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martedì 27 novembre 2018
Chi é il "Comandante Alipour", leader carismatico degli Hazara sciiti afghani?
Il Comandante Alipour è uno dei più celebri e abili leader Hazarah.
Gli Hazara hanno ceduto tutte le loro armi dopo che i talebani sono stati sconfitti e il Governo
centrale e la NATO hanno promesso di fornire sicurezza e protezione.
Dopo un po 'i talebani hanno preso il potere e il governo centrale e la NATO non sono stati in grado di fornire sicurezza (deliberatamente o meno), comandanti coraggiosi come Alipour e Shojaie e ... sono stati armati per difendere il loro popolo contro talebani e ISIS.
Qualche anno fa si è verificato uno scontro tra i nomadi Pashtun Pachistani (trascorrono l'inverno in Pachistan e l'estate in Afghanistan) e la gente sciita di Behsud e Hazarah e Alipour ha aiutato le persone a difendersi.
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lunedì 4 giugno 2018
A Deir Hafer i Clan e le Tribù siriane (soprattutto sunnite) hanno giurato Resistenza alle presenze curde e straniere!
La riunione dei capi dei clan e delle tribù siriane del Centro e dell'Est del paese, tenutasi recentemente a Deir Hafer, non é stata una semplice 'passerella' o un'occasione di ribadire in maniera superficiale e cosmetica la fedeltà dei gruppi etnici in questione al legittimo Governo di Damasco, come mostrano le immagini che proponiamo di seguito é stata anche un maniera di dimostrare la forza militare di questi gruppi, che si sono detti determinati a intraprendere una sistematica opera di Resistenza contro l'occupazione curda (facilitata e sostenuta da potenze straniere come Usa e Francia) di aree della Siria settentrionale.
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domenica 3 giugno 2018
Oltre settanta leader siriani di tribù e clan si riuniscono per coordinare le iniziative contro le presenze curde e straniere nel Nord del paese!
La Siria non é solamente le metropoli di Damasco, Aleppo, le città operose e popolose di Homs, Latakia, Tartous; la Siria é anche un paese di clan e di tribù che vivono sparse nei vasti spazi del centro e dell'Est del paese.
Spesso abbiamo riportato i successi degli sforzi del Governo per mantenere i contatti con queste realtà del paese, importanti per mantenere il controllo e la vigilanza su ampie fasce del territorio nazionale.
Come si vede in questo pur succinto servizio fotografico le tribù e i clan siriani possono mobilitare molte centinaia di uomini usi ad adoperare le armi e, soprattutto, in possesso di una impareggiabile conoscenza dei terreni nei quali vivono.
Spesso abbiamo riportato i successi degli sforzi del Governo per mantenere i contatti con queste realtà del paese, importanti per mantenere il controllo e la vigilanza su ampie fasce del territorio nazionale.
Come si vede in questo pur succinto servizio fotografico le tribù e i clan siriani possono mobilitare molte centinaia di uomini usi ad adoperare le armi e, soprattutto, in possesso di una impareggiabile conoscenza dei terreni nei quali vivono.
venerdì 16 febbraio 2018
Nella giornata di oggi Hezbollah ricorda e commemora i propri leader martiri, che col loro esempio hanno illuminato la strada verso le vittorie future!
Il 16 febbraio 1984 il traditore libanese 'Danny Abdallah' per conto degli invasori sionisti, assassinava a Jibchit lo Sheik Ragheb Harb, figura carismatica del Movimento Amal e incessante animatore di attività di Resistenza contro l'occupazione del regime ebraico.
Nello stesso giorno del 1992 vicino Nabatiyah veniva assassnato Sayyed Abbas al-Moussawi, cofondatore e Segretario Generale di Hezbollah: i vigliacchi sionisti lo uccisero bombardando la sua auto e assassinando anche sua moglie e suo figlio di cinque anni.
Non si sa se i sionisti, privi di qualunque religione, ma attentissimi alle cabale e alle superstizioni talmudiche, abbiano avuto qualche motivazione segreta per compiere questi omicidi proprio nello stesso giorno dell'anno. Comunque il Movimento Hezbollah ha deciso di ricordare tutti i propri Leader Martiri in questa giornata.
Nello stesso giorno del 1992 vicino Nabatiyah veniva assassnato Sayyed Abbas al-Moussawi, cofondatore e Segretario Generale di Hezbollah: i vigliacchi sionisti lo uccisero bombardando la sua auto e assassinando anche sua moglie e suo figlio di cinque anni.
Non si sa se i sionisti, privi di qualunque religione, ma attentissimi alle cabale e alle superstizioni talmudiche, abbiano avuto qualche motivazione segreta per compiere questi omicidi proprio nello stesso giorno dell'anno. Comunque il Movimento Hezbollah ha deciso di ricordare tutti i propri Leader Martiri in questa giornata.
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venerdì 17 novembre 2017
Quando la shariah...fa male! Meeting d'emergenza dei leader superstiti dell'ISIS bombardato dai Mig di Assad!
Il sito-web Al-Darar comunica che una riunione d'emergenza dell'ISIS, che ha convocato in una località supposta segreta nella parte di Provincia di Deir Ezzour ancora transitabile ai terroristi praticamente tutti i comandanti di grado, onde decidere una linea di condotta comune di fronte allo sgretolamento di quello che pomposamente tre anni fa si era dichiarato "Califfato" è stata bombardata dai jet siriani.
Abu Rokaya Faransi, Saddam al-Jamale e Hazem Barqash, rispettivamente capo militare, capo della sicurezza e membro del 'consiglio consultivo' del "Daash" erano presenti, insieme ai 'capi religiosi' Mola Hami, Haytham al-Qazi, Tak Tak, Foras al-Homsi nom de guerre Abu Ayesha, Abu Asma al-Shami, Abu Walid Faloujah, Abu Torab al-Turkistani, Abu Davoud al-Tajiki, Abu Talha al-Shishani.
Abu Rokaya Faransi, Saddam al-Jamale e Hazem Barqash, rispettivamente capo militare, capo della sicurezza e membro del 'consiglio consultivo' del "Daash" erano presenti, insieme ai 'capi religiosi' Mola Hami, Haytham al-Qazi, Tak Tak, Foras al-Homsi nom de guerre Abu Ayesha, Abu Asma al-Shami, Abu Walid Faloujah, Abu Torab al-Turkistani, Abu Davoud al-Tajiki, Abu Talha al-Shishani.
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sabato 17 dicembre 2016
L' Aviazione Siriana uccide nell'Est di Homs il comandante dell'ISIS noto come "Al-Mukahal"!
Abbiamo il raro piacere di poter presentare al nostro fedele e affezionato pubblico la foto del comandante dell'ISIS conosciuto in Siria come "Al-Mukahal", come appare dopo essere stato colto da un lieve attacco di...morte, grazie alle bombe e ai razzi generosamente dispensati dai jet dell'Aviazione Siriana sul convoglio di veicoli che lo stava trasportando nell'estremo Est di Homs.
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martedì 24 maggio 2016
Siriani ed Hezbollah colpiscono leader di Ahrar Sham vicino a Zabadani: eliminato 'Ziad abu Hamid'!
Vi avevamo detto di non prestare fede alla 'rivendicazione' dell'ISIS e che gli attentati di ieri a Tartous e Jamliyeh erano stati portati a segno dagli estremisti di Ahrar Sham; i servizi segreti siriani e i loro colleghi di Hezbollah hanno immediatamente fatto pagare all'organizzazione takfira responsabile della strage un 'acconto' di quanto dovuto con un'operazione speciale portata a termine nei dintorni di Zabadani.
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lunedì 25 gennaio 2016
Un missile balistico siriano stermina 50 leader di Al Nusra e Ahrar Sham che si stavano incontrando a Salkeen!
Il totale crollo delle posizioni takfire in Provincia di Latakia, con la conquista prima di Salma e ora di Rabiyah da parte delle formazioni governative siriane ha causato grandissima preoccupazione tra i leader terroristi della Provincia di Idlib visto che é più che prevedibile che dopo avere investito Kinsibba le forze di Assad potrebbero puntare verso Jisr al-Shoughour da direzione Ovest, una direttrice nuova lungo la quale le difese, se esistono, devono giocoforza essere sparse e poco presidiate.
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martedì 3 novembre 2015
Altri sette capi terroristi uccisi tra Latakia, Damasco e Hama!
- Abu Ali al-Na’imi (Harakat Ahrar al-Sham),
- Abu Muaz al-Shami (Jabhat al-Nusra),
- Saleh Sindah (Jaysh al-Islam),
- Uqaba Abu Ahmad (Liwaa Umar al-Farouq),
- Abu Abdo Saqr (Jaysh al-Islam),
- Abu Ahmad Khalil (Liwaa Umar al-Farouq),
- Ashraf Jamiah al-Muhayr (Harakat Ahrar al-Sham).
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mercoledì 8 aprile 2015
SETTANTA TERRORISTI POLVERIZZATI DAI JET DI ASSAD! Cinque comandanti di alto rango tra i morti identificati!
Circa settanta militanti terroristi sono stati eliminati da un precisissimo e devastante attacco aereo dei cacciabombardieri siriani che hanno colpito i dintorni di Busra al-Sham, in risposta a una segnalazione di cittadini siriani leali al Governo centrale e ansiosi di vedere la feccia takfira cacciata dal suolo patrio.
L'aviazione di Damasco si conferma così un'arma efficace e vincente contro i terroristi.
L'aviazione di Damasco si conferma così un'arma efficace e vincente contro i terroristi.
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lunedì 29 settembre 2014
95 militanti dell'ISIS eliminati in Irak tra Ramadi e Amriyat al-Fallujah!
Un attacco a sorpresa di una colonna terrorista dell'ISIS che si é diretta verso la cittadina dell'Anbar di Amriyat al-Fallujah (da non confondersi con Fallujah vera e propria) é stato contrastato e spezzato sul nascere dalla tenace resistenza della guarnigione governativa che, sostenuta da miliziani volontari e uomini dei clan e delle tribù sunnite dell'area, oltre che dal tempestivo intervento dell'aviazione di Bagdad, é riuscita a uccidere il capo militare dell'ISIS in Anbar, Jassem Mohammed Hamad.
L'attacco doveva servire a interrompere le comunicazioni tra l'Anbar e il resto delle zone governative, in maniera da strozzare i rifornimenti alle truppe che più addentro nella provincia occidentale dell'Irak continuano ad avanzare e a sottrarre all'ISIS un obiettivo, una cittadina, una base e un villaggio dopo l'altro.
Ma il piano, grazie alla pronta reazione delle forze governative, non si é mai realizzato, e anzi, proprio mentre Hamad e i suoi seguaci soccombevano ad Amriyat, più oltre, nei dintorni di Ramadi, circa ottanta mercenari dell'ISIS venivano annientati nella battaglia per una importante strada di collegamento, ormai pienamente nelle mani dell'Esercito, che spiana la strada a ulteriori vittoriose avanzate.
L'attacco doveva servire a interrompere le comunicazioni tra l'Anbar e il resto delle zone governative, in maniera da strozzare i rifornimenti alle truppe che più addentro nella provincia occidentale dell'Irak continuano ad avanzare e a sottrarre all'ISIS un obiettivo, una cittadina, una base e un villaggio dopo l'altro.
Ma il piano, grazie alla pronta reazione delle forze governative, non si é mai realizzato, e anzi, proprio mentre Hamad e i suoi seguaci soccombevano ad Amriyat, più oltre, nei dintorni di Ramadi, circa ottanta mercenari dell'ISIS venivano annientati nella battaglia per una importante strada di collegamento, ormai pienamente nelle mani dell'Esercito, che spiana la strada a ulteriori vittoriose avanzate.
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lunedì 15 luglio 2013
Armate siriane avanzano anche sulla costa serrando sempre più all'angolo i terroristi wahabiti: ucciso un altro capo di Al Nusra!
Una violenta offensiva delle forze armate nazionali siriane contro i qaedisti di Al-Nusra e delle altre formazioni takfire di mercenari stranieri presenti nelle zone costiere del paese é risultata nella rapida avanzata delle formazioni blindate siriane che hanno rapidamente cacciato da alcuni centri abitati i banditi che vi avevano trovato rifugio dopo la loro fuga disperata dalla Provincia di Homs, tornata sotto il più completo controllo governativo dopo le grandi battaglie di Qusayr e Talkalakh.
Fra i nemici caduti si é contato anche il cadavere di 'Abu Amr Abdallah', un irakeno di Fallujah, noto leader di formazioni estremiste colpevoli di stragi e crimini orrendi tanto in Mesopotamia quanto in seguito in Siria. Anche i suoi complici erano tutti stranieri: sauditi, somali, irakeni, libici ed egiziani, a dimostrazione di come la cosiddetta 'insorgenza' non abbia nulla a che fare con una 'ribellione' del popolo ma sia risultato di un complotto imperialista straniero.Insieme al leader terrorista sono state scoperte e distrutte diverse santabarbare, compreso un deposito di razzi e diverse automobili rubate usate per trasportare munizioni, in particolare nei villaggi di 'Al Qasatel', 'Al Bayda' e 'Jab al Ahmar', tutti nella Provincia di Latakia.
Fra i nemici caduti si é contato anche il cadavere di 'Abu Amr Abdallah', un irakeno di Fallujah, noto leader di formazioni estremiste colpevoli di stragi e crimini orrendi tanto in Mesopotamia quanto in seguito in Siria. Anche i suoi complici erano tutti stranieri: sauditi, somali, irakeni, libici ed egiziani, a dimostrazione di come la cosiddetta 'insorgenza' non abbia nulla a che fare con una 'ribellione' del popolo ma sia risultato di un complotto imperialista straniero.Insieme al leader terrorista sono state scoperte e distrutte diverse santabarbare, compreso un deposito di razzi e diverse automobili rubate usate per trasportare munizioni, in particolare nei villaggi di 'Al Qasatel', 'Al Bayda' e 'Jab al Ahmar', tutti nella Provincia di Latakia.
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venerdì 5 luglio 2013
Continuano a pieno ritmo le operazioni militari dell'Esercito siriano; dozzine di terroristi abbattuti, tra di essi molti leader wahabiti!
Le notizie che arrivano dall'Egitto dove un superficiale e ridicolo capo di stato che fino a ieri si faceva fotografare in pubblico con in mano la bandiera dei terroristi takfiri anti-siriani gode ora dell'ospitalità vigile delle guardie militari che lo costringono agli arresti non devono farci dimenticare di tenere costantemente un occhio puntato sulla situazione siriana, dove il ritmo delle operazioni militari contro i gruppi takfiri continua senza pause anzi, possibilmente accelera per avvantaggiarsi del fatto che quasi tutti i paesi sostenitori dei mercenari wahabiti sono preda a vario livello di proteste, instabilità e caos di varia natura (dal golpe egiziano alle proteste turche, dall'improvvisa abdicazione in Qatar, alla lotta per la successione saudita, al 'Datagate' che ha colpito gli Usa).
Il leader terrorista irakeno Ahmad Fawwaz al-Amir é stato abbattuto con il 'cadre' del suo gruppo di fuoco ad Hejjira mentre i capi wahabiti Abdul-Majid al-Ayyoubi e Mohammad Arafa, sorpresi con altri presso una fabbrica di medicinali a Est di Al-Mleiha sono stati uccisi così come Iyad al-Shalet e Mahmoud al-Barghouth, capi di 'Shabab al-Houda', circondati a Ovest di Al-Shifounieh.
Khalid Mohsen e Mohammad al-Ahmad sono stati abbattuti coi loro seguaci presso le fattorie di Deir Salman. Nella Provincia di Homs Tamim Obaid e Ahmad Satuf Kdad sono caduti sotto le raffiche delle truppe di Assad insieme ai loro seguaci vicino al villaggio di Al-Ghajar mentre nelle campagne intorno a Palmyra il gruppo "Saraya al-Islam" é stato accerchiato e distrutto fino all'ulitmo uomo.
Il leader terrorista irakeno Ahmad Fawwaz al-Amir é stato abbattuto con il 'cadre' del suo gruppo di fuoco ad Hejjira mentre i capi wahabiti Abdul-Majid al-Ayyoubi e Mohammad Arafa, sorpresi con altri presso una fabbrica di medicinali a Est di Al-Mleiha sono stati uccisi così come Iyad al-Shalet e Mahmoud al-Barghouth, capi di 'Shabab al-Houda', circondati a Ovest di Al-Shifounieh.
Khalid Mohsen e Mohammad al-Ahmad sono stati abbattuti coi loro seguaci presso le fattorie di Deir Salman. Nella Provincia di Homs Tamim Obaid e Ahmad Satuf Kdad sono caduti sotto le raffiche delle truppe di Assad insieme ai loro seguaci vicino al villaggio di Al-Ghajar mentre nelle campagne intorno a Palmyra il gruppo "Saraya al-Islam" é stato accerchiato e distrutto fino all'ulitmo uomo.
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domenica 14 ottobre 2012
Bashir Assad: da specializzando di oculistica a Presidente-guerriero, il leader siriano mostra la sua tempra
Chi ha avuto occasione di incontrare di persona il Presidente siriano Assad nelle ultime settimane ha detto di averlo trovato trasformato: non più il leader impeccabilmente fasciato in abiti civili che si offriva con la affascinante Asyma a fianco agli obiettivi e alle ottiche di fotografi e cameramen, non più il diplomatico abile e misurato che trattava a pari con Ahmadinejad, Nasrallah, Erdogan e Re Saoud, ma un leader in tenuta militare, spesso con la mimetica gualcita dall'essere rimasta indosso durante poche ore di sonno, che anziché chiedere pareri e consigli ad advisor e collaboratori impone decisioni e strategie che spesso si rivelano vincenti anche quando vanno contro la saggezza consuetidinaria.
"Al Presidente Bashar mancava l'esperienza del confronto militare, vivendola l'ha affrontata come tutte le altre sfide della sua vita: l'ha studiata, valutata e ne ha appreso i segreti nell'agirla da protagonista". Del resto questo non é una novità per il Presidente siriano: studente di oftalmologia e oculistica a Londra venne portato quasi di peso a Damasco quando risultò unico 'papabile' candidato alla successione del padre malato; non era stato 'selezionato' come delfino, ruolo che era riservato al fratello maggiore Bassil, morto nello schianto della sua Mercedes nel 1994, eppure si é rivelato un ottimo leader politico, adesso suo padre Hafez, già comandante dell'Aviazione e veterano delle guerre contro Israele sarebbe orgoglioso di vederlo cogliere successi anche come uomo di guerra.
Il cambiamento di tattica dei terroristi mercenari pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia, che sono passati dal tentare di istituire una impossibile "zona franca" in territorio siriano ad attentati lanciati alla cieca dimostra la loro disperazione e la loro rabbia impotente. Il sostegno iraniano e russo continua a farsi sentire ed é molto prezioso, non soltanto dal punto di vista militare ed economico ma anche politico e diplomatico. Assad sa che in Teheran ha un alleato fedelissimo, fedele quanto lo fu suo padre per Khomeini durante la guerra del 1980-88 contro Saddam e Mosca non mostra alcun segno di cedimento o di stanchezza nel suo sostegno a Damasco.
"Al Presidente Bashar mancava l'esperienza del confronto militare, vivendola l'ha affrontata come tutte le altre sfide della sua vita: l'ha studiata, valutata e ne ha appreso i segreti nell'agirla da protagonista". Del resto questo non é una novità per il Presidente siriano: studente di oftalmologia e oculistica a Londra venne portato quasi di peso a Damasco quando risultò unico 'papabile' candidato alla successione del padre malato; non era stato 'selezionato' come delfino, ruolo che era riservato al fratello maggiore Bassil, morto nello schianto della sua Mercedes nel 1994, eppure si é rivelato un ottimo leader politico, adesso suo padre Hafez, già comandante dell'Aviazione e veterano delle guerre contro Israele sarebbe orgoglioso di vederlo cogliere successi anche come uomo di guerra.
Il cambiamento di tattica dei terroristi mercenari pagati da Arabia Saudita, Qatar e Turchia, che sono passati dal tentare di istituire una impossibile "zona franca" in territorio siriano ad attentati lanciati alla cieca dimostra la loro disperazione e la loro rabbia impotente. Il sostegno iraniano e russo continua a farsi sentire ed é molto prezioso, non soltanto dal punto di vista militare ed economico ma anche politico e diplomatico. Assad sa che in Teheran ha un alleato fedelissimo, fedele quanto lo fu suo padre per Khomeini durante la guerra del 1980-88 contro Saddam e Mosca non mostra alcun segno di cedimento o di stanchezza nel suo sostegno a Damasco.
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domenica 2 settembre 2012
Le truppe di Assad eliminano il capo wahabita Nabhan al-Nabhan: "Aleppo é ormai completamente libera!"
Nella mattinata di ieri le forze dell'Esercito siriano schierate attorno ad Aleppo hanno combattuto contro terroristi mercenari nell'area di Souq al-Hal, a Kfar Hamra, distruggendo una colonna di veicoli che cercava di penetrare l'anello di sicurezza steso attorno alla prima metropoli del paese. Altri scontri di minore entità si sono avuti a Bab Antioch e vicino alla Moschea di Jamal ad Al-Kallaseh. Nel corso di questi combattimenti ha trovato la morte il leader qaedista Nabhan al-Nabhan.
Secondo quanto comunicato dall'Alto Comando delle forze armate di Damasco tutta Aleppo sarebbe ormai libera dalla presenza di cellule terroriste e saldamente sotto il controllo delle autorità legittime. Questo non vuol dire che rimasugli di gruppi armati non siano ancora presenti, ma la loro capacità di coordinarsi e agire d'intesa é stata spezzata e distrutta e presto anche questi ultimi irriducibili potranno venire circondati e neutralizzati.
AGGIORNAMENTO: Proprio in questo momento riceviamo la gradita notizia che un altro leader wahabita, il terrorista Yousef al-Hamo é stato abbattuto dalle truppe regolari siriane nel corso di uno scontro nella provincia di Homs.
Secondo quanto comunicato dall'Alto Comando delle forze armate di Damasco tutta Aleppo sarebbe ormai libera dalla presenza di cellule terroriste e saldamente sotto il controllo delle autorità legittime. Questo non vuol dire che rimasugli di gruppi armati non siano ancora presenti, ma la loro capacità di coordinarsi e agire d'intesa é stata spezzata e distrutta e presto anche questi ultimi irriducibili potranno venire circondati e neutralizzati.
AGGIORNAMENTO: Proprio in questo momento riceviamo la gradita notizia che un altro leader wahabita, il terrorista Yousef al-Hamo é stato abbattuto dalle truppe regolari siriane nel corso di uno scontro nella provincia di Homs.
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giovedì 12 aprile 2012
Il Leader dei Drusi siriani dichiara ad 'Al-Intiqad': "Il nostro Paese e il suo Governo trionferanno contro ogni complotto!"
Hammoud Hinnawi, Sheik Akl (cioé capo spirituale supremo) dei Drusi di Siria ha dichiarato nel corso di una sua intervista col quotidiano "Al-Intiqad" che la sua comunità é 'compatta e determinata nel dichiararsi fedele al Presidente Assad e fiduciosa nell'esito del corso di riforme istituzionali iniziate con la compilazione di una nuova Carta costituzionale, proseguite con la sua approvazione e che culmineranno presto in nuove elezioni politiche.
"La comunità drusa é grata al Governo e sta impegnandosi in ogni modo possibile al di sopra di ogni considerazione egoistica e particolare per fare sì che presto il periodo di confusione e violenza dovuto alle trame straniere contro la Siria rimanga solo uno sgradevole ricordo". Hinnawi ha dichiarato che la presenza di una forte comunità drusa in Libano ha sempre contribuito a far sentire molto vicino al loro cuore questo paese confinante e che pure alcuni leader politici non dovrebbero pensare, per questo, di potere lanciare appelli distruttivi e anti-governativi sperando che vengano raccolti da qualcuno, giacché gli interessi profondi di Siria e Libano sono molto legati e se l'una dovesse sperimentare grave instabilità e conflitti questi non tarderebbero a contagiare anche l'altro.
"I Drusi siriani hanno dei valori costanti, che sono come scolpiti nelle montagne, tra essi figurano la lealtà al bene comune e la convinzione nei risultati del dialogo e della cooperazione". A domanda precisa lo Sheik Akl ha risposto dichiarando la propria ammirazione per Hezbollah e assicurando che in Siria i Drusi, così come il resto della popolazione, ammirano il movimento politico e militare sciita per "avere scelto la strada della Resistenza armata contro i soprusi e le ingiustizie". "Nessuno", ha concluso poi "può anche solo permettersi di dubitare del ruolo decisivo di Hassan Nasrallah nella Storia non solo dello sciismo o del Libano ma in quello stesso della Nazione Araba".
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giovedì 23 febbraio 2012
Esclusivo reportage fotografico dalla recente cerimonia di Hezbollah in onore dei Leader Martiri!
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giovedì 16 febbraio 2012
Hezbollah onora i Leader Martiri; manifestazione oggi a Beirut al Complesso Shouhada, attesa per l'intervento di Nasrallah!
Come ogni anno anche oggi Hezbollah, il Movimento sciita di Resistenza che da piccolo e sparuto gruppo di guerriglieri nel Libano invaso da Israele é riuscito a diventare una forza armata di tutto rispetto e un partito politico cardine nel delicato equilibrio di forze e fazioni di cui é costituito il Paese dei Cedri, si prepara a celebrare la giornata commemorativa dei "Leader Martiri": Sayyed Abbas Al-Moussawi, Sheikh Ragheb Harb e Hajj Imad Moghniyeh, dirigenti che a prezzo della propria vita hanno contribuito a rendere il movimento quello che é ora e il cui esempio costituisce uno sprone per tutti i membri del partito e della resistenza armata.
La cerimonia principale della giornata si terrà tra poche ore nei sobborghi meridionali di Beirut, nel "Complesso Shouhada", cittadella sportiva e centro congressi dedicato alla memoria di tutti coloro che hanno dato la vita per Hezbollah. Il Segretario Generale del Movimento, Sayyed Hassan Nasrallah, terrà un discorso commemorativo che, alla luce dei recenti sviluppi politici interni e regionali é atteso con ansia non soltanto da appartenenti e simpatizzanti di Hezbollah, ma anche da osservatori e commentatori politici libanesi e internazionali.
In una notizia correlata informiamo i nostri lettori che, proprio alcune ore prima del ventesimo anniversario della morte del figlio il reverendo padre del leader martire di Hezbollah Sayyed Abbas Moussawi si é ricongiunto col figlio all'età di ben 90 anni. Ali Moussawi, questo il nome dell'anziano, era una figura onorata e ben conosciuta non solo all'interno della Resistenza, ma in tutta la comunità sciita. Modesto, pio, dedicato, aveva fornito al giovane Abbas l'esempio e l'incoraggiamento a dedicare la sua vita al riscatto degli Oppressi, missione cui si é dedicato fino alle estreme conseguenze, senza tenere in conto la sua sicurezza o il suo tornaconto.
I funerali del reverendo Ali Moussawi si sono tenuti all'alba di oggi nel villaggio natale di Nabi Shayth.
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giovedì 10 marzo 2011
Nasrallah, Hezbollah e la prossima guerra contro Israele: il movimento sciita considera sempre più opzioni offensive come deterrente preventivo
La gran copia di notizie che arrivano dai quattro angoli del Mondo Arabo, ultimamente, ci ha un po' fatto trascurare l'arena che, dopo la Palestina, costituiva il nostro più frequente ambito di interesse: il Libano. Un primo segnale di una progettata "inversione di tendenza" speriamo vi sia già giunto con il precedente articolo su Walid Jumblatt, adesso ci accingiamo a proseguire su quel sentiero con un editoriale sulle conseguenze prevedibili a medio e lungo termine di una recente dichiarazione di Sayyed Hassan Nasrallah, leader incontrastato del Movimento musulmano sciita Hezbollah.
I nostri lettori più attenti ben ricorderanno che, in occasione del suo lungo e articolato discorso in occasione delle celebrazioni alla memoria dei Leader Martiri, sua Eccellenza Nasrallah aveva fatto riferimento alla crescente preoccupazione aleggiante fra i generali dello Stato ebraico che, in occasione di una 'reprise' del conflitto del 2006, truppe di Hezbollah potrebbero entrare in territorio israeliano, nelle regioni settentrionali.
Nasrallah, nel suo discorso, aveva senza troppi fronzoli che non solo ciò sarebbe possibilissimo ma che, persino, Hezbollah stava considerando l'opzione e la possibilità di OCCUPARE determinate zone della Palestina del Nord. Questa é stata la prima volta che una simile affermazione é stata resa in pubblico, durante un'occasione fondamentale del calendario di Hezbollah, dalle stesse labbra del suo leader supremo. Di solito quando un politicante occidentale vuole rilasciare dichiarazioni minacciose e azzardate lo fa quasi di nascosto, a latere di occasioni triviali, possibilmente per bocca di un sottoposto o di un portavoce.
In quel modo, se si arriva alla mala parata, é sempre pronta la giustificazione: "Le mie parole sono state travisate!" e "Mi avete frainteso!". Berlusconi, ad esempio, é maestro di questa tecnica, così come qualche leghista, che, ricorrendovi, possono lasciarsi andare alle intemerate più violente e assurde, salvo poi impetrare l'equivoco a giustificare ogni eccesso. Nasrallah ha fatto l'esatto opposto; la sua dichiarazione, si mette in fila dietro diverse altre che lasciano intendere come Hezbollah stia programmando la guerra che verrà (perché questa é la convinzione dello Stato Maggiore sciita, con Israele, fino a che esiste, non potranno che susseguirsi lotte e confronti violenti) come affatto simile alle pur vittoriose battaglie difensive del 2006, del 2000, del 1996 e del 1985.
Questa volta, Hezbollah progetta di "attaccare"; ovviamente, per un movimento di guerriglia e Resistenza la parola 'attacco' ha un valore relativo: finora Hezbollah ha annunciato che nel prossimo confronto militare con Israele Tel Aviv verrà presa a bersaglio delle artiglierie a razzo del movimento, che il naviglio commerciale diretto a porti israeliani sarà considerato legittimo obiettivo militare e ora la promessa di inviare truppe direttamente sul territorio dello Stato sionista.
In un Medio Oriente dove spesso politici e militari si lasciano andare a iperboli puramente propagandistiche Hezbollah ha l'inconsueta fama di far seguire alle sue parole i fatti. Non per arrogarci mistici poteri di vaticinio ma "guarda caso" uno dei pochi -forse l'unico?- outlet di informazione sul Medio Oriente in Italiano che aveva annunciato la possibilità di una tale iniziativa da parte dei combattenti libanesi era stato proprio Palaestina Felix, in questo nostro articolo datato 8 novembre 2010.
Certo, vi é differenza tra infiltrare commando di sabotatori contro le linee logistiche e 'occupare' militarmente un territorio, ancorché limitato, pure la consequenzialità che lega la nostra profezia e la dichiarazione di Nasrallah dimostra che le nostre fonti erano credibili e, anzi, fin troppo conservatrici nelle loro proiezioni.
La motivazione che ha portato Nasrallah a rilasciare la sua recente dichiarazione é piuttosto evidente: dare da pensare ai generali sionisti; Hezbollah (secondo noi a piena ragione) ritiene che Israele fatalmente attaccherà nuovamente il Libano; bene, ogni annuncio che promette a Tel Aviv una guerra non più combattuta solo sul territorio avversario fa molto per indurre i pianificatori militari dell'IDF a riconsiderare e rivalutare le loro stime.
Più tempo si aggiunge alla pressoché totale calma che contraddistingue il confine israelo-libanese dal 2006 a oggi e più Tsahal può star certo che Hezbollah si rafforzi e affini le sue tecniche e tattiche operative, é pressoché sicuro che ormai le capacità di combattimento della Resistenza sciita siano due o tre volte superiori a quelle dimostrate nell'ultimo conflitto; questo é il razionale del costante e continuo sostegno iraniano a Nasrallah e i suoi: lungi dal voler 'controllare il Libano', come ripetono garruli i propagandisti della Fox e della Cnn, Teheran vede Hezbollah come un utile diversivo con cui occupare Israele fino a che il programma nucleare iraniano non sia nella sua fase irreversibile...più Israele pensa a una guerra col Libano meno può dedicarsi a pianificare difficili e rischiose missioni contro Bushehr e Natanz.
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mercoledì 16 febbraio 2011
Hassan Nasrallah celebra i leader martiri di Hezbollah con una profonda e articolata orazione
Il Segretario Generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah ha rivolto un lungo e articolato messaggio ai militanti e sostenitori del Movimento sciita di Resistenza, ai cittadini libanesi e a tutti gli Arabi in occasione dell'inizio delle celebrazioni per i leader martiri di Hezbollah, che si sono svolte presso il complesso Sayyed Shohada’a nel sobborgo di Dahiyah, a sud di Beirut, lo stesso che ha dato il nome alla criminale dottrina operativa israeliana che prevede l'uso massiccio di bombardamenti su obiettivi civili.
Ogni anno Hezbollah celebra la memoria dei suoi capi caduti per mano di assassini sionisti, che li hanno colpiti vigliaccamente con attentati terroristici in niente diversi dagli attacchi qaedisti che costantemente vengono definiti 'barbari' e 'incivili' dai commentatori dei media occidentali: nel corso degli anni lo Sceicco Ragheb Harb, Sayyed Abbas al-Moussawi e Hajj Imad Mughniyeh hanno incontrato la morte nei giorni che vanno dal 12 al 16 febbraio, rispettivamente nel 1984 nel 1992 e nel 2008.
Lo slogan scelto per le celebrazioni di quest'anno: "Leader martiri, per una Nazione trionfante" ben rende la compenetrazione tra la prassi del Movimento e la storia dello sciismo che, nato da quella che agli occhi di un occidentale potrebbe sembrare una sanguinosa sconfitta, (la strage successiva alla battaglia di Karbala nell'anno 680), non considera la morte sul campo come una disfatta se da essa prende forza e si rinnova la determinazione di chi rimane a continuare l'opera del martire.
La verità di tale considerazione sembra finora sfuggita ai capi delle agenzie sioniste di spionaggio e assassinio, che da decenni continuano a martirizzare leader e capi di Hezbollah in un tentativo di rara futilità di 'decapitare l'organizzazione', mentre niente hanno tentato per impedire che si radicasse sempre più profondamente nell comunità sciita libanese, tanto da costituire ormai un tutt'uno con essa.
Obbligatorio é stato un riferimento e un saluto solidale a tutti coloro che attualmente, nel Medio Oriente e in Nordafrica, stanno lottando e versando anche il proprio sangue per portare alla caduta leader e regimi che non rappresentano le istanze e le volontà dei popoli, siano essi sciiti, arabi, musulmani o altro. Naesrallah ha anche ringraziato i "fratelli egiziani" per aver provocato, con la loro ribellion, la liberazione del militante Hezbollah Mohamed Mansour, conosciuto anche come Sami Shehab, catturato dalla polizia segreta egiziana mentre cercava di mettere in piedi un'operazione di sostegno logistico alla Resistenza di Gaza e gettato in carcere (e torturato) sulla scorta di assurde accuse di "complotto" contro il regime di Hosni Mubarak.
Sami Shehab, naturalmente, era presente alla cerimonia.
Nasrallah ha evidenziato come, per l'organizzazione, il tributo ai leader martiri non sia una vuota occasione di retorica e/o propaganda, ma un momento sia di ispirazione ideale che di studio pratico, necessario per rinnovare la dedizione agli obiettivi della lotta e a individuare le maniere migliori di raggiungerli, un processo grazie al quale Hezbollah é riuscito, per oltre trent'anni, a rimanere in contatto con le istanze dei fondatori e a evitare il processo di sclerotizzazione, imborghesimento e corruzione che ha devastato dall'interno movimenti a loro tempo coesi e determinati, come per esempio Fatah.
A quanti vedono o vogliono dipingere Hezbollah (e qualunque altro movimento di Resistenza e liberazione nazionale) come "una minaccia alla pace e alla stabilità" il Segretario Generale ha ricordato come pace e stabilità possano prosperare soltanto quando vengano assicurate la giustizia e la libertà, che non possono esistere in un regime di occupazione o di sottomissione a desideri e ordini esterni, come ben evidenziato dalle "paci" imposte con la sottomissione all'imperialismo occidentale e sionista da Ben Ali, Mubarak, Bouteflika e re Abdallah.
Nessuno stato sulla terra può dirsi più lontano dalla giustizia degli Stati Uniti, che pensano di poter imporre la propria volontà attraverso l'intero globo terrestre su popoli che non l'hanno mai chiesta e voluta, o dell'entità sionista israeliana, costruita sull'invasione della Palestina e sulla persecuzione dei suoi legittimi occupanti e abitanti; questi due agenti dell'ingiustizia globale si sostengono l'un l'altro, come dimostrano le loro azioni nei confronti dell'Egitto, del Libano, della Siria e dell'Iran ma, contro la loro forza diplomatica e bellica, sorge spontanea la volontà degli oppressi e dei perseguitati di lottare e resistere e, come dimostrato nel 2000, nel 2006 e ancora nelle ultime settimane, contro un popolo che lotta unito e determinato non vi sono astuzie politiche o brutalità militari che tengano.
Da qui Nasrallah é passato a fare alcune 'annotazioni' a recenti dichiarazioni di Gabi Ashkenazi, il neandertaliano ex-Capo di Stato Maggiore dell'Esercito israeliano che, facendo un bilancio del suo mandato, si é vantato del fatto che grazie alle sue "riforme" i fallimenti patiti da Tsahal nelle campagne contro il Libano nel 2006 e contro Gaza nel 2008-2009 non avranno a ripetersi. "Almeno questo tronfio generale sionista ammette che il suo esercito abbia patito sconfitte, cosa che a volte i sostenitori di quello stato criminale si azzardano a tentare di negare, ma, ora, impazza la discussione se Hezbollah sia in grado di occupare la cosiddetta regione di Galilea; vorrei ricordare che vent'anni fa si negava recisamente che le nostre forze potessero estendere il loro controllo al Nord della zona occupata".
"Quindi non solo la Resistenza di Hezbollah é riuscita a cacciare gli israeliani dal suolo libanese per due volte, ma ha anche esteso il raggio della sua potenziale influenza ad aree che in un passato non lontanissimo venivano ritenute off-limits per le sue possibilità". Il Segretario Generale ha quindi ricordato la frase lasciata cadere dal Ministro della Guerra sionista Ehud Barak durante il suo primo 'tour' dei reparti del Comando Nord insieme al neo-Capo di Stato Maggiore Benji Gantz, riguardo alla possibilità di "venire chiamati a entrare in Libano" nel prossimo futuro.
"Io dico a Barak, a Gantz e anche al dimissionato Ashkenazi che i combattenti della Resistenza sono pronti ad accogliere loro e i loro uomini se 'venissero chiamati a entrare in Libano', se davvero volessero insistere a confrontarsi con una Nazione determinata a difendersi, vorrei ricordare che alcuni analisti, persone evidentemente di natura più realistica, considerano ormai un dato acquisito che le forze della Resistenza possano interdire gli aeroporti, le strutture portuali e gli snodi strategici di Israele, spero per loro che gli israeliani abbiano buoni bunker e rifugi, e che siano psicologicamente preparati a restarci a lungo!".
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