giovedì 27 giugno 2013

Flottiglia iraniana del Mar Caspio in visita di cortesia al porto russo di Astrakhan!

Come puntualmente annunciato con largo anticipo su queste stesse pagine il Contrammiraglio iraniano Siavash Jarreh, Vicecomandante supremo delle forze navali di Teheran ha dichiarato che entro pochi giorni una flottiglia dell'IRIN getterà l'ancora alla foce del Volga, lungo le banchine di Astrakhan, per una visita di cortesia.

La flottiglia, che comprenderà due recenti unità lanciamissili, avrà il compito di rinsaldare ulteriormente i rapporti amichevoli che si sono stabiliti fra Mosca e la Repubblica Islamica, pnteggiati e scanditi da avvenumenti come la recente visita di una task force navsle russa a Bandar Abbas.

Tra le unità che hanno visitato il porto iraniano in quell'occasione si annoveravano la nave anti-sommergibile 'Admiral Panteleyev', e la nave-logisitica da sbarco 'Admiral Nevelskoy' con ben 712 uomini d'equipaggio. Le navi russe si stavano riposizionando dal Pacifico al Mediterraneo Orientale nel quadro delle manovre per la ricostituzione di una squadra semi-permanente da dedicare alla sorveglianza e alla protezione delle coste siriane.

Il primo discorso dell'Emiro Tamim delude chi sperava in un cambio di rotta della politica di Doha!

Coloro i quali covavano più o meno segretamente la speranza che il recente avvicendamento sul trono qatariota avrebbe potuto tradursi in un lento e parziale riposizionamento di Doha nello scacchiere strategico mediorientale ha visto le proprie aspettative brutalmente rovinate proprio dal primo discorso ufficiale dell'Ex-delfino ora divenuto Emiro Tamim al-Thani il quale, nella sua prima 'uscita' pubblica, si é limitato a recitare un peana a favore dei diciotto anni di regno paterno e a ribadire che sotto la sua guida il Qatar continuerà nel solco tracciato dall'augusto, pingue genitore.

Certo, bisogna tenere conto che se Tamim avesse anche intenzione di spostare il proprio paese fuori dallo stretto giogo impostogli dagli Americani e dai Sionisti difficilmente lo annuncerebbe in diretta televisiva appena conquistato il potere, tuttavia anche la maniera casuale e svogliata con cui il neo-emiro ha menzionato la questione palestinese sembra indicare che il nuovo sovrano sarà più interessato a farsi 'ascaro' degli ordini di Washington e Tel Aviv contro la Siria, l'Iran, Hezbollah e l'Asse della Resistenza piuttosto che a dare segni di discontinuità con il precedente regnante.

L'Esercito siriano distrugge dozzine di tunnel, rifugi e depositi attorno a Talkalakh, stroncando i rifornimenti dei terroristi!

Nella giornata di ieri l'Esercito Arabo Siriano ha concluso definitivamente le operazioni di "ripulitura" delle campagne attorno a Talkalakh, centro vicinissimo al confine con il Libano che negli scorsi mesi é stato al centro di numerosi tentativi di attacco da parte delle milizie qaediste, ogni volta respinte con gravi perdite dalle truppe regolari.

Nonostante i frequenti fallimenti nei loro tentativi di conquista della cittadina i miliziani takfiri erano riusciti a stendere una "ragnatela" di depositi, arsenali, santebarbare, tunnel e passaggi che portavano da una parte all'altra del confine, rendnendo la zona uno dei principali canali di approvvigionamento di armi, munizioni ed esplosivo per i mercenari stranieri presenti in Siria.

Adesso grazie all'azione dell'Esercito si può essere ragionevolmente sicuri che quei giorni siano finiti per sempre e che numerose cellule e gruppi armati nelle province di Homs, Idlib, Hama e altre ancora nei prossimi giorni possano trovarsi nell'impossibilità di operare proprio a causa della penuria di rifornimenti.

mercoledì 26 giugno 2013

Dopo il brutale linciaggio di quattro sciiti la polizia egiziana pigramente arresta "I Soliti Sospetti"!

Mentre nel corso della passata domenica noi dedicavamo tutta la nostra attenzione allo svilupparsi degli eventi in Libano, dove la pronta reazione delle Forze Armate ha impedito il diffondersi insensato della violenza internecina e settaria, nel 'brillante' Egitto dell'Ikhwan, egemonizzato dai messaggi d'odio anti-sciita di Qaradawi, imam della CIA e di Al-Qaeda, per la felicità del mentecatto che appesta le nostre colonne di commenti con ridicoli peana anti-sciiti degni del peggior takfiro di Bab al-Tabaneh, una folla di straccioni assaltava nel villaggio di Zawiyat Muslim, nella Provincia di Giza, presso Abu Nomros, l'edificio dove il reverendo Sheikh Hasan Shahata con i suoi seguaci stava festeggiando l'anniversario dell'Imam Mahdi.

Dopo aver lanciato bottiglie incendiarie contro lo stabile gli esaltati sono entrati dentro e hanno ucciso a mani nude lo Sheik Shahata, due suoi fratelli e una quarta persona, prima di trascinare in strada i loro cadaveri. Allo spettacolo di orrore barbaro mancava solo un tocco di cannibalismo come quello perpetrato in Siria dagli assassini wahabiti, ma non é detto che le predicazioni d'odio di Qaradawi e soci, tollerate con l'implicito benestare del burattino Mursi, non riescano a spingere gli ignoranti fanatici  sunniti anche a questo, in una futura occasione.

Oggi. dopo i funerali delle vittime e le manifestazioni di lutto pubblico da parte della comunità sciita egiziana, piccola nel numero ma grande, grandissima nella dignità e nella Fede. Col consueto ritardo e la nota faciloneria, le forze dell'ordine hanno arrestato una ventina di persone accusate a vario titolo di aver preso parte al linciaggio. Vorremmo chiedere ai filo-wahabiti che infestano questo sito? Come mai sono sempre gli sciiti a pagare col loro sangue l'odio cieco e l'intolleranza degli estremisti takfiri? Come mai non avvengono mai, MAI, stragi di sunniti nemmeno nei paesi a stragrande maggioranza sciita? Meditate sulla risposta...meditate...

Comincia a chiarirsi la lotta per la successione a Riyadh? Re Abdullah sponsorizzerebbe la candidatura del 'figliolo' Mutaib...

Mentre in Qatar si sarebbe già consumato senza colpo ferire il trasferimento dei poteri da parte dell'ormai ex-Emiro Al-Thank verso il primogenito della sua seconda moglie, il Principe (ora Emiro) Tamim, fino a poco fa lasciato a baloccarsi col Paris Saint-Germain e con la presidenza del Comitato Olimpico Qatariota la situazione della possibile successione a Re Abdallah a Riyadh é molto più complicata, tra stoccate e ripicche che scuotono fin nelle fondamenta una costruzione dinastica ormai rosa e pericolante.

Gli sforzi dell'anziano e malato Re Abdallah, che ancora recentemente si é impegnato ad accusare formalmente e a infliggere gli arresti domiciliari al potente ex-Viceministro della Difesa, sarebbero volti a spinanare la strada per il trono al suo pupillo, il figlio Principe Mutaib, Ministro della Guardia Nazionale, formazione armata affidatagli direttamente dal padre.

"Appena" sessantunenne, Mutaib potrebbe essere ben visto dalla Casa Bianca e dalla Lobby sionista che mal sopporterebbero un altro regnante ultraottantenne che giocoforza dovrebbe abbandonare il trono entro pochi anni per morte o senilità.

Il Generale Pourdastan dichiara: "La Repubblica Islamica indipendente per produzione e manutenzione degli elicotteri!"

Nel corso di una visita alla base dell'Aviazione delle Forze Armate di Aybek, nella Provincia di Qazvin il Comandante in Capo dell'Artesh (Esercito regolare iraniano), Generale Reza Pourdastan, ha colto l'occasione di ringraziare pubblicamente gli ingegneri e i tecnici nazionali che grazie ai loro grandi sforzi e innegabili progressi nel corso degli ultimi anni sono riusciti a rendere la Repubblica Islamica Iraniana completamente indipendente dall'estero per le necessità della sua flotta elicotteristica militare.

Un tempo (durante la dittatura di Reza Palhevi) dipendente dall'Occidente e in particolare dagli Usa per quasi tutti i suoi bisogni militari l'Iran post-rivoluzionario, mettendo a frutto la lezione della Guerra Imposta contro l'Irak di Saddam Hussein ha devoluto da subito dopo l'armistiazio del 1988 importanti risorse a perseguire una politica di sviluppo industriale per la Difesa all'insegna dell'Indipendenza.

Al giorno d'oggi l'Iran é uno dei paesi in possesso di un'avanzatissima industria missilistica ed é in grado di mantenere e produrre autonomamente mezzi blindati e corazzati, pacchetti di modernizzazione per vecchi carri armati, sottomarini tascabili e medi, droni senza pilota, pezzi d'artiglieria e avanzati proiettili 'intelligenti', Fregate e Cacciatorpedinieri, oltre che elicotteri da ricognizione e combattimento, come quelli effigiati in foto, derivati dal vecchio AH-1 americano ma molto rinnovati nell'avionica e nell'elettronica.

martedì 25 giugno 2013

Dopo gli scontri di Sidone: che resta del network wahabita in Libano? Bisogna aspettare un'altra strage? O é il momento di farla finita?

Dopo che grazie alla decisa reazione delle istituzioni statali e dell'Esercito nazionale la rete di militanti takfiri del rozzo predicatore Ahmed al-Assir a Sidone/Sa'ida é stata pressoché distrutta, con dozzine di morti e almeno sessanta arresti (per molti casi dei quali si stanno già tenendo i processi per direttissima di fronte a speciali corti militari) é il caso di fare il punto della situazione per capire di quali forze ancora può fare affidamento la sovversione wahabita filosionista, filosaudita e filoqatariota, e rispondere alla domanda se sia preferibile attendere che essa si rinforzi ulteriormente e magari riprovi (con più successo) a destabilizzare il Paese dei Cedri oppure se non sia il caso "fatto trenta" di "fare anche trentuno" e continuare l'azione armata fino a che ogni sua propaggine non sia sradicata e distrutta.

A Sidone ormai Assir e i suoi non  costituiscono più una minaccia: la rete costruita in due anni era troppo fragile e immatura per poter reggere uno scontro prolungato con le forze armate e ha ceduto al primo attacco deciso da parte dell'Armee Libanaise, anche il tentativo di cercare di sollevare i residenti del campo profughi di Ain al-Hinweh si é rivelato velleitario e fallimentare, condannando Assir alla sconfitta.

A Tripoli Siriaca non ci sono in nessun momento più di 600 wahabiti armati, grossomodo così ripartiti: 400 agli ordini del predicatore takfiro Hussam al-Sabbaq, un centinaio agli ordini del sedicente 'sceicco' Kanaan Naji (il cosiddetto gruppo 'Jund Allah') e per ultimi i 40-50 membri dell'organizzazione di Saad al-Masri.

Questi wahabiti sono stati più volte respinti dagli armati del Partito Democratico Arabo (Alawiti eredi della milizia delle 'Pantere Rosa') e dell'SSNP di Jabal Mohsen ogniqualvolta hanno cercato di dare l'assalto al quartiere rivale dal loro miserabile 'slum' di Bab al-Tabaneh, grazie alla grande supremazia in fatto di armi medie e pesanti che gli alawiti e i socialisti nazionali possono mettere in campo.

Circa un centinaio di militanti wahabiti si trovano nella zona di Nehme, ma, come hanno dimostrato nell'occasione degli ultimi scontri, la loro capacità si limita a poter chiudere temporaneamente i contatti tra Beirut e Sidone, come hanno fatto per alcune ore nel corso degli ultimi scontri. Le loro capacità operative sono limitate anche per la massiccia presenza di uomini e struttre del PFLP-GC nella zona, che se si mobilitassero tutti contro di loro ne decreterebbero ben presto la fine.

L'ultima "riserva" di forze wahabite presenti in Libano si trova nella zona di Beirut e precisamente nel quartiere di Tareq al-Jdideh, vicino alla zona sciita di Shiyeh, essi sembrerebbero una forza imponente con circa mille uomini armati, ma in realtà sono un gruppo estremamente fragile essendo quasi totalmente privo di addestramento e sarebbe possibilissimo neutralizzarlo con una piccola forza professionale che agisse contro di essa in maniera coordinata.

Scontri attorno ad Aleppo e Hama: forze siriane bombardano Qabtan, la battaglia infuria ma i terroristi non hanno speranze!

Infuriano i combattimenti attorno ad Aleppo, dove, con una serie di improvvisati contrattacchi, i gruppi di mercenari wahabiti hanno cercato di prendere 'in contropiede' le forze dell'Esercito regolare nel tentativo di recuperare le posizioni perse nel corso del week-end prima che i militari potessero consolidarne il possesso. Tuttavia grazie alla determinazione e alla professionalità dell'Esercito Arabo Siriano tutti questi tentativi si sono risolti con un nulla di fatto e con ulteriori gravi perdite nelle fila takfire, in special modo nei dintorni di Kfar Hamra e vicino all'aeroporto militare di Minnigh.

Contemporaneamente squadriglie da bombardamento dell'aviazione siriana hanno portato a termine numerose incursioni su Qabtan, in preparazione di una prossima avanzata in quella direzione, mentre intense battaglie si sono consumate nella Provincia di Hama attorno alle località di  Jib al-Hinta, Jib Othman e Rasm al-Daheriya.

Le forze del Presidente Assad sembrano oramai a un passo dal ristabilire sicuri collegamenti tra tutte le province e i governatorati della Siria, costringendo le bande mercenarie wahabite a ritirarsi in perimetri sempre più ristretti e sempre più strettamente sorvegliati dove assediarle e poi schiacciarle una a una sarà via via più facile.