Al-Fanar"; questa parola e l'idea che sta dietro di essa, sono per me diventate una sorta di ispirazione durante questo periodo di detenzione; mi sono costruito un mio faro. E' costruito nella mia mente, ovviamente, perché chi mi incarcera può togliermi lo spazio fisico, limitarmelo, ma non ha alcun potere sul mio cervello, che rimane totalmente mia proprietà. Il mio Al-Fanar é divenuto parte del mio sogno, della mia aspirazione a una libertà e a una dignità che raggiunga tutti gli uomini, senza distinzione. Esso si trova al di fuori della prigione in cui mi trovo ed é edificato su uno zoccolo, un basamento sicuro e solido. Anche di quello ho bisogno: del Faro per rischiarare il mio orizzonte e farmi intravedere cosa mi aspetta al di là delle tenebre in cui sono ora e il basamento per rimanere in contatto col presente, col 'qui e ora'. Ho bisogno di essere assennato e realistico per agire sensatamente in una realtà che é totalmente priva di senso. Ho bisogno di sfidare il presente per cambiarlo e di cambiare io stesso. Il basamento mi serve per iniziare ad agire, il Faro per indicarmi come, dove e per quale motivo io lo stia facendo.


Non é facile fare coesistere questi elementi, tenersi in contatto con entrambe, e ciò é vero non solo per me ma anche per altri miei compagni di prigionia, soprattutto per i "nuovi". A volte mi sorprendo a pensare ad alcuni dei miei compagni come a dei "nuovi"...io forse non lo sono? Sono stato incarcerato sei mesi, ma alcuni dei miei compagni hanno passato in questa condizione venti, ventitré, addirittura ventotto anni...rispetto a loro sarò sempre un "nuovo", ma per me ogni giorno é lunghissimo e porta con sé molta noia, molta sofferenza, ma anche molte occasioni di riflettere sulla realtà di essere un Palestinese in Palestina.


In questo Stato, il Potere giudiziario non contempla la possibilità che i Palestinesi siano innocenti. Su migliaia e migliaia di casi che riguardano sia Palestinesi dello Stato sionista che dei Territori occupati la percentuale delle assoluzioni con formula piena é zero, il numero degli assolti con formula piena é zero...perché per i sionisti il fatto stesso di essere Palestinesi é un crimine, non ci sono alternative. Lo Shin Bet, lo spionaggio interno sionista, ha monitorato e registrato trentamila mie telefonate...trentamila! Inoltre ha intercettato le mie email, le mie conversazioni fatte con Skype, le mie sessioni di navigazione internet, eppure in aula non hanno potuto portare nemmeno una prova materiale che sostenesse le accuse di spionaggio elevate a mio carico.


Eppure sono qui.


Sono Palestinese.


Ergo colpevole.


Basandomi sulle mie esperienze personali ma anche sui casi di altri settemila prigionieri palestinesi nelle galere sioniste, il fatto che lo Shin Bet non abbia potuto produrre prove contro di me non ha significato un alleggerimento della mia posizione, o la concessione di arresti domiciliari o libertà vigilata, tutt'altro! Lo Shin Bet ha un asso nella manica che si chiama "prova segreta"...una 'prova' che viene mostrata al giudice, ma non a me o al mio collegio difensivo; vi sembra una procedura legale, sensata, accettabile?


Le statistiche e l'esperienza, dimostrano che senza un qualche genere di accordo con l'avvocatura dello Stato, senza una qualche ammissione di 'qualcosa' (qualunque cosa!) la sentenza che mi verrà inflitta sarebbe estremamente più pesante. Lo Stato sionista, che non ammette per principio la mia innocenza, si vendicherebbe su di me...e potrebbe decidere di farlo anche sui miei cari, sui miei amici, sui miei colleghi e compagni di lotta...potrebbe decidere che alcuni (o tutti!) siano potenziali "agenti nemici" a loro volta. Non ho illusioni, ma ho molta voglia, energia e determinazione per lottare per la libertà e la dignità, anche da qui, anche in queste condizioni.

mercoledì 3 novembre 2010

Haneen Zoabi: "Due Stati? Non diciamo sciocchezze!"


Non esiste "la benché minima chance" per il successo della favoleggiata "Soluzione a due Stati" e, mentre pronuncia la propria netta e inappellabile condanna della chimera con cui il mondo occidentale si balocca ormai da diciassette anni, dai tempi degli illusori "Accordi di Oslo", (resi lettera morta dal pervicace e ostinato rifiuto israeliano di lasciare ai Palestinesi piena autonomia sui territori che sarebbero loro affidati) il volto dolce di Haneen Zoabi assume un cipiglio duro e determinato.

"La realtà", prosegue la deputata Palestinese della Knesset, "marcia verso una 'Soluzione a uno Stato'; ma se sarà la mostruosità razzista che Lieberman e Netanyahu stanno costruendo con la complicità dei Laburisti o una realtà veramente libera e democratica, dipende soltanto da noi e dalla nostra voglia di lottare".

Eletta nel 2009 nelle fila del partito Balad (Alleanza Nazionale Democratica), lo stesso in cui militava l'attivista palestinese per i diritti umani Omar Sayid, gettato in galera da Israele con pretestuose accuse, la Zoabi si trova attualmente in Nordamerica per un tour di testimonianze e conferenze volte a mettere il pubblico occidentale in contatto con la realtà, particolarmente in quei paesi come gli Stati Uniti che soffrono pesantemente per la censura e la distorsione dell'informazione imposta dal ferreo controllo della lobby ebraica sui mass-media.
Homepage del sito web del partito Balad, in cui milita Haneen Zoabi.
Durante una delle sue conferenze la Zoabi ha incontrato studenti, personale docente e membri della comunità musulmana presso l'Università di Chicago, illustrando loro la sistematica discriminazione affrontata dai cittadini arabi di Israele, oltre un milione e duecentocinquantamila persone, che vivono sotto un sistema di segregazioni e divieti in tutto e per tutto simile all'Apartheid del vecchio Sudafrica razzista.

"Bisogna opporsi con particolare forza all'assurda e discriminatoria pretesa di Israele di vedersi 'riconosciuto' come 'Stato ebraico'", aggiunge Haneen, e quando si consideri come nessuna delle democrazie europee, asiatiche o americane pretenda di affermare "ex lege" una sua identità razziale o religiosa é difficile non ammettere la bontà del suo appello.
Un vergognoso 'cartoon' israeliano, copiato dalla pagina Facebook che invita all'assassinio di Haneen Zoabi.
La Zoabi ha raggiunto il Nordamerica nonostante le ferite inflittele dalla polizia israeliana durante le violenze seguite alla marcia provocatoria a Umm el-Fahm da parte dei fascisti israeliani ammiratori del Kach, l'organizzazione terroristica e razzista fondata dal "rabbino" Meir Kahane, tenutasi lo scorso 27 ottobre, a seguit della quale ha ricevuto due colpi inferti con proiettili di plastica.

Tuttavia, per chi é sopravvissuta al barbaro assalto armato alla Mavi Marmara, durante il quale i commando navali dell'esercito sionista massacrarono più di nove attivisti per la pace, freddandoli quando erano sdraiati faccia a terra sull tolda della nave, colpi del genere non sono nulla di cui preoccuparsi e certamente non sono in grado di fermare il suo impegno all'attivismo e alla lotta in difesa della Palestina.