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venerdì 5 aprile 2019

Generale emiratino invoca milizie terroriste contro il Qatar!

Il funzionario della sicurezza di Dubai, Dhahi Khalfan, ha lanciato nella giornata di oggi un preoccupante appello per armare milizie terroriste nel tentativo di attaccare il Qatar.

In diversi tweet sul suo profilo ufficiale, Khalfan, che è un tenente generale e l'attuale vice capo della polizia di Dubai, ha detto che "milizie" dovrebbero attaccare il Qatar.

Questo dimostra abbastanza chiaramente che gli UAE considerino 'normale' attaccare i loro rivali politici tramite bande di terroristi.

lunedì 27 agosto 2018

L'aeroporto internazionale di Dubai colpito da drone yemenita! La Ethiad cancella tutti i voli in partenza!


Ancora una volta le capacità di resistenza dell'eroico popolo yemenita stupiscono il mondo.
Un drone-bomba, un "Samad-3" secondo quanto riferito dall'emittente 'Al-Masirah' ha raggiunto e colpito l'aeroporto internazionale di Dubai (DBX) negli Emirati Arabi Uniti.

Lo scorso mese, il 26 luglio, era stato l'aeroporto di Abu Dhabi a venire colpito in maniera simile.

giovedì 24 marzo 2016

Vogliono "cacciare l'Islam", intanto hanno le mani in pasta con tutti gli emiri, sceicchi, principi e boia wahabiti da Riyadh a Doha a Dubai!

Vogliono "deislamizzare" l'Europa, vogliono le crociate, si arrapano, si entusiasmano per la Fallaci e per Magdi Allam.

Volete? D'accordo, iniziate col cancellare tutti i Gran Premi e i Moto GP del Bahrein e del Qatar, circhi tristissimi dove si va a rendere omaggio a monarchie impresentabili che assassinano e torturano ogni giorno.

Volete? Perfetto, Doha 2022? Mondiali di calcio? Peccato sarà per un'altra volta, organizzatevi un rally di cammelli per consolarvi.

Volete? Ok, Barcellona, PSG, Manchester City e tante altre squadre di calcio europee, che tornino a essere europee, dollari sporchi di sangue non ne vogliamo nel nostro sport più famoso (e nemmeno altrove).

martedì 18 agosto 2015

Forze Houthi catturano quattro veicoli degli UAE e ne distruggono altri due a Makiras!

L'intervento degli Emirati Arabi nella guerra dichiarata dall'Arabia Saudita contro lo Yemen inizia ad assomigliare sempre di più alla campagna mussoliniana contro la Grecia nel 1940-41; in tutti e due i casi gli invasori, partiti convinti di poter facilmente "Spezzare le Reni" al sottovalutato avversario, si impantanarono dolorosamente subendo perdite gravissime.

Combattenti Houthi dei Comitati Popolari hanno teso un agguato a una colonna di mezzi di Dubai nella zona di Makiras, tra le Province di Abyan e Bayda, riuscendo con le proprie armi a distruggere due veicoli e mettendo in fuga gli equipaggi dei restanti, catturandone quattro intatti.

domenica 16 agosto 2015

32 veicoli militari degli Emirati Arabi Uniti distrutti in Yemen! 39 soldati di Dubai uccisi!

I lacché degli Emirati Arabi Uniti pensavano di mettersi in luce presso i loro padroni di Casa Saoud trasportando qualche centinaio di costosissimi carri armati e blindati di produzione francese (AMX 56, AMX 10P, Panhard) via mare e facendoli sbarcare nei pressi di Aden, forse, avendo fatto indigestione di kolossal bellici hollywoodiani, si vedevano nei panni di novelli 'patton' a guidare una trionfante cavalcata verso Taizz o magari addirittura verso Sanaa...

La realtà é stata molto più severa e ingrata coi generali di Dubai, che, totalmente digiuni di logistica e delle intricatezze delle operazioni meccanizzate complesse si sono trovati impantanati tra Aden e Abyan con dozzine e dozzine di mezzi immobilizzati dalla mancanza di carburante o da guasti tecnici, ancora prima che scattasse la controffensiva yemenita.

lunedì 6 aprile 2015

I cittadini dello Yemen donano denaro e gioielli per aiutare le vittime dei bombardamenti sauditi e per sostenere l'Esercito!

Mentre gli straricchi emiri del petrolio sauditi e di Dubai possono attingere ai loro ventruti forzieri per finanziare l'aggressione barbara contro lo Yemen, paese poverissimo, le loro vittime hanno solo i pochi oggetti d'oro e i risparmi sudati lungo decenni di economie per poter aiutare le vittime dei loro bombardamenti terroristici e le forze armate che difendono la Patria.
Nondimeno, i poveri ma dignitosi abitanti dell'antica 'Arabia Felix' stanno donando generosamente tutto quello di cui possono privarsi per contribuire fattivamente all'aiuto ai più sfortunati e al sostegno ai combattenti Houthi e all'Esercito dichiaratosi per la Nazione e contro i burattini sauditi.

domenica 8 giugno 2014

Gli Emirati Arabi Uniti introducono la leva obbligatoria: Dubai si sente minacciata militarmente??

Gli Emirati Arabi Uniti hanno appena promulgato un decreto che formalizza l'introduzione del servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini maschi tra i 18 e i 30 anni. Nei prossimi mesi quindi non saranno solo i neo-maggiorenni a doversi presentare all'ufficio di leva ma tutti coloro che rientrano nella fascia d'età.

Secondo quanto dichiarato dallo Sceicco Khalifa ben Zayed al-Nahyan il servizio militare obbligatorio non solo rafforzerà le difese degli Emirati ma fornirà anche ai cittadini una base di senso civico, instillandogli i valori della lealtà, dell'appartenenza, del patriottismo e del sacrificio.

Finora gli UAE mantenevano una piccola forza armata di 44.000 militari di terra, 4.500 avieri e 2.500 marinai perlopiù basata su volontari e su immigrati dall'estero che cercavano servendo nell'Esercito di guadagnarsi la cittadinanza del piccolo reame petrolifero.

giovedì 6 febbraio 2014

L'ultimo tranello di Netanyahu! Vuol resuscitare il "cadavere politico" di Mohamed Dahlan, ex-'squalo' di Fatah, spiaggiato a Dubai!

Il Premier del regime ebraico Benji Netanyahu avrebbe inviato pochi giorni fa il suo inviato personale Yithzak Molcho a Bur Dubai per farlo incontrare con l'ex-'Squalo' di Fatah Mohamed Dahlan, già 'ras' della corrotta e inefficiente Autorità Nazionale Palestinese, preso a calci da Hamas fuori dalla sua 'roccaforte' di Gaza e quindi coinvolto nella preparazione dell'attentato del Mossad (proprio a Dubai!) in cui trovò il martirio Mahmoud el-Mabouh.

Cacciato dall'ANP e da Fatah per manifesta corruzione e per presunte trame ai danni dell'attuale cacicco-capo dei collaborazionisti palestinesi, Mahmud Abbas, Dahlan si é rifugiato dai suoi amici emiri, dove ha avuto contatti equivoci con membi dell'ex-entourage di Mubarak e ha inviato i suoi agenti in lungo e in largo nel Medio Oriente alla disperata ricerca di qualche occasione di tornare utile ai suoi vecchi padroni.

Netanyahu sembrerebbe essersi convinto che Dahlan, opportunamente "installato" a capo dell'ANP al posto di Abbas, sarebbe il 'travicello' perfetto con cui concludere un aborto di 'accordo' che garantisca al regime dell'Apartheid di Tel Aviv il continuo controllo dei suoi insediamenti illegali in Cisgiordania.

martedì 19 marzo 2013

Hamas ancora costretto a smentire suo coinvolgimento nelle repressioni violente in Egitto!

Ancora una volta Hamas prende la parola per respingere le accuse di stare contribuendo con una presenza armata di suoi militanti alla repressione governativa egiziana contro gli avversari politici correndo così in aiuto della traballate autorità del Presidente Mursi, espressione della locale Fratellanza Musulmana. Questa volte le accuse in merito sono state lanciate dal quotidiano "Al-Ahram al-Arabi".

La smentita di Hamas, ancora una volta pronunciata dal dirigente Moussa Abu Marzouk, 'ingegnere' insieme a Khaled Mishaal del 'dietro front' che ha portato il Movimento Musulmano ad allinearsi con gli emirati conservatori del petrolio e a tradire Iran e Siria, sono questa volta particolarmente articolate e vertono sulla ripetizione del concetto che Hamas non ha mai portato le sue lotte politiche fuori dalla Palestina occupata, come ha ripetuto Marzouk ricordando invece i leader martiri di Hamas come Mahmoud al-Mabhouh e lo Sceicco Azzedine Khalil uccisi dal regime ebraico a Dubai e Damasco.

Ovviamente il discorso di Marzouk é falso fin dall'inizio perché tace la fondamentale differenza che esisteva tra dirigenti come Mabhouh e Khalil e traditori venduti come lui, Mishaal e ad esempio Kamal Ghanaja, leader di Hamas ucciso in Siria mentre si prodigava per aiutare i terroristi wahabiti. Mabhouh, ucciso mentre stava per incontrarsi con agenti iraniani e Khalil, perito pur trovandosi sotto l'ospitalità generosa di Assad, avrebbero preferito farsi amputare un braccio piuttosto che tradire i loro alleati dell'Asse della Resistenza.

A guidare Hamas oggi invece sono sciacalli senza onore che possono anche 'prestare' qualche centinaio d'armati come mercenari a un Presidente malaccorto e superficiale come Mursi che é riuscito in poche settimane ad alienarsi le simpatie persino di una fascia del suo stesso elettorato e ora barcolla su una poltrona malsicura quanto quella di Mubarak...

sabato 29 dicembre 2012

Meeting a Dubai tra Shafiq, Dahlan e agenti del Mossad, cosa sta tramando lo spionaggio ebraico?

Numerosi contatti negli Emirati Arabi Uniti ci hanno segnalato che nelle ultime ore in quel di Dubai si sarebbe tenuto un vertice tra Tamir Pardo del Mossad, l'ex candidato presidenziale egiziano Ahmad Shafiq e l'ex-membro di Fatah ed ex-responsabile della Sicurezza dell'ANP, Mohamed Dahlan.
Come ricorderanno bene i nostri lettori Shafiq é fuggito di gran carriera dall'Egitto appena perse il ballottaggio contro Mohammed Mursi, rifugiandosi tra gli Emiri filo-americani e filo-sionisti che finora lo hanno protetto da tutti gli avvisi di garanzia e i mandati di comparizione spiccati nei suoi confronti per la partecipazione all'allegro regime di tangenti e mazzette della cleptocrazia mubarakiana.

Mohamed Dahlan, già "Ras" di Gaza ai tempi del predominio di Fatah, che con Mubarak stava tramando un golpe interno anti-Abbas poco prima della rivoluzione del 2011. E' uscito con le ossa rotte dal confronto interno con l'ex-delfino di Arafat, si é visto incriminato per tutta una serie di malversazioni e appropriazioni (ma anche omicidi) ed é stato espulso da Fatah venendo ridotto a 'paria' della politica palestinese.
Ovvio che un uomo senza più alcun appoggio cerchi di sfruttare gli ultimi agganci che gli rimangono: quelli con Israele e il Mossad, che lui aiutò ad assassinare il dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabouh inviando due suoi dipendenti a "preparare il terreno" alla squadra-omicidi sionista prenotando e pagando auto a noleggio e stanze d'albergo poi utilizzate dai sicari.
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mercoledì 6 giugno 2012

La guardia di frontiera iraniana blocca gruppo terrorista con 25 Kg di esplosivo al confine sudorientale!


Nella giornata di ieri, martedì 5 giugno, il Comandante della Polizia Provinciale di Frontiera iraniana, Brigadier Generale Gholamali Kouhkan, ha dichiarato che i suoi uomini schierati nella zona sudorientale del Sistan e Belucistan hanno ingaggiato un gruppo di terroristi Jundullah intenti a fare entrare in Iran un carico di 25 chili di esplosivo da usare in attentati contro civili e attacchi contro le forze dell'ordine.
Al termine dello scontro con i terroristi le forze iraniane hanno recuperato, oltre al materiale detonante, inneschi e comandi a distanza, sistemi di comunicazione e localizzazione satellitare e documenti contraffatti. Tutto questo dimostra come, attraverso i confini con l'Afghanistan occupato dagli eserciti NATO e con il Pachistan occupato in pianta semi-permanente dalla CIA é già in atto un'operazione di infiltrazione di personale e materiali per cercare nel prossimo futuro di destabilizzare la Repubblica Islamica sull'esempio di quanto hanno cercato da quattordici mesi a questa parte di fare in Siria gli agenti provocatori e terroristi al soldo dell'imperialismo americano e sionista.
Abdolmalek Rigi...una volta caduto in mano alle forze di sicurezza iraniane questo assassino ha smesso di ridere!
Per questo scopo infame sono disponibili i fanatici wahabiti Jundullah, già responsabili di attacchi e assassinii nel passato più o meno recente, incluso l'omicidio di leader religiosi sunniti avversi alla loro rozza distorsione del messaggio dell'Islam. Ma le forze della Repubblica Islamica fanno buona guardia alla sicurezza del popolo e della nazione iraniana e, come nel febbraio 2010 riuscirono ad arrestare il capo terrorista Jundullah Abdolmakek Rigi, in seguito inviato sul patibolo per i suoi orrendi crimini, nel solo ultimo mese esse sono riuscite a sottrarre all'organizzazione un vero e proprio arsenale di armi automatiche e dodici tonnellate di narcotici, col cui traffico i fanatici terroristi finanziano le proprie imprese.
Prima di venire impiccato Abdolmalek Rigi ammise di essersi incontrato a Dubai con emissari della CIA che lo spronarono a tentare di stabilire una base operativa permanente nel territorio dell'Iran orientale, promettendogli aiuto e supporto "illimitato" una volta che fosse riuscito a stabilirla.
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sabato 7 gennaio 2012

Aggiornamento sulla debacle del Mossad in Mauritania!


Un brevissimo "flash" per informare i nostri affezionati lettori che, grazie alla costanza con cui i nostri collaboratori ci inviano aggiornamenti e dettagli e allo zelo con cui i nostri redattori li controllano 24/7 anche durante giorni di festa come questi, siamo finalmente in grado di dare un nome e un cognome all'uomo di punta della rete spionistica sionista recentemente smantellata in Mauritania grazie agli sforzi dell'intelligence locale.

L'uomo, un tale Fares al-Banna, sarebbe altresì l'autore della missiva scritta a mano e inviata alla locale ambasciata degli UAE nella quale, in cambio di asilo politico e protezione l'autore (Al-Banna, appunta) prometteva "importanti rivelazioni" riguardo al caso dell'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il dirigente di Hamas martirizzato a Dubai da una 'squadra omicidi' sionista, che avrebbe agito però grazie al sostegno logisitico di elementi palestinesi al soldo di Mohammed Dahlan, l'ex-"squalo" di Gaza.
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mercoledì 4 gennaio 2012

La Mauritania smantella una rete di spionaggio sionista! Collegamenti col caso dell'assassinio di Mahmoud al-Mabouh


I media mauritani hanno riportato la notizia che le autorità locali avrebbero localizzato e smantellato una rete spionistica messa in piedi dai servizi segreti del regime ebraico, che comprendeva contatti e agenti locali e di diverse altre nazionalità, tutti comunque più o meno radicati in profondità nella comunità economica e politica del paese.

Le fonti indicano che i personaggi reclutati dal Mossad sarebbero stati pedinati e sorvegliati a lungo e, una volta accumulate prove bastevoli alla loro incriminazione, rapidamente arrestati nel corso di una vasta operazione coordinata. Secondo il quotidiano Al-Huriyeh (La Libertà) la rete di spionaggio sarebbe stata creata soprattutto per tramite di una locale agenzia turistica.

Di particolare interesse sarebbe una lettera rinvenuta dagli investigatori, indirizzata all'ambasciata degli UAE (Emirati Arabi Uniti) in Mauritania, nella quale uno dei principali sospettati, sentendosi ormai braccato, chiedeva asilo promettendo rivelazioni di dettagli importanti sull'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il rappresentante di Hamas assassinato a Dubai da uno squadrone della morte sionista. Riferimenti erano presenti nella missiva anche sul caso dell'esplosione di un aereo passeggeri etiope in Libano.

La Mauritania ha sospeso ogni relazione diplomatica con l'entità sionista dopo l'aggressione contro Gaza consumata da quest'ultima giusto tre anni fa.

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martedì 18 gennaio 2011

I Clouseau di Madama Merkel si fanno scappare dalle mani un assassino israeliano, gratitudine da parte del Mossad

Al momento dell'arresto il sicario del Mossad non aveva nemmeno il coraggio di guardare in faccia i giornalisti...
Recenti rivelazioni provenienti dalla Germania comunicano di un nuovo mandato d'arresto spiccato nei confronti di un israeliano che faceva parte dello Squadrone della morte che il Mossad inviò a Dubai per assassinare il rappresentante della Resistenza palestinese Mahmoud Al-Mabhouh. Il magazine "Der Spiegel" ha riportato che Yuri Brodski, cittadino dello Stato ebraico, sarebbe attivamente ricercato dalle agenzie di intelligence e di investigazione della Repubblica federale. Quello che fa rabbia é che le stesse autorità tedesche lo avevano in loro potere fino all'agosto 2010, essendo egli stato arrestato per la complicità nella falsificazione di un passaporto tedesco usato per portare a termine l'omicidio. Le solite pressioni della locale 'Lobby a Sei Punte', per cui la libertà di un assassino israeliano é più importante della lealtà alla propria nazione, erano però state sufficienti a garantire a Brodski la libertà su cauzione (60mila Euro), approfittando della quale egli aveva prontamente violato l'interdetto a lasciare il paese prima della conclusione del procedimento legale contro di lui, facendo perdere le sue tracce.

sabato 1 gennaio 2011

Il "piffero" Dahlan va in Egitto per suonare...e finisce...suonato!!


Una grave debacle quella che ha colpito Mohammed Dahlan, l'ex capo supremo delle forze di sicurezza dell'Anp che perse titoli, prebende e la maggior parte dei suoi seguaci quando venne poco cerimoniosamente sfrattato a colpi di Kalashnikov dal suo "feudo" nella Striscia di Gaza in seguito al fallimento del Colpo di Stato tentato da Fatah contro Hamas e il legittimo Governo espresso dal movimento musulmano in seguito alla sua schiacciante vittoria elettorale.

Privo di una posizione di potere da poter sfruttare per il proprio tornaconto personale (ricordiamo che Dahlan faceva trasferire sul proprio conto corrente privato il quaranta per cento delle tariffe doganali riscosse al varco di confine di Karni), Dahlan si ritirò per un periodo a 'vita privata', dedicandosi alla sua impresa di costruzioni edili (in cui aveva riciclato gli illeciti proventi di Karni) e collaborando col Mossad, mandando due suoi dipendenti ed ex-ufficiali della sicurezza dell'Anp a Dubai a "preparare il terreno" per il commando omicida del Mossad che assassinò Mahmoud al-Mabouh.

Ultimamente Dahlan é stato preso da un frenetico attivismo, cercando di rilanciare le sue azioni come possibile successore di Mahmud Abbas, l'ex Presidente dell'Anp il cui mandato é scaduto esattamente da due anni, proponendosi come latore di credenziali filo-israeliane e filo-americane ancora più solide di Abbas/Abu Mazen e millantando addirittura di avere un "piano sicuro per distruggere Hamas" e mettere quindi fine con la violenza alla scissione del fronte interno Palestinese; chissà se il suo piano per "eliminare" Hamas prevede anche l'eliminazione della maggioranza assoluta dei Palestinesi che hanno fiducia in Hamas per la sua coerenza politica e la sua buona amministrazione di Gaza, mentre ne hanno punto in Fatah per la sua corruzione e la sua mancanza di spina dorsale.

Dahlan aveva programmato un conferenza stampa al Cairo per la giornata del 29 dicembre, ma é stato costretto a cancellarla in fretta e furia quando é risultato evidente che l'evento si sarebbe trasformato in un clamoroso "flop", stante il rifiuto delle maggiori testate della stampa e della televisione egiziana di inviare la benché minima rappresentanza. Fatti i bagagli all'ex boss della sicurezza diventato palazzinaro non é restato che tornare a Ramallah con le pive nel sacco.

Ibrahim el-Darrawy ha così commentato l'evento: "I giorni del Dahlanistan, in cui mr. Dahlan poteva raccogliere attorno a sé la crema della stampa egiziana e mediorientale con il semplice schiocco delle dita sono definitivamente tramontati, il Governo del Cairo preferisce di gran lunga Abbas a Dahlan e il panorama dei media si adegua".

giovedì 23 dicembre 2010

Lo squalo Dahlan infittisce le sue trame verso Abbas, ora chiede il sostegno dei filosionisti europei!


Ibrahim al-Darrawy, giornalista egiziano esperto di questioni palestinesi, ha recentemente affermato che Mohamed Dahlan, di gran lunga il più filoisraeliano e filoamericano fra gli esponenti di Fatah, avrebbe recentemente espresso il desiderio che alcuni suoi "contatti" europei, fra cui molti aderenti alla lobby filosionista, si "mettessero in moto" per esercitare pressioni sul Mahmud Abbas, dirigente della stessa formazione che fino al gennaio 2009 ha occupato la poltrona di presidente dell'Anp.

Le 'pressioni' che Dahlan vorrebbe veder sviluppate contro Abbas riguardano un suo ritorno in auge nella piccola schiera di "cacicchi" di Fatah che occupano le posizioni privilegiate nell'amministrazione della Cisgiordania, la parte di territorio palestinese occupato rimasta in mano di Abu Mazen e soci dopo il loro fallito tentativo di Colpo di Stato contro il legittimo governo espresso da Hamas in conseguenza della sua schiacciante vittoria elettorale del 2006.
"Sì...pronto? Parlo dall'ufficio di Mohamed Dahlan...allora, ci porti cinque kebab di agnello completi di tutto, sì, molto piccanti...e patatine a parte...poi...due vaschette grandi di tabouleh..."
Dahlan sosterrebbe di avere un nuovo piano "a prova di errore" per 'farla finita' con Hamas e distruggere il prestigio politico e il sostegno popolare di cui gode il movimento musulmano di Resistenza. Senza dubbio un "colpo" simile cancellerebbe l'onta e l'umiliazione patite da Dahlan, nativo della Striscia di Gaza, nel 2007, quando, durante gli scontri coi militari di Hamas i suoi uomini (egli era all'epoca responsabile della Sicurezza dell'Anp) furono i primi a venire scacciati e messi in fuga dalla Striscia come altrettanti cani bastonati: le immagini del suo studio occupato dagli armati di Hamas che tenevano i piedi calzati di anfibi sulla sua scrivania e parlavano al suo telefono personale fecero il giro del mondo arabo e non solo.
Manifesto commemorativo di Hamas per Mahmoud al-Mabhouh, ucciso grazie alla cooperazione fra il Mossad e Mohamed Dahlan.
Da allora, come uno Iago verde di bile e desideroso di vendetta, Dahlan si é ancora più avvicinato a Israele, arrivando persino a servirsi di due suoi ex-dipendenti della Sicurezza di Gaza come "battistrada" per il commando di assassini del Mossad che, a Dubai, ha ucciso in un agguato il dirigente di Hamas Mahmoud al-Mabhouh; c'é da essere piuttosto certi che anche in questo suo nuovo piano "a prova d'errore" vi sia più che lo zampino dei servizi segreti ebraici.

Mohamed Dahlan, all'apice della sua influenza, controllava tramite le varie agenzie di sicurezza dell'Anp, un totale di 20.000 uomini, ed era così riverito e temuto che i Palestinesi parlavano della Striscia di Gaza come "Dahlanistan"...tuttavia la sua popolarità (e il suo potere) ricevettero una prima grave scossa quando si scoprì che i doganieri del valico di frontiera di Karni dirottavano il 40% delle imposte di dogana riscosse direttamente sul suo conto corrente personale.