Il Presidente Michel Aoun, in un messaggio augurale inviato ai Cristiani che festeggiano oggi la Pasqua ha espresso la speranza che, come il Cristo si é sacrificato per salvare l'Umanità e poi é Risorto, nel prossimo futuro si potrà assistere alla salvezza e alla resurrezione del Libano.
"Celebrando la vittoria di Cristo sulla morte, ci permettiamo di augurare una resurrezione anche per la nostra patria", ha articolato l'Ex-generale visitando il Cardinale Al-Rai a Bkirki.
Ma Aoun ha anche accennato alle sofferenze dei Cristiani di Palestina, aggiungendo:
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domenica 1 aprile 2018
Il Presidente libanese Michel Aoun: "Il giogo sionista sui luoghi santi cristiani offende e soffoca il loro valore spirituale!"
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martedì 1 novembre 2016
Il regime sionista mastica amaro per l'elezione di Aoun: "Hariri e alleati si sono piegati alla tenacia di Hezbollah!"
Tutti i media del regime ebraico di occupazione della Palestina hanno espresso vibrata delusione di fronte all'elezione dell'Ex-generale Michel Aoun alla carica di Presidente del Libano.
Il quotidiano Israel Hayom, vicinissmo al Premier Benji Netanyahu ha scritto: "La sua elezione a Presidente del Libano significa che Il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, é il grande vincitore di questo braccio di ferro".
Segue la quasi comica indignazione dei giornalisti sionisti per la "capitolazione" di Saad Hariri e dei suoi alleati cristiani, che viene vista come una grave sconfitta dell'Arabia Saudita, sponsor del Renzo Bossi libanese e ormai ottima alleata dello stesso israhell, visto che sia Riyadh che Tel Aviv sostengono gli stessi terroristi takfiri in Libia come in Irak come in Siria.
Il quotidiano Israel Hayom, vicinissmo al Premier Benji Netanyahu ha scritto: "La sua elezione a Presidente del Libano significa che Il Segretario Generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, é il grande vincitore di questo braccio di ferro".
Segue la quasi comica indignazione dei giornalisti sionisti per la "capitolazione" di Saad Hariri e dei suoi alleati cristiani, che viene vista come una grave sconfitta dell'Arabia Saudita, sponsor del Renzo Bossi libanese e ormai ottima alleata dello stesso israhell, visto che sia Riyadh che Tel Aviv sostengono gli stessi terroristi takfiri in Libia come in Irak come in Siria.
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Il Neopresidente Michel Aoun riceve auguri e congratulazioni da Khamenei e da Assad!
Appena diffusasi la notizia della sua elezione alla poltrona più alta del Palazzo di Baabda, per l'Ex-generale Michel Aoun, politico di lungo corso della spesso travagliata scena pubblica libanese, hanno cominciato ad arrivare le telefonate di congratulazioni e auguri.
Particolarmente gradite sono state quelle provenienti da Damasco e da Teheran, che lo hanno messo in comunicazione rispettivamente col Presidente siriano Bashar al-Assad e con la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica Ayatollah Ali Khamenei.
Particolarmente gradite sono state quelle provenienti da Damasco e da Teheran, che lo hanno messo in comunicazione rispettivamente col Presidente siriano Bashar al-Assad e con la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica Ayatollah Ali Khamenei.
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lunedì 31 ottobre 2016
Dopo ventinove mesi di ostruzionismo voluto dal saudita Hariri, Michel Aoun é Presidente del Libano!
Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Il Paese dei Cedri ha di nuovo un Capo di Stato; a ventinove mesi dalla scadenza del mandato di Michel Sleiman (25 maggio 2014) il Parlamento di Beirut é riuscito, dopo quarantacinque tentativi andati a vuoto, a eleggere l'Ex-Generale, Ex-premier ed Ex-presidente ad interim (carica che assunse parallelamente al premierato tra il 1989 e il 1990, mancando in quel periodo un Presidente legalmente eletto) Michel Aoun, l'ottantunenne leader del Libero Movimento Patriottico, alleato di Hezbollah, di Amal e di altre forze progressiste e nazionaliste nell'Alleanza 8 Marzo.
Michel Aoun ha una storia lunga e complessa che lo ha visto spesso al centro dei violenti e drammatici rivolgimenti che hanno travagliato il Libano (un tempo Svizzera del Medio Oriente) negli ultimi quaranta anni. Esiliato in Francia tra il 1991 e il 2005, ritornò il Libano subito dopo il ritiro dell'Esercito Arabo Siriano, che aveva presidiato porzioni del Libano fin dalla fin dal 1976, dapprima schierando la propria formazione a fianco degli altri partiti cristiano maroniti (Forze Libanesi e Falange), ma in seguito, vedendo come il Movimento Futuro di Saad Hariri stesse egemonizzando sempre più la coalizione del "14 Marzo" trasformandola in un veicolo della dominazione saudita in Libano, egli stupì gli osservatori politici libanesi e internazionali siglando un'intesa con Hezbollah nel febbraio 2006 e spostando il suo partito nell'Alleanza 8 Marzo.
Il Paese dei Cedri ha di nuovo un Capo di Stato; a ventinove mesi dalla scadenza del mandato di Michel Sleiman (25 maggio 2014) il Parlamento di Beirut é riuscito, dopo quarantacinque tentativi andati a vuoto, a eleggere l'Ex-Generale, Ex-premier ed Ex-presidente ad interim (carica che assunse parallelamente al premierato tra il 1989 e il 1990, mancando in quel periodo un Presidente legalmente eletto) Michel Aoun, l'ottantunenne leader del Libero Movimento Patriottico, alleato di Hezbollah, di Amal e di altre forze progressiste e nazionaliste nell'Alleanza 8 Marzo.
Michel Aoun ha una storia lunga e complessa che lo ha visto spesso al centro dei violenti e drammatici rivolgimenti che hanno travagliato il Libano (un tempo Svizzera del Medio Oriente) negli ultimi quaranta anni. Esiliato in Francia tra il 1991 e il 2005, ritornò il Libano subito dopo il ritiro dell'Esercito Arabo Siriano, che aveva presidiato porzioni del Libano fin dalla fin dal 1976, dapprima schierando la propria formazione a fianco degli altri partiti cristiano maroniti (Forze Libanesi e Falange), ma in seguito, vedendo come il Movimento Futuro di Saad Hariri stesse egemonizzando sempre più la coalizione del "14 Marzo" trasformandola in un veicolo della dominazione saudita in Libano, egli stupì gli osservatori politici libanesi e internazionali siglando un'intesa con Hezbollah nel febbraio 2006 e spostando il suo partito nell'Alleanza 8 Marzo.
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domenica 7 febbraio 2016
Michel Aoun celebra il decimo anniversario dell'alleanza con Hezbollah rinnovando l'impegno contro il terrorismo e il regime ebraico!
Nel decimo anniversario della firma del Memorandum di Alleanza tra il Libero Movimento Patriottico e la Resistenza di Hezbollah l'Ex-generale Michel Aoun, leader della formazione politica cristiano maronita ha emesso un messaggio di commemorazione dell'evento, lodando la condotta tenuta dall'alleato sciita e dichiarando che anche nel futuro il Movimento si manterrà fedele alle coordinate seguite fino a qui.
"Manterremo i patti e i voti dichiarati dieci anni fa", ha affermato Aoun ai microfoni di 'Panorama Today', trasmissione dell'emittente di Hezbollah "Al Manar", sottolineando che il LMP é "ansioso" di confrontarsi tanto con la minaccia terrorista takfira e wahabita quanto con quella rappresentata dal nemico sionista.
"Manterremo i patti e i voti dichiarati dieci anni fa", ha affermato Aoun ai microfoni di 'Panorama Today', trasmissione dell'emittente di Hezbollah "Al Manar", sottolineando che il LMP é "ansioso" di confrontarsi tanto con la minaccia terrorista takfira e wahabita quanto con quella rappresentata dal nemico sionista.
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domenica 5 aprile 2015
Il Presidente Assad da Damasco augura una BUONA PASQUA a tutti i Cristiani di Siria!
Il Presidente siriano Bashir Assad ha incontrato stamane i rappresentanti di tutte le principali confessioni e denominazioni cristiane di Siria dai quali ha ricevuto gli auguri di Buona Pasqua, che ha recepito calorosamente e ha quindi rivolto i suoi personali auguri di buone festività pasquali a tutti i cittadini siriani di fede cristiana (Maronita, Ortodossa, Melkita, Assira...)
assicurando che i Cristiani, parte storica integrante e fondamentale della millenaria storia del paese, verranno protetti e difesi da qualunque minaccia terroristica con tutte le forze e le capacità dell'apparato di sicurezza siriano.
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lunedì 29 luglio 2013
Dopo l'arresto del suo sgherro Wahed, emergono le responsabilità di Ahmad Assir nel tentato assassinio di Michel Aoun!
Lo scorso 24 settembre PALAESTINA FELIX riportò in esclusiva per l'Italia battendo sul tempo testate ben più famose e sproporzionatamente più ricche la notizia del fallito attentato contro il politico cristiano maronita Michel Aoun, già generale che nel finale della guerra civile libanese non esitò un attimo a farsi proclamare Premier dal Presidente uscente e impugnare le armi in nome della Repubblica dapprima contro i maroniti mafiosi e fascisti e poi persino contro le strapotenti truppe siriane che all'epoca occupavano mezzo paese, ristabilendo l'indipendenza del Paese dei Cedri almeno nella capitale, per diversi mesi.
Adesso, pochi giorni dopo l'arresto della guardia del corpo del rozzo predicatore takfiro Ahmad Assir, il quale, ricordiamolo é morto nel totale fallimento della sua provocazione armata contro quello stesso Esercito Libanese un tempo guidato da Michel Aoun, risulta (dalle affermazioni rese dal prigioniero davanti alla corte militare speciale) che fu proprio Assir, tramite il suo 'gorilla' ed altri estremisti sunniti, a organizzare quell'attentato che per fortuna colpì soltanto un'auto "civetta" del suo convoglio.
Siamo certi che questa non sarà l'ultima 'rivelazione' che sarà possibile udire dalla voce flautata di Ali Wahed; attendiamo pazienti ulteriori sue deposizioni.
Adesso, pochi giorni dopo l'arresto della guardia del corpo del rozzo predicatore takfiro Ahmad Assir, il quale, ricordiamolo é morto nel totale fallimento della sua provocazione armata contro quello stesso Esercito Libanese un tempo guidato da Michel Aoun, risulta (dalle affermazioni rese dal prigioniero davanti alla corte militare speciale) che fu proprio Assir, tramite il suo 'gorilla' ed altri estremisti sunniti, a organizzare quell'attentato che per fortuna colpì soltanto un'auto "civetta" del suo convoglio.
Siamo certi che questa non sarà l'ultima 'rivelazione' che sarà possibile udire dalla voce flautata di Ali Wahed; attendiamo pazienti ulteriori sue deposizioni.
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martedì 2 luglio 2013
I Cristiani libanesi chiedono ad Hassan Nasrallah il permesso di potersi unire a Hezbollah per combattere in Siria!!
IL SEGUENTE MESSAGGIO E' STATO PUBBLICATO IERI SU UNA PAGINA FACEBOOK DEDICATA AI "POLITICI LIBANESI" E CI E' STATO SEGNALATO DA UNO DEI NOSTRI CONTATTI
"Dai vostri fratelli Cristiani che vogliono assistere e aiutare la Resistenza Libanese e l'Esercito Arabo Siriano che ogni giorno lottano e si sacrificano contro i takfiri stranieri"
Vostra Eminenza Sayyed Nasrallah, siamo un gruppo di giovani Cristiani che non resiste più nel vedere i nostri correligionari uccisi e torturati in Siria, i nostri Arcivescovi rapiti e offesi, la nostra Storia e la nostra Cultura messe in pericolo da questi estremisti che non rappresentano nulla se non la loro meschinità e crudeltà nascoste sotto una parodia dell'Islam; gli abusi e le enormità di costoro non causano reazioni da parte dell'Occidente "cristiano" o dalle gerarchie religiose delle nostre Chiese.
Per questo, Vostra Eminenza, vi chiediamo di permettere che le porte della sua organizzazione si aprano e ci venga permesso di unirci agli Eroi che difendendo la Siria, difendono anche i Siriani cristiani, vorremmo poter formare una nostra unità nelle vostre fila, una unità dedicata ai nomi di Issa e Mariam (Gesù e Maria) che unisca i propri sforzi a quelli dei vostri altri seguaci per conseguire prima la necessaria vittoria sui barbari takfiri. Sarebbe un onore per noi aggiungere i nostri martiri, martiri cristiani, a quelli che già si sono immolati per la libertà di Qusayr, dove erano presenti molti nostri fratelli.
"Dai vostri fratelli Cristiani che vogliono assistere e aiutare la Resistenza Libanese e l'Esercito Arabo Siriano che ogni giorno lottano e si sacrificano contro i takfiri stranieri"
Vostra Eminenza Sayyed Nasrallah, siamo un gruppo di giovani Cristiani che non resiste più nel vedere i nostri correligionari uccisi e torturati in Siria, i nostri Arcivescovi rapiti e offesi, la nostra Storia e la nostra Cultura messe in pericolo da questi estremisti che non rappresentano nulla se non la loro meschinità e crudeltà nascoste sotto una parodia dell'Islam; gli abusi e le enormità di costoro non causano reazioni da parte dell'Occidente "cristiano" o dalle gerarchie religiose delle nostre Chiese.
Per questo, Vostra Eminenza, vi chiediamo di permettere che le porte della sua organizzazione si aprano e ci venga permesso di unirci agli Eroi che difendendo la Siria, difendono anche i Siriani cristiani, vorremmo poter formare una nostra unità nelle vostre fila, una unità dedicata ai nomi di Issa e Mariam (Gesù e Maria) che unisca i propri sforzi a quelli dei vostri altri seguaci per conseguire prima la necessaria vittoria sui barbari takfiri. Sarebbe un onore per noi aggiungere i nostri martiri, martiri cristiani, a quelli che già si sono immolati per la libertà di Qusayr, dove erano presenti molti nostri fratelli.
giovedì 11 aprile 2013
Il Patriarca maronita Al-Rai le canta chiare a Hollande all'Eliseo: "Assad infinitamente preferibile ai tagliagole wahabiti che perseguiterebbero le minoranze a partire dai Cristiani!"
Ancora una volta il fato del Libano e della Siria, in questi mesi travagliati dagli eventi dell'insorgenza terrorista scatenata dalle forze dell'Imperialismo contro il Governo e il popolo di Damasco si lega ai gesti e alle iniziative del Patriarca maronita di Antiochia il Cardinale Beshara al-Rai che si é incontrato all'Eliseo con il Presidente francese Francois Hollande.
Il Patriarca ha messo subito in chiaro la sua posizione sulla questione siriana, dove il Governo di Parigi continua a sostenere posizioni anti-governative e filo-terroristiche, arrivando ad auspicare un massiccio afflusso di armi e rifornimenti alle frange wahabite che godono anche del sostegno degli emirati del petrolio e dei terroristi di Al-Qaeda in Irak.
"Assad" ha dichiarato Al-Rai "Non é in alcun modo peggiore dei militanti scatenati nel paese contro di lui", tanto più che, nel caso che il Governo centrale da lui rappresentato dovesse in qualche modo cedere terreno agli insorti essi ne approfitterebbero per scatenare la caccia alle minoranze, in primo luogo proprio quella Cristiana, che sotto Assad padre e figlio sono invece stati sempre protetti e rispettati.
Il Patriarca ha messo subito in chiaro la sua posizione sulla questione siriana, dove il Governo di Parigi continua a sostenere posizioni anti-governative e filo-terroristiche, arrivando ad auspicare un massiccio afflusso di armi e rifornimenti alle frange wahabite che godono anche del sostegno degli emirati del petrolio e dei terroristi di Al-Qaeda in Irak.
"Assad" ha dichiarato Al-Rai "Non é in alcun modo peggiore dei militanti scatenati nel paese contro di lui", tanto più che, nel caso che il Governo centrale da lui rappresentato dovesse in qualche modo cedere terreno agli insorti essi ne approfitterebbero per scatenare la caccia alle minoranze, in primo luogo proprio quella Cristiana, che sotto Assad padre e figlio sono invece stati sempre protetti e rispettati.
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lunedì 12 novembre 2012
Il mafioso fascista Samir Geagea spara a zero sul Cardinale Al-Rahi dopo il suo incontro con Hezbollah: ma pensi ai suoi amici wahabiti!
Riceviamo dai nostri contatti e dalle nostre fonti in Libano notizie della vasta eco suscitata dal recente incontro a Bkirki tra il Capo del Politburo di Hamas e il Patriarca cristiano maronita Beshara al-Rahi, che presto verrà insignito da Papa Benedetto XVI della porpora cardinalizia.
Il tono dei commenti é quasi unanimemente positivo, soprattutto alla luce delle ultime gravi tensioni in Libano causate dall'irresponsabile schierarsi dei politicanti dei partiti del '14 Marzo' a fianco degli estremisti wahabiti e qaedisti sostenuti da Riyadh, Doha, Washington e Tel Aviv: mossa che ha già causato instabilità, tensioni e morti, anche recentemente.
Il rafforzamento dei legami tra maroniti e sciiti: tra detentori della passata maggioranza relativa tra le sette e le confessioni libanesi e titolari della nuova (il 41 per cento dei Libanesi sono ormai sciiti) é senza dubbio un fatto positivo e come tale é celebrato da tutti i veri patrioti libanesi.
Unico a digrignare i denti é il fascista mafioso Samir Geagea, che dovrebbe stare a marcire in prigione in forza della sentenza che lo ha riconosciuto colpevole dell'omicidio di Rashid Karami. Evidentemente Geagea preferisce gli improbabili "compagni di letto" wahabiti, che prima o poi vorrebbero sterminare e perseguitare i Cristiani, perché così gli hanno ordinato i suoi burattinai di Washington e Tel Aviv.
Il tono dei commenti é quasi unanimemente positivo, soprattutto alla luce delle ultime gravi tensioni in Libano causate dall'irresponsabile schierarsi dei politicanti dei partiti del '14 Marzo' a fianco degli estremisti wahabiti e qaedisti sostenuti da Riyadh, Doha, Washington e Tel Aviv: mossa che ha già causato instabilità, tensioni e morti, anche recentemente.
Il rafforzamento dei legami tra maroniti e sciiti: tra detentori della passata maggioranza relativa tra le sette e le confessioni libanesi e titolari della nuova (il 41 per cento dei Libanesi sono ormai sciiti) é senza dubbio un fatto positivo e come tale é celebrato da tutti i veri patrioti libanesi.
Unico a digrignare i denti é il fascista mafioso Samir Geagea, che dovrebbe stare a marcire in prigione in forza della sentenza che lo ha riconosciuto colpevole dell'omicidio di Rashid Karami. Evidentemente Geagea preferisce gli improbabili "compagni di letto" wahabiti, che prima o poi vorrebbero sterminare e perseguitare i Cristiani, perché così gli hanno ordinato i suoi burattinai di Washington e Tel Aviv.
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domenica 11 novembre 2012
Delegazione di Hezbollah in visita a Bkirki per congratularsi con il Patriarca Maronita al-Rahi!
Il prossimo 24 novembre, Papa Benedetto XVI creerà cardinale il Patriarca Maronita Bechara al-Rahi (finora arcivescovo), facendolo diventare "Principe della Chiesa"; per congratularsi della sua prossima promozione e rinsaldare i legami di dialogo esistenti tra le due comunità (e incarnati nella cooperazione politica tra l'LMP, Hezbollah e Amal all'interno dell'Alleanza 8 Marzo) una delegazione sciita guidata dal capo del Politburo di Hezbollah Ibrahim Amin al-Sayyed ha fatto visita a Bkirki, residenza del Patriarca.
La discussione che ha avuto luogo, comunque, ha ruotato più che altro attorno a temi politici, come la necessità di condurre in porto la riforma elettorale in senso proporzionale prima della chiamata alle urne del 2013 e le gravi responsabilità dell'Alleanza 14 Marzo nel tentativo di rovesciamento violento del Governo seguito ai funerali di Wissam al-Hasan e nell'ostruzionismo ai lavori del Governo Mikati e allo stesso processo di riscrittura delle regole elettorali.
La discussione che ha avuto luogo, comunque, ha ruotato più che altro attorno a temi politici, come la necessità di condurre in porto la riforma elettorale in senso proporzionale prima della chiamata alle urne del 2013 e le gravi responsabilità dell'Alleanza 14 Marzo nel tentativo di rovesciamento violento del Governo seguito ai funerali di Wissam al-Hasan e nell'ostruzionismo ai lavori del Governo Mikati e allo stesso processo di riscrittura delle regole elettorali.
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lunedì 24 settembre 2012
Ignoti attentatori aprono il fuoco contro il convoglio di Michel Aoun, leader dell'LMP libanese!
Michel Aoun, Ex-capo dell'Esercito libanese ed Ex-Primo Ministro, nei suoi giorni in uniforme non esitò, con forze grandemente inferiori a sfidare sul campo di battaglia prima le potenti milizie falangiste filoisraeliane, infliggendo loro una totale disfatta, arrivando poi a confrontarsi addirittura con l'Esercito siriano nel tentativo di ricostruire un'autorità statale libanese indipendente e autonoma. Non é quindi il tipo di persona che si possa intimidire con un singolo colpo d'arma da fuoco, quand'anche fosse esploso al suo indirizzo.
Quando poi, come accaduto nel week-end, lo sparo é stato indirizzato non contro di lui, ma contro l'auto 'civetta' dei due convogli-esca che percorrevano le strade tra Jezzine e Beirut proprio per distrarre l'attenzione di potenziali attentatori, si può stare certi che il coraggioso uomo politico libanese, fondatore dell'LMP, il Libero Movimento Patriottico che ha sottratto una vasta fetta di elettorato maronita ai partiti falangisti e fascistoidi dei vari Geagea e Gemayel, non perderà nemmeno un minuto di sonno nelle prossime notti. Informato del tentativo di agguato una volta rientrato nella capitale libanese Aoun ha dichiarato: "Questo é il quarto attentato contro di me: nelle precedenti tre occasioni i responsabili sono sempre stati arrestati, spero che questo sarà il caso anche questa volta".
Aoun ha proseguito chiedendosi a chi potrebbe fare comodo la sua eliminazione fisica, rispondendo che probabilmente dietro al tentativo contro la sua vita vi sono coloro che, al contrario della coalizione 8 marzo attualmente al Governo vorrebbero vedere il Paese dei Cedri consumarsi nei fuochi di una nuova guerra civile settaria per compiacere i loro padroni stranieri: sauditi, imperialisti e sionisti.
Quando poi, come accaduto nel week-end, lo sparo é stato indirizzato non contro di lui, ma contro l'auto 'civetta' dei due convogli-esca che percorrevano le strade tra Jezzine e Beirut proprio per distrarre l'attenzione di potenziali attentatori, si può stare certi che il coraggioso uomo politico libanese, fondatore dell'LMP, il Libero Movimento Patriottico che ha sottratto una vasta fetta di elettorato maronita ai partiti falangisti e fascistoidi dei vari Geagea e Gemayel, non perderà nemmeno un minuto di sonno nelle prossime notti. Informato del tentativo di agguato una volta rientrato nella capitale libanese Aoun ha dichiarato: "Questo é il quarto attentato contro di me: nelle precedenti tre occasioni i responsabili sono sempre stati arrestati, spero che questo sarà il caso anche questa volta".
Aoun ha proseguito chiedendosi a chi potrebbe fare comodo la sua eliminazione fisica, rispondendo che probabilmente dietro al tentativo contro la sua vita vi sono coloro che, al contrario della coalizione 8 marzo attualmente al Governo vorrebbero vedere il Paese dei Cedri consumarsi nei fuochi di una nuova guerra civile settaria per compiacere i loro padroni stranieri: sauditi, imperialisti e sionisti.
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martedì 28 agosto 2012
Clamorosa connection tra Libano ed Egitto: il fascista mafioso Samir Geagea istiga i Copti contro il Presidente Mursi a suon di 'mazzette'!
Una denuncia formale é stata sporta presso la Procura egiziana per la Sicurezza dello Stato contro l'ex-parlamentare dell'Era Mubarak Mohamed abu Hamed riguardo suoi tentativi di istigare manifestazioni e disordini contro la figura e la legittimità del Presidente Mohamed Mursi, esponente del Partito di Libertà e Giustizia risultato vincitore lo scorso giugno delle prime elezioni presidenziali della Storia del paese.
Latore della denuncia un cittadino di nome Mahmoud Abdelrahman che, nel suo esposto contro il politco lo ha formalmente accusato di avere percepito fondi illegali trasferitigli dal capo falangista libanese Samir Geagea, già carcerato condannato all'ergastolo per i suoi crimini negli anni '70 e '80, liberato nel corso della gazzarra organizzata dal Dipartimento di Stato Usa dopo l'assassinio di Rafik Hariri a opera del Mossad.
Scopo di Geagea (che evidentemente ha agito su impulso di Tel Aviv e Washington) era quello di istigare la minoranza Copta contro Mohamed Mursi e il suo partito, in maniera da dare adito ai propagandisti sionisti e imperialisti per accusare la Fratellanza Musulmana di 'perseguitare i cristiani' (vecchio gioco quando si tratta di diffamare un paese musulmano che non obbedisca di 'diktat' occidentali).
Parte del complotto avrebbe anche coinvolto il magnate televisivo Tawfiq Okasha, noto per le sue posizioni anti-Mursi e anti-Ikhwan.
Latore della denuncia un cittadino di nome Mahmoud Abdelrahman che, nel suo esposto contro il politco lo ha formalmente accusato di avere percepito fondi illegali trasferitigli dal capo falangista libanese Samir Geagea, già carcerato condannato all'ergastolo per i suoi crimini negli anni '70 e '80, liberato nel corso della gazzarra organizzata dal Dipartimento di Stato Usa dopo l'assassinio di Rafik Hariri a opera del Mossad.
Scopo di Geagea (che evidentemente ha agito su impulso di Tel Aviv e Washington) era quello di istigare la minoranza Copta contro Mohamed Mursi e il suo partito, in maniera da dare adito ai propagandisti sionisti e imperialisti per accusare la Fratellanza Musulmana di 'perseguitare i cristiani' (vecchio gioco quando si tratta di diffamare un paese musulmano che non obbedisca di 'diktat' occidentali).
Parte del complotto avrebbe anche coinvolto il magnate televisivo Tawfiq Okasha, noto per le sue posizioni anti-Mursi e anti-Ikhwan.
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domenica 22 aprile 2012
Ferve il dibattito in Libano sulla necessità di una radicale riforma del sistema elettorale!
Partiti, fazioni e comunità etniche e religiose libanesi sono impegnate in questi giorni in un serratissimo dibattito riguardo la necessità di sostituire completamente l'attuale ordinamento elettorale con uno nuovo prima delle elezioni politiche del 2013. Il vecchio sistema prevede collegi maggioritari uninominali con premio di maggioranza e risale addirittura al 1920 (venne parzialmente correto nel 1960 con l'introduzione di qualche quota proporzionale) ed era stato studiato dagli occupanti coloniali francesi insieme con i rappresentanti della comunità cristiano-maronita per permettere a quest'ultima (che all'epoca aveva la maggioranza della popolazione) di occupare indefinitamente il potere. Del resto lo stesso Libano é una nazione artificiale ottenuta "ritagliando" dalla Siria le province a maggioranza maronita (denominazione cristiana cattolica sui iuri) in maniera da ottenere uno Stato dove i Francesi avrebbero sempre potuto contare su interlocutori cristiani e cattolici.
Ma ormai la demografia é cambiata e il 41% della popolazione é sciita, inoltre i maroniti non sono più uniti sotto un'unica bandiera ma si differenziano tra i neofascisti di Geagea e Gemayel, venduti a Israele e agli Usa, alleati coi sunniti del mezzo-saudita Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) e i progressisti dell'LMP dell'Ex-generale Aoun e il Marada della famiglia Franjeh, separato dai falangisti dall'odio incolmabile per la strage della famiglia Franjeh compiuta dai loro miliziani nel 1978 (quando i falangisti cercarono di distruggere militarmente ogni altro gruppo cristiano maronita -Guardiani dei Cedri, Tigri Ahrar, Marada e altri- in maniera da instaurare una loro egemonia).
Il Ministro dell'Interno Marwan Charbel ha proposto un sistema proporzionale secco che garantisca a ogni gruppo etnico e religioso una rappresentanza in base alla sua consistenza numerica; resterebbe da decidere come riorganizzare i collegi elettoriali che dovrebbero dividere il Libano in un numero di circoscrizioni variabile dalle 10 alle 14. Ovviamente decidere dove far passare i confini tra l'una e le altre potrebbe avere drammatica influenza sul peso numerico della rappresentanza elettorale di questo o quell'altro gruppo o setta. In Libano esistono circa 17 diverse comunità che vanno dai 'player maggiori' (Maroniti, Sunniti, Sciiti) a gruppi di media entità (Drusi, Greco-Ortodossi, Alawiti) a piccolissimi gruppi (Armeni, Yazidi, Curdi) che però magari costituiscono la maggioranza assoluta di una cittadina o di una provincia.
Ma ormai la demografia é cambiata e il 41% della popolazione é sciita, inoltre i maroniti non sono più uniti sotto un'unica bandiera ma si differenziano tra i neofascisti di Geagea e Gemayel, venduti a Israele e agli Usa, alleati coi sunniti del mezzo-saudita Saad Hariri (il Renzo Bossi libanese) e i progressisti dell'LMP dell'Ex-generale Aoun e il Marada della famiglia Franjeh, separato dai falangisti dall'odio incolmabile per la strage della famiglia Franjeh compiuta dai loro miliziani nel 1978 (quando i falangisti cercarono di distruggere militarmente ogni altro gruppo cristiano maronita -Guardiani dei Cedri, Tigri Ahrar, Marada e altri- in maniera da instaurare una loro egemonia).
Il Ministro dell'Interno Marwan Charbel ha proposto un sistema proporzionale secco che garantisca a ogni gruppo etnico e religioso una rappresentanza in base alla sua consistenza numerica; resterebbe da decidere come riorganizzare i collegi elettoriali che dovrebbero dividere il Libano in un numero di circoscrizioni variabile dalle 10 alle 14. Ovviamente decidere dove far passare i confini tra l'una e le altre potrebbe avere drammatica influenza sul peso numerico della rappresentanza elettorale di questo o quell'altro gruppo o setta. In Libano esistono circa 17 diverse comunità che vanno dai 'player maggiori' (Maroniti, Sunniti, Sciiti) a gruppi di media entità (Drusi, Greco-Ortodossi, Alawiti) a piccolissimi gruppi (Armeni, Yazidi, Curdi) che però magari costituiscono la maggioranza assoluta di una cittadina o di una provincia.
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martedì 14 giugno 2011
Nasce il Governo Mikati: "Tutto per il Libano, tutto per i suoi Lavoratori" (Ma l'LDP brontola e pesta i piedi)
Con lo slogan "Tutto per il Libano, tutto per i suoi Lavoratori" il Premier designato Najib Mikati ha presentato finalmente, quattro mesi e mezzo dopo il rovesciamento dei rapporti di forza parlamentari, la lista dei ventinove ministri del suo Esecutivo, sancendo così il 'requiem' definitivo per l'interregno di Saad Hariri, Primo Ministro giubilato che, dietro la scusa di gestire l'interim non ha cessato un solo giorno di brigare e tramare per destabilizzare il Libano e portare avanti l'agenda dei suoi padroni yankee e sionisti, interessati soprattutto a usare il Paese dei Cedri come una sorta di Pachistan da cui destabilizzare la vicina Siria, una 'staging area' per terroristi e provocatori che tanti lutti e devastazioni hanno causato in questi ultimi mesi nel tentativo di minare il potere del Presidente Bashir Assad.
NOME SETTA PARTITO INCARICO
Najib Mikati Sunnita
Samir Mokbel Sunnita Indipendente2 Vicepremier
Mohammad Fneish Sciita Hezbollah Ministro della PA e dello Sviluppo
Wael Abu-Faour Druso PSP Ministro degli Affari Sociali
Gebran Bassil Maronita LMP Ministro dell'Energia e dell'Acqua
Hussein Al-Hajj Hasan Sciita Hezbollah Ministro dell'Agricoltura
Charbel Nahhas Cattolico LMP Ministro del Lavoro
Fahdi Abboud Maronita LMP Ministro del Turismo
Talal Arslan Druso LDP Ministro di Stato senza Portafoglio
Nicolas Fattoush Cattolico Indipendente1 Ministro per gli Affari Parlamentari
Ghazi Al-Aridi Druso PSP Ministro dei Lavori Pubblici
Ali Kanso Sciita SSNP Ministro di Stato senza Portafoglio
Ali Hasan Khalil Sciita Amal Ministro della Salute
Mohammad Safadi Sunnita Indipendente1 Ministro delle Finanze
Salim Karam Maronita Marada Ministro di Stato senza Portafoglio
Alaa El-Din Terro Sunnita PSP Ministro delle Politiche Migratorie e dei Rifugiati
Ahmad Karameh Sunnita Indipendente1 Ministro di Stato senza Portafoglio
Nazem Al-Khouri Maronita Indipendente2 Ministro dell'Ambiente
Fayez Ghoson Greco Ortodosso Marada Ministro della Difesa
Shakib Qartabawi Maronita LMP Ministro della Giustizia
Adnan Mansour Sciita Amal Ministro degli Esteri
Nicolas Nahhas Greco Ortodosso Indipendente1 Ministro dell'Economia
Marwan Charbel Maronita Indipendente2 Ministro dell'Interno
Elias Sabounjian Armeno Tashnaq Ministro dell'Industria
Walid Al-Daouk Sunnita Indipendente1 Ministro dell'Informazione
Panos Manjian Armeno Tashnaq Ministro di Stato senza Portafoglio
Hassan Diab Sunnita Indipendente1 Ministro dell'Educazione
Gaby Layoun Greco Ortodosso LMP Ministro della Cultura
Nicolas Sahnawi Cattolico LMP Ministro delle Telecomunicazioni
Faisal Karameh Sunnita Alleanza 8/3 Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili
A dire la verità a coprire parzialmente il sole che pareva splendere radioso su una giornata storica per il Libano sono arrivati i 'mal di pancia' di Talal Arslan, leader del partner di minoranza del Partito Democratico Libanese che, scontento del ruolo 'poco prestigioso' riservatogli (un Ministero di Stato senza Portafoglio, ma che pretendeva coi suoi due miseri deputati su una coalizione di 68?), non ha aspettato tempo ad annunciare le sue dimissioni e l'uscita dell'LDP dalla coalizione di Governo, pur specificando che la sua formazione sarà sempre "legata a Hezbollah e ai valori della Resistenza". Arslan e i suoi si asterranno dal voto di Fiducia ma i numeri della compagine di Mikati non sono in pericolo, potendo la sua maggioranza contare comunque su 66 deputati fedeli contro i 60 della coalizione conservatrice.
Il Libero Movimento Patriottico dell'ex-Generale Aoun fa il pieno di poltrone, Hezbollah e Amal cedono un gabinetto a favore dei sunniti (mossa essenziale per garantirsi il loro appoggio), ma vengono compensati con dicasteri di primo piano (Pubblica Amministrazione, Agricoltura, Salute, Esteri, più un Ministero di Stato a uno sciita dell'SSNP), la Difesa va al Marada di Frangieh, che porta a casa solo un altro Ministero, peraltro senza Portafoglio, così come gli Armeni del Tashnaq (che inoltre ricevono l'Industria), Lavori Pubblici, Affari Sociali e Politiche dei Migranti e Rifugiati ai Drusi del PSP, con le altre cariche divise tra indipendenti fedeli al Premier (Affari Parlamentari, Finanze, Economia e Commercio, Informazione, Educazione), fedeli al Presidente Sleiman (Vicepremier, Ambiente, Interno), Ministero dello Sport a un rappresentante 'di coalizione' non affiliato ad alcun partito.
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