giovedì 10 marzo 2011

Sami Abu Zouhri: "Così gli sgherri di Mubarak hanno massacrato mio fratello"


Il portavoce di Hamas Sami Abu Zhouri ha accusato i servizi segreti dell'era di Mubarak di avere ucciso suo fratello Yousef nell'ottobre 2009, mentre egli era detenuto a Nasr (distretto del Cairo) basandosi su prove emerse da quando l'ex autocrate egiziano é stato messo alla porta dalla protesta popolare centratasi attorno alle rivendicazioni del "Movimento 6 aprile".

La famiglia Zhouri ha dichiarato di aver ricevuto i dettagli in questione da due ex-prigionieri palestinesi recentemente liberati dall'Egitto, che si trovavano nella stessa struttura in cui Yousef trovò la morte; durante una conferenza stampa appositamente convocata il rappresentante di Hamas ha dichiarato: "Ho incontrato queste persone ed esse non solo mi hanno giurato di stare dicendo la verità ma hanno fornito anche dettagli confermatimi da altre fonti...il 10 ottobre 2009 essi hanno viso Yousef venire sottoposto ad atroci sevizie, soprattutto a base di shock elettrici, che in ultimo ne hanno stroncato la resistenza".

"Sapevamo che la pretesa 'morte per malattia' comunicataci ai tempi dal Governo di Mubarak era una menzogna, ma conoscere ora ogni singolo dettaglio della verità é stato comunque uno shock". La famiglia Zhouri si augura che, nel rinnovato clima politico egiziano, sarà ora possibile aprire una seria inchiesta per identificare mandanti e responsabili delle torture mortali inflitte al loro caro.

In tutto l'Egitto, nonostante il cambio ai vertici istituzionali e diverse sentenze giudiziarie in merito, rimangono prigionieri circa una quarantina di detenuti politici palestinesi, incarcerati dal regime di Mubarak per compiacere i propri referenti americani e israeliani.

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Nasrallah, Hezbollah e la prossima guerra contro Israele: il movimento sciita considera sempre più opzioni offensive come deterrente preventivo


La gran copia di notizie che arrivano dai quattro angoli del Mondo Arabo, ultimamente, ci ha un po' fatto trascurare l'arena che, dopo la Palestina, costituiva il nostro più frequente ambito di interesse: il Libano. Un primo segnale di una progettata "inversione di tendenza" speriamo vi sia già giunto con il precedente articolo su Walid Jumblatt, adesso ci accingiamo a proseguire su quel sentiero con un editoriale sulle conseguenze prevedibili a medio e lungo termine di una recente dichiarazione di Sayyed Hassan Nasrallah, leader incontrastato del Movimento musulmano sciita Hezbollah.

I nostri lettori più attenti ben ricorderanno che, in occasione del suo lungo e articolato discorso in occasione delle celebrazioni alla memoria dei Leader Martiri, sua Eccellenza Nasrallah aveva fatto riferimento alla crescente preoccupazione aleggiante fra i generali dello Stato ebraico che, in occasione di una 'reprise' del conflitto del 2006, truppe di Hezbollah potrebbero entrare in territorio israeliano, nelle regioni settentrionali.

Nasrallah, nel suo discorso, aveva senza troppi fronzoli che non solo ciò sarebbe possibilissimo ma che, persino, Hezbollah stava considerando l'opzione e la possibilità di OCCUPARE determinate zone della Palestina del Nord. Questa é stata la prima volta che una simile affermazione é stata resa in pubblico, durante un'occasione fondamentale del calendario di Hezbollah, dalle stesse labbra del suo leader supremo. Di solito quando un politicante occidentale vuole rilasciare dichiarazioni minacciose e azzardate lo fa quasi di nascosto, a latere di occasioni triviali, possibilmente per bocca di un sottoposto o di un portavoce.

In quel modo, se si arriva alla mala parata, é sempre pronta la giustificazione: "Le mie parole sono state travisate!" e "Mi avete frainteso!". Berlusconi, ad esempio, é maestro di questa tecnica, così come qualche leghista, che, ricorrendovi, possono lasciarsi andare alle intemerate più violente e assurde, salvo poi impetrare l'equivoco a giustificare ogni eccesso. Nasrallah ha fatto l'esatto opposto; la sua dichiarazione, si mette in fila dietro diverse altre che lasciano intendere come Hezbollah stia programmando la guerra che verrà (perché questa é la convinzione dello Stato Maggiore sciita, con Israele, fino a che esiste, non potranno che susseguirsi lotte e confronti violenti) come affatto simile alle pur vittoriose battaglie difensive del 2006, del 2000, del 1996 e del 1985.

Questa volta, Hezbollah progetta di "attaccare"; ovviamente, per un movimento di guerriglia e Resistenza la parola 'attacco' ha un valore relativo: finora Hezbollah ha annunciato che nel prossimo confronto militare con Israele Tel Aviv verrà presa a bersaglio delle artiglierie a razzo del movimento, che il naviglio commerciale diretto a porti israeliani sarà considerato legittimo obiettivo militare e ora la promessa di inviare truppe direttamente sul territorio dello Stato sionista.


In un Medio Oriente dove spesso politici e militari si lasciano andare a iperboli puramente propagandistiche Hezbollah ha l'inconsueta fama di far seguire alle sue parole i fatti. Non per arrogarci mistici poteri di vaticinio ma "guarda caso" uno dei pochi -forse l'unico?- outlet di informazione sul Medio Oriente in Italiano che aveva annunciato la possibilità di una tale iniziativa da parte dei combattenti libanesi era stato proprio Palaestina Felix, in questo nostro articolo datato 8 novembre 2010.

Certo, vi é differenza tra infiltrare commando di sabotatori contro le linee logistiche e 'occupare' militarmente un territorio, ancorché limitato, pure la consequenzialità che lega la nostra profezia e la dichiarazione di Nasrallah dimostra che le nostre fonti erano credibili e, anzi, fin troppo conservatrici nelle loro proiezioni.

La motivazione che ha portato Nasrallah a rilasciare la sua recente dichiarazione é piuttosto evidente: dare da pensare ai generali sionisti; Hezbollah (secondo noi a piena ragione) ritiene che Israele fatalmente attaccherà nuovamente il Libano; bene, ogni annuncio che promette a Tel Aviv una guerra non più combattuta solo sul territorio avversario fa molto per indurre i pianificatori militari dell'IDF a riconsiderare e rivalutare le loro stime.

Più tempo si aggiunge alla pressoché totale calma che contraddistingue il confine israelo-libanese dal 2006 a oggi e più Tsahal può star certo che Hezbollah si rafforzi e affini le sue tecniche e tattiche operative, é pressoché sicuro che ormai le capacità di combattimento della Resistenza sciita siano due o tre volte superiori a quelle dimostrate nell'ultimo conflitto; questo é il razionale del costante e continuo sostegno iraniano a Nasrallah e i suoi: lungi dal voler 'controllare il Libano', come ripetono garruli i propagandisti della Fox e della Cnn, Teheran vede Hezbollah come un utile diversivo con cui occupare Israele fino a che il programma nucleare iraniano non sia nella sua fase irreversibile...più Israele pensa a una guerra col Libano meno può dedicarsi a pianificare difficili e rischiose missioni contro Bushehr e Natanz.

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Frederick Forsyth, pornografo occidentalista, delira sul quotidiano del sionista De Benedetti


Frederick Forsyth é un pornografo, persino mediocre; non ci fraintendano coloro che non sono ferrati nella subcultura della fiction imperialist-occidentalista e 'fallace', non é che il signor Forsyth si ingegni a titillare i suoi lettori con descrizioni arzigogolate di amplessi, ma lo zelo e l'ingegno nel trovare sempre nuove 'posizioni' e combinazioni per situazioni trite e ritrite al limite dell'insopportabile, attributi tipici del pornografo, egli li impiega per "cucinare" ormai da quasi quarant'anni trame 'spionistiche' e 'di azione' tutte tese a rafforzare nei lettori la convinzione che:

-il capitalismo é bello

-l'occidente é 'buono' e 'democratico'

-coloro che hanno idee politiche e religiose diverse dal capitalismo occidentale sono 'cattivi'

-coloro che non sono bianchi, anglosassoni e protestanti sono quantomeno 'folcoristici' e spesso 'ambigui' quando non 'minacciosi'

Siccome ogni tanto persino a noi capita, in fila alla posta, in attesa in uno studio medico o in qualche altra situazione in cui anche la lettura più decerebrata e abbrutente é preferibile alla noia, di dare uno sguardo alla stampa borghese, ci siamo ieri imbattuti in un articoletto pubblicato da "La Repubblica", edito dal noto editore 'progressista' (ridete pure, prego) De Benedetti (sionisti perfetti) dove figurava un'intemerata dello spacciatore di fiction panzanata F. Forsyth, il pornografo di cui sopra, che si lanciava in una sviolinata 'a favore' dei SAS, gli 'agenti speciali' britannici pizzicati alla perferia di Bengasi da residenti locali, pastori di greggi e miliziani popolari come dei qualsiasi 'turistas-fai-da-te' (ahiahiahiahi!).

Il pornografo vi affermava, tra l'altro:


"Se lasciassimo fare a 'loro' -i SAS- le missioni funzionerebbero sempre, ma quando i politici decidono in che modo devono operare é una ricetta per il disastro".

Dal che si comincia a intuire la natura fascista che anima il pornografo, esaltare i 'militari di professione' contro i 'civili' é la giustificazione tipica del fascista per i fallimenti militari: non ricorda la famosa tiritera dei reducisti del Vietnam (che come Reagan il Vietnam l'avevano visto solo alla tv?) per giustificare la sconfitta? Non é la stessa tiritera della "Dolchstosslegende" con cui i militaristi criptonazisti davano a 'comunisti ed ebrei' la colpa del tracollo guglielmino? Ma Forsyth lo ha letto Clausewitz? Lo sa che il controllo politico delle imprese militari è non solo utile, ma necessario, vitale, affinché l'operato militare abbia un senso e uno scopo? Evidentemente no.

"Il ruolo dei 'commandos' oggi é fondamentale, gli eserciti tradizionali non servono più, non si combattono più battaglie campali, la guerra viene fatta da caccia invisibili, droni, missili telecomandati e forze speciali che operano dietro le linee, eliminano capi ribelli e terroristi..."

Qua siamo al puro delirio fascista, siamo all'esaltazione dell' Ardito in sé e per sé, slegata da qualunque considerazione di opportunità e utilità, infatti nella Seconda Guerra Mondiale l'Italia mussoliniana abbondava di truppe specialissime di ogni forma e dimensione: Arditi camionettisti, Arditi distruttori, Camicie nere, Battaglione San Marco, Decima MAS, Divisione Folgore, che, ognuno isolato e impiegato alla spicciolata, costellarono di fiammate inutili una sequela di sconfitte ignominiose, ma danno ancora da ciarlare e gonfiare il petto a nostaligici e revisionisti del piffero alla La Russa, Forsyth, nella catastrofe di rovesci e disfatte che sono le recenti campagne militari atlantiche e occidentaliste si sta preparando il terreno per le prossime pornografate: cantare le lodi degli arditissimi supercommando che non riescono, come non riuscirono i berretti verdi, i seal i ranger e simili, a battere insorgenti ribelli con sandali di gomma ai piedi e vecchi AK-47 semiarrugginiti in mano.

Vogliamo poi parlare dei successi di 'droni, caccia invisibili, missili teleguidati'?? Dozzine e centinaia di morti fra civili disarmati perché il collaborazionista afghano o iracheno locale ha lanciato il tracciatore satellitare non nel compound del terribile 'Numero Due di Al-Qaeda' o dello 'Sceicco del Terrore', ma nel giardinetto di suo cognato Yusuf che l'altr'anno gli aveva portato via un caprone e due pecore, tanto i cinquanta dollari della CIA o della NSA li ha già intascati e quegli stupidi 'amriki' non si accorgeranno della differenza, anzi! Andranno a far dire alla Fox e alla Cnn che Yusuf era lo Sceicco del Terrore, o almeno il suo vice, o il suo 'Numero Due'.

"Le forze armate di tutti i paesi aumentano il numero di commandos e tagliano quello delle truppe regolari".

Qui il pornografo non si é accorto che la parassitosi capitalista-liberista é arrivata a fare scempio, dopo diritti dei lavoratori, welfare, pensioni, sanità e servizi sociali persino del 'ventre molle' dello stesso 'complesso militar-industriale', fagocitandone pezzi in vero parossismo di autofagia cannibalistica: meno soldati 'regolari', che richiedono strutture permanenti, centri di controllo e coordinamento con le autorità civili, una certa infrastruttura, e abbondiamo invece coi 'supercommando', che esistono in un 'limbo' al di fuori del controllo dell'opinione pubblica, che si possono usare come milizie di ventura per gli interessi di questo o quel gruppo di pressione segreto, di questa o quella lobby, l'operazione Gladio insegna! Anzi, già che ci siamo, privatizziamo il tutto! E vai con gli sgherri alla Blackwater, che vengono pagati coi soldi delle tasse dei contribuenti ma su cui non é possibile esercitare il benché minimo controllo, liberalizziamo! Deregoliamo, la Thatcher docet!

Che poi il tasso di successo delle campagne condotte a suon di 'forze speciali' é totalmente fallimentare, basta chiedere ai reduci delle scampagnate Afghane e Irakene: persino nel novero degli eserciti imperialisti e occidentalisti il pornografo dovrebbe sapere che le più grandi vittorie nel dopoguerra furono colte dagli israeliani contro i vari paesi arabi con un esercito di massa coscritta (che attaccava quasi sempre a tradimento, va detto, ma almeno vinceva, con truppe che erano tutto meno che superprofessionisti uberaddestrati!), man mano che anche a Tel Aviv é invalsa la 'dottrina delle forze speciali' si sono accumulati imbarazzi e sconfitte.





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War pornographer Frederick Forsyth blabbers on Italian zionist rag


Frederick Forsyth is a pornographer, and a mediocre one at that; don't get us wrong, it's not that his novels are based upon cheap, epidermic and superficial sex, though they contain some of it, but, the ingenuity and the inventiveness that genuine sex-based pornographers employ to churn out scene after scene after scene of different styles and tastes of copulation he surely does employ in trying to inject new life into oeuvers which, for the entirety of his all-too-long career have been based around these samey, trite, untrue and deceptive cornerstones:

-Capitalism is nice

-The West is 'good' and 'democratic'

-Those harboring different political, ideological and religious persuasions of the 'greed is good', 'get rich quick', 'produce consume croak' western borgeouise mantras are "evil".

-People not pertaining to the WASP master race are 'folkloric' at best and much more often 'ambiguous' and 'menacing'

Given that sometimes it happens to us to be confronted, -when queueing at a post office or waiting in a medical study- with mundane situations where each and every kind of reading, no matter how soul-deadening and decerebrating, is preferable to boredom, we did, perchance, flip through the pages of the 'progressive' and 'liberal' (laugh out loud to your heart's content) Italian daily "La Repubblica", published by the noted zionist De Benedetti, where we came upon a jumbled, menacing attempt at an interview to the abovementioned pornographer, where he did utter the following statements "in defense" of the SAS team ridiculed in the famed "Benghazi blunder" of Friday the 4th of march.

Thus spake the porno-peddler:
Mullah Omar, here I come!
"If we would just leave the special forces alone minding their own missions they would turn out jolly nice and good, but when 'politicians' meddle it's a recipe for disaster!"

Which starts to enlighten us to what kind of fascist mindset the pornographer is possessed of, to exalt and glorify professional soldiers over their civilians controllers is a sure recognition mark of fascist ideology, identified as such by semiologist Umberto Eco in his research on the defining charachteristics of Immanent Fascism which he dubbed 'Ur-Fascism'; evidently the pornographer is aping the crypto-nazi German militarists which spread the "Dolchstosslegende" to blame 'communists and jews' for the downfall of the Wilhelmine Reich, or perhaps he took inspiration from Reagan which pandered in defense of the Vietnam War by stating that 'politicians' messed it up. The pornographer hasn't read a line of Clausewitz or couldn't profit from it if he ever did: political control and direction of military efforts is not recommended but even NECESSARY for them to have any usefulness.
Carl von Clausewitz is not amused
"The role of special forces today is vital, rank and file armies are useless, there are no more land battles, war is waged by drones, stealth fighters, remote guided missiles and special forces operating behind the lines, offing rebels and terrorists..."

Pure fascist hallucinations, glorifying 'special forces' for their own sake, even stating their 'superiority (anothe clear indication of fascist mindset, obsession with 'purity', 'superiority' and 'fitness'), no special forces can serve any good if took out of a conventional military frame, and an efficient one at that: in WW2 fascist italy did abound of every sort and stripe of 'special troops': Arditi raiders, Folgore parachutists, San Marco marines, Blackshirts, Decima MAS underwater raiders, Arditi destroyers and so on, each and every group remote and detached from the 'regular' (and 'inferior') rank and file troops...they got squandered in pointless actions which flared up one after another among a shameful string of defeats suffered by the rank and file army which ultimately doomed the war effort and the sealed the fate of the fascist regime...'special forces notwithstanding'!!

In Vietnam all the Green Berets, the Navy Seals, the Rangers and their ilks fielded by the U.S. forces couldn't turn the tide against an enemy whose typical fighter strolled around in rubber sandals toting Shpagin SMGs of WW2 yore or the minimally more modern Kalashnikov. Things are not going any better in Afghanistan.
A high-tech western special forces op...and his invincible nemesis
As for drones, stealth fighters and tele-guided missiles, dozens and hundreds of unarmed civilians slaughtered testify about their dubious utility as 'war-waging, war-winning' weapons, especially when the bribed local informer dumps the GPS tracker not in the compound of "Al Qaeda's Number Two" or the "Sheik of Terror"'s but rather in the yard of his tricky in-law which last year swindled him out of a goat and two sheeps (As it has proved to have been repeateldy the case).

"All westetn armed forces everywhere are scaling back conventional forces and relying more and more on special forces".

The pornographer must have missed the fact that 'western armies' have not been able to win a war to save their lives, having collectively collected a string of defeats whic ranges from Bagdad to Najaf, to the Afghan and Pakistani valleys to Gaza and South Lebanon...the fact which he refers to is but another example of parasitical behaviour of the capitalist exploitaion system, after having laid waste to education, healthcare, welfare and retirement plans now the free market is consuming the softer parts of the very same military-industrial complex he relies on...down with traditional armies, which are linked to 'outdated' ideas of State control and authority, on with special forces which exist and operate in a lawless limbo and can be hijacked to do the bidding of lobbies and occult control groups, remember Operation Gladio? Even better! We could OUTSOURCE and PRIVATIZE special forces as it happens with Blackwater thugs, goons and murderers! Maggie Thatcher docet!!

The most succesful 'western' army (in the sense of capitalist, occidentalist, imperialist-colonialist) of the last 60 years has been Israel's IDF in his 1948-1967 heyday, which collected successes as a conscript infantry-heavy force, not as a motley collection of 'special forces'...from the 70s onward the more clout special forces advocate garnered in Israel military circles the more shameful embarassments grew and got more frequent.


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mercoledì 9 marzo 2011

Walid Jumblatt critica Saad Hariri e le sue iniziative anti-Hezbollah: "Non si rende nemmeno conto di essere un burattino"


Il leader del Partito Socialista Progressista druso, Walid Jumblatt, esperto navigatore del confronto politico, etnico e religioso che costituisce il fondamento della società libanese moderna, ha rimodellato il panorama parlamentare quando, con i suoi fondamentali undici deputati, ha ritirato la fiducia al debole e indeciso premier Saad Hariri, permettendo l'affermazione definitiva dell'Alleanza dell'8 marzo contro coloro che volevano assservire il Paese dei Cedri ai diktat di Israele, degli Usa e del loro screditato e iniquo 'tribunale speciale'.

Adesso, mentre Saad Hariri batte sul tamburo del 'disarmo di Hezbollah' nel tentativo di riattizzare le braci dei contrasti del passato, senza rendersi conto di portare coi suoi appelli il Libano ogni giorno più vicino alle lacerazioni del passato, il leader druso mette in guardia alleati e avversari contro i rischi immediati e non di tale irresponsabile atteggiamento.

"Il tentativo del giubilato Hariri di accusare la Resistenza nazionale é un disingenuo tentativo di riportare il Libano a fasi della sua storia recente che nessuno vorrebbe dover ricordare; non é forse abbastanza chiaro che Hezbollah e le altre forze della Resistenza non hanno mai usato le loro armi come strumenti di lotta politica? Piuttosto fu Hariri, insieme ai suoi alleati, a provocare gli scontri armati del 2008, con il suo sconsiderato tentativo di colpo di mano".

La dichiarazione, resa nel corso di un'intervista al quotidiano Al-Akhbar, é accompagnata da altre considerazioni che ben spiegano quanto poca stima di Saad alberghi nel cuore del vecchio politico del Chouf: "Nulla mi avvicina a Saad Hariri, eccetto la stima e l'affetto verso la figura di suo padre, uomo di tutt'altra pasta rispetto a lui: Rafik Hariri era un giusto, acuto, perspicace, generoso, capace di dialogare con tutti e su tutto, non avrebbe mai commesso l'errore di Saad che si sta alienando gli Sciiti e la Siria".

"Saad é manovrato, e forse non se ne rende nemmeno conto, pensa di stare 'lottando' per liberare il Libano, ma se volesse scoprire chi ha intenzione di asservire il Libano farebbe meglio a guardarsi alle spalle: dietro di lui, come al solito, ci sono Usa e Israele".

Il 14 marzo prossimo la coalizione conservatrice, filosionista e filo-usa, che si raccoglie attorno ad Hariri celebrerà una 'mobilitazione' contro i gruppi della Resistenza, gli stessi gruppi che hanno respinto vittoriosamente gli invasori israeliani nel 2006, preservando l'unità e l'indipendenza della nazione: il magazine druso Al-Anbaa così sintentizza la linea ufficiale del PSP in merito: "Il partito non si sogna di proibire ad alcuno di partecipare ai meeting o alle manifestazioni pubbliche, ma giudica i leali cittadini drusi libanesi responsabili a sufficienza per riconoscere una riunione sediziosa e contraria all'interesse comune quando la vedono".

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Otto marzo a Gaza: le priorità delle donne palestinesi sono educazione, lavoro, famiglia, non gossip e cosmetici!

La Giornata internazionale della Donna é una celebrazione globale dei traguardi e delle conquiste della Donna attraverso i secoli e un memento di quanto sia possibile guadagnare sotto il punto di vista dell'autostima, dell'affermazione, della realizzazione di sé nella cornice della lotta per una società più libera e più giusta.
Le donne di Gaza si sono riunite per ricordare e ricordarsi che parte vitale e importante del movimento arabo, musulmano e mondiale delle donne esse rappresentino, avendolo dimostrato più e più volte negli ultimi decenni con la loro abnegazione, la loro sofferenza, le loro lacrime e, troppo spesso, anche col loro sangue.

Le donne di Gaza hanno infatti molto subito e molto patito per mano dell'occupazione e della politica di segregazione e aggressione del vicino Stato di Israele, vedendo le loro comunità, le loro famiglie, i loro figli attaccati, assediati, minacciati su base costante e regolare; né a loro erano risparimate angosce e tormenti, nelle corse disperate verso i rifugi antiaerei, nelle attese senza fine ai posti di blocco, negli abusi e nelle molestie della soldataglia sionista.

Tuttavia le donne della Striscia continuano a vivere e a far vivere, nonostante l'assedio, nonostante i raid, nonostante tutto; spesso si prendono il carico di mantenere le loro famiglie lavorando, quando i loro mariti, i loro padri sono uccisi o incarcerati da Israele, spesso si migliorano attraverso lo studio e l'esercizio della cultura e della professione intellettuale.

Il desiderio di ricostruire e migliorare quanto é stato offeso e distrutto dall'arroganza dell'occupazione é la migliore e più certa garanzia di un futuro radioso per Gaza. Certe donne, come loro, sanno essere e diventare invincibili.

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Mega-tangente di 30 milioni di Euro per i fratelli Mubarak, tanto é bastato per svendere a Israele miliardi di metano!

Il quotidiano del Kuwait "Al Jarida" riporta che i figli dell'ex uomo forte del Cairo Mubarak (Alaa e Gamal), si sarebbero spartiti una ricchissima 'bustarella' made in Israel per acconsentire alle esportazioni a costo scontatissimo di mostruose quantità di metano egiziano; la notizia sarebbe stata rivelata in seguito alle indagini di un dipartimento speciale anti-corruzione attivato dal Ministero dell'Interno dopo la cacciata dal potere del padre degli indagati.

La tangente sarebbe stata pagata dopo l'incontro del gennaio 2005 tra gli israeliani, l'ex Ministro dell'Energia Sameh Fahmi e la Compagnia del Gas del Mediterraneo Orientale, EMG, rappresentata dall'azionista al 28 per cento Hussein Salem, legato a doppio filo al 'clan' dei Mubarak.

Dei 2.5 miliardi di Lire egiziane del contratto firnato tra le parti Gamal Mubarak avrebbe percepito una quota pari al 5 per cento, mentre la metà di quella cifra sarebbe stata invece corrisposta a Salem ed Alaa Mubarak, rispettivamente; in totale il processo corruttivo avrebbe interessato una cifra totale di 250 milioni di valuta locale, pari a 30 milioni di Euro.

Un 'jackpot' di tutto rispetto, capace di impressionare anche i più accaniti giocatori del Superenalotto nostrano. In cambio di tanta mazzetta i Mubarak e socio garantirono allo Stato ebraico la fornitura di circa 1 miliardo e 700mila metri cubi di metano all'anno dal 2008 fino al 2023. Il costo pagato da Israele per tale merce é sempre stato totalmente fuori mercanto, causando all'Egitto perdite di milioni e milioni di dollari; per ogni BTU di gas Israele pagava 3 dollari, mentre la Sud Corea, comprandolo a prezzo di mercato sul mercato del Golfo arriva a versare ai fornitori fino a 12 dollari per unità.
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Tra truppe mobilitate e promesse di investimenti sociali Re Abullah tenta di prevenire una rivolta in Arabia Saudita



36 miliardi di dollari per l'istruzione, l'occupazione e il welfare, tanto é disposto a spendere Re Abdullah al-Saoud, l'ultimo monarca assoluto del pianeta, per evitare di dover affrontare la rabbia del suo popolo, che, ispirato dalle recenti sollevazioni nordafricane, Giordane, Yemenite e del Bahrein, hanno proclamato nuove manifestazioni per venerdì.

Sempre  nell'ottica di 'disinnescare' preventivamente il dissenso, si deve interpretare la notizia che 27 sciiti arrestati nelle recenti manifestazioni di protesta ad Al-Qatif sono stati rilasciati senza ulteriori addebiti, una decisione davvero irrituale per un paese dove ogni opposizione politica aperta alla Casa regnante verrebbe normalmente punita sia come 'Alto tradimento' che come 'offesa a Dio', viste le pretese del Re saudita di incarnare, in quanto custode dei due maggiori luoghi sacri musulmani, le prerogative di un moderno Califfo.

Nel tentativo che "le buone" non smontino sul nascere la protesta, Re Saoud continua tuttavia a mobilitare migliaia di soldati e di militi delle forze di sicurezza.

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